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pedagogia sperimentale

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pedagogia sperimentale

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pedagogia sperimentale

Creation Date: 2026/05/20

Category: Personal

Number of questions: 43

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06. Un tratto distintivo della ricerca quantitativa in educazione è: La misurazione sistematica di variabili e l’analisi delle relazioni tra esse. La rinuncia alla misurazione per privilegiare la ricostruzione di significati. La modifica progressiva della teoria senza riferimento a ipotesi iniziali. La costruzione di interpretazioni dense non orientate alla comparazione.

03. L’attendibilità di uno strumento riguarda soprattutto: La coerenza del quadro teorico con il problema di ricerca. La stabilità della rilevazione a parità di condizioni iniziali. La pertinenza concettuale rispetto al costrutto teorico d’interesse. La capacità di generalizzare i risultati oltre il campione.

05. Nel piano a quattro gruppi, l’elemento aggiuntivo controllato rispetto al piano a due gruppi è: la mortalità sperimentale dovuta all’abbandono dei partecipanti. l’effetto storia legato a eventi esterni durante il trattamento. la regressione statistica dei punteggi estremi verso la media. l’effetto della prova iniziale legato alla presenza del pre-test.

01. Una scala nominale consente di distinguere le proprietà: per appartenenza a categorie prive di ordine interno. per rapporti tra valori fondati su un’origine assoluta. per distanze tra valori dotate di significato comparativo. per grado di intensità della caratteristica osservata.

Il tema di ricerca è definibile come: una costruzione concettuale derivata dall’analisi critica della letteratura. una questione circoscritta che individua una lacuna conoscitiva. un ambito generale di interesse che orienta l’attenzione su un fenomeno. un insieme di variabili già operative e misurabili in un contesto definito.

01. La pertinenza di una fonte è definita come: una caratteristica determinata dalla quantità di citazioni presenti nella fonte. una relazione tra la fonte e il problema di ricerca che si intende affrontare. una proprietà garantita dall’appartenenza della fonte a una rivista accademica. una qualità intrinseca del testo, indipendente dalla domanda di ricerca.

La tipologia si distingue dalla classificazione perché: ordina concetti secondo relazioni gerarchiche di inclusione progressiva. combina più attributi per costruire configurazioni teoriche (“tipi” ideali). richiede un solo criterio prevalente e produce categorie mutuamente esclusive. coincide con la scomposizione di un costrutto nelle sue dimensioni interne.

02. Una classificazione efficace richiede che le categorie siano: numerose, flessibili, e ridefinibili in base ai casi incontrati. dipendenti da criteri diversi, così da cogliere più aspetti del fenomeno. mutuamente esclusive ed esaustive rispetto al campo considerato. formulate come tipi ideali, anche se non corrispondono a casi empirici puri.

03. Una variabile moderatrice si distingue da una variabile interveniente perché: spiega il meccanismo attraverso cui l’effetto si produce. coincide sempre con la variabile dipendente in un modello causale. neutralizza possibili fattori di disturbo inseriti nel disegno. modifica l’intensità o la direzione della relazione tra variabili.

02. Tra i livelli di misurazione elencati, quello che prevede categorie ordinate è: ordinale. a rapporto. a intervallo. nominale.

L’operazionalizzazione è il passaggio che consiste nella: descrizione narrativa del contesto prima della formulazione delle ipotesi. scelta del livello di misurazione delle variabili dopo la raccolta dei dati. selezione del campione e definizione della popolazione di riferimento. traduzione dei costrutti teorici in indicatori osservabili.

Quale combinazione descrive correttamente le tre condizioni che una definizione operativa deve soddisfare?. coerenza teorica, osservabilità, riproducibilità. generalità concettuale, originalità teorica, profondità interpretativa. rapidità di somministrazione, economicità, ampiezza del campione. completezza bibliografica, neutralità valutativa, chiarezza narrativa.

08. Se uno strumento misura correttamente qualcosa, ma non ciò che si intendeva misurare, il problema critico riguarda soprattutto: la presenza di uno zero assoluto. la riproducibilità. la nominalità della variabile. la validità della misurazione.

02. Nel piano a quattro gruppi, l’introduzione di gruppi senza pre-test consente di: trasformare un’ipotesi relazionale in un’ipotesi descrittiva. aumentare la generalizzabilità dei risultati senza modificare la struttura del disegno. eliminare la necessità di un gruppo di controllo. distinguere l’effetto dell’intervento dall’effetto di familiarità con la prova.

05. La scelta tra piano osservativo e piano d’esperimento dipende principalmente da: la natura dell’ipotesi e la possibilità di intervenire sulle variabili indipendenti. la quantità di dati disponibili e il tempo di analisi previsto. la preferenza del ricercatore per strumenti standardizzati o non standardizzati. il numero di variabili dipendenti incluse nel quadro teorico.

06. In un piano osservativo rigoroso, la pianificazione deve specificare: esclusivamente la tecnica statistica di elaborazione dei dati. strumenti, tempi, contesto, destinatari e procedure di raccolta dati. solo la descrizione del fenomeno senza indicare modalità di registrazione. solo i risultati attesi e la forma della restituzione finale.

