psichiatria
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![]() psichiatria Description: Lezione da 1 a 20 |



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La psichiatria è: Una disciplina medica. Una branca della psicologia. Una disciplina umanistica. Tutte le precedenti. Le malattie psichiatriche: Chi ha una malattia psichiatrica ha sempre una malattia fisica. Influiscono sul decorso e la prognosi delle malattie fisiche. Non influiscono sul decorso e la prognosi di malattie fisiche concomitanti. Chi ha una malattia psichiatrica non può avere una malattia fisica. Storicamente la psichiatria: Nessuna delle precedenti. È sempre stata parte integrante della medicina. Pazienti psichiatrici o con malattie fisiche sono sempre stati curati nelle stesse istituzioni e ospedali. Non si è occupata degli emarginati dalla società. La validità dei costrutti diagnostici psichiatrici è: Oggetto di dibattito. Paragonabile alla validità dei costrutti diagnostici di altre discipline mediche. Unanimemente riconosciuta. Affidata ad indicatori biologici di diagnosi. Il modello attualmente prevalente di relazione medico paziente in psichiatria non è: Caratterizzato dal consenso informato. Improntato alla collaborazione. Condiviso. Paternalistico. Lo psicoanalista è: È necessario che sia uno psicologo. Uno psicoterapeuta. Un laureato in medicina. È necessario che sia uno psichiatra. Le malattie mentali sono caratterizzate da: Impatto trascurabile sul funzionamento personale e interpersonale. Emozioni negative fisiologiche. Reazioni di tristezza, ansia, rabbia, comprensibili e reattive ad eventi di vita. Impatto sul funzionamento personale e socio-lavorativo del paziente. La psichiatria studia: Terapia. Nosografia. Clinica malattie mentali. Tutte le precedenti. L'esame obiettivo psichiatrico consiste in: La raccolta di informazioni sull'infanzia del paziente. Una descrizione delle caratteristiche psicopatologiche precedenti al momento della valutazione. Una descrizione delle caratteristiche psicopatologiche relative al momento della valutazione. La descrizione della personalità premorbosa. L'anamnesi patologica prossima riguarda: Nessuna delle precedenti. La raccolta delle informazioni sull'infanzia del paziente. L'esame obiettivo. La valutazione delle relazioni familiari. L'anamnesi psichiatrica non comprende: La diagnosi. L'esame obiettivo. L'indagine sull'insight di malattia. L'anamnesi familiare. L'anamnesi coincide con: La prognosi. La diagnosi. Nessuna delle precedenti. La terapia. Il concetto di "normalità" in psichiatria non fa riferimento a: Tutte le precedenti. Norma di valore. Norma morale. Norma personale. Non è un sintomo: Comportamento disorganizzato. Delirio. Ossessione. Umore flesso. La psicopatologia studia: Segni e sintomi psichiatrici indipendentemente dal quadro nosografico di riferimento. I processi cognitivi abnormi. I comportamenti abnormi. La nosografia delle malattie psichiatriche. Esempio di sintomo in medicina (e psichiatria): Manierismo. Compulsione comportamentale. Cefalea. Tic. La coscienza coincide con: Vigilanza. Il sensorio. Campo di coscienza. Nessuna delle precedenti. Per campo di coscienza si intende: L'insieme dei contenuti consci e inconsci. La consapevolezza di sé. Gli elementi dell'esperienza presenti nella coscienza in un dato momento. Tutte le precedenti. In psichiatria il concetto di "coscienza" è definito in modo: Univoco. È un concetto definito e precisamente determinato. Nessuna delle precedenti. Vario, mutevole secondo i contesti. Nella definizione di coscienza rientrano: La consapevolezza dell'ambiente. La consapevolezza nello stato di veglia. La consapevolezza di sé. Tutte le precedenti. Per sindrome si intende: La compresenza di segni e sintomi. Un quadro clinico