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Pianificazione energetica

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Pianificazione energetica

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L9 - ingegneria gestionale

Creation Date: 2024/08/20

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1.1 I primi impieghi di fonti energetiche risalgono: Al primo secolo Dopo Cristo. Al 500 A.C. Al tempo dei Persiani ed Egiziani. Al XVIII° sec.

1.2 I primi impieghi dell'energia elettrica prodotta da una centrale Nucleare per scopi civili risale agli anni: 30. 50. 70. 90.

1.3 Le Fonti energetiche si possono classificare in: Primarie e Secondarie. Principali e derivate. Di primo livello e di secondo livello. Semplici e Composte.

1.4 L'Uranio è una fonte energetica: Primaria. Secondaria. Rinnovabile. Valutabile.

1.5 Il gasolio è una fonte energetica: Primaria. Secondaria. Rinnovabile. Valutabile.

1.6 Affinché una fonte energetica primaria possa essere sfruttata deve avere le seguenti peculiarità: Concentrabile, Indirizzabile, gestibile, continua e regolabile. Concentrabile, gestibile, frazionabile, continua e regolabile. Concentrabile, Indirizzabile, frazionabile, continua e regolabile. Gestibile, Indirizzabile, frazionabile, continua e regolabile.

1.7 Sinonimi di fonti energetiche rinnovabili sono: NFER e non tradizionali. Fonti sostenibili e alternative. Fonti sostenibili e dinamiche. Fonti ambientalmente compatibili e sostenibili.

1.8 Una delle seguenti forme di energie non è dipendente dalla fonte solare: Petrolio. Energia geotermica. Biomassa. Energia eolica.

1.9 Una fonte energetica è programmabile quando: Possono essere programmate in funzione della domanda (richiesta) di energia. Possono essere programmate in funzione dell'offerta di energia. Possono essere pianificate all'interno di un territorio. Possono essere oggetto di analisi attraverso un elaboratore (programma).

1.10 Valore aggiunto di una fonte di energia è la sua: Accumulabilità. Durabilità. Stazionarietà. Visibilità.

2.1 L'Unità di misura dell'Energia nel Sistema internazionale è: La Kilocaloria. Il Joule. Il BTU. HP.

2.2 Un Cavallo a vapore (HP) corrisponde a circa: 100 W. 730 W. 1000 W. 650 W.

2.3 L'unità di misura dell'intensità energetica di una nazione può essere espressa in: KWh/TEP. %. KWh/€. KWh.

2.4 Rispetto al Consumo Interno di una Fonte energetica, il relativo Consumo finale è: Sempre maggiore. Sempre minore. Uguale. Sia maggiore che minore.

2.5 L'unità di misura dell'energia impiegata nella redazione di Bilancio energetico Nazionale è: Il Joule. Il BTU. Il kwh. Il TEP.

2.6 Un Bilancio energetico segue la seguente relazione: Esportazioni+Importazione=Produzione+Variazione scorte+Consumi finali. Produzione+Variazione scorte=Importazioni+Esportazione+Variazione scorte+Consumi finali. Produzione=Importazione+Esportazione+Variazione scorte+Consumi finali. Produzione+Importazione=Esportazione+Variazione scorte+Consumi finali.

2.7 Il Consumo Interno Lordo di energia primaria è costituito da: Perdite e consumi dell'energia primaria, Trasformazioni, consumi finali. Importazioni e produzione. Perdite e consumi dell'energia primaria, esportazioni, consumi finali. Perdite e consumi dell'energia primaria, Trasformazioni, esportazioni.

2.8 La penetrazione elettrica è: Il rapporto tra l’energia secondaria ed il totale dell’energia primaria consumata. Il rapporto tra l’energia primaria commutata in energia elettrica ed il totale dell’energia primaria consumata. Il rapporto tra in energia elettrica ed il Prodotto Interno lordo. Il rapporto tra l’energia secondaria commutata in energia elettrica ed il totale dell’energia primaria consumata.

2.9 Un TEP equivale a: 10000000 kJ. 1000000 kJ. 1000000 kcal. 10000000 kcal.

2.10 Se la produzione annuale di petrolio di una Nazione è 100 Tep, l'importazione di 800 Tep, Esportazioni 0, scorte iniziali 0 e quelle finali 200 Tep; allora il Consumo Interno Lordo è pari a Tep: 1100. 700. 500. 900.

3.1 A quale anno si fa riferimento parlando dell'Accordo di Rio: 1982. 1992. 1998. 2002.

3.2 A quale anno fa riferimento il protocollo di Kyoto quale livello di emissione: 1980. 1985. 1990. 1995.

3.3 Parlando di accordi internazionali sul clim, parlare di COP21 significa: Conferenza di 21 Paesi. 21 esima Conferenza delle Parti. Prestazione energetica pari a 21. Conferenza per il 21 esimo secolo.

3.4 Gli obiettivi del pacchetto clima 20-20-20 non prevedono: Aumento del 20% dell'efficienza energetica. Copertura del 20% dell'enegia per il tasporto mediante fonti energetiche rinnovabili. Copertura del 20% delle fonti rinnovabili. Riduzione del 20% dei gas serra.

3.5 Il Quadro Europeo per l'Energia e il Clima al 2030 prevede una riduzione delle emissioni di una percentuale paria a: 25. 30. 35. 40.

3.6 Obiettivo nazionale da raggiungere in base al Protocollo di Kyoto per il 2012 era in percentuale di riduzione di emissione paria a: 5%. 6.50%. 8%. 20%.

3.7 Obiettivo del pacchetto clima 20-20-20 prevedeva per l'Italia che le fonti energetiche rinnovabili coprissero i consumi Nazionali in una percentuale pari a: 10. 17. 25. 33.

3.8 In base al concetto di Emission Tranding: Un'operatore che ha emesso più quote di gas climalteranti rispetto a quelli stabiliti deve pagare una multa. Un'operatore che ha emesso più quote di gas climalteranti rispetto a quelli stabiliti comprare tali quote da un paese in via di sviluppo che non è vincolato in termini di massime emisioni da emettere. Un'operatore che ha emesso meno quote di gas climalteranti rispetto a quelli stabiliti riceve degli sgravi fiscali. Un'operatore che ha emesso più quote di gas climalteranti rispetto a quelli stabiliti può comprare le quote da un altro operatore virtuoso che ha emesso meno di quanto concessogli.

3.9 L'azione definita "Joint Implementation ": Permette alle imprese dei paesi con vincoli di emissione di realizzare progetti che mirano alla riduzione delle emissioni in altri paesi con vincoli di emissione. Permette alle imprese dei paesi con vincoli di emissione di realizzare progetti che mirano alla riduzione delle emissioni in altri paesi senza vincoli di emissione. Permette alle imprese dei paesi con vincoli di emissione di comprare quote di emissione da imprese presenti in altri paesi vincolati. Permette alle imprese dei paesi senza vincoli di emissione di vendere quote di emissione a imprese presenti in altri paesi vincolati.

3.10 L'azione definita "Clean Development Mechanism ": Permette alle imprese dei paesi con vincoli di emissione di comprare quote di emissione da imprese presenti in altri paesi vincolati. Permette alle imprese dei paesi senza vincoli di emissione di vendere quote di emissione a imprese presenti in altri paesi vincolati. Permette alle imprese dei paesi con vincoli di emissione di realizzare progetti che mirano alla riduzione delle emissioni in altri paesi con vincoli di emissione. Permette alle imprese dei paesi con vincoli di emissione di realizzare progetti che mirano alla riduzione delle emissioni in altri paesi senza vincoli di emissione.

4.1 La domanda di energia mondiale nel 2020 in Mtoe è stato circa: 330. 3300. 13300. 300000.

4.2 La generazione di energia elettrica nel 2020 nel mondo espressa in TWh è stata di circa: 130000. 13000. 27000. 2700.

4.3 Le fonti energetiche rinnovabili hanno coperto nel 2020 una percentuale del consumo elettrico mondiale pari a circa: 8. 28. 15. 45.

4.4 La principale fonte rinnovabile mondiale in termini di quantità di energia elettrica prodotta è: l'energia idroelettrica. l'Energia Fotovoltaica. l'Energia eolica. l'Energia geotermica.

4.5 La potenza elettrica da fonte rinnovabile installata nel mondo è pari a circa: 200 GW. 2800 GW. 32000 GW. 55000 GW.

4.6 Il Continente che contribuisce maggiormente alla generazione elettrica è: ASIA & OCEANIA. EUROPA. AFRICA. NORD AMERICA.

4.7 A livello mondiale la fonte energetica maggiormente impiegata è: Il petrolio. il carbone. il gas naturale. l'energia nucleare.

4.8 Al 2030 si prevede che: la percentuale di consumo mondiale di gas naturale supererà quella relativa al consumo di carbone. la percentuale di consumo mondiale di gas naturale supererà quella relativa al consumo di petrolio. la percentuale di consumo mondiale di carbone supererà quella relativa al consumo di petrolio. la percentuale di consumo mondiale di Energia Nucleare supererà quella relativa al consumo di petrolio.

4.9 L'area territoriale con il maggior consumo di energia primaria è: l'Europa. il Nord America. l'Asia. il Sud America.

4.10 La percentuale di consumo di energia primaria ricoperta dalla fonti energetiche rinnovabile è pari a circa: 0.05. 0.12. 0.25. 0.34.

5.1 La Disponibilità energetica dell'Italia nel 2021 è stato di circa: 40 Mtep. 400 Mtep. 153 Mtep. 1400 Mtep.

5.2 L'Intensità energetica nazionale al 2021 è di circa: 106 Mtep/€. 91 tep/M€. 900 tep/M€. 106 kWh/€.

5.3 La principale fonte di energia impiegata dall'Italia nel 2021 è stata: Il Carbone. il Gas Naturale. Il Petrolio. La Geotermia.

5.4 In Italia, nel 2021, il settore più energivoro in termini di consumo di energia elettrica risulta essere il settore: Industriale. Domestico. Terziario. Agricolo.

5.5 In Italia, nel 2021,il fabbisogno energetico è stato coperto dal consumo di carbone per un valore percentuale pari: Sicuramente meno del 5%. Sicuramente tra il 5 e il 10%. Sicuramente tra il 10 e il 15%. Sicuramente tra il 15 e il 20%.

5.6 La domanda di energia elettrica Nazionale al 2021 è stata di circa : 30 TWh. 3110 TWh. 320 TWh. 6000 TWh.

5.7 In Italia, al 2021, il contributo maggiore per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile è fornito da: Impianti solari. Impianti Geotermoelettrici. Impianti a Biomassa. Impianti idroelettrici.

5.8 La potenza elettrica installata in Italia nel 2021 risulta essere pari a circa: 1102 GW. 120 GW. 15 GW. 480 GW.

5.9 Nel 2021, la produzione di Energia elettrica in Italia da Fonte rinnovabile è pari a circa: 10 Twh. 115 TWh. 311 TWh. 1300 TWh.

5.10 In Italia nel 2021 il rapporto percentuale tra Consumo finale di Energia da FER su Consumo lordo (CIL) totale è pari a circa: 8%. 10%. 19%. 35%.

6.1 L'ordine esatto di tipi di carbone partendo da quello a potere calorifico minore a quello maggiore: Lignite, Torba, Antracite, Litantrace. Lignite, Torba, Litantrace, Antracite. Torba, Lignite, Litantrace, Antracite. Torba, Lignite, Antracite, Litantrace.

6.2 Il potere calorifero della Lignitantrace può arrivare a: 35 kJ/kg. 15 kJ/kg. 65 kJ/kg. 8 kJ/kg.

6.3 L'Antracite è impiegata principalmente per: La generazione di energia. Riscaldamento domestico. Produzione di carbone vegetale. Produzione di Coke.

6.4 In Italia è possibile estrarre principalmente: Torba. Lignite. Antracite. Litantrace.

6.5 Una classificazione del carbone Litantrace è: Litantrace volatile e non volatile. Litantrace grassa e magra. Litantrace grezza e pura. Litantrace naturale e artificiale.

6.6 L'impiego del carbon coke alta temperatura è : Nel settore Domestico. Nella produzione di energia elettrica. Nel settore siderurgico. Per la produzione carbone vegetale.

6.7 Il carbone da vapore è così denominato in quanto: Viene prodotto da reazioni di vapore. Viene riscaldato con vapore. Viene utilizzato per generare vapore nel settore termoelettrico. In fase di combustione genera vapore.

6.8 Il seguente tipo di carbone ha il minor contenuto di sostanze volatili: Carbon coke da fonderia. Carbon coke d'altoforno. Coke da gas. Carbone vegetale.

6.9 L'Estrazione in situ del carbone avviene: Mediante lo scavo con macchine speciali. Mediante la formazione di numerose gallerie che progressivamente scendono in profondità. Attraverso la combustione controllata in profondità del carbone. Attraverso la microfratturazione delle miniere con dell'esplosivo.

6.10 Il limite di profondità comunemente a messo in Europa per l'estrazione del carbone è di circa: 500 m. 5 km. 1500m. 10000 m.

7.1 Le riserve mondiali di carbone al 2020 sono stimate a circa: 1000 Miliardi di tonnellate. 500 Miliardi di tonnellate. 300 Miliardi di tonnellate. 100 Miliardi di tonnellate.

7.2 In base al rapporto 2020 tra Riserve e Produzione annuale di carbone risulta che il carbone sarà disponibile per circa: 50 anni. 80 anni. 140 anni. 300 anni.

7.3 Il Consumo mondiale del Carbone al 2020 è circa: 6000 Mtep. 500 Mtep. 3600 Mtep. 12000 Mtep.

7.4 La percentuale di energia elettrica prodotta nel mondo mediante carbone nel 2020 è stata circa il: 10%. 20%. 35%. 40%.

7.5 Il paese dal quale l'Italia ha importato fino al 2021 la maggiore quantità di carbone è: USA. Russia. Libia. Algeria.

7.6 L'Italia ha nel 2021 una richiesta di carbone pari a circa: 7 Mton. 70 Mton. 100 Mton. 705 Mton.

7 L'Italia copre nel 2021 il suo Consumo Interno Lordo con il carbone in una quota pari a circa: 4%. 10%. 20%. 30%.

7.8 La combustione del carbone può essere causa del problema: Del buco dell'ozono. Delle piogge acide. Della deforestazione. Della crescita demografica.

7.9 Dalla combustione del carbone si può generare: Ammoniaca. Carbonato di calcio. Acido solforico. Acido Acetico.

7.10 La combustione del carbone per la generazione elettrica comporta la produzione di anidride carbonica il cui fattore di emissione è stimato in circa: 900 kg/kwh. 40 g/kwh. 40 kg/kwh. 900 g/kwh.

8.1 Il Syngas : Un gas naturale ricco di elio. Un gas sintetico estratto da un giacimento petrolifero. Un gas sintetico ottenuto dalla combustione parziale del carbone. Il gas associato al giacimento petrolifero.

8.2 Un gas "secco" è: Ricco di etano. Ricco di propano. Ricco di butano. Ricco di metano.

8.3 Un gas "umido" è: Ricco di gas illuminati. Povero di gas illuminanti. Ricco di metano. Ricco di vapor acqueo.

8.4 Un gas d'aria è: Un gas con molto ossigeno e azoto. Un gas ricco di Azoto e monossido di carbonio. Un gas ricco di anidride carbonica e monossido di carbonio. Un gas ricco di idrogeno.

8.5 I gas di sintesi sono molto impiegati per: La produzione di ammoniaca e metanolo. La produzione di ammoniaca e acido solforico. La produzione di acido solforico. La produzione di benzene.

