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Principi di Economia - Tordo Norberto

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Principi di Economia - Tordo Norberto

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Lezioni 1-24

Creation Date: 2026/09/15

Category: Others

Number of questions: 314

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01. Una diminuzione della dotazione di lavoro provoca: Uno spostamento della frontiera delle possibilità produttive verso destra maggiormente orientato al bene ad alta intensità di lavoro. Uno spostamento parallelo della frontiera delle possibilità produttive verso destra. Uno spostamento della frontiera delle possibilità produttive verso sinistra maggiormente orientato al bene ad alta intensità di lavoro. Uno spostamento parallelo della frontiera delle possibilità produttive verso sinistra.

02. L'efficienza è evidenziata in un punto: Sulla frontiera delle possibilità produttive. Interno o esterno alla frontiera delle possibilità produttive. Esterno alla frontiera delle possibilità produttive. Interno alla frontiera delle possibilità produttive.

03. Una diminuzione della dotazione di capitale provoca: Uno spostamento parallelo della frontiera delle possibilità produttive verso destra. Uno spostamento parallelo della frontiera delle possibilità produttive verso sinistra. Uno spostamento della frontiera delle possibilità produttive verso sinistra maggiormente orientato al bene ad alta intensità di capitale. Uno spostamento della frontiera delle possibilità produttive verso destra maggiormente orientato al bene ad alta intensità di capitale.

04. Un incremento della dotazione fattoriale determina: Un movimento lungo la frontiera delle possibilità produttive. Uno spostamento verso destra della frontiera delle possibilità produttive. Uno spostamento verso sinistra della frontiera delle possibilità produttive. Nessun effetto.

05. Un punto interno alla frontiera delle possibilità produttive è: Raggiungibile ed efficiente. Non raggiungibile ed inefficiente. Non raggiungibile ed efficiente. Raggiungibile ed inefficiente.

06. L'aumento della dotazione di lavoro determina: Uno spostamento della frontiera delle possibilità produttive verso destra maggiormente orientato al bene ad alta intensità di lavoro. Uno spostamento parallelo della frontiera delle possibilità produttive verso destra. Uno spostamento parallelo della frontiera delle possibilità produttive verso sinistra. Uno spostamento della frontiera delle possibilità produttive verso destra maggiormente orientato al bene a minore intensità di lavoro.

07. L'inefficienza è evidenziata in un punto: Interno o esterno alla frontiera delle possibilità produttive. Sulla frontiera delle possibilità produttive. Interno alla frontiera delle possibilità produttive. Esterno alla frontiera delle possibilità produttive.

08. La scarsità è evidenziata in un punto: Sulla frontiera delle possibilità produttive. Interno alla frontiera delle possibilità produttive. Esterno alla frontiera delle possibilità produttive. Interno o esterno alla frontiera delle possibilità produttive.

09. Il saggio marginale di trasformazione tra il bene A e il bene B esprime: La quantità del bene B a cui si è disposti a rinunciare per produrre un'unità aggiuntiva del bene A. Ambedue le risposte precedenti. Il costo opportunità del bene A. Nessuna delle risposte precedenti.

10. Il saggio marginale di trasformazione tra il bene A e il bene B è pari a: ΔQ(A) / ΔQ(B). ΔQ(B) / ΔQ(A). Q(A) / Q(B). Q(B) / Q(A).

11. Il saggio marginale di trasformazione tra il bene A e il bene B esprime: Il costo opportunità del bene A. Il costo opportunità del bene B. Nessuna delle risposte precedenti. La quantità del bene A a cui si è disposti a rinunciare per produrre un'unità aggiuntiva del bene B.

12. Il saggio marginale di trasformazione tra il bene B e il bene A esprime: Il costo opportunità del bene A. Nessuna delle risposte precedenti. La quantità del bene B a cui si è disposti a rinunciare per produrre un'unità aggiuntiva del bene A. La quantità del bene A a cui si è disposti a rinunciare per produrre un'unità aggiuntiva del bene B.

13. Il saggio marginale di trasformazione tra il bene B e il bene A esprime: Il costo opportunità del bene B. La quantità del bene A a cui si è disposti a rinunciare per produrre un'unità aggiuntiva del bene B. Nessuna delle risposte precedenti. Ambedue le risposte precedenti.

14. Un decremento della dotazione fattoriale determina: Un movimento sulla frontiera delle possibilità produttive. Uno spostamento verso sinistra della frontiera delle possibilità produttive. Uno spostamento verso destra della frontiera delle possibilità produttive. Nessun effetto.

15. Un aumento della dotazione di capitale determina: Nessun spostamento. Uno spostamento della frontiera delle possibilità produttive verso destra maggiormente orientato al bene a bassa intensità di capitale. Uno spostamento parallelo della frontiera delle possibilità produttive verso destra. Uno spostamento della frontiera delle possibilità produttive verso destra maggiormente orientato al bene ad alta intensità di capitale.

16. Un punto esterno alla frontiera delle possibilità produttive è: Raggiungibile ed inefficiente. Non raggiungibile ed inefficiente. Raggiungibile ed efficiente. Non raggiungibile.

17. Una contrazione della produttività: Non sposta la frontiera delle possibilità produttive. Sposta la frontiera delle possibilità produttive verso sinistra. Sposta la frontiera delle possibilità produttive verso destra. Modifica l'inclinazione della frontiera delle possibilità produttive.

18. Un punto sulla frontiera delle possibilità produttive è: Non raggiungibile ed inefficiente. Raggiungibile ed inefficiente. Non raggiungibile. Raggiungibile ed efficiente.

19. Un aumento della produttività: Modifica l'inclinazione della frontiera delle possibilità produttive. Non sposta la frontiera delle possibilità produttive. Sposta la frontiera delle possibilità produttive verso sinistra. Sposta la frontiera delle possibilità produttive verso destra.

01. La diminuzione del prezzo del bene: Sposta la curva di offerta verso destra. Sposta la curva di offerta verso sinistra. Riduce la quantità offerta. Aumenta la quantità offerta.

02. Le economie regolamentate sono tipiche dei: Sistemi pianificati. Sistemi ibridi. Sistemi capitalistici. Sistemi misti.

03. Le economie di libero scambio sono tipiche dei: Sistemi capitalistici. Sistemi misti. Sistemi ibridi. Sistemi pianificati.

04. L'introduzione di una norma anti-monopolistica: Sposta la curva di offerta verso sinistra. Aumenta la quantità offerta. Sposta la curva di offerta verso destra. Riduce la quantità offerta.

05. La diminuzione del prezzo del bene: Aumenta la quantità domandata. Sposta la domanda verso sinistra. Riduce la quantità domandata. Sposta la domanda verso destra.

06. Un aumento del prezzo di un bene sostituito: Sposta la domanda verso sinistra. Sposta l'offerta verso sinistra. Sposta l'offerta verso destra. Sposta la domanda verso destra.

07. La funzione di domanda inversa è: P = F(Qd). Qd = F(P). Qd = P. Tutte le risposte precedenti.

08. La diminuzione del prezzo di un bene sostituto: Sposta la domanda verso sinistra. Sposta la domanda verso destra. Sposta l'offerta verso destra. Sposta l'offerta verso sinistra.

09. L'aumento del prezzo di un bene complementare: Sposta la domanda verso sinistra. Sposta la domanda verso destra. Sposta l'offerta verso destra. Sposta l'offerta verso sinistra.

10. L'aumento del prezzo del bene: Aumenta la quantità domandata. Riduce la quantità domandata. Sposta la domanda verso destra. Sposta la domanda verso sinistra.

11. La diminuzione del prezzo di un bene complementare: Sposta l'offerta verso sinistra. Sposta la domanda verso destra. Sposta la domanda verso sinistra. Sposta l'offerta verso destra.

12. Un aumento del prezzo del bene: Sposta la curva di offerta verso sinistra. Riduce la quantità offerta. Aumenta la quantità offerta. Sposta la curva di offerta verso destra.

13. La curva di domanda esprime una relazione tra prezzo e quantità: Negativa. Maggiore di 1. Positiva. Nulla.

14. La curva di offerta è espressa dai: Lavoratori. Produttori. Consumatori. Capitalisti.

15. La curva di offerta esprime una relazione tra prezzo e quantità: Minore di 1. Positiva. Negativa. Nulla.

16. Effetto di un avanzamento tecnologico sulla curva: La curva di domanda verso destra. La curva di domanda verso sinistra. La curva di offerta verso sinistra. La curva di offerta verso destra.

17. Conseguenza di un calo del costo dei fattori di produzione: La curva di domanda verso sinistra. La curva di offerta verso destra. La curva di offerta verso sinistra. La curva di domanda verso destra.

18. Conseguenza di un rincaro dei fattori di produzione: La curva di offerta verso destra. La curva di domanda verso sinistra. La curva di offerta verso sinistra. La curva di domanda verso destra.