ad eziologia sempre funzionale. Un quadro clinico definibile in relazione ad una specifica eziologia. Un quadro clinico ad eziologia sempre organica. È un segno: Delirio di grandezza. Idea prevalente. Tic. Timore dell'abbandono. La vigilanza non è regolata da: Nucleo accumbens. Nessuna delle precedenti. Sostanza grigia periacqueduttale. Neuroni dopaminergici. Il paziente con torpore: Non responsivo alle stimolazioni sensoriali. Responsivo solamente agli stimoli dolorosi. Necessita di stimolazioni sensoriali per rimanere sveglio. Necessita di stimolazioni sensoriali energiche per rimanere sveglio. I disturbi quantitativi della coscienza coincidono con: I disturbi della strutturazione della coscienza. Alterazioni nella strutturazione della coscienza. I disturbi dell'inconscio. I disturbi della vigilanza. Nell'obnubilamento il paziente è: Sempre non risvegliabile. Sempre sonnolento. Nessuna delle precedenti. Sempre agitato. Il disorientamento nello spazio viene perso: Più precocemente rispetto al disorientamento temporale. Solamente in pazienti con intossicazione da sostanze. Più tardivamente rispetto al disorientamento temporale. Solamente in pazienti con demenza. Un paziente con un punteggio alla Glasgow Coma Scale di 5 ha una compromissione della coscienza: Minore. Nessuna delle precedenti. Moderata. Grave. Nello stupor: Il paziente è stupito da quanto gli stiamo chiedendo. Il paziente è sonnolento. Il paziente non è accessibile alla valutazione dello stato di coscienza. Il paziente è agitato e non valutabile. Nella diagnosi differenziale del disorientamento rientrano: Disturbi della forma del pensiero. Disturbi d'ansia. Disturbi di personalità. Nessuna delle precedenti. Presupposti dell'orientamento sono: Tutte le precedenti. Vigilanza. Attenzione. Sensorio integro. Il fenomeno del doppio o Döppelganger rientra fra: L'alterazione dei confini del sé. I disturbi dell'attività dell'io. I disturbi della coerenza dell'io. I disturbi del senso di esistere o della vitalità dell'io. Il senso di agency rientra fra: I disturbi della coerenza dell'io. Disturbi dei confini del sé. Nessuna delle precedenti. I disturbi del senso di esistere o della vitalità dell'io. Nella depersonalizzazione: È una forma di allucinazione cenestesica. Il paziente è consapevole di percepire sé stesso in maniera anomala. Il paziente non ha insight rispetto al fatto di sentirsi irreale. Il paziente percepisce la trasformazione di parti del corpo. La prosopoagnosia consiste in: Nessuna delle precedenti. Incapacità di riconoscere metà del corpo. Incapacità di articolare le parole. Incapacità di riconoscere un deficit neurologico. Il delirio nichilistico rientra fra: I disturbi della consapevolezza della propria unicità o della coerenza dell'io. Tra i fenomeni di autoscopia. Nessuna delle precedenti. I disturbi dell'attività. La negazione del senso di sé si può osservare: Nelle psicosi affettive. Nei gravi disturbi d'ansia. Nei disturbi deliranti. Nessuna delle precedenti. Il senso di continuità del sé riguarda: Nessuna delle precedenti. L'alterazione dei confini del sé. I fenomeni di possessione. Il senso di agentività. Il senso di continuità del sé riguarda: Nessuna delle precedenti. Il senso di agentività. L'alterazione dei confini del sé. I fenomeni di possessione. Il fenomeno della depersonalizzazione: È parafisiologico. È raro nella popolazione generale. È sempre patologico. Se presente è indice di un disturbo d'ansia. Fanno parte dei fenomeni di perdita dei confini del sé: Tutte le precedenti. Eco del pensiero. Diffusione del pensiero. Furto del pensiero. Le allucinazioni: Si verificano in concomitanza di percezioni reali. Non sono influenzabili dalla volontà. Sono dotate di concretezza. Tutte le precedenti. Disturbi dell'attenzione