option
Questions
ayuda
daypo
search.php

Pedagogia Sperimentale

COMMENTS STATISTICS RECORDS
TAKE THE TEST
Title of test:
Pedagogia Sperimentale

Description:
Emanue Lezioni 45/70

Creation Date: 2026/04/16

Category: Others

Number of questions: 93

Rating:(0)
Share the Test:
Nuevo ComentarioNuevo Comentario
New Comment
NO RECORDS
Content:

Qual è il rischio principale dell’interrogazione orale come prova a bassa strutturazione?. Riduzione dei processi complessi osservabili. Correzione basata su criteri univoci e predeterminati. Eccessiva casualità nella risposta. Scarsa comparabilità tra studenti.

Quale intervento rende più controllabile la valutazione di un elaborato scritto?. Costruire una griglia che espliciti i criteri di giudizio. Eliminare la definizione di indicatori di coerenza. Sostituire la produzione scritta con item vero/falso. Lasciare che il giudizio si fondi su impressioni globali.

Quale insieme di elementi è richiesto dal portfolio come prova a bassa strutturazione?. Risposte predeterminate e correzione univoca. Item vero/falso con alta probabilità di risposta casuale. Domande variabili senza nuclei tematici definiti. Criteri di selezione, indicatori di progresso e modalità di giudizio.

Se un’abilità è concepita come competenza situata che emerge in contesti specifici, quale scelta di prova risulta coerente?. Eliminazione dei criteri valutativi per evitare vincoli. Privilegio di compiti autentici e contestualizzati. Ricerca di misure comparabili e ripetibili. Uso esclusivo di item vero/falso per ridurre i tempi.

Quale conseguenza è deducibile quando si sposta la valutazione verso prove più strutturate lungo il continuum descritto?. Si elimina la necessità di coerenza tra obiettivi e prove. Aumenta l’autonomia nella risposta, senza effetti sul controllo. Aumenta la comparabilità, ma può ridursi la ricchezza del dato. Diminuisce la comparabilità, ma cresce l’univocità della correzione.

Nel quadro dei criteri di qualità delle prove, che cosa indica l’attendibilità?. Coerenza tra obiettivi e ciò che viene misurato. Capacità di sollecitare processi complessi e personali. Stabilità e coerenza del punteggio. Assenza di elementi estranei al contenuto disciplinare.

In una prova strutturata, quale requisito contribuisce direttamente a preservare validità e potere discriminante dell’item?. Presenza di indizi formali che facilitino l’individuazione della risposta. Distrattori concettualmente estranei per aumentare la distanza. Stimolo chiaro, univoco e coerente con il costrutto. Domande numerose, indipendentemente dalla precisione degli item.

Quale caratteristica definisce una prova ad alta strutturazione?. Presenza di risposte predeterminate e correzione univoca. Presenza di risposta libera e criteri impliciti. Interazione dinamica con domande variabili. Assenza di vincoli nella produzione della risposta.

Che cosa descrive una strategia di ricerca in ambito educativo?. Un’unica tecnica di rilevazione applicata in modo ripetuto. Un insieme coerente di scelte su problema, quadro teorico, tecniche, analisi e interpretazione. Una procedura di calcolo statistico utilizzata sui dati raccolti. Una sequenza fissa di strumenti identica per ogni indagine.

A quale condizione è associata la generalizzabilità delle conclusioni tra i vantaggi della ricerca standard?. Alla sostituzione dei dati con resoconti narrativi. Alla scelta esclusiva di scale nominali per le variabili. Alla presenza di campionamento adeguato. All’assenza di qualsiasi operazione di codifica.

Quale sequenza di fasi corrisponde a un esempio di ricerca standard?. Somministrazione → costruzione questionario → definizione proprietà → analisi. Definizione proprietà → costruzione questionario → somministrazione → costruzione matrice. Analisi → costruzione matrice → definizione proprietà → costruzione questionario. Costruzione della matrice → definizione proprietà → analisi → somministrazione.

