Pedagogia Sperimentale Piacenza
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![]() Pedagogia Sperimentale Piacenza Description: domande dalla lez. 26 alla lez. 48 |



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Il ricercatore sta scegliendo gli strumenti di rilevazione più opportuni per raccogliere dati per le sue ricerche. Prova a suggerire la tecnica migliore per ciascun frangente: Rilevare dati sull'abilità di lavaggio delle mani degli operatori di un servizio educativo. Tecnica dell'osservazione semistrutturata. Tecnica dell'osservazione esperenziale. Tecnica del questionario autocompilato a risposte chiuse. Tecnica del focus group. Il ricercatore sta scegliendo gli strumenti di rilevazione più opportuni per raccogliere dati per le sue ricerche. Prova a suggerire la tecnica migliore per ciascun frangente: Rilevare dati per controllare l'ipotesi che vi sia relazione tra esercizio del gioco simbolico e abilità sociali dei bambini. Tecnica dell'osservazione strutturata. Tecnica del questionario autocompilato a risposte chiuse. Tecnica dell'osservazione semistrutturata. Tecnica dell'osservazione esperenziale. Il ricercatore sta scegliendo gli strumenti di rilevazione più opportuni per raccogliere dati per le sue ricerche. Prova a suggerire la tecnica migliore per ciascun frangente: Rilevare dati per controllare l'ipotesi che vi sia relazione tra età e uso dei social network. Tecnica dell'osservazione semistrutturata. Tecnica dell'osservazione strutturata. Tecnica del saggio breve. Tecnica del questionario autocompilato a risposte chiuse. Il ricercatore sta scegliendo gli strumenti di rilevazione più opportuni per raccogliere dati per le sue ricerche. Prova a suggerire la tecnica migliore per ciascun frangente: Rilevare dati per descrivere le modalità di esercizio del gioco simbolico da parte di un gruppo di bambini, sulla base di un quadro teorico. Tecnica dell'osservazione semistrutturata. Tecnica dell'intervista semistrutturata faccia a faccia. Tecnica del saggio breve. Tecnica dell'intervista libera. Il ricercatore sta scegliendo gli strumenti di rilevazione più opportuni per raccogliere dati per le sue ricerche. Prova a suggerire la tecnica migliore per ciascun frangente: Rilevare dati sulle conoscenze storiche dei ragazzi della scuola media. Tecnica del saggio breve. Tecnica dell'osservazione semistrutturata. Tecnica dell'intervista libera. Tecnica dell'osservazione strutturata. Il ricercatore sta scegliendo gli strumenti di rilevazione più opportuni per raccogliere dati per le sue ricerche. Prova a suggerire la tecnica migliore per ciascun frangente: Rilevare dati per descrivere in profondità una giornata-tipo di un operatore di un servizio educativo. Tecnica dell'osservazione semistrutturata. Tecnica dell'osservazione esperenziale. Tecnica del saggio breve. Tecnica dell'osservazione strutturata. Il ricercatore sta scegliendo gli strumenti di rilevazione più opportuni per raccogliere dati per le sue ricerche. Prova a suggerire la tecnica migliore per ciascun frangente: Rilevare atteggiamenti e scelte di un gruppo di operatori di un centro di servizi educativi. Tecnica dell'osservazione esperenziale. Tecnica del focus group. Tecnica dell'intervista semistrutturata faccia a faccia. Tecnica dell'intervista libera. Il ricercatore sta scegliendo gli strumenti di rilevazione più opportuni per raccogliere dati per le sue ricerche. Prova a suggerire la tecnica migliore per ciascun frangente: Rilevare dati sull'offerta di un centro di servizi educativi. Tecnica dell'intervista semistrutturata faccia a faccia. Tecnica dell'osservazione semistrutturata. Tecnica dell'osservazione esperenziale. Tecnica del saggio breve. Il ricercatore sta scegliendo gli strumenti di rilevazione più opportuni per raccogliere dati per le sue ricerche. Prova a suggerire la tecnica migliore per ciascun frangente: Rilevare dati in profondità sulla storia pregressa di un soggetto. Tecnica dell'osservazione esperenziale. Tecnica del questionario autocompilato a risposte chiuse. Tecnica dell'intervista libera. Tecnica del saggio breve. A cosa serve la somministrazione pilota. Ad avere consigli per migliorare lo strumento direttamente dai soggetti a cui è destinato. A somministrare gli strumenti nei tempi giusti. A pilotare nel verso giusto le risposte dei soggetti. Ad avere consigli sullo strumento da parte di un esperto. Cos'è una relazione "significativa". E' una relazione che ha un significato, che vuol dire qualcosa. E' una relazione che il caso ha voluto presentarci nella matrice. E' una relazione umanamente