sono caratteristicamente presenti: Nello stato maniacale. In condizioni di stanchezza. Tutte le precedenti. Nei disturbi della coscienza e della vigilanza. Nelle distorsioni sensoriali: L'oggetto percepito non è presente. Non è una percezione reale. L'oggetto è percepito solamente dal paziente. L'oggetto percepito è realmente presente. Nelle illusioni da completamento: Nessuna delle precedenti. Il soggetto tende a completare le informazioni ambigue arbitrariamente. Il soggetto tende a completare le lacune informative in maniera allucinatoria. Il soggetto tende a completare le lacune informative sulla base dell'abitudine e le preferenze culturali. Non rientrano tra le distorsioni sensoriali. Tutte le precedenti. Allucinazioni uditive. Voci dialoganti. Allucinazioni parafasiche. La presenza di allucinazioni orienta la diagnosi verso: Un grave disturbo d'ansia. La ciclotimia. Un disturbo psicotico. Un disturbo delirante. Rispetto alle proprie allucinazioni il paziente: Talvolta è in grado di distinguerle dai percetti reali. Nessuna delle precedenti. Non è mai in grado di distinguerle dai percetti reali. È in grado di distinguerle dai percetti reali solamente grazie all'aiuto esterno. Ordine di frequenza del contenuto delle allucinazioni uditive: Imperative, critiche, commentanti. Critiche, commentanti, minacciose. Imperative, commentanti, minacciose. Critiche, imperative, piacevoli. Rispetto alle proprie allucinazioni il paziente ha un atteggiamento emotivo: È indifferente. Variabile. È sempre spaventato. È incuriosito. Sono sintomi di primo rango secondo Schneider: Voci imperative. Voci commentanti. Tutte le precedenti. Voci dialoganti. Nella maggioranza dei casi le allucinazioni uditive vengono riferite non provenire: Indifferentemente dall'interno o dall'esterno. Nessuna delle precedenti. Dall'interno del paziente. Dall'esterno. Può favorire l'insorgenza di allucinazioni: Esperienze traumatiche. Nessuna delle precedenti. La presenza di un disturbo d'ansia. Un disturbo dell'attaccamento nell'infanzia. Le allucinazioni cenestesiche. Sono frequenti nella schizofrenia. Riguardano alterazioni della sensibilità profonda. Possono essere accompagnate da elaborazioni deliranti. Tutte le precedenti. Fenomeni allucinatori: Sono un fenomeno tutto o nulla. Sono molto frequenti nella popolazione generale. Possono essere presenti nella popolazione generale. Sono sempre suggestivi di patologia psichiatrica. Paziente che non comprende la gravità della propria condizione patologica viene definito: Con buon insight. Nessuna delle precedenti. Compliante. Capace di critica. Allucinazioni olfattive possono essere presenti: Nella ciclotimia. Nel dismorfismo corporeo. Nella depressione psicotica. Nel disturbo ossessivo-compulsivo. Pazienti schizofrenici: Sono in grado di riconoscere la fonte dei propri pensieri e li attribuiscono ad una fonte esterna. Sono in grado di riconoscere la fonte dei propri pensieri e non li attribuiscono ad una fonte esterna. Non sono in grado di riconoscere la fonte dei propri pensieri e non li attribuiscono ad una fonte esterna. Non sono in grado di riconoscere la fonte dei propri pensieri e tendono ad attribuirli ad una fonte esterna. Nella perseverazione: Il paziente è resistente a cambiare idea. Il paziente cambia domanda. Il paziente cambia continuamente risposta. Il paziente mantiene la stessa risposta anche se la domanda cambia. Nella circostanzialità: Il soggetto si perde in dettagli inutili. È presente nel disturbo ossessivo-compulsivo di personalità. L'interlocutore non riesce a riportare il paziente sul focus del discorso. Tutte le precedenti. Paziente con concretezza del pensiero: Nessuna delle precedenti. Coglie gli aspetti pratici e concreti del discorso. Non apprezza l'aspetto metaforico