8.6 Un gas si dice associato se è: Estratto da una miniera di carbone. Estratto da un giacimento petrolifero. Estratto dal fondale marino. Estratto in forma liquida.

8.7 Un gas associato è: Tipicamente un gas secco. Tipicamente un gas umido. Un gas con elevata percentuale di metano. Un gas ricco di azoto e argon.

8.8 Nel gas naturale è possibile trovare una consistente quantità di: Xenon. Neon. Argon. Elio.

8.9 Lungo un gasdotto è possibile trovare un sistema di: Compressione. Raffreddamento. Rigassificazione. Pompaggio.

8.10 I gas idrati sono: Solidi composti da acqua e metano. Solidi composti da acqua e idrocarburi pesanti. Dei gas di metano e vapor acqueo. I gas "umidi".

9.1 Il consumo di energia da gas (2020) nel mondo è quantificabile nell'ordine di circa: 3000 Mtep. 30000 Mtep. 300 Mtep. 30 Mtep.

9.2 La nazione nel mondo con il più elevato consumo di gas naturale (2020) è: La Cina. Gli USA. L'India. La Germania.

9.3 Le più grandi riserve di gas naturale al mondo appartengono: Emirati Arabi e Libia. Algeria e Libia. Russia e Iran. Iraq e USA.

9.4 Nel 2020; il paese Europeo con i più alti consumi di Gas naturale risulta essere: L'Italia. La Germania. La Francia. La Grecia.

9.5 L'Italia consuma ogni anno un quantitativo di gas pari a circa: 40 Miliardi di metri cubi. 70 Miliardi di metri cubi. 100 Miliardi di metri cubi. 180 Miliardi di metri cubi.

9.6 L'Italia importa gas naturale principalmente da: Russia e Algeria. Russia e Marocco. Venezuela e Russia. Libia ed Egitto.

9.7 Il termine italiano per indicare lo Shale Gas è: Gas di Scilo. Syngas. Gas di scisto. Gas d'aria.

9.8 Lo shale gas si trova a profondità che variano tra i: 100 - 1000 m. 1 -2 km. 2-4 km. 5-8 km.

9.9 Il termine per indicare l'operazione di estrazione dello shale gas è: Stripping. Breaking. Cracking. Fracking.

9.10 Il rapporto Riserva mondiale su produzione annuale di gas naturale nel 2020 era stimato pari a circa: 50 anni. 100 anni. 150 anni. 200 anni.

10.1 Per gli americani il Petroleum è: Il petrolio. Qualsiasi tipo di idrocarburo. L'olio combustibile. Il gasolio.

10.2 Un barile di petrolio corrisponde a: 156 litri. 1500 litri. 1000 litri. 1 tonnellata.

10.3 il potere calorifico standard del petrolio è pari a: 1.000 kcal/kg. 10.000 kcal/kg. 100.000 kcal/kg. 100 MJ/kg.

10.4 Il petrolio ha, in termini percentuali, la maggior presenza di atomi di: Idrogeno. Ossigeno. Carbonio. Azoto.

10.5 La fase di midstream corrisponde alla fase del processo del petrolio di: Trasporto. Estrazione. Vendita. Raffinazione.

10.6 La fase di upstream corrisponde alla fase del processo del petrolio di: Trasporto. Estrazione. Vendita. Raffinazione.

10.7 La fase di downstream corrisponde alla fase del processo del petrolio di: Trasporto. Estrazione. Vendita. Raffinazione.

10.8 Il cosiddetto "Derrick" relativamente al petrolio è: Un pozzo petrolifero. Una trivella. Una castellatura di metallo. Un tipo di petrolio.

10.9 Il grado API del petrolio serve a indicarne: La temperatura. La concentrazione di zolfo. La densità. La viscosità.

10.10 Un petrolio di grado API pari a 35 sicuramente è: Più leggero dell'acqua. Più pesante dell'acqua. Allo stato liquido sotto i 35° C. Allo stato liquido sopra i 35°C.

11.1 La riserva mondiale al di petrolio al 2020 è stimata in circa: 10 anni. 50 anni. 100 anni. 200 anni.

11.2 La produzione mondiale di petrolio al 2020 è stimata dell'ordine di: 4000 Mtep. 100000 Mtep. 1000 Mtep. 13000 Mtep.

11.3 La più grande riserva di petrolio è ubicata in: Asia. Africa. Nord America. Sud America.

11.4 Il maggiore consumatore di petrolio al mondo nel 2020 è: Giappone. USA. India. Brasile.

11.5 Il Consumo di petrolio in Italia nel 2021 è circa di: 30 Mtep. 50 Mtep. 10 Mtep. 100Mtep.

11.6 Nel 2021, la produzione di petrolio in italia espressa in percentuale sul consumo interno lordo (CIL) di prodotti petroliferi è circa: 2%. 4%. 10%. 15%.

11.7 I petroli contrattati nel mondo sono: Il Brent e il PTX. Il Brent e il WTI. Il Bland e il WTI. Il Bland e il PTX.

11.8 Il prezzo medio del barile nel 2021 era intorno ai: 65 $. 6 $. 600 $. 6000 $.

11.9 Il Brent è estratto in: In America del Sud. In Nord Africa. Nel mar del Nord. In Arabia.

11.10 Il Principale paese dal quale l'Italia ha importato petrolio nel 2021 è: Norvegia. Azerbaigian. Libia. Qatar.

12.1 L'energia nucleare nelle centrali è prodotta mediante un processo di: Fusione. Fissione. Scissione. Distruzione.

12.2 Il combustibile di una reazione Nucleare : Uranio 235. Uranio 125. Carbonio 16. Uranio 85.

12.3 Il processo di fusione Nucleare è ottenuto impiegando due isotopi dell'idrogeno detti: Dillo e Trillo. Duelio e Terzo. Deuterio e Trizio. Destrunio e Tresto.

12.4 La potenza medi di una centrale Nucleare varia tra: 500 - 1500 MW. 500 - 1500 kW. 1000 - 3000 MW. 1000 - 3000 kW.

12.5 Il rendimento delle centrali nucleari senza ciclo combinato è dell'ordine del: 35 %. 50 %. 15 %. 60 %.

12.6 Le barre di controllo in una centrale Nucleare servono per: Avviare la reazione Nucleare. Rallentare il processo nucleare. Liberare neutroni. Frantumare l'Uranio.

12.7 I reattori di seconda generazioni sono classificati in: BWR e PWR. BWB e PWB. BRX e PRX. BT e AT.

12.8 Il Consumo mondiale di energia elettrica da fonte Nucleare è pari a circa al: 4 %. 18 %. 32 %. 40 %.

12.9 La potenza elettrica generata da energia Nucleare nel mondo è pari a circa: 392 GW. 45 GW. 4 GW. 4500 GW.

12.10 La Nazione che detiene il più alto numero di Centrali nucleari è: Corea. India. Russia. USA.

13.1 Un impianto idroelettrico per essere classificato mini idroelettrico deve avere una potenza compresa tra: 0 -100 kW. 20 -100 kW. 20 -100 kW. 100-1000 kW.

13.2 Il salto che compie l'acqua ai fini della produzione elettrica viene chiamato: Salto geodetico. Salto idrico. Salto gravitazionale. Salto verticale.

13.3 La potenza teorica, espressa in kW, producibile da un salto H pari a 100 m con una portata di 2 mc al secondo è pari a: 200 kW. 1962 kW. 20 kW. 50 kW.

13.4 Sia r la densità dell'acqua. La potenza teorica producibile in un impianto idroelettrico di salto H e portata G è pari a: R GH/9,81. R GH. 9,81 r GH. 9,81 GH/r.

13.5 Il rendimento elettrico di un impianto idroelettrico è compreso tra: 20 -40%. 30 -50%. 50 -70%. 60 -80%.

13.6 Se il rendimento di un impianto idroelettrico fosse pari a 0,73 (73%) allora una portata di 1 metro cubo di acqua al secondo con un salto di 250 m produrrebbe in un secondo: 0,5 kWh. 5 kWh. 50 kWh. 500 kWh.

13.7 La relazione che lega l'energia producibile (in kWh) da un impianto idroelettrico con la caduta geodetica H, la portata G e un rendimento R è: E=3600 x 9,81 x R x G x H. E=9,81 x R x G x H/3660. E= R x G x H/3660. E=3600 x R x G x H/9,81.

13.8 In un impianto ad acqua fluente la centrale idroelettrica può essere collocata rispetto all'opera di sbarramento: Solo in prossimità dell'opera di sbarramento. Solo lontano dall'opera di sbarramento. Sia vicino che lontano dall'opera di sbarramento a secondo dell'orografia locale. Indifferentemente, sia vicino che lontano dall'opera di sbarramento.

13.9 Nel diagramma della durata delle portate sulle ascisse si trova tipicamente: Il numero di giorni o le ore in un anno. La portata. La potenza prodotta. L'Energia prodotta.

13.10 Nel diagramma della durata delle portate, fissata una portata di progetto, l'area sottesa alla curva per suddetta portata è: Il numero di ore di funzionamento. L'energia prodotta. La potenza prodotta. Il rendimento dell'impianto.

14.1 Gli impianti a bacino sono caratterizzati da: Non avere un'opera di sbarramento. Avere bassi salti geodetici. Avere alti salti geodetici. Non impiegare turbine.

14.2 Gli impianti a bacino hanno principalmente il compito di: Coprire i carichi elettrici di punta. Produrre la potenza elettrica necessaria durante la notte. Coprire la domanda di energia nei giorni feriali. Lavorare in periodo di siccità.

14.3 La potenza delle turbine installate in un impianto idroelettrico a bacino è pari a: La potenza associata alla portata media confluita nel bacino. Maggiore della potenza associata alla portata media confluita nel bacino. Minore della potenza associata alla portata media confluita nel bacino. Il doppio della portata media confluita nel bacino.

14.4 In un impianto idroelettrico a bacino, il rapporto tra il volume accumulato da un deflusso in un tempo T e il tempo T è detto: Modulo. Volume medio. Tempo medio. Variante.

14.5 Il modulo di un impianto idroelettrico a bacino corrisponde a: Il prodotto tra il volume accumulato da un deflusso in un tempo T e lo stesso tempo T. Il rapporto tra il volume accumulato da un deflusso in un tempo T e lo stesso tempo T. La variazione dell'energia prodotta nel tempo T. Il volume massimo cumulabile nel bacino.

14.6 Un impianto idroelettrico a pompaggio ha la possibilità di: Appiattire una curva di carico. Aumentare l'efficienza di un classico impianto a bacino. Raddoppiare la produzione di un impianto a bacino. Aumentare la portata erogabile da un impianto a bacino.

14.7 Un impianto idroelettrico a pompaggio lavora in modalità turbina: Durante le ore notturne. Durante i giorni feriali. Durante le ore di punta. Durante i periodi di siccità.

14.8 Un impianto micro idroelettrico ha una potenza: Minore di 1 kW. Minore di 10 kW. Minore di 100 kW. Minore di 500 kW.

14.9 Le portate di un impianto mini idroelettrico possono arrivare a essere dell'ordine di: 0,1 litri al secondo. 1 litro al secondo. 0,5 litri al secondo. 5 litri al secondo.

14.10 Un impianto idroelettrico a pompaggio può: Lavorare anche in assenza di un afflusso costante di acqua. Lavorare anche in assenza di bacini o serbatoi di accumulo. Lavorare anche in assenza di acqua. Lavorare in presenza di salti geodetici molto ridotti.

15.1 Il gradiente termico medio della terra è pari a circa: 1°C ogni 100 m. 3°C ogni 100 m. 10°C ogni 100 m. 2°C ogni 1000 m.

15.2 Gli elementi che formano un sistema geotermico sono: Sorgente, Serbatoio, Fluido. Sorgente, Serbatoio, falda. Pozzo, Serbatoio, Fluido. Serbatoio, sorgente, Falda.

15.3 La potenza geotermica installata nel mondo è pari a circa: 2 GW. 100 GW. 12 GW. 400 GW.

15.4 I sistemi geotermici sono classificati in base alla sorgente come: Idrodinamiche, Geopressurizzate, a scisti. Idrotermiche, Geopressurizzate, Petrotermiche. Idrofile, a Vapore, Petrotermiche. Idrofile, a vapore, a Scisti.

15.5 I sistemi idrotermici possono essere classificati come: A vapore dominante e ad acqua dominante. A compressione e a espansione. A vapore dominante e a vapore sottodominante. A ciclo a vapore e a ciclo ad acqua.

15.6 In uno schema di un impianto a acqua dominate, rispetto a uno a vapore dominante è sempre presente: Un pozzo di estrazione. Un separatore di fasi. Un condensatore. Una torre evaporativa.

15.7 In sistema idrotermico a ciclo diretto a contropressione, il vapore estratto dalla sorgente geotermica viene: Convogliato in un condensatore dopo che si è espanso in turbina. Scaricato direttamente in atmosfera dopo che è espanso in turbina. Reinserito nel sottosuolo dopo una compressione. Reinserito nel sottosuolo dopo aver preriscaldo il fluido in uscita dalla terra.

15.8 La potenza termica media di un sistema idrotermico a ciclo diretto a condensazione è pari a circa: 50 MW. 5 MW. 1GW. 200 MW.

15.9 Il fluido presente in un sistema geopressurizzato si trova a circa: 10 bar. 100 bar. 1000 bar. 10 000 bar.

15.10 Negli impianti geotermici a ciclo binario: Il vapore uscente dal pozzo confluisce direttamente in turbina. Il vapore uscente dal pozzo confluisce direttamente in turbina dopo essere passato per un separatore di fasi. Il vapore uscente dal pozzo confluisce in uno scambiatore a cui cede calore. Il vapore uscente dal pozzo confluisce alla fine del ciclo nella torre evaporativa.

16.1 Non si può considerare biomassa: Le alghe. La parte organica dei rifiuti urbani. La legna. Il Carbone.

16.2 L'uso energetico delle biomasse: Non comporta l'immissione di Anidride carbonica. Non comporta l'immissione di Ossidi di Azoto. Non comporta la produzione di vapore acqueo. In riferimento all'intero suo ciclo di vita non emette anidride carbonica.

16.3 La reazione di fotosintesi clorofiliana può essere schematizzata come: Processo che sfrutta l'energia solare per convertire l'anidride carbonica e Azoto in Ossigeno. Processo che sfrutta l'energia solare per convertire l'anidride carbonica e l'acqua in Ossigeno e carboidrati. Processo che sfrutta l'energia solare per convertire l'anidride carbonica e l'Acqua in Ossigeno e monossido di carbonio. Processo che sfrutta l'energia solare per convertire l'anidride carbonica e l'Ossigeno in vapore acqueo.

16.4 Una coltura erbacea pluriennale è: La canna comune. La colza. Il Sorgo. Il Girasole.

16.5 Tra i processi termochimici della biomassa non possiamo annoverare: Gassificazione. Pirolisi. Combustione. Digestione.

16.6 I fattori che indirizzano sul miglior processo di conversione energetica della biomassa sono: Il Rapporto C/N e la densità. Il Rapporto C/N e il contenuto idrico. La densità e il contenuto idrico. Il Rapporto C/N e il Potere calorifico superiore.

16.7 Il potere calorifico della legna e sui sottoprodotti è dell'ordine di: 8 MJ/kg. 17 MJ/kg. 35 MJ/kg. 41 MJ/kg.

16.8 I Processi di trattamento delle biomasse si suddividono in: Termochimici, biochimici, Chimico-fisici. Termochimici, Fisici, Biologici. Fisici e Biologici. Termochimici, Biologici e Fisici.

