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Psicologia DA

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Psicologia DA

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redazione in corso

Creation Date: 2026/03/20

Category: Others

Number of questions: 1068

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02 01. L’introspezione è il metodo che permette di: accedere a contenuti inconsci. rilevare l’esperienza immediata. rievocare ricordi passati. recuperare ricordi lontani.

02 02. Il fondatore del Funzionalismo è: Wundt. Wertheimer. Dewey. Skinner.

02 03. L’apprendimento può essere definito in modo completo come: un processo individuale realizzato per via esperienziale o teorica. un processo basato sull’esperienza. un processo esperienziale che produce comportamenti stabili, realizzati in modo autonomo. un processo esperienziale che produce comportamenti stabili.

02 04. Per il costruttivismo l’apprendimento è: un processo di adesione delle strutture cognitive alle nuove situazioni che si presentano. nessuna delle precedenti. un processo di rapido adeguamento delle strutture cognitive alle nuove situazioni che si presentano. un processo di progressivo adeguamento delle strutture cognitive alle nuove situazioni che si presentano.

02 05. Tra le regole dell'introspezione di Wundt c'è: si devono studiare le situazioni di variazione dell’intensità, della qualità e della sequenza degli stimoli presentati per poter fare riferimento ad un "evento medio". non si devono studiare le situazioni di variazione dell’intensità, della qualità e della sequenza degli stimoli presentati. si devono studiare anche le situazioni di variazione dell’intensità, della qualità e della sequenza degli stimoli presentati. si devono studiare anche situazioni di variazione dell’intensità, ma non della qualità e della sequenza degli stimoli presentati.

02 06. James applica l'introspezione. seguendo il metodo di Titchener. compensata dal metodo comparativo. seguendo il metodo di Wundt. non utilizza l'introspezione.

02 07. La metafora utilizzata per analizzare l'organizzazione del processo di apprendimento prevede i seguenti punti: luogo, senso, impalcature, attori. dove, cosa, come, chi. luogo, sfondo, strutture, attori. luogo, sfondo, impalcature, attori.

02 08. Il metodo dell’introspezione adottato da Wundt: sostituisce il concetto filosofico di introspezione con il metodo sperimentale. Sistematizza il concetto filosofico di introspezione, grazie al metodo sperimentale. supera il concetto filosofico di introspezione. applica il concetto filosofico di introspezione.

02 09. Affinché si possa parlare di apprendimento, il cambiamento deve essere: Stabile e duraturo. Casuale e temporaneo. Limitato allo sviluppo biologico. Basato solo su riflessi innati.

02 10. Quale tecnica di neuroimaging utilizza il tracciante FDG?. MEG. EEG. PET. fMRI.

02 11. La Gestalt afferma che: La mente è composta da elementi semplici. L’apprendimento è solo condizionamento. Il tutto è più della somma delle parti. L’esperienza è sempre oggettiva.

02 12. Secondo la psicologia dell’apprendimento, i riflessi innati: Non equivalgono all’apprendimento. Generano nuove connessioni neurali complesse. Sono identici ai processi cognitivi. Sono totalmente volontari.

02 13. Per Dewey e il Funzionalismo, il comportamento deve essere studiato: in funzione del significato che ha per l’individuo che lo mette in atto, ma non necessariamente del contesto nel quale si manifesta. in funzione del significato che ha per l’individuo che lo mette in atto. in funzione del significato che ha per l’individuo che lo mette in atto e del contesto nel quale si manifesta. in funzione del contesto nel quale si manifesta.

02 14. Il pensiero della Gestalt è caratterizzato da tre dimensioni fondamentali: Introspezionismo; Teoria di campo; Postulato dell’isomorfismo. atteggiamento filosofico; Teoria di campo; Postulato dell’isomorfismo. Elementarismo; Teoria di campo; Postulato dell’isomorfismo. atteggiamento fenomenologico; Teoria di campo; Postulato dell’isomorfismo.

03 01. Un ricercatore, nel corso di un esperimento, presenta un training di potenziamento dell'attenzione a una classe di bambini della Scuola Primaria. Somministra alcuni test attentivi prima dell'inizio e al termine del percorso, per testare i cambiamenti che si sono verificati a seguito del training. Sembra che in questo studio manchi: la presenza di una variabile dipendente e di una variabile indipendente. un gruppo di controllo. la formulazione di un'ipotesi chiara. l'operazionalizzazione delle variabili.

03 02. I questionari devono essere somministrati in condizioni: continue. costanti e confrontabili. costanti. confrontabili.

03 03. Cosa differenzia uno studio trasversale da uno longitudinale?. Il trasversale è più costoso. Il longitudinale non richiede ipotesi. Il trasversale osserva gruppi diversi, il longitudinale lo stesso gruppo nel tempo. Il trasversale manipola le variabili, il longitudinale no.

03 04. Cosa permette di fare un disegno fattoriale misto?. Ignorare le differenze individuali. Analizzare un solo fattore alla volta. Manipolare alcune variabili tra soggetti e altre entro i soggetti. Evitare l’uso di gruppi di controllo.

03 05. Se il risultato di un esperimento è significativo, le differenze tra i gruppi (sperimentale e di controllo) sono: non devono esserci differenze tra i gruppi. nessuna delle opzioni proposte. il più possibile minime. il più possibile ampie.

03 06. Le domande chiuse di un questionario possono essere: dicotomiche o a scelta multipla. a scelta multipla o a scala graduata. dicotomiche. dicotomiche, a scelta multipla, a scala graduata.

03 07. Il termine “variabile indipendente” indica: un effetto non preventivabile che può verificarsi nel corso di un esperimento. il fattore che cambia in funzione del comportamento del soggetto. il fattore manipolato dallo sperimentatore. l’effetto che lo sperimentatore misura.

03 08. I dati comportamentali si rilevano attraverso: l'osservazione. l'osservazione e i tempi di reazione. gli indici fisiologici. i verbal report.

03 09. La funzione del gruppo di controllo è di: Escludere spiegazioni alternative dei risultati. Bilanciare i soggetti. Rendere possibili ulteriori dimostrazioni della validità delle ipotesi formulate dallo sperimentatore. Aiutare lo sperimentatore nella somministrazione delle prove.

03 10. Qual è la principale caratteristica dei disegni within-subjects?. Le variabili non vengono manipolate dallo sperimentatore. Ogni partecipante è esposto a tutte le condizioni sperimentali. I partecipanti non sanno di essere osservati. Ogni partecipante è assegnato a un solo gruppo.

03 11. Cosa significa 'randomizzazione' nei disegni sperimentali?. Distribuzione dei dati con un software statistico. Assegnazione basata sull’età dei partecipanti. Suddivisione dei gruppi in base al rendimento scolastico. Assegnazione casuale dei partecipanti alle condizioni sperimentali.

03 12. Perché si usa il doppio cieco negli studi sperimentali?. Per assegnare i partecipanti in base al genere. Per permettere la casualità nei risultati. Per migliorare la relazione tra sperimentatore e soggetto. Per evitare il bias dovuto alle aspettative.

03 13. Cosa distingue un disegno quasi-sperimentale?. L’impossibilità di assegnare casualmente i partecipanti. La registrazione dei dati su base anonima. La mancanza di una variabile indipendente. L’assenza di manipolazione sperimentale.

03 14. Qual è lo scopo principale dei disegni non sperimentali?. Assegnare i partecipanti in modo casuale. Manipolare variabili per osservare effetti causali. Descrivere o osservare relazioni tra variabili. Testare nuove tecniche di intervento.

03 15. Quale rischio comporta il metodo osservativo?. Obbligo di manipolare le variabili. Soggettività dell’osservatore nella valutazione. Impossibilità di descrivere il fenomeno. Mancanza di strumenti di codifica.

04 01. Quale tra i seguenti elementi non appartiene alla struttura standard di un articolo scientifico?. Materiali e metodi. Discussione e conclusioni. Autovalutazione dell'autore. Abstract.

04 02. La validità statistica garantisce che: Le variabili siano misurate attraverso osservazione diretta. Il campione sia tratto solo da studenti universitari. Le conclusioni tratte siano supportate dai dati statistici. Le ipotesi siano descritte nell’introduzione.

04 03. Il metodo osservativo: opera un controllo delle variabili dipendenti. indaga relazioni funzionali realmente esistenti nell’evento o nel gruppo. opera un controllo delle variabili indipendenti. indaga relazioni causali.

04 04. L'osservazione del comportamento può registrare: a) eventi; b) intervalli di tempo; c) presenza/assenza; d) cause/effetti. a, b, c. b, c, d. a, d. a, b.

04 05. L'osservazione del comportamento può registrare: a) cause/effetti; b) intervalli di tempo; c) presenza/assenza; d) eventi. a, b. b, c, d. a, b, c. a, d.

04 06. La validità di uno strumento di misurazione è funzione della sua efficacia nel: differenziare gli individui rispetto al criterio considerato. valutare gli individui rispetto al criterio considerato. rilevare il criterio considerato. misurare gli individui rispetto al criterio considerato.

04 07. Quando i risultati di una ricerca possono essere generalizzati ad una più ampia gamma di situazioni rispetto a quella specifica indagata nella ricerca, si parla di: validità esterna. validità statistica. validità ecologica. validità interna.

04 08. Cosa si intende per validità interna in una ricerca?. L’utilizzo di strumenti standardizzati per misurare le variabili. La possibilità di estendere i risultati ad altri contesti. La capacità di attribuire l'effetto osservato alla variabile indipendente. L’adeguatezza delle analisi statistiche effettuate.

04 09. Quando in una ricerca vengono presi accorgimenti tali da escludere che i dati raccolti siano viziati dall’intervento di variabili estranee. validità esterna. validità di costrutto. validità ecologica. validità interna.

04 10. La validità di costrutto riguarda: Il numero di partecipanti nello studio. La coerenza tra concetti teorici e misurazioni adottate. L’efficienza del disegno sperimentale. La chiarezza dei risultati riportati.

05 1. La comprensione della distinzione ontologica tra mente e corpo si rileva da: a) il riconoscimento dell’esistenza di caratteristiche modificabili e non modificabili; b) la comprensione della necessità di intervenire sul corporeo/mentale con strategie diverse; c) la comprensione della dipendenza del funzionamento degli organi interni dall’intenzionalità del soggetto. C e b. A e c. A, b, c. A e b.

05 02. Lo stato di consapevolezza di stimoli esterni e interni provati in un dato momento è detto: Coscienza. Sé. Io. Consapevolezza.

05 03. Le Funzioni Esecutive sono costituite da tre sottocomponenti indipendenti regolate dall’attenzione: sì, l’inibizione, la flessibilità cognitiva e la memoria a lungo termine. no, sono due sottocompenenti: l’inibizione e la flessibilità cognitiva. sì, l’inibizione, la flessibilità cognitiva e la memoria di lavoro. sì, ma non sono regolate dall’attenzione.

05 04. L'esperimento del piccolo Albert fu svolto da: Pavlov. Watson. Skinner. basato sui comportamenti.

05 05. Quale psicologo ha introdotto il concetto di rinforzo?. Skinner. Watson. Pavlov. Thorndike.

05 06. Negli esperimenti di Pavlov, qual era lo stimolo incondizionato?. Il cibo. Il suono del campanello. La salivazione. solo i rinforzi positivi aumentano la probabilità di avere una risposta.

05 07. La generalizzazione indica: La tendenza del condizionamento ad estendersi a stimoli simili. casuale. Il mantenimento del condizionamento quando la risposta appropriata non è più rinforzata. L’applicabilità del condizionamento all’apprendimento umano.

05 08. Le ricompense come il cibo o l'acqua sono rinforzatori: neutri. comporta solamente un'attività mentale. secondari. primari.

05 09. Nel condizionamento classico: il condizionamento è maggiore quando lo stimolo condizionato è presentato appena prima dello stimolo incondizionato. organizzazione, articolazione, flessibilità, collegamento. risposta condizionata e incondizionata sono identiche. risposta condizionata e incondizionata sono diverse.

05 10. Quale studioso ha descritto il concetto di apprendimento per prove ed errori?. Watson. Skinner. Pavlov. Thorndike.

05 11. Rinforzo e rinforzatore si riferiscono: alla legge dell'effetto. basato sui comportamenti. al condizionamento classico. al condizionamento operante.

05 12. La legge dell'effetto: basato sui comportamenti. è stata formulata da Thorndike. tutte le precedenti. fa riferimento al comportamento di un gatto in una gabbia.

05 13. Secondo Skinner, il rinforzo è il processo che conduce il ratto a continuare a premere la leva che eroga cibo. Il rinforzatore è invece: il ratto. il cibo. l'erogatore del cibo. basato sui comportamenti.

05 14. Quale delle seguenti affermazioni è vera?. basato sui comportamenti. sia i rinforzatori positivi sia quelli negativi aumentano la probabilità di ottenere una risposta. sia i rinforzatori positivi sia quelli negativi diminuiscono la probabilità di avere una risposta. solo i rinforzatori negativi aumentano la probabilità di avere una risposta.

