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Psicologia DA Blocco 2

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Psicologia DA Blocco 2

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Capitoli 15-28

Creation Date: 2026/05/09

Category: Others

Number of questions: 196

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17 01. Che cosa sono gli stereotipi?. Descrizioni individuali accurate. Schemi cognitivi che attribuiscono tratti uguali a tutti i membri di un gruppo. Giudizi sempre negativi sulle persone. Etichette puramente affettive senza base cognitiva.

17 02. Immaginare un oggetto e percepirlo realmente: Attiva circuiti neurali in parte sovrapposti. Attiva solo aree motorie. Coinvolge aree completamente diverse. Non attiva la corteccia visiva.

17 03. Quale funzione svolgono le immagini mentali nella pianificazione di un’azione (es. trasloco)?. Sostituiscono la memoria a lungo termine. Permettono di simulare mentalmente configurazioni e soluzioni prima di agire. Servono solo a ricordare dettagli emotivi. Impediscono la valutazione razionale.

17 04. Gli stereotipi possono essere: Positivi, negativi o neutri. Sempre neutri e descrittivi. Solo negativi. Solo positivi.

17 05. Quale delle seguenti è una funzione degli stereotipi a livello sociale?. Riduzione automatica di tutti i conflitti intergruppo. Eliminazione delle differenze di status. Protezione del gruppo di appartenenza. Cancellazione delle norme sociali.

17 06. Un esempio di interiorizzazione di regole secondo Vygotskij è: La ripetizione meccanica di liste di parole. L’imitazione silenziosa di un adulto. L’apprendimento motorio automatico senza linguaggio. Il bambino che passa dal ripetersi le regole ad alta voce a usarle mentalmente.

17 07. Secondo Vygotskij, il linguaggio: È indipendente dai processi di pensiero. Si sviluppa socialmente e guida la costruzione del pensiero. Serve solo alla comunicazione pratica. Non è collegato all’autoregolazione.

17 08. Come sono organizzate gerarchicamente le categorie secondo Rosch et al. (1976)?. Solo in base alla frequenza d’uso. In ordine alfabetico. In livelli sovraordinato, di base e subordinato. In livelli casuali senza relazione.

17 09. Secondo Rosch, che cosa sono i prototipi?. Gli elementi meno tipici della categoria. Le definizioni verbali di un concetto. Gli esemplari più rappresentativi di una categoria. Le eccezioni alla regola.

17 10. Che cosa si intende per categorizzazione?. La memorizzazione passiva di liste. Il processo di classificare le informazioni in categorie significative. La ripetizione meccanica di definizioni. La traduzione di parole in immagini.

17 11. Che cosa sono i concetti?. Associazioni stimolo-risposta. Ricordi autobiografici dettagliati. Sequenze casuali di parole. Rappresentazioni mentali che organizzano insiemi di oggetti/eventi e le loro proprietà.

17 12. Una funzione degli stereotipi come schemi cognitivi è: Eliminare ogni tipo di inferenza. Ridurre la complessità della realtà favorendo l’economia cognitiva. Impedire la comprensione delle situazioni sociali. Aumentare il carico di informazioni da elaborare.

17 13. Che cosa sono le immagini mentali?. Semplici copie passive delle percezioni sensoriali. Esclusivamente ricordi autobiografici. Processi esclusivamente linguistici. Rappresentazioni interne vivide e manipolabili che supportano il pensiero e il problem solving.

17 14. Le immagini mentali: a) attivano aree cerebrali simili a quelle della percezione visiva, ma con input interni; b) sono bidimensionali; c) sostengono i processi di memorizzazione, pianificazione, presa di decisione e problem solving; d) rappresentano una capacità innata che può essere educata e raffinata in età adulta. a, c. a, b, c, d. a, b, d. a, c, d.

17 15. Per la teoria dei modelli mentali, la risoluzione di un sillogismo prevede quattro fasi: comprensione delle premesse; integrazione delle premesse; estrazione delle conclusioni; ricerca di contro esempi. comprensione delle premesse; integrazione delle premesse; ipotesi delle conclusioni; ricerca di conferme. verifica delle premesse; confronto delle premesse; ricerca di contro esempi; conferma delle conclusioni. comprensione delle premesse; confronto delle premesse; estrazione delle conclusioni; ricerca di conferme.

17 16. Il ragionamento induttivo: si fonda su regolarità e generalizzazione, funzioni che non conducono all’errore. può portare a conclusioni false. non permette di definire regolarità. si basa su processi di pensiero che vanno dal generale al particolare.

17 17. La tendenza a cercare dei dati a favore di una ipotesi è detta: Script della verifica. Bias della conferma. Errore di ipotesi. Impetus della falsificazione.

17 18. Il ragionamento induttivo segue una linea di pensiero che va: Dalle premesse alle conclusioni. Dal generale al particolare. Dal particolare al generale. Da un caso particolare ad un altro caso particolare.

17 19. L’euristica della rappresentatività è usata per: Stimare la frequenza relativa degli eventi. Determinare la disponibilità di strategie per la soluzione di un problema. Fare stime di probabilità. Stimare l’efficacia di strategie per la soluzione di un problema.

17 20. Il modello di categorizzazione di Roch prevede due dimensioni di analisi: superficiale e profonda. verticale e orizzontale. sovraordinata e subordinata. primaria e secondaria.

17 21. Le immagini mentali: a) attivano aree cerebrali simili a quelle della percezione visiva, ma con input interni; b) sono bidimensionali; c) sostengono i processi di memorizzazione, pianificazione, presa di decisione e problem solving; d) rappresentano una capacità innata che può essere educata e raffinata in età adulta. a, b, c, d. a, c, d. a, b, d. a, c.

17 22. Il sillogismo è un ragionamento: analogico. controfattuale. deduttivo. induttivo.

18 01. Quale euristica si basa sulla facilità di richiamo in memoria?. Euristica della rappresentatività. Euristica della coerenza. Euristica dell’ancoraggio. Euristica della disponibilità.

18 02. Quale euristica porta a giudicare più probabile ciò che è più rappresentativo?. Euristica della frequenza. Euristica dell’ancoraggio. Euristica della disponibilità. Euristica della rappresentatività.

18 03. Quali delle seguenti affermazioni sugli algoritmi è errata?. possono essere applicati a qualsiasi tipo di problema. riguardano il procedimento che permette di ottenere un risultato eseguendo una sequenza di operazioni secondo un ordine dato. sono un insieme finito di regole che conducono alla soluzione di un problema. non possono essere applicati ad alcune tipologie di problemi.