16.9 Una Coltura oleaginose è: La colza. La barbabietola. Il grano. Il sorgo.

16.10 Un sacco di cippato classificato M20 significa che: Ogni pezzo ha un lunghezza massima inferiore a 20 mm. Ha un contenuto idrico inferiore al 20%. Ha un peso di 20kg. Ha un potere Calorifico di 20 MJ/kg.

17.1 Le temperature associate al processo di pirolisi sono: 200-400 °C. 400-800 °C. 800-1200 °C. 100-500 °C.

17.2 La pirolisi si distingue principalmente dalla gassificazione per: L'assenza di ossigeno. La produzione di Idrogeno. La produzione di CHAR. La produzione di anidride carbonica.

17.3 I prodotti della pirolisi sono: Syngas, CHAR e carbone. Syngas, Biolio e TAR. Syngas, CHAR e TAR. Idrogeno, Syngas e TAR.

17.4 I processi di pirolisi sono classificati in base a la velocità e le temperature raggiunte in: Pirolisi Lenta, Pirolisi veloce, Flash pirolisi. Pirolisi fredda, Pirolisi calda, Flash pirolisi. Pirolisi diretta, Pirolisi inversa, Flash pirolisi. Pirolisi fissa, Pirolisi mobile, Flash pirolisi.

17.5 Le fasi del processo di gassificazione sono: Aspirazione, gassificazione, evaporazione. Combustione, gassificazione, Distillazione. Combustione, essiccazione, Distillazione. Aspirazione, gassificazione, Distillazione.

17.6 Le temperature associate al processo di gassificazione sono: 400-700°C. 200-600°C. 500-900°. 800 -1200°C.

17.7 Il trattamento idrotermico che permette la separazione delle tre frazioni dei substrati vegetali si chiama: Cracking. Steam Explotion. Pirolisi. Gassificazione.

17.8 La Flash Pirolisi avviene a temperature: Superiori a 400°C. Superiori a 600°C. Superiori a 800°C. Superiori a 1000°C.

17.9 Il syngas con più alto calore specifico si ottiene dalla: Gassificazione in aria. Gassificazione con Vapore. Gassificazione con ossigeno. Carbonizzazione.

17.10 Il seguente materiale non può produrre syngas mediante un processo di pirolisi: Copertone di auto. Cotone. Carta. Piatti in ceramica.

18.1 La Digestione Anaerobica è un processo: Termochimico. Biochimico. Fisico. Meccanico.

18.2 I prodotti uscenti da un digestore anaerobico sono: Biogas e Azoto. Biogas e Digestato. Metano e Anidride carbonica. Metano e Digestato.

18.3 La seguente fase non caratterizza il processo di digestione: Idrolisi. Acidogenesi. Alcolgenesi. Metanogenesi.

18.4 I batteri mesofili lavorano in un range di temperature comprese tra: 20-30°C. 20-40°C. 40-60°C. 10-30°C.

18.5 Un digestore a secco lavora con una concentrazione di sostanza secca: Minore del 20%. Minore del 40 %. Maggiore del 20%. Maggiore del 50%.

18.6 Si ha una resa di Biogas maggiore con un sistema: Monostadio. Bistadio. Triplo stadio. Quadruplo stadio.

18.7 Il digestato è ricco di: Carbonio. Metano. Azoto minerale. Anidride carbonica.

18.8 La combustione di un metro cubo di biogas in cogenerazione può rendere circa: 1 Kwh di energia elettrica e 1 kWh di energia termica. 12 Kwh di energia elettrica e 20 kWh di energia termica. 2 Kwh di energia elettrica e 3 kWh di energia termica. 4 Kwh di energia elettrica e 10 kWh di energia termica.

18.9 Il processo di upgading all'interno di un impianto biogas serve a: Rimuovere l'acqua dal biogas. Rimuovere lo zolfo dal biogas. Rimuovere l'Azoto dal Biogas. Rimuovere l'Anidride carbonica dal biogas.

18.10 I tempi di digestione della biomassa a temperatura media (30°C) sono dell'ordine di: 25-40 Giorni. 24 - 48 Ore. 10 -20 Giorni. 50-80 Giorni.

19.1 Un biolio si può produrre a partire da: Colza. Barbabietola. Canna. Garano.

19.2 Olio Vegetale, rIspetto al gasolio è: E' meno denso. E' meno Viscoso. Ha un Potere calorifico inferiore. Ha numero di Cetano minore.

19.3 Un veicolo con carburante E85: Impiega una miscela di Etanolo all'85% e Benzina al 15%. Impiega una miscela di Etanolo all' 15% e Benzina al 85%. Impiega una miscela di Etanolo all' 15% e Gasolio al 85%. Impiega una miscela di Etanolo all' 85% e Gasolio al 15%.

19.4 ETBE è: Un nuovo tipo di carburante. Un additivo per gasolio. Un additivo per benzine. Un processo per la produzione di Etanolo.

19.5 Il processo di produzione del Bioetanolo è: Un processo di digestione anaerobica. Un Processo di fermentazione aerobica. Un processo di Transesterificazione. Un processo di fermentazione anaerobica.

19.6 Il processo di produzione del Biodiesel viene definito: Processo di transizione. Processo di fermentazione. Processo di Transesterificazione. Processo di transaminazione.

19.7 Un prodotto della Transesterificazione dell'olio vegetale è: Il saccarosio. Il metanolo. Il glicerolo. Lo zucchero.

19.8 Nel processo d transesterificazione il Biodiesel viene definito come: Estere butilico dell'acido acetico. Estere butilico dell'amido. Estere etilico degli acidi. Estere metilico degli acidi grassi.

19.9 Le macchine immatricolate a gasolio possono accettare una percentuale di biodiesel pari a: 5%. 15%. 30%. 50%.

19.10 Una macchina a gasolio ha: Prestazioni analoghe di una stessa macchina a Biodiesel. Prestazioni migliori di una stessa macchina a Biodiesel. Prestazioni peggiori di una stessa macchina a Biodiesel. Prestazioni migliori di una stessa macchina a Biodiesel solo se il Biodiesel è miscelato con MTBE.

20.1 L'energia del vento è fornita dal: Sole. Mare. La Forza gravitazionale. Movimento terrestre.

20.2 Nella relazione per la determinazione della velocità del vento a una quota z2 conoscendo la velocità del vento alla quota z1 è utilizzata una formula con un esponente (alfa) che dipende da: La densità dell'aria. La scabrezza del terreno. La temperatura. Lo strumento di misura.

20.3 La potenza di una vena fluida dipende: In modo lineare dalla velocità dell'aria. Dal quadrato della velocità dell'aria. Dal cubo della velocità dell'aria. In proporzione inversa alla velocità dell'aria.

20.4 Una vena fluida (densità 1,225 kg/dm3) ha una velocità di 10 m/s, allora la potenza disponibile associata per unità di superficie (W/m2) è paria a: 122.5. 61.25. 612.5. 1225.

20.5 Il coefficiente di Betz è pari a: 0.42. 0.593. 0.682. 0.253.

20.6 Una rotore di una turbina eolica misura 20 m. Se il coefficiente globale del sistema è pari a 0,25, allora la Potenza utile (in Watt) della turbina per una velocità di 5 m/s (Densità aria 1,225 kg/m3) è pari a: 1202. 12020. 1914. 6010.

20.7 Leggendo curva di durata del vento è possibile: Conoscere la percentuale di tempo per cui una la velocità del vento è stata inferiore a quella di una determinata velocità. Conoscere la percentuale di tempo per cui una determinata velocità vento è stata superata. Conoscere la percentuale di tempo per cui è stata misurata una velocità del vento. Conoscere il tempo per cui è stata misurata una determinata velocità del vento.

20.8 All'aumentare del fattore di forma k della funzione di distribuzione statistica di Weibull: La curva assume una forma a campana più simmetrica. La curva assume una forma a campana meno simmetrica. L'Area della curva sottesa aumenta. La velocità media del vento varia.

20.9 In fase di determinazione della producibilità potenziale di un sito eolico: E' sufficiente conoscere la velocità media del vento nel sito. Non è sufficiente conoscere la velocità media del vento nel sito. E' sufficiente conoscere la direzione del Vento. E' sufficiente conoscere la densità dell'aria.

20.10 La seguente formula permette di determinare la produzione teorica di energia elettrica da una turbina eolica: Ee[kWh] = 8760 ʃ P(v)f(v)dv. Ee[kWh] = 8760 ʃ P(v) / f(v)dv. Ee[kWh] = 8760 ʃ P(v)dv. Ee[kWh] = 8760 f(v)ʃ P(v)dv.

21.1 I nome di riferimento delle turbine ad asse verticale sono: Savinus e Dassino. Savonius e Darrieus. Cavinius e Terzius. Axus e Prisus.

21.2 Le turbine tipo Savonius sono: Ad asse orizzontale a tre pale. Ad asse orizzontale a due pale. Ad asse verticale a portanza. Ad asse verticale a resistenza al vento.

21.3 Le turbine Darreius, rispetto alle Savonius sono: Più efficienti. Meno efficienti. Turbine lente. Molto più rumorose.

21.4 Una turbina sopravento si può riconoscere da quella sottovento: Dal numero di pale. Dalla presenza della Pinna direzionale. Dalla navicella. Dal tipo di torre di sostegno.

21.5 Gli impianti micro-eolici hanno una potenza nominale inferiore a: 3 KW. 20 kW. 50 kW. 100 kW.

21.6 La velocità di Cut-off di una turbina è: La velocità del vento di avvio. La velocità minima per la quale la turbina eroga la portata nominale. La velocità di rotazione delle pale. La velocità del vento alla quale i freni bloccano la rotazione dell'albero.

21.7 Una turbina eolica on-shore da 1 MW può produrre in un anno circa: 100 MWh. 3000 kWh. 2000 MWh. 100000 MWh.

21.8 La massima velocità del vento alla quale una turbina eolica può funzionare è circa: 15 m/s. 25 m/s. 35 m/s. 45 m/s.

21.9 Le turbine eoliche off-shore sono: Turbine installate in mezzo al mare. Turbine installate sui pendii delle montagne. Delle turbine ad asse verticale. Delle micro-turbine.

21.10 La navicella di una turbina eolica: E' il nome tecnico della pala. E' l'ambiente in cui alloggiano i componenti principali di una turbina. E' il sistema frenante della turbina. E' il sistema di bardata di una turbina.

22.1 L'Energy Utilizzation Factor di un cogeneratore è: Il rapporto tra l'energia elettrica prodotta e l'energia chimica del combustibile impiegato. Il rapporto tra l'energia elettrica prodotta e l'energia termica recuperata. Il rapporto tra la somma dell'energia elettrica prodotta e l'energia termica recuperata, diviso l'energia chimica del combustibile impiegato. Il rapporto tra l'energia termica recuperata a e l'energia elettrica immessa nella rete.

22.2 L'indice elettrico di un cogeneratore è: Il rapporto tra l'energia elettrica prodotta e l'energia chimica del combustibie impiegato. Il rapporto tra l'energia elettrica prodotta e l'energia termica recuperata. Il rapporto tra la somma dell'energia elettrica prodotta e l'energia termica recuperata, diviso l'energia chimica del combustibile impiegato. Il rapporto tra l'energia termica recuperata a e l'energia elettrica immessa nella rete.

22.3 L'Indice di Risparmio Energetico di un cogeneratore quantifica: Il risparmio relativo di energia primaria realizzabile da un impianto di cogenerazione rispetto ad un impianto separato per la produzione di energia termica. Il risparmio relativo di energia primaria realizzabile da un impianto di cogenerazione rispetto ad impianti separati per la produzione di energia termica ed energia elettrica. La differenza di energia primaria consumata tra un impianto di cogenerazione rispetto ad un impianto per la produzione della sola energia elettrica. La differenza di energia primaria consumata tra un impianto di cogenerazione rispetto ad impianti separati per la produzione di energia termica ed elettrica.

22.4 Un impianto di cogenerazione può essere qualificato come CAR se rispetta dei valori minimi: Dell'indice Elettrico e del Limite termico. Del Limite termico e dell'EUF. Del Limite termico e dell'IRE. Dell'IRE e del'EUF.

22.5 Un cogeneratore viene dimensionato tipicamente per coprire: Il fabbisogno termico dell'utenza. Il fabbisogno elettrico dell'utenza. Il simultaneo fabbisogno elettrico e termico dell'utenza. La domanda di energia elettrica della rete.

22.6 Gli impianti a vapore che lavorano in cogenerazione sono classificati come: Impianti a Saturazione e Compressione. Impianti a Saturazione e Contropressione. Impianti a spillamento e compressione. Impianti a spillamento e Contropressione.

22.7 I maggiori rendimenti in cogenerazione si ottengono impiegando: Turbine a gas. Motori alternativi a combustione interna. Cicli a vapore. Cicli Combinati.

22.8 Uno dei principali vantaggi nell'impiegare delle turbine a gas per la cogenerazione è: La bassa rumorosità. La possibilità di impiegare una vasta tipologia di combustibili. La capacità di poter variare velocemente i carichi elettrici e termici. Non aver bisogno di manutenzioni.

22.9 Il Limite termico di un sistema di cogenerazione è: Il rapporto tra l'energia elettrica prodotta annualmente e immessa in rete e l'energia termica annualmente recuperata. Il rapporto tra l'energia termica utile annualmente prodotta e l'effetto utile complessivamente generato su base annua dall’impianto cogenerativo. La differenza di energia termica annualmente recuperata dal sistema di cogenerazione e la produzione di energia elettrica immessa annualmente in rete. Il rapporto tra l'energia elettrica prodotta annualmente e l'energia chimica del combustibile impiegato.

22.10 Un limite dell'impiego dei motori alternativi per la cogenerazione è: Gli elevati ingombri. La poca flessibilità. La produzione di energia termica a bassa temperatura. L'impossibilità di avere impianti di piccola taglia (inferiori ai 200 kW).

23.1 Il mercato delle mini turbine a gas per la cogenerazione copre potenze dell'ordine di: 30-150kW. 70-150kW. 5-20kW. 100-200kW.

23.2 Le micro turbine a gas per la cogenerazione impiegano tipicamente un compressore: Centrifugo. Assiale. A vite. A doppio stadio.

23.3 In un sistema di micro cogenerazione a gas è sempre presente: Una pompa. Un condensatore. Uno scambiatore rigeneratore. Due turbine, una di alta e una di bassa pressione.

24.4 Un ciclo stirling è caratterizzato da: Due trasformazioni isobare e due isocore. Due trasformazioni isoterme e due adiabatiche. Due trasformazioni isobare e due adiabatiche. Due trasformazioni isoterme e due isocore.

23.5 I rendimenti elettrici degli attuali motori Stirling sono dell'ordine del: 5-10 %. 10 - 20 %. 20 - 30 %. 2 - 5 %.

23.6 Le celle a combustibile impiegano come fonte di energia: L'idrogeno o il metano. L'acqua e l'ossigeno. L'ossigeno e l'anidride carbonica. Il gasolio o il metano.

23.7 Le celle a combustibile si differenzino principalmente per: La potenza massima raggiungibile. I prodotti chimici di scarto prodotti. Il tipo di elettrolita impiegato. Il combustibile impiegato.

23.8 I motori Stirling impiegano per combustibile: Solo gasolio. Solo gas naturale. Benzina o gasolio. Qualsiasi tipo di combustibile.