Che cosa implica il fatto che non esista un’unica modalità corretta di tradurre una proprietà in variabile?. Che la codifica numerica elimina ogni scelta teorica implicata. Che la misurazione empirica sostituisce il quadro teorico iniziale. Che la costruzione degli indicatori riflette una specifica concezione del costrutto. Che le variabili risultano identiche indipendentemente dagli indicatori scelti.

Dopo la raccolta dei dati tramite questionario, quale operazione consente di costruire la matrice dei dati?. L’associazione di ogni alternativa di risposta a un codice numerico. La discussione interpretativa dei significati emersi dai partecipanti. La formulazione iniziale delle proprietà teoriche del fenomeno. La scelta della concezione di conoscenza che guida la strategia.

Che cosa riguarda l’attendibilità di uno strumento di misura?. La capacità di rappresentare correttamente il costrutto teorico. La stabilità e la coerenza interna dei risultati in condizioni analoghe. La riduzione dei dati a descrizioni narrative non codificate. La possibilità di generalizzare i risultati senza campionamento.

Quale affermazione descrive correttamente una scala ordinale?. Consente di distinguere categorie senza ordine interno. Permette di stabilire un ordine tra categorie senza quantificare la distanza. Attribuisce un codice numerico privo di significato comparativo. Presuppone distanze uguali tra valori e consente operazioni aritmetiche.

Nella matrice dei dati, che cosa rappresentano le righe?. I casi studiati (ad esempio studenti, insegnanti, classi, scuole). Le variabili osservate per ciascun soggetto. Gli indicatori teorici non ancora misurati. Le tecniche utilizzate per la rilevazione.

In che modo la scientificità viene definita nella ricerca interpretativa?. Attraverso replicabilità meccanica e standardizzazione assoluta. Attraverso neutralità totale del ricercatore. Attraverso coerenza metodologica, trasparenza e plausibilità interpretativa. Attraverso generalizzazione statistica dei risultati.

Qual è il presupposto epistemologico centrale della ricerca interpretativa. La misurazione estensiva delle variabili educative. La costruzione di leggi generali replicabili meccanicamente. La standardizzazione completa delle procedure di rilevazione. La comprensione dei significati attribuiti dagli attori alle proprie azioni.

Qual è l’oggetto privilegiato della ricerca interpretativa?. Processi, interazioni e pratiche situate. Indicatori numerici comparabili tra campioni. Variabili isolate misurate su larga scala. Distribuzioni statistiche di comportamenti osservati.

Che cosa orienta la selezione dei soggetti nella ricerca interpretativa?. La casualità della selezione. La significatività teorica rispetto al problema di ricerca. La proporzionalità numerica tra sottogruppi. La rappresentatività statistica del campione.

Che cosa caratterizza la saturazione teorica nel campionamento?. La proporzionalità statistica tra categorie demografiche. Il raggiungimento di un numero prefissato di partecipanti. La distribuzione uniforme dei casi nel territorio. L’interruzione della raccolta dati quando non emergono elementi sostanzialmente nuovi.

Per quale ragione la ricerca interpretativa non identifica la scientificità con la replicabilità meccanica?. Perché considera irrilevante il percorso di ricerca. Perché privilegia la coerenza argomentativa e la ricostruzione di significati situati. Perché elimina ogni forma di controllo interpretativo. Perché rifiuta qualsiasi criterio di rigore metodologico.

Qual è la funzione della triangolazione nella ricerca interpretativa?. Trasformare dati qualitativi in indicatori numerici. Confrontare fonti diverse per rafforzare la plausibilità delle conclusioni. Aumentare il numero dei partecipanti al campione. Sostituire l’analisi tematica con misurazioni standardizzate.

Perché l’analisi dei documenti è coerente con la logica interpretativa?. Perché i documenti sono prodotti culturali che riflettono visioni e categorie di senso. Perché eliminano il bisogno di contestualizzazione. Perché forniscono dati oggettivi indipendenti da interpretazioni. Perché consentono generalizzazioni statistiche immediate.

In quale configurazione è possibile verificare l’equivalenza iniziale dei gruppi?. Piano a gruppo unico senza pre-test. Piano a gruppo unico con sola osservazione qualitativa. Piano a due gruppi con pre-test e post-test su entrambi i gruppi. Piano a gruppo unico con sola rilevazione finale.