18 04. Un ostacolo emotivo al problem-solving può essere: La motivazione alta. La creatività eccessiva. L’eccesso di informazioni. Il disagio nell’adottare approcci non convenzionali.

18 05. Il ragionamento induttivo: non permette di definire regolarità. si basa su processi di pensiero che vanno dal generale al particolare. può portare a conclusioni false. si fonda su regolarità e generalizzazione, funzioni che non conducono all’errore.

18 06. La tendenza a cercare dei dati a favore di una ipotesi è detta: Script della verifica. Tendenza alla falsificazione. Bias della conferma. Errore di ipotesi.

18 07. Il ragionamento induttivo segue una linea di pensiero che va: Dalle premesse alle conclusioni. Da un caso particolare ad un altro caso particolare. Dal particolare al generale. Dal generale al particolare.

18 08. L’euristica della rappresentatività è usata per: Stimare l’efficacia di strategie per la soluzione di un problema. Fare stime di probabilità. Determinare la disponibilità di strategie per la soluzione di un problema. Stimare la frequenza relativa degli eventi.

18 09. Il sillogismo è un ragionamento: deduttivo. analogico. controfattuale. induttivo.

18 10. Kohler ha definito l’intuito come: una soluzione diretta e tempestiva recuperata velocemente dalla memoria a lungo termine. un’euristica specie-specifica degli scimpanzé. il cogliere all’improvviso la relazione che lega alcuni elementi che fino a quel momento sembravano tra loro scollegati. un processo per tentativi ed errori che permette il graduale avvicinamento alla soluzione.

18 11. Un tipo di impostazione è: la ridondanza. la meccanizzazione. l’insight. il bias della conferma.

18 12. Nel ragionamento induttivo, la probabilità rappresenta: Un dato matematico certo. Un valore oggettivo fisso. La frequenza reale di un evento. Il grado di certezza associato a un evento.

18 13. Quale errore è legato all’ignorare le frequenze di base?. Errore di conferma. Errore di disponibilità. Errore della rappresentatività. Errore di ancoraggio.

18 14. Secondo Tversky e Kahneman, le euristiche possono portare a: Risposte automatiche corrette. Decisioni perfette. Bias cognitivi. Conclusioni certe.

18 15. Quali delle seguenti affermazioni sugli algoritmi è errata?. possono essere applicati a qualsiasi tipo di problema. riguardano il procedimento che permette di ottenere un risultato eseguendo una sequenza di operazioni secondo un ordine dato. non possono essere applicati ad alcune tipologie di problemi. sono un insieme finito di regole che conducono alla soluzione di un problema.

18 16. Quale delle seguenti affermazione è vera?. A differenza dell’algoritmo, le euristiche applicano regole empiriche di tipo deduttivo. A differenza dell’algoritmo, le euristiche non inducono mai ad errore. Le euristiche sono strategie semplici ed economiche, che non inducono mai ad errore. Le euristiche sono strategie semplici, economiche e approssimative.

18 17. Quale fenomeno riguarda l’influenza della prima informazione ricevuta?. Disponibilità. Rappresentatività. Conferma. Ancoraggio e aggiustamento.

18 18. Carlo è sotto un acquazzone. A un certo punto si rende conto che può utilizzare un grosso manuale che ha nello zaino per ripararsi. Ha superato: la fissità funzionale. un’autoistruzione implicita. l’assetto mentale. la meccanizzazione.

18 19. L’insight si verifica più facilmente quando una persona: è molto motivata al successo. conosce bene l’ambito del problema. è altamente concentrata. ha flessibilità cognitiva.

19 01. I fattori del pensiero divergente di Guilford sono: fluidità, flessibilità, valutazione, elaborazione. fluidità, flessibilità, valutazione, originalità, elaborazione. fluidità, flessibilità, valutazione, originalità, quantità. fluidità, flessibilità, ampliezza, originalità, elaborazione.

19 02. Nella prima metà del Novecento la creatività era: considerata come un'abilità cognitiva attraverso la quale risolvere problemi. considerata come un potenziale intellettivo comune a tutti. considerata innata. assimilata all’iperdotazione mentale.

19 03. Miriana usa un barattolo di conserve e una candela per creare una lampada da tavolo. È un esempio: dell’operazione mentale riorganizzare. dell’operazione mentale collegare. dell’operazione mentale ampliare. tutte le precedenti.

19 04. Dovendo definire il “giornale” in termini di pensiero divergente, si potrebbe dire che: Lo si compra in edicola. Lo si compra al mattino. Lo si usa per lavare i vetri. Lo si legge.

19 05. Il pensiero divergente: si riferisce ai comportamenti devianti. si oppone al pensiero creativo. corrisponde all’abilità di generare risposte inusuali. è una componente del pensiero convergente.

19 06. i test ACR si fonda sulle operazioni di: assessment, collegamento, riflessione. assessment, creazione, ristrutturazione. ampliamento, contatto, riorganizzazione. ampliamento, collegamento, riorganizzazione.

19 07. Non è vero che il Test ACR: prevede due diverse modalità di somministrazione (risposta chiusa/aperta). prevede più versioni in base all'età. può essere somministrato a bambini di 6-12 anni di età. nella versione junior prevede solo prove figurali.

19 08. L’utilizzo delle analogie consiste nel: scomporre un problema in più sotto-problemi. considerare il contrario del concetto che si deve analizzare. interpretare dei fatti alla luce di contesti simili. assumere il punto di vista altrui.

19 09. Taylor distingue 5 forme di creatività: espressiva, riproduttiva, creativa, innovativa, emergente. espressiva, applicativa, inventiva, innovativa, naturale. tutte le opzioni proposte. espressiva, produttiva, inventiva, innovativa, emergente.

19 10. Secondo Rhodes la creatività può essere studiata dal punto di vista: dell'analisi della persona creativa e dell'ambiente creativo. tutte le opzioni proposte. dell'analisi del prodotto finale. dell'analisi del processo ideativo.

19 11. La capacità di produrre tante idee che si basa su un flusso di pensiero ricco e vario è detta: elaborazione. originalità. flessibilità. fluidità.