05 15. Quando un comportamento viene rinforzato ogni volta che si verifica, si sta applicando un programma di rinforzo: a rapporto. dall'ambiente. continuo. variabile.

05 16. Quale postura favorisce una migliore comprensione e partecipazione?. Postura aperta ed espansiva (high power). Sdraiata su un divano. Accovacciata. Postura chiusa e contratta (low power).

05 17. Quale paradigma di apprendimento enfatizza il ruolo delle conseguenze del comportamento?. Apprendimento osservativo. Condizionamento operante. Condizionamento classico. Apprendimento latente.

05 18. Nel condizionamento operante, come si chiama il meccanismo di riduzione graduale della risposta appresa?. Rinforzo negativo. Discriminazione. Punizione. Estinzione.

05 19. Come viene chiamato il comportamento automatico che si sviluppa attraverso il condizionamento classico?. Stimolo condizionato. Risposta condizionata. Risposta incondizionata. Stimolo neutro.

05 20. Come viene definito un comportamento che si riduce in frequenza dopo una punizione?. Generalizzazione. Estinzione. Soppressione. Rinforzo negativo.

05 21. Come viene chiamata la procedura di riduzione della frequenza di un comportamento attraverso la sospensione del rinforzo?. Rinforzo secondario. Estinzione. Rinforzo negativo. Punizione.

05 22. Quale dei seguenti concetti non appartiene al condizionamento classico?. Rinforzo positivo. Risposta condizionata. Stimolo neutro. Estinzione.

05 23. La comprensione della distinzione ontologica tra mente e corpo si rileva da: a) la comprensione della dipendenza del funzionamento degli organi interni dall’intenzionalità del soggetto; b) la comprensione della necessità di intervenire sul corporeo/mentale con strategie diverse; c) il riconoscimento dell’esistenza di caratteristiche modificabili e non modificabili. a e c. b e c. a, b, c. a e b.

05 24. Le funzioni esecutive: a) sono funzioni neuro-cognitive che controllano il funzionamento della mente; b) sono funzioni neuro-cognitive che gestiscono il funzionamento della mente; c) sono innate, d) permettono di tenere sotto controllo pensieri e azioni; e) permettono di orientare la condotta. a, b, c, d, e. a, b, d, e. a, c, d, e. a, b, c, d.

05 25. Le funzioni esecutive sono funzioni neuro-cognitive che controllano e gestiscono il funzionamento della mente e hanno un ruolo centrale nei processi di attenzione, ragionamento e memoria. sì, ma non intervengono nei processi di attenzione e memoria. sì, ed evolvono con la crescita. no. sì, e sono innate.

05 26. I fattori biologici innati sono generali, non sono deterministici e sono legati a specifici comportamenti e apprendimenti che compariranno più tardi. non sono legati a specifici comportamenti e apprendimenti successivi. sono deterministici. non sono generali. sì, è corretto.

05 27. Tra i passaggi del processo di networked flow ci sono: networked flow, revisione. creazione dell'artefatto, valutazione. liminalità, associazione. persistenza, riduzione delle distanze.

05 28. Tra i nove indicatori empirici dello stato di Flow ci sono: coscienza di sé e concentrazione totale sul compito. Integrazione tra azione e consapevolezza e coscienza di sé. obiettivi chiari, esperienza autotelica e paradosso del controllo. Feedback inequivocabili, esperienza autotelica e coscienza del tempo.

05 29. Quale di questi esempi rappresenta un rinforzo positivo?. Evitare un compito noioso. Ritirare una punizione. Dare un premio a un bambino per aver fatto i compiti. Interrompere un suono fastidioso.

06 01. Il Thinking aloud è una tecnica è una tecnica di verbalizzazione concomitante: in cui vengono esplicitati i processi che le persone generalmente applicano attraverso una serie di autoistruzioni. non è una tecnica di verbalizzazione concomitante. nessuna delle opzioni proposte. che si applica nel caso di problemi e compiti meno strutturati, per i quali il modo di procedere viene definito analizzando le variabili e le risorse contingenti.

06 02. I processi di verbalizzazione possono essere: simultanei, anticipati. concomitanti, anticipatori. simultanei, orientati. concomitanti, a posteriori.

06 03. I criteri di affidabilità dei verbal report indicano che: devono richiedere informazioni presenti nella memoria a lungo termine. devono essere concomitanti. tutte le opzioni proposte. devono indagare l'interpretazione e l'analisi del processo.

06 04. Gli assunti del thinking aloud sono: la verbalizzazione non impatta sui ragionamenti in corso. la verbalizzazione è affidabile. i processi cognitivi sono controllabili e accessibili. tutte le opzioni di risposta.

06 05. I resoconti introspettivi riguardano: anche i processi mentali consapevoli. soltanto processi mentali consapevoli. soltanto i processi mentali inconsci. anche i processi mentali inconsci.

06 06. Gli studi sulla Torre di Hanoi hanno dimostrato il ruolo della verbalizzazione nel favorire: strategie economiche. strategie rapide. alti livelli di qualità delle regole. tutte le precedenti opzioni di risposta.

09 01. Quale fattore biologico è importante per lo sviluppo delle funzioni esecutive?. La crescita dei neuroni spinali. La maturazione dei lobi frontali. La stimolazione del sistema limbico. L'accrescimento della corteccia uditiva.

09 02. Cos'è il 'task switching'?. Una tecnica mnemonica. Il rapido passaggio da un compito all'altro. L’esecuzione simultanea di più compiti. Un tipo di flessibilità emotiva.

09 03. I processi di elaborazione Top–down: sono appresi nel corso dell'infanzia. guidano il riconoscimento dei pattern e delle caratteristiche delle singole componenti degli stimoli. sono guidati da alti livelli di conoscenza, da aspettative e motivazione. chiamano in gioco i processi di attenzione.

09 04. La percezione è: L'elaborazione cognitiva attiva e costruttiva dell’informazione sensoriale. L'elaborazione sensoriale dell’informazione. L'elaborazione cognitiva dell’informazione sensoriale. L'elaborazione attiva e costruttiva dell’informazione.

09 05. L'impressione soggettiva, immediata, semplice che corrisponde ad una data intensità dello stimolo fisico è detta: percetto. sensazione. soglia sensoriale. percezione.

09 06. La soglia assoluta è: L’ordine di grandezza per il quale la differenza tra due stimoli viene avvertita. la quantità minima di energia fisica necessaria per produrre un’esperienza sensoriale rilevata nel 50% dei casi dei soggetti. Il livello minimo di energia fisica universalmente necessaria per l’evocazione di uno stimolo. Il livello minimo di energia fisica necessaria per l’evocazione di uno stimolo con una probabilità del 75%.

09 07. Qual è una conseguenza del multitasking?. Miglioramento delle prestazioni cognitive. Incremento della memoria a lungo termine. Diminuzione della fatica mentale. Diminuzione di accuratezza e aumento del tempo richiesto.

09 08. I processi Bottom up: si realizzano quando lo stimolo non permette di acquisire sufficienti informazioni sensoriali. non colgono la forma più stabile dello stimolo. si basano sul riconoscimento delle caratteristiche generali degli stimoli, considerati nel loro insieme. si basano sul riconoscimento dei pattern e delle caratteristiche delle singole componenti degli stimoli.

09 09. Quale delle seguenti affermazioni descrive meglio le funzioni esecutive?. Servono solo durante il sonno. Sono abilità motorie automatiche. Riguardano unicamente la memoria a lungo termine. Sono funzioni cognitive che regolano i processi mentali e il comportamento finalizzato.

09 10. Secondo Miyake et al. (2000), quali sono le tre componenti principali delle funzioni esecutive?. Attenzione, Memoria, Linguaggio. Motivazione, Apprendimento, Ricordo. Percezione, Decisione, Esecuzione. Aggiornamento, Inibizione, Flessibilità cognitiva.

09 11. Cosa si intende per 'aggiornamento' nella memoria di lavoro?. Il richiamo di informazioni remote. La memorizzazione di dati uditivi. Il monitoraggio e la manipolazione delle informazioni rilevanti per un compito. L'eliminazione di memorie emotive.

09 12. Quale tipo di inibizione impedisce l'ingresso nella memoria di lavoro di informazioni irrilevanti?. Inibizione della risposta. Inibizione emotiva. Inibizione cognitiva passiva. Inibizione di accesso.

09 13. Qual è la funzione della flessibilità cognitiva?. Inibire tutti gli stimoli esterni. Aumentare la velocità di lettura. Passare rapidamente da un compito all'altro adattando strategie e comportamenti. Memorizzare più informazioni contemporaneamente.

09 14. Durante quale fase dello sviluppo si osserva la maturazione della flessibilità cognitiva?. Durante l'età adulta avanzata. In adolescenza. Nella prima infanzia. Nei primi mesi di vita.

10 01. Cosa succede durante l'attenzione divisa?. Si ignora completamente ogni stimolo. Si distribuisce l’attenzione su più compiti contemporaneamente. La capacità di ignorare tutti gli stimoli visivi. Si concentra tutta l’attenzione su un unico stimolo.

10 02. Che cosa si intende per cecità al cambiamento?. La difficoltà a capire i contenuti di una lezione. L'incapacità di notare cambiamenti evidenti in una scena. La capacità di vedere tutti gli stimoli contemporaneamente. La confusione tra stimoli simultanei.

10 03. Le tre fasi dell'attenzione sono: percezione, selezione, gestione. attivazione, focalizzazione, gestione. codifica, immagazzinamento, recupero. attivazione, selezione, organizzazione.

10 04. La teoria del filtro precoce è stata proposta da: Broadbent. Deutsch. Posner. Treisman.

10 05. L'effetto cocktail party è stato identificato da: Broadbent. Treisman. Posner. Cherry.

10 06. I principi di raggruppamento percettivo della Gestalt agiscono sulla base dei fattori di: vicinanza, somiglianza, costanza, continuità e simmetria. vicinanza, somiglianza, buona continuazione, chiusura, contiguità e contrasto cromatico. vicinanza, somiglianza, buona continuazione, chiusura, contiguità, ragione comune. prossimità, somiglianza, chiusura, continuità, contrasto cromatico.

10 07. All’interno di un negozio con tanti modelli diversi di scarpe, attraverso quale strategia si potrebbero organizzare gli stimoli in modo più efficace?. Costanza percettiva. Somiglianza. Figura e sfondo. Continuità.

10 08. Le leggi che regolano l’organizzazione figura – sfondo sono: inclusione, spazio, orientamento, convessità. inclusione, area relativa, orientamento, convessità. inclusione, area relativa, completamento, convessità. inclusione, area relativa, orientamento, concavità.

10 09. Le costanze percettive riguardano: proporzioni, forma e luminosità. grandezza, spazio e luminosità. grandezza, forma e luminosità. grandezza, forma e altezza.

10 10. Guardando in rapida sequenza molte immagini di un gattino, alla piccola Maria sembra di vederlo muoversi. Questo è un esempio di: movimento apparente. prospettiva di movimento. movimento autocinetico. costanza di forma.

10 11. Che cos'è l'attenzione selettiva?. È l’eliminazione di stimoli indesiderati dalla memoria. È la capacità di escludere i ricordi durante l’elaborazione. È il processo che permette di focalizzarsi su uno stimolo ignorando gli altri. È la capacità di risolvere problemi complessi.

10 12. Secondo la Teoria del filtro attenuato: la propria attenzione segue solo ad una voce per volta, qualunque sia lo stimolo che proviene dalla seconda voce. si può destinare la propria attenzione solo ad una voce o due per volta, a seconda della tipologia di stimolo che proviene dalla seconda voce. si possono elaborare informazioni provenienti da più fonti significative contemporaneamente. una piccola porzione di attenzione è destinata a fonti minori nell'ambiente, soprattutto nel caso di stimoli ad elaborazione automatica.

10 13. Cosa determina l'interferenza tra due compiti simultanei?. Il fatto che i compiti utilizzano le stesse risorse cognitive. La presenza di rumori ambientali. L’età del soggetto coinvolto. L’automatizzazione delle risposte.

10 14. Qual è una caratteristica dei processi automatici?. Sono lenti e consapevoli. È lenta e consapevole. È rapida e avviene senza consapevolezza. È modificabile e molto flessibile.

10 15. Quale affermazione è vera sui processi controllati?. Non hanno alcun carico cognitivo. Richiedono attenzione e sono adatti a situazioni nuove. Avvengono senza attenzione o consapevolezza. Non influenzano le decisioni volontarie.

10 16. Che cos’è l’attenzione sostenuta?. L’incapacità di mantenere l’attenzione per più di un minuto. Il controllo automatico dei movimenti ripetitivi. Il processo di selezione automatica degli stimoli. La capacità di mantenere il focus attentivo su uno stimolo nel tempo.

10 17. Qual è la funzione del Sistema Attentivo Supervisore?. Controllare il battito cardiaco durante lo sforzo mentale. Pianificare, decidere e adattare il comportamento in contesti nuovi. Bloccare le emozioni durante lo studio. Generare emozioni attraverso la riflessione cognitiva.