19. Effetto di una riduzione del livello tecnologico sulla curva: La curva di domanda verso sinistra. La curva di domanda verso destra. La curva di offerta verso sinistra. La curva di offerta verso destra.

20. La funzione di domanda diretta è: Qd = F(P). P = F(Qd). P = Qd). Nessuna delle risposte precedenti.

21. Un aumento del reddito del consumatore sposta: La curva di domanda verso sinistra. La curva di domanda verso destra. La curva di offerta verso sinistra. La curva di offerta verso destra.

22. La curva di domanda è espressa dai: Consumatori. Imprese. Lavoratori. Produttori.

23. La curva di domanda dipende: Dal reddito del consumatore, dalla tecnologia e dal prezzo dei beni correlati. Dal reddito del consumatore, dalle sue preferenze e dalla tecnologia. Dal reddito del consumatore, dal prezzo dei beni correlati e dalla tecnologia. Dal reddito del consumatore, dalle sue preferenze e dal prezzo dei beni correlati.

24. Una diminuzione del reddito del consumatore sposta: La curva di domanda verso sinistra. La curva di offerta verso sinistra. La curva di domanda verso destra. La curva di offerta verso destra.

25. Un bene si definisce complementare se: Soddisfa un bisogno alternativo al bene principale. Nessuna delle risposte precedenti. Soddisfa il medesimo bisogno del bene principale. Deve essere utilizzato insieme al bene principale per soddisfare un bisogno.

26. Un bene si definisce sostituto se: Nessuna delle risposte precedenti. Soddisfa il medesimo bisogno del bene principale. E' indipendente dal bene principale. Soddisfa un bisogno alternativo al bene principale.

02. Si consideri il seguente grafico: Il surplus del produttore è pari: Al triangolo AEP. Al triangolo PEB. Al triangolo EBQ. Al triangolo AEB.

01. Un aumento dell'offerta determina: Un aumento della quantità e una diminuzione del prezzo. Un aumento del prezzo e una diminuzione della quantità. Un aumento della quantità e del prezzo. Una diminuzione della quantità e del prezzo.

03. Si consideri il seguente grafico: Il surplus totale è pari: Al triangolo AEB. Al triangolo AEP. Al triangolo PEB. Al triangolo EBQ.

05. Si consideri il seguente grafico: Il surplus del consumatore corrisponde: Al triangolo DEB. Al triangolo PEB. Al triangolo AEP. Al triangolo EBQ.

04. Sia data una domanda pari a Q=10-2p ed un'offerta pari a Q=-2+p. Il prezzo di equilibrio è pari a: 1. 8/3. 4. 12.

06. In presenza di un eccesso di offerta, il prezzo di mercato: Diventa negativo. Aumenta. Diminuisce. Rimane costante.

07. Si ha un eccesso di domanda quando: Il prezzo di mercato è inferiore al prezzo di equilibrio. Non dipende dal prezzo di equilibrio. Il prezzo di mercato è superiore al prezzo di equilibrio. Il prezzo di mercato coincide con il prezzo di equilibrio.

08. Si ha un eccesso di oferta quando: Non dipende dal prezzo di equilibrio. Il prezzo di mercato è superiore al prezzo di equilibrio. Il prezzo di mercato è inferiore al prezzo di equilibrio. Il prezzo di mercato coincide con il prezzo di equilibrio.

09. In presenza di un eccesso di domanda, il prezzo di mercato: Diminuisce. Diventa negativo. Aumenta. Rimane costante.

10. Sia data una domanda pari a Q=10-2p ed un'offerta pari a Q=-2+p. La quantità di equilibrio è pari a: 4. 2. 1. 6.

12. Una diminuzione dell'offerta determina: Un aumento della quantità e una diminuzione del prezzo. Un aumento del prezzo e una diminuzione della quantità. Un aumento della quantità e del prezzo. Una diminuzione della quantità e del prezzo.

11. Si consideri il seguente grafico: Il surplus del consumatore è pari a: 30. 50. 20. 80.

19. Si consideri il seguente grafico: Il surplus totale è pari a: 30. 50. 80. 20.

20. Una diminuzione della domanda ed un aumento dell'offerta determina: Un aumento del prezzo ed un effetto incerto sulla quantità. Un aumento della quantità ed un effetto incerto sul prezzo. Una diminuzione del prezzo ed un effetto incerto sulla quantità. Una diminuzione della quantità ed un effetto incerto sul prezzo.

01. L'elasticità della domanda è: Non dipende dal tempo. Maggiore nel lungo periodo. Maggiore nel breve periodo. Non cambia nel tempo.

02. In presenza di domanda ad elasticità unitaria, se il prezzo diminuisce: La spesa del consumatore diventa negativa. La spesa del consumatore aumenta. La spesa del consumatore non varia. La spesa del consumatore diminuisce.

03. Secondo il teorema di Barone: Le imposte dirette dovrebbero essere aumentate. Le imposte dirette sono più distorsive delle imposte indirette. Le imposte indirette sono più distorsive delle imposte dirette. Le impostew indirette dovrebbero essere diminuite.

04. L'introduzione di una tassa su ogni unità venduta determina: Una diminuzione del prezzo e della quantità. Un aumento del prezzo e una diminuzione della quantità. Un aumento del prezzo e della quantità. Un aumento della quantità e una diminuzione del prezzo.

05. Se il prezzo di equilibrio è inferiore al prezzo minimo si ha: Nessuna delle risposte precedenti. Equilibrio di mercato. Eccesso di domanda. Eccesso di offerta.

06. In presenza di domanda ad elasticità unitaria, se il prezzo aumenta: Nessuna delle risposte precedenti. La spesa del consumatore non varia. La spesa del consumatore diminuisce. La spesa del consumatore aumenta.

07. In presenza di domanda rigida, se il prezzo diminuisce: La spesa del consumatore diventa negativa. La spesa del consumatore non varia. La spesa del consumatore aumenta. La spesa del consumatore diminuisce.

08. Se il prezzo di equilibrio è superiore al prezzo massimo si ha: Equilibrio di mercato. Nessuna delle risposte precedenti. Eccesso di offerta. Eccesso di domanda.

09. Condizione in cui il valore di equilibrio risulta superiore alla soglia di prezzo minimo: Eccesso di offerta. Eccesso di domanda. Equilibrio di mercato. Nessuna delle risposte precedenti.

10. Condizione in cui il valore di equilibrio risulta inferiore alla soglia di prezzo massimo: Nessuna delle risposte precedenti. Un eccesso di offerta. Equilibrio di mercato. Un eccesso di domanda.

11. Effetto di un calo di prezzo in caso di domanda elastica: La spesa del consumatore non varia. La spesa del consumatore diventa negativa. La spesa del consumatore aumenta. La spesa del consumatore diminuisce.

12. Effetto di un rincaro di prezzo in caso di domanda inelastica (rigida): La spesa del consumatore aumenta. Nessuna delle risposte precedenti. La spesa del consumatore non varia. La spesa del consumatore diminuisce.

13. In presenza di domanda elastica, se il prezzo aumenta: La spesa del consumatore non varia. La spesa del consumatore diminuisce. Nessuna delle risposte precedenti. La spesa del consumatore aumenta.

14. L'introduzione di un sussidio per ogni unità venduta determina: Un aumento della quantità e una diminuzione del prezzo. Un aumento del prezzo e della quantità. Una diminuzione del prezzo e della quantità. Un aumento del prezzo e una diminuzione della quantità.

15. La curva di domanda perfettamente rigida è: Decrescente. Verticale. Crescente. Orizzontale.

16. La domanda si definisce elastica quando l'elasticità, in valore assoluto, assume un valore: Minore di uno. Maggiore di uno. Maggiore di zero. Minore di zero.

17. L'elasticità della domanda assume valori: Sia positivi che negativi. Sempre uguale a zero. Sempre negativi. Sempre positivi.

01. Si consideri la seguente funzione di domanda: $P = 10 - Q_d$. L'elasticità della domanda, in corrispondenza di un prezzo pari a 5, è pari a: 3. 1/2. 2. 1.

02. Se un prodotto è facilmente sostituibile, la sua domanda è: Elastica. Molto elastica. Molto rigida. Poco elastica.

03. Si consideri la seguente funzione di domanda (grafico orizzontale). In ogni suo punto, la domanda è: Perfettamente elastica. Elastica. Rigida. Perfettamente rigida.

04. Si consideri la seguente funzione di domanda: $P = 10 - 2Q_d$. L'elasticità della domanda, in corrispondenza di un prezzo pari a 6, è pari a: 1/2. 3/5. 3/4. 3/2.

05. Se un prodotto è poco sostituibile, la sua domanda è: Molto elastica. Molto rigida. Rigida. Elastica.

06. Si consideri la seguente funzione di domanda (grafico verticale). In ogni suo punto, la domanda è: Rigida. Elastica. Perfettamente elastica. Perfettamente rigida.

07. L'elasticità della domanda è: Maggiore nel lungo periodo. Indipendente dal tempo. Nessuna delle risposte precedenti. Maggiore nel breve periodo.

