Progettazione impianti pt 2
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![]() Progettazione impianti pt 2 Description: esame e |



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Con riferimento ai congelatori per immersione o irrorazione di liquido, è pensabile utilizzare come fluido di lavoro una miscela eutettica di cloruro di calcio?. Assolutamente si anche senza la protezione di un imballaggio. Assolutamente si a condizione che il prodotto sia idoneamente protetto da imballaggio. Si, purché il prodotto non sia a contatto con imballaggi. Assolutamente no, anche a condizione che il prodotto sia idoneamente protetto da imballaggio. Con riferimento ai congelatori per immersione o irrorazione di liquido, è pensabile utilizzare come fluido di lavoro una miscela eutettica di cloruro di sodio ?. Assolutamente no perché tossiche. In tutta saggezza non saprei proprio cosa rispondere. Non esistono miscele di questo tipo. Assolutamente si in quanto non sono tossiche anche se hanno temperatura di congelamento di circa -21°C ritenuta abbastanza elevata. Quali sono i contributi più importanti che individuano il carico termico da asportare nella fase di conservazione di un prodotto precedentemente congelato e con impianto frigorifero in zone molto calde, ad esempio in Sicilia?. Calore di respirazione del prodotto. Calore legato alla decomposizione organica del prodotto congelato. Rientrate di calore dall'esterno attraverso le strutture (pareti, soffitti, pavimenti, etc..). Calore dovuto alle luci e agli operatori per il controllo. Il coefficiente di scambio termico esterno convettivo per il calcolo delle potenze termiche che rientrano attraverso le pareti, varia tra. 23 e 29 w/mq°c. Maggiore di 30 w/mq°c. 15 e 19 w/mq°c. Minore di 23 w/mq°c. Per il calcolo delle potenze termiche che rientrano attraverso le pareti si utilizza la relazione: Qi=ki*si/(te-ti). Qi=ki+si*(te-ti). Qi=ki*si*(te-ti). Qi=ki*si*(te+ti). Il contributo complessivo dovuto alle persone, qp, in un impianto frigorifero vale. Qp=(qp/np)^2. Qp=qp/np. Qp=qp*np. Qp=qp^np. In una tipica estate mediterranea , il rinnovo dell'aria in una cella frigorifera, mantenuta a temperatura inferiore a 0°C, contribuisce a: Ridurre il carico termico da asportare dalla cella. Lascia inalterato il carico termico da asportare. Rende impossibile asportare il carico termico dalla cella. Aumentare il carico termico da asportare dalla cella. In un impianto frigorifero ad espansione secca, qual' è la funzione del separatore di liquido: Impedire che il liquido raggiunga il compressore. Impedire che la miscela bifase liquido vapore raggiunga il compressore. Impedire che il gas raggiunga il compressore. Nessuna, in quanto in questa tipologia di impianto, non esiste istallato il separatore di liquido. Con riferimento alla sala macchine di un impianto frigorifero, qual è la funzione del pressostato di massima installato sulla mandate del compressore?. interrompere il funzionamento del compressore fino a quando non si abbassa il valore della pressione, per poi riattivarlo automaticamente?. Misurare il valore della pressione affinché qualsiasi operatore addetto al controllo dell'impianto possa leggere tale valore?. Segnalare alla Valvola di sicurezza di stare pronta per far fuoriuscire il liquido dall'impianto?. Interrompere il funzionamento dell'impianto per valori di pressione programmati ma senza che l'impianto possa riattivarsi in maniera automatica. Per la riattivazione è necessario un intervento dell'operatore per eliminare le cause dell'arresto. In un impianto frigorifero ad espansione secca, quindi senza separatore di liquido, il fluido in ingresso nel compressore si trova a quale stato fisico?. Allo stato di fluido bifase liquido- gas, per completarne lo stato di evaporazione nel compressore. Allo stato fisico liquido per poi evaporare all'interno del compressore. Allo stato di Vapore leggermente surriscaldato onde evitare la presenza di goccioline di liquido che possono creare colpi di ariete nel compressore. In un qualsiasi stato fisico possibile, legato al carico termico da asportare in cella. L'intervento di una valvola di sicurezza in un impianto frigorifero e sempre legato a: Superamento di un valore di soglia della temperatura dell'ambiente chiuso a cui essa è collegata. Aumento della densità del fluido presente nell'impianto tale da non essere più possibile la sua circolazione nell'impianto stesso?. Rischio di congelamento del fluido, per cui è consigliabile farlo uscire dall'ambiente chiuso in cui si