23.9 Una cella a combustibile rilascia nell'ambiente: Anidride carbonica. Metano. Monossido di carbonio. Acqua.

23.10 Il seguente acronimo non i riferisce a una cella a combustibile: MCFC. PEM. PSFC. SOFC.

24.1 La temperatura superficiale del sole è pari a circa: 2000 K. 3000 K. 6000 K. 8000 K.

24.2 La costante solare è pari a circa: 1550 W/m2. 2500 W/m2. 1000 W/m2. 1350 W/m2.

24.3 Lo spetto solare ha valori di emissione significati nel range di lunghezze d'onda comprese tra: 0,3 - 3 micrometri. 0,3 - 1 micrometri. 0,2 - 4 nanometri. 3 - 10 micrometri.

24.4 L'albedo è: La percentuale di radiazione solare incidente che viene riflessa. Un sinonimo della radiazione solare diffusa. Un punto di riferimento del sole rispetto al piano terrestre. L'energia solare globale incidente su una superficie.

24.5 La normativa nazionale di riferimento per i dati relativi all'irraggiamento solare è la: UNI 11300. UNI 10400. UNI10349. UNI 11200.

24.6 La radiazione media annuale su un piano orizzontale in Italia è circa: 1400 kWh. 400 kWh. 5000 KWh. 12000 kWh.

24.7 La disposizione di una superficie che deve captare la radiazione solare in modo ottimale a Berlino (lat. 52°) è: Azimut 0° e Tilt 52°. Azimut 0° e Tilt 42°. Azimut 45° e Tilt 62°. Azimut 52° e Tilt 22°.

24.8 Due tipologie di solare passivo sono: Il muro di Trombe e il tetto d'acqua. Il muro scuro e il tetto piano. Il muro di Trombe e il tetto d'aria. Il muro di Trombe e il muro scuro.

24.9 L'unità di misura dell'emissione solare è: W/m2. W/µm2. KWh/µm2. KJ/µm2.

24.10 Lo spettro solare ha un massimo di emissione per un valore di lunghezza d'onda pari a: 0,46 µm. 2,5 µm. 11,2 µm. 0,11 µm.

25.1 La lastra di vetro in un collettore solare non serve: Per ridurre le dispersione per irraggiamento. Per ridurre le dispersioni per convezione. Per proteggere il collettore dalle intemperie. Per ridurre le dispersioni per conduzione.

25.2 Il coefficiente di assorbimento ottimale di un collettore solare dovrebbe essere (teoricamente) : Uguale a 1 per lunghezze d'onda inferiori a 3 micrometri e uguale a 0 le lunghezze d'onda maggiori. Uguale a 1 per tutte le lunghezze d'onda. Uguale a 0 per lunghezze d'onda inferiori a 3 micrometri e uguale a 1 le lunghezze d'onda maggiori. Uguale a 0 per tutte le lunghezze d'onda.

25.3 I collettori senza protezione sono collettori solari che: Non hanno la cassa di rivestimento. Non hanno il vetro superficiale. Non hanno isolante. Non hanno dispositivi di sicurezza.

25.4 In un collettore solare il coefficiente di trasmissione della lastra di vetro è t, mentre il coefficiente di assorbimento della lastra assorbente è a. La potenza assorbita dalla lastra soggetta da una radiazione solare con potenza incidente Wi è pari a: T/a. Ta. TWi/a. TaWi.

25.5 Le perdite per conduzione di un collettore solare sono: Proporzionali allo spessore dello strato isolante e inversamente proporzionali alla sua conducibilità termica. Proporzionali alla conducibilità termica dello strato isolante e inversamente proporzionali al suo spessore. Proporzionali alla conducibilità termica e allo spessore dello strato isolante. Inversamente proporzionali alla conducibilità termica e allo spessore dello strato isolante.

26.6 Il rendimento di un collettore solare è: Pari al rapporto tra la potenza solare assorbita e la potenza solare incidente. Pari al rapporto tra la potenza solare incidente e la potenza utile ceduta al fluido termovettore. Pari al rapporto tra la potenza utile e la potenza solare incidente. Pari al rapporto tra la potenza solare utile e la potenza solare assorbita.

25.7 A parità di ogni altra grandezza fisica e meteorologica, il rendimento di un collettore solare: Diminuisce all'aumentare della temperatura del collettore. Aumenta all'aumentare della differenza temperatura collettore - temperatura dell'aria. Diminuisce all'aumentare della radiazione solare incidente. Aumenta al diminuire della temperatura dell'aria.

25.8 Sull'ascisse della curva del rendimento di un collettore solare è riportata: La temperatura dell'aria. La temperatura del collettore solare. La differenza tra la temperatura del collettore solare e la temperatura dell'aria. La differenza tra la temperatura in uscita e la temperatura in ingresso del collettore solare.

25.9 Per ottenere acqua a temperatura di pochi gradi superiori a quella dell'ambiente è : Meglio impiegare un collettore solare vetrato. Meglio impiegare un collettore solare non vetrato. Meglio impiegare un collettore solare vetrato per alti valori di radiazione solare incidente e un collettore non vetrato per bassi valori di radiazione solare incidente. Meglio impiegare un collettore solare non vetrato per alti valori di radiazione solare incidente e un collettore vetrato per bassi valori di radiazione solare incidente.

25.10 Sull'ordinata della curva del rendimento di un collettore solare troviamo il valore Co che è dato da: Il prodotto del coefficiente di trasparenza della lastra vetrata per il coefficiente di assorbimento della lastra assorbente. Il prodotto del coefficiente di trasparenza della lastra vetrata diviso il coefficiente di assorbimento della lastra assorbente. Il prodotto dello spessore della lastra isolante per la conducibilità termica della stessa. Il prodotto dello spessore della lastra vetrata per il coefficiente di trasparenza della lastra vetrata.

26.1 I serbatoi di accumulo sono alti e stretti al fine di: Ridurre le dispersioni termiche. Aumentare la stratificazione. Diminuire la stratificazione. Avere più spazi per l'inserimento degli scambiatori.

26.2 In un serbatoio solare a doppio serpentino si trovano allacciati ai due serpentini: L'impianto solare e la rete idrica. La rete idrica e l'acqua calda sanitaria. L'impianto solare e la caldaia per l'integrazione termica. L'acqua calda sanitaria e l'impianto di riscaldamento.

26.3 Un serbatoio tank in tank viene impiegato: Per la sola produzione di acqua calda sanitaria. Per la produzione di riscaldamento. Per la produzione combinata acqua calda sanitaria e riscaldamento. Per la produzione combinata acqua calda sanitaria a due livelli termici.

26.4 Se due collettori solari termici sono collegati in serie: La temperatura del fluido in uscita dal primo pannello della serie (fila) è minore della temperatura di quello uscente dal secondo pannello. La temperatura del fluido in uscita dal primo pannello della serie (fila) è maggiore della temperatura di quello uscente dal secondo pannello. La temperatura in uscita dal primo pannello della serie (fila) è uguale alla temperatura di quello uscente dal secondo pannello. La temperatura del fluido in uscita dal primo pannello della serie (fila) può essere maggiore o minore della temperatura di quello uscente dal secondo pannello.

26.5 Un impianto a circolazione naturale si distingue da quello a circolazione forzata: In base alla destinazione d'uso finale dell'acqua calda prodotta. Per l'assenza del circolatore. Per l'assenza di un serbatoio di accumulo. Per la presenza di un serbatoio di espansione.

26.6 In un impianto solare con caldaia di integrazione esterna al serbatoio di accumulo, la valvola deviatrice si attiva: In funzione della temperatura del serbatoio di accumulo. In base alla temperatura dell'acqua di rete. In base alla temperatura di impiego dell'acqua calda. In base alla temperatura della caldaia.

26.7 Un doppio serbatoio è consigliato quando: Quando ci sono più impianti solari da collegare agli accumuli. Quando vi è una forte richiesta di acqua concentrata in un tempo limitato della giornata. La domanda di acqua calda presenta dei picchi repentini. Vi è una richiesta di acqua calda continua.

26.8 In un impianto solare combinato in esercizio la temperatura del serbatoio è quella: Del collettore solare termico. Dell'impianto di riscaldamento. Dell'acqua calda sanitaria. Della rete idrica.

26.9 In un serbatoio di accumulo di un impianto a circolazione naturale si può trovare : Un serbatoio più piccolo interno a quello più grande (tank in tank). Un circolatore. Una resistenza elettrica. Una serpentina per l'allaccio alla caldaia esterna.

26.10 Un circolatore in un impianto solare a circolazione forzata si attiva quando la sonda di temperatura sull'uscita del fluido termovettore dal collettore solare: Misura una temperatura inferiore a quella misurata nel serbatoio di accumulo. Misura una temperatura superiore a quella misurata nel serbatoio di accumulo. Misura una temperatura superiore di almeno 5 gradi a quella misurata nel serbatoio di accumulo. Misura una temperatura superiore di almeno 5 gradi a quella misurata in ingresso al collettore solare.

27.1 I sistemi solari a concentrazione sono: Collettori sottovuoto, torri solari, Collettori parabolici cilindrici. Dischi parabolici, torri solari, Collettori parabolici cilindrici. Dischi concentratori, torri solari, Collettori piani cilindrici. Dischi concentratori, colonne solri, Collettori parabolici cilindrici.

27.2 Gli impianti solari termodinamici sono impiegati per: Produrre calore di processo. Produrre energia elettrica mediante trasformazioni termofisiche dei sali fusi. Per la generazione termoelettrica con impianti tradizionali. Per generare materiali plastici ad alta temperatura.

27.3 Un problema dell'impiego dei sali fusi negli impianti termodinamici: La solidificazione a temperature inferiori ai 140°C. L'instabilità a 600°C. Il costo elevato. L'infiammabilità.

27.4 I Sali fusi di un impianto solare termodinamico sono costituiti tipicamente da: Cloruro di sodio e di potassio. Nitrati di sodio e di potassio. Solfato di sodio e di potassio. Nitrati di alluminio e di ferro.

27.5 Il coefficiente C0 del rendimento di un collettore solare parabolico cilindrico: E' almeno il doppio di quello relativo a un collettore solare piano vetrato. E' uguale di quello relativo a un collettore solare piano vetrato. E' minore di quello relativo a un collettore solare piano vetrato. E' maggiore di quello relativo a un collettore solare piano vetrato.

27.6 Il coefficiente C1 del rendimento di un collettore solare parabolico cilindrico: E' almeno il doppio di quello relativo a un collettore solare piano vetrato. E' minore di quello relativo a un collettore solare piano vetrato. E' uguale di quello relativo a un collettore solare piano vetrato. E' maggiore di quello relativo a un collettore solare piano vetrato.

27.7 Per avere un fluido a temperature oltre i 100°C è meglio impiegare: Collettori solari non vetrati. Collettori solari piani vetrati. Collettori sottovuoto. Collettori piani.

27.8 Il rapporto d/D di un collettore solare parabolico cilindrico è: Il rapporto tra il diametro del tubo posizionato nel fuoco della parabola e la corda della parabola. Il rapporto tra il diametro interno e il diametro esterno del tubo posizionato nel fuoco. Il rapporto tra il diametro del tubo posizionato nel fuoco della parabola e la lunghezza della parabola. Il rapporto tra la corda e la lunghezza della parabola.

27.9 Il coefficiente C0 del rendimento di un collettore solare parabolico cilindrica è dato da: Il prodotto del coefficiente di trasparanza del vetro protettivo del tubo assorbente e il coefficiente di assorbimento del tubo assorbente. Il prodotto del coefficiente di riflessione della parabola e il coefficiente di trasparenza del vetro protettivo del tubo assorbente. Il prodotto del coefficiente di riflessione della parabola e il coefficiente di assorbimento del tubo assorbente. Il prodotto del coefficiente di riflessione della parabola, il coefficiente di trasparenza del vetro protettivo del tubo assorbente e il coefficiente di assorbimento del tubo assorbente.

27.10 Le perdite termiche per conduzione in un collettore solare parabolico cilindrico sono: Similari alle perdite per convezione. Similari alle perdite per irraggiamento. Trascurabili. Superiori alle perdite per convezione.

28.1 L'energia di un fotone è data dalla formula: E= h v. E= hc. E= h/v. E= c v.

28.2 Il drogaggio delle celle al silicio avviene con: Boro e Potassio. Boro e Fosforo. Cadmio e Fosforo. Cadmio e Potassio.

28.3 L'energia necessaria per strappare un elettrone al silicio deve essere almeno superiore a: 1,12 eV. 200 eV. 1000 eV. 10 keV.

28.4 La corrente di corto circuito di una cella è: Maggiore della corrente di picco. Minore della corrente di picco. Uguale alla corrente di picco. Circa la metà della corrente di picco.

28.5 Il Fill Factor è dato: La Potenza di picco diviso la potenza solare incidente. La potenza di picco diviso il prodotto tra Isc e Voc. Il prodotto tra Isc e Voc diviso la potenza di picco. Il prodotto tra Isc e Voc diviso la radiazione solare incidente.

28.6 All'aumentare della temperatura la tensione di una cella fotovoltaica: Aumenta. Rimane invariata. Diminuisce. Aumenta in modo logarimico.

28.7 Le condizioni standard di temperatura e radiazione solare per la misura di un dispositivo fotovoltaico sono: 20 °C, 1000 W/m2. 20 °C, 800 W/m2. 25 °C, 800 W/m2. 25 °C, 1000 W/m2.

28.8 Il rendimento di una cella è dato dal rapporto tra: Prodotto Isc e Voc, diviso radiazione solare incidente. Potenza di picco diviso la radiazione solare incidente. Prodotto Isc e Voc, diviso la potenza di picco. La potenza di picco e il prodotto Isc e Voc.

28.9 Elencando le tipologie di celle al silicio partendo da quella meno efficiente fino a quella più efficiente: Amorfo, Monocristallino, Policristallino. Amorfo, Policristallino, Monocristallino. Monocristallino , Policristallino, Amorfo. Monocristallino, Amorfo, Policristallino.

28.10 In corrispondenza della corrente di corto circuito in una curva V-I di una cella fotovoltaica la tensione è pari a=: La tensione di massima potenza. 1 Volt. 0 Volt. La tensione massima Voc.

29.1 Una cella fotovoltaica ha una Isc pari a 5 A e una tensione Voc di 0,6 V. Si mettono in serie 10 celle. La tensione Voc del sistema è: 0,6 Volt. 6 Volt. 5 Volt. 3 Volt.

29.2 Una cella fotovoltaica ha una Isc pari a 5 A e una tensione Voc di 0,6 V. Si mettono in parallelo 4 celle. La tensione Voc del sistema è: 0,6 Volt. 6 Volt. 5 Volt. 3 Volt.

29.3 Una cella fotovoltaica ha una Isc pari a 6 A e una tensione Voc di 0,5 V. Si crea un sistema in parallelo di 3 serie di celle da 10 celle ciascuna. La Isc e la Voc del sistema ottenuto è pari a circa: 6 A e 5 Volt. 18 A e 0,5 Volt. 18 A e 5 Volt. 1,5 A e 60 Volt.

29.4 In un modulo fotovoltaico tra il piano delle celle e il vetro viene inserito: Un vetro basso emissivo. Uno strato plastico EVA. Uno strato plastico in PVC. Uno strato in fibra di carbonio.

29.5 La Normativa Tecnica che riporta le tipologie di test alle quali i moduli fotovoltaici devono obbligatoriamente essere sottoposti è la: UNI TS 11300. IEC EN 61215. IEC EN 62415. UNI 10349.

29.6 Un modulo fotovoltaico da 200 W sottoposto a un radiazione solare di 1000 kWh/m2 anno, in un anno produce: 200000 kWh. 200 kWh. 0,2 kWh. 20 kWh.