11 01. Le tre fasi dell'attenzione sono: attivazione, focalizzazione, gestione. attivazione, selezione, organizzazione. percezione, selezione, gestione. codifica, immagazzinamento, recupero.

11 02. Secondo la Teoria del filtro attenuato: si può destinare la propria attenzione solo ad una voce o due per volta, a seconda della tipologia di stimolo che proviene dalla seconda voce. si possono elaborare informazioni provenienti da più fonti significative contemporaneamente. una piccola porzione di attenzione è destinata a fonti minori nell'ambiente, soprattutto nel caso di stimoli ad elaborazione automatica. la propria attenzione segue solo ad una voce per volta, qualunque sia lo stimolo che proviene dalla seconda voce.

11 03. L’organizzazione figura-sfondo riguarda: La percezione visiva e uditiva. Tutti i sensi. La percezione visiva. La visione dei colori.

11 04. L’organizzazione figura-sfondo riguarda. La percezione visiva e uditiva. La visione dei colori. Tutti i sensi. La percezione visiva.

11 05. Perché i bambini piccoli tendono a distrarsi facilmente?. Perché sono stanchi. Perché non riescono ancora a inibire gli stimoli irrilevanti. Perché hanno un QI più basso. Perché non sono interessati.

11 06. Quale funzione cognitiva è più coinvolta nell’attenzione selettiva?. Orientamento spaziale. Controllo inibitorio. Motricità fine. Memoria semantica.

11 07. A quale età emerge la capacità di simbolizzazione secondo Piaget?. Intorno ai 24 mesi. A 10 anni. A 12 anni. A 6 anni.

11 08. Secondo Piaget, cosa sono gli schemi senso-motori?. Capacità di dormire profondamente. Modi di parlare con gli adulti. Strutture cognitive elementari che guidano azione e percezione. Emozioni innate alla nascita.

11 09. L'effetto cocktail party è stato identificato da: Treisman. Cherry. Broadbent. Posner.

11 10. Qual è lo scopo della Mirror Box Therapy?. Simulare il funzionamento del cervello. Monitorare la crescita muscolare. Allenare la coordinazione motoria degli arti sani. Ridurre il dolore dell’arto fantasma tramite l’illusione di movimento.

11 11. I processi di elaborazione Top–down: sono guidati da alti livelli di conoscenza, da aspettative e motivazione. guidano il riconoscimento dei pattern e delle caratteristiche delle singole componenti degli stimoli. chiamano in gioco i processi di attenzione. sono appresi nel corso dell'infanzia.

11 12. I processi Bottom up: si basano sul riconoscimento delle caratteristiche generali degli stimoli, considerati nel loro insieme. si basano sul riconoscimento dei pattern e delle caratteristiche delle singole componenti degli stimoli. non colgono la forma più stabile dello stimolo. si realizzano quando lo stimolo non permette di acquisire sufficienti informazioni sensoriali.

11 13. La percezione è: L'elaborazione cognitiva attiva e costruttiva dell’informazione sensoriale. L'elaborazione attiva e costruttiva dell’informazione. L'elaborazione sensoriale dell’informazione. L'elaborazione cognitiva dell’informazione sensoriale.

11 14. La teoria del filtro precoce è stata proposta da: Treisman. Posner. Broadbent. Deutsch.

11 15. L'effetto che fa riferimento al rallentamento dei tempi di risposta nelle condizioni spaziali non corrispondenti, rispetto a quelle corrispondenti, prende il nome di: effetto flankers. effetto Stoop. effetto Posner. effetto Simon.

11 16. L’effetto Stroop spiega. la capacità di porre attenzione solo a certi aspetti di uno stimolo. un processo di elaborazione dei color. l'aumento dell’attenzione selettiva. la tendenza all' elaborazioni completa delle informazioni.

11 17. Tra i processi attentivi possiamo citare: shift attentivo, shift mantenuto. shift attentivo, fuoco attentivo. attenzione mantenuta, attenzione divisa, attenzione retroattiva. shift attentivo, attenzione divisa, attenzione binoculare.

12 01. I tempi di SMM predicono le performance cognitive a 4 anni: maggiore il multitasking, minori le prestazioni. no, non ci sono effetti del multitasking sulle prestazioni. dipende dai dispositivi utilizzati nel multitasking. maggiore il multitasking, maggiori le prestazioni.

12 02. Che cosa rappresenta la codifica nel processo di memoria?. La trasformazione dello stimolo in un formato rappresentabile. L’organizzazione dei dati nel cervello. La cancellazione delle informazioni non utili. Il recupero delle informazioni immagazzinate.

12 03. Quale tipo di codifica è associata alla creazione di immagini mentali?. Codice iconico o spaziale. Codice narrativo. Codice sensoriale. Codice fonologico.

12 04. Quale concetto rappresenta la memoria come spazio attivo?. Memoria passiva. Memoria di lavoro. Memoria implicita. Memoria riflessa.

12 05. Secondo Craik e Lockhart, quale tipo di elaborazione favorisce il ricordo?. Elaborazione superficiale. Elaborazione semantica. Elaborazione fisica. Elaborazione fonologica.

12 06. i tempi di multitasking SMM a 18 mesi e uno stile genitoriale positivo tra i 3-5 anni predicono: le difficoltà di comportamento nella scuola primaria. le difficoltà di comportamento a 4 e 6 anni e le performance cognitive a 4 anni. le performance cognitive a 4 anni. le difficoltà di comportamento a 4 e 6 anni.

12 07. Secondo l'ipotesi del time displacement, i media avrebbero un effetto distrattore, con ricadute sulla continuità dell'impegno e sull’efficacia dell'apprendimento. No, non hanno effetto sulla continuità dell'impegno. Sì. No, non hanno effetto sull’efficacia dell'apprendimento. Sì, e anche sui risultati accademici.

12 08. Le notifiche degli smartphone influiscono su: la disattenzione e i sintomi di iperattività. la continuità dell'impegno. i sintomi di iperattività. la disattenzione.

12 09. A 3-4 anni, "fare attenzione" è compreso: come processo cognitivo. come regola educativa, non come processo cognitivo. non è ancora compreso. come regola educativa e come processo cognitivo.

12 10. Qual è la funzione principale della memoria?. Aumentare la velocità di elaborazione. Semplificare la percezione sensoriale. Codificare, conservare e recuperare informazioni. Sostituire i processi decisionali.

12 11. Cosa permette alla memoria sensoriale di filtrare le informazioni?. Rielaborazione inconscia. Contesto motivazionale. Processi decisionali. Filtri attentivi.

12 12. Qual è la capacità tipica della memoria a breve termine secondo Miller?. 7 ± 2 elementi. 10 ± 4 elementi. 3 ± 1 elementi. 5 ± 5 elementi.

13 01. Il "chunking" è un processo. utile a comprendere meglio le informazioni. di raggruppamento di elementi in base a informazioni già note. di memoria visiva per i dettagli. per favorire la reiterazione delle informazioni.

13 02. “Le castagne maturano d'autunno nei boschi”. È una conoscenza di tipo: a) dichiarativo; b) semantico; c) procedurale. a,b. b. c. a.

13 03. “Ieri sono andata a correre nel parco del mio paese con Giulia”. Si tratta di un'affermazione che si riferisce a: la conoscenza paradigmatica. la conoscenza semantica. la conoscenza episodica. la conoscenza procedurale.

13 04. Al livello più profondo dell'elaborazione mnestica, l'informazione viene analizzata nei termini di: previsione degli impieghi futuri. significato sensoriale. significato. rappresentazione mentale.

13 05. Dopo aver incontrato un gruppo di persone, Lucia riesce a ricordare solo il nome dell'ultima persona con cui ha parlato. Questo è un esempio di: effetto primacy. interferenza. effetto recency. specialità della codifica.

13 06. La memoria a lungo termine si organizza in: memoria episodica e memoria semantica. memoria dichiarativa e memoria procedurale. memoria ecoica e memoria iconica. memoria procedurale e memoria semantica.

13 07. In riferimento alla memoria sensoriale, si può affermare che: ha una capacità di rappresentazione completa dell'informazione, ma rapidissimo deccadimento. l'informazione viene conservata meno a lungo nella memoria ecoica rispetto alla memoria iconica. l'informazione conservata nella memoria iconica è meno precisa rispetto a quella conservata nella memoria ecoica. l'informazione è conservata per sempre, ma in modo impreciso.

13 08. Quando si ricorda qualcosa senza averne avuto l'intenzione, si attiva la memoria: implicita. ricostruttiva. esplicita. fotografica.

13 09. La memoria a lungo termine si organizza in: memoria episodica e memoria semantica. memoria dichiarativa e memoria procedurale. memoria ecoica e memoria iconica. memoria procedurale e memoria semantica.

13 10. L’informazione viene conservata attraverso un processo di: rievocazione. Ricodificazione. Reiterazione. Ritenzione.

13 11. In riferimento alla memoria sensoriale, si può affermare che: l'informazione conservata nella memoria iconica è meno precisa rispetto a quella conservata nella memoria ecoica. l'informazione viene conservata meno a lungo nella memoria ecoica rispetto alla memoria iconica. l'informazione è conservata per sempre, ma in modo impreciso. ha una capacità di rappresentazione completa dell'informazione, ma rapidissimo deccadimento.

13 12. “Le castagne maturano d'autunno nei boschi”. È una conoscenza di tipo: a) dichiarativo; b) procedurale; c) semantico. c,b. a,b. b. a,c.

13 13. Anna non riesce a ricordare il nome della salsa che ha assaggiato durante un viaggio all’estero. Quale processo mnestico è implicato in questo compito?. codifica. immagazzinamento. modellamento. recupero.

13 14. In riferimento alla memoria a breve termine, si può affermare che: ha capacità di immagazzinamento limitata e potenzialità di rappresentazione completa. ha capacità di immagazzinamento illimitata e potenzialità di rappresentazione incompleta. ha capacità di immagazzinamento illimitata e potenzialità di rappresentazione completa. ha capacità di immagazzinamento limitata e potenzialità di rappresentazione incompleta.

13 15. Quali dei seguenti elementi rientrano nella memoria procedurale: pensiero sintagmatico e management. schemi, routine e script. plan e interpretazioni. goal e schemi.

13 16. Lo script è: L’unità minima del linguaggio scritto. Un bacino di memoria proposizionale. Un deficit di memoria. Uno schema mentale sintetico che descrive una sequenza di azioni.

13 17. La conoscenza episodica è costituita da proposizioni in cui: si considerano le coordinate spazio temporali delle esperienze soggettive. si considerano le informazioni a livello generale. le coordinate spazio temporali non vengono considerate. gli episodi si riferiscono a eventi accaduti nei primissimi mesi di vita del bambino.

13 18. La concezione della memoria che prevede un registro sensoriale, una memoria a breve termine e una a lungo termine è di tipo: Multisensoriale. Multiprocesso. Multistadiale. Multiprospettica.

13 19. L’informazione viene conservata attraverso un processo di: Ricodificazione. rievocazione. Ritenzione. Reiterazione.

13 20. In riferimento alla memoria a breve termine, si può affermare che: ha capacità di immagazzinamento limitata e potenzialità di rappresentazione incompleta. ha capacità di immagazzinamento illimitata e potenzialità di rappresentazione completa. ha capacità di immagazzinamento limitata e potenzialità di rappresentazione completa. ha capacità di immagazzinamento illimitata e potenzialità di rappresentazione incompleta.

14 01. Secondo il modello PASA, quali aree mostrano un’attivazione compensatoria?. Aree limbiche. Aree occipitali. Aree temporali. Aree frontali.

14 02. Cosa descrive il modello HAROLD?. Incremento della memoria semantica. Incremento della memoria procedurale. Riduzione dell’asimmetria emisferica negli anziani. Miglioramento della velocità di elaborazione.

14 03. Chi non riesce a ricordare le informazioni acquisite prima di un trauma cerebrale, ha un disturbo di. degenerazione traumatica della memoria. amnesia psicogena. amnesia retrograda. amnesia anterograda.

14 04. L’interferenza di uno stimolo precedentemente appreso sulla rievocazione di uno stimolo appreso successivamente è chiamata: Prospettica. Retroattiva. Proattiva. Interattiva.

14 05. Quale di queste non è una funzione del processo della memoria?. La codifica. L’interferenza. Il recupero. L’immagazzinamento.

14 06. Rispondere alla domanda: «Quella è Maria?», significa svolgere un compito di: reiterazione. Riconoscimento. rievocazione. ricostruzione.

14 07. Quale tipo di memoria tende a peggiorare già nella prima età adulta?. Memoria sensoriale. Memoria procedurale. Memoria di lavoro. Memoria semantica.

14 08. Quale strategia può ridurre le difficoltà legate alla memoria prospettica negli anziani?. Incremento della motivazione. Allenamento mnemonico visivo. Uso di liste verbali. Utilizzo di segnali ambientali.

