pedagogia speciale
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![]() pedagogia speciale Description: pedagogia 1 |



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Dalla scuola per «pochi» alla scuola per tutti Itard. l’educabilità. l’educazione degli umili, l’educazione è da intendere come sviluppo dell’uomo, cammino di perfezionamento, nessuno escluso. l’educazione come sviluppo dell’uomo, vede nel gioco il principale mezzo per lo sviluppo anche dei più fragili. l’istituto per l’educazione dei «cretini» in Svizzera. Dalla scuola per «pochi» alla scuola per tutti Pestalozzi. l’educabilità. l’educazione degli umili, l’educazione è da intendere come sviluppo dell’uomo, cammino di perfezionamento, nessuno escluso. l’educazione come sviluppo dell’uomo, vede nel gioco il principale mezzo per lo sviluppo anche dei più fragili. l’istituto per l’educazione dei «cretini» in Svizzera. Dalla scuola per «pochi» alla scuola per tutti Froebel: l’educabilità. l’educazione degli umili, l’educazione è da intendere come sviluppo dell’uomo, cammino di perfezionamento, nessuno escluso. l’educazione come sviluppo dell’uomo, vede nel gioco il principale mezzo per lo sviluppo anche dei più fragili. l’istituto per l’educazione dei «cretini» in Svizzera. Dalla scuola per «pochi» alla scuola per tutti Guggenbuehl: l’educabilità. l’educazione degli umili, l’educazione è da intendere come sviluppo dell’uomo, cammino di perfezionamento, nessuno escluso. l’educazione come sviluppo dell’uomo, vede nel gioco il principale mezzo per lo sviluppo anche dei più fragili. l’istituto per l’educazione dei «cretini» in Svizzera. Dalla scuola per «pochi» alla scuola per tutti (Cornoldi, 2007); • Esquirol: dall’idiozia al deficit. Le distinzione tra imbecilli e idioti, un primo passo per indicare le differenti gravità nelle carenze in quell’area.;. metodi differenziati per l’educazione. È fondamentale l’educazione dei sensi per procedere dal noto all’ignoto e impostare un piano didattico in fasi;. dalle singole difficoltà al quadro sindromico, l’attenzione alle caratteristiche comuni;. Dalla scuola per «pochi» alla scuola per tutti (Cornoldi, 2007); • Seguin: dall’idiozia al deficit. Le distinzione tra imbecilli e idioti, un primo passo per indicare le differenti gravità nelle carenze in quell’area.;. metodi differenziati per l’educazione. È fondamentale l’educazione dei sensi per procedere dal noto all’ignoto e impostare un piano didattico in fasi;. dalle singole difficoltà al quadro sindromico, l’attenzione alle caratteristiche comuni;. Dalla scuola per «pochi» alla scuola per tutti (Cornoldi, 2007); • Down: dall’idiozia al deficit. Le distinzione tra imbecilli e idioti, un primo passo per indicare le differenti gravità nelle carenze in quell’area.;. metodi differenziati per l’educazione. È fondamentale l’educazione dei sensi per procedere dal noto all’ignoto e impostare un piano didattico in fasi;. dalle singole difficoltà al quadro sindromico, l’attenzione alle caratteristiche comuni;. Dalla scuola per «pochi» alla scuola per tutti (Cornoldi, 2007); • Montessori: il metodo e l’osservazione come fatto decisivo. L’educazione speciale è educazione per tutti. Il contesto, l’ambiente e i materiali e la loro centralità. L’osservazione sistematica diventa fondamentale;. l’indispensabilità dell’individualizzazione. Nella visione è importante l’individualizzazione tanto quanto le diagnosi come base per impostare correttamente i processi educativi. Dalla scuola per «pochi» alla scuola per tutti (Cornoldi, 2007); • Decroly: il metodo e l’osservazione come fatto decisivo. L’educazione speciale è educazione per tutti. Il contesto, l’ambiente e i materiali e la loro centralità. L’osservazione sistematica diventa fondamentale;. l’indispensabilità dell’individualizzazione. Nella visione è importante l’individualizzazione tanto quanto le diagnosi come base per impostare correttamente i processi educativi. L’influenza del metodo scientifico nel campo della didattica emerge verso la fine dell’Ottocento. È possibile rintracciare tre fasi: 1. Fase pioneristica: accento sull’approccio empirico allo studio dell’educazione;. tra approccio quantitativo e prospettive qualitative;. fondata sulla convinzione che la ricerca educativa debba rispondere essenzialmente ai bisogni reali della scuola. L’influenza del metodo scientifico nel campo della didattica emerge verso la fine dell’Ottocento. È possibile rintracciare tre fasi: 2. Fase della contrapposizione. accento sull’approccio empirico allo studio dell’educazione;. tra approccio quantitativo e prospettive qualitative;. fondata sulla convinzione che la ricerca educativa debba rispondere essenzialmente ai bisogni reali della scuola. L’influenza del metodo scientifico nel campo della didattica emerge verso la fine dell’Ottocento. È possibile rintracciare tre fasi: 3. Fase dell’evidenza. accento sull’approccio empirico allo studio dell’educazione;. tra approccio quantitativo e prospettive qualitative;. fondata sulla convinzione che la ricerca educativa debba rispondere essenzialmente ai bisogni reali della scuola. 