08. Si consideri la seguente funzione di domanda: $P = 10 - 2Q_d$. L'elasticità della domanda, in corrispondenza di un prezzo pari a 4, è pari a: 8/3. 3/2. 2/3. 3/8.

09. Se l'elasticità incrociata della domanda del bene x al prezzo del bene y è negativa: I beni sono sostituti. I beni sono indipendenti. I beni sono necessari. I beni sono complementari.

10. Se l'elasticità [della domanda rispetto] al reddito è negativa: Il bene x è normale. Il bene x è complementare. Il bene x è inferiore. Il bene x è preferito.

11. Se l'elasticità [della domanda] del bene x al reddito è maggiore di uno: Nessuna delle risposte precedenti. Il bene x è normale. Il bene x è di lusso. Il bene x è necessario.

12. L'elasticità incrociata della domanda al prezzo è pari al rapporto tra: La variazione percentuale della quantità del bene x e la variazione del prezzo del bene y. La variazione della quantità del bene x e la variazione del prezzo del bene y. La variazione percentuale della quantità del bene x e la variazione percentuale del prezzo del bene y. La variazione percentuale della quantità del bene x e la variazione percentuale del prezzo del bene x.

13. Se l'elasticità incrociata della domanda del bene x al reddito è positiva: Il bene x è normale. Il bene x è sostituto. Il bene x è preferito. Il bene x è inferiore.

14. L'elasticità incrociata della domanda al reddito è pari al rapporto tra: La variazione percentuale della quantità del bene x e la variazione del reddito. La quantità del bene x e il reddito. La variazione della quantità del bene x e la variazione del reddito. La variazione percentuale della quantità del bene x e la variazione percentuale del reddito.

15. Se l'elasticità incrociata della domanda del bene x al prezzo del bene y è positiva: I beni sono indipendenti. I beni sono sostituti. I beni sono complementari. I beni sono necessari.

16. Si consideri la seguente funzione di domanda: $P = 10 - Q_d$. L'elasticità della domanda, in corrispondenza di un prezzo pari a 8, è pari a: 8. 2. 4. 1.

01. Si consideri la seguente funzione di domanda: $Q(A) = 100 - P(A) + P(B) + 0.5Y$. Dati i seguenti valori: $P(A) = 10$, $P(B) = 30$, $Y = 60$. I beni A e B sono: Privilegiati. Complementari. Indipendenti. Sostituti.

02. Il capitale di rischio: E' fornito dai soci e ha l'obbligo della remunerazione. E' fornito dai creditori e ha l'obbligo della remunerazione. E' fornito dai creditori e non ha l'obbligo della remunerazione. E' fornito dai soci e non ha l'obbligo della remunerazione.

03. Il fabbisogno finanziario di un'impresa può essere coperto con: Capitale di rischio e capitale di credito. Tutte le risposte precedenti. Capitale circolante e capitale di credito. Capitale di rischio e capitale circolante.

04. Si consideri la seguente formula: In questo modo si esprime: L'elasticità incrociata della domanda del bene A al prezzo del bene B. L'elasticità incrociata della domanda del bene B al prezzo del bene A. L'elasticità al prezzo della domanda del bene A. L'elasticità incrociata della domanda del bene A al reddito.

05. Sia data la seguente formula: In questo modo si esprime: L'elasticità incrociata della domanda del bene A al reddito. L'elasticità incrociata del bene A al prezzo del bene B. L'elasticità della domanda del bene A al prezzo. Nessuna delle risposte precedenti.

06. Il capitale di terzi: E' fornito dai creditori e non ha l'obbligo della remunerazione. E' fornito dai soci e ha l'obbligo della remunerazione. E' fornito dai soci e non ha l'obbligo della remunerazione. E' fornito dai creditori e ha l'obbligo della remunerazione.

07. In un'impresa il soggetto giuridico: Assume gli obblighi e i diritti verso terzi e orienta l'attività aziendale. Nessuna delle risposte precedenti. Orienta l'attività aziendale. Assume gli obblighi e i diritti verso terzi.

08. Nelle società di capitali i soci sono: Responsabili non solidalmente e limitatamente. Responsabili solidalmente e limitatamente. Responsabili solidalmente e illimitatamente. Responsabili non solidalmente e illimitatamente.

09. Nelle società di persone i soci sono: Responsabili solidalmente e limitatamente. Responsabili non solidalmente e illimitatamente. Responsabili solidalmente e illimitatamente. Responsabili non solidalmente e limitatamente.

10. Le forme giuridiche di società previste dal nostro ordinamento sono: La società di persone e la società di capitale. La società di persone, la società di capitale e la società no-profit. La società di persone, la società di capitale e la società cooperativa. La società di persone, la società no-profit e la società cooperativa.

11. In un'impresa il soggetto economico: Orienta l'attività aziendale. Assume gli obblighi e i diritti verso terzi. Nessuna delle risposte. Assume gli obblighi e i diritti verso terzi e orienta l'attività aziendale.

12. Si consideri la seguente funzione di domanda: Q(A) = 100 - P(A) + 4P(B) + 0,1Y. Dati i seguenti valori: P(A) = 40, P(B) = 5, Y = 200. L'elasticità incrociata della domanda del bene A al reddito è pari a: 0.2. 0.1. 2. 2.

13. Si consideri la seguente funzione di domanda: Q(A) = 100 - P(A) + 0,5Y. Dati i seguenti valori: P(A) = 10, Y = 60. I beni A e B sono: Sostituti. Indipendenti. Normali. Complementari.

14. Si consideri la seguente funzione di domanda: Q(A) = 200 - P(A) + 2P(B) - 0,1Y. Dati i seguenti valori: P(A) = 20, P(B) = 10, Y = 2000. Il bene A è: Un bene necessario. Un bene inferiore. Un bene di lusso. Un bene normale.

15. Si consideri la seguente funzione di domanda: Q(A) = 200 - P(A) + 2P(B) + 0,1Y. Dati i seguenti valori: P(A) = 20, P(B) = 10, Y = 2000. L'elasticità incrociata della domanda del bene A rispetto al reddito è pari a: 0.2. 0.5. 0.4. 0.1.

16. Si consideri la seguente funzione di domanda: Q(A) = 200 - P(A) + 2P(B) + 0,1Y. Dati i seguenti valori: P(A) = 20, P(B) = 10, Y = 2000. Il bene A è: Un bene normale. Nessuna delle risposte precedenti. Un bene inferiore. Un bene di lusso.

17. Si consideri la seguente funzione di domanda: Q(A) = 200 - P(A) + 4P(B) + 0,2Y. Dati i seguenti valori: P(A) = 40, P(B) = 10, Y = 1000. L'elasticità incrociata della domanda del bene A al reddito è pari a: 0.2. 5. 1. 0.5.

18. Si consideri la seguente funzione di domanda: Q(A) = 100 - P(A) + 0,5Y. Dati i seguenti valori: P(A) = 10, Y = 60. L'elasticità incrociata della domanda del bene A al prezzo del bene B è pari a: 0. 2. -1. 1.

19. Si consideri la seguente funzione di domanda: Q(A) = 100 - P(A) - 2P(B) + 0,1Y. Dati i seguenti valori: P(A) = 200, P(B) = 900, Y = 199000. L'elasticità incrociata rispetto al reddito del bene A è pari a: 11. 1. 1.1. 0.1.

20. Si consideri la seguente funzione di domanda: Q(A) = 100 - P(A) + P(B) + 0,5Y. Dati i seguenti valori: P(A) = 10, P(B) = 30, Y = 60. L'elasticità incrociata della domanda del bene A al prezzo del bene B è pari a: -2. 2. 1. 5.

21. Si consideri la seguente funzione di domanda: Q(A) = 100 - P(A) - 2P(B) + 0,1Y. Dati i seguenti valori: P(A) = 200, P(B) = 900, Y = 199000. Il bene A è: Un bene inferiore. Un bene necessario. Nessuna delle risposte precedenti. Un bene di lusso.

22. Si consideri la seguente funzione di domanda: Q(A) = 100 - P(A) - P(B) + 0,5Y. Dati i seguenti valori: P(A) = 10, P(B) = 20, Y = 60. I beni A e B sono: Sostituti. Indipendenti. Complementari. Simili.

23. Si consideri la seguente funzione di domanda: Q(A) = 100 - P(A) - P(B) + 0,5Y. Dati i seguenti valori: P(A) = 10, P(B) = 20, Y = 60. L'elasticità incrociata della domanda del bene A al prezzo del bene B è pari a: 0.2. -1. 1. -0.2.

01. La struttura organizzativa divisionale è caratterizzata da: Nessuna delle risposte precedenti. Una precisa definizione dei compiti e delle responsabilità. Un'elevata efficienza dovuta alla specializzazione. Una scarsa flessibilità al cambiamento dell'ambiente esterno.