In assenza di randomizzazione, quale strategia consente di verificare l’equivalenza iniziale?. Ridurre la durata dell’esperimento. Utilizzare esclusivamente misure qualitative. Confrontare i punteggi al pre-test tra i gruppi. Eliminare il gruppo di controllo.

Se in un piano a gruppo unico con pre-test e post-test si osserva un miglioramento, quale limite inferenziale permane?. L’impossibilità di misurare la variabile dipendente. L’assenza di qualsiasi forma di confronto statistico. L’impossibilità di escludere che il cambiamento dipenda da fattori esterni al trattamento. L’impossibilità di effettuare una seconda misurazione.

Per quale ragione un risultato statisticamente significativo può avere impatto educativo modesto?. Perché la significatività statistica non coincide automaticamente con l’ampiezza dell’effetto. Perché esclude qualsiasi generalizzazione possibile. Perché riguarda solo il gruppo di controllo. Perché implica necessariamente errore di misurazione.

Qual è la caratteristica principale del piano a gruppo unico?. Include obbligatoriamente l’assegnazione casuale. Esclude qualsiasi forma di misurazione finale. Prevede sempre quattro gruppi distinti. Lavora con un solo gruppo sottoposto al trattamento.

Che cosa si intende per variabile dipendente?. Il gruppo che non riceve il trattamento. L’esito osservato che può essere influenzato dalla variabile indipendente. Il fattore che viene mantenuto costante durante l’esperimento. Il criterio utilizzato per assegnare casualmente i soggetti.

Qual è il nucleo logico della ricerca per esperimento?. La manipolazione controllata di una variabile indipendente e l’osservazione degli effetti su una variabile dipendente. L’osservazione descrittiva di fenomeni educativi senza intervento. La raccolta di narrazioni individuali su esperienze formative. L’analisi documentale di pratiche didattiche pregresse.

Perché il piano a quattro gruppi è metodologicamente più rigoroso?. Perché consente di controllare anche l’effetto del pre-test sui risultati finali. Perché si basa esclusivamente su analisi descrittive. Perché riduce il numero dei soggetti coinvolti. Perché elimina ogni necessità di post-test.

Qual è il presupposto fondamentale della ricerca-azione?. L’integrazione circolare tra analisi della pratica e intervento trasformativo. La centralità esclusiva della misurazione statistica. La separazione tra produzione di conoscenza e intervento educativo. L’osservazione esterna senza coinvolgimento degli attori.

In che modo ricerca-azione e studio di caso completano la ricerca sperimentale?. Approfondendo la dimensione trasformativa e la singolarità dei contesti educativi. Sostituendo il controllo delle variabili con il campionamento casuale. Riducendo l’analisi alla sola misurazione quantitativa. Eliminando la necessità di interpretazione dei dati.

Quale tensione metodologica caratterizza la ricerca-azione?. L’opposizione tra osservazione e descrizione. L’impossibilità di integrare strumenti diversi. L’esclusione della dimensione riflessiva. La difficoltà di mantenere rigore metodologico in un processo partecipato e trasformativo.

Che cosa consente la triangolazione nello studio di caso?. Sostituire l’analisi qualitativa con test standardizzati. Eliminare la dimensione interpretativa. Ridurre il numero delle fonti di informazione. Integrare dati provenienti da fonti diverse per costruire una rappresentazione coerente.

Qual è il criterio principale di validità nella ricerca-azione?. La rappresentatività statistica del campione. La coerenza del processo e la rilevanza dei cambiamenti prodotti. La replicabilità in laboratorio delle procedure. L’assenza di qualsiasi intervento nella pratica.

In che senso la ricerca-azione modifica il rapporto tra ricercatore e pratici?. Coinvolge gli attori come co-ricercatori nella definizione e analisi del problema. Esclude la riflessione sulle pratiche in atto. Trasforma gli insegnanti in oggetti di osservazione. Impone un protocollo standard indipendente dal contesto.

