Mi_Me_E_Te chiuse
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Dare la definizione di misura. La misura è costituita da un numero e da un'incertezza che ne rappresenta il campo di variabilità. La misura è un numero che indica il valore assunto dalla grandezza misurata. La misura è costituita da un numero, un'incertezza e un'unità di misura. La misura è un numero che indica il valore assunto dalla grandezza misurata associato a un'unità di misura che rappresenta il riferimento secondo cui il misurando è rapportato. Quale dei seguenti insiemi ordinati di elementi funzionali rappresenta una catena di misura?. Elemento convertitore di variabile; Elemento sensibile primario; Elemento manipolatore di variabile; Elemento di trasmissione di variabile; Memoria; Elemento di presentazione. Elemento sensibile primario; Elemento convertitore di variabile; Elemento manipolatore di variabile; Elemento di trasmissione di variabile; Memoria; Elemento di presentazione. Ambiente; Elemento sensibile primario; Elemento convertitore di variabile; Elemento manipolatore di variabile; Elemento di trasmissione di variabile; Memoria; Elemento di presentazione. Ambiente; Elemento sensibile primario; Elemento convertitore di variabile; Elemento manipolatore di variabile; Elemento di trasmissione di variabile; Memoria; Elemento di presentazione; Osservatore. In uno strumento ad azzeramento: la lettura viene effettuata quando si ripristina l'equilibrio e la deflessione rispetto alla posizione di zero viene equilibrata da una reazione che si genera in un elemento dello strumento stesso. la quantità da misurare produce un effetto che modifica l'equilibrio del sistema. la quantità da misurare produce un effetto a cui si contrappone una reazione che si genera in un elemento dello strumento stesso. si mantiene nulla la deflessione rispetto alla posizione di zero generando un effetto opposto a quello prodotto dalla grandezza da misurare. In uno strumento a deflessione. la quantità da misurare produce un effetto a cui si contrappone una reazione che si genera in un elemento dello strumento stesso. si mantiene nulla la deflessione rispetto alla posizione di zero generando un effetto opposto a quello prodotto dalla grandezza da misurare. la quantità da misurare produce un effetto che modifica l'equilibrio del sistema. la lettura viene effettuata quando si ripristina l'equilibrio e la deflessione rispetto alla posizione di zero viene equilibrata da una reazione che si genera in un elemento dello strumento stesso. La composizione di un ingresso interferente con l'ingresso desiderato può essere schematizzata come: un collegamento in serie. un collegamento in parallelo. il prodotto dei due ingressi. il rapporto tra i due ingressi. La composizione di un ingresso modificatore con l'ingresso desiderato può essere schematizzata come: il rapporto tra i due ingressi. un collegamento in serie. il prodotto dei due ingressi. un collegamento in parallelo. Una delle finalità delle misure è: Definire un'unità di misura. Modellare una grandezza incognita. Prevedere il comportamento di uno strumento. Tarare uno strumento. La compatibilità delle misure è: La condizione che si verifica quando le fasce di valore assegnate in diverse occasioni come misura dello stesso parametro nello stesso stato hanno almeno un elemento in comune. La condizione che si verifica quando le fasce di valore assegnate in diverse occasioni come misura dello stesso parametro nello stesso stato coincidono. La condizione che si verifica quando le fasce di valore assegnate in diverse occasioni come misura dello stesso parametro nello stesso stato si sovrappongono. La condizione che si verifica quando le fasce di valore assegnate in diverse occasioni come misura dello stesso parametro nello stesso stato si sovrappongono agli estremi dell'intervallo. Le misure 6.32±0.12 mm, 6.02±0.42 mm, 6.56±0.06 mm, 6.32±0.12 Pa sono compatibili?. Sono compatibili le misure 6.32±0.12 mm, 6.02±0.42 mm e 6.56±0.06 mm. Sono compatibili le misure 6.32±0.12 mm e 6.32±0.12 Pa. Sono compatibili le misure 6.32±0.12 mm e 6.02±0.42 mm. Sono compatibili le misure 6.32±0.12 mm e 6.56±0.06 mm. La definizione euclidea di misura è: La misura è costituita da un numero e un'incertezza. La misura è il rapporto tra grandezza misurata e