02. La struttura organizzativa funzionale è caratterizzata da: Una maggiore snellezza operativa. Elevati costi organizzativi. Tutte le risposte precedenti. Nessuna delle riposte precedenti.

03. La struttura organizzativa divisionale è caratterizzata da: Un efficace processo di formulazione delle strategie. Elevati costi organizzativi. Un'elevata snellezza operativa. Tutte le risposte precedenti.

04. La struttura organizzativa funzionale è caratterizzata da: Una precisa definizione dei compiti e delle responsabilità. Una scarsa flessibilità al cambiamento dell'ambiente esterno. Tutte le risposte precedenti. Un'elevata efficienza dovuta alla specializzazione.

05. Il capitale di comando è: Posseduto dagli azionisti di maggioranza interessati alla gestione dell’azienda. Posseduto dagli azionisti di minoranza. Posseduto dagli azionisti di maggioranza. Posseduto dagli azionisti di minoranza interessati alla gestione dell’azienda.

06. L'economia aziendale riconosce i seguenti istituti: Famiglia e impresa. Famiglia, impresa, Stato e istituti no-profit. Famiglia, azienda di produzione e azienda pubblica. Famiglia, azienda, Stato e istituti no-profit.

07. L’approvazione del bilancio è compito del: Assemblea degli azionisti. Società di revisione. Collegio sindacale. Consiglio di amministrazione.

08. In un’impresa manageriale: Soggetto giuridico e soggetto economico coincidono nella figura degli azionisti. Soggetto giuridico e soggetto economico coincidono nella figura del manager. Soggetto giuridico coincide nella figura del manager mentre il soggetto economico coincide con gli azionisti. Soggetto giuridico coincide con gli azionisti mentre il soggetto economico coincide nella figura del manager.

09. Il capitale controllato è: Posseduto dagli azionisti di minoranza. Posseduto dagli azionisti di maggioranza. Posseduto dagli azionisti di maggioranza interessati alla gestione dell’azienda. Posseduto dagli azionisti di minoranza interessati alla gestione dell’azienda.

10. Una struttura organizzativa funzionale è caratterizzata da: Un efficace processo di formulazione delle strategie. Una precisa definizione dei compiti e delle responsabilità. Elevati costi organizzativi. Possibili conflitti fra i responsabili delle singole unità organizzative.

11. Una struttura organizzativa divisionale è caratterizzata da: Una scarsa flessibilità al cambiamento dell'ambiente esterno. La possibilità di conflitti fra gli obiettivi perseguiti dalle unità funzionali e gli obiettivi generali dell’impresa. Una precisa definizione dei compiti e delle responsabilità. Una maggiore snellezza operativa.

12. Una struttura organizzativa funzionale è caratterizzata da: Una scarsa flessibilità al cambiamento dell'ambiente esterno. Elevati costi organizzativi. Un efficace processo di formulazione delle strategie. Un'elevata snellezza operativa.

13. Le gestioni che caratterizzano un'azienda sono: Caratteristica , straordinaria, patrimoniale, finanziaria e tributaria. Caratteristica , straordinaria, patrimoniale, finanziaria e operativa. Caratteristica , accessoria, patrimoniale, finanziaria e tributaria. Caratteristica , accessoria, straordinaria, finanziaria e immobiliare.

14. L’ordine strettamente economico di ogni istituto si definisce: Obiettivo. Impresa. Strategia. Azienda.

15. Le caratteristiche di un istituto sono: Dinamicità, durabilità e autonomia. Dinamicità, convergenza e dipendenza. Staticità, durabilità e autonomia. Dinamicità, durabilità e dipendenza.

16. La struttura organizzativa di un'azienda: Rappresenta l’insieme dei processi che permettono il funzionamento ottimale dell'azienda. Rappresenta l’insieme dei processi che permettono il funzionamento ottimale del sistema organizzativo. Esprime i criteri con cui si attua la divisione tecnica e professionale del lavoro fra i soggetti che operano nell'impresa. Esprime i criteri con cui si attribuioscono le mansioni fra i soggetti che operano nell'impresa.

17. I meccanismi operativi definiscono: L’insieme dei processi che permettono il funzionamento ottimale del sistema produttivo. I criteri con cui si distribuiscono le mansioni fra i soggetti che operano nell'impresa. L’insieme dei processi che permettono il funzionamento ottimale del sistema organizzativo. I criteri con cui si attua la divisione tecnica e professionale del lavoro fra i soggetti che operano nell'impresa.

18. La struttura organizzativa funzionale è caratterizzata da: Una elevata snellezza operativa. Tutte le risposte precedenti. Una precisa definizione dei compiti e delle responsabilità. Un efficace processo di formulazione delle strategie.

19. Nella struttura organizzativa funzionale: La direzione generale ha il compito di definire la strategia complessiva dell'impresa. La direzione generale delega tutte le funzioni a singole unità organizzative. La direzione generale delega alcune funzioni a singole unità organizzative. La direzione generale non ha il pieno controllo delle risorse aziendali.

20. Nella struttura organizzativa divisionale: La direzione generale ha il compito di definire la strategia complessiva. La direzione generale non può raccogliere le risorse finanziarie da allocare alle divisioni. La direzione generale delega alcune funzioni a singole unità organizzative. La direzione generale non delega alcune funzione a singole unità organizzative.

01. Le società cooperative sono caratterizzate da: Un numero massimo di soci. Un capitale minimo sottoscritto. Uno scopo reddituale. Uno scopo mutualistico.

02. Il soggetto economico è: Tutte le risposte precedenti. Una persona fisica. Nessuna delle risposte precedenti. Una persona giuridica.

03. Le imprese a proprietà diffusa sono caratterizzate da: Una struttura proprietaria articolata. Una sovrapposizione tra proprietà (azionisti) e controllo (manager). Una struttura proprietaria unitaria. Una netta separazione tra proprietà (azionisti) e controllo (manager).

04. L'impresa a proprietà chiusa è caratterizzata da: Una struttura proprietaria unitaria. Una struttura proprietaria articolata. Una struttura proprietaria parcellizzata. Una netta separazione tra proprietà (azionisti) e controllo (manager).

05. Il soggetto giuridico è: Nessuna delle risposte precedenti. Una persona fisica. Tutte le risposte precedenti. Una persona giuridica.

06. In Italia il modello di governance più diffuso è: A proprietà diffusa. A proprietà articolata. A proprietà chiusa. A proprietà ristretta.

07. La public company è un esempio di modello di governance: A proprietà chiusa. A proprietà articolata. A proprietà diffusa. A proprietà ristretta.

08. La società a responsabilità limitata è: Una società di capitali. Una società per azioni. Una società di persone. Una società individuale.

09. Le PMI adottano un modello di governance: A proprietà articolata. A proprietà ristretta. A proprietà chiusa. A proprietà diffusa.

10. La società in nome collettivo è un esempio di: Società di persone. Società di capitali. Società per azioni. Società cooperativa.

11. Le società cooperative sono caratterizzate da: Un numero minimo di soci. Una scopo reddittuale. Un limite minimo di capitale sottoscritto. Un numero massimo di soci.

12. La forma organizzativa a matrice: E’ decentrata. Non può essere né accentrata né decentrata. E’ accentrata. Può essere accentrata o decentrata.

13. La forma organizzativa funzionale: Non può essere né accentrata né decentrata. E’ decentrata. Può essere accentrata o decentrata. E’ accentrata.

14. La forma organizzativa divisionale: E’ decentrata. E’ accentrata. Non può essere né accentrata né decentrata. Può essere accentrata o decentrata.

01. Si consideri la seguente funzione di produzione: Q=L^2K. La produttività marginale, con K=2 è: 2. L. 2L. 4L.

02. La legge dei rendimenti marginali decrescenti è valida: Se tutti i fattori produttivi sono variabili. Solo nel breve periodo. Solo nel lungo periodo. Sia nel breve che nel lungo periodo.

03. Il prodotto marginale eguaglia il prodotto medio: Nel punto di minimo del prodotto medio. Mai. Sempre. Nel punto di massimo del prodotto medio.

04. Il prodotto marginale eguaglia il prodotto medio: Nel punto di massimo del prodotto marginale. Sempre. Mai. Nel punto di massimo del prodotto medio.

05. Gli input di un'impresa sono: I beni e i servizi intermedi, il lavoro diretto ed indiretto, il capitale fisico e il capitale finanziario. I beni e i servizi intermedi, il lavoro indiretto, il capitale fisico e il capitale tecnico. I beni e i servizi finali, il lavoro diretto ed indiretto, il capitale tecnico e il capitale finanziario. I beni e i servizi finali, il lavoro diretto, il capitale fisico e il capitale finanziario.

06. Il prodotto medio del fattore produttivo lavoro è pari a: Q/L. Q/ΔL. ΔQ/ΔL. ΔQ/L.

07. Si consideri la seguente funzione di produzione: Q=LK^2. La produttività media con K=4 è: L. 4L. 16. 16L.

09. Nel lungo periodo gli input possono essere: Disponibili in quantità fissa e variabile. Disponibili esclusivamente in quantità variabile. Disponibili in quantità fissa o variabile. Disponibili esclusivamente in quantità fissa.