Qual è una delle fasi tipiche del ciclo della ricerca-azione?. Campionamento probabilistico su larga scala. Osservazione sistematica degli effetti dell’intervento. Eliminazione del contesto di riferimento. Standardizzazione preliminare dei soggetti.

Che cosa caratterizza lo studio di caso?. L’analisi approfondita di un’unità delimitata nella sua complessità. L’applicazione obbligatoria di un disegno sperimentale. La selezione casuale di un campione rappresentativo. La generalizzazione statistica dei risultati.

Quale indice di tendenza centrale è applicabile anche a variabili nominali?. Moda. Deviazione standard. Media aritmetica. Mediana.

Due gruppi hanno la stessa media ma diversa deviazione standard. Che cosa indica questa differenza?. Che il livello di eterogeneità interna dei punteggi è diverso. Che uno dei gruppi ha un numero maggiore di casi. Che i valori centrali sono differenti. Che uno dei gruppi ha un campo di variazione nullo.

A che cosa serve la frequenza cumulata?. A determinare quanti casi si collocano sotto o uguali a una certa soglia. A confrontare esclusivamente variabili nominali. A calcolare la varianza. A individuare il valore medio esatto.

Se una distribuzione presenta effetto soffitto, quale rischio interpretativo si configura?. Sovrastimare la numerosità del campione. Interpretare come simmetrica una distribuzione asimmetrica. Sottostimare la dispersione per presenza di valori minimi. Non distinguere adeguatamente i livelli più elevati di competenza.

In una distribuzione approssimativamente normale, quale affermazione è coerente con le sue proprietà?. Una parte consistente dei casi si colloca entro una deviazione standard dalla media. La moda è assente nelle variabili numeriche. I valori estremi sono più frequenti dei valori centrali. La mediana è sempre superiore alla media.

In quale situazione la mediana rappresenta meglio il centro della distribuzione?. Quando la distribuzione è perfettamente simmetrica. Quando la variabile è nominale con molte categorie. Quando i valori sono tutti identici. Quando sono presenti valori estremi che alterano la media.

Se due classi hanno la stessa media ma una distribuzione fortemente asimmetrica, quale indice risulta più robusto per rappresentare il centro?. Campo di variazione. Mediana. Deviazione standard. Media aritmetica.

Che cosa indica la frequenza relativa?. La differenza tra valore massimo e minimo. Il numero totale dei casi osservati. La quota di casi rispetto al totale complessivo. Il valore centrale della distribuzione.

Qual è la funzione principale della statistica descrittiva univariata?. Stabilire relazioni causali tra variabili. Verificare ipotesi di dipendenza tra fenomeni. Determinare l’efficacia di un trattamento sperimentale. Rappresentare in modo sintetico la struttura interna di una variabile.

In presenza di una correlazione positiva tra utilizzo di strumenti digitali e rendimento, quale inferenza è metodologicamente corretta?. La variabile indipendente è irrilevante nel modello. La relazione dimostra un nesso causale diretto. L’utilizzo degli strumenti produce automaticamente miglioramento. La relazione descrive un’associazione statistica che richiede interpretazione teorica.

Che cosa misura la correlazione lineare?. La proporzione di casi appartenenti a una categoria. La differenza tra le medie di due gruppi. La probabilità che una variabile sia causata dall’altra. La direzione e l’intensità della relazione tra due variabili cardinali.

Quale valore indica assenza di relazione lineare?. 1. 0,50. 1. 0.

Che cosa rappresenta il coefficiente di determinazione?. Il numero di casi osservati nello studio. La differenza tra intercetta e coefficiente angolare. La quota di variabilità associata linearmente tra due variabili. La deviazione standard della variabile dipendente.

Quando una correlazione può risultare bassa pur in presenza di una relazione sistematica?. Quando la varianza della variabile indipendente è elevata. Quando le variabili sono entrambe cardinali. Quando il numero dei casi è molto elevato. Quando la relazione è curvilinea e non approssimabile con una retta.

Che cosa indica un coefficiente angolare positivo nella regressione lineare?. Che la variabile dipendente resta costante. Che la relazione è necessariamente causale. Che non esiste relazione tra le variabili. Che all’aumentare della variabile indipendente aumenta mediamente la variabile dipendente.