trova. Superamento di un valore di soglia della pressione dell'ambiente chiuso a cui essa è collegata. La valvola valvola elettromagnetica o valvola solenoide, in condizione di regime. È in posizione intermedia. Non è mai tutta aperta o tutta chiusa. È comandata da un bulbo termostatico. È tutta aperta o tutta chiusa. Se si volesse conservare una cella a temperatura non superiore a -18°c ed il termostato segnalasse una temperatura di -21°c. La vel risulterebbe aperta. La vet risulterebbe aperta a metà. La vet non interviene per questo tipo di problema. La vel risulterebbe chiusa. In un impianto frigorifero, la valvola di espansione termostatica. Garantisce la laminazione isoentropica del fluido. Si trova alla minima apertura al livello di massimo surriscaldamento. Si trova alla massima apertura al livello di minimo surriscaldamento. Garantisce la laminazione isoentalpica del fluido. Nel dimensionamento di un impianto frigorifero, il coefficiente di effetto frigorifero. Rappresenta il prodotto tra la potenza termica asportata e quella elettrica spesa nell'impianto. Rappresenta la differenza tra la potenza termica asportata e quella elettrica spesa nell'impianto. Rappresenta il rapporto tra la potenza elettrica spesa e quella termica asportata nell'impianto. Rappresenta il rapporto tra la potenza termica asportata e quella elettrica spesa nell'impianto. Nota la potenzialità del magazzino p, la densità di stivaggio d e le dimensioni della cella di immagazzinamento vc, il numero delle celle del magazzino è pari a: P*d/vc. P*d*vc. (d*vc)/p. P/(d*vc). Nel dimensionamento di un impianto frigorifero, la relazione g*(h2'' - h3) = ga*ca*(tu - te). Consente di calcolare la temperatura di condensazione del frigorifero. Consente di calcolare la portata d'acqua di raffreddamento ga. Consente di calcolare la temperatura di evaporazione del. Consente di calcolare la ortata di fluido trattata dal compressore. Nel bilancio termico di un impianto a concentrazione con recupero, il termine gv*(h1-h1'). È un termine trascurabile perché molto piccolo in valore. Il calore di evaporazione. Il calore di riscaldo. Rappresenta il calore di condensazione. Per una assegnata portata di soluzione acquosa, la portata d'acqua da evaporare dipende: sia dalla concentrazione iniziale che dalla concentrazione finale della soluzione. dalla sola concentrazione finale che si vuole raggiungere per la soluzione?. è indipendente dai valori iniziale e finale della concentrazione della soluzione. dalla sola concentrazione iniziale della soluzione acquosa?. La concentrazione di una soluzione si misura nella maniera seguente: la somma dei kg di soluto e di solvente presenti in un kg di soluzione. kg di solvente presenti in un kg di soluzione. kg di soluto presenti in un kg di soluzione. kg di soluto presenti in un kg di solvente. In un condensatore barometrico negli impianti a multiplo effetto. L'ultimo evaporatore deve essere alla pressione più alta possibile. Rende l'ambiente circostante molto più salubre. Conserva in un serbatoio tutte le impurità della soluzione. Il vapore in uscita dal secondo effetto è altamente inquinante. Nel calcolo delle superfici di scambio degli evaporatori, l'equazione di scambio termico k-esimo evaporatore (qk) è pari a: Qk=kk/sk*deltatk. Qk=kk*sk*deltatk. Qk=kk*sk/deltatk. Qk=kk/(sk-deltatk). Se con n si intendono il numero degli effetti di un impianto a concentrazione, con x0 ed xf la concentrazione iniziale e finale della soluzione, e con xk la concentrazione del k-esimo effetto, allora: Xk=x0/(1-(k/n)*(1-x0/xf)). Xk=xf/(1-(k/n)*(1-xf/x0)). Xk=x0/((k/n)*(1-x0/xf)). Xk=x0*(1-(k/n)*(1-x0/xf)). Se a è il costo di esercizio di un impianto a semplice effetto, quello di un impianto ad "n" effetti sarà. A^n. A/n. A*n. A^(1/n). Note la portata finale di soluzione concentrata gf e quella iniziale gi, noti inoltre la concentrazione iniziale ci e finale cf, la portata d'acqua da evaporare ga è pari a. Ga=(ci/cf)/gi. Ga=gi*(1-ci/cf). Ga=gi*(1-ci*cf). Ga=gi*(ci/cf). Il numero di effetti, in un impianto a concentrazione ad effetti multipli, per minimizzare i costi totali, è pari a. (a*(a/b))^(1/2), con "a" la rata annuale, a il costo di esercizio e b il costo di installazione per un effetto. (a/(a*b))^(2), con "a" la rata annuale, a il costo di esercizio e b il costo di installazione per un effetto. (a*(a*b))^(1/2), con "a" la rata annuale, a il costo di esercizio e b il costo di installazione per un effetto. (a/(a*b))^(1/2), con "a" la rata annuale, a il costo di esercizio e b il