08. La seguente funzione rappresenta: La funzione di produzione di lungo periodo. La funzione di costo totale. La funzione di costo variabile. La funzione di produzione di breve periodo.

10. Nel breve periodo gli input possono essere: Disponibili in quantità fissa e variabile. Disponibili esclusivamente in quantità fissa. Disponibili esclusivamente in quantità variabile. Disponibili in quantità fissa o variabile.

11. Si consideri la seguente funzione di produzione: Q=LK^2. La produttività marginale con K=4 è: 16L. L. 2L. 16.

12. Si consideri la seguente funzione di produzione: Q=L^2K. La produttività media del fattore lavoro con K=2 è: 2L. 4L. L. 4.

13. La seguente funzione rappresenta: La funzione di costo totale. La funzione di costo marginale. La funzione di produzione di lungo periodo. La funzione di produzione di breve periodo.

14. Il prodotto marginale del fattore produttivo lavoro è pari a: ΔQ/ΔL. Q/L. Q/ΔL. ΔQ/L.

15. Si consideri la seguente funzione di produzione: $Q=LK$. La produttività marginale del fattore lavoro con $K=2$ è: K. L. 1/2. 2.

16. Si consideri la seguente funzione di produzione: $Q=LK$. La produttività media del fattore lavoro con $K=2$ è: K. 3. L. 2.

01. Si consideri la seguente funzione di costo totale di breve periodo: CT=10+2Q. Il costo medio totale è: 2. 10 + 2/Q. 2. 10/Q + 2.

02. Si consideri la seguente funzione di produzione: Q=LK. Sapendo che w=20 e r=10 con un K=5, la funzione di costo totale è: 2Q+50. 4Q+50. 4Q+5. 2Q+5.

03. Si consideri la seguente funzione di produzione: Q=2LK. Sapendo che w=20 e r=10 con un K=10, la funzione di costo medio fisso è: 10/Q. 10. 100. 100/Q.

04. Il costo medio totale di breve periodo è pari a: CT/Q. CMEV+CMEF. Tutte le risposte precedenti. Nessuna delle risposte precedenti.

05. Il costo fisso: Non parte dall’origine degli assi e si rappresenta con una linea parallela all’asse delle ascisse. Parte dall’origine degli assi e cresce, inizialmente, in modo più che proporzionale e, successivamente, in modo meno che proporzionale. Non parte dall’origine degli assi e si rappresenta con una linea parallela all’asse delle ordinate. Parte dall’origine degli assi e cresce, inizialmente, in modo meno che proporzionale e, successivamente, in modo più che proporzionale.

07. Il costo medio variabile è: Decrescente. Crescente. Inizialmente decrescente e poi crescente. Sempre costante.

08. Il costo medio fisso è: Inizialmente decrescente e poi crescente. Sempre costante. Crescente. Decrescente.

09. Il costo marginale di breve periodo: Ha una relazione negativa con la produttività media del lavoro. Ha una relazione positiva con la produttività marginale del lavoro. Ha una relazione negativa con la produttività marginale del lavoro. Ha una relazione positiva con la produttività media del lavoro.

10. Il costo medio variabile: Ha una relazione positiva con la produttività marginale del lavoro. Ha una relazione negativa con la produttività marginale del lavoro. Ha una relazione negativa con la produttività media del lavoro. Ha una relazione positiva con la produttività media del lavoro.

06. Si consideri il seguente grafico: Le funzioni rappresentate sono: Le funzioni di costo totale di breve periodo. Le funzioni di costo di lungo periodo. Le funzioni di costo medio di breve periodo. Le funzioni di costo medio di lungo periodo.

11. Si consideri la seguente funzione di produzione: Q=2LK. Sapendo che w=20 e r=10 con un K=10, la funzione di costo totale è: CT=2Q+100. CT=2Q+10. CT=Q+10. CT=Q+100.

12. Si consideri la seguente funzione di produzione: Q=LK. Sapendo che w=20 e r=10 con un K=5, la funzione di costo medio fisso è: 5. 50. 50/Q. 5/Q.

13. Il costo variabile: Parte dall’origine degli assi e cresce, inizialmente, in modo più che proporzionale e, successivamente, in modo meno che proporzionale. Parte dall’origine degli assi e cresce, inizialmente, in modo meno che proporzionale e, successivamente, in modo più che proporzionale. Non parte dall’origine degli assi e si rappresenta con una linea parallela all’asse delle ascisse. Non parte dall’origine degli assi e cresce, inizialmente, in modo più che proporzionale e, successivamente, in modo meno che proporzionale.

14. Un esempio di costo fisso di produzione è: Il costo del lavoro manuale. Il costo delle materie prime. L'energia elettrica. L’affitto di un impianto.

15. Un esempio di costo variabile di produzione è: L’affitto di un impianto. Il costo delle materie prime. Le spese amministrative. La pubblicità.

16. Si consideri la seguente funzione di costo totale di breve periodo: CT=10+2Q. Il costo marginale è: Q. 1. 10. 2.

01. Una funzione di produzione presenta rendimenti di scala crescenti se: La produzione aumenta in modo proporzionale, in seguito all'aumento di tutti i fattori produttivi. La produzione aumenta in modo meno che proporzionale, in seguito all'aumento di tutti i fattori produttivi. La produzione aumenta in modo proporzionale, in seguito all'aumento di alcuni fattori produttivi. La produzione aumenta in modo più che proporzionale, in seguito all'aumento di tutti i fattori produttivi.

02. Si consideri il seguente grafico: In questo modo si rappresenta: La funzione di costo medio totale di breve periodo. La funzione di costo totale di breve periodo. La funzione di costo totale di lungo periodo. La funzione di costo medio totale di lungo periodo.

03. Una funzione di produzione presenta rendimenti di scala costanti se: La produzione aumenta in modo più che proporzionale, in seguito all'aumento di alcuni fattori produttivi. La produzione aumenta in modo proporzionale, in seguito all'aumento di tutti i fattori produttivi. La produzione aumenta in modo meno che proporzionale, in seguito all'aumento di tutti i fattori produttivi. La produzione aumenta in modo più che proporzionale, in seguito all'aumento di tutti i fattori produttivi.

04. Ipotizzando di moltiplicatore tutti i fattori produttivi per un parametro A>1, la funzione di produzione Q presenta rendimenti di scala crescenti se: Q'=AQ. Q'<AQ. Q'>AQ. Q'=Q.

05. Ipotizzando di moltiplicare tutti i fattori produttivi per un parametro A>1, la funzione di produzione Q presenta rendimenti di scala costanti se: Q'<AQ. Q'<Q. Q'=AQ. Q'>AQ.

06. Una funzione di produzione presenta rendimenti di scala decrescenti se: La produzione aumenta in modo più che proporzionale, in seguito all'aumento di tutti i fattori produttivi. La produzione aumenta in modo proporzionale, in seguito all'aumento di tutti i fattori produttivi. La produzione aumenta in modo meno che proporzionale, in seguito all'aumento di tutti i fattori produttivi. La produzione aumenta in modo meno che proporzionale, in seguito all'aumento di alcuni fattori produttivi.

05. Ipotizzando di moltiplicare tutti i fattori produttivi per un parametro A>1, la funzione di produzione Q presenta rendimenti di scala costanti se: Q'<AQ. Q'=AQ. Q'>AQ. Q'<Q.

08. Il costo marginale eguaglia il costo medio totale: Mai. Nel punto di minimo del costo medio. Nel punto di minimo del costo marginale. Sempre.

09. Il costo marginale eguaglia il costo medio totale: Nel punto di minimo del costo medio totale. In ogni punto del costo medio. Nel punto di massimo del costo medio totale. Mai.

10. Il costo marginale è pari a: CT/Q. CT/ΔQ. ΔCT/Q. ΔCT/ΔQ.

11. Si consideri la seguente funzione di costo medio di lungo periodo: Le diseconomie di scala si hanno nel tratto: CD. BD. AB. BC.

12. Il costo medio è pari a: CT/Q. ΔCT/ΔQ. ΔCT/Q. CT/ΔQ.

13. Si consideri la seguente funzione di costo medio di lungo periodo: Si raggiunge la dimensione ottima nel tratto: AD. BC. AB. CD.

14. Si consideri la seguente funzione di costo medio di lungo periodo: Le economie di scala si hanno nel tratto: AB. BC. CD. AC.

15. Il ricavo marginale è pari a: RT/ΔQ. ΔRT/Q. ΔRT/ΔQ. RT/Q.

16. Il massimo profitto economico si ottiene uguagliando: Ricavi unitari e costi unitari. Ricavi marginali e costi marginali. Ricavi totali e costi totali. Ricavi medi e costi medi.