19 12. Secondo Guildford, tra i 5 fattori del pensiero divergente ci sono: originalità, flessibilità, continuità. fluidità, flessibilità, valutazione. nessuna delle opzioni rpoposte. originalità, elaborazione, quantità.

19 13. La strategia generazione e verifica consiste in: Ripetere strategie già note. Applicare una regola standard. Osservare e descrivere il problema. Proporre una soluzione e verificarla.

19 14. La Torre di Hanoi è un esempio di: Problema divergente. Compito non definito. Problema ben strutturato. Esercizio emotivo.

19 15. Un problema poco strutturato richiede: Applicazione di formule. Soluzioni automatiche. Pensiero produttivo e insight. Strategie riproduttive.

19 16. Il fenomeno della fissità funzionale consiste in: Concentrare l’attenzione sul contesto. Limitarsi alla funzione abituale di un oggetto. Sviluppare nuove funzioni per un oggetto. Usare strategie divergenti.

20 01. Insight significa: Uso automatico delle conoscenze. Ristrutturazione improvvisa degli elementi del problema. Applicazione di una regola. Analisi logico-matematica.

20 02. Il pensiero divergente: si riferisce ai comportamenti devianti. si oppone al pensiero creativo. corrisponde all’abilità di generare risposte inusuali. è una componente del pensiero convergente.

20 03. La fluidità nel pensiero divergente indica: Capacità di generare molte idee. Aderenza a schemi fissi. Capacità di concentrazione. Rapidità di risposta.

20 04. L’utilizzo delle analogie consiste nel: interpretare dei fatti alla luce di contesti simili. assumere il punto di vista altrui. scomporre un problema in più sotto-problemi. considerare il contrario del concetto che si deve analizzare.

20 05. La capacità di produrre tante idee che si basa su un flusso di pensiero ricco e vario è detta: fluidità. flessibilità. elaborazione. originalità.

20 06. Secondo il modello del contrasto, l'analogia è una sovrapposizione di attributi. maggiore è il numero delle proprietà/caratteristiche che due entità hanno in comune, minore è il grado di analogia esistente tra tali due entità. minore è il numero delle proprietà/caratteristiche che due entità hanno in comune, maggiore è il grado di analogia esistente tra tali due entità. maggiore è il numero delle proprietà/caratteristiche che due entità hanno in comune, maggiore è il grado di analogia esistente tra tali due entità. minore è il numero delle proprietà/caratteristiche che due entità hanno in comune, minore è il grado di analogia esistente tra tali due entità.

20 07. Secondo il modello del contrasto, l'analogia è una sovrapposizione di attributi. maggiore è il numero delle proprietà/caratteristiche che due entità hanno in comune, maggiore è il grado di analogia esistente tra tali due entità. minore è il numero delle proprietà/caratteristiche che due entità hanno in comune, maggiore è il grado di analogia esistente tra tali due entità. maggiore è il numero delle proprietà/caratteristiche che due entità hanno in comune, minore è il grado di analogia esistente tra tali due entità. minore è il numero delle proprietà/caratteristiche che due entità hanno in comune, minore è il grado di analogia esistente tra tali due entità.

20 08. Il pensiero riproduttivo si basa su: Nuove intuizioni. Euristiche emotive. Schemi già appresi. Elaborazione visiva.

20 09. Il pensiero convergente è tipico di: Domande soggettive. Situazioni aperte. Problemi con una sola risposta corretta. Contesti creativi.

20 10. Il completamento di analogie classiche è un esempio di: problema di sistemazione. ragionamento deduttivo e induttivo. compito. problema di trasformazione.

20 11. Il pensiero divergente è associato a. Soluzioni uniche. Sequenze fisse. Memorizzazione ripetitiva. Generazione di idee originali.

20 12. L'analogia di proporzione: consiste solamente di rapporti tra sistemi concettuali. non va confusa con l'analogia classica. non è applicabile in molte manifestazioni del pensiero. combina processi deduttivi e induttivi.

20 13. Secondo il Modello strutturale: minore è il grado di connessione tra i predicati di un dominio, maggiore è la probabilità che la struttura venga trasferita a un altro dominio. contano le connessioni che si stabiliscono tra gli elementi dell'analogia. maggiore è il grado di connessione tra i predicati di un dominio, minore è la probabilità che la struttura venga trasferita a un altro dominio. contano le caratteristiche intrinseche dei singoli elementi dell'analogia.

20 14. Secondo Sternberg, il ragionamento sotteso alle analogie di proporzione prevede sei passaggi: codifica, inferenza, mapping, applicazione, giustificazione, risposta. codifica, associazione, mapping, applicazione, giustificazione, risposta. codifica, inferenza, mapping, svolgimento, giustificazione, risposta. codifica, inferenza, mapping, applicazione, giustificazione, confronto.

20 15. "Si coglie il rapporto tra i primi due termini e si trasferisce sulla seconda coppia per ricavare quello mancante". Si tratta del procedimento di: analogia di proporzione. analogical problem solving. proiezione analogica. nessuna delle opzioni proposte.

20 16. "Una conoscenza precedente permette di comprendere (proiezione) una nuova realtà". Si tratta del procedimento di: analogia di proporzione. analogical problem solving. proiezione analogica. nessuna delle opzioni proposte.

20 17. Il ragionamento per analogia è: elemento distintivo dell’intelligenza. tutte le opzioni proposte. un incentivo del pensiero creativo. fondamento delle attività cognitive.

20 18. Il modello pragmatico: è applicabile nel caso di analogie di tipo socio-affettivo, ma non comportamentale. non è applicabile nel caso di analogie di tipo comportamentale e socio-affettivo. è applicabile nel caso di analogie di tipo comportamentale, ma non socio-affettivo. permette di concettualizzare anche le analogie di tipo comportamentale e socio-affettivo.

21 01. Le visioni occidentali dell'intelligenza focalizzano: a) problem-solving, categorizzazione e discussione; b) abilità verbale: parlare spesso e rapidamente; c) competenza sociale; d) competenza emotiva. a, b, d. a, b, c. a, b, c, d. a, b.

21 02. Le teorie implicite: incidono sul comportamento, gli atteggiamenti e le valutazioni delle persone. hanno validità ecologica. sono conoscenze metacognitive circa una funzione cognitiva, organizzate coerentemente in concetti. tutte le opzioni proposte.

21 03. Secondo le teorie implicite, l'intelligenza coinciderebbe con. tutte le opzioni proposte. intelligenza verbale. capacità di problem solving. intelligenza pratica.