17 01. Che cosa sono gli stereotipi?. Descrizioni individuali accurate. Schemi cognitivi che attribuiscono tratti uguali a tutti i membri di un gruppo. Giudizi sempre negativi sulle persone. Etichette puramente affettive senza base cognitiva.

17 02. Immaginare un oggetto e percepirlo realmente: Attiva circuiti neurali in parte sovrapposti. Attiva solo aree motorie. Coinvolge aree completamente diverse. Non attiva la corteccia visiva.

17 03. Quale funzione svolgono le immagini mentali nella pianificazione di un’azione (es. trasloco)?. Impediscono la valutazione razionale. Sostituiscono la memoria a lungo termine. Permettono di simulare mentalmente configurazioni e soluzioni prima di agire. Servono solo a ricordare dettagli emotivi.

17 04. Gli stereotipi possono essere: Sempre neutri e descrittivi. Positivi, negativi o neutri. Solo negativi. Solo positivi.

17 05. Quale delle seguenti è una funzione degli stereotipi a livello sociale?. Cancellazione delle norme sociali. Riduzione automatica di tutti i conflitti intergruppo. Eliminazione delle differenze di status. Protezione del gruppo di appartenenza.

17 06. Un esempio di interiorizzazione di regole secondo Vygotskij è: L’imitazione silenziosa di un adulto. L’apprendimento motorio automatico senza linguaggio. Il bambino che passa dal ripetersi le regole ad alta voce a usarle mentalmente. La ripetizione meccanica di liste di parole.

17 07. Secondo Vygotskij, il linguaggio: Non è collegato all’autoregolazione. È indipendente dai processi di pensiero. Serve solo alla comunicazione pratica. Si sviluppa socialmente e guida la costruzione del pensiero.

17 08. Come sono organizzate gerarchicamente le categorie secondo Rosch et al. (1976)?. In ordine alfabetico. Solo in base alla frequenza d’uso. In livelli casuali senza relazione. In livelli sovraordinato, di base e subordinato.

17 09. Secondo Rosch, che cosa sono i prototipi?. Le eccezioni alla regola. Gli elementi meno tipici della categoria. Le definizioni verbali di un concetto. Gli esemplari più rappresentativi di una categoria.

17 10. Che cosa si intende per categorizzazione?. La traduzione di parole in immagini. La memorizzazione passiva di liste. La ripetizione meccanica di definizioni. Il processo di classificare le informazioni in categorie significative.

17 11. Che cosa sono i concetti?. Rappresentazioni mentali che organizzano insiemi di oggetti/eventi e le loro proprietà. Ricordi autobiografici dettagliati. Associazioni stimolo-risposta. Sequenze casuali di parole.

17 12. Una funzione degli stereotipi come schemi cognitivi è: Impedire la comprensione delle situazioni sociali. Aumentare il carico di informazioni da elaborare. Ridurre la complessità della realtà favorendo l’economia cognitiva. Eliminare ogni tipo di inferenza.

17 13. Che cosa sono le immagini mentali?. Processi esclusivamente linguistici. Semplici copie passive delle percezioni sensoriali. Esclusivamente ricordi autobiografici. Rappresentazioni interne vivide e manipolabili che supportano il pensiero e il problem solving.

17 14. Le immagini mentali: a) attivano aree cerebrali simili a quelle della percezione visiva, ma con input interni; b) sono bidimensionali; c) sostengono i processi di memorizzazione, pianificazione, presa di decisione e problem solving; d) rappresentano una capacità innata che può essere educata e raffinata in età adulta. a, c, d. a, b, d. a, c. a, b, c, d.

17 15. Per la teoria dei modelli mentali, la risoluzione di un sillogismo prevede quattro fasi: comprensione delle premesse; integrazione delle premesse; estrazione delle conclusioni; ricerca di contro esempi. comprensione delle premesse; confronto delle premesse; estrazione delle conclusioni; ricerca di conferme. verifica delle premesse; confronto delle premesse; ricerca di contro esempi; conferma delle conclusioni. comprensione delle premesse; integrazione delle premesse; ipotesi delle conclusioni; ricerca di conferme.

17 16. Il ragionamento induttivo: si fonda su regolarità e generalizzazione, funzioni che non conducono all’errore. si basa su processi di pensiero che vanno dal generale al particolare. non permette di definire regolarità. può portare a conclusioni false.

17 17. La tendenza a cercare dei dati a favore di una ipotesi è detta: Script della verifica. Errore di ipotesi. Impetus della falsificazione. Bias della conferma.

17 18. Il ragionamento induttivo segue una linea di pensiero che va: Dal particolare al generale. Dalle premesse alle conclusioni. Dal generale al particolare. Da un caso particolare ad un altro caso particolare.

17 19. L’euristica della rappresentatività è usata per: Determinare la disponibilità di strategie per la soluzione di un problema. Stimare l’efficacia di strategie per la soluzione di un problema. Fare stime di probabilità. Stimare la frequenza relativa degli event.

17 20. Il modello di categorizzazione di Roch prevede due dimensioni di analisi: verticale e orizzontale. primaria e secondaria. sovraordinata e subordinata. superficiale e profonda.

17 21. Le immagini mentali: a) attivano aree cerebrali simili a quelle della percezione visiva, ma con input interni; b) sono bidimensionali; c) sostengono i processi di memorizzazione, pianificazione, presa di decisione e problem solving; d) rappresentano una capacità innata che può essere educata e raffinata in età adulta. a, b, c, d. a, c, d. a, c. a, b, d.

17 22. Il sillogismo è un ragionamento: deduttivo. controfattuale. analogico. induttivo.

18 01. Quale euristica si basa sulla facilità di richiamo in memoria?. Euristica della rappresentatività. Euristica della disponibilità. Euristica della coerenza. Euristica dell’ancoraggio.

18 02. Quale euristica porta a giudicare più probabile ciò che è più rappresentativo?. Euristica della frequenza. Euristica della rappresentatività. Euristica dell’ancoraggio. Euristica della disponibilità.

18 03. Quali delle seguenti affermazioni sugli algoritmi è errata?. non possono essere applicati ad alcune tipologie di problemi. sono un insieme finito di regole che conducono alla soluzione di un problema. possono essere applicati a qualsiasi tipo di problema. riguardano il procedimento che permette di ottenere un risultato eseguendo una sequenza di operazioni secondo un ordine dato.

18 04. Un ostacolo emotivo al problem-solving può essere: La motivazione alta. L’eccesso di informazioni. Il disagio nell’adottare approcci non convenzionali. La creatività eccessiva.

18 05. Il ragionamento induttivo: non permette di definire regolarità. può portare a conclusioni false. si fonda su regolarità e generalizzazione, funzioni che non conducono all’errore. si basa su processi di pensiero che vanno dal generale al particolare.

18 06. La tendenza a cercare dei dati a favore di una ipotesi è detta: Errore di ipotesi. Bias della conferma. Script della verifica. Tendenza alla falsificazione.

18 07. Il ragionamento induttivo segue una linea di pensiero che va: Da un caso particolare ad un altro caso particolare. Dal particolare al generale. Dalle premesse alle conclusioni. Dal generale al particolare.

18 08. L’euristica della rappresentatività è usata per: Fare stime di probabilità. Stimare l’efficacia di strategie per la soluzione di un problema. Stimare la frequenza relativa degli eventi. Determinare la disponibilità di strategie per la soluzione di un problema.

18 09. Il sillogismo è un ragionamento: analogico. deduttivo. induttivo. controfattuale.

18 10. Kohler ha definito l’intuito come: un’euristica specie-specifica degli scimpanzé. un processo per tentativi ed errori che permette il graduale avvicinamento alla soluzione. una soluzione diretta e tempestiva recuperata velocemente dalla memoria a lungo termine. il cogliere all’improvviso la relazione che lega alcuni elementi che fino a quel momento sembravano tra loro scollegati.

18 11. Un tipo di impostazione è: la meccanizzazione. il bias della conferma. la ridondanza. l’insight.

18 12. Nel ragionamento induttivo, la probabilità rappresenta: Un valore oggettivo fisso. Un dato matematico certo. Il grado di certezza associato a un evento. La frequenza reale di un evento.

18 13. Quale errore è legato all’ignorare le frequenze di base?. Errore di disponibilità. Errore della rappresentatività. Errore di conferma. Errore di ancoraggio.

18 14. Secondo Tversky e Kahneman, le euristiche possono portare a: Conclusioni certe. Decisioni perfette. Risposte automatiche corrette. Bias cognitivi.

18 15. Quali delle seguenti affermazioni sugli algoritmi è errata?. sono un insieme finito di regole che conducono alla soluzione di un problema. riguardano il procedimento che permette di ottenere un risultato eseguendo una sequenza di operazioni secondo un ordine dato. possono essere applicati a qualsiasi tipo di problema. non possono essere applicati ad alcune tipologie di problemi.

18 16. Quale delle seguenti affermazione è vera?. A differenza dell’algoritmo, le euristiche non inducono mai ad errore. Le euristiche sono strategie semplici, economiche e approssimative. Le euristiche sono strategie semplici ed economiche, che non inducono mai ad errore. A differenza dell’algoritmo, le euristiche applicano regole empiriche di tipo deduttivo.

18 17. Quale fenomeno riguarda l’influenza della prima informazione ricevuta?. Conferma. Disponibilità. Ancoraggio e aggiustamento. Rappresentatività.

18 18. Carlo è sotto un acquazzone. A un certo punto si rende conto che può utilizzare un grosso manuale che ha nello zaino per ripararsi. Ha superato: la fissità funzionale. un’autoistruzione implicita. la meccanizzazione. l’assetto mentale.

18 19. L’insight si verifica più facilmente quando una persona: conosce bene l’ambito del problema. ha flessibilità cognitiva. è molto motivata al successo. è altamente concentrata.

19 01. I fattori del pensiero divergente di Guilford sono: fluidità, flessibilità, valutazione, originalità, quantità. fluidità, flessibilità, ampliezza, originalità, elaborazione. fluidità, flessibilità, valutazione, elaborazione. fluidità, flessibilità, valutazione, originalità, elaborazione.

19 02. Nella prima metà del Novecento la creatività era: assimilata all’iperdotazione mentale. considerata come un potenziale intellettivo comune a tutti. considerata come un'abilità cognitiva attraverso la quale risolvere problemi. considerata innata.

19 03. Miriana usa un barattolo di conserve e una candela per creare una lampada da tavolo. È un esempio: dell’operazione mentale collegare. dell’operazione mentale riorganizzare. dell’operazione mentale ampliare. tutte le precedenti.

19 04. Dovendo definire il “giornale” in termini di pensiero divergente, si potrebbe dire che: Lo si compra al mattino. Lo si legge. Lo si compra in edicola. Lo si usa per lavare i vetri.

19 05. Il pensiero divergente: è una componente del pensiero convergente. si riferisce ai comportamenti devianti. corrisponde all’abilità di generare risposte inusuali. si oppone al pensiero creativo.

19 06. i test ACR si fonda sulle operazioni di: assessment, creazione, ristrutturazione. assessment, collegamento, riflessione. ampliamento, contatto, riorganizzazione. ampliamento, collegamento, riorganizzazione.

19 07. Non è vero che il Test ACR: prevede due diverse modalità di somministrazione (risposta chiusa/aperta). può essere somministrato a bambini di 6-12 anni di età. nella versione junior prevede solo prove figurali. prevede più versioni in base all'età.

19 08. L’utilizzo delle analogie consiste nel: interpretare dei fatti alla luce di contesti simili. assumere il punto di vista altrui. scomporre un problema in più sotto-problemi. considerare il contrario del concetto che si deve analizzare.

19 09. Taylor distingue 5 forme di creatività: espressiva, riproduttiva, creativa, innovativa, emergente. tutte le opzioni proposte. espressiva, applicativa, inventiva, innovativa, naturale. espressiva, produttiva, inventiva, innovativa, emergente.

19 10. Secondo Rhodes la creatività può essere studiata dal punto di vista: tutte le opzioni proposte. dell'analisi del processo ideativo. dell'analisi della persona creativa e dell'ambiente creativo. dell'analisi del prodotto finale.

19 11. La capacità di produrre tante idee che si basa su un flusso di pensiero ricco e vario è detta: fluidità. originalità. elaborazione. flessibilità.

19 12. Secondo Guildford, tra i 5 fattori del pensiero divergente ci sono: nessuna delle opzioni rpoposte. fluidità, flessibilità, valutazione. originalità, flessibilità, continuità. originalità, elaborazione, quantità.

19 13. La strategia generazione e verifica consiste in: Ripetere strategie già note. Proporre una soluzione e verificarla. Applicare una regola standard. Osservare e descrivere il problema.

19 14. La Torre di Hanoi è un esempio di: Problema ben strutturato. Esercizio emotivo. Compito non definito. Problema divergente.

19 15. Un problema poco strutturato richiede: Pensiero produttivo e insight. Applicazione di formule. Soluzioni automatiche. Strategie riproduttive.