importante per i soggetti. E' una relazione che ha una bassissima probabilità di poter essere attribuita al caso. Quali sono le caratteristiche dell'osservazione strutturata. Si avvale di strumenti di raccolta e classificazione delle informazioni, è guidata da ipotesi e mira alla qualità scientifica del dato. Utilizza strumenti strutturati di raccolta e classificazione dei dati ed è guidata da ipotesi. Si avvale di strumenti non strutturati di raccolta e classificazione delle informazioni, è guidata da ipotesi e mira alla quantità dei dati e alla qualità scientifica del dato. Mira alla quantità dei dati e alla qualità scientifica del dato. Quali sono le caratteristiche dell'osservazione a basso grado di strutturazione. L'osservatore annota semplicemente ciò che accade, senza utilizzare strumenti strutturati, prevede un osservatore libero e mira alla qualità "umanistica" del dato. L'osservatore annota attraverso una griglia ciò che accade, prevede un osservatore libero e mira alla qualità del dato. L'osservatore annota attraverso l'utilizzo del brainstorming ciò che emerge, l'osservatore è libero e mira alla qualità del dato. L'osservatore annota attraverso la compilazione di un questionario a domande aperte, l'osservatore è semilibero ........................... Quale informazione devo presentare per dire come si distribuiscono i casi del campione in relazione ad una variabile della matrice. La distribuzione della frequenza. L'indice di dispersione. L'indice di tendenza centrale. L'indice di posizione. Quale informazione devo presentare per dire dove si localizzano casi particolari rispetto alla distribuzione dei casi del campione in relazione ad una variabile della matrice. L'indice di tendenza centrale. La distribuzione di frequenza. L'indice di posizione. L'indice di dispersione. Perchè un fattore interveniente è importante per formulare interpretazioni alternative della conferma o della confutazione delle ipotesi. Perchè avendo inciso sulla significatività potrebbe averne cambiato i valori. Perchè avendo inciso su fattore dipendente potrebbe averne cambiato i valori. Perchè avendo inciso sul fattore indipendente potrebbe averne cambiato i valori. Perchè avendo inciso sull'ipotesi potrebbe averla cambiata. Perchè è necessario scrivere un paragrafo di riflessione finale sull'esperienza di ricerca. Per evidenziare i punti di forza del proprio lavoro. Per confrontarsi con le ricerche degli altri e vedere i margini di miglioramento. Per fare le cose in modo diverso. Per acquisire consapevolezza di ciò che si è appreso e di come poter migliorare il processo di ricerca nella prossima ricerca. E' necessario inserire segni di trattino basso_ (underscore) nei concetti presenti nei testi preinterpretati. No, altrimenti si va a capo nei programmi di videoscrittura. Si, altrimenti non possono essere inseriti in matrice dei dati. No, altrimenti non possono essere scritti nel foglio elettronico. Si, perchè esistono concetti che devono essere espressi con più parole. La prima riga della matrice dei dati deve contenere i nomi delle variabili. Si, per renderla maggiormente comprensibile al ricercatore. No, aumenterebbe la complessità della matrice. Si, per capire quante sono le variabili. Si, in modo che il programma di elaborazione dati possa riconoscerli. Come si calcola l'analisi della frequenza lessicale. calcola quante volte i termini ricorrono all'interno di un testo al fine di individuare il lessico ricorrente, per descrivere un fenomeno o una situazione. calcola il numero di termini presenti all'interno di un testo. calcola quanti sinonimi di uno stesso termine vengono utilizzati all'interno di un testo per descrivere un fenomeno o una situazione. calcola quante volte i termini ricorrono all'interno di un testo al fine di individuare il lessico specifico. A quale tipologia di corpo testuale si applica la tecnica della costruzione di categorie a posteriori. lunghi e poco complessi. non troppo lunghi e complessi: risposte aperte di questionari semistrutturati. brevi e molto complessi. lunghi e complessi: diari di bordo e/o annotazioni di osservazioni libere. Per quali variabili si può trovare la mediana. Per le variabili categoriali non ordinate, categoriali ordinate e cardinali. Per le variabili categoriali ordinate e cardinali. Per le variabili categoriali non ordinate e cardinali. Per le variabili categoriali non ordinate e categoriali ordinate. definizione di media aritmetica. E' la somma dei valori di tutte le modalità della variabile. E' il valore che sta nel mezzo della distribuzione. E' la modalità