Se la correlazione tra due variabili è 0,60, quale interpretazione è coerente con il coefficiente di determinazione?. Il 6% della variabilità è spiegato linearmente. Il 64% della variabilità è spiegato linearmente. Il 60% della variabilità è spiegato linearmente. Il 36% della variabilità è associato linearmente.

Qual è una conseguenza metodologica della presenza di un valore anomalo in una regressione lineare?. Garantisce una relazione causale. Può influenzare significativamente la pendenza della retta. Riduce automaticamente il numero dei casi. Elimina la necessità di verificare le assunzioni.

Per quale motivo la covarianza non è facilmente interpretabile in termini assoluti?. Perché dipende dalle unità di misura delle variabili. Perché si applica solo a variabili categoriali. Perché misura solo relazioni negative. Perché è sempre compresa tra -1 e +1.

Quale delle seguenti opzioni è un esempio di dato qualitativo?. Una trascrizione di intervista. Un coefficiente di correlazione. Una media aritmetica di punteggi. Una distribuzione percentuale.

Quale caratteristica definisce in modo specifico il dato qualitativo nella ricerca educativa?. La sua densità semantica e contestualizzazione. La sua natura esclusivamente causale. La sua aggregabilità in variabili standardizzate. La sua misurabilità in forma numerica.

Che cosa descrive l’idea di circolo ermeneutico?. La dipendenza reciproca tra comprensione delle parti e comprensione del tutto. L’eliminazione del contesto per favorire la generalizzazione. La conversione del testo in una scala numerica unidimensionale. La separazione definitiva tra lettura iniziale e lettura finale.

Quale sequenza descrive correttamente il carattere ricorsivo dell’interpretazione qualitativa?. Ipotesi interpretative → confronto con il materiale → revisione progressiva delle ipotesi. Codifica automatica → calcolo di frequenze → riduzione del significato soggettivo. Scelta del quadro teorico → applicazione univoca al testo → conclusione senza revisioni. Definizione delle categorie → esclusione delle parti dissonanti → conferma delle categorie.

Quale criterio di validità richiede che il percorso analitico sia ricostruibile e controllabile da altri?. Generalizzazione statistica. Neutralità emotiva assoluta. Trasparenza procedurale. Isolamento delle singole frasi dal contesto.

Quale passaggio consente di evitare una descrizione impressionistica quando il materiale discorsivo è esteso?. Sostituzione dell’interpretazione con la sola registrazione di occorrenze. Eliminazione delle parti contestuali. Riduzione del testo a un singolo tema generale. Segmentazione e categorizzazione del materiale.

Quale situazione esemplifica il rischio di proiezione delle aspettative teoriche nel lavoro interpretativo?. Selezionare soprattutto gli elementi che confermano un quadro concettuale già adottato. Mantenere un ancoraggio costante al materiale empirico. Rendere espliciti i criteri di selezione delle unità di analisi. Confrontare ipotesi interpretative con interpretazioni alternative.

In quale modo la generalizzazione può avvenire nell’analisi qualitativa, pur con cautela?. Attraverso la trasformazione immediata dei casi in medie numeriche. Attraverso l’attribuzione di significati aggiuntivi non presenti nel materiale. Attraverso l’astrazione dal contesto specifico come procedura standard. Attraverso l’individuazione di configurazioni ricorrenti o tipologie concettuali fondate su analisi sistematica.

Quale implicazione metodologica deriva dalla prossimità del ricercatore al contesto educativo osservato?. È necessaria una consapevolezza riflessiva della propria posizione per mantenere distanza critica. È opportuno evitare qualsiasi interazione con gli attori per ottenere dati indipendenti. È preferibile sostituire l’analisi con la sola descrizione narrativa. È possibile prescindere dalle condizioni di produzione del dato.

Quale rischio è associato alla codifica di frammenti testuali senza riferimento al contesto?. La decontestualizzazione e la possibile distorsione del significato complessivo. L’aumento della mutua esclusività tra le categorie. L’impossibilità di segmentare il materiale in unità di significato. La perdita del supporto informatico per l’archiviazione dei dati.