09. Un piano osservativo si caratterizza perché il ricercatore: rileva fenomeni così come si manifestano, senza introdurre interventi. agisce sulla variabile indipendente per isolare un effetto causale. elimina l’influenza del contesto mediante controllo totale delle variabili. introduce un trattamento e ne osserva gli effetti.

01. Il campione è definito come: un gruppo di soggetti che coincide sempre con l’intera popolazione osservabile. la popolazione di riferimento delimitata in modo progressivo nel tempo. un insieme di casi scelti solo in base alla maggiore disponibilità dei soggetti. una porzione della popolazione selezionata per consentire l’inferenza statistica.

08. Un campione selezionato in modo rigoroso non garantisce automaticamente la validità interna perché la validità interna dipende soprattutto da: disegno di ricerca e capacità di controllare le variabili intervenienti. dimensione della popolazione e disponibilità del frame di campionamento. numero di strati costruiti e proporzionalità delle frazioni di campionamento. contesto di applicazione e trasferibilità culturale dei risultati.

09. Se i risultati ottenuti su un campione vengono applicati a contesti educativi con caratteristiche organizzative e territoriali diverse, la criticità metodologica riguarda soprattutto: l’eliminazione delle minacce di maturazione e regressione verso la media. la plausibilità dell’estensione dei risultati oltre il campione osservato. l’attribuzione causale dei risultati alla variabile indipendente. la stima del margine di errore campionario mediante intervalli di confidenza.

01. Quale abbinamento è coerente tra grado di strutturazione e modalità di rilevazione delle risposte?. Intervista libera: registrazione o trascrizione integrale senza sintesi o interpretazioni immediate. Intervista semistrutturata: alternative prefissate e assenza di riformulazioni o approfondimenti. Intervista completamente strutturata: domande non predisposte e guida tematica solo generale. Intervista strutturata: esclusiva registrazione integrale con annotazione di come e quando si pongono le domande.

07. Per limitare la suggestione, quale coppia ‘domanda da evitare / alternativa preferibile’ è coerente con i criteri indicati?. Quali materie preferisci studiare? / Secondo te quali materie risultano più interessanti per la maggior parte degli studenti?. Se ho capito bene, mi stai dicendo che… / Non credi che sarebbe meglio fare diversamente?. Non pensi che il metodo dell’insegnante sia troppo tradizionale? / Come descriveresti il metodo utilizzato dall’insegnante?. Quali difficoltà hai avuto nel seguire il programma? / I tuoi compagni hanno avuto difficoltà nel seguire le materie?.

09. Quale conseguenza metodologica è deducibile se l’intervistatore interpreta prematuramente le risposte durante l’intervista?. Aumento automatico della comparabilità, perché si standardizzano le risposte in corso d’opera. Maggior neutralità, perché si anticipano le categorie prima di ascoltare l’intervistato. Riduzione della necessità di trascrizione, perché l’interpretazione sostituisce il dato verbale. Rischio di attribuire significati non esplicitati, introducendo distorsioni nel dato raccolto.

04. Quale rischio metodologico è evidenziato quando si integra thinking aloud e talking aloud nello studio della metacognizione?. Che vi siano discrepanze tra strategie dichiarate e strategie effettivamente osservabili. Che l’intervista diventi necessariamente una narrazione della storia di vita. Che il soggetto elimini ogni tentativo ed errore durante il compito. Che i significati impliciti risultino sempre esplicitati senza interventi dell’intervistatore.

06. Per comprendere come uno studente risolve un problema matematico durante l’esecuzione, quale strumento è più adeguato?. Intervista biografica orientata alla storia di vita scolastica. Intervista ermeneutica centrata sui saperi di sfondo culturali. Colloquio clinico-piagetiano centrato sulle ipotesi biografiche. Riflessione parlata con verbalizzazione del pensiero in azione.

07. Quale combinazione associa correttamente tipologia di intervista e focus principale?. Colloquio clinico – strutture cognitive; Riflessione parlata – processi in azione. Colloquio clinico – narrazione identitaria; Intervista biografica – strutture cognitive. Intervista biografica – processi in azione; Intervista ermeneutica – correttezza della risposta. Riflessione parlata – significati impliciti; Intervista ermeneutica – processi in azione.

01. Quale affermazione esplicita una conseguenza metodologica della natura interattiva dell’intervista di gruppo?. Il dato è sempre più profondo rispetto a quello dell’intervista individuale. Il dato dipende esclusivamente dalla risposta individuale alla domanda del moderatore. Il dato è indipendente dalla competenza del moderatore. Il dato include anche processi di negoziazione e costruzione collettiva del significato.

Quale scelta descrive correttamente un requisito dell’analisi dei dati nelle interviste di gruppo?. Considerare solo le opinioni espresse, escludendo le reazioni dei partecipanti. Integrare contenuti e dinamiche, osservando come i temi vengono accolti. Ridurre la trascrizione a una sintesi priva di turni di parola. Attribuire le affermazioni solo a chi parla per primo in discussione.