21 04. Quale tra le seguenti è una definizione psicologica di intelligenza largamente riconosciuta?. abilità nel formare categorie e discutere razionalmente. capacità di comprendere il mondo, pensare razionalmente ed usare le risorse disponibili con efficacia. capacità di comprensione del mondo e di relazione interpersonale. abilità nel campo delle relazioni sociali.

21 05. Le visioni occidentali dell'intelligenza focalizzano: a) problem-solving, categorizzazione e discussione; b) abilità verbale: parlare spesso e rapidamente; c) competenza emotiva; d) competenza sociale. a, b. a, b, d. a, b, c, d. a, b, c.

21 06. Quali conseguenze può avere la minaccia dello stereotipo nelle performance scolastiche?. Maggiore concentrazione. Diminuzione dello stress. Sovraccarico cognitivo e peggioramento delle prestazioni. Incremento della motivazione.

21 07. Quale delle seguenti abilità non è tra quelle individuate nel modello di Thurstone?. Capacità numerica. Velocità percettiva. Ragionamento induttivo. Capacità di leadership.

21 08. Qual è una critica rivolta alla teoria delle intelligenze multiple?. Incoerenza logica. Difficoltà di misurazione empirica. Troppa attenzione al fattore g. Assenza di riscontri scolastic.

21 09. Secondo Sternberg, quale componente NON fa parte della teoria triarchica dell’intelligenza?. Intelligenza analitica. Intelligenza sociale. Intelligenza pratica. Intelligenza creativa.

21 10. Cosa si intende per minaccia dello stereotipo?. Un tipo di autostima elevata. La preoccupazione di confermare uno stereotipo negativo legato al proprio gruppo. Una teoria educativa. Un’azione diretta di discriminazione.

21 11. Quale strategia può ridurre gli effetti della minaccia dello stereotipo?. Confermare le aspettative del gruppo. Promuovere l’idea che le capacità siano malleabili. Ignorare il problema. Favorire il confronto sociale.

21 12. Quale effetto a lungo termine può avere la minaccia dello stereotipo?. Aumento dell’interesse scolastico. Disinvestimento e abbandono. Miglioramento delle performance. Incremento dell'autoefficacia.

21 13. Quale tra le seguenti è una definizione psicologica di intelligenza largamente riconosciuta?. abilità nel formare categorie e discutere razionalmente. abilità nel campo delle relazioni sociali. capacità di comprendere il mondo, pensare razionalmente ed usare le risorse disponibili con efficacia. capacità di comprensione del mondo e di relazione interpersonale.

22 01. Che cosa rappresenta l’intelligenza analitica secondo la teoria triarchica di Sternberg?. La capacità di creare soluzioni originali. L’abilità di gestire le emozioni durante un compito. indica la multi-dimensionalità e la misurabilità del concetto di intelligenza. L’efficienza dei processi cognitivi e metacognitivi.

22 02. Quale funzione è centrale nel modello a cono proposto da Cornoldi?. La percezione sensoriale. La memoria di lavoro. controllare i vissuti emotivi. L’intelligenza emotiva.

22 03. Rispetto allo studio dell’intelligenza si distinguono le teorie: a) teorie unitarie; b) innatiste; c) teorie multicomponenziali; d) teorie gerarchiche; e) teorie cognitive; f) evoluzionistiche; g) teorie globali-maturative. a, b, c, f, g. a, c, d, e, g. c, d, e, f, g. a, b, c, d, e, f, g.

22 04. L’intelligenza fluida è. la capacità di comprendere il mondo, pensare razionalmente e usare efficacemente le risorse in caso di difficoltà. nessuna delle precedenti. la capacità di elaborare l’informazione, di ragionare e di memorizzare. l’accumulo di informazioni, abilità e strategie apprese attraverso l’esperienza.

22 05. Il concetto di QI è stato introdotto da: Binet. Stern. Stanford. Terman.

22 06. Nelle persone anziane, l’intelligenza cristallizzata declina, mentre quella fluida no. Né vero, Né falso. Dipende dal tipo di capacità. vero. falso.

22 07. Il “fattore g”: indica la multi-dimensionalità del concetto di intelligenza. per garantire la persistenza sul compito, devono essere più frequenti di quelle spiacevoli. è un fattore unico e non misurabile da cui dipende il risultato di qualsiasi manifestazione di intelligenza. è un fattore unico e misurabile, da cui dipende il risultato di qualsiasi manifestazione di intelligenza.

22 08. Il QI è il rapporto tra età: Mentale e scolastica. Cronologica e anagrafica. Cronologica e mentale. Mentale e cronologica.

22 09. Il “fattore g”: è un fattore unico e misurabile, da cui dipende il risultato di qualsiasi manifestazione di intelligenza. indica la multi-dimensionalità del concetto di intelligenza. indica la multi-dimensionalità e la misurabilità del concetto di intelligenza. è un fattore unico e non misurabile da cui dipende il risultato di qualsiasi manifestazione di intelligenza.

22 10. Secondo il modello di Gardner, le abilità-skills nel riconoscere e classificare le specie vegetali e animali e le caratteristiche dell’ambiente caratterizzano l’intelligenza: naturalistica. musicale. logico-matematica. corporeo-cinestetica.

22 11. Secondo il modello di Gardner, le abilità nel ricoscimento del significato, del suono e dell’ordine delle parole caratterizzano l’intelligenza: musicale. logico-matematica. linguistica. intrapersonale.

22 12. Secondo il modello di Gardner, le abilità-skills del percepire forme e riconoscere elementi in diversi contesti caratterizzano l’intelligenza: corporeo-cinestetica. spaziale. logico-matematica. naturalistica.

22 13. Secondo il modello di Gardner, le abilità-skills nel stabilire rapporti e formulare regole caratterizzano l’intelligenza: logico-matematica. spaziale. naturalistica. linguistica.

22 14. Il modello di intelligenza di Carroll prevede 3 strati che culminano con l'abilità di autorealizzazione. sì. no, il culmine è il fattore g. sì, e alla base pone le abilità ristrette. no, culmina riprendendo le intelligenze di Cattell.

22 15. Quale autore ha definito l'intelligenza come dell’insieme di capacità creative, analitiche e pratiche per raggiungere i propri obiettivi nella vita, in un determinato contesto socioculturale. Torrance. Guilford. Sternberg. Gardner.