17. Il ricavo marginale è il ricavo ottenuto: Dalla vendita totale del prodotto. Dalla vendita di un’unità di prodotto. Dalla vendita della prima unità di prodotto. Dalla vendita dell’ultima unità di prodotto.

01. La scala di produzione esprime: La quantità prodotta al massimo dei costi da una determinata combinazione produttiva. La quantità prodotta per ogni combinazione produttiva. La quantità prodotta alla massima efficienza da una determinata combinazione produttiva. La quantità prodotta al minimo dei costi da una determinata combinazione produttiva.

02. La dimensione ottima o scala efficiente si ha: Nel punto di minimo dei costi medi di breve periodo. Nel punto di minimo dei costi medi di lungo periodo. Nel punto di incontro tra costo medio e costo marginale nel breve periodo. Nel punto di minimo dei costi marginali di breve periodo.

03. La dimensione ottima o scala efficiente si ha: Ambedue le risposte precedenti. Nel punto di minimo dei costi medi di lungo periodo. Nessuna delle risposte precedenti. Nel punto di incontro tra costo medio e costo marginale nel lungo periodo.

04. Si hanno economie di scala quando: Il costo medio di produzione di un determinato bene o servizio si mantiene costante. Il costo marginale di produzione di un determinato bene o servizio aumenta. Il costo medio di produzione di un determinato bene o servizio aumenta. Il costo medio di produzione di un determinato bene o servizio diminuisce.

05. I costi espliciti sono pari a: Costo d’acquisto dei fattori produttivi. Costi delle materie prime. Remunerazione minima garantita all’imprenditore per lo svolgimento dell’attività d’impresa. Costi del lavoro.

06. Il profitto normale è pari a: Ricavi di vendita. Ricavi di vendita - costi espliciti - costi impliciti. Ricavi di vendita - costi espliciti. Ricavi di vendita - costi impliciti.

07. I costi impliciti sono pari a: Costi del lavoro diretto e indiretto. Costi delle materie prime. Costi d’acquisto dei fattori produttivi. Remunerazione minima garantita all’imprenditore per lo svolgimento dell’attività d’impresa.

08. Si considerino i seguenti dati: P=20, CT=30+Q^2. Il profitto economico è pari a: 70. 100. 130. 200.

09. Si consideri il seguente grafico: Il massimo profitto viene raggiunto: In un punto intermedio tra A e B. In un punto intermedio tra A e B, in corrispondenza della massima distanza tra RT e CT. Nel punto A. Nel punto B.

10. L'obiettivo dell'impresa è la massimizzazione: Dei ricavi totali. Del profitto economico. Del profitto normale. Del valore dell'impresa.

11. Si hanno diseconomie di scala quando: Il costo marginale di produzione di un determinato bene o servizio aumenta. Il costo medio di produzione di un determinato bene o servizio si mantiene costante. Il costo medio di produzione di un determinato bene o servizio aumenta. Il costo medio di produzione di un determinato bene o servizio diminuisce.

12. Il profitto economico è pari a: Ricavi totali. Ricavi totali - costi impliciti. Ricavi totali - costi espliciti - costi impliciti. Ricavi totali - costi espliciti.

13. Siano dati i seguenti dati: P=40, CT=50+2Q². Il profitto economico è pari a: 150. 200. 50. 400.

14. Si consideri il seguente grafico: Il profitto economico è nullo: Tutte le risposte precedenti. Nel punto B. Nessuna delle risposte precedenti. Nel punto A.

01. Le caratteristiche dell’oligopolio sono: Molte imprese, prodotto differenziato, presenza di barriere all’entrata e capacità delle imprese di determinare il prezzo. Poche imprese, prodotto omogeneo o differenziato, presenza di barriere all’entrata e possibilità delle imprese di determinare il prezzo. Molte imprese, prodotto differenziato, presenza di barriere all’entrata e capacità delle imprese di determinare il prezzo. Poche imprese, prodotto omogeneo, presenza di barriere all’entrata e capacità delle imprese di determinare il prezzo.

02. Le caratteristiche della concorrenza perfetta sono: Molte imprese, prodotto omogeneo, assenza di barriere all’entrata e impossibilità delle imprese di determinare il prezzo. Poche imprese, prodotto omogeneo, presenza di barriere all’entrata e capacità delle imprese di determinare il prezzo. Poche imprese, prodotto omogeneo, assenza di barriere all’entrata e capacità delle imprese di determinare il prezzo. Molte imprese, prodotto omogeneo, presenza di barriere all’entrata e impossibilità delle imprese di determinare il prezzo.

03. Le caratteristiche del monopolio sono: Unica impresa, prodotto unico, presenza di barriere all’entrata e incapacità delle impresa di determinare il prezzo. Unica impresa, prodotto unico, presenza di barriere all’entrata e capacità delle imprese di determinare il prezzo. Unica impresa, prodotto omogeneo, assenza di barriere all’entrata e impossibilità delle imprese di determinare il prezzo. Poche imprese, prodotto omogeneo, assenza di barriere all’entrata e impossibilità delle impresa di determinare il prezzo.

04. Le barriere finanziarie sono un esempio di: Barriera all'entrata naturale. Barriera all'entrata istituzionale. Barriera all'entrata competitiva. Barriera all'entrata economica.

05. Le caratteristiche della concorrenza monopolistica sono: Molte imprese, prodotto differenziato, assenza di barriere all’entrata e parziale capacità delle imprese di determinare il prezzo. Poche imprese, prodotto differenziato, assenza di barriere all’entrata e capacità delle imprese di determinare il prezzo. Molte imprese, prodotto differenziato, presenza di barriere all’entrata e parziale capacità delle imprese di determinare il prezzo. Poche imprese, prodotto differenziato, presenza di barriere all’entrata e capacità delle imprese di determinare il prezzo.

06. I brevetti sono un esempio di: Barriera all'entrata economica. Barriera all'entrata competitiva. Barriera all'entrata istituzionale. Barriera all'entrata naturale.

07. Le licenze sono un esempio di: Barriera all'entrata naturale. Barriera all'entrata economica. Barriera all'entrata competitiva. Barriera all'entrata istituzionale.

08. Le barriere tecnologiche sono un esempio di: Barriera all'entrata competitiva. Barriera all'entrata economica. Barriera all'entrata naturale. Barriera all'entrata istituzionale.

09. Le barriere di scala sono un esempio di: Barriera all'entrata economica. Barriera all'entrata competitiva. Barriera all'entrata istituzionale. Barriera all'entrata naturale.

10. Le barriere commerciali sono un esempio di: Barriera all'entrata economica. Barriera all'entrata competitiva. Barriera all'entrata istituzionale. Barriera all'entrata naturale.

11. Le barriere di differenziazione sono un esempio di: Barriera all'entrata naturale. Barriera all'entrata competitiva. Barriera all'entrata istituzionale. Barriera all'entrata economica.

01. In concorrenza perfetta il ricavo marginale: E’ superiore al prezzo di mercato. Coincide con il prezzo di mercato. E’ inferiore al prezzo di mercato. Coincide con il costo medio.

02. In concorrenza perfetta la curva di domanda dell’impresa: E’ inclinata positivamente. E’ inclinata negativamente. È verticale. E’ orizzontale.

03. In concorrenza perfetta nel breve periodo: Il profitto economico può essere positivo o negativo. Il profitto economico è nullo. Il profitto economico è sempre negativo. Il profitto economico è sempre positivo.

04. In concorrenza perfetta la curva di domanda dell’impresa: E’ infinitamente elastica. E’ elastica. E’ rigida. È anelastica.

05. In concorrenza perfetta il prezzo di chiusura corrisponde al: Punto di minimo del costo medio totale. Punto di minimo dei costi medi variabili. Punto di minimo del ricavo marginale. Punto di minimo del costo marginale.

06. Nel breve periodo, se il prezzo di mercato è superiore al costo medio totale: Per l’impresa è indifferente produrre o non produrre. Non esiste mercato. L’impresa non ha convenienza a produrre. L’impresa ha convenienza a produrre.

07. La curva di offerta dell’impresa in concorrenza perfetta (nel breve periodo): Coincide con il costo marginale sopra al prezzo di chiusura. Coincide con il costo medio totale. Coincide con il costo marginale. Coincide con il costo medio sopra al prezzo di chiusura.

08. Nel breve periodo se il prezzo di mercato è inferiore al costo medio totale: Per l’impresa è indifferente produrre o non produrre. L’impresa potrebbe continuare a produrre. L’impresa non ha convenienza a produrre. Non esiste mercato.

09. Se il prezzo di mercato è inferiore al costo medio variabile: Per l’impresa è indifferente produrre o non produrre. Non esiste mercato. L’impresa continua a produrre. L’impresa non ha convenienza a produrre.

10. Si consideri un mercato di concorrenza perfetta: L'impresa sta realizzando: Un profitto economico negativo. Un profitto economico nullo. Nessuna delle risposte precedenti. Un profitto economico positivo.