29.7 Su una superficie si ha una radiazione solare incidente di 1500 kWh. Spendo che si vuole che dei moduli fotovoltaici producano almeno 3000 kWh all'anno, ne consegue che devo installare: 20 moduli da 200 W. 10 moduli da 150 W. 15 moduli da 200 W. 10 da 200 W.

29.8 Un modulo fotovoltaico ha una corrente di corto circuito di 8 A. Se costruisco una stringa con 10 moduli in serie, la corrente di corto circuito del sistema è pari a: 80 A. 0,8 A. 8 A. 18 A.

29.9 Si consideri un modulo fotovoltaico che ha una tensione e una corrente di picco pari rispettivamente a 30 V e 6 A. Realizzo un generatore fotovoltaico connettendo 20 moduli facendo 2 stringhe da 10. La tensione e la corrente di picco del generatore realizzato è pari rispettivamente a: 300 Volt; 6 A. 600 Volt; 6 A. 60 V; 60 A. 300 Volt, 12 A.

29.10 La radiazione solare incidente su un generatore fotovoltaica è aumentata del 10% rispetto all'anno precedente. Allora la produzione del generatore fotovoltaico rispetto all'anno precedente è: Aumentata del 5%. Aumentata del 10%. Rimasta circa la stessa. Aumentata del 20%.

30.1 Il sistema MPPT all'interno di un inverter serve per: Convertire la tensione del generatore fotovoltaico in tensione di 220 V. Portare il generatore a produrre la massima potenza possibile. Per trasformare la corrente continua in alternata. Per minimizzare le perdite nella trasformazione da corrente continua in corrente alternata.

30.2 Se la potenza di ingresso a un inverter fotovoltaico è circa la metà di quella nominale il rendimento dell'inverter: Si dimezza. Si riduce di almeno il 25%. Aumenta. Rimane quasi invariato.

30.3 Un inverter trasforma una corrente continua in una alternata a una frequenza (per l'Italia) di: 50 Hz. 60 Hz. 20 Hz. 100 Hz.

30.4 Il quadro di campo può contenere: Dispositivi di protezione e di conversione. Dispositivi di protezione e di sezione. Dispositivi di conversione e sezione. Dispositivi di protezione e di stabilizzazione.

30.5 Il quadro AC serve per: Contenere dispositivi di sicurezza. Separare il generatore fotovoltaico dall'inverter. Sezionare l'impianto fotovoltaico dalla rete. Accogliere il sistema di conversione CC/AC.

30.6 Il rendimento BOS di un impianto fotovoltaico ha valori compresi tipicamente tra: 0,6-0,7. 0,85-0,95. 0,75- 0,85. 0,7-0,8.

30.7 Un generatore fotovoltaico per essere compatibile un inverter deve risultare che: La tensione massima dell'inverter e sia inferiore alla tensione del generatore fotovoltaico. La tensione massima del generatore a -10°C sia inferiore alla tensione massima MPPT dell'inverter. La tensione massima del generatore a 25° C sia inferiore alla tensione massima MPPT dell'inverter. La tensione massima del generatore a 70° C sia inferiore alla tensione massima MPPT dell'inverter.

30.8 Un generatore fotovoltaico per essere compatibile un inverter deve risultare che: La tensione minima a 25°C dell'inverter sia inferiore alla tensione massima del generatore fotovoltaico. La tensione minima del generatore a 70°C sia maggiore della tensione minima MPPT dell'inverter. La tensione minima del generatore a -10°C sia maggiore della tensione minima MPPT dell'inverter. La tensione minima del generatore a 25°C sia maggiore della tensione minima MPPT dell'inverter.

30.9 Un generatore fotovoltaico per essere compatibile un inverter deve risultare che: La corrente di corto circuito del generatore fotovoltaico sia inferiore alla massima corrente accettata dall'inverter. La corrente di corto circuito del generatore fotovoltaico sia superiore alla minima corrente accettata dall'inverter. La corrente di massima potenza del generatore fotovoltaico sia superiore alla minima corrente accettata dall'inverter. La corrente di massima potenza del generatore fotovoltaico sia inferiore alla massima corrente accettata dall'inverter.

30.10 Se una stringa di moduli fotovoltaici passa da 10 a 20 moduli la tensione a circuito aperto della stringa : Si dimezza. Aumenta del 20%. Raddoppia. Rimane invariata.

31.1 Un cavo che è siglato 2x4 significa che ha: 4 anime. 2 anime. 2 anime più un conduttore per la terra. 8 anime di cui 2 per il Neutro.

31.2 Un cavo FG7OR è sicuramente un cavo: Per impianti solari da esterno. Un cavo con 3 conduttori. Un cavo flessibile. Un cavo rigido.

31.3 Un cavo che è siglato 3x70 + 50N significa che il cavo per il neutro ha una sezione di: 210 mmq. 70 mmq. 50mmq. 120 mmq.

31.4 Con il termine Ib relativamente a un cavo si identifica: La sua portata di impiego. La sua portata nominale. La sua portata a 30° in condizioni standard di posa. La corrente massima supportabile.

31.5 Con il termine Iz relativamente a un cavo si identifica: La sua portata di impiego. La sua portata nominale. La sua portata a 30° in condizioni standard di posa. La corrente di corto circuito.

31.6 Il Dispositivo di interfaccia in un impianto di generazione elettrica serve a: Proteggere l'impianto da sovracorrenti. Proteggere l'impianto da sovratensioni. Isolare l'impianto in caso di anomalie della rete elettrica. isolare l'impianto in mancanza di generazione.

31.7 Nel caso di connessione di un impianto fotovoltaico da 120 kW devo consegnare al distributore di rete una corrente alla tensione almeno di: 220 V. 400 V. 1000 V. 30000 V.

31.8 Nel caso di connessione di un impianto fotovoltaico da 12 kW, si deve consegnare al distributore di rete una corrente alla tensione di almeno: 220 V. 400 V. 1000V. 30000 V.

31.9 Il fusibile in un impianto fotovoltaico è necessario per proteggere da sovracorrenti se nell'impianto sono presenti almeno: 2 stringhe. 3 stringhe. 4 stringhe. 8 stringhe.

31.10 Lo scaricatore SPD serve per: Proteggere un impianto elettrico dalle sovratensioni. Proteggere un impianto elettrico dalle correnti. Isolare l'impianto in caso di anomalie della rete elettrica. Isolare l'impianto in caso di mancata produzione di corrente.

32.1 La Direttiva Europea quadro sui rifiuti è: 2010/68/CE. 2008/98/CE. 2010/98/CE. 2008/68/CE.

32.2 L'Italia produce un quantitativo annuale di rifiuti pari a circa: 3 milioni di tonnellata. 300 milioni di tonnellata. 30 milioni di tonnellata. 3 miliardi di tonnellata.

32.3 I forni impiegati tipicamente in un termovalorizzatore sono: Forni a griglia, Forni a letto fluido, forni rotanti. Forni a griglia, Forni a letto fluido, Forni dissipativi. Forni dissipativi i, Forni a letto fluido, Forni rotanti. Forni a griglia, Forni dissipativi, Forni rotanti.

32.4 Da una tonnellata di rifiuto si può estrarre mediamente: 1 MWh termico. 2 MWh termico. 3 MWh termico. 4 MWh termico.

32.5 Da una tonnellata di rifiuto si può estrarre mediamente: 0,5 MWh elettrici. 0,67 MWh elettrici. 1 MWh elettrici. 1,3 MWh elettrici.

32.6 Uno dei seguenti processi non può essere associato alla generazione di energia da rifiuti: Termovalorizzazione. Carbonizzazione. Pirolisi. Gassificazione.

32.7 In termini di rifiuto il CSS è: Combustibile secco secondario. Combustibile secco speciale. Combustibile solido secondario. Combustibile solido speciale.

32.8 Il percolato è: Il liquido che si forma nelle discariche. Il prodotto della combustione del biogas. Il fumo uscente dalle discariche. Il materiale residuo della digestione anaerobica del rifiuto.

32.9 All'interno delle discariche si inseriscono delle tubazioni per la raccolta del: Anidride carbonica. Azoto. Biogas. Acqua di condensa.

32.10 RSU è l'acronimo di: Rifiuto solido unico. Rifiuto Solido Urbano. Rifiuto Speciale Urbano. Rifiuto secco Urbano.

33.1 La resistenza termica di un materiale omogeneo è: Direttamente proporzionale alla conduttività termica e al suo spessore. Inversamente proporzionale alla conduttività termica e al suo spessore. Direttamente proporzionale alla conduttività termica e inversamente proporzionale al suo spessore. Direttamente proporzionale allo spessore e inversamente proporzionale alla conducibilità termica.

33.2 La misura della trasmittanza è in: W/m2 K. W/m K. J/m2 K. J/m K.

33.3 Una parete piana di 50 m2 è attraversata da un flusso termico di 1000 W quando vi è una differenza di temperatura tra le due superfici esterni di 40°C. Allora la trasmittanza della parete è pari a: 20. 0.5. 1.5. 33.3.

33.4 Mettere in ordine i seguenti materiali partendo dal più isolante fino al meno isolante: Polistirolo, legno, calcestruzzo, acciaio. Polistirolo, calcestruzzo, legno , acciaio. Legno, polistirolo, calcestruzzo, acciaio. Legno, calcestruzzo, polistirolo , acciaio.

33.5 La vermiculite è: Isolante organico naturale. Isolante organico sintetico. Isolante inorganico naturale. Isolante inorganico sintetico.

33.6 La lana di roccia è: Isolante organico naturale. Isolante organico sintetico. Isolante inorganico naturale. Isolante inorganico sintetico.

33.7 La fibra di legno è: Isolante organico naturale. Isolante organico sintetico. Isolante inorganico naturale. Isolante inorganico sintetico.

33.8 Il poliuretano è: Isolante organico naturale. Isolante organico sintetico. Isolante inorganico naturale. Isolante inorganico sintetico.

33.9 La trasmittanza di un materiale isolante è pari a circa: 0,001 W/m2 K. 0,04 W/m2 K. 0,2 W/m2 K. 1 W/m2 K.

33.10 La trasmittanza di un doppio vetro è dell'ordine di: 3 W/m2 K. 1 W/m2 K. 0,3 W/m2 K. 0,03 W/m2 K.

34.1 Un motore elettrico asincrono è un tipico carico: Induttivo. Capacitivo. Resistivo. Apparente.

34.2 Il fattore di potenza associato a una energia attiva di 200 kWh e una reattiva di 100 è circa: 2. 0.5. 0.9. 0.45.

34.3 Un ventilatore centrifugo è un carico: Principalmente resistivo. Principalmente induttivo. Principalmente resistivo. Principalmente apparente.

34.4 Un rifasatore non è altro che: Una resistenza. Un Carico induttivo. Un Resistore. Un Condensatore.

34.5 Le penalità per un eccessivo consumo di energia reattiva vengono assegnate quando quest'ultima è: Superiore al 25% dell'Energia Attiva. Superiore al 15% dell'Energia Attiva. Superiore al 33% dell'Energia Attiva. Superiore al 50% dell'Energia Attiva.

34.6 Il numero di giri ns di un motore elettrico in funzione della frequenza f e il numero di coppie p è data da: ns= 50 f/p. ns= 60 f/p. ns= 60 p/f. ns= 50 f p.

34.7 La potenza P di un motore elettrico in funzione della coppia C e del numero di giri al minuto ns è data da: P= 2π C ns/3600. P= 2π C ns/60. P= C ns/2π 60. P= C ns/60.

34.8 Applicando un inverter a un ventilatore centrifugo se ho raggiunto la tensione massima e continuo ad aumentare la frequenza: Aumenta la potenza. Diminuisce la velocità di rotazione. Diminuisce la coppia. Aumenta la coppia.

34.9 La Potenza Apparente è uguale a: La somma della potenza attiva e di quella reattiva. La differenza tra la potenza attiva e quella reattiva. Il rapporto tra la potenza attiva e quella reattiva. La potenza reattiva.

34.10 Se una lampadina a incandescenza ha una potenza di 100 W allora la potenza apparente associata è pari a: cos fi/100 W. 100 W/ cos fi. 100 W cos fi. 100W.

35.1 Si indichi quale di queste radiazioni luminose ha maggiore illuminamento: Una radiazione di 10 W a 200 nm. Una radiazione di 1 W a 500 nm. Una radiazione di 300 W a 900 nm. Una radiazione di 2 W a 500 nm.

35.2 Se ho 100 lumen in 2 steradianti ho un intensità di: 50 candele. 50 lux. 100 candele. 200 candele.

35.3 Allontanandosi da una sorgente luminosa i Lux: Aumentano. Diminuiscono. Rimangono invariati. Aumentano con il quadrato della distanza.

35.4 Allontanandosi da una sorgente luminosa lungo una direzione, l'intensità luminosa: Aumentano. Diminuisce. Rimane invariata. Aumenta con il quadrato della distanza.

35.5 Il colore della luce di una lampada al sodio a bassa pressione è: Bianco. Giallo. Azzurro. Rosso.

35.6 L'efficienza di una lampada incandescente è dell'ordine di: 15 lm/W. 50 lm/W. 80 lm/W. 120 lm/W.

35.7 L'efficienza massima di una lampada LED attualmente è di circa: 100 lm/W. 50 lm/W. 150 lm/W. 200 lm/W.

35.8 L'efficienza massima di una lampada dal punto di vista teorico è di: 1 lm/W. 100 lm/W. 420 lm/W. 683 lm/W.

35.9 La superficie intercettata da un cono di luce con un angolo solido di 3 steradianti alla distanza di 2 m è pari a: 18 m2. 6 m2. 12 m2. 36 m2.

35.10 Se in un angolo solido di 1steradianti ho un intensità luminosa di 200 cd alla distanza di 2 m ho: 100 Lux. 50 Lux. 400 Lux. 200 Lux.

36.1 La potenza del focolare di una caldaia è data da: Il prodotto del Potere Calorifico Superiore per la portatata del combustibile. Il prodotto del Potere Calorifico Inferiore per la portatata del combustibile. La potenza ceduta al fluido termovettore. La potenza del bruciatore meno le perdite.

36.2 Il rendimento di una caldaia è data dal rapporto tra: La potenza utile e la potenza del focolare. La potenza utile e la potenza al camino. La potenza del focolare e la potenza utile. La potenza al camino e la potenza del focolare.

36.3 Il rendimento di una caldaia a condensazione: E' sempre minore di 1. Può essere anche maggiore di 1. Può essere anche maggiore di 2. E' compreso tra 0,93 e 0,98.

36.4 La seguente tipologia di bruciatore non esiste: Bruciatore atmosferico. Bruciatore premiscelato. Bruciatore a secco. Bruciatore pressurizzato.

36.5 La temperatura di ritorno di un impianto di riscaldamento, al fine di ottimizzare il rendimento di una caldaia a condensazione deve essere inferiore almeno a: 40°C. 58°C. 62°C. 65°C.

36.6 Le caldaie a condensazione a doppio ritorno hanno: Il ritorno di fiamma. Il ritorno del fluido a due livelli di temperatura. Il ritorno del fluido termovettore. Il ritorno del gas semicombusto.

36.7 La seguente caratteristica non è necessaria per un camino di una caldaia a condensazione: Resistente ad alte temperature. Resistenza al gelo. Resistente alla corrosione. Resistente all'abrasione.

36.8 La condensa di una caldaia domestica non deve essere scaricata: Nella fogna. Nello scarico delle acque chiare. Nei pluviali. Nei neutralizzatori chimici.