del discorso. Utilizza correttamente l'aspetto metaforico del discorso. "Il tavolo lampada è consumato rosso stanotte" è un esempio di: Accelerazione ideica. Incoerenza. Deragliamento. Tangenzialità. Nell'accelerazione ideica: Tutte le precedenti. I nessi associativi tra le idee incrementano. Nelle forme gravi si definisce fuga delle idee. Vi sono molte idee interferenti rispetto al concetto principale. La tangenzialità: È un disturbo della ridondanza procedurale. È caratterizzata dalla riduzione del contenuto concettuale dell'eloquio. Il paziente è consapevole del proprio disturbo. Nessuna delle precedenti. Il deragliamento: È un disturbo della finalizzazione del pensiero. È caratterizzato da un'alterazione dei nessi associativi. Il paziente non è consapevole del proprio disturbo. Tutte le precedenti. Il paziente che esita nel fornire la risposta ad una domanda ha un eloquio: Con aumentata latenza di risposta. Reticente. Rallentato. Povero. L'eloquio che manca di inflessioni e intonazione viene definito: Ipofonico. Povero. Rallentato. Aprosodico. I deliri di negazione dell'esistenza di sé di un paziente depresso possono essere definiti: Disorganizzati. Estesi. Bizzarri. Olotimici. Tipicamente il delirio dischiude al malato: Un nuovo stato di coscienza. Un significato nuovo sul mondo. Un significato condiviso. Un significato che può essere messo in discussione da prove di realtà contrarie. L'idea prevalente è: Un pensiero intrusivo. Nessuna delle precedenti. Inverosimile. Analoga all'ossessione. I deliri persecutori possono essere secondari a: Depressione. Deliri di colpa. Tutte le precedenti. Deliri di grandezza. I deliri persecutori non comprendono: Deliri nichilistici. Nessuna delle precedenti. Deliri di grandezza. Deliri di colpa. Paziente che teme che un familiare stia raccogliendo prove che attestino la sua colpevolezza al fine di farlo imprigionare presenta: Deliri di colpa. Deliri di persecuzione. Deliri di riferimento. Deliri di rivendicazione. Paziente che ritiene di essere controllato dalla polizia attraverso lo smartphone presenta: Deliri di nocumento. Deliri di influenzamento. Deliri di riferimento. Deliri persecutori. Riguardo ai deliri di influenzamento: Non sono sintomi di primo rango secondo Schneider. Il paziente che ritiene che i propri pensieri siano influenzati da forze esterne è consapevole che sta delirando. Nessuna delle precedenti. Non riguardano la perdita dei confini del sé. Paziente che ritiene che i propri pensieri siano stati inseriti nella sua testa da un'organizzazione criminale presenta: Ossessioni. Non sta delirando. Deliri persecutori. Deliri di influenzamento. La percezione delirante: Dischiude al paziente un significato nuovo sul mondo. È un sintomo di primo rango secondo Schneider. Il paziente percepisce un dato di realtà esterno a cui viene attribuito un significato delirante. Tutte le precedenti. I deliri di un paziente che ritiene di essere perseguitato sul lavoro, che la propria moglie lo stia controllando attraverso lo smartphone e che per questo verrà coinvolto in un'importante missione segreta si può definire: Olotimico. Ipertimico. Esteso. Bizzarro. Un delirio per cui il paziente afferma che il diavolo controlla l'andamento della borsa valori è definibile: Bizzarro. Olotimico. Esteso. Disorganizzato. La realtà delirante: Può convivere con la realtà comune. Tutte le precedenti. Può costituire l'unica realtà in cui vive il paziente. Può affiancare la realtà comune in una sorta di doppio binario. Il delirio non è: Una credenza flessibile. Nessuna delle precedenti. Un'idea sempre condivisibile. Una verità condivisibile. Paziente che riconosce il volto del proprio persecutore in quello di tutti i propri familiari presenta: Sindrome di Capgras. Sindrome di Fregoli. Sindrome