11. In concorrenza perfetta, il prezzo di mercato rappresenta: Il ricavo marginale dell'impresa. La curva di domanda dell'impresa. Il ricavo medio dell'impresa. Tutte le risposte precedenti.

12. Un'impresa, in concorrenza perfetta, non produce nel breve periodo se: P<CMeT. P>CMeV. P=CMeT. P<CMeV.

13. Si consideri il seguente grafico: In esso si rappresenta: L'equilibrio in concorrenza perfetta nel lungo periodo. L'equilibrio in concorrenza perfetta nel breve periodo. L'equilibrio di monopolio. La curva di offerta dell'impresa in concorrenza perfetta.

14. Si consideri il seguente equilibrio in concorrenza perfetta: Si può affermare che l'impresa: Ha un profitto economico positivo. Ha un profitto economico negativo. Nessuna delle risposte precedenti. Ha un profitto economico nullo.

15. Si consideri il seguente grafico: Si tratta di un mercato di: Concorrenza perfetta. Oligopolio. Concorrenza monopolistica. Monopolio.

01. Si ha efficienza allocativa quando: Il prezzo di mercato coincide con il costo medio totale. Gli extraprofitti sono positivi. Gli extraprofitti sono nulli. Il prezzo di mercato coincide con il costo marginale.

02. Nel lungo periodo in concorrenza perfetta, il numero delle imprese: Aumenta. Può aumentare o diminuire. Diminuisce. Rimane costante.

03. Si ha efficienza produttiva quando: Il prezzo di mercato coincide con il costo marginale. Il prezzo di mercato coincide con il costo medio totale. Il prezzo di mercato coincide con il minimo dei costi medi totali. Il prezzo di mercato coincide con il costo medio variabile.

04. In un mercato di concorrenza perfetta se il profitto nel breve periodo è nullo, nel lungo periodo il numero delle imprese: Può aumentare o diminuire. Aumenta. Rimane costante. Diminuisce.

05. In un mercato di concorrenza perfetta se il profitto nel breve periodo è negativo, nel lungo periodo il numero delle imprese: Aumenta. Rimane costante. Diminuisce. Può aumentare o diminuire.

06. Nel lungo periodo il mercato di concorrenza perfetta è in equilibrio quando: Il prezzo di mercato coincide con il minimo dei costi medi totali. Il prezzo di mercato coincide con il costo marginale. Ambedue le risposte precedenti. Nessuna delle risposte precedenti.

07. Si consideri il seguente grafico: In questo modo si rappresenta: L'equilibrio di oligopolio. L'equilibrio di monopolio. L'equilibrio in concorrenza perfetta nel breve periodo. L'equilibrio in concorrenza perfetta nel lungo periodo.

08. In un mercato di concorrenza perfetta se il profitto nel breve periodo è positivo, nel lungo periodo il numero delle imprese: Rimane costante. Diminuisce. Può aumentare o diminuire. Aumenta.

01. Nel lungo periodo il prezzo di mercato in monopolio: È variabile. Rimane costante. Diminuisce. Aumenta.

02. L’equilibrio in monopolio si trova: Nel tratto rigido della curva di domanda di mercato. Nel tratto elastico della curva di domanda di mercato. Tutte le risposte precedenti. Nel tratto ad elasticità unitaria della curva di domanda di mercato.

03. In monopolio il prezzo di mercato: E’ superiore al ricavo marginale. Nessuna delle risposte precedenti. E’ inferiore al ricavo marginale. Coincide con il ricavo marginale.

04. La curva di domanda per un’impresa in monopolio corrisponde: Alla curva del costo medio. Alla curva di ricavo marginale. Alla curva di domanda di mercato. Alla curva del costo marginale.

05. Si consideri un mercato di concorrenza perfetta, in cui un’impresa ha la seguente funzione di costo totale di lungo periodo: CT = Q^3 - 2Q^2 + 20Q. La quantità prodotta dall'impresa nel lungo periodo è pari a: 1/2. 2. 3. 1.

06. Si consideri un mercato di concorrenza perfetta, in cui un’impresa ha la seguente funzione di costo totale: CT = 5 + 2Q + 2Q^2. Sapendo che il prezzo di mercato è pari a 18, la quantità prodotta dall’impresa è: 2. 10. 8. 4.

07. Si consideri un mercato di concorrenza perfetta, in cui un’impresa ha la seguente funzione di costo totale: CT = 5 + 3Q + Q^2. Sapendo che il prezzo di mercato è pari a 7, la quantità prodotta dall’impresa è: 1. 4. 2. 3.

08. In un mercato di concorrenza perfetta, la domanda e l'offerta di mercato sono rispettivamente: Q_d = 100 - P, Q_s = -20 + P. Sapendo che il costo marginale della singola impresa è CMa = 3Q, la quantità prodotta dall'impresa nel breve periodo è: 6. 10. 20. 3.

09. In un mercato di concorrenza perfetta, la domanda e l'offerta di mercato sono rispettivamente: Q_d = 10 - 2P, Q_s = -50 + 2P. Sapendo che il costo marginale della singola impresa è CMa = 5Q, la quantità prodotta dall'impresa nel breve periodo è: 3. 2. 5. 1.

10. Si consideri un mercato di concorrenza perfetta, in cui un’impresa ha la seguente funzione di costo totale di lungo periodo: CT = 2Q^3 - Q^2 + 10Q. La quantità prodotta dall'impresa nel lungo periodo è pari a: 1. 1/4. 1/2. 2.

01. Lo sconto sulle quantità è un esempio di: Discriminazione di prezzo di primo ordine. Interdipendenza strategica. Discriminazione di prezzo di secondo ordine. Discriminazione di prezzo di terzo ordine.

02. La perdita netta di monopolio è minima: Con la discriminazione di prezzo di primo ordine. Con il monopolio puro. Con la discriminazione di prezzo di terzo ordine. Con la discriminazione di prezzo di secondo ordine.

03. Gli sconti under 16 sui biglietti dello stadio sono un esempio di: Discriminazione di prezzo di primo ordine. Discriminazione di prezzo di terzo ordine. Interdipendenza strategica. Discriminazione di prezzo di secondo ordine.

04. In monopolio si ha: Tutte le risposte precedenti. Efficienza produttiva. Efficienza allocativa. Nessuna delle risposte precedenti.

05. In monopolio, il ricavo marginale ha un'inclinazione: Minore alla curva di domanda di mercato. Pari alla curva di domanda di mercato. Pari al doppio della curva di domanda di mercato. Pari alla metà della curva di domanda di mercato.

06. Si consideri il seguente grafico: In questo modo si rappresenta un equilibrio nel mercato di: Monopolio. Concorrenza monopolistica nel lungo periodo. Concorrenza perfetta nel breve periodo. Oligopolio.

07. In monopolio il prezzo è: Superiore al ricavo marginale. Superiore al costo marginale. Tutte le risposte precedenti. Superiore al costo medio minimo.

08. L'equilibrio di monopolio: Può cambiare solo nel lungo periodo. Può cambiare in seguito al cambiamento dei gusti del consumatore. Non può mai cambiare. Può cambiare in seguito all'ingresso di nuove imprese.

09. L'equilibrio di monopolio: Può cambiare solo nel lungo perido. Può cambiare in seguito al cambiamento dei costi del produttore. Può cambiare in seguito al cambiamento dei gusti del produttore. Non può mai cambiare.

10. In monopolio il prezzo è: Nessuna delle risposte precedenti. Superiore al costo medio minimo. Pari al costo medio minimo. Inferiore al costo medio minimo.

11. Data la curva di domanda di mercato P=a-bQ, il ricavo marginale di un'impresa in monopolio è pari a: RMa=a. RMa=a-4b. RMa=a-2b. RMa=P.

01. Nel lungo periodo, in concorrenza monopolistica, l’equilibrio si trova: Nel punto di massimo dei costi medi totali. Nel punto di minimo dei costi medi totali. Nel tratto crescente del costo medio totale. Nel tratto decrescente dei costi medi totali.

02. La discriminazione di prezzo non è possibile nel caso in cui: Non è possibile riconoscere il prezzo di riserva dei consumatori. Non c'è possibilità di arbitraggio. Tutte le risposte precedenti. La curva di domanda è inclinata negativamente.

03. La discriminazione di prezzo è possibile nel caso in cui: Si conosce il prezzo di riserva dei consumatori. La curva di domanda è inclinata negativamente. Tutte le risposte precedenti. Non c'è arbitraggio.

04. In concorrenza monopolistica il ricavo marginale: E’ inferiore al prezzo di mercato. E’ superiore al prezzo di mercato. Coincide con il prezzo di mercato. Coincide con il costo medio.

05. In concorrenza monopolistica si ha: Efficienza economica. Nessuna delle risposte precedenti. Tutte le risposte precedenti. Efficienza distributiva.

06. Si consideri il seguente grafico: In questo modo si rappresenta: Il monopolio naturale. Un mercato di monopolio. Un mercato di concorrenza monopolistica. La discriminazione di prezzo perfetta.