In base alle caratteristiche descritte, quale tecnica è più coerente con l’obiettivo di limitare l’influenza reciproca e raccogliere contributi comparabili?. Brainstorming. Focus group. Gruppo nominale. Intervista di gruppo non direttiva.

06. Quale coppia associa correttamente tecnica e modalità di interazione tra partecipanti?. Focus group – assenza di interazione diretta tra i partecipanti. Gruppo nominale – contributi individuali con interazione regolata. Brainstorming – interazione ridotta al minimo e fortemente regolata. Tecnica Delphi – discussione faccia a faccia su un tema circoscritto.

07. Nel focus group, quale funzione è attribuita al moderatore?. Sostituire le risposte dei partecipanti con un resoconto sintetico. Definire a posteriori il tema in base alle reazioni emerse. Valutare la correttezza delle opinioni espresse nel gruppo. Regolare i turni e garantire una partecipazione equilibrata.

Nel brainstorming, quale principio guida la fase iniziale di produzione delle idee?. L’eliminazione delle idee che non raggiungono consenso. La discussione argomentativa delle posizioni alternative. La sospensione del giudizio sulle idee proposte. La selezione immediata delle proposte più pertinenti.

01. Nella distinzione tra descrizione e interpretazione, la descrizione consiste soprattutto nel: Sovrapporre categorie interpretative ai dati in fase di registrazione. Riportare in modo accurato ciò che è direttamente osservabile. Attribuire significato agli eventi registrati in base a giudizi valutativi. Eliminare ogni riferimento a categorie concettuali e quadri teorici.

07. Quale conseguenza è associata all’aumento del grado di strutturazione degli strumenti osservativi?. Riduzione della discrezionalità dell’osservatore nella rilevazione. Incremento automatico della libertà interpretativa nella classificazione. Aumento della discrezionalità dell’osservatore nella rilevazione. Eliminazione della selezione degli eventi ritenuti significativi.

08. Quale coppia collega correttamente ambiente di osservazione e principale vantaggio indicato?. Ambiente naturale – isolamento delle variabili e verifica di ipotesi specifiche. Ambiente naturale – cogliere la spontaneità dei comportamenti. Ambiente controllato – cogliere la spontaneità dei comportamenti. Ambiente controllato – ridurre la necessità di delimitare unità di analisi.

09. Quale caratteristica distingue l’osservazione scientifica dall’osservazione spontanea?. La registrazione di impressioni complessive non riferite a contesti specifici. Il carattere sistematico sostenuto da consapevolezza metodologica. La rinuncia a delimitare un campo di osservazione e unità di analisi. L’assenza di scopi conoscitivi e di procedure definite.

02. Quale motivo giustifica la necessità di cautela nella gestione dei risultati di una rilevazione sociometrica?. La rappresentazione grafica sostituisce l’interpretazione e rende superflua la contestualizzazione. I dati possono incidere sulle dinamiche del gruppo se non trattati con riservatezza e attenzione. Gli indici numerici rendono irrilevanti fattori contingenti o dinamiche momentanee. Le scelte espresse riflettono sempre e integralmente la struttura relazionale del gruppo.

06. Qual è la finalità principale della rilevazione standardizzata nella ricerca educativa?. Raccogliere narrazioni senza criteri espliciti di classificazione. Produrre dati comparabili e interpretabili tra soggetti o gruppi. Descrivere ciò che accade in una situazione contingente. Registrare comportamenti spontanei senza stimoli predefiniti.

01. Qual è il rischio principale dell’interrogazione orale come prova a bassa strutturazione?. Riduzione dei processi complessi osservabili. Correzione basata su criteri univoci e predeterminati. Eccessiva casualità nella risposta. Scarsa comparabilità tra studenti.

04. Se un’abilità è concepita come competenza situata che emerge in contesti specifici, quale scelta di prova risulta coerente?. Eliminazione dei criteri valutativi per evitare vincoli. Privilegio di compiti autentici e contestualizzati. Uso esclusivo di item vero/falso per ridurre i tempi. Ricerca di misure comparabili e ripetibili.

05. Quale conseguenza è deducibile quando si sposta la valutazione verso prove più strutturate lungo il continuum descritto?. Si elimina la necessità di coerenza tra obiettivi e prove. Aumenta l’autonomia nella risposta, senza effetti sul controllo. Diminuisce la comparabilità, ma cresce l’univocità della correzione. Aumenta la comparabilità, ma può ridursi la ricchezza del dato.

06. Nel quadro dei criteri di qualità delle prove, che cosa indica l’attendibilità?. Coerenza tra obiettivi e ciò che viene misurato. Capacità di sollecitare processi complessi e personali. Stabilità e coerenza del punteggio. Assenza di elementi estranei al contenuto disciplinare.

In una prova strutturata, quale requisito contribuisce direttamente a preservare validità e potere discriminante dell’item?. Presenza di indizi formali che facilitino l’individuazione della risposta. Distrattori concettualmente estranei per aumentare la distanza. Domande numerose, indipendentemente dalla precisione degli item. Stimolo chiaro, univoco e coerente con il costrutto.

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