36.9 Una caldaia tradizionale ha rendimenti dell'ordine di: 92-94%. 85-92%. 96-98%. 78-84%.

36.10 All'aumentare della temperatura di ritorno, il rendimento di una caldaia a condensazione: Diminiuisce. Aumenta. Rimane pressoché invariato. Crolla in modo significativo.

37.1 Il COP di una pompa di calore è dato dal rapporto tra: Il lavoro elettrico e il calore fornito dal condensatore. Il calore fornito dal condensatore e il lavoro elettrico. Il calore ceduto dall'evaporatore e il lavoro elettrico. Il lavoro elettrico e il calore ceduto dall'evaporatore.

37.2 In una pompa di calore a compressione sono presenti almeno i seguenti elementi: Compressore, Condensatore, pompa, generatore. Compressore, Condensatore, Valvola di espansione, generatore. Compressore, Condensatore, Valvola di espansione, Evaporatore. Compressore, Condensatore, pompa, Evaporatore.

37.3 Il fluido all'interno di una pompa di calore non può essere: Anidride carbonica. Un derivato dell'etano. Una miscela azeotropica. acqua.

37.4 Se il COP di una pompa di calore è 4 allora per ogni kWh elettrico assorbito la pompa sottrae a bassa temperatura un'energia pari a: 4 kWh. 3 kWh. 2 kWh. 5 kWh.

37.5 L'EER di una pompa di calore è dato dal rapporto tra: Il lavoro elettrico e il calore sottratto dall'evaporatore. il calore sottratto dall'evaporatore e il lavoro elettrico. Il calore ceduto dal condensatore e il lavoro elettrico. Il lavoro elettrico e il calore ceduto dal condensatore.

37.6 In una pompa di calore il COP e l'EER sono legate dalla seguente relazione: COP/EER=1. COP=EER-1. COP=EER+1. COP=EER.

37.7 Il COP di una pompa di calore aumenta: All'aumentare della temperatura del condensatore. Al diminuire della temperatura ambiente. All'aumentare della temperatura dell'evaporatore. Al diminuire del lavoro elettrico assorbito.

37.8 Uno scambiatore a bassa profondità di una pompa di calore presenta lo svantaggio nel: Occupare molta superficie. Dover effettuare numerose perforazioni. Dover usare materiali costosi. Impiegare sonde a U.

37.9 Una sonda geotermica viene impiegata fino a profondità dell'ordine di: 10 m. 50 m. 100 m. 200 m.

37.10 Un terreno argilloso riesce a scambiare con una sonda geotermica una potenza lineare di circa: 5 W/m. 10 W/m. 50 W/m. 100 W/m.

38.1 La trasmissione dell'energia elettrica non avviene alla tensione di: 220 kV. 380 kV. 132 kV. 30 kV.

38.2 La distribuzione dell'energia elettrica in MT avviene alla tensione di: 20 kV- 30 kV. 20kV-50 kV. 15 kV -30 kV. 30 kV -50 kV.

38.3 Si considera Bassa Tensione quando la tensione di linea è inferiore a: 220 V. 400 V. 1000 V. 30 kV.

38.4 In un sistema elettrico TT: Il Neutro della Cabina non è connesso alla terra. Il Dispositivo in BT non ha il neutro. Il Dispositivo in BT non ha il collegamento con il cavo di Protezione alla terra. Il Dispositivo in BT ha il collegamento con il cavo di Protezione alla terra.

38.5 In un sistema elettrico IT: Il Neutro della Cabina non è connesso alla terra. Il Dispositivo in BT non ha il neutro. Il Dispositivo in BT non ha il collegamento con il cavo di Protezione alla terra. Il Dispositivo in BT ha il collegamento ha il cavo di Protezione collegato al Neutro.

38.6 In una curva di durata di potenza ho associato a 1000 ore una potenza di 25 GW, significa che: La domanda di potenza elettrica è stata per 1000 ore di 25 GW. La domanda di potenza elettrica è stata per 1000 superiore a 25 GW. La domanda di potenza elettrica è stata per 1000 inferiore a 25 GW. La domanda di potenza elettrica è stata per 1000 ridotta di 25 GW rispetto alla domanda di picco.

38.7 Il fattore di carico è: Il rapporto tra la domanda annuale di energia elettrica e la potenza installata. Il rapporto tra la domanda annuale di energia elettrica e il prodotto tra la potenza installata per 8760 ore. Il rapporto tra la potenza di picco richiesta e la potenza complessiva istallata a livello Nazionale. Il rapporto tra la domanda annuale di energia elettrica e l'energia elettrica prodotta.

38.8 Il costo marginale dell'energia elettrica è: Il costo associato alla produzione di 1 kWh di energia elettrica. Il costo medio associato alla produzione di 1 kWh di energia elettrica. Il costo variabile associato alla produzione di 1 kWh di energia elettrica. Il costo massimo sostenuto da un impianto per la produzione di 1 kWh.

38.9 Il seguente impianto di generazione elettrica ha il costo marginale più elevato: Centrale Termoelettrica a carbone. Impianto Turbogas. Impianto Geotermoelettrico. Impianto Idroelettrico ad acqua fluente.

38.10 Un impianto fotovoltaico ha un costo marginale pari a circa: 1 €/MWh. 10 €/MWh. 0,5 €/MWh. 0.

39.1 ARERA è un organismo: Per il dispacciamento della rete elettrica e il gas. Per la regolazione e il controllo della rete elettrica e il gas. Per la gestione e la Trasmissione e del Dispacciamento della rete elettrica. Per la Distribuzione e la Trasmissione dell'energia elettrica e il gas.

39.2 La trasmissione dell'energia elettrica è affidata a: TERNA. ENEL. GSE. GME.

39.3 Il fornitore dei clienti a maggior tutela sono: Qualsiasi venditore di energia elettrica. Il GSE. Il Distributore locale. TERNA.

39.4 Viene attivato il Market splitting quando: Il Mercato del Giorno Prima raggiunge valori dell'energia elettrica che non riescono ad essere coperti dalla domanda. Il prezzo di equilibrio dell'energia elettrica nel MGP non viene raggiunto. Il mercato finanziario associato alla compravendita dell'energia elettrica supera il trasporto fisico dell'energia. Il prezzo di zona dell'energia elettrica supera quello Unico Nazionale.

39.5 Il mercato a Pronti è costituito dal: MGP e Ii Mercato a Termine. MI e il MGP. Il Mercato del Servizio di Dispacciamento e il Mercato a Termine. MGP; MI, MSD.

39.6 Il prezzo di trasmissione e dispacciamento è regolato da: il GSE. ARERA. la Borsa elettrica. L'AU.

39.7 Le zone di mercato elettrico reali in Italia sono: 2. 4. 6. 8.

39.8 Il MGP della Borsa elettrica è: La piattaforma per la modifica dei contratti scaturiti nel Mercato Infagiornaliero. La piattaforma principale di compravendita di energia in cui si definiscono prezzo e quantità dell'energia e la relativa fascia oraria. La sede di negoziazione delle Offerte di vendita e di acquisto di servizi di dispacciamento, utilizzata da Terna S.p.A. La piattaforma virtuale di interscambio.

39.9 Il sistema di incentivazione delle fonti rinnovabili è gestito da: GSE. GME. TERNA. ARERA.

39.10 Il Decreto di liberalizzazione del mercato elettrico e il gas è il: D.legs 79/79. D.legs 79/89. D.legs 79/09. D.legs 79/99.

40.1 Oltre all'accise, la tariffa dell'energia è composta da: Prezzo dell'energia + servizi di rete+ Oneri per Dispacciamento. Prezzo dell'energia, Servizi di trasporto + Oneri generali. Prezzo dell'energia + Servizi di rete+ Servizi del venditore. Prezzo dell'energia + servizi di rete+ Oneri generali.

40.2 I servizi di rete comprendono: Trasmissione, Distribuzione e misura. Trasmissione, Distribuzione, misura e prelievo energia reattiva. Trasporto, Distribuzione, dispacciamento e misura. Trasmissione, dispacciamento, prelievo energia reattiva e misura.

40.3 Gli oneri generali in una bolletta elettrica sono: Sono le spese sostenute da ARERA per la regolamentazioni della rete. Sono costi individuati per legge a sostegno di interventi d'interesse generale. Sono oneri sostenuti da TERNA per il dispacciamento. Sono le Accise Erariali.

40.4 Gli oneri sostenuti dallo Stato per lo smaltimento delle centrali nucleari sono coperte dai costi sostenuti dai clienti del mercato elettrico attraverso: L'IVA sull'energia elettrica consumata. Le Accise versate sui consumi di energia elettrica. Il pagamento di parte degli oneri generali presenti nella bolletta elettrica. Il versamento dei corrispettivi per i servizi di rete.

40.5 I costi sostenuti per i servizi di rete da parte di un cliente a maggior tutela con potenza inferiore a 3 kW rispetto a un cliente con potenza superiore a 3 kW: Sono analoghi. Sono sempre maggiori quelli relativi al cliente con potenza maggiore di 3 kW. Sono maggiori quelli relativi al cliente con potenza maggiore di 3 kW solo relativamente al primo scaglione. Sono maggiori quelli relativi al cliente con potenza maggiore di 3 kW solo relativamente dal primo scaglione al terzo scaglione.

40.6 La quota potenza per un cliente dell'energia elettrica con potenza inferiore a 3kW: Varia con la potenza assorbita durante l'anno solare. E' la stessa sia se il cliente è in mercato tutelato o libero. E' maggiore quella del cliente in mercato tutelato rispetto a quello libero. E' maggiore quella del cliente in mercato libero rispetto a quello tutelato.

40.7 Se consumo energia elettrica il Lunedì alle 10:00, in un sistema a fasce orarie mi trovo nella fascia: F1. F2. F3. F4.

40.8 Se consumo energia elettrica il Sabato alle 10:00, in un sistema a fasce orarie mi trovo nella fascia: F1. F2. F3. F4.

40.9 L'IVA sul costo dell'energia elettrica per uso domestico è pari al: 5%. 10%. 15%. 22%.

40.10 Il costo medio del KWh elettrico per uso domestico è quantificabile in circa: 0,5 €/kWh. 0,3 €/kWh. 0,2 €/kWh. 0,1 €/kWh.

41.1 Oltre il 90% della rete nazione del gas è gestita da: ENI. SOGEGAS. SNAM RETE GAS. ENEL Distribuzione.

41.2 Il gas naturale in Italia viene principalmente impiegato per: La distribuzione nel settore residenziale e terziario. La produzione termoelettrica. L'impiego nel settore industriale. In agricoltura.

41.3 La pressione del Gas naturale nella rete di distribuzione locale è dell'ordine di: 1-2 bar. 5-10 Bar. 1-2 mBar. 1-2 Pa.

41.4 Il seguente soggetto istituzionale non interviene nel Mercato del Gas: ARERA. GSE. SNAM RETE GAS. Aquirente Unico (AU).

41.5 La Stogit è un'impresa che si occupa principalmente: Nella distribuzione Nazionale del gas naturale e la gestione della rete gas. Nella ricerca nazionale del Gas. Nella gestione dell'approvvigionamento nazionale di gas. Nella gestione dello Stoccaggio del gas.

41.6 La distribuzione del gas è affidata a: SNAM Rete Gas. A impresi distributrici (Privati). Ad ENEL. Ad ARERA.

41.7 I corrispettivi per l'impego della rete gas vengono stabiliti da: GSE. MISE. ARERA. SNAM rete gas.

41.8 La società fornitrice del gas può: Stabilire il corrispettivo per l'uso della rete nazionale gas. Stabilire il corrispettivo per l'uso della rete di distribuzione locale gas. Stabilire il corrispettivo per lo stoccaggio del gas. Stabilire il proprio margine di guadagno.

41.9 I principali contratti di compravendita del gas sono: Spot o Fast. Take or pay e Spot. Take away e spot. Contino e Spot.

41.10 Su una bolletta del gas di un fornitore del mercato libero trovo: Un'unica voce comprensiva di tutti i costi. 2 voci; di cui la prima relativa alla vendita trasporto e materia prima e la seconda agli oneri di distribuzione. 3 voci; di cui la prima relativa alla vendita e materia prima , la seconda al trasporto e al dispacciamento e la terza agli oneri di distribuzione. 4 voci; di cui la prima relativa alla vendita, la seconda all e materia prima , la terza al trasporto e al dispacciamento e la quarta agli oneri di distribuzione.

42.1 L'organismo istituzionale ARERA non regolamenta: Il prezzo del trasporto del gas. Il prezzo per l'approvvigionamento del gas. Il prezzo di distribuzione del gas. Il prezzo per la misura del gas.

42.2 Le principali società che gestiscono lo stoccaggio in Italia sono: Eni e ENEL Distribuzione. Stogit e Edison Stoccaggi. ARERA e SOGEGAS. ENEL Distribuzione e Edison Stoccaggi.

42.3 Le componenti tariffarie del gas per la distribuzione: Sono uguali per tutti e per tutta Italia. Sono diverse per diversi clienti finali ma uguali per tutti e per tutta Italia. Sono uguali per tutti i clienti ma differenti in base 6 Zone geografiche. Sono uguali per tutti i clienti ma differenti in base a 10 Zone geografiche.

42.4 Il servizio di misura del gas è associato: Al Fornitore di gas. Al Venditore di gas. Al distributore del gas. Alla Sogegas.

42.5 Il Potere Calorifico Superiore Convenzionale del gas metano è pari a: 38,1 MJ/Smc. 58,3 MJ/Smc. 88,4 MJ/Smc. 18,2 MJ/Smc.

42.6 Lo standard Metro cubo di gas corrisponde a un metro cubo di gas nelle seguenti condizioni: 15°C e 1,013 Bar. 0°C e 1,013 Bar. 0°C e 10 Bar. 15°C e 10 Bar.

42.7 Il coefficiente di correzione C relativamente alla misura del gas: Serve per bilanciare la domanda e l'offerta del gas. Serve per compensare le variazioni del prezzo del gas. Serve a portare il Potere Calorifico alle condizioni Standard. Serve per portare il Volume di gas misurato alle condizioni standard.

42.8 La cadenza di misura del contatore del gas per consumi inferiori a 500 Smc è: Annuale. Semestrale. Bimestrale. Mensile.

42.9 Il costo complessivo di 1 mc di gas per un cliente domestico è circa pari a: 0.25 €. 0.50 €. 1 €. 2 €.

42.10 L'IVA del consumo di gas per i clienti domestici è pari a: 5%. 10%. 15%. 22%.

43.1 L'attuale Decreto per l'incentivazione della produzione di energia elettrica da Fonti Rinnovabili è il: DM 25/06/2015. DM 23/06/2016. DM 23/09/2017. DM 28/09/2011.

43.2 Il Decreto 23/06/2016 incentiva la produzione di energia elettrica da FER ad eccezione di: Energia Fotovoltaica. Energia Geotermoelettrica. Energia Idroelettrica. Energia Eolica Off-Shore.

43.3 L'energia prodotta da impianti FER è incentivata : Tutta. Solo quella immessa in rete. Quella relativa alla differenza tra quella immessa e quella prelevata. Nella percentuale del 50%.

43.4 Le modalità di accesso agli incentivi per FER sono: Accesso Diretto o Ritiro dedicato. Accesso Diretto o Aste a ribasso. Accesso diretto, Ritiro dedicato e Aste a ribasso. Accesso diretto, Registro e Aste a ribasso.