una grandezza di riferimento. La misura è costituita da un numero, un'incertezza, un'unità di misura assegnati a rappresentare un parametro in un determinato stato del sistema. La misura è il rapporto tra grandezza misurata e l'unità di misura (o un suo sottomultiplo). Cosa sono gli ingressi modificatori?. Sono ingressi indesiderati che variano il valore dell'uscita. Sono ingressi indesiderati che producono un'uscita anche in assenza di un ingresso. Sono gli ingressi che modificano lo stato dello strumento di misura e che devono essere misurati. Sono ingressi indesiderati che variano il valore dell'uscita variando la legge fisica che lega l'ingresso all'uscita. Se viene utilizzato un metro a nastro per la misura dimensionale di un albero in acciaio, la variazione di temperatura costituisce: Un ingresso interferente. Un ingresso modificatore. Non produce interferenza sulla misura. Un ingresso sia interferente che modificatore. Qual è l'unità di misura dell'angolo piano nel SI: Grado sessagesimale. Grado. Radiante. Steradiante. Nel SI la forza: È una grandezza derivata e si misura in newton. E' una grandezza fondamentale e si misura in newton. È una grandezza fondamentale e si misura in kilogrammi. È una grandezza derivata e si misura in kilogrammi. Il prefisso nano corrisponde a: 10-9. 10-6. 109. 106. Un Sistema di Unità di Misura si dice omogeneo quando: le unità in esso adottate sono invariabili in ogni tempo e riproducibili in ogni luogo. le grandezze derivate sono ricavate da quelle fondamentali attraverso espressioni monomie con fattori di conversioni adimensionali. qualsiasi grandezza fisica è definibile tramite le grandezze fondamentali. i fattori di conversione che compaiono nelle espressioni di prodotto o quoziente tra le unità delle varie grandezze siano sempre uguali a uno. Un Sistema di Unità di Misura si dice coerente quando: qualsiasi grandezza fisica è definibile tramite le grandezze fondamentali. le grandezze derivate sono ricavate da quelle fondamentali attraverso espressioni monomie con fattori di conversioni adimensionali. i fattori di conversione che compaiono nelle espressioni di prodotto o quoziente tra le unità delle varie grandezze siano sempre uguali a uno. le unità in esso adottate sono invariabili in ogni tempo e riproducibili in ogni luogo. Un Sistema di Unità di Misura si dice completo quando: le grandezze derivate sono ricavate da quelle fondamentali attraverso espressioni monomie con fattori di conversioni adimensionali. i fattori di conversione che compaiono nelle espressioni di prodotto o quoziente tra le unità delle varie grandezze siano sempre uguali a uno. qualsiasi grandezza fisica è definibile tramite le grandezze fondamentali. le unità in esso adottate sono invariabili in ogni tempo e riproducibili in ogni luogo. Nel Sistema Internazionale l'unità di misura della temperatura è: il grado Fahrenheit. il grado Celsius. il Kelvin. il grado centigrado. Un Sistema di Unità di Misura si dice assoluto quando: i fattori di conversione che compaiono nelle espressioni di prodotto o quoziente tra le unità delle varie grandezze siano sempre uguali a uno. le unità in esso adottate sono invariabili in ogni tempo e riproducibili in ogni luogo. le grandezze derivate sono ricavate da quelle fondamentali attraverso espressioni monomie con fattori di conversioni adimensionali. qualsiasi grandezza fisica è definibile tramite le grandezze fondamentali. Un segnale periodico. ha i parametri caratteristici periodici nel tempo. ha i parametri caratteristici costanti nel tempo. si può descrivere solo in termini statistici. si ripete uguale nel tempo. La voce umana: è un segnale casuale e stazionario. è un segnale casuale. è un segnale casuale e non stazionario. è un segnale deterministico e stazionario. Il rumore bianco: è un segnale deterministico e stazionario. è un segnale casuale e non stazionario. è un segnale casuale e stazionario. è un segnale casuale. Un segnale transitorio. si ripete uguale nel tempo. ha un inizio e una fine. si può descrivere solo in termini statistici. ha i parametri caratteristici limitati nel tempo. Un segnale deterministico: si può descrivere in termini statistici. si può descrivere tramite una equazione o formula matematica. ha i parametri caratteristici costanti nel tempo. ha