della variabile con frequenza più alta. E' la modalità della variabile che nella distribuzione ordinata dei casi, lascia alla sua sx e alla sua dx lo stesso numero di casi. Per quali variabili si può trovare la media aritmetica. Solo per le variabili cardinali. Per le variabili categoriali non ordinate, categoriali ordinate e cardinali. Per le variabili categoriali non ordinate e cardinali. Per le variabili categoriali ordinate e cardinali. Definizione di indice di dispersione. Un valore sintetico che dice quanti sono i casi per ciascuna modalità della variabile. Un valore sintetico che dice quanto è ampia la distribuzione dei dati corrispondenti alla variabile. Un valore sintetico che dice dove si trova un soggetto rispetto al resto della distribuzione dei dati corrispondenti alla variabile. Un valore sintetico che dice intorno a quale punto è localizzata la distribuzione dei dati corrispondenti alla variabile. A cosa serve trovare un intervallo di fiducia. Per quantificare il margine di errore nel passaggio dai parametri del campione a quelli della popolazione, nei campionamenti non probabilistici. Per quantificare il margine di errore nell'estrazione di un campione probabilistico. Per quantificare il margine di errore nel passaggio dai parametri del campione a quelli della popolazione, nei campionamenti probabilistici. Per quantificare il margine di errore nel passaggio dai parametri del campione a quelli della popolazione, nei campionamenti ragionati. Definizione di punteggio standardizzato (detto anche punteggio z). Un indice che dice quanto è distante un soggetto dallo scarto tipo della distribuzione in termini di media. Un indice che dice qual è lo scarto tipo di un soggetto dalla media della distribuzione in termini di distanza. Un indice che dice quanto è scartato un soggetto dalla media della distribuzione in termini distanza. Un indice che dice quanto è distante un soggetto dalla media della distribuzione in termini di scarti tipo. Definizione di indice di posizione. Un valore sintetico che dice quanto è ampia la distribuzione dei dati corrispondenti alla variabile. Un valore sintetico che dice intorno a quale punto è localizzata la distribuzione dei dati corrispondenti alla variabile. Un valore sintetico che dice quanti sono i casi per ciascuna modalità della variabile. Un valore sintetico che dice dove si trova un soggetto rispetto al resto della distribuzione dei dati corrispondenti alla variabile. Cos'è un centile. Uno dei cento punti z calcolabili. Uno dei punti che dividono in 100 parti uguali la distribuzione ordinata dei casi. Uno dei 100 punti T calcolabili. Una delle 100 parti uguali in cui si può dividere la distribuzione ordinata dei casi. Definizione di scarto semplice. E' la somma delle differenze di ciascun punto della distribuzione dalla media aritmetica della distribuzione stessa. E' la somma delle differenze di ciascun punto della distribuzione dalle proprie frequenze. E' la somma delle differenze della media dal punto centrale della distribuzione. E' la somma delle differenze della media dalle frequenze dei punti della distribuzione. Definizione di devianza. E' la somma delle differenze di ciascun punto della distribuzione dalla media, elevate al quadrato. E' la somma delle differenze dei quadrati di ciascun punto della distribuzione dalla media. E' la condizione di un punto della distribuzione che non rispetta le norme stabilite. E' la somma delle differenze di ciascun punto della distribuzione dalla norma. Definizione di varianza. E' la devianza diviso il numero dei casi. E' la devianza diviso la frequenza semplice. E' la devianza diviso la media. E' la devianza diviso lo scarto semplice. Definizione di scarto tipo. E' la radice quadrata della varianza. E' la radice quadrata dello scarto semplice. E' la radice quadrata della devianza. E' la radice quadrata della media. Si devono ordinare i casi prima di individuare i quartili. Si, perchè altrimenti il terzo quartile non sarebbe maggiore del primo quartile. Si, perchè altrimenti a seconda di come si dispongono i casi avremmo quartili diversi. No, solo per ragioni di comprensibilità, l'ordine non è importante. Non ci sono ragioni particolari, è una nostra scelta. La differenza interquartilica si calcola per quale tipo di variabili. Categoriali ordinate e cardinali. Categoriali non ordinate e cardinali. Categoriali e cardinali. Categoriali ordinate e non ordinate. E' importante che lo scarto tipo abbia la stessa unità di misura della media. Si, perchè altrimenti non si potrebbe stabilire quando è vicino ad 1/3 della