43.5 L'incentivo relativo alla produzione di Energia elettrica da FER da nuovi impianti è dato da: Somma della tariffa base e della tariffa premiale. Somma della tariffa base e della tariffa premiale meno il Prezzo di zonale orario. Differenza tra la tariffa base e il prezzo zonale orario. Somma della Tariffa omnicomprensiva e il Prezzo zonale orario.

43.6 L'ordine di grandezza dell'incentivo erogato dal GSE per la produzione di energia elettrica da FER è di: Da 1 a 5 €/MWh. Da 10 a 25 €/MWh. Da 100 a 250 €/MWh. Da 1000 a 2500 €/MWh.

43.7 Un impianto che produce energia elettrica da FER può accedere alla tariffa omnicomprensiva se la sua potenza è: Minore di 100 kW. Minore di 200 kW. Minore di 500 kW. Minore di 1 MW.

43.8 La tariffa Omnicomprensiva relativa alla produzione di Energia elettrica da FER da nuovi impianti è dato da: Somma della tariffa base e della tariffa premiale. Somma della tariffa base e della tariffa premiale meno il Prezzo di zonale orario. Differenza tra la tariffa base e il prezzo zonale orario. Somma della Tariffa omnicomprensiva e il Prezzo zonale orario.

43.9 Un IAFR è: Un impianto Alimentato a Fonti Rinnovabili. Un Impianto assoggettato alle fonti rinnovabili. Un'impresa attiva sulle Fonti Rinnovabili. Un'impresa assicurativa per le fonti rinnovabili.

43.10 L'attuale Decreto per l'incentivazione della produzione di energia elettrica da Fonti Rinnovabili eroga incentivi in termini di: €/kW. €/MWh. €/MJ. €/Tep.

44.1 Un impianto di produzione di energia elettrica da FER può optare per valorizzare l'energia prodotta : Ritiro Dedicato; Scambio sul Posto; Vendita. Vendita unilaterale; Scambio sul Posto; Vendita mercato libero. Vendita mercato tutelato; Vendita mercato libero; Ritiro dedicato. Cessione alla rete; Scambio sul posto; Ritiro Dedicato.

44.2 Il ritiro Dedicato viene remunerato da: Il fornitore di Energia elettrica. Il Distributore dell'Energia Elettrica. ARERA. GSE.

44.3 Il seguente produttore di energia elettrica non può accedere al ritiro dedicato: Produttore di Energia elettrica da fonte NON Rinnovabile con potenza pari a 20 MVA. Produttore di Energia elettrica da fonte NON Rinnovabile con potenza pari a 1 MVA. Produttore di Energia elettrica da fonte Rinnovabile con potenza pari a 1 MVA. Produttore di Energia elettrica da fonte Rinnovabile con potenza pari a 2 MVA.

44.4 La seguente affermazione è falsa: Gli impianti fotovoltaici incentivati non possono accedere al Ritiro Dedicato. I produttori che aderiscono al servizio di RD devono corrispondere al GSE una tariffa di copertura. Chi aderisce alla Tariffa Omnicomprensiva può anche accedere al Ritiro Dedicato. Il Ritiro Dedicato non è compatibile con il servizio di Scambio sul Posto.

44.5 Non può accedere al Ritiro Dedicato con Prezzo minimo garantito (PMG): Impianto fotovoltaico non incentivato da 500 kW. Impianto Eolico non incentivato da 2 MW. Impianto fotovoltaico incentivato da 80 kW. Impianto Idroelettrico incentivato da 200 kW.

44.6 In relazione al meccanismo di Scambio sul posto, lo scambio altrove è applicato per: Gli impianti di produzione di energia elettrica con potenza superiore a 10 MVA. Le grandi imprese. Le imprese energivore. Le pubbliche amministrazioni.

44.7 Relativamente allo Scambio sul Posto, una sola delle seguenti affermazioni è falsa: Il GSE mi eroga il contributo in conto scambio (CCS). Non si paga la bolletta elettrica del fornitore. Si viene remunerati con un contributo in conto scambio (CCS) sull'energia elettrica. Se immetto nella rete 100 kWh all'anno e ne riprendo 100 kWh/anno non ricevo alcun contributo in conto scambio (CCS.

44.8 In regime di scambio sul posto, l'eccedenza è data da: La differenza tra l'energia immessa e l'energia prelevata. la differenza tra il prezzo dell'energia prelevata e il Contributo in conto scambio (CCS). La differenza tra il controvalore dell'energia immessa e l'onere energia. La differenza tra il prezzo unitario nazionale e il prezzo orario di zona.

44.9 Il Contributo in conto scambio è regolato dalla seguente formula: CCS=min [OE; CEI ] + CUSf × ES. CCS=min [OE; CUS ] + CEI × ES. CCS=min [OE; CEI ] + CUSf. CCS=min [OE; CEI ] x E+ CUSf × ES.

44.10 Il CUSf ( Corrispettivo Unitario di Scambio Forfettario) relativo al calcolo del Contributo in Conto Scambio contempla al suo interno : Il costo della materia prima per la produzione di energia. Le tariffe per distribuzione, trasmissione e dispacciamento. Il prezzo orario di zona. Il contributo per il GSE per la gestione dello Scambio sul Posto.

45.1 L'unità di misura dell'Indice di prestazione energetica è: kWh. kwh/m2. kwh/anno m2. kwh/anno m3.

45.2 L'EPgl relativo a un edificio rappresenta: Il consumo di energia dell'edificio oggetto della certificazione per metro quadro di superficie calpestabile. Il consumo di energia primaria teorico dell'edificio oggetto della certificazione per metro quadro di superficie calpestabile. Il consumo di energia dell'edificio oggetto della certificazione per metro cubo di volume riscaldato. Il consumo di energia primaria teorico dell'edificio oggetto della certificazione per metro cubo di volume riscaldato.

45.3 In relazioni agli indici di prestazione energetica degli edifici l'EPc è relativo: Ai consumi per il Condizionamento. Ai consumi per il Consumo di combustibile. Ai consumi per il raffrescamento. Ai consumi per il Riscaldamento.

45.4 Il fattore di conversione in energia primaria totale serve: Per imputare la quota di energia primaria consumata rinnovabile da quella non rinnovabile. Per risalire all'energia primaria consumata rispetto a quella utile. Per calcolare l'energia primaria consumata associata alla produzione di energia elettrica. Per unificare le unità di misura di energia e riportarle tutte a unità di misura dell'energia primaria.

45.5 Le UNI TS 11 300 sono suddivise in: 2 Parti. 3 Parti. 4 Parti. 6 Parti.

45.6 Se la temperatura esterna di martedì è 10°C e di mercoledì di 12°C allora i Gradi giorno complessivi relativi ai due giorni sono: 22. 18. 2. 28.

45.7 In base alla classificazione del territorio nazionale in zone climatiche la classe F è relativa a un numero di Gradi Giorno: Minore di 1000. Maggiore di 1000. Minore di 3000. Maggiore di 3000.

45.8 Tra le verifiche da rispettare per la realizzazione di un nuovo edifico una delle seguenti non deve essere verificata: Il coefficiente medio globale di scambio termico. Il rendimento medio stagionale dell'impianto di riscaldamento. L'indice di prestazione dell'involucro edilizio relativo al periodo di riscaldamento. La trasmittanza delle finestre.

45.9 Si definisce ristrutturazione di secondo livello: Gli interventi che interessano l'involucro edilizio con un'incidenza superiore al 50% della superficie disperdente lorda. Gli interventi che interessano l'involucro edilizio con un'incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda. Gli interventi che riguardano il solo impianto termico. Gli interventi che interessano l'involucro edilizio con un'incidenza superiore al 15% della superficie disperdente lorda.

45.10 Se l'indice di prestazione globale non rinnovabile è lo stesso per due edifici differenti allora: Appartengono alla stessa classe energetica. Possono avere classi energetiche di appartenenza differenti. L'edificio che ha L'indice di prestazione energetica relativo all'involucro edilizio maggiore si trova nella classe energetica peggiore. L'edificio che ha L'indice di prestazione energetica relativo all'involucro edilizio maggiore si trova nella classe energetica migliore.

46.1 Il Decreto di riferimento relativo al Conto Termico 2.0 è. DM 16/05/2017. DM 16/02/2017. DM 16/02/2016. DM 16/05/2016.

46.2 Gli interventi di incentivo del Conto termico 2.0 sono: Interventi di produzione di energia termica e di energia elettrica da FER. Interventi di efficientamento energetico e di produzione di energia termica da FER. Interventi di efficientamento energetico e di produzione di energia elettrica da FER. Interventi di efficientamento energetico e di produzione di energia da FER.

46.3 In base al Conto Termico 2.0 i soggetti che possono accedere agli incentivi per efficientamento energetico sono: Le Pubbliche Amministrazione. Le Pubbliche Amministrazione e i soggetti privati. I soggetti privati. Le Pubbliche Amministrazione, i soggetti privati e le ESCo.

46.4 Quali dei seguenti interventi non è soggetto ad incentivazione in base al Conto Termico 2.0: Isolamento termico di pareti opache. Installazione impianto fotovoltaico. Installazione di lampade a LED. Sostituzione generatore di calore con caldaia a condensazione.

46.5 Quali dei seguenti interventi non è soggetto ad incentivazione in per i soggetti privati in base al Conto Termico 2.0: Sostituzione caldaia con una pompa di calore. Installazione di un impianto solare termico. Installazione di una caldaia a biomassa. Sostituzione generatore di calore con caldaia a condensazione.

46.6 La percentuale di incentivo sui costi ammissibili per le Pubbliche amministrazione, in base al Conto Termico 2.0 varia tra: 40%-60%. 45%-60%. 40%-65%. 40%-70%.

46.7 L'incentivo destinato ai soggetti privati in base al Conto termico 2.0 può essere erogato fino ad un massimo di: 2 rate annuali. 3 rate annuali. 5 rate annuali. 10 rate annuali.

46.8 Le Pubbliche amministrazioni possono prenotare gli incentivi in base al Conto termico 2.0 se possiedono specifici requisiti ma non il seguente: Hanno individuato l'intervento a seguito di una Diagnosi Energetica. Hanno affidato il contratto ad una Esco. Hanno sottoscritto il verbale di consegna lavori. Ha previsto un investimento superiore a 100.000 €.

46.9 In base al Conto termico 2.0 è previsto un iter semplificato all'accesso agli incentivi per: Sostituzione di generatori di calore sotto i 35 kW termici. Installazione di impianto solare sotto i 60 metri quadri. Sostituzione degli infissi. Installazione di impianti fotovoltaici sotto i 3 kW.

46.10 Il soggetto che eroga e gestisce gli incentivi per il Ministero dello Sviluppo Economico è: L'Acquirente Unico. Il GSE. L'Agenzia delle Entrate. La Banca di Italia.

47.1 Un titolo di Efficienza Energetica equivale a: La produzione di 1 Tep da fonte rinnovabile. Il risparmio energetico equivalente a 1 Tep. Il risparmio energetico equivalente a 10 Tep. La produzione di 10 Tep da fonte rinnovabile.

47.2 I Titoli di Efficienza energetica sono anche denominati: Certificati Verdi. Certificati Gialli. Certificati Bianchi. Certificati di Risparmio.

47.3 I Titoli di Efficienza Energetica sono conseguiti in relazione: Interventi di Risparmio Energetico degli usi finali dell'energia. Interventi di Risparmio Energetico dell'energia. Interventi di risparmio energetico dell'energia e di produzione di energia da fonte energetica rinnovabile. Interventi per la produzione di energia da fonte energetica rinnovabile.

47.4 I soggetti obbligati a conseguire obiettivi di risparmio energetico sono: Sono i distributori di energia elettrica e di gas naturale. Sono le aziende energivore. Sono i produttori e distributori di energia elettrica e gas. Sono i produttori, venditore e distributori di energia elettrica e gas.

47.5 La quota obiettivo di risparmio energetico da conseguire di un soggetto obbligato è: Proporzionale ai punti di consegna rispetto al numero totale Nazionale dei punti di consegna. Proporzionale al numero dei clienti finali rispetto al numero totale nazionale dei clienti finali. Proporzionale all'energia elettrica distribuita rispetto al totale nazionale. Proporzionale ai km di rete elettrica e gas gestiti rispetto alla lunghezza complessiva della rete elettrica o del gas nazionale.

47.6 I soggetti obbligati a conseguire obiettivi di risparmio energetico mediante TEE: Non hanno un ritorno economico. Hanno un ritorno economico nella misura in cui il GSE compra i loro TEE. Hanno ritorno economico dal GSE in base da dei corrispettivi presi dalle componenti delle bollette energetiche. Hanno un ritorno economico in base al risparmio sulla bolletta energetica conseguito.

47.7 I TEE hanno una soglia massima pari a: 100 Euro/anno. 200 Euro/anno. 250 Euro/anno. 300 Euro/anno.

47.8 I TEE non sono relativi a: Interventi di riduzione di consumi finali di gas. Interventi di riduzione dei consumi finali di energia elettrica. Interventi di risparmio energetico nel settore dei trasporti. Interventi di riduzione di produzione di energia elettrica da petrolio.

47.9 I risparmi energetici addizionali per il rilascio dei TEE a consuntivo devono essere almeno: Superiori a 1 Tep. Superiori a 10 Tep. Superiori a 5 Tep. Uguali o maggiori a 1 Tep.

47.10 I risparmi energetici addizionali per il rilascio dei TEE standard devono essere almenno: Superiori a 1 Tep. Superiori a 5 Tep. Superiori a 10 Tep. Uguali o maggiori a 1 Tep.

48.1 Un impianto di cogenerazione CAR per accedere ai TEE deve avere un EUF sicuramente maggiore del: 50%. 60%. 75%. 80%.

48.2 Nella determinazione del Risparmio addizionale conseguito con un impianto CAR si applica la seguente formula, dove ηE,rif è: Il rendimento medio convenzionale del parco di produzione termica italiano. Il rendimento medio convenzionale del parco di produzione elettrica italiano. Il rendimento medio dei sistemi CAR che impiegano la stessa tecnologia. Il rendimento elettrico del sistema CAR oggetto di richiesta dei TEE.

48.3 Nella determinazione del Risparmio addizionale conseguito con un impianto CAR si applica la seguente formula, dove ηT,rif è: Il rendimento medio convenzionale del parco di produzione termica italiano. Il rendimento medio convenzionale del parco di produzione elettrica italiano. Il rendimento medio dei sistemi CAR che impiegano la stessa tecnologia. Il rendimento elettrico del sistema CAR oggetto di richiesta dei TEE.

48.4 Nella determinazione del Risparmio addizionale conseguito con un impianto CAR si applica la seguente formula, dove Fchp è: un fattore di riduzione per il calcolo del risparmio conseguito ai fini della richiesta dei TEE. L'energia primaria impiegata dal CAR. L'energia primaria che sarebbe necessaria per produrre la stessa energia elettrica e termica con 2 sistemi separati. L'energia primaria di riferimento impiegata tipicamente dalla stessa tecnologia di cogenerazione.

48.5 La determinazione dei TEE per un intervento di sostituzione di lampade con delle nuove a LED si basa: Su metodo consuntivo. Su un metodo Standard. Su un metodo implementato. Su un metodo a preventivo.

48.6 Nella determinazione dei TEE associati a un intervento standard, l'acronimo REA significa: Ricavo Energetico Addizionale. Risparmio Energetico Attualizzato. Risparmio Energetico Addizionale. Ricavo Energetico Attualizzato.

48.7 Il coefficiente di carico di un motore elettrico da 100 kW che opera per 10000 ore anno producendo 800 MWh è pari a: 0.008. 0.8. 8. 0.9.