i parametri caratteristici periodici nel tempo. Un segnale casuale. ha i parametri caratteristici periodici nel tempo. si può descrivere in termini statistici. si può descrivere tramite una equazione o formula matematica. ha i parametri caratteristici costanti nel tempo. Il suono emesso da un diapason messo in vibrazione per accordare uno strumento musicale: Un segnale deterministico periodico. Un segnale deterministico transitorio. Un segnale casuale non stazionario. Un segnale casuale transitorio. Un impulso è: Un segnale casuale non stazionario. Un segnale casuale transitorio. Un segnale deterministico periodico. Un segnale deterministico transitorio. Un segnale deterministico. Può essere rappresentato da una equazione matematica o da un algoritmo computazionale in ogni istante solo se è transitorio. Può essere rappresentato da una equazione matematica o da un algoritmo computazionale in ogni istante solo se è periodico. Può essere rappresentato da una equazione matematica o da un algoritmo computazionale solo per alcuni istanti. Può essere rappresentato da una equazione matematica o da un algoritmo computazionale in ogni istante. La funzione di autocorrelazione è: Una funzione dispari. Una funzione periodica. Una funzione sinusoidale. Una funzione pari. Il valore RMS di un segnale sinusoidale di ampiezza A e frequenza f vale: Dipende dal tempo di acquisizione. 0.64A. 0.71Af. 0.71A. Il fattore di cresta di un segnale impulsivo è: Uguale a 0. Minore di 1. Uguale a 1. Maggiore di 1. Se un segnale ha un alto contenuto in frequenza: La sua funzione di autocorrelazione assume valori elevati. La sua funzione di autocorrelazione è piatta. La sua funzione di autocorrelazione è molto larga. La sua funzione di autocorrelazione è molto stretta. Il valore di picco o valore estremo di un segnale: è il valore massimo del segnale. è il massimo tra il valore minimo e il valore massimo in valore assoluto. è il valor medio tra il valore minimo e il valore massimo in valore assoluto. è il minimo tra il valore minimo e il valore massimo in valore assoluto. Il fattore di cresta indica: quanti eventi di natura impulsiva sono presenti nel segnale. la forma del segnale ovvero se esso presenta dei valori con ampiezza prossimi al valor medio. l'impulsività del segnale ovvero se esso presenta dei valori con ampiezza che si discostano dal valor medio. i picchi del segnale che hanno valori con ampiezza prossima al valore estremo. Il fattore di forma indica: l'impulsività del segnale ovvero se esso presenta dei valori con ampiezza che si discostano dal valor medio. la forma del segnale ovvero se esso presenta dei valori con ampiezza prossimi al valor medio. quanti eventi di natura impulsiva sono presenti nel segnale. i picchi del segnale che hanno valori con ampiezza prossima al valore estremo. Il fattore di cresta è dato: dal rapporto tra il valore di picco e il valor medio assoluto del segnale. dal rapporto tra il valore RMS e il valore di picco del segnale. dal rapporto tra il valore RMS e il valor medio assoluto del segnale. dal rapporto tra il valore di picco del segnale e il valore RMS. Il fattore di forma indica: dal rapporto tra il valore RMS e il valor medio assoluto del segnale. dal rapporto tra il valore di picco e il valor medio assoluto del segnale. dal rapporto tra il valore di picco del segnale e il valore RMS. dal rapporto tra il valore RMS e il valore di picco del segnale. Dato il segnale periodico di periodo T, se viene rappresentato con una serie di Fourier, la frequenza fondamentale della serie sarà: Pi greco/T. (2*Pi greco)/T. T/(2*Pi greco). 1/T. Il segnale sinusoidale di ampiezza 2.0 V e frequenza 20 Hz x(t)=2*sin(2*Pi greco*20*t), nel dominio della frequenza è rappresentato: dal grafico dell'ampiezza con un picco di ampiezza 2.0 V alla frequenza di 20 Hz. dal grafico dell'ampiezza con un picco di ampiezza 2.0 V alla frequenza di 20 Hz e dal grafico della fase con un picco di ampiezza 0 radianti alla frequenza di 20 Hz. dal grafico dell'ampiezza con un picco di ampiezza 2.0 V alla frequenza di 125.6 Hz e dal grafico della fase con un picco di ampiezza (Pi greco)/2 radianti alla frequenza di 125.6 Hz. dal grafico dell'ampiezza con un picco di ampiezza 2.0 V alla frequenza di 20 Hz e dal grafico della fase con un picco di ampiezza -(Pi greco)/2 radianti alla frequenza di 20 Hz. Il segnale sinusoidale di ampiezza 2.0 V e frequenza 20 Hz x(t)=2*cos(2*Pi greco*20*t), nel dominio della frequenza è rappresentato: dal grafico dell'ampiezza con un picco di ampiezza 2.0 V alla frequenza di 20 Hz e dal grafico della fase con un picco di ampiezza 0 radianti alla frequenza di 20 Hz. dal grafico dell'ampiezza con un picco di ampiezza 2.0 V alla frequenza di 20 Hz. dal grafico dell'ampiezza con un picco di ampiezza 2.0 V alla frequenza di 20 Hz e dal grafico della fase con un picco di ampiezza (Pi greco)/2 radianti alla frequenza di 20 Hz. dal grafico dell'ampiezza con un picco di ampiezza 2.0 V alla frequenza di 20 rad/s e dal grafico della fase con un picco di ampiezza 0 radianti alla frequenza di 20 rad/s. Un segnale transitorio può essere trattato come periodico con periodo infinito: ma non può essere trasformato nel dominio della frequenza. pertanto può essere trasformato nel dominio della frequenza mediante trasformata di Fourier. pertanto può essere trasformato nel dominio della frequenza mediante serie di Fourier. pertanto può essere trasformato nel dominio della frequenza indifferentemente mediante serie o trasformata di Fourier. Un transitorio lento ovvero di lunga durata nel tempo: ha un contenuto in frequenza diverso da un transitorio veloce. ha un contenuto in frequenza maggiore rispetto a un transitorio veloce. ha un contenuto in frequenza identico a un transitorio veloce. ha un contenuto in frequenza minore rispetto a un transitorio veloce. Una funzione può essere rappresentata dalla serie di Fourier se valgono le seguenti ipotesi: La funzione non deve avere discontinuità all'interno del periodo; La funzione deve contenere un numero finito di massimi e minimi; La funzione deve essere integrabile in valore assoluto nel periodo. La funzione deve avere un numero di discontinuità finito all'interno del periodo; La funzione deve contenere un numero finito di massimi e minimi; La funzione deve essere derivabile in valore assoluto nel periodo. La funzione non deve avere discontinuità all'interno del periodo; La funzione deve contenere un numero finito di massimi e minimi; La funzione deve essere derivabile in valore assoluto nel periodo. La funzione deve avere un numero di discontinuità finito all'interno del periodo; La funzione deve contenere un numero finito di massimi e minimi; La funzione deve essere integrabile in valore assoluto nel periodo. Dato il segnale periodico di periodo T, se viene rappresentato con una serie di Fourier, la pulsazione fondamentale della serie sarà: Pi greco/T. (2*Pi greco)/T. T/(2*Pi greco). 1/T. Se si deve misurare un segnale alla frequenza di 60 Hz: Si utilizza uno strumento con FRF di ampiezza 0 da 0 a 60 Hz e ampiezza K oltre i 60 Hz. Si utilizza uno strumento con FRF di ampiezza K da 0 a 60 Hz e ampiezza 0 oltre i 60 Hz. Si utilizza uno strumento con FRF di ampiezza K da 0 a 50 Hz e ampiezza 0 oltre i 50 Hz. Si utilizza uno strumento con FRF di ampiezza K da 0 a 500 Hz e ampiezza 0 oltre i 500 Hz. Un'onda triangolare può essere rappresentata come: Somma di sinusoidi alle frequenze multiple della frequenza fondamentale. Somma di sinusoidi alle frequenze multiple pari della frequenza fondamentale. Somma di sinusoidi alle frequenze multiple dispari della frequenza fondamentale. Somma di sinusoidi alle prime 100 frequenze multiple della frequenza fondamentale. Nel calcolo della trasformata di Fourier mediante FFT (Fast Fourier Transform) si utilizza un numero di campioni: il più elevato possibile. maggiore di 1000. inferiore a 1000. pari a una potenza di 2. Dato un segnale stato acquisito con una frequenza di campionamento fs, se sono stati registrati N campioni, la risoluzione in frequenza è: 1/fs. N/fs. fs*N. fs/N. Dato un segnale stato acquisito con una frequenza di campionamento fs, se sono stati registrati N campioni, il tempo di acquisizione è: fs*N. 1/fs. fs/N. N/fs. Dato un segnale stato acquisito con una frequenza di campionamento fs, se sono stati registrati N campioni, il tempo di campionamento è: fs*N. fs/N. 1/fs. N/fs. La risoluzione in frequenza è data: Dal prodotto tra frequenza di campionamento e numero di campioni acquisiti. Dal prodotto tra il tempo di campionamento e il numero di campioni acquisiti. Dal