costo di installazione per un effetto. Su quali meccanismi si basa il fenomeno della circolazione naturale della soluzione all’interno di un evaporatore-concentratore?. sulla differenza di densità, tra soluto e solvente alle condizioni di temperatura ambiente. sulla differenza di densità, legata ad una differenza di temperatura della soluzione, nei vari punti dell'impianto. sulla differenza di calore specifico tra soluto e solvente nella soluzione. ogni soluzione acquosa, a temperatura rigorosamente costante, crea movimenti spontanei interni legati alle forze gravitazionali terrestri. La circolazione naturale in un concentratore a fascio tubiero è più favorita con : fascio tubiero verticale. è indipendente dalla posizione del fasci tubiero. fascio tubiero orizzontale. fascio tubiero obliquo. In un concentratore a fascio tubiero orizzontale. Viene utilizzato solo per soluzioni poco diluite. La disposizione orizzontale dei tubi rappresenta un ostacolo alla circolazione della soluzione evaporante. La disposizione orizzontale dei tubi facilita la circolazione della soluzione evaporante. Viene utilizzato solo per grosse applicazioni. Un concentratore a bacinella a doppio fondo. Ha costi elevati. È caratterizzato da circolazione forzata. È caratterizzato da circolazione naturale. È un dispositivo altamente complesso e strutturato. Un evaporatore a serpentini rotanti. È impiegato come nella preparazione del concentrato di pomodoro. È molto simile a ad un evaporatore a tubi lunghi verticali. È molto simile a ad un evaporatore a tubi lunghi orizzontali. Non esiste. La configurazione di un evaporatore a film discendente. È molto simile a quella dell'evaporatore a tubi lunghi orizzontali. La soluzione concentrata è estratta dall'alto dell'evaporatore. È particolarmente indicato per prodotti molto viscosi. È molto simile a quella dell'evaporatore a tubi lunghi verticali. Con riferimento alla umidità riferita alla sostanza umida (uu), quale l'intervallo di valori che può assumere?. 0 ≤ uu ≤ 1. 0 ≤ uu ≤∞. 0 ≤ uu ≤ 10. 1 ≤ uu ≤ ∞. In un impianto per l'essiccamento di sostanze legnose il progettista ha fissato un’umidità finale uf in funzione dell’economicità del processo, raggiungibile in un tempo tf. Risulta conveniente tenere il materiale sotto processo per tempi superiori a tf?. No, perché antieconomico rappresentando un inutile immobilizzo di capitale. Dipende dalla tipologia di prodotto. Si, in quanto il prodotto si stagiona meglio, quindi assume valore commerciale più alto. Dipende dalla stagione, conveniente in inverno, sconveniente in estate. Un lenzuolo lavato in lavatrice viene steso su un filo in un ambiente esterno . In quali condizioni non perderà sicuramente acqua?. la temperatura del lenzuolo è superiore a quella dell'ambiente esterno. l'ambiente esterno ha una umidità relativa molto bassa. la temperatura del lenzuolo è uguale a quella dell'ambiente esterno e l'ambiente esterno ha una umidità relativa inferiore al 100%. la temperatura del lenzuolo è uguale a quella dell'ambiente esterno e l'ambiente esterno ha una umidità relativa pari al 100%. Con riferimento alla umidità riferita alla sostanza secca (us), quale l'intervallo di valori che può assumere?. 1 ≤ us ≤ ∞. 0 ≤ us ≤ 10. 0 ≤ us ≤ ∞. 0 ≤ us ≤ 1. In una sostanza solida umida (ad esempio il legno) durante il processo di essiccamento si manifestano contrazioni di volume dovute alla fuori uscita di acqua. La presenza di vuoti nella struttura risulta un fatto: Negativo in quanto si creano tensioni interne con possibili fessurazioni. positivo in quanto il legno assume una densità più bassa quindi è più leggero. Non assume nessuna importanza. Positivo perché i vuoti interrompono il cammino dei tarli, rappresentando un ottimo deterrente. L'essicamento artificiale per riscaldamento indiretto. Avviene lasciando il prodotto esposto a temperatura ambiente. Avviene grazie all'utilizzo di aria fredda. Avviene tramite interposizione di una superficie di scambio. Avviene in condizioni di sottovuoto. Affinché il processo di essiccamento si sviluppi correttamente. Deve valere l'uguaglianza ga*gev=1. Deve valere l'uguaglianza ga=gev. Deve valere l'uguaglianza gev/ga=0.5. Deve valere l'uguaglianza ga/gev=0.5. L'essicamento naturale. Avviene in condizioni di sottovuoto. Avviene solo in condizioni di umidità relativa maggiore di 1. Avviene tramite interposizione di una superficie di scambio. Avviene lasciando il prodotto esposto a temperatura ambiente. In un essiccatore continuo a nastro. Lavora in condizioni di