19 16. Il fenomeno della fissità funzionale consiste in: Concentrare l’attenzione sul contesto. Usare strategie divergenti. Limitarsi alla funzione abituale di un oggetto. Sviluppare nuove funzioni per un oggetto.

20 01. Insight significa: Ristrutturazione improvvisa degli elementi del problema. Uso automatico delle conoscenze. Analisi logico-matematica. Applicazione di una regola.

20 02. Il pensiero divergente: è una componente del pensiero convergente. si riferisce ai comportamenti devianti. si oppone al pensiero creativo. corrisponde all’abilità di generare risposte inusuali.

20 03. La fluidità nel pensiero divergente indica: Capacità di generare molte idee. Aderenza a schemi fissi. Rapidità di risposta. Capacità di concentrazione.

20 04. L’utilizzo delle analogie consiste nel: interpretare dei fatti alla luce di contesti simili. assumere il punto di vista altrui. considerare il contrario del concetto che si deve analizzare. scomporre un problema in più sotto-problemi.

20 05. La capacità di produrre tante idee che si basa su un flusso di pensiero ricco e vario è detta: originalità. fluidità. elaborazione. flessibilità.

20 06. Secondo il modello del contrasto, l'analogia è una sovrapposizione di attributi. maggiore è il numero delle proprietà/caratteristiche che due entità hanno in comune, minore è il grado di analogia esistente tra tali due entità. maggiore è il numero delle proprietà/caratteristiche che due entità hanno in comune, maggiore è il grado di analogia esistente tra tali due entità. minore è il numero delle proprietà/caratteristiche che due entità hanno in comune, maggiore è il grado di analogia esistente tra tali due entità. minore è il numero delle proprietà/caratteristiche che due entità hanno in comune, minore è il grado di analogia esistente tra tali due entità.

20 07. Secondo il modello del contrasto, l'analogia è una sovrapposizione di attributi. maggiore è il numero delle proprietà/caratteristiche che due entità hanno in comune, minore è il grado di analogia esistente tra tali due entità. maggiore è il numero delle proprietà/caratteristiche che due entità hanno in comune, maggiore è il grado di analogia esistente tra tali due entità. minore è il numero delle proprietà/caratteristiche che due entità hanno in comune, maggiore è il grado di analogia esistente tra tali due entità. minore è il numero delle proprietà/caratteristiche che due entità hanno in comune, minore è il grado di analogia esistente tra tali due entità.

20 08. Il pensiero riproduttivo si basa su: Nuove intuizioni. Elaborazione visiva. Euristiche emotive. Schemi già appresi.

20 09. Il pensiero convergente è tipico di: Situazioni aperte. Domande soggettive. Contesti creativi. Problemi con una sola risposta corretta.

20 10. Il completamento di analogie classiche è un esempio di: ragionamento deduttivo e induttivo. problema di sistemazione. compito. problema di trasformazione.

20 11. Il pensiero divergente è associato a. Soluzioni uniche. Generazione di idee originali. Sequenze fisse. Memorizzazione ripetitiva.

20 12. L'analogia di proporzione: non va confusa con l'analogia classica. consiste solamente di rapporti tra sistemi concettuali. non è applicabile in molte manifestazioni del pensiero. combina processi deduttivi e induttivi.

20 13. Secondo il Modello strutturale: contano le caratteristiche intrinseche dei singoli elementi dell'analogia. contano le connessioni che si stabiliscono tra gli elementi dell'analogia. maggiore è il grado di connessione tra i predicati di un dominio, minore è la probabilità che la struttura venga trasferita a un altro dominio. minore è il grado di connessione tra i predicati di un dominio, maggiore è la probabilità che la struttura venga trasferita a un altro dominio.

20 14. Secondo Sternberg, il ragionamento sotteso alle analogie di proporzione prevede sei passaggi: codifica, inferenza, mapping, applicazione, giustificazione, confronto. codifica, inferenza, mapping, svolgimento, giustificazione, risposta. codifica, associazione, mapping, applicazione, giustificazione, risposta. codifica, inferenza, mapping, applicazione, giustificazione, risposta.

20 15. "Si coglie il rapporto tra i primi due termini e si trasferisce sulla seconda coppia per ricavare quello mancante". Si tratta del procedimento di: nessuna delle opzioni proposte. proiezione analogica. analogia di proporzione. analogical problem solving.

20 16. "Una conoscenza precedente permette di comprendere (proiezione) una nuova realtà". Si tratta del procedimento di: analogical problem solving. analogia di proporzione. proiezione analogica. nessuna delle opzioni proposte.

20 17. Il ragionamento per analogia è: elemento distintivo dell’intelligenza. un incentivo del pensiero creativo. tutte le opzioni proposte. fondamento delle attività cognitive.

20 18. Il modello pragmatico: è applicabile nel caso di analogie di tipo socio-affettivo, ma non comportamentale. permette di concettualizzare anche le analogie di tipo comportamentale e socio-affettivo. non è applicabile nel caso di analogie di tipo comportamentale e socio-affettivo. è applicabile nel caso di analogie di tipo comportamentale, ma non socio-affettivo.

21 01. Le visioni occidentali dell'intelligenza focalizzano: a) problem-solving, categorizzazione e discussione; b) abilità verbale: parlare spesso e rapidamente; c) competenza sociale; d) competenza emotiva. a, b, d. a, b, c. a, b, c, d. a, b.

21 02. Le teorie implicite: tutte le opzioni proposte. hanno validità ecologica. incidono sul comportamento, gli atteggiamenti e le valutazioni delle persone. sono conoscenze metacognitive circa una funzione cognitiva, organizzate coerentemente in concetti.

21 03. Secondo le teorie implicite, l'intelligenza coinciderebbe con. intelligenza pratica. intelligenza verbale. tutte le opzioni proposte. capacità di problem solving.

21 04. Quale tra le seguenti è una definizione psicologica di intelligenza largamente riconosciuta?. capacità di comprendere il mondo, pensare razionalmente ed usare le risorse disponibili con efficacia. capacità di comprensione del mondo e di relazione interpersonale. abilità nel campo delle relazioni sociali. abilità nel formare categorie e discutere razionalmente.

21 05. Le visioni occidentali dell'intelligenza focalizzano: a) problem-solving, categorizzazione e discussione; b) abilità verbale: parlare spesso e rapidamente; c) competenza emotiva; d) competenza sociale. a, b, d. a, b. a, b, c. a, b, c, d.

21 06. Quali conseguenze può avere la minaccia dello stereotipo nelle performance scolastiche?. Maggiore concentrazione. Sovraccarico cognitivo e peggioramento delle prestazioni. Incremento della motivazione. Diminuzione dello stress.

21 07. Quale delle seguenti abilità non è tra quelle individuate nel modello di Thurstone?. Capacità numerica. Capacità di leadership. Velocità percettiva. Ragionamento induttivo.

21 08. Qual è una critica rivolta alla teoria delle intelligenze multiple?. Difficoltà di misurazione empirica. Troppa attenzione al fattore g. Incoerenza logica. Assenza di riscontri scolastici.

21 09. Secondo Sternberg, quale componente NON fa parte della teoria triarchica dell’intelligenza?. Intelligenza pratica. Intelligenza creativa. Intelligenza analitica. Intelligenza sociale.

21 10. Cosa si intende per minaccia dello stereotipo?. Una teoria educativa. La preoccupazione di confermare uno stereotipo negativo legato al proprio gruppo. Un tipo di autostima elevata. Un’azione diretta di discriminazione.

21 11. Quale strategia può ridurre gli effetti della minaccia dello stereotipo?. Promuovere l’idea che le capacità siano malleabili. Favorire il confronto sociale. Confermare le aspettative del gruppo. Ignorare il problema.

21 12. Quale effetto a lungo termine può avere la minaccia dello stereotipo?. Aumento dell’interesse scolastico. Miglioramento delle performance. Disinvestimento e abbandono. Incremento dell'autoefficacia.

21 13. Quale tra le seguenti è una definizione psicologica di intelligenza largamente riconosciuta?. abilità nel campo delle relazioni sociali. abilità nel formare categorie e discutere razionalmente. capacità di comprensione del mondo e di relazione interpersonale. capacità di comprendere il mondo, pensare razionalmente ed usare le risorse disponibili con efficacia.

22 01. Che cosa rappresenta l’intelligenza analitica secondo la teoria triarchica di Sternberg?. indica la multi-dimensionalità e la misurabilità del concetto di intelligenza. La capacità di creare soluzioni originali. L’efficienza dei processi cognitivi e metacognitivi. L’abilità di gestire le emozioni durante un compito.

22 02. Quale funzione è centrale nel modello a cono proposto da Cornoldi?. La percezione sensoriale. controllare i vissuti emotivi. L’intelligenza emotiva. La memoria di lavoro.

22 03. Rispetto allo studio dell’intelligenza si distinguono le teorie: a) teorie unitarie; b) innatiste; c) teorie multicomponenziali; d) teorie gerarchiche; e) teorie cognitive; f) evoluzionistiche; g) teorie globali-maturative. c, d, e, f, g. a, c, d, e, g. a, b, c, f, g. a, b, c, d, e, f, g.

22 04. L’intelligenza fluida è. l’accumulo di informazioni, abilità e strategie apprese attraverso l’esperienza. nessuna delle precedenti. la capacità di elaborare l’informazione, di ragionare e di memorizzare. la capacità di comprendere il mondo, pensare razionalmente e usare efficacemente le risorse in caso di difficoltà.

22 05. Il concetto di QI è stato introdotto da: Stern. Stanford. Binet. Terman.

22 06. Nelle persone anziane, l’intelligenza cristallizzata declina, mentre quella fluida no. Né vero, Né falso. vero. falso. Dipende dal tipo di capacità.

22 07. Il “fattore g”: è un fattore unico e non misurabile da cui dipende il risultato di qualsiasi manifestazione di intelligenza. è un fattore unico e misurabile, da cui dipende il risultato di qualsiasi manifestazione di intelligenza. per garantire la persistenza sul compito, devono essere più frequenti di quelle spiacevoli. indica la multi-dimensionalità del concetto di intelligenza.

22 08. Il QI è il rapporto tra età: Cronologica e anagrafica. Mentale e scolastica. Cronologica e mentale. Mentale e cronologica.

22 09. Il “fattore g”: indica la multi-dimensionalità del concetto di intelligenza. è un fattore unico e misurabile, da cui dipende il risultato di qualsiasi manifestazione di intelligenza. è un fattore unico e non misurabile da cui dipende il risultato di qualsiasi manifestazione di intelligenza. indica la multi-dimensionalità e la misurabilità del concetto di intelligenza,.

22 10. Secondo il modello di Gardner, le abilità-skills nel riconoscere e classificare le specie vegetali e animali e le caratteristiche dell’ambiente caratterizzano l’intelligenza: naturalistica. logico-matematica. musicale. corporeo-cinestetica.

22 11. Secondo il modello di Gardner, le abilità nel ricoscimento del significato, del suono e dell’ordine delle parole caratterizzano l’intelligenza: logico-matematica. linguistica. musicale. intrapersonale.

22 12. Secondo il modello di Gardner, le abilità-skills del percepire forme e riconoscere elementi in diversi contesti caratterizzano l’intelligenza: naturalistica. spaziale. corporeo-cinestetica. logico-matematica.

22 13. Secondo il modello di Gardner, le abilità-skills nel stabilire rapporti e formulare regole caratterizzano l’intelligenza: naturalistica. spaziale. linguistica. logico-matematica.

22 14. Il modello di intelligenza di Carroll prevede 3 strati che culminano con l'abilità di autorealizzazione. sì, e alla base pone le abilità ristrette. sì. no, il culmine è il fattore g. no, culmina riprendendo le intelligenze di Cattell.

22 15. Quale autore ha definito l'intelligenza come dell’insieme di capacità creative, analitiche e pratiche per raggiungere i propri obiettivi nella vita, in un determinato contesto socioculturale. Gardner. Sternberg. Torrance. Guilford.

22 16. Il Modello dell’intelligenza a cono di Cornoldi prevede l'interazione tra strutture intellettive di base organizzate gerarchicamente e aspetti legati a fattori esperienziali, motivazionali-culturali, emotivi e metacognitivi. No, le strutture di base non sono gerarchiche. Sì e assume l'intelligenza come costrutto multicomponenziale. Sì. No.

22 17. Rispetto allo studio dell’intelligenza si distinguono le teorie: a) teorie unitarie; b) innatiste; c) teorie multicomponenziali; d) teorie gerarchiche; e) teorie cognitive; f) teorie globali-maturative; g) evoluzionistiche. c, d, e, f, g. a, c, d, e, g. a, b, c, f, g. a, b, c, d, e, f, g.

22 18. L’intelligenza fluida è. nessuna delle precedenti. l’accumulo di informazioni, abilità e strategie apprese attraverso l’esperienza. la capacità di comprendere il mondo, pensare razionalmente e usare efficacemente le risorse in caso di difficoltà. la capacità di elaborare l’informazione, di ragionare e di memorizzare.