Perché la convergenza tra codificatori viene considerata un criterio di qualità del sistema di codifica?. Perché segnala la stabilità delle categorie e la chiarezza delle regole di inclusione/esclusione. Perché consente di eliminare le categorie interpretative. Perché garantisce che ogni unità sia attribuita a più categorie. Perché dimostra che la frequenza è l’unico indicatore rilevante.

Quale affermazione esprime correttamente il rapporto tra software di analisi e lavoro interpretativo?. Il software rende inutile definire unità di analisi e categorie. Il software facilita l’organizzazione e il recupero dei dati, ma non sostituisce le scelte concettuali. Il software elimina il rischio di decontestualizzazione dei frammenti. Il software produce automaticamente la spiegazione teorica dei dati.

Quale affermazione descrive correttamente il ruolo della frequenza nell’analisi del contenuto?. La frequenza può sostenere l’argomentazione, ma non esaurisce il significato dei contenuti. La frequenza rende superfluo il riferimento al contesto del discorso. La frequenza elimina la necessità di definire l’unità di analisi. La frequenza determina automaticamente l’importanza teorica di un tema.

Qual è lo scopo principale della codifica nella ricerca educativa qualitativa?. Organizzare la complessità del materiale e renderlo confrontabile. Sostituire l’interpretazione con una procedura automatica. Ridurre l’intervista a un semplice riassunto narrativo. Trasformare il testo in misure numeriche standardizzate.

Che cosa si intende per “unità di significato” nella codifica?. Una parola scelta casualmente come etichetta del discorso. Una categoria che contiene tutte le altre categorie. Un segmento di testo che esprime un’idea rilevante per l’analisi. L’insieme completo delle trascrizioni raccolte.

Quale requisito di un sistema di categorie mira a evitare sovrapposizioni tra le categorie?. La trascrizione integrale dei dati. L’esaustività. La mutua esclusività. La quantificazione delle occorrenze.

Quale differenza distingue categorie descrittive e categorie interpretative?. Le descrittive derivano da inferenze, le interpretative restano aderenti al testo. Le descrittive rimangono vicine al contenuto, le interpretative implicano un livello di astrazione. Le descrittive sono a priori, le interpretative non possono essere modificate. Le descrittive sono sempre numeriche, le interpretative sempre narrative.

Per quale motivo la costruzione delle categorie può essere un processo ricorsivo?. Perché l’analisi può richiedere aggiustamenti del sistema di categorie durante il lavoro. Perché la codifica è una fase separata e indipendente dall’interpretazione. Perché le categorie non devono mai essere riviste dopo la prima definizione. Perché ogni unità di significato deve essere attribuita a più categorie.

In che modo l’analisi del linguaggio può essere utilizzata come strumento di riflessione professionale?. Rendendo visibili modalità comunicative implicite e offrendo indicazioni per migliorare l’azione educativa. Limitandosi a classificare parole chiave senza considerare l’interazione. Sostituendo la progettazione didattica con procedure standardizzate. Eliminando la necessità di osservare la gestione dei turni di parola.

Perché la sola registrazione quantitativa delle presenze verbali non è sufficiente?. Perché elimina automaticamente le differenze tra comunicazione verticale e dialogica. Perché rende impossibile trascrivere gli scambi verbali. Perché occorre considerare contenuto e posizione degli interventi nella sequenza, oltre alla frequenza. Perché impedisce di individuare la frequenza degli interventi.

Se l’obiettivo è mettere in relazione il discorso con norme istituzionali e cultura educativa, quale livello è adeguato?. Livello macro, centrato esclusivamente su scelte lessicali isolate. Livello macro, centrato su ruoli, attività e cornici istituzionali. Livello micro, centrato su pause e sovrapposizioni. Livello micro, centrato su esitazioni e marcatori discorsivi.

L’enunciato: “È un’idea interessante, ma proviamo a ragionare insieme su un altro aspetto.” combina principalmente quali funzioni?. Funzione valutativa attenuata e funzione regolativa orientata al proseguimento dell’attività. Funzione esplicativa e funzione motivazionale. Funzione regolativa e funzione esplicativa. Funzione ironica e funzione critica.