22 16. Il Modello dell’intelligenza a cono di Cornoldi prevede l'interazione tra strutture intellettive di base organizzate gerarchicamente e aspetti legati a fattori esperienziali, motivazionali-culturali, emotivi e metacognitivi. Sì e assume l'intelligenza come costrutto multicomponenziale. Sì. No. No, le strutture di base non sono gerarchiche.

22 17. Rispetto allo studio dell’intelligenza si distinguono le teorie: a) teorie unitarie; b) innatiste; c) teorie multicomponenziali; d) teorie gerarchiche; e) teorie cognitive; f) teorie globali-maturative; g) evoluzionistiche. a, b, c, f, g. c, d, e, f, g. a, c, d, e, g. a, b, c, d, e, f, g.

22 18. L’intelligenza fluida è. la capacità di comprendere il mondo, pensare razionalmente e usare efficacemente le risorse in caso di difficoltà. la capacità di elaborare l’informazione, di ragionare e di memorizzare. nessuna delle precedenti. l’accumulo di informazioni, abilità e strategie apprese attraverso l’esperienza.

22 19. Il concetto di QI è stato introdotto da: Binet. Stern. Stanford. Terman.

22 20. Nelle persone anziane, l’intelligenza cristallizzata declina, mentre quella fluida no. falso. Né vero, Né falso. vero. Dipende dal tipo di capacità.

22 21. A cosa si riferisce l’intelligenza cristallizzata nel modello Cattell-Horn?. Alla capacità di risolvere problemi nuovi. Alle conoscenze e abilità acquisite nel tempo tramite l’esperienza e l’istruzione. con-causa. Alla rapidità con cui si risolvono problemi visivi.

22 22. Quale delle seguenti caratteristiche è associata all’intelligenza fluida?. Conoscenze acquisite attraverso l’istruzione. il costrutto di autoefficacia e il senso di competenza (Controllo); l'importanza e il significato sociale dell'evento (Valore). Capacità di risolvere problemi nuovi senza affidarsi a conoscenze pregresse. Capacità di ricordare fatti storici.

22 23. Qual è il livello più alto del modello CHC di Carroll?. Le abilità ristrette. L’intelligenza cristallizzata. Il fattore g. una componente fisiologica di arousal indifferenziato e una componente comportamentale.

22 24. Secondo le teorie gerarchiche, che ruolo ha il fattore g?. Una funzione emotiva legata alla motivazione. può non essere particolarmente rilevante per l’individuo. Un insieme di emozioni legate alla prestazione. Un livello superiore che spiega le correlazioni tra diverse abilità cognitive.

22 25. Nel modello di Cornoldi, dove si trovano le abilità più automatizzate?. falso, non è stato affermato da Lazarus. Alla base del cono. Nel secondo strato del modello. All’apice del cono.

22 26. A cosa servono le capacità di inibizione secondo le teorie cognitiviste dell’intelligenza?. comunicano l’avanzamento nel raggiungimento degli obiettivi (in funzione dell’intensità dell’emozione) e il valore che assumono per noi (in funzione della tipologia di emozione). A ignorare stimoli irrilevanti per concentrarsi sul compito. A mantenere l’attenzione su più stimoli contemporaneamente. A incrementare la velocità di risposta automatica.

25 01. Le emozioni sono processi che: a) hanno valenza adattiva; b) preparano all’azione e modellano il comportamento; c) permettono di interagire con gli altri; d)mediano la relazione organismo-ambIente; e) culminano nell’attivazione fisiologica. a, b, c, e. a, b, c, d, e. a, b. a, b, c, d.

25 02. Secondo le teorie dell'appraisal, l'antecedente emotivo: deve essere rilevante per l’individuo. motivare le emozioni proprie e altrui, di esprimerle e regolarle in funzione degli obiettivi. può essere solo un evento fisico. non può essere un ricordo.

25 03. Secondo Lazarus, la valutazione secondaria riguarda il modo in cui una situazione o un evento vengono valutati rispetto al grado di rilevanza e pertinenza per gli interessi dell'individuo. cognitivo, affettivo e comportamentale. vero. falso, è la valutazione del cambiamento della relazione individuo/ambiente. falso.

25 04. Il coping focalizzato sulle emozioni non prevede di: mettere in atto abilità di regolazione affettiva. nella modalità «prudente» le persone rischiano se obbligate, nella modalità «audace» osano. mantenere una prospettiva positiva. cercare il supporto sociale.

25 05. Secondo l'ipotesi del feedback facciale: Le espressioni influenzano le emozioni. Solo il linguaggio influenza l'umore. Le emozioni sono indipendenti dal volto. La postura non incide sulle emozioni.

25 06. La rabbia, se ben regolata, può: Eliminare il bisogno di relazioni. Sopprimere il problem solving. Motivare il cambiamento. Aumentare l'isolamento.

25 07. Secondo la Teoria “Controllo – Valore” i due antecedenti cognitivi delle emozioni si rifanno a: il costrutto di autodeterminazione (Controllo); l'importanza e il significato sociale dell'evento (Valore). il costrutto di autoefficacia e di effectance (Controllo); l'importanza e il significato attribuiti all'evento (Valore). No, le emozioni anticipate non sono dimensioni caratterizzanti. il costrutto di autoefficacia e il senso di competenza (Controllo); l'importanza e il significato attribuiti all'evento (Valore).

25 08. La valutazione delle emozioni varia in base a: a) novità; b) fascia evolutiva; c) pertinenza e rilevanza dello stimolo e della situazione; d) coping; e)piacevolezza/spiacevolezza intrinseca; f) compatibilità con le norme sociali e l’immagine di sé; g) il livello di attivazione fisiologica. a, b. a, b, c, e. a, b, c, d, e. a, b, c, d.

25 09. Secondo Lazarus, la valutazione secondaria riguarda il modo in cui una situazione o un evento vengono valutati rispetto al grado di rilevanza e pertinenza per gli interessi dell'individuo. falso, non è stato affermato da Lazarus. falso, è la valutazione del cambiamento della relazione individuo/ambiente. falso. vero.

25 10. La capacità di resistere e di superare dopo una profonda avversità è detta: resistenza. resilienza. eustress. coping.

25 11. Il coping focalizzato sulle emozioni non prevede di: mettere in atto abilità di regolazione affettiva. mantenere una prospettiva positiva. cercare il supporto sociale. controllare i vissuti emotivi.