22 19. Il concetto di QI è stato introdotto da: Stern. Terman. Stanford. Binet.

22 20. Nelle persone anziane, l’intelligenza cristallizzata declina, mentre quella fluida no. Né vero, Né falso. falso. vero. Dipende dal tipo di capacità.

22 21. A cosa si riferisce l’intelligenza cristallizzata nel modello Cattell-Horn?. Alla rapidità con cui si risolvono problemi visivi. Alla capacità di risolvere problemi nuovi. con-causa. Alle conoscenze e abilità acquisite nel tempo tramite l’esperienza e l’istruzione.

22 22. Quale delle seguenti caratteristiche è associata all’intelligenza fluida?. Capacità di risolvere problemi nuovi senza affidarsi a conoscenze pregresse. Conoscenze acquisite attraverso l’istruzione. Capacità di ricordare fatti storici. il costrutto di autoefficacia e il senso di competenza (Controllo); l'importanza e il significato sociale dell'evento (Valore).

22 23. Qual è il livello più alto del modello CHC di Carroll?. Il fattore g. una componente fisiologica di arousal indifferenziato e una componente comportamentale. Le abilità ristrette. L’intelligenza cristallizzata.

22 24. Secondo le teorie gerarchiche, che ruolo ha il fattore g?. può non essere particolarmente rilevante per l’individuo. Una funzione emotiva legata alla motivazione. Un livello superiore che spiega le correlazioni tra diverse abilità cognitive. Un insieme di emozioni legate alla prestazione.

22 25. Nel modello di Cornoldi, dove si trovano le abilità più automatizzate?. All’apice del cono. falso, non è stato affermato da Lazarus. Alla base del cono. Nel secondo strato del modello.

22 26. A cosa servono le capacità di inibizione secondo le teorie cognitiviste dell’intelligenza?. A incrementare la velocità di risposta automatica. comunicano l’avanzamento nel raggiungimento degli obiettivi (in funzione dell’intensità dell’emozione) e il valore che assumono per noi (in funzione della tipologia di emozione). A ignorare stimoli irrilevanti per concentrarsi sul compito. A mantenere l’attenzione su più stimoli contemporaneamente.

25 01. Le emozioni sono processi che: a) hanno valenza adattiva; b) preparano all’azione e modellano il comportamento; c) permettono di interagire con gli altri; d)mediano la relazione organismo-ambIente; e) culminano nell’attivazione fisiologica. a, b. a, b, c, d, e. a, b, c, d. a, b, c, e.

25 02. Secondo le teorie dell'appraisal, l'antecedente emotivo: motivare le emozioni proprie e altrui, di esprimerle e regolarle in funzione degli obiettivi. può essere solo un evento fisico. deve essere rilevante per l’individuo. non può essere un ricordo.

25 03. Secondo Lazarus, la valutazione secondaria riguarda il modo in cui una situazione o un evento vengono valutati rispetto al grado di rilevanza e pertinenza per gli interessi dell'individuo. falso. falso, è la valutazione del cambiamento della relazione individuo/ambiente. cognitivo, affettivo e comportamentale. vero.

25 04. Il coping focalizzato sulle emozioni non prevede di: cercare il supporto sociale. mettere in atto abilità di regolazione affettiva. nella modalità «prudente» le persone rischiano se obbligate, nella modalità «audace» osano. mantenere una prospettiva positiva.

25 05. Secondo l'ipotesi del feedback facciale: Solo il linguaggio influenza l'umore. Le emozioni sono indipendenti dal volto. Le espressioni influenzano le emozioni. La postura non incide sulle emozioni.

25 06. La rabbia, se ben regolata, può: Aumentare l'isolamento. Eliminare il bisogno di relazioni. Motivare il cambiamento. Sopprimere il problem solving.

25 07. Secondo la Teoria “Controllo – Valore” i due antecedenti cognitivi delle emozioni si rifanno a: No, le emozioni anticipate non sono dimensioni caratterizzanti. il costrutto di autodeterminazione (Controllo); l'importanza e il significato sociale dell'evento (Valore). il costrutto di autoefficacia e di effectance (Controllo); l'importanza e il significato attribuiti all'evento (Valore). il costrutto di autoefficacia e il senso di competenza (Controllo); l'importanza e il significato attribuiti all'evento (Valore).

25 08. La valutazione delle emozioni varia in base a: a) novità; b) fascia evolutiva; c) pertinenza e rilevanza dello stimolo e della situazione; d) coping; e)piacevolezza/spiacevolezza intrinseca; f) compatibilità con le norme sociali e l’immagine di sé; g) il livello di attivazione fisiologica. a, b. a, b, c, d, e. a, b, c, d. a, b, c, e.

25 09. Secondo Lazarus, la valutazione secondaria riguarda il modo in cui una situazione o un evento vengono valutati rispetto al grado di rilevanza e pertinenza per gli interessi dell'individuo. falso, non è stato affermato da Lazarus. vero. falso, è la valutazione del cambiamento della relazione individuo/ambiente. falso.

25 10. La capacità di resistere e di superare dopo una profonda avversità è detta: coping. resistenza. eustress. resilienza.

25 11. Il coping focalizzato sulle emozioni non prevede di: mantenere una prospettiva positiva. controllare i vissuti emotivi. cercare il supporto sociale. mettere in atto abilità di regolazione affettiva.

25 12. Secondo le teorie dell'appraisal, l'antecedente emotivo: può non essere particolarmente rilevante per l’individuo. non può essere un ricordo. può essere solo un evento fisico. deve essere rilevante per l’individuo.

25 13. Il TEC è: test of emotion control. test of emotion comprehension. training for empowerment and creativity. test of endorphin calibration.

25 14. La paralisi del muscolo corrugatore compromette: La percezione uditiva. La capacità logica. La comprensione di frasi emotive negative. La produzione di emozioni positive.

25 15. Secondo la Teoria “Controllo – Valore” i due antecedenti cognitivi delle emozioni si rifanno a: il costrutto di autodeterminazione (Controllo); l'importanza e il significato sociale dell'evento (Valore). il costrutto di autoefficacia e di effectance (Controllo); l'importanza e il significato attribuiti all'evento (Valore). il costrutto di autoefficacia e il senso di competenza (Controllo); l'importanza e il significato sociale dell'evento (Valore). il costrutto di autoefficacia e il senso di competenza (Controllo); l'importanza e il significato attribuiti all'evento (Valore).

25 16. La valutazione delle emozioni varia in base a: a) novità; b) piacevolezza/spiacevolezza intrinseca; c) pertinenza e rilevanza dello stimolo e della situazione; d)coping; e) fascia evolutiva; f) compatibilità con le norme sociali e l’immagine di sé. a, c, e, f. a, b, c, d, e, f. b, c, d, e. a, b, c, d, f.

25 17. Le emozioni sono processi che: a) hanno valenza adattiva; b) preparano all'azione e modellano il comportamento; c) permettono di interagire con gli altri; d)culminano nell'attivazione fisiologica; e) mediano la relazione organismo-ambIente. a, b. a, b, c, d. a, b, c, e. a, b, c, d, e.

25 18. Rispetto alle emozioni, l’attivazione fisiologica è stata definita dalle diverse teorie come: risultato. causa. causa, concausa, risultato. con-causa.

25 19. Secondo la Teoria Cognitivo-Attivazionale, l’emozione è generata dalla connessione tra: Sì, inoltre sono correlate, sia quelle positive, sia quelle negative, all’autoregolazione e all’utilizzo di procedimenti analitici. una componente fisiologica di arousal indifferenziato e una componente psicologica, di percezione e riconoscimento dello stimolo/situazione. una componente fisiologica e una componente psicologica di riconoscimento dello stimolo/situazione. una componente fisiologica e una componente psicologica di percezione.

25 20. Secondo la Teoria Cognitivo-Attivazionale, l’emozione è generata dalla connessione tra: una componente fisiologica di arousal indifferenziato e una componente psicologica, di percezione e riconoscimento dello stimolo/situazione. una componente fisiologica di arousal indifferenziato e una componente comportamentale. una componente fisiologica e una componente psicologica di riconoscimento dello stimolo/situazione. una componente fisiologica e una componente psicologica di percezione.

26 01. Secondo Lazarus, lo stile di evitamento porta a: Empatia e calma. Sfida e motivazione. Senso di appartenenza. Emozioni come ansia, frustrazione e tristezza.

26 02. Le emozioni modali secondo Scherer sono: Espressioni socialmente acquisite. Le configurazioni più frequenti e contestuali. Risposte esclusivamente biologiche. Reazioni innate e universali.

26 03. Cosa è innato secondo Scherer?. Il contenuto delle emozioni. I processi valutativi e le regole che li guidano. Le espressioni motorie. Le emozioni di base.

26 04. Non è vero che le emozioni piacevoli: sono il contrario delle emozioni spiacevoli. hanno molteplici funzioni. possono essere vissute contemporaneamente. antecedente/posteriore.

26 05. Lo stile strategico si associa a: Rabbia e isolamento. Evitamento attivo. Soddisfazione anticipata e sfida. Disorientamento.

26 06. Il tema relazionale centrale della tristezza è: Sensazione di colpa. Assenza di motivazione. Presenza di un pericolo imminente. Percezione di una perdita non modificabile.

26 07. Cosa succede se interpretiamo erroneamente un’attivazione fisiologica?. L’attivazione scompare. La risposta emotiva è sempre corretta. Possiamo provare un’emozione non coerente con la situazione reale. Siamo immuni da reazioni emotive.

26 08. Il coping focalizzato sulle emozioni si usa quando: Abbiamo il pieno controllo. È possibile risolvere facilmente il problema. Non proviamo alcuna emozione. La situazione non è modificabile.

26 09. Il concetto di reappraisal indica: Un’elaborazione emotiva meccanica. Una reazione fisiologica involontaria. Una negazione dell’esperienza. Una rivalutazione successiva dell’evento.

26 10. Nel contesto scolastico le emozioni sono suscitate in particolare nell’occasione di: interrogazioni e svolgimento dei compiti. lezioni, verifiche e svolgimento dei compiti. lezioni e discussioni in classe. lezioni, verifiche e ora di ginnastica.

26 11. Il coping focalizzato sul problema prevede: Negare l’esistenza del problema. Distrarsi dall’emozione. Esprimere le emozioni con rabbia. Intervenire attivamente sulla situazione.

26 12. L’attivazione fisiologica nella teoria bifattoriale è: Indifferenziata tra le diverse emozioni. Priva di effetti corporei. Specifica per ogni emozione. Controllata volontariamente.

26 13. Le emozioni hanno un effetto sulla quantità e sulla qualità dell'apprendimento: Sì, inoltre sono correlate, sia quelle positive, sia quelle negative, all’autoregolazione e all’utilizzo di procedimenti analitici. No, solo sulla qualità dell’apprendimento. Sì, ma emozioni positive e negative sono correlate all’utilizzo di strategie differenti. No, solo sulla quantità dell’apprendimento.

26 14. Le emozioni di studenti e docenti sono suscitate dal timore dell'insuccesso e dal desiderio di riuscita, due dimensioni caratterizzate entrambe da: predisposizioni individuali, valutazione cognitiva della probabilità di riuscire o non riuscire e emozioni anticipate. Sì, inoltre incidono il contesto sociale e i modelli di reazione agli eventi. Sì, le predisposizioni individuali rappresentano la tendenza oggettiva ad essere stimolati alla riuscita o avere paura di non riuscire. No, le emozioni anticipate non sono dimensioni caratterizzanti. Sì, la valutazione cognitiva della probabilità di riuscire si basa su fatti oggettivi e esperienze passate.

26 15. Per Harter le emozioni legate alla costruzione del sé sono: umiliazione, rabbia, senso di colpa, vergogna e imbarazzo. umiliazione, orgoglio, rimpianto, vergogna e imbarazzo. umiliazione, orgoglio, senso di colpa, ambizione e imbarazzo. umiliazione, orgoglio, senso di colpa, vergogna e imbarazzo.

26 16. Le emozioni morali: si riferiscono all’abilità e sono dirette verso gli altri. sono emozioni scolastiche controllabili. non sono associate alle norme sociali. sono dirette verso gli altri, in particolare la vergogna e il rimpianto.

26 17. Non è vero che le emozioni piacevoli: possono essere vissute contemporaneamente. hanno molteplici funzioni. per garantire la persistenza sul compito, devono essere più frequenti di quelle spiacevoli. sono il contrario delle emozioni spiacevoli.

26 18. L'ansia da valutazione si riferisce a un tratto di personalità caratterizzato da: - aspetti cognitivi, aspetti affettivi, aspetti comportamentali. - aspetti neurologici, aspetti affettivi, aspetti comportamentali. - aspetti cognitivi, aspetti affettivi. aspetti cognitivi, aspetti fisiologici, aspetti comportamentali.

26 19. Il modello gerarchico di Rosemberg (1998) distingue l'affettività in: stati affettivi e emozioni. stati affettivi e tratti affettivi. tratti affettivi e umori. stati affettivi e umori.