di Cotard. Nessuna delle precedenti. Tipicamente i deliri nel disturbo delirante sono: Disorganizzati, bizzarri, illogici. Estesi, bizzarri, confusi. Estesi, organizzati, lucidi. Estesi, disorganizzati, confusi. Ipermnesia si può presentare: Nella depressione. Tutte le precedenti. In stati tossici. Nell'ipomania. Per amnesia anterograda si intende: L'incapacità di registrare nuovi ricordi. L'incapacità di ricordare eventi antecedenti. L'incapacità di ricordare un evento traumatico. Il dubbio rispetto alla capacità di ricordare correttamente gli eventi. Per umore si intende: Lo stato d'animo reattivo ad un evento. Nessuna delle precedenti. La consapevolezza dell'emozione che si sta provando. Stati d'animo duraturi ma transitori con cui l'individuo vive il proprio sé, il corpo, le relazioni. L'umore influenza: Tutte le precedenti. Le emozioni. I pensieri. I comportamenti. I ritmi cronobiologici vengono regolati da: Nucleo soprachiasmatico. Ipofisi. Nucleo soprachiasmatico ed epifisi. Nucleo sopraottico. La melatonina influenza: I ritmi circadiani. Il fotoperiodo. Tutte le precedenti. Gli zeitgebers. Livello energetico alto e valenza spiacevole caratterizzano: Depressione. Ansia. Nessuna delle precedenti. Ipomania. Livello energetico basso e valenza spiacevole caratterizzano: Depressione. Ipomania. Mania. Nessuna delle precedenti. Livello energetico alto e valenza piacevole caratterizzano: Distimia. Depressione. Irritabilità. Ipomania. Sono emozioni primarie: Rabbia, ansia, colpa. Rabbia, ansia, tristezza. Ansia, tristezza, colpa. Ansia, gioia, vergogna. Sono emozioni primarie. Gioia, gelosia, ansia. Ansia, rabbia, compassione. Colpa, vergogna, orgoglio. Nessuna delle precedenti. La funzione dell'emozione del disgusto è: Seganla il raggiungimento di uno scopo. La difesa da un contaminante. Segnalare un pericolo. Innesca reazioni di attacco o fuga. Un'emozione fisiologica è caratterizzata da: Lungo recupero post-emotivo. Congruità rispetto allo stimolo. Durata prolungata. Alto coinvolgimento. L'epifisi produce: Dopamina. Serotonina. Noradrenalina. Nessuna delle precedenti. Paziente che presenta variazioni mutevoli dello stato affettivo presenta: Ciclotimia. Irritabilità. Ambivalenza affettiva. Labilità affettiva. Paziente che contemporaneamente prova sentimenti polarità opposta presenta: Bipolarità. Labilità affettiva. Ciclotimia. Nessuna delle precedenti. Entarno in diagnosi differenziale con l'appiattimento affettivo: I disturbi dell'umore. Tutte le precedenti. La malattia di Parkinson. L'uso di neurolettici. L'alessitimia non è caratterizzata da: Labilità affettiva. Mancanza di attività fantastico-immaginativa. Stile di pensiero concreto. Incapacità di identificare gli stati emotivi. L'alessitimia è caratterizzata da: Suggestionabilità. Ipocondria. Appiattimento affettivo. Ridotta capacità di distinguere sensazioni corporee, emozioni, pensieri. L'anedonia è un sintomo: Patognomonico di schizofrenia. È un segno. Reperibile in diversi disturbi psichiatrici. È un disturbo a sé stante. L'anedonia è un sintomo centrale: Della depressione. Dell'abuso di sostanze. Dei disturbi alimentari. Della schizofrenia. Paziente che presenta una ridotta responsività affettiva presenta: Appiattimento affettivo. Depressione. Alogia. Anedonia. L'attacco di panico può essere caratterizzato da: Nessuna delle precedenti. Ossessioni, vertigini, vampate di calore. Tachicardia, allucinazioni, tremore. Deliri, nausea, euforia. L'attacco di panico può essere caratterizzato da: Tremore, parestesie, ossessioni. Sudorazione, cardiopalmo, tachicardia. Vertigine, tachicardia, flashback. Dispnea, tristezza, angoscia. Effetto collaterale dell'uso di neurolettici non è: Distonie. Bradicinesia. Acatisia. Nessuna delle precedenti. La