25 12. Secondo le teorie dell'appraisal, l'antecedente emotivo: può non essere particolarmente rilevante per l’individuo. può essere solo un evento fisico. non può essere un ricordo. deve essere rilevante per l’individuo.

25 13. Il TEC è: test of emotion comprehension. test of emotion control. test of endorphin calibration. training for empowerment and creativity.

25 14. La paralisi del muscolo corrugatore compromette: La capacità logica. La comprensione di frasi emotive negative. La percezione uditiva. La produzione di emozioni positive.

25 15. Secondo la Teoria “Controllo – Valore” i due antecedenti cognitivi delle emozioni si rifanno a: il costrutto di autodeterminazione (Controllo); l'importanza e il significato sociale dell'evento (Valore). il costrutto di autoefficacia e il senso di competenza (Controllo); l'importanza e il significato sociale dell'evento (Valore). il costrutto di autoefficacia e il senso di competenza (Controllo); l'importanza e il significato attribuiti all'evento (Valore). il costrutto di autoefficacia e di effectance (Controllo); l'importanza e il significato attribuiti all'evento (Valore).

25 16. La valutazione delle emozioni varia in base a: a) novità; b) piacevolezza/spiacevolezza intrinseca; c) pertinenza e rilevanza dello stimolo e della situazione; d)coping; e) fascia evolutiva; f) compatibilità con le norme sociali e l’immagine di sé. a, b, c, d, f. b, c, d, e. a, c, e, f. a, b, c, d, e, f.

25 17. Le emozioni sono processi che: a) hanno valenza adattiva; b) preparano all'azione e modellano il comportamento; c) permettono di interagire con gli altri; d)culminano nell'attivazione fisiologica; e) mediano la relazione organismo-ambIente. a, b, c, d. a, b. a, b, c, d, e. a, b, c, e.

25 18. Rispetto alle emozioni, l’attivazione fisiologica è stata definita dalle diverse teorie come: causa. causa, concausa, risultato. risultato. con-causa.

25 19. Secondo la Teoria Cognitivo-Attivazionale, l’emozione è generata dalla connessione tra: una componente fisiologica di arousal indifferenziato e una componente psicologica, di percezione e riconoscimento dello stimolo/situazione. una componente fisiologica e una componente psicologica di riconoscimento dello stimolo/situazione. Sì, inoltre sono correlate, sia quelle positive, sia quelle negative, all’autoregolazione e all’utilizzo di procedimenti analitici. una componente fisiologica e una componente psicologica di percezione.

25 20. Secondo la Teoria Cognitivo-Attivazionale, l’emozione è generata dalla connessione tra: una componente fisiologica di arousal indifferenziato e una componente comportamentale. una componente fisiologica di arousal indifferenziato e una componente psicologica, di percezione e riconoscimento dello stimolo/situazione. una componente fisiologica e una componente psicologica di riconoscimento dello stimolo/situazione. una componente fisiologica e una componente psicologica di percezione.

26 01. Secondo Lazarus, lo stile di evitamento porta a: Sfida e motivazione. Senso di appartenenza. Empatia e calma. Emozioni come ansia, frustrazione e tristezza.

26 02. Le emozioni modali secondo Scherer sono: Reazioni innate e universali. Risposte esclusivamente biologiche. Espressioni socialmente acquisite. Le configurazioni più frequenti e contestuali.

26 03. Cosa è innato secondo Scherer?. Il contenuto delle emozioni. Le espressioni motorie. I processi valutativi e le regole che li guidano. Le emozioni di base.

26 04. Non è vero che le emozioni piacevoli: sono il contrario delle emozioni spiacevoli. hanno molteplici funzioni. possono essere vissute contemporaneamente. antecedente/posteriore.

26 05. Lo stile strategico si associa a: Rabbia e isolamento. Disorientamento. Soddisfazione anticipata e sfida. Evitamento attivo.

26 06. Il tema relazionale centrale della tristezza è: Sensazione di colpa. Presenza di un pericolo imminente. Percezione di una perdita non modificabile. Assenza di motivazione.

26 07. Cosa succede se interpretiamo erroneamente un’attivazione fisiologica?. La risposta emotiva è sempre corretta. Possiamo provare un’emozione non coerente con la situazione reale. L’attivazione scompare. Siamo immuni da reazioni emotive.

26 08. Il coping focalizzato sulle emozioni si usa quando: La situazione non è modificabile. Abbiamo il pieno controllo. È possibile risolvere facilmente il problema. Non proviamo alcuna emozione.

26 09. Il concetto di reappraisal indica: Una reazione fisiologica involontaria. Una negazione dell’esperienza. Una rivalutazione successiva dell’evento. Un’elaborazione emotiva meccanica.

26 10. Nel contesto scolastico le emozioni sono suscitate in particolare nell’occasione di: lezioni e discussioni in classe. interrogazioni e svolgimento dei compiti. lezioni, verifiche e ora di ginnastica. lezioni, verifiche e svolgimento dei compiti.

26 11. Il coping focalizzato sul problema prevede: Distrarsi dall’emozione. Intervenire attivamente sulla situazione. Negare l’esistenza del problema. Esprimere le emozioni con rabbia.

26 12. L’attivazione fisiologica nella teoria bifattoriale è: Priva di effetti corporei. Controllata volontariamente. Indifferenziata tra le diverse emozioni. Specifica per ogni emozione.

26 13. Le emozioni hanno un effetto sulla quantità e sulla qualità dell'apprendimento: No, solo sulla qualità dell’apprendimento. Sì, ma emozioni positive e negative sono correlate all’utilizzo di strategie differenti. Sì, inoltre sono correlate, sia quelle positive, sia quelle negative, all’autoregolazione e all’utilizzo di procedimenti analitici. No, solo sulla quantità dell’apprendimento.

26 14. Le emozioni di studenti e docenti sono suscitate dal timore dell'insuccesso e dal desiderio di riuscita, due dimensioni caratterizzate entrambe da: predisposizioni individuali, valutazione cognitiva della probabilità di riuscire o non riuscire e emozioni anticipate. Sì, inoltre incidono il contesto sociale e i modelli di reazione agli eventi. Sì, le predisposizioni individuali rappresentano la tendenza oggettiva ad essere stimolati alla riuscita o avere paura di non riuscire. No, le emozioni anticipate non sono dimensioni caratterizzanti. Sì, la valutazione cognitiva della probabilità di riuscire si basa su fatti oggettivi e esperienze passate.