1. per “accomodamento ragionevole”. si intendono le modifiche e gli adattamenti necessari ed appropriati che non impongano un onere sproporzionato o eccessivo adottati per garantire alle persone con disabilità il godimento e l’esercizio, su base di uguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali. si intende la progettazione di prodotti, strutture, programmi e servizi utilizzabili da tutte le persone, nella misura più estesa possibile, senza il bisogno di adattamenti o di progettazioni specializzate, non esclude dispositivi di sostegno per particolari gruppi di persone con disabilità ove siano necessari. 2. per “progettazione universale”. si intendono le modifiche e gli adattamenti necessari ed appropriati che non impongano un onere sproporzionato o eccessivo adottati per garantire alle persone con disabilità il godimento e l’esercizio, su base di uguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali. si intende la progettazione di prodotti, strutture, programmi e servizi utilizzabili da tutte le persone, nella misura più estesa possibile, senza il bisogno di adattamenti o di progettazioni specializzate, non esclude dispositivi di sostegno per particolari gruppi di persone con disabilità ove siano necessari. due filoni fondanti della Pedagogia Speciale e che molto possono anche all’interno di una riflessione pedagogica più generale. Modello antropologico globale. presenta come modello capace di leggere e dare voce alle molteplici differenze individuali e socio-culturali presenti in gruppo di apprendimento, qualsiasi classe della nostra scuola. abbracciare queste differenze in un modo di “fare scuola” capace al contempo di tenerne conto e reagire specificatamente ad esse nel modo più efficace possibile, ma anche di costruire gruppi-classe che riconoscano in questo mosaico di sfaccettata diversità la normalità del proprio gruppo, lo specchio in cui riconoscersi. due filoni fondanti della Pedagogia Speciale e che molto possono anche all’interno di una riflessione pedagogica più generale. Proposta operativa. presenta come modello capace di leggere e dare voce alle molteplici differenze individuali e socio-culturali presenti in gruppo di apprendimento, qualsiasi classe della nostra scuola. abbracciare queste differenze in un modo di “fare scuola” capace al contempo di tenerne conto e reagire specificatamente ad esse nel modo più efficace possibile, ma anche di costruire gruppi-classe che riconoscano in questo mosaico di sfaccettata diversità la normalità del proprio gruppo, lo specchio in cui riconoscersi. Il documento analizza il passaggio tra diverse posizioni teoriche: • Posizione Bio-medica: Colloca la disabilità esclusivamente nell'individuo e nel suo deficit. La disabilità è vista come il risultato dell'incontro tra il deficit di una persona e gli ostacoli (barriere) del contesto sociale. Si focalizza sulla libertà reale della persona di raggiungere il proprio benessere (funzionamenti) e sulla necessità che il contesto compensi eventuali deficit strutturali. Il documento analizza il passaggio tra diverse posizioni teoriche: • Posizione Bio-psico-sociale: Colloca la disabilità esclusivamente nell'individuo e nel suo deficit. La disabilità è vista come il risultato dell'incontro tra il deficit di una persona e gli ostacoli (barriere) del contesto sociale. Si focalizza sulla libertà reale della persona di raggiungere il proprio benessere (funzionamenti) e sulla necessità che il contesto compensi eventuali deficit strutturali. Il documento analizza il passaggio tra diverse posizioni teoriche: • Teoria della Capability (Amartya Sen) e ICF: Colloca la disabilità esclusivamente nell'individuo e nel suo deficit. La disabilità è vista come il risultato dell'incontro tra il deficit di una persona e gli ostacoli (barriere) del contesto sociale. Si focalizza sulla libertà reale della persona di raggiungere il proprio benessere (funzionamenti) e sulla necessità che il contesto compensi eventuali deficit strutturali. |