bradicinesia può essere presente: Nell'uso di neurolettici. Nella depressione. Nella malattia di Parkinson. Tutte le precedenti. Paziente con incapacità a stare seduto e necessità continua di alzarsi e muoversi presenta: Acatisia. Deficit di attenzione. Distonia. Bradicinesia. Le steretipie rientrano in diagnosi differenziale con: Tic. Tutte le precedenti. Compulsioni. Nessuna delle precedenti. Paziente che ripete in maniera persistente gesti o parole presenta: Tic. Compulsioni. Stereotipie. Tutte le precedenti. Paziente che oppone resistenza ai comandi dell'intervistatore non presenta: Apatia. Anedonia. Stupor. Nessuna delle precedenti. Strutture neuroanatomiche implicate nel controllo della paura sono: L'amigdala, l'ipotalamo, la stria terminale. L'amigdala, la stria terminale, il collicolo superiore. L'amigdala, l'insula, l'epifisi. L'amigdala, la corteccia occipitale, il nucleo accumbens. L'attacco di panico può essere caratterizzato da: Tremori, dispnea, parestesie,. Tachicardia, sudorazione, vampate di calore. Tutte le precedenti. Sudorazione, tachicardia, vertigini. Gli attacchi di panico di lieve intensità si definiscono: Oligosintomatici. Paucisintomatici. Tutte le precedenti. Ansia libera. Effetto collaterale dell'uso di neurolettici può essere: Distonia. Bradicinesia. Tutte le precedenti. Discinesia tardiva. Gli attacchi di panico si possono manifestare: Nell'ansia sociale. Tutte le precedenti. Nel disturbo di panico. Nella depressione. Nell'attacco di panico tipicamente il paziente ritiene di: Poter morire. Tutte le precedenti. Poter impazzire. Poter perdere il controllo. Con attacco di panico si intende: Nessuna delle precedenti. L'ansia che insorge in relazione ad uno specifico stimolo. L'ansia che insorge allorché il paziente si trova in contesti affollati. L'ansia che insorge in relazione all'esposizione in contesti sociali. Costituisce un esempio di distonia: Postura camptocormica. Tremore fine di una mano. Crisi oculogire con contrazione dei muscoli oculari. Riduzione del movimento pendolare delle braccia. Caratteristica essenziale delle ossessioni è: La persistenza. L'intrusività. L'assenza di insight. L'egosintonicità. Le ossessioni rientrano in diagnosi differenziale con: Tutte le precedenti. Le idee prevalenti. I deliri. I flashback. Può costituire un'ossessione: Tutte le precedenti. Un impulso. Un pensiero. Un'immagine. Caratteristica essenziale delle ossessioni non è: Il paziente tende a sopprimerle. L'assenza di insight. L'egodistonicità. L'intrusività. Tipicamente le compulsioni: Tutte le precedenti. Servono a ridurre il disagio indotto dall'ossessione. Vengono messe in atto in risposta ad un'ossessione. Servono ad evitare che accada quanto temuto nell'ossessione. Per psudodemenza si intende: Un deficit intellettivo congenito. Un deficit intellettivo che si osserva esclusivamente nella depressione. Una deficit intellettivo secondario ad altri quadri psicopatologici. Un deficit intellettivo irreversibile. Un QI tra 20 e 40 corrisponde ad un ritardo mentale: Profondo. Severo. Lieve. Moderato. Un QI tra 35 e 55 corrisponde ad un ritardo mentale: Lieve. Severo. Moderato. Profondo. Paziente con livello abituale di energia vitale basso, pessimismo, introversione presenta: Distubo di personalità. Temperamento distimico. Temperamento irritabile. Ciclotimia. Paziente che in seguito ad un evento di vita negativo lamenta livello di energia vitale basso, introversione, pessimismo presenta: Nessuna delle precedenti. Temperamento irritabile. Disturbo di personalità. Temperamento distimico. Tipicamente le compulsioni sono: Comportamenti ossevabili. Comportamenti impulsivi caratterizzati dalla ricerca di sensazioni piacevoli. Comportamenti volti alla ricerca del rischio. Comportamenti caratterizzati