media. No, perchè altrimenti non si potrebbe stabilire quando la devianza viene divisa per il numero dei casi. No, perchè altrimenti non si potrebbe stabilire quando lo scarto semplice è uguale a 0. Si, perchè altrimenti non si potrebbe stabilire quando è vicino a 0. A casa servono i punti della distribuzione pentenaria. A trovare i centili a partire dalle categorie basso, mediobasso, medio, medioalto, alto. A definire soggetti che in un test hanno ottenuto un punteggio basso, mediobasso, medio, medioalto, alto. A trovare i punti z a partire dalle categorie basso, mediobasso, medio, medioalto, alto. A trovare i punti T a partire dalle categorie basso, mediobasso, medio, medioalto, alto. A cosa servono i centili. A dire quale punto T della distribuzione ordinata dei casi si trova sopra o sotto un dato punto della distribuzione. A dire quale percentuale della distribuzione ordinata dei casi si trova sopra o sotto un dato punto della distribuzione. A dire quale punto L della distribuzione ordinata dei casi si trova sopra o sotto un dato punto della distribuzione. A dire quale punto z della distribuzione ordinata dei casi si trova sopra o sotto un dato punto della distribuzione. Quale tra questi indici NON deriva da una ricodifica dei punti z. Punto C di Guilford. Centile. Punto pentenaria. Punto T. Definizione di frequenza attesa. E' il numero di casi che hanno una data modalità di una delle due variabili della tabella a doppia entrata. E' il numero di casi totali presenti in una tabella a doppia entrata. E' il numero dei casi che avrebbe una data combinazione di due modalità delle due variabili della tabella a doppia entrata se fossimo in condizione di assenza di relazione tra le due variabili. E' il numero dei casi che hanno una data combinazione di due modalità delle due variabili della tabella a doppia entrata. Cos'è l'indice X quadro. E' un indice che dice quanto la situazione corrente è significativa. E' un indice che dice quanto la situazione di assenza di relazione è significativa. E' un indice che dice quanto la situazione corrente è distante dalla situazione di assenza di relazione. E' un indice che dice quanto la situazione corrente e la situazione di assenza di relazione sono significative. Cosa indica il coefficiente di relazione (r). indica la forza delle relazioni tra due variabili, valore +1 massima correlazione positiva, valore -1 massima correlazione negativa, 0 assenza di correlazione. indica la forza delle relazioni tra due variabili, valore +1 minima correlazione positiva, valore -1 minima correlazione negativa, 0 assenza di correlazione. indica la forza delle relazioni tra due fattori , valore +1 massima correlazione positiva, valore -1 massima correlazione negativa, 0 assenza di correlazione. indica la forza delle relazioni tra due fattori, valore +1 minima correlazione positiva, valore -1 minima correlazione negativa, 0 assenza di correlazione. Definizione di frequenza osservata. E' il numero di casi che hanno una data modalità di una delle due variabili della tabella a doppia entrata. E' il numero di casi che hanno una data combinazione di due modalità delle due variabili della tabella a doppia entrata. E' il numero di casi che avrebbe una data combinazione di due modalità delle due variabili della tabella a doppia entrata se fossimo in condizione di assenza di relazione tra le due variabili. E' il numero di casi totali presenti in una tabella a doppia entrata. L'analisi delle differenze pre-post utilizza tre indici diversi a seconda delle caratteristiche del campione in esame e delle variabili da analizzare, quali sono. il test delle differenze che si applica a variabili categoriali ordinate con campioni da almeno 30 casi. Il Test di Wilcoxon che si applica a variabili categoriali ordinate con campioni di qualsiasi numerosità. il test T di Student che si applica a variabili cardinali e in campioni composti almeno da 3 casi. il test delle differenze che si applica a variabili categoriali ordinate con campioni di qualsiasi numerosità. Il Test di Wilcoxon che si applica a variabili categoriali ordinate e in campioni composti da almeno 3 casi, il test di Student che si applica a variabili cardinali e in campioni composti almedo da 30 casi. il test delle differenze che si applica a variabili categoriali e in campioni composti da almeno 3 casi. Il test di Wilcoxon che si applica a variabili categoriali ordinate e in campioni composti da almeno 30 casi, il test di Student che si applica a variabili cardinali con campioni di qualsiasi numerosità. Il test delle differenze che si applica