sottovuoto. Non è garantita l'asportazione dell'umidità evaporata. Si colloca tra gli essiccatori discontinui. L'energia termica può essere fornita per irraggiamento da lampade a raggi infrarossi. L'essiccatore statico ad armadio. E' costituito da un ambiente aperto. Si colloca tra gli essiccatori discontinui. Non permette l'utilizzo di carrelli. E' adatto per grandi produzioni. L'essiccamento ad aria fredda. Avviene utilizzando aria di ricircolo. Viene utilizzato a temperature elevate. Viene utilizzato quando il prodotto da essiccare non sopporta temperatura elevate. Viene utilizzato per mantenere inalterati il valore complessivo della portata di aria attraverso il tunnel. L'essicamento ad aria di ricircolo. Viene utilizzato a temperature elevate. Viene utilizzato per mantenere inalterati il valore complessivo della portata di aria attraverso il tunnel. Viene utilizzato quando il prodotto da essiccare non sopporta temperatura elevate. Avviene lasciando il prodotto esposto a temperatura ambiente. Nell'essicamento a letto fluido, il letto fluido. E' caratterizzato da disomogeneità di temperature. Ha le caratteristiche amcroscopiche di un gas. Ha le caratteristiche amcroscopiche di un liquido. Ha le caratteristiche amcroscopiche di un solido. Nell'essicamento a letto fluido, per il fluido essiccatore si stabilisce una velocità. Uguale alla minima velocità di fluidizzazione. Doppia rispetto alla minima velocità di fluidizzazione. Pari alla metà della minima velocità di fluidizzazione. Arbitraria. L'essicamento a letto fluido. E' caratterizzato da basse velocità di essiccamento. Si presta particolarmente bene per l'essiccamento di materiali solidi di grandi dimensioni. Si presta particolarmente bene per l'essiccamento di materiali sotto forma di fanghi, paste, polveri o granuli. E' caratterizzato da disomogeneità di temperature. L'altezza effettiva del reattore per l'essicamento a letto fluido. E' scelta arbitrariamento. Viene posta circa il doppio di quella teorica. Viene scelta per permettere il trascinamento di particelle fuori dall'apparecchio. Non influenza il funzionamento dell'impianto. Nel dimensionamento di un reattore per l'essiccamento a letto fluido, si definiscono. Il suo diametro interno e la sua altezza utile. Lo spazio di ingombro. Le temperature da considerare al suo interno. Le pressioni da considerare al suo interno. La pressione massima per l'ammissione in turbina, per dispositivi di potenza fino a 5mw è pari a. 80bar. Nessuna delle precedenti. 110bar. 40bar. Un impianto a recupero parziale per la cogenerazione in derivazione. E' utilizzato quando il fabbisogno di energia elettrica è ridotto rispetto a quello termico. E' utilizzato quando il fabbisogno termivo è molto elevato rispetto a quello di energia elettrica. E' scarsamente flessibile. E' utilizzato quando il fabbisogno di energia elettrica è molto elevato rispetto a quello termico. La seconda turbina di un impianto di cogenerazione in derivazione a recupero parziale. E' collegata an un condensatore a pressione di condensazione uguale a quella atmosferica. E' collegata ad un compressore. E' collegata an un condensatore a pressione di condensazione superiore a quella atmosferica. E' collegata an un condensatore a pressione di condensazione inferiore a quella atmosferica. Secondo la direttiva 2009/28/ce, la produzione di energia da biomasse. E' caratterizzata da scarsa flessibilità. E' un fattore di incremento dei gas serra. E' caratterizzata da maggior rendimento con minor costo. E' caratterizzata da maggior rendimento anche se con massimo costo. La flash pirolisi per la conversione di biomasse. Consente di trasformare la biomassa in un prodotto liquido a basso contenuto energetico. Consente di trasformare la biomassa in un prodotto liquido difficilmente trasportabile. Consente di trasformare la biomassa in un prodotto liquido altamente degradabile. Consente di trasformare la biomassa in un prodotto liquido ad elevato contenuto energetico. Il processo di conversione delle biomasse tramite processo di fermentazione è una delle modalità di. Conversione fisica. Conversione termochimica. Conversione biologica. Nessuna delle precedenti. L'efficienza di un impianto di conversione biomasse tramite processi termochimici. Varia tra il 20% e 25%. È maggiore del 70%. È minore del 20%. Varia tra il 30% ed il 50%. Nella gassificazione delle biomasse, l'obiettivo è quello di ottenere. Combustibile gassoso. Non è utilizzata per la produzione di combustibile. Combustibile liquido. Combustibile solido. |