da bassa ansia anticipatoria. Il DSM-5 prevede un sistema diagnostico: Multiassiale. Gerarchico. Interpretativo. Orizzontale. Nel DSM-5 la schizofrenia paranoide fa parte di: Nessuna delle precedenti. Dei disturbi dello spettro della schizofrenia. È un sottotipo del disturbo delirante. Dei disturbi dello spettro psicotico. Nel DSM-5 il disturbo di Asperger fa parte: Dei disturbi dello spettro della schizofrenia. Dei disturbi dello spettro dell'autismo. Dei disturbi del neurosviluppo. Nessuna delle precedenti. Nel DSM-5 il disturbo schizoide di personalità fa parte del cluster: A. C. Non fa parte di nessun cluster. B. Nel DSM-5 il disturbo narcisistico di personalità fa parte del cluster: B. D. C. A. Nel DSM-5 il disturbo istrionico di personalità fa parte del cluster: D. A. B. C. Nel DSM-5 il disturbo ossessivo-compulsivo: Fa parte dei disturbi correlati ad eventi traumatici e stressanti. Fa parte dei disturbi d'ansia. Nessuna delle precedenti. È in una categoria a sé stante. Nel DSM-5 il disturbo delirante fa parte: Dei disturbi psicotici. Dei disturbi schizofrenici. Dei disturbi dello spettro della schizofrenia e altri disturbi psicotici. Dei disturbi dello spettro psicotico. Nel DSM-5 il disturbo d'ansia da malattia fa parte: Dei disturbi d'ansia. Dei disturbi ipocondriaci. Dei disturbi da sintomi somatici e disturbi correlati. Dei disturbi correlati al disturbo ossessivo-compulsivo. Nel DSM-5 il disturbo da accumulo: Fa parte dei disturbi correlati ad eventi traumatici e stressanti. È un disturbo d'ansia. Fa parte dei disturbi del controllo degli impulsi. Fa parte dei disturbi correlati al disturbo ossessivo-compulsivo. Nel DSM-5: Disturbi bipolari e disturbi depressivi sono divisi. Disturbi bipolari e depressivi sono nella categoria dei disturbi dell'umore. Nessuna delle precedenti. Disturbi bipolari e depressivi sono nella categoria dei disturbi affettivi. Differenze tra DSM-5 e DSM-IV: Abolizione del sistema multiassiale. Potenziamento del concetto di spettro. Abolizione della divisione tra disturbi dell'infanzia e dell'adolescenza. Tutte le precedenti. I criteri diagnostici del DSM-5 si fondano su base: Statistica e interpretativa. Interpretativa, ovvero i sintomi che possono essere interpretati psicodinamicamente sono rilevanti. Statistica, ovvero solo i disturbi più frequenti sono rilevanti. Statistica, ovvero i sintomi più frequenti sono quelli più rilevanti. Vantaggi dell'uso del DSM-5 in psichiatria sono: Consente l'adozione di criteri psicodinamici. Moltiplica i modelli eziopatogenetici. Consente l'adozione di criteri chiari ed espliciti per la diagnosi. Consente l'adozione di criteri interpretativi dei sintomi psicopatologici. Vantaggi dell'uso del DSM-5 in psichiatria sono: Tutte le precedenti. Semplifica la diagnosi. Permette di impostare una terapia in maniera più specifica. La possibilità di effettuare diagnosi omogenee tra diversi specialisti. L'ICD-10 è la classificazione delle malattie mentali: Creata dall'American Psychiatric Association. Tutte le precedenti. Creata in antitesi al DSM-5. Adottata dalla Organizzazione Mondiale della Sanità. Per effettuare diagnosi secondo il DSM-5 è necessario: Tutte le precedenti. La positività ai criteri diagnostici. La presenza di marcata sofferenza soggettiva. La presenza di marcata compromissione del funzionamento sociale e lavorativo. Il metabolismo epatico di un farmaco è oggetto di studio della: Farmacocinetica. Farmacogenetica. Farmacodinamica. Epatologia. Le possibilità terapeutiche degli psicofarmaci comprendono: Tutte le precedenti. Gestione degli stati di agitazione. Stabilizzazione dell'umore. Riduzione dei sintomi fisici dell'ansia. Le possibilità terapeutiche degli psicofarmaci comprendono: Modifica del temperamento. Modifica della