a variabili cardinali con campioni di qualsiasi numerosità, Il test di Wilcoxon che si applica a variabili cardinali e in campioni composti da almeno 3 casi, il test di Student che si applica a variabili cardinali e in campioni composti almeno da 30 casi. Cosa si intende valutare con l'analisi delle differenze prima-dopo. si intende valutare il perdurare di una performance nel tempo. si intende valutare il cambiamento costante nel tempo. Si intende valutare il cambiamento, se un fattore dopo ad un certo intervento educativo è differente (statisticamente) dal fattore individuato prima dell'intervento stesso. Si intende valutare il cambiamento, se la performance successiva ad un certo intervento educativo è differente (statisticamente) dalla performance prima dell'intervento stesso. L'analisi delle differenze prima-dopo che tipologia di analisi è. focus group. analisi dei dati. Bivariata. Monovariata. Perchè è importante il follow up dopo l'esperimento. Per capire se vi è stato Effetto Hawtorne per il gruppo di controllo. Per capire se gli effetti del fattore ordinario sono durevoli nel tempo. Per capire se gli effetti della sperimentazione sono durevoli nel tempo. Per capire se gli effetti del fattore sperimentale sono durevoli nel tempo. Come si controlla un'ipotesi nella ricerca interpretativa. Si costruisce una mappa concettuale. Si isolano i soggetti favorevoli e quelli contrari. Si isolano esempi di conferma dell'ipotesi. Si isolano gli asserti che confermano l'ipotesi e quelli che la confutano. A cosa serve la Ricerca interpretativa. A ricostruire le intenzioni che muovono le azioni, le ragioni, gli scopi del soggetto e i significati che attribuisce al mondo. A descrivere i contesti e gli ambiti sociali e culturali in cui il soggetto si muove. A testimoniare una relazione tra fattori nella sua unicità e specificità. Ad assegnare un senso agli indizi, trasformando un insieme slegato di fatti e comportamenti in un sapere. Perchè è importante il diario della sperimentazione. Per descrivere le strategie adottate per far fronte agli imprevisti. per poter dire che le modificazioni subentrate sono da imputarsi proprio al fattore dipendente. Per avere il parere di uno o più osservatori indipendenti. Per ricostruire tutti quei fattori che possono essere intervenuti e che potrebbero rendere i risultati meno validi e meno attendibili. Come si allestisce una ricerca esperimento. Si allestiscono due gruppi che svolgono interventi equivalenti e si valutano le differenze nei miglioramenti dal prima ad dopo. Si allestiscono due gruppi equivalenti che svolgono interventi equivalenti e si valuta il livello finale raggiunto. Si allestiscono due gruppi che svolgono le stesse attività tranne uno specifico insieme di esse e si valutano le differenze nei miglioramenti del prima al dopo. Si allestisce un gruppo, si propone un intervento da sperimentare e si valuta il miglioramento nel gruppo dal prima al dopo. Cosa si fa nella fase di Azione della Ricerca azione. si mette in atto l'intervento pianificato nella fase di pianificazione. si mette in atto l'analisi del problema di partenza. si mette in atto la ricerca pianificata nella fase di pianificazione. si mette in atto l'intervento pianificato nella fase di pianificazione e la ricerca pianificata per controllarne gli esiti. Come si allestisce una ricerca per studio di caso. si definiscono le ipotesi, ci si focalizza sulle relazioni tra fattori e si studia intensivamente il caso prescelto, anche per definire strategie di intervento. Si definiscono gli obiettivi conoscitivi, ci si focalizza sulle relazioni tra fattori e si studia intensamente il caso prescelto, anche per definire strategie di intervento. Si definiscono gli obiettivi conoscitivi, ci si focalizza su un certo numero di fattori, non stabilito a priori, intensivamente o comparativamente il caso prescelto, anche per definire le strategie di intervento. Si definiscono le ipotesi, ci si focalizza su un certo numero di fattori e si studia, intensivamente o comparativamente il caso prescelto, anche per definire le strategie di intervento. Cosa si fa nella fase di Pianificazione della Ricerca azione. Si decide il piano di ricerca da intraprendere per controllare gli effetti dell'intervento. Si decide l'intervento da mettere in atto e il piano di ricerca da intraprendere per controllarne gli effetti. Si analizza il problema, si decide l'intervento da mettere in atto e il piano di ricerca da intraprendere per controllarne gli effetti. Si analizza il problema e si decide l'intervento da mettere in atto. |