rapporto tra numero di campioni acquisiti e frequenza di campionamento. Dal rapporto tra frequenza di campionamento e numero di campioni acquisiti. Se si campiona un segnale di frequenza 660 Hz con frequenza di campionamento di 80 Hz si leggerà: Un segnale alla frequenza di 90 Hz. Un segnale alla frequenza di 660 Hz. Un segnale alla frequenza di 50 Hz. Un segnale alla frequenza di 20 Hz. Secondo il Teorema di Shannon, la frequenza di campionamento di deve essere: Uguale alla frequenza di Nyquist. Minore del doppio della frequenza massima del segnale. Uguale al doppio della frequenza massima del segnale. Maggiore del doppio della frequenza massima del segnale. Gli errori sistematici: possono essere eliminati ripetendo la taratura dello strumento. possono essere eliminati mediante la taratura e rappresentati dall'incertezza calcolata durante l'operazione di taratura. possono essere quantificati mediante la taratura e rappresentati dall'incertezza calcolata durante l'operazione di taratura. possono essere eliminati ripetendo l'esperimento. L'indice di inaccuratezza, o bias, di una misura è: il rapporto tra il valor medio della distribuzione di letture effettuate per realizzare la misura e il valore atteso. la deviazione standard della distribuzione di letture effettuate per realizzare la misura. la differenza tra il valor medio della distribuzione di letture effettuate per realizzare la misura e il valore atteso. la differenza tra il valor medio della distribuzione di letture effettuate per realizzare la misura e il valore vero della misura. Gli errori grossolani: possono essere eliminati mediante la taratura e rappresentati dall'incertezza calcolata durante l'operazione di taratura. possono essere eliminati ripetendo l'esperimento. possono essere quantificati mediante la taratura e rappresentati dall'incertezza calcolata durante l'operazione di taratura. possono essere eliminati ripetendo la taratura dello strumento. Gli errori accidentali: possono essere eliminati ripetendo la taratura dello strumento. possono essere quantificati mediante la taratura e rappresentati dall'incertezza calcolata durante l'operazione di taratura. possono essere eliminati mediante la taratura e rappresentati dall'incertezza calcolata durante l'operazione di taratura. possono essere eliminati ripetendo l'esperimento. L'indice di imprecisione di una misura è: il rapporto tra il valor medio della distribuzione di letture effettuate per realizzare la misura e il valore atteso. la deviazione standard della distribuzione di letture effettuate per realizzare la misura. la differenza tra il valor medio della distribuzione di letture effettuate per realizzare la misura e il valore atteso. la differenza tra il valor medio della distribuzione di letture effettuate per realizzare la misura e il valore vero della misura. Gli errori grossolani: sono dovuti a non corretta taratura o a difetti costruttivi degli strumenti. sono dovuti a imperizia e distrazioni dell'operatore (letture errate, uso improprio di strumenti, errori di elaborazione). sono dovuti a imprevedibili fluttuazioni delle condizioni operative, strumentali e ambientali. sono dovuti a mancata conoscenza dello strumento. In una distribuzione normale o gaussiana la probabilità che la lettura cada tra il valor medio ± 2*deviazione standard è del: 0.95. 0.997. 0.68. 0.63. L'accuratezza è: il grado di approssimazione della quantità misurata al valore vero. il grado di approssimazione della quantità misurata al valore atteso. l'indicazione numerica dell'approssimazione di un insieme ripetuto di misure della stessa quantità al valor medio dell'insieme delle misure. il grado di approssimazione della quantità misurata al valor RMS dell'insieme delle misure. L'accuratezza è: Grado di approssimazione della quantità misurata al valore atteso. Indicazione numerica dell'approssimazione di un insieme ripetuto di misure della stessa quantità al valor medio dell'insieme delle misure. La deviazione standard della distribuzione delle letture ottenute con uno strumento di misura. Grado di concordanza tra i risultati di misurazione dello stesso misurando quando le singole misurazioni sono condotte cambiando alcune condizioni (strumento di misura, luogo, il tempo e il metodo di misura o l'osservatore). |