personalità. Gestione dei disturbi del sonno. Alterazione del carattere. Le possibilità terapeutiche degli psicofarmaci non comprendono: Cambiamento della personalità. Gestione dell'insonnia. Stabilizzazione dell'umore. Riduzione dei sintomi ossessivi. L'effetto degli psicofarmaci comprende: Gestione degli stati di agitazione. Riduzione dei sintomi fisici dell'ansia. Tutte le precedenti. Induzione di distonie e bradicinesia. L'effetto degli psicofarmaci comprende: Modifica del temperamento. Modifica della personalità. Alterazione del carattere. Nessuna delle precedenti. L'effetto di un agonista è di: Attivazione del recettore. Legame con il recettore senza causarne l'attivazione. Disattivazione del recettore. Legame con il recettore. L'effetto di un antagonista non è di: Legame con il recettore. Attivazione parziale del recettore. Tutte delle precedenti. Legame con il recettore e sua attivazione. Il principale neurotrasmettitore inibitorio del SNC è: Le benzodiazepine. Il glutammato. La serotonina. Il GABA. In quale forma farmaceutica sono disponibili i farmaci psichiatrici: Intrarettale. Intratecale. Intranasale. Nessuna delle precedenti. La distibuzione di un farmaco non dipende da: Somministrazione endovenosa. Idrosolubilità del farmaco. Età del paziente. Presenza di patologie concomitanti. Durante il metabolismo un farmaco può essere convertito in: Tutte le precedenti. In un farmaco omeopatico. In un fitofarmaco. Altra molecola. Esempio tipico di farmaco che non subisce trasformazioni metaboliche è: Il metabolita attivo. La fluoxetina. Il litio. Il valproato. La biodisponibilità di un farmaco è massima nella somministrazione: Intramuscolare. Orale. Sottocutanea. Endovenosa. Un farmaco con emivita lunga necessita di: Nessuna delle precedenti. Somministrazioni distanziate per evitare i rischi di abuso. Somminstrazione serale. Somministrazioni multiple per raggiungere più velocemente lo steady-state. Un farmaco con emivita breve necessita di: Somministrazioni ripetute nel corso della giornata. Somministrazione una volta al giorno. Somministrazioni distanziate per evitare i rischi di abuso. Somministrazioni distanziate per ridurre il rischio di effetti collaterali. La distibuzione di un farmaco non dipende da: Liposolubilità del farmaco. Via di somministrazione del farmaco. Caratteristiche fisico-chimiche del farmaco. Età del paziente. L'effetto delle benzodiazepine non è: Amnesico. Convulsivante. Ipnoinducente. Miorilassante. Controindicazione assoluta all'uso di benzodiazepine è: Tutte le precedenti. Epilessia nel bambino. Miastenia gravis. Agitazione nell'anziano. Indicazione all'uso delle benzodiazepine non è: Depressione. Trattamento dipendenza da alcol. Trattamento male epilettico. Ansia patologica. L'effetto delle benzodiazepine non è: Anticonvulsivante. Amnesico. Ansiolitico. Miotonico. Indicazione all'uso delle benzodiazepine è: Cefalea. Delirium. Nessuna delle precedenti. Ansia fisiologica. L'effetto delle benzodiazepine è: Tutte le precedenti. Miorilassante. Ipnoinducente. Amnesico. I barbiturici determinano sedazione: Incrementando l'effetto eccitatorio del GABA sul SNC. Incrementando l'effetto inibitorio del GABA sul SNC. Incrementando l'effetto inibitorio del glutammato sul SNC. Incrementando l'effetto eccitatorio del glutammato sul SNC. Lo sviluppo di sintomi ansiosi può essere associato a: Asma. Amfetamine. Antipertensivi. Tutte le precedenti. Lo sviluppo di sintomi ansiosi può non essere associato a: Disfunzioni della tiroide. Asma. Amoxicillina. Patologie cardiache. L sviluppo di sintomi ansiosi può non essere associato a: Arsenico. Polmonite. Carenza di vitamina B12. Antifungini. Lo sviluppo di sintomi ansiosi può non essere associato a: Cocaina. Antistaminici. Cannabis. Macrolidi. |