07. Si consideri il seguente grafico: L'area evidenziata rappresenta: Il profitto del monopolista con discriminazione perfetta. Nessuna delle risposte precedenti. La perdita netta di monopolio. Il surplus del consumatore in monopolio.

08. La discriminazione di prezzo non è possibile nel caso in cui: C'è possibilità di arbitraggio. Nessuna delle risposte precedenti. E' possibile conoscere i prezzi di riserva dei consumatori. La curva di domanda è inclinata negativamente.

09. Nella concorrenza monopolistica la curva di domanda dell’impresa: E’ inclinata positivamente. E’ orizzontale. È verticale. E’ inclinata negativamente.

10. Nella concorrenza monopolistica la curva di domanda dell’impresa: E’ meno inclinata della curva di domanda di mercato. E’ più inclinata della curva di domanda di mercato. Coincide con il ricavo marginale. E’ inclinata come la curva di domanda di mercato.

11. In caso di discriminazione perfetta (o del primo ordine), il surplus del consumatore è: Nullo. Minimo. Massimo. Positivo.

12. In monopolio, rispetto alla concorrenza perfetta, il surplus del produttore è: Non determinabile. Superiore. Inferiore. Minore.

13. Si consideri il seguente grafico relativo ad un mercato di monopolio: L'area evidenziata rappresenta: Il surplus del consumatore. Il profitto del monopolista. La perdita netta di monopolio. La perdita del monopolista.

14. In monopolio, rispetto alla concorrenza perfetta, il surplus del consumatore è: Non è determinabile. Superiore. Inferiore. Uguale.

15. Nel lungo periodo, in concorrenza monopolistica, il profitto economico è: Positivo. Negativo. Nullo. Tutte le risposte precedenti.

01. L’interdipendenza strategica è una caratteristica del: Monopolio. Concorrenza monopolistica. Concorrenza perfetta. Oligopolio.

02. La leadership di prezzo è un esempio di: Collusione tacita. Nessuna delle due risposte precedenti. Monopolio. Collusione esplicita.

03. Si consideri un mercato monopolistico, in cui un’impresa ha la seguente funzione di costo totale: CT=3Q^2. Sapendo che la domanda di mercato è pari a P=140-2Q, la quantità prodotta dall’impresa è: 3. 7. 14. 10.

04. Si consideri un mercato monopolistico, in cui un’impresa ha la seguente funzione di costo totale: CT=10+2Q^2. Sapendo che la domanda di mercato è pari a P=60-Q, la quantità prodotta dall’impresa è: 60. 5. 20. 10.

05. Il cartello è un esempio di: Nessuna delle due risposte precedenti. Collusione esplicita. Collusione tacita. Monopolio.

06. Si consideri un mercato monopolistico, in cui un’impresa ha la seguente funzione di costo totale: CT=5Q^2. Sapendo che la domanda di mercato è pari a P=50-5Q, la quantità prodotta dall’impresa è: 2.5. 10. 5. 4.

07. Si consideri un mercato monopolistico, in cui un’impresa ha la seguente funzione di costo totale: CT=2+3Q^2. Sapendo che la domanda di mercato è pari a P=70-Q, la quantità prodotta dall’impresa nell’ipotesi di discriminazione perfetta è: 70. 4. 1. 10.

08. Si consideri un mercato monopolistico, in cui un’impresa ha la seguente funzione di costo totale: CT=2+3Q^2. Sapendo che la domanda di mercato è pari a P=70-4Q, la quantità prodotta dall’impresa nell’ipotesi di discriminazione perfetta è: 70. 2. 7. 10.

01. Si consideri il seguente grafico: In questo modo si rappresenta un equilibrio nel mercato di: Monopolio. Oligopolio. Concorrenza monopolistica nel breve periodo. Concorrenza perfetta nel breve periodo.

02. Si consideri il seguente grafico: In questo modo si rappresenta l'equilibrio in un mercato di: Concorrenza perfetta nel breve periodo. Concorrenza monopolistica nel breve periodo. Concorrenza perfetta nel lungo periodo. Concorrenza monopolistica nel lungo periodo.

03. I giochi sequenziali si rappresentano: In forma estesa. In forma matriciale. In forma algebrica. In forma normale.

04. I giochi simultanei si rappresentano: In forma matriciale. In forma estesa. In forma normale. In forma algebrica.

01. Nell'oligopolio di Cournot le imprese decidono: Simultaneamente il prezzo. Sequenzialmente il prezzo. Simultaneamente la quantità. Sequenzialmente la quantità.

02. L'oligopolio di Bertrand è una forma di oligopolio: Naturale. Strategico. Competitivo. Collusivo.

03. Nel mercato di oligopolio, i prodotti sono: Differenziati. Tutte le risposte precedenti. Omogenei. Nessuna delle risposte precedenti.

04. Nell'oligopolio di Bertrand le imprese: Simultaneamente il prezzo. Simultaneamente la quantità. Sequenzialmente il prezzo. Sequenzialmente la quantità.

05. L'oligopolio di Cournot è una forma di oligopolio: Strategico. Competitivo. Collusivo. Naturale.

06. La curva di reazione esprime: La relazione tra la quantità di mercato rispetto alla scelta di prezzo dell’impresa. La relazione tra la quantità ottimale prodotta da un’impresa rispetto alla scelta produttiva dell’impresa concorrente. La relazione tra il prezzo fatto da un’impresa rispetto alla scelta di prezzo dell’impresa concorrente. La relazione tra la quantità ottimale prodotta da un’impresa rispetto al prezzo di mercato.

07. I costi irrecuperabili sono un esempio di: Barriera all’uscita. Costo opportunità. Costo opportunità. Costo fisso.

08. Un prezzo si definisce predatorio se è: Inferiore al costo medio totale. Inferiore al prezzo di mercato. Inferiore al costo medio variabile. Inferiore al costo marginale.

10. I mercati contendibili sono caratterizzati da: Nessuna barriera. Barriere all’uscita. Barriere all’entrata. Barriere all’entrata e barriere all’uscita.

09. Si consideri la domanda ad angolo. In corrispondenza di un prezzo inferiore al punto E, la curva di domanda è: Perfettamente rigida. Rigida. Elastica. Perfettamente elastica.

In corrispondenza di un prezzo superiore al punto E, la curva di domanda è: Perfettamente rigida. Rigida. Elastica. Perfettamente elastica.

12. Si consideri il seguente grafico: In questo modo si rappresenta: L'equilibrio di mercato. Il monopolio naturale. L'equilibrio nell'oligopolio di Cournot. L'equilibrio nell'oligopolio di Bertrand.

01. I giochi in cui c’è un giocatore che effettua la propria scelta per primo e l’altro giocatore che effettua la propria scelta successivamente si definiscono: Giochi dinamici. Giochi cooperativi. Giochi non cooperativi. Giochi simultanei.

02. Un equilibrio di Nash è inefficiente dal punto di vista pareteiano se: Un giocatore può migliorare la propria utilità senza ridurre l'utilità degli altri giocatori. Nessun giocatore può migliorare la propria utilità senza ridurre l'utilità degli altri giocatori. Nessun giocatore può migliorare la propria utilità. Ogni giocatore può migliorare la propria utilità.

03. I giochi in cui i giocatori possono non possono stipulare accordi vincolanti prima di effettuare le proprie scelte si definiscono: Giochi non cooperativi. Giochi simultanei. Giochi strategici. Giochi dinamici.

04. I giochi in cui i giocatori possono stipulare accordi vincolanti prima di effettuare le proprie scelte si definiscono: Giochi simultanei. Giochi dinamici. Giochi cooperativi. Giochi strategici.

05. Gli elementi determinanti di un gioco sono: Azioni, strategie e payoff. Giocatori e payoff. Giocatori, azioni e payoff. Giocatori, azioni e strategie.

06. Un equilibrio di Nash si definisce efficiente in senso paretiano se: Nessun giocatore può migliorare la propria utilità senza ridurre l'utilità degli altri giocatori. Ogni giocatore può migliorare la propria utilità senza ridurre l'utilità degli altri giocatori. Ogni giocatore può migliorare la propria utilità. Nessun giocatore può migliorare la propria utilità.

07. Si definisce equilibrio di Nash una situazione in cui: Tutti i giocatori hanno scelto la propria strategia, date le scelte effettuate dagli altri giocatori. Tutti i giocatori hanno scelto la migliore strategia, date le scelte effettuate dagli altri giocatori. Ogni giocatore sceglie la propria strategia, indipendentemente dalle scelte effettuate dagli altri giocatori. Ogni giocatore sceglie la propria strategia, dipendentemente dalle scelte effettuate dagli altri giocatori.

01. Nell'ipotesi in cui un'impresa B decide di entrare nel mercato, l'impresa A già consolidata nel mercato applica un prezzo limite se: E' inferiore al costo medio variabile di A. E' inferiore al costo medio di B. E' inferiore al costo medio variabile di B. E' inferiore al costo medio di A.

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