26 15. Per Harter le emozioni legate alla costruzione del sé sono: umiliazione, orgoglio, rimpianto, vergogna e imbarazzo. umiliazione, rabbia, senso di colpa, vergogna e imbarazzo. umiliazione, orgoglio, senso di colpa, vergogna e imbarazzo. umiliazione, orgoglio, senso di colpa, ambizione e imbarazzo.

26 16. Le emozioni morali: sono emozioni scolastiche controllabili. si riferiscono all’abilità e sono dirette verso gli altri. non sono associate alle norme sociali. sono dirette verso gli altri, in particolare la vergogna e il rimpianto.

26 17. Non è vero che le emozioni piacevoli: possono essere vissute contemporaneamente. per garantire la persistenza sul compito, devono essere più frequenti di quelle spiacevoli. hanno molteplici funzioni. sono il contrario delle emozioni spiacevoli.

26 18. L'ansia da valutazione si riferisce a un tratto di personalità caratterizzato da: aspetti cognitivi, aspetti affettivi, aspetti comportamentali. aspetti neurologici, aspetti affettivi, aspetti comportamentali. aspetti cognitivi, aspetti fisiologici, aspetti comportamentali. aspetti cognitivi, aspetti affettiv.

26 19. Il modello gerarchico di Rosemberg (1998) distingue l'affettività in: stati affettivi e emozioni. stati affettivi e umori. tratti affettivi e umori. stati affettivi e tratti affettivi.

26 20. Secondo la Teoria Comunicativa delle emozioni, le emozioni: comunicano l’avanzamento nel raggiungimento degli obiettivi (in funzione dell’intensità dell’emozione) e il valore che assumono per noi (in funzione della tipologia di emozione). esprimono le aspettative di risultato e comunicano l’avanzamento nel raggiungimento degli obiettivi (in funzione dell’intensità dell’emozione) e il valore che assumono per noi (in funzione della tipologia di emozione). esprimono le aspettative di risultato (in funzione della tipologia di emozione) e il valore che assumono per noi (in funzione dell’intensità dell’emozione). esprimono le aspettative di risultato e comunicano l’avanzamento nel raggiungimento degli obiettivi (in funzione della tipologia di emozione) e il valore che assumono per noi (in funzione dell’intensità dell’emozione).

26 21. Nel contesto scolastico le emozioni sono suscitate in particolare nell’occasione di: a, c, d, e. lezioni e discussioni in classe. interrogazioni e svolgimento dei compiti. lezioni, verifiche e svolgimento dei compiti.

26 22. Nel modello di Frijda, le emozioni influenzano: Solo la percezione sensoriale. Esclusivamente la coscienza. Pensieri, comportamenti, attivazione corporea. Solo il comportamento motorio.

27 01. il Modello di Gross collega l'elaborazione e il controllo delle emozioni a: la possibilità di riflettere su di esse. la possibilità di apprendere da esse e poterle comunicare. la possibilità di riflettere su di esse e poterle comunicare. la possibilità di riflettere su di esse e poterle esprimere.

27 02. Le regole di attribuzione servono a: Prevedere il comportamento. Giustificare l’emozione rispetto al contesto sociale. Misurare la reazione fisiologica. Identificare lo stimolo originale.

27 03. Rimé analizza gli effetti del raccontare le proprie emozioni. solo delle emozioni negative,. non forniscono energia psichica per affrontare la situazione in atto. solo delle emozioni positive. anche a se stessi.

27 04. Il SAM valuta tre dimensioni dello stato emotivo: valenza, rispondenza, controllo. valenza, attivazione, controllo. valore, attivazione, controllo. nessuna delle opzioni proposte.

27 05. Rispetto al costrutto di autocompassione non è vero che: implica l’identificarsi con i propri errori. costruiscono le risorse di sopravvivenza. implica il riconoscersi parte dell'umanità. prevede tre dimensioni bipolari.

27 06. La capacità di regolare il proprio vissuto emotivo attiva l’individuo sul piano: cognitivo e affettivo. affettivo e relazionale. affettivo e relazionale. cognitivo, affettivo e sociale-ambientale.

27 07. Scegliere la definizione più corretta. In base alla Teoria del focus regolatorio: nella modalità «prudente» le persone rischiano se obbligate, nella modalità «audace» osano. nella modalità «prudente» le persone agiscono per l’obbligo, nella modalità «audace» cercano di ottenere vantaggi. nella modalità «prudente» le persone non rischiano e agiscono per l’obbligo, nella modalità «audace» osano per ottenere vantaggi anche nell’incertezza. nella modalità «prudente» le persone non rischiano, nella modalità «audace» osano solo nell’incertezza.

27 08. Il FACS è stato sviluppato da: Zajonc e Havas. Averill e Harré. Ekman e Friesen. Lazarus e Scherer.

27 09. Le regole prognostiche definiscono: Le cause genetiche dell’emozione. L’intensità emotiva espressa. I processi cognitivi sottostanti. Durata ed evoluzione di un’emozione.

27 10. Le regole di valutazione secondo Averill stabiliscono: Chi è responsabile dell’emozione. Come interpretare una situazione. La durata di un’emozione. Come esprimere un’emozione.

27 11. Per una reale trasformazione dell’emozione è necessario: a) il riconoscimento delle emozioni, b) la loro comunicazione: c) l’attivazione di pattern comportamentali specifici; d) la loro ri-significazione; e) la condivisione. a, c, e. a, b, c, d. a, c, d, e. a, b, c, d, e.

27 12. Rimé analizza gli effetti del raccontare le proprie emozioni. solo delle emozioni positive. solo dei vissuti di colpa e vergogna. solo delle emozioni negative. anche a se stessi.

27 13. Il SAM valuta tre dimensioni dello stato emotivo: valore, attivazione, controllo. valenza, attivazione, regolazione. valenza, rispondenza, controllo. valenza, attivazione, controllo.

27 14. Il PANAS: valuta lo stato emotivo generale dell'individuo. valuta lo stato dell'individuo in finestre temporali di diversa estensione. valuta lo stato dell'individuo nel momento presente. è costituito da 25 termini che descrivono sentimenti ed emozioni.