48.8 Il fattore di conversione del MWh in TEP ai fini dell'ottenimento dei TEE è: 0.187. 187. 3600. 0.036.

48.9 Un intervento di risparmio energetico evidenza un risparmio di 500 MWh elettrici allora potrebbero essere riconosciuti: 93 TEE. 500 TEE. 93500 TEE. 5 TEE.

48.10 Per il conseguimento dei TEE, il metodo a consuntivo si distingue da uno standard soprattutto perché: E' necessario fare dei calcoli complessi. E' necessario effettuare delle misure ante e post operam. Nel secondo caso bastano delle autodichiarazioni. Nel primo caso serve l'approvazione dell'ENEA.

49.1 Il tempo di ritorno semplice di un investimento I0 è dato da: Il rapporto tra l'investimento e il flusso di cassa. Il rapporto tra il flusso di cassa e l'investimento. La somma dei flussi di cassa diviso l'investimento. Il rapporto tra l'investimento e la somma dei flussi di cassa.

49.2 Il flusso di cassa è: La somma delle uscite in un periodo di tempo. La differenza tra tutte le entrate e le uscite monetarie, di una azienda o di un progetto nell'arco di un periodo di riferimento. La somma delle entrate in un periodo di tempo. La somma delle differenze cumulate delle entrate e delle uscite di un progetto.

49.3 Il montante è: Il capitale attualizzato. L'interesse capitalizzato. La somma del capitale e degli interessi capitalizzati. L'interesse applicato al capitale.

49.4 Il montante capitalizzato a 10 anni di un capitale iniziale di 1000 Euro con un tasso di interesse del 3% è pari a: 13786. 1300. 1030. 1344.

49.5 Se un flusso di cassa di 1000 Euro è maturato tra 10 anni, tale flusso attualizzato con un tasso di attualizzazione del 5% è pari a: 614. 17. 952. 1629.

49.6 A seguito di un investimento iniziale di 1000 Euro si ottiene un flusso di cassa annuale costante di 200 Euro. Il VAN dell'investimento a 5 anni con un tasso del 5% è pari a: -134. -653. 866. 4329.

49.7 Al raddoppiare del tasso di attualizzazione il VAN di un investimento: Raddoppia. Diminuisce. Rimane invariato. Si incrementa in proporzione al quadrato del tasso.

49.8 L'Indice di Profitto è dato da: Il rapporto tra il Flusso di cassa e l'investimento. Il rapporto tra l'Utile di esercizio e il Capitale proprio. Il rapporto tra il VAN di un investimento e l'investimento stesso. Il rapporto tra il flusso di cassa attualizzato e il capitale proprio.

49.9 Il TIR è: Il Tasso di Interesse della Redditività. Il Tasso di Interesse del Ricavo. Il Tasso Interno di Redditività. Il Tasso Interno del Ricavo.

49.10 Il ROI è dato da: Il rapporto tra l'utile di esercizio e il capitale proprio. Il rapporto tra il VAN e il capitale proprio. Il rapporto tra il VAN e l'investimento iniziale. Il rapporto tra Il profitto medio e il capitale proprio.

50.1 La Normativa di riferimento per i valori di radiazione solare in Italia è: UNI10349. UNI 10339. UN TS 11300. UNI 5001.

50.2 Per avere una produzione di 4000 kWh elettrici in corrente continua da un tetto dove arriva un irraggiamento di 1500 kWh/anno, devo installare un impianto fotovoltaico da almeno: 3 kW. 2,7 kW. Manca il valore dell'efficienza dei moduli per rispondere al quesito. Manca il valore relativo alla superficie dei moduli per rispondere al quesito.

50.3 La vita utile di un impianto fotovoltaico è minimo: 10 anni. 20 anni. 30 anni. 40 anni.

50.4 Il DBP di un investimento con un tempo di ritorno semplice di 5 anni e un tasso del 5% è: 7 anni. 4,5 anni. 5,8 anni. 6,8 anni.

50.5 In caso di investimento di 5000 Euro con profitto annuale costante di 500 €, il VAN a 10 anni al tasso del 5% è di Euro: 46,300. 4,860. 3,860. -1,139.

50.6 Relativamente ad un investimento di 5000 € con un VAN di 2000 € e flusso di cassa costante di 500 €/anno si ha un IP di: 10. 0.1. 0.4. 0.25.

50.7 Solo il seguente intervento di riqualificazione energetica beneficia del 65% delle detrazioni fiscali (2019): Installazione impianto fotovoltaico. Installazione di una pompa di calore. Installazione di una caldaia a biomassa. Sostituzione di infissi.

50.8 Le detrazioni fiscali vengono distribuite in: 2 anni. 5 anni. 10 anni. 12 anni.

50.9 Il decadimento annuale della produttività di un impianto fotovoltaico è stimata: 1%. 2%. 3%. 4%.

50.10 Relativamente ad un investimento di 4000 € con un VAN di 2000 € e flusso di cassa costante di 500 €/anno si ha un ROI di: 0.125. 0.25. 0.5. 0.15.

51.1 Le Normative tecniche di riferimento per una Diagnosi energetica sono: UNI 11428 e UNI 16247. UNI 10339 UNI 11428. UNI 13645 UNI 16247. UNI 13645 UNI 10339.

51.2 In base alla Normativa UNI 11428 , una Diagnosi Energetica deve possedere i seguenti prerequisiti tranne uno: Completezza. Utilità. Ripetibilità. Verificabilità.

51.3 I livelli di approfondimento di una Diagnosi energetica sono: 2. 3. 4. 6.

51.4 I fattori di aggiustamento in una Diagnosi Energetica sono: Fattori che permettono di variare la produzione di un'azienda. Fattori che permettono di distribuire i consumi tra diversi vettori energetici. Fattori che potrebbero alterare l'andamento dei consumi. I principali indicatori di prestazione energetica.

51.5 Quali dei seguenti unità di misura non può essere un indicatore di prestazione: Kwh/kg. TEP/t. kwh/Pezzo. kWh/kW.

51.6 Gli indicatori di prestazioni operativi sono: Input dei modelli di calcolo. Output di modelli di calcolo. Indicatori di prestazione ottenuti tramite il rapporto tra i consumi misurati per unità di prodotto. Indicatori di prestazione ottenuti tramite il rapporto tra i consumi misurati e il peso del materiale lavorato.

51.7 Relativamente alla Diagnosi energetica, i Benchmark sono impiegati: Come dati di input nell'analisi energetica. Come indicatori di prestazione obiettivo. Come vettori energetici di riferimento. Come indici di efficienza di produzione aziendale.

51.8 Una corretta diagnosi energetica si sviluppa in 4 fasi di cui: Incontro iniziale; Audit; Analisi economica; Rapporto finale. Contatti preliminari; Audit; Analisi economica; Rapporto finale. Contatti preliminari; Audit; Valutazioni Alternative; Presentazione. Incontro iniziale; Audit; Valutazioni Alternative; Rapporto finale.

51.9 In una Diagnosi Energetica, se gli indicatori prestazionali obiettivo ed effettivi convergono allora: La diagnosi è terminata. Si deve procedere ad effettuare delle analisi con valutazioni alternative. Si deve procedere a variare i fattori di aggiustamento. Si deve procedere con l'analisi economica.

51.10 In una Diagnosi Energetica se gli indicatori prestazionali obiettivo ed effettivi non convergono allora: La diagnosi è terminata. Si deve procedere ad effettuare delle analisi con valutazioni alternative. Si deve procedere a variare i fattori di aggiustamento. Si deve procedere con l'analisi economica.

52.1 Il Provvedimento che ha introdotto la figura dell'EGE è la: UNI CEI 11300. UNI CEI 11339. UNI CEI 10349. UNI CEI 10339.

52.2 Il Decreto Legislativo 102 del 2014 è l'attuazione della Direttiva: 2012/27 UE. 2009/28 UE. 2009/29 UE. 2010/30 UE.

52.3 Tra i punti rilevanti del D. Lgs 102/14 non si annovera: Individuzione del meccanismo dei Certificati bianchi. Obbligo delle Diagnosi Energetiche. Formazione sul tema dell'efficienza energetica. Obbligo dell'installazioni di fonti rinnovabili.

52.4 Le diagnosi energetiche dei soggetti obbligati non posso essere redatte da: EGE. ESCo. Esperti di Gestione Energetica. Energy Manager.

52.5 Dal 2018 si intende per impresa energivora l'impresa che ha un consumo di energia elettrica superiore a: 1 GWh. 2,5 GWh. 3 GWh. 5 GWh.

52.6 Per le nuove Diagnosi Energetiche (2019), la sostanziale differenza con quelle relative al 2015 è che: Possono essere redatte da un EGE. Possono essere redatte da una Esco. Si richiede il monitoraggio dei consumi. Si richiede il consumo sia di energia elettrica che di gas.

52.7 Le Diagnosi Energetiche devono essere inoltrate a: Il GSE. Al Ministero dello Sviluppo Economico. All'ENEA. All'Agenzia delle Entrate.

52.8 In base alle linee guida ENEA, una Diagnosi Energetica deve suddividere uno stabilimento in 3 Macro aree di cui: Attività Principali, Servizi generali e Servizi ausiliari. Attività Principali, Produzione e Servizi ausiliari. Uffici, Produzione e Servizi ausiliari. Produzione, Servizi generali e Servizi ausiliari.

52.9 Il Laureato di I° Livello in Ingegneria Gestionale al fine di diventare EGE deve comprovare un'esperienza di almeno: 2 Anni. 3 Anni. 4 Anni. 5 Anni.

52.10 In base all'art.8 del D.Legs 102/2014 i soggetti obbligati alla Diagnosi energetica sono: Le imprese energivore e i distributori di energia elettrica. Le imprese energivore e le grandi imprese. I distributori di energia elettrica e le grandi imprese. I distributori di energia elettrica e le Esco.

53.1 La normativa tecnica che stabilisce i criteri di ripartizione delle spese di climatizzazione e dell'acqua calda è: UNI TS 11300. UNI 10339. UNI 10200. UNI 11339.

53.2 I ripartitori possono essere utilizzati per la contabilizzazione del calore solamente da: Radiatori e termoconvettori. Radiatori e pannelli radianti. Pannelli radianti e i termoconvettori. Radiatori.

53.3 In base alla UNI 10200 l'energia termica totale è data dalla somma di: Energia per unità immobiliari + energia per le parti comuni. Energia per unità immobiliare +energia termica involontaria. Energia per unità immobiliare + energia per le parti comuni + energia termica involontaria. Energia per unità immobiliari per la climatizzazione + Energia per acqua calda.

53.4 Il coefficiente di ripartizione Kcli, definito dalla UNI 10200, serve per: Determinare il costo percentuale del kWh termico sul costo complessivo della fonte energetica (elettrico + termico). Determinare il costo percentuale del kWh termico per la climatizzazione sul costo complessivo. Determinare la parte di energia termica impiegata per la produzione dell'acqua calda rispetto a quella globale. Determinare la parte di energia termica impiegata per il riscaldamento rispetto a quella globale.

53.5 Se il coefficiente di ripartizione Kcli è 0,7 allora il coefficiente Kacs è: 0.7. 0.3. 1.3. -0.7.

53.6 Una caldaia con rendimento del 93% è alimentata con 1000 m3 di metano (PCI 9,5 kWh/m3) . Ne consegue che il calore utile totale prodotto è: 88,35 MJ. 883,5 MWh. 8835 kWh. 8835 kJ.

53.7 In base alla UNI11200 i millesimi di fabbisogno per acqua calda sono calcolati come.: Rapporto tra il fabbisogno per acqua calda sanitaria della singola unità immobiliare rispetto all'energia termica utile per la climatizzazione della stessa unità x 1000. Rapporto tra il fabbisogno per acqua calda sanitaria della singola unità immobiliare rispetto all'energia termica utile per acqua calda sanitaria prodotta dal generatore x 1000. Rapporto tra il fabbisogno per acqua calda sanitaria della singola unità immobiliare rispetto al fabbisogno complessivo dell'unità familiare x 1000. Rapporto tra il fabbisogno per acqua calda sanitaria della singola unità immobiliare rispetto alla somma dei fabbisogni di tutte le unità familiari x 1000.

53.8 La spesa per climatizzazione e acqua calda di un'unità immobiliare, in base alla UNI11200 è data dalla somma: Della spesa per l'energia, la spesa manutenzione e la spesa per la contabilizzazione del calore. Della spesa per l'energia e la spesa manutenzione. La spesa per energia, la spesa per le parti comuni e la spesa per la potenza. La spesa per l'energia e la spesa per la potenza termica.

53.9 In base alla UNI 10200, la spesa per la potenza termica installata è data da: La spesa per i consumi involontari, la spesa per la manutenzione e la spesa per la contabilizzazione del calore. La spesa per l'energia, la spesa per la manutenzione e la spesa per la contabilizzazione del calore. La spesa per la manutenzione e la spesa per la contabilizzazione del calore. La spesa le parti comuni, la spesa per la manutenzione e la spesa per la contabilizzazione del calore.

53.10 In base alla UNI 10200, la spesa per il riscaldamento delle parti comuni è ripartita tra le unità immobiliari in base: Alla percentuale di consumo di ciascun inquilino. Ai millesimi relativi alle rispettive proprietà immobiliari. Ai rispettivi millesimi di fabbisogno termico. Ai rispettivi millesimi di potenza.

54.1 Il GHG è l'acronimo per: Gas serra. Potere di acidificazione. Gas idruri. Potenziale di surriscaldamento globale.

54.2 La seguente sostanza non è un gas serra: CFC. CH4. N2O. C4H10.

54.3 Una miscela di gas contiene 1 ton di anidride carbonica e 100 kg di metano (GWP=28). L'anidride carbonica equivalente alla miscela è pari a: 2801. 3.8. 1.1. 4.57.

54.4 Relativamente al parco termoelettrico Italiano (riferimento 2016-2017) Un kWh prodotto mediante energia fotovoltaica permette di evitare l'emissione di almeno: 500 ton di CO2. 500 kg di CO2. 0,5 kg di CO2. 5 g di CO2.

54.5 La Normativa ISO di riferimento per l'LCA è la: ISO9040. ISO14040. ISO15000. ISO 5040.

54.6 Il Metodo LCA si divide in: Definizione degli obiettivi, Analisi dei confini, Analisi energetica, Interpretazione. Definizione degli obiettivi, Analisi dei confini, Valutazione degli impatti, Interpretazione. Definizione degli obiettivi, Inventario dei dati, Valutazione degli impatti, Interpretazione. Definizione degli obiettivi, Analisi dei confini, Valutazione degli impatti, Esposizione dei risultati.

54.7 La seguente grandezza può essere un'unità funzionale per un'analisi LCA: kWh. Bottiglia di vino da 1 litro. kWh/bottiglia. CO2/Bottiglia.

54.8 Il seguente impatto non è annoverato tra le categorie di impatto di un'analisi LCA: Riduzione dell'Ozono presente nella troposfera. Eutrofizzazione. Tossicità per l'uomo. Tonnellate di rifiuti.

54.9 Quale delle seguenti sostanze ha il più elevato GWP: CO2. CH4. CFC. HCFC.

54.10 Il GWP di un gas esprime: Quanto maggiore è il riscaldamento causato da un gas rispetto a quello causato da una egual quantità di CO2. Quanto è il riscaldamento in termini di innalzamento della temperatura causato da un gas. Quanto maggiore è il riscaldamento causato da un gas rispetto a quello causato da una tonnellata di CO2. Quanto tempo permane un gas nell'atmosfera rispetto a una stessa quantità di CO2.

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