In contesti educativi più dialogici, quale esito è associato a una gestione dei turni più flessibile?. Una riduzione sistematica degli interventi spontanei. Un aumento delle interazioni tra pari e della partecipazione. Una comunicazione prevalentemente verticale guidata dall’insegnante. Un’eliminazione del ruolo dell’insegnante nella distribuzione della parola.

Che cosa implica lo spostamento di prospettiva rispetto all’analisi del contenuto?. Concentrare l’attenzione sulle informazioni trasmesse indipendentemente dall’interazione. Comprendere come si parla nella sequenza interattiva e con quali implicazioni relazionali e pragmatiche. Ricostruire le cause storiche dei temi trattati durante la lezione. Trasformare gli interventi verbali in indicatori quantitativi autosufficienti.

Quale funzione comunicativa attribuisce valore alle prestazioni degli studenti?. Funzione esplicativa. Funzione regolativa. Funzione valutativa. Funzione motivazionale.

Quale concezione del linguaggio è coerente con la ricerca pedagogica qualitativa?. Un sistema formale di regole grammaticali indipendente dai contesti. Un mezzo neutro per trasmettere contenuti già definiti. Una pratica sociale che costruisce significati, ruoli e relazioni. Uno strumento per misurare in modo standardizzato gli apprendimenti.

Quale sequenza interattiva ricorrente organizza molte interazioni scolastiche?. Narrazione–interpretazione–sintesi. Domanda–risposta–valutazione. Spiegazione–esercitazione–verifica. Consegna–ripetizione–memorizzazione.

Quale scelta rafforza il rigore dell’analisi configurazionale?. Interrompere l’analisi al singolo caso. Evitare la comparazione. Utilizzare la mappa di Karnaugh come strumento di formalizzazione. Sostituire con un elenco non strutturato.

Come devono essere trattati i casi fuori tipologia?. Devono essere ricodificati automaticamente. Devono essere ignorati. Devono essere esclusi. Devono essere considerati per revisioni o ampliamenti del modello.

Qual è l’obiettivo dell’analisi configurazionale nella ricerca qualitativa?. Descrivere narrativamente un unico caso senza confronti. Comprendere come diverse condizioni si combinino producendo determinati esiti. Misurare statisticamente la frequenza delle categorie. Isolare un singolo fattore causale responsabile dell’esito educativo.

Su quale aspetto si concentra la comparazione qualitativa tra casi?. Sulla selezione casuale dei casi. Sul conteggio delle occorrenze di ciascuna categoria. Sull’eliminazione delle dimensioni analitiche. Sulla co-occorrenza delle categorie e sul loro intreccio nelle configurazioni.

Come è strutturata una matrice comparativa?. Righe = esiti; colonne = autori; celle = citazioni. Righe = casi; colonne = dimensioni analitiche; celle = presenza/assenza o grado. Righe = sequenze; colonne = turni; celle = punteggi. Righe = dimensioni; colonne = casi; celle = titoli.

Quale funzione svolge la matrice nel passaggio alla modellizzazione?. Sostituisce l’analisi qualitativa con una procedura numerica. Elimina le differenze tra casi. Definisce automaticamente le categorie. Offre una visione d’insieme per individuare pattern e combinazioni significative.

Quale condizione è richiesta per usare la mappa di Karnaugh?. Che le dimensioni siano lasciate ambigue. Che le dimensioni siano definite in modo chiaro e dicotomizzate con giustificazione teorica. Che l’analisi sia condotta su un solo caso. Che la mappa sia usata senza indicare l’esito.

Qual è la differenza tra mappa di Karnaugh e mappa concettuale?. La mappa di Karnaugh serve solo a elencare categorie. La mappa di Karnaugh riguarda combinazioni tra condizioni dicotomizzate; la mappa concettuale rappresenta relazioni di significato. Entrambe operano sulle relazioni semantiche. La mappa concettuale richiede condizioni dicotomiche.

Report abuse