27 15. Il Modello Interpersonale analizza l'interazione dell’influenza e della prossimità: vero, l’influenza va dalla sottomissione alla dominanza, la prossimità va dall’oppositività alla cooperazione. falso, riguarda la relazione tra l’influenza e l’appartenenza. vero, l’influenza va dall’oppositività alla cooperazione, la prossimità va dalla sottomissione alla dominanza. falso, riguarda la relazione tra sostegno e partecipazione.

27 16. Rispetto al costrutto di autocompassione non è vero che: implica il non essere giudicanti. implica l’identificarsi con i propri errori. implica il riconoscersi parte dell'umanità. prevede tre dimensioni bipolari.

27 17. Per una reale trasformazione dell’emozione è necessario: a) il riconoscimento delle emozioni, b) la loro comunicazione: c) la condivisione; d) la loro ri-significazione; e) l’attivazione di pattern comportamentali specifici. a, b, c, d, e. a, c, e. a, b, d, e. a, c, d, e.

27 18. La competenza emotiva consiste nella capacità di. riconoscere e motivare le emozioni proprie e altrui, di esprimerle e regolarle in funzione del contesto e degli obiettivi. motivare le emozioni proprie e altrui, di esprimerle e regolarle in funzione degli obiettivi. riconoscere e motivare le proprie emozioni, di esprimerle e regolarle in funzione del contesto e degli obiettivi. riconoscere le emozioni proprie e altrui, di esprimerle e regolarle in funzione del contesto.

27 19. La capacità di regolare il proprio vissuto emotivo attiva l’individuo sul piano: cognitivo, affettivo e comportamentale. cognitivo, affettivo e sociale-ambientale. affettivo e relazionale. cognitivo e affettivo.

27 20. Nel modello di Gross l’Emotional Labor attiva due livelli di acting. antecedente/posteriore. interno/esterno. superficiale/profondo. primario/secondario.

28 01. Il recupero emozionale si riferisce al fatto che: dopo emozioni positive/negative, le persone tendono a tornare al proprio livello umorale di base, predeterminato dal loro genotipo. l’emozione resta, ma la felicità si attutisce. dopo emozioni positive/negative, le persone non tendono a tornare al proprio livello umorale di base. dopo emozioni positive/negative, le persone tendono a tornare al proprio livello umorale di base, determinato dall'educazione e dalle relazioni più prossime.

28 02. Il benessere soggettivo: non coincide con il benessere psicologico. è un costrutto multidimensionale di autorealizzazione. tutte le opzioni proposte. tende universalmente a essere stabile.

28 03. La psicologia positiva valorizza le esperienze: passate. presenti e future, andando oltre quelle passate. future. passate, presenti e future.

28 04. Chi non si è occupato di psicologia positiva?. Waterman. Ryff e Singer. Watson. Ryan e Deci.

28 05. Il livello di benessere e la qualità della vita sono fattori oggettivi. Dipende dalle esperienze. vero. falso. non ci sono differenze.

28 06. Le emozioni negative: sono dinamiche, ma non adattive, perché non spingono all'azione. tutte le opzioni proposte. quando sono intense, prolungate e ricorrenti possono incidere sulla salute e il benessere della persona. oggettive, temporali e transitorie.

28 07. Le emozioni positive: comportano un’attivazione del sistema nervoso autonomo. comportano una specifica tendenza all’azione. passate. sono dinamiche e hanno un valore adattivo specifico.

28 08. Secondo la Broaden-and Build Theory, non è vero che le emozioni positive: neutralizzano e alleviano le conseguenze negative a lungo termine delle emozioni negative. ampliano le potenzialità cognitive. ampliano il repertorio di azioni. non coincide con il benessere psicologico.

28 09. La felicità edonica analizza: il piacere come benessere personale. lo sviluppo e la realizzazione delle potenzialità individuali. lo sviluppo delle potenzialità della natura umana. il piacere come benessere sociale.

28 10. Qual è la differenza tra gioia e piacere?. non ci sono differenze. la gioia un’emozione e il piacere è una sensazione. la gioia è una sensazione temporanea, il piacere è una sensazione duratura. la gioia una sensazione e il piacere è un’emozione.

28 11. Le persone positive: Sono ottimiste. Amano frequentare altre persone. Tutte le opzioni proposte. Hanno alta autostima.

28 12. Le esperienze di felicità sono: soggettive, temporali e transitorie. soggettive e temporali. oggettive, temporali e transitorie. soggettive e transitorie.

28 13. La psicologia positiva studia: gli effetti delle emozioni positive. gli effetti della motivazione. tutte le opzioni proposte. il ruolo delle risorse e delle potenzialità dell’uomo.

28 14. Non è vero che: chi subisce gravi incidenti non riesce a tornare al proprio livello di set point del benessere. Gemelli monozigoti cresciuti in condizioni palesemente differenti presentano livelli di felicità simili. il livello di set point di gruppi demografici eterogenei non presenta grandi differenze. per la maggior parte delle persone il set point per il benessere è relativamente elevato.

28 15. La felicità: è prodotta da circostanze favorevoli. tutte le opzioni proposte. è prodotta dal significato che diamo alle cose che facciamo, dall’atteggiamento positivo. è un processo necessario per essere motivati, perché la motivazione significa felicità.

28 16. Il livello di benessere e la qualità della vita sono fattori oggettivi. vero. dipende dall'età dei soggetti. Dipende dalle esperienze. falso.

28 17. L’eudaimonia distingue benessere e felicità, perché solo il soddisfacimento di alcuni desideri promuove il benessere. falso. vero. Dipende dall'età dei soggetti. dipende dal genere dei soggetti.

28 18. Secondo la Broaden-and Build Theory, non è vero che le emozioni positive: ampliano le potenzialità cognitive. costruiscono le risorse di sopravvivenza. neutralizzano e alleviano le conseguenze negative a lungo termine delle emozioni negative. ampliano il repertorio di azioni.

28 19. Le emozioni positive: comportano una specifica tendenza all’azione. comportano un’attivazione del sistema nervoso autonomo. sono un segnale esterno che spinge all’esplorazione dell’ambiente, alla prosecuzione di un’esperienza. sono dinamiche e hanno un valore adattivo specifico.

28 20. Secondo l'ipotesi di neutralizzazione: le emozioni positive compensano le emozioni negative. le emozioni positive influenzano, ma non modificano gli effetti successivi di emozioni negative. nessuna delle opzioni proposte. le emozioni positive hanno una funzione di regolazione delle emozioni negative.

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