26 20. Secondo la Teoria Comunicativa delle emozioni, le emozioni: comunicano l’avanzamento nel raggiungimento degli obiettivi (in funzione dell’intensità dell’emozione) e il valore che assumono per noi (in funzione della tipologia di emozione). esprimono le aspettative di risultato e comunicano l’avanzamento nel raggiungimento degli obiettivi (in funzione dell’intensità dell’emozione) e il valore che assumono per noi (in funzione della tipologia di emozione). esprimono le aspettative di risultato e comunicano l’avanzamento nel raggiungimento degli obiettivi (in funzione della tipologia di emozione) e il valore che assumono per noi (in funzione dell’intensità dell’emozione). esprimono le aspettative di risultato (in funzione della tipologia di emozione) e il valore che assumono per noi (in funzione dell’intensità dell’emozione).

26 21. Nel contesto scolastico le emozioni sono suscitate in particolare nell’occasione di: lezioni, verifiche e svolgimento dei compiti. lezioni e discussioni in classe. a, c, d, e. interrogazioni e svolgimento dei compiti.

26 22. Nel modello di Frijda, le emozioni influenzano: Pensieri, comportamenti, attivazione corporea. Esclusivamente la coscienza. Solo la percezione sensoriale. Solo il comportamento motorio.

27 01. il Modello di Gross collega l'elaborazione e il controllo delle emozioni a: la possibilità di apprendere da esse e poterle comunicare. la possibilità di riflettere su di esse. la possibilità di riflettere su di esse e poterle comunicare. la possibilità di riflettere su di esse e poterle esprimere.

27 02. Le regole di attribuzione servono a: Prevedere il comportamento. Identificare lo stimolo originale. Giustificare l’emozione rispetto al contesto sociale. Misurare la reazione fisiologica.

27 03. Rimé analizza gli effetti del raccontare le proprie emozioni. solo delle emozioni negative,. anche a se stessi. non forniscono energia psichica per affrontare la situazione in atto. solo delle emozioni positive.

27 04. Il SAM valuta tre dimensioni dello stato emotivo: valenza, rispondenza, controllo. nessuna delle opzioni proposte. valore, attivazione, controllo. valenza, attivazione, controllo.

27 05. Rispetto al costrutto di autocompassione non è vero che: costruiscono le risorse di sopravvivenza. implica l’identificarsi con i propri errori. prevede tre dimensioni bipolari. implica il riconoscersi parte dell'umanità.

27 06. La capacità di regolare il proprio vissuto emotivo attiva l’individuo sul piano: affettivo e relazionale. valenza, attivazione, regolazione. cognitivo, affettivo e sociale-ambientale. cognitivo e affettivo.

27 07. Scegliere la definizione più corretta. In base alla Teoria del focus regolatorio: nella modalità «prudente» le persone agiscono per l’obbligo, nella modalità «audace» cercano di ottenere vantaggi. nella modalità «prudente» le persone non rischiano, nella modalità «audace» osano solo nell’incertezza. nella modalità «prudente» le persone non rischiano e agiscono per l’obbligo, nella modalità «audace» osano per ottenere vantaggi anche nell’incertezza. nella modalità «prudente» le persone rischiano se obbligate, nella modalità «audace» osano.

27 08. Il FACS è stato sviluppato da: Ekman e Friesen. Zajonc e Havas. Averill e Harré. Lazarus e Scherer.

27 09. Le regole prognostiche definiscono: L’intensità emotiva espressa. Le cause genetiche dell’emozione. I processi cognitivi sottostanti. Durata ed evoluzione di un’emozione.

27 10. Le regole di valutazione secondo Averill stabiliscono: Come interpretare una situazione. Come esprimere un’emozione. La durata di un’emozione. Chi è responsabile dell’emozione.

27 11. Per una reale trasformazione dell’emozione è necessario: a) il riconoscimento delle emozioni, b) la loro comunicazione: c) l’attivazione di pattern comportamentali specifici; d) la loro ri-significazione; e) la condivisione. a, c, d, e. a, c, e. a, b, c, d, e. a, b, c, d.

27 12. Rimé analizza gli effetti del raccontare le proprie emozioni. solo delle emozioni negative,. solo delle emozioni positive. anche a se stessi. solo dei vissuti di colpa e vergogna.

27 13. Il SAM valuta tre dimensioni dello stato emotivo: valenza, rispondenza, controllo. valenza, attivazione, controllo. valenza, attivazione, regolazione. valore, attivazione, controllo.

27 14. Il PANAS: è costituito da 25 termini che descrivono sentimenti ed emozioni. valuta lo stato dell'individuo nel momento presente. valuta lo stato dell'individuo in finestre temporali di diversa estensione. valuta lo stato emotivo generale dell'individuo.

27 15. Il Modello Interpersonale analizza l'interazione dell’influenza e della prossimità: vero, l’influenza va dall’oppositività alla cooperazione, la prossimità va dalla sottomissione alla dominanza. falso, riguarda la relazione tra sostegno e partecipazione. falso, riguarda la relazione tra l’influenza e l’appartenenza. vero, l’influenza va dalla sottomissione alla dominanza, la prossimità va dall’oppositività alla cooperazione.

27 16. Rispetto al costrutto di autocompassione non è vero che: implica il non essere giudicanti. implica il riconoscersi parte dell'umanità. prevede tre dimensioni bipolari. implica l’identificarsi con i propri errori.

27 17. Per una reale trasformazione dell’emozione è necessario: a) il riconoscimento delle emozioni, b) la loro comunicazione: c) la condivisione; d) la loro ri-significazione; e) l’attivazione di pattern comportamentali specifici. a, b, d, e. a, b, c, d, e. a, c, d, e. a, c, e.

27 18. La competenza emotiva consiste nella capacità di. riconoscere e motivare le proprie emozioni, di esprimerle e regolarle in funzione del contesto e degli obiettivi. riconoscere le emozioni proprie e altrui, di esprimerle e regolarle in funzione del contesto. riconoscere e motivare le emozioni proprie e altrui, di esprimerle e regolarle in funzione del contesto e degli obiettivi. motivare le emozioni proprie e altrui, di esprimerle e regolarle in funzione degli obiettivi.

27 19. La capacità di regolare il proprio vissuto emotivo attiva l’individuo sul piano: cognitivo, affettivo e comportamentale. cognitivo, affettivo e sociale-ambientale. cognitivo e affettivo. affettivo e relazionale.

27 20. Nel modello di Gross l’Emotional Labor attiva due livelli di acting. primario/secondario. antecedente/posteriore. interno/esterno. superficiale/profondo.

28 01. Il recupero emozionale si riferisce al fatto che: dopo emozioni positive/negative, le persone tendono a tornare al proprio livello umorale di base, predeterminato dal loro genotipo. dopo emozioni positive/negative, le persone non tendono a tornare al proprio livello umorale di base. l’emozione resta, ma la felicità si attutisce. dopo emozioni positive/negative, le persone tendono a tornare al proprio livello umorale di base, determinato dall'educazione e dalle relazioni più prossime.

28 02. Il benessere soggettivo: è un costrutto multidimensionale di autorealizzazione. non coincide con il benessere psicologico. tende universalmente a essere stabile. tutte le opzioni proposte.

28 03. La psicologia positiva valorizza le esperienze: future. presenti e future, andando oltre quelle passate. passate, presenti e future. passate.

28 04. Chi non si è occupato di psicologia positiva?. Ryff e Singer. Watson. Waterman. Ryan e Deci.

28 05. Il livello di benessere e la qualità della vita sono fattori oggettivi. vero. non ci sono differenze. falso. Dipende dalle esperienze.

28 06. Le emozioni negative: quando sono intense, prolungate e ricorrenti possono incidere sulla salute e il benessere della persona. tutte le opzioni prorposte. oggettive, temporali e transitorie. sono dinamiche, ma non adattive, perché non spingono all'azione.

28 07. Le emozioni positive: comportano una specifica tendenza all’azione. sono dinamiche e hanno un valore adattivo specifico. comportano un’attivazione del sistema nervoso autonomo. passate.

28 08. Secondo la Broaden-and Build Theory, non è vero che le emozioni positive: neutralizzano e alleviano le conseguenze negative a lungo termine delle emozioni negative. non coincide con il benessere psicologico. ampliano il repertorio di azioni. ampliano le potenzialità cognitive.

28 09. La felicità edonica analizza: il piacere come benessere sociale. il piacere come benessere personale. lo sviluppo e la realizzazione delle potenzialità individuali. lo sviluppo delle potenzialità della natura umana.

28 10. Qual è la differenza tra gioia e piacere?. la gioia una sensazione e il piacere è un’emozione. la gioia è una sensazione temporanea, il piacere è una sensazione duratura. la gioia un’emozione e il piacere è una sensazione. non ci sono differenze.

28 11. Le persone positive: Amano frequentare altre persone. Hanno alta autostima. Sono ottimiste. Tutte le opzioni proposte.

28 12. Le esperienze di felicità sono: soggettive, temporali e transitorie. soggettive e temporali. soggettive e transitorie. oggettive, temporali e transitorie.

28 13. La psicologia positiva studia: il ruolo delle risorse e delle potenzialità dell’uomo. gli effetti delle emozioni positive. gli effetti della motivazione. tutte le opzioni proposte.

28 14. Non è vero che: per la maggior parte delle persone il set point per il benessere è relativamente elevato. Gemelli monozigoti cresciuti in condizioni palesemente differenti presentano livelli di felicità simili. il livello di set point di gruppi demografici eterogenei non presenta grandi differenze. chi subisce gravi incidenti non riesce a tornare al proprio livello di set point del benessere.

28 15. La felicità: è prodotta da circostanze favorevoli. è un processo necessario per essere motivati, perché la motivazione significa felicità. tutte le opzioni proposte. è prodotta dal significato che diamo alle cose che facciamo, dall’atteggiamento positivo.

28 16. Il livello di benessere e la qualità della vita sono fattori oggettivi. dipende dall'età dei soggetti. falso. vero. Dipende dalle esperienze.

28 17. L’eudaimonia distingue benessere e felicità, perché solo il soddisfacimento di alcuni desideri promuove il benessere. Dipende dall'età dei soggetti. vero. falso. dipende dal genere dei soggetti.

28 18. Secondo la Broaden-and Build Theory, non è vero che le emozioni positive: ampliano le potenzialità cognitive. ampliano il repertorio di azioni. neutralizzano e alleviano le conseguenze negative a lungo termine delle emozioni negative. costruiscono le risorse di sopravvivenza.

28 19. Le emozioni positive: sono dinamiche e hanno un valore adattivo specifico. comportano una specifica tendenza all’azione. comportano un’attivazione del sistema nervoso autonomo. sono un segnale esterno che spinge all’esplorazione dell’ambiente, alla prosecuzione di un’esperienza.

28 20. Secondo l'ipotesi di neutralizzazione: le emozioni positive hanno una funzione di regolazione delle emozioni negative. le emozioni positive compensano le emozioni negative. nessuna delle opzioni proposte. le emozioni positive influenzano, ma non modificano gli effetti successivi di emozioni negative.

28 21. Le emozioni negative: quando sono intense, prolungate e ricorrenti possono incidere sulla salute e il benessere della persona. tutte le opzioni proposte. non forniscono energia psichica per affrontare la situazione in atto. sono dinamiche, ma non adattive, perché non spingono all'azione.

28 22. La maggior parte delle persone ha un set point per il benessere: elevato. molto basso. molto elevato. basso.

29 01. Gli incentivi sono: Stimoli esterni. Risposte incondizionate. Stimoli interni. Meccanismi omeostatici.

29 02. Cosa suggeriscono le emozioni secondo la teoria comunicativa?. Il nostro livello di attenzione. La nostra velocità di reazione. La nostra capacità di apprendimento. I nostri obiettivi e priorità.

29 03. In base alla teoria dell’autodeterminazione, non è uno dei bisogni psicologici di base: relazioni sociali. autonomia. competenza. affetto.

29 04. Alla sommità della gerarchia dei bisogni così come delineate da Maslow c’è il bisogno di: Autorealizzazione. Trascendenza. Relazione. Appartenenza.

29 05. Quando si hanno comportamenti autonomi, coinvolti, interessati, si dice che si è spinti da una motivazione: all’autorealizzazione. estrinseca. incondizionata. intrinseca.

29 06. I motivi connessi indirettamente ai bisogni biologici sono detti: Condizionati. Secondari. Appresi. Riflessi.

29 07. Le pulsioni sono: Indipendenti dall’ambiente. Deviazioni da uno stato di equilibrio interno. bisogni secondari. Motivazioni endo-apprese.

29 08. Chi ha proposto la teoria bifattoriale delle emozioni?. Ekman e Friesen. Darwin e James. Schachter e Singer. Lazarus e Folkman.

29 09. Nella piramide di Maslow: i bisogni di sicurezza sono i bisogni di base. i bisogni fisiologici sono detti bisogni di carenza. i bisogni di base sono in cima alla piramide. i bisogni spirituali sono alla base della piramide.

29 10. I motivi secondari sono: Conseguenza dei motivi primari. Innati. Dipendenti da motivi primari. Appresi.

29 11. Cosa sostengono le teorie cognitiviste sulle emozioni?. Che le emozioni derivano dall'interpretazione. Che le emozioni non possono essere controllate. Che le emozioni sono innate. Che gli stimoli hanno un significato emotivo intrinseco.

29 12. Cos'è l’ambivalenza emotiva?. Co-presenza di emozioni opposte. Prevalenza di emozioni positive. Esclusiva presenza di ansia. Mancanza totale di emozioni.

29 13. Nella teoria bifattoriale, cosa è l'arousal?. Risposta muscolare localizzata. Interpretazione cognitiva. Attivazione fisiologica aspecifica. Stimolo esterno.

29 14. Cosa hanno mostrato i risultati dell’esperimento di Schachter e Singer?. L'interpretazione cognitiva è fondamentale. Le emozioni sono automatiche. Il placebo non ha effetti sulle emozioni. Solo l'attivazione fisiologica genera emozioni.

29 15. A che età emerge la capacità di percepire emozioni opposte?. Circa 3 anni. Circa 7 anni. Circa 11 anni. Circa 5 anni.

29 16. Cosa facilita la gestione dell’ambivalenza emotiva?. Suppressione delle emozioni positive. Dissociazione cognitiva. Tolleranza dell’incertezza e capacità riflessiva. Evitamento delle emozioni negative.

29 17. Cosa caratterizza un atteggiamento prudente?. Prevenzione dell’insuccesso. Ricerca del rischio. Esposizione costante a nuovi stimoli. Motivazione verso il successo.

29 18. Cosa caratterizza un atteggiamento audace?. Rifiuto della cooperazione. Evitamento del rischio. Orientamento verso il successo. Focus sul fallimento.

29 19. Cosa propone il modello BIS BAS?. Esistenza di due sistemi motivazionali biologici. L'importanza dei traumi infantili. Un unico sistema di motivazione sociale. Il primato della cultura sull'emozione.

29 20. Il sistema BIS è associato a: Curiosità ed esplorazione. Ricerca di ricompense. Motivazione verso il successo. Sensibilità alla punizione.

29 21. Il sistema BAS è associato a: Evitamento dei pericoli. Approccio verso ricompense. Inibizione comportamentale. Mantenimento dello status quo.

29 22. Cosa determina l'esperienza dell'emozione secondo Schachter e Singer?. Memoria episodica. Interpretazione dell'attivazione fisiologica. Durata della stimolazione. Quantità di stimoli esterni.

30 01. L’alessitimia è considerata: Una difficoltà nel riconoscere volti. Un disturbo temporaneo dell’umore. Una forma di intelligenza emotiva. Un tratto che ostacola la consapevolezza emotiva.

30 02. Secondo la teoria comunicativa delle emozioni, a cosa serve un’emozione?. A evitare la sofferenza psicologica. A comunicare a sé e agli altri l’importanza di un obiettivo. A sopprimere reazioni istintive disfunzionali. A imitare comportamenti osservati nell’ambiente.

30 03. Secondo Gray, il sistema BAS è responsabile di: Inibizione delle emozioni disfunzionali. Approccio agli stimoli positivi e ricerca di ricompense. Reazione a punizioni e segnali di pericolo. Regolazione della pressione sociale.

30 04. Cosa si intende per circolo virtuoso delle emozioni positive?. Un ciclo in cui le emozioni positive alimentano il benessere e promuovono nuove emozioni positive. Una tecnica cognitiva per controllare le emozioni. Una spirale di intensificazione dell'evitamento di emozioni negative. Un processo di adattamento biologico alla frustrazione.

30 05. Che ruolo hanno le emozioni positive nell'apprendimento?. Limitano la relazione educativa. Promuovono il coinvolgimento e la motivazione. Creano distanza e freddezza. Bloccano l’attenzione.

30 06. Secondo la teoria Broaden-and-Build, cosa costruiscono nel tempo le emozioni positive?. Risorse personali durevoli come resilienza e connessioni sociali. Risposte immediate a minacce esterne. Meccanismi di evitamento dello stress. Abitudini emotive automatiche.

30 07. Qual è il presupposto centrale della teoria Broaden-and-Build di Barbara Fredrickson?. Le emozioni positive impediscono l'elaborazione delle esperienze negative. Le emozioni positive rafforzano il pensiero convergente. Le emozioni positive ampliano il repertorio di pensieri e azioni. Le emozioni positive riducono la motivazione all'apprendimento.

30 08. In cosa si differenzia l'entusiasmo autentico da quello simulato?. È coerente, spontaneo e percepibile. È simulato per motivi esterni. È ripetitivo e confuso. È imposto e poco chiaro.

30 09. Secondo Frijda, cosa sono le emozioni?. Comportamenti innati senza funzione. Stati mentali privi di base motivazionale. Risposte a eventi significativi per i nostri scopi. Risposte fisiologiche casuali.

30 10. Un carico cognitivo elevato può: Facilitare la regolazione delle emozioni. Ostacolare la consapevolezza emotiva. Incrementare il pensiero critico. Favorire l’analisi emotiva.

30 11. Cosa suggeriscono le emozioni secondo la teoria comunicativa?. I nostri obiettivi e priorità. La nostra velocità di reazione. Il nostro livello di attenzione. La nostra capacità di apprendimento.

30 12. Il concetto di 're-appraisal' indica: Una reazione fisiologica involontaria. Una rivalutazione successiva dell’evento. Un’elaborazione emotiva meccanica. Una negazione dell’esperienza.

30 13. Quale emozione è più probabile se uno studente ha basso controllo e alto valore per un compito?. Noia. Gioia. Indifferenza. Ansia.

30 14. Cosa sostiene la teoria del controllo-valore di Pekrun?. Che le emozioni derivano dalla percezione di controllo e valore del compito. Che le emozioni sono innate e universali. Che il comportamento emotivo è determinato solo dal giudizio degli altri. Che le emozioni sono generate esclusivamente dal contesto sociale.

30 15. Che cosa ostacola spesso l’accettazione emotiva?. L’empatia verso gli altri. Il giudizio verso le proprie emozioni. La consapevolezza metacognitiva. La regolazione emotiva funzionale.

30 16. Qual è una funzione cognitiva della comunicazione delle emozioni?. Attribuire senso e significato agli eventi. Rifiutare le emozioni sgradevoli. Sopprimere la memoria emotiva. Rimuovere i ricordi dolorosi.

30 17. Qual è il primo passo verso la trasformazione emotiva?. Evitare il contatto emotivo. Imitare le emozioni altrui. Sopprimere le emozioni negative. Riconoscere e accettare le emozioni.

30 18. Cosa significa identificazione secondo Neff?. Distinguere le emozioni altrui. Essere sopraffatti dalle emozioni negative. Accogliere le emozioni con equilibrio. Essere consapevoli dei propri pensieri.

30 19. Cosa può causare un ambiente che invalida le emozioni dei bambini?. Interiorizzazione dell’idea che le emozioni siano sbagliate. Aumento della resilienza. Sviluppo della leadership. Espressione emotiva libera.

30 20. Cosa accade quando si racconta un'esperienza piacevole secondo Rimé?. Si può rivivere la gioia provata in quel momento. Si provoca disagio. Si innesca tristezza. Si annulla la memoria dell'evento.

30 21. Quale tra questi NON è uno dei tre poli della self-compassion?. Consapevolezza. Gentilezza. Assertività. Umanità comune.

33 01. Per il modello di Harter, quando l’adulto sostiene i suoi tentativi di padronanza, il bambino sviluppa: l’interiorizzazione di un sistema di controllo esterno. la percezione di un senso di competenza e di controllo interno. il rinforzo del senso di dipendenza. la motivazione è legata alla percezione di fattibilità.

33 02. Cosa caratterizza le strategie focalizzate sulla risposta?. Agiscono prima dell’evento emotivo. Intervengono dopo l’attivazione dell’emozione. Modificano la valutazione cognitiva della situazione. Non influenzano l’attivazione fisiologica.

33 03. Secondo Gross, la regolazione delle emozioni può fallire nella fase di implementazione quando: La valutazione primaria è errata. La situazione non è rilevante emotivamente. La strategia scelta non viene messa in pratica correttamente. La persona ignora l’emozione.

33 04. L'incongruenza tra le rappresentazioni di sé si supera grazie ai fattori motivanti: credere di essere, di riuscire e di valere. credere di potere, di sapere e di valere. credere di potere, di riuscire e di valere. prestazionale, motivazionale, emotivo.

33 05. La Teoria dei sé possibili distingue: il sé attuale, ideale, imperativo. vero, le motivazioni preesistenti non si possono modificare o inibire. il sé attuale, reale, imperativo. il sé attuale, ideale, reale.

33 06. La percezione di competenza può svilupparsi o inibirsi in funzione: incrementa la motivazione. del livello di fiducia del bambino. del comportamento delle figure di riferimento e del supporto ambientale. del confronto con i pari e del supporto ambientale.

33 07. La motivazione all'apprendimento: è indipendente dall’ambiente. percezione di approvazione esterna e self-liking. è appresa. è innata.

33 08. Secondo Koole, la regolazione emotiva è legata a: Alla rimozione dell’emozione. Motivazioni e funzioni individuali. Solo alle risposte fisiologiche. Alla repressione inconsapevole.

33 09. Cosa rappresenta la regolazione abituale?. Una tecnica innata e non modificabile. Una tecnica usata solo in psicoterapia. Una strategia che si basa sulla soppressione forzata. Una strategia appresa che si attiva automaticamente con l’esperienza.

33 10. Quale delle seguenti NON è una motivazione identificata da Tamir nella regolazione emotiva?. Motivazione sociale. Motivazione edonistica. Motivazione strumentale. Motivazione biologica.

33 11. Cosa indica il termine valutazione secondaria nel modello esteso?. La reazione fisiologica all’emozione. Il giudizio sociale sull’emozione provata. La valutazione della risposta emotiva generata. Il controllo motorio dell’espressione.

33 12. Quale strategia mira a spostare l’attenzione da un elemento emotivo?. Distrazione. Rivalutazione cognitiva. Modulazione fisiologica. Selezione della situazione.

33 13. Nel compito Stroop emotivo, cosa si chiede di fare ai partecipanti?. Denominare il colore di parole emotivamente salienti o neutre. Scrivere parole a contenuto emotivo. Descrivere esperienze autobiografiche. Memorizzare liste di parole neutre.

33 14. Secondo il modello di Gross, quale strategia viene attuata prima della comparsa della risposta emotiva?. Selezione della situazione. Modulazione della risposta. Denominazione affettiva. Soppressione emotiva.

33 15. Che cos'è la 'modulazione della risposta' nel modello di Gross?. Evitare situazioni emotive potenzialmente negative. Ristrutturare cognitivamente il significato di un evento. Intervenire direttamente sull’espressione o l’esperienza emotiva già attivata. Etichettare verbalmente un'emozione.

33 16. Quale strategia rientra nella regolazione esplicita secondo Gross?. La ristrutturazione cognitiva. L'adattamento al conflitto emotivo. La denominazione affettiva automatica. La regolazione legata agli errori.

33 17. Per il modello di Harter, quando l’adulto sostiene i suoi tentativi di padronanza, il bambino sviluppa: l’interiorizzazione di un sistema di controllo esterno. la percezione di un senso di competenza e di controllo interno. il rinforzo del senso di dipendenza. vissuti emotivi legati all’approvazione esterna.

33 18. La motivazione di Effectance. è la motivazione specifica a padroneggiare l’ambiente. è una motivazione estrinseca precoce. è distinta dai vissuti di competenza ed efficacia. è una motivazione intrinseca precoce.

33 19. La percezione alla competenza riguarda: la sicurezza in se stessi. l'importanza di essere riconosciuti dagli altri per la propria bravura. la valutazione della probabilità di portare a termine con successo un certo compito o attività. la voglia di imparare.

33 20. Non è vero che il senso di autoefficacia: rispecchia le credenze prima di eseguire l’azione. equivale al senso di competenza. è un insieme di credenze personali dominio-specifiche. sintetizza il livello di abilità percepita, l'importanza della situazione e le aspettative di riuscita.

33 21. Cos'è la regolazione emotiva implicita?. Un processo automatico e non consapevole di modulazione emotiva. Un metodo per esprimere apertamente le emozioni. Una tecnica terapeutica per l'ansia. Un tipo di ristrutturazione cognitiva.

33 22. La motivazione all'apprendimento: è indipendente dall’ambiente. e innata. è appresa. si manifesta dall’adolescenza.

33 23. La percezione di competenza è: una motivazione funzionalmente autonoma. tendenzialmente stabile. una variabile di personalità. tutte le opzioni di risposta.

33 24. La percezione di competenza può svilupparsi o inibirsi in funzione: del confronto con i pari e del supporto ambientale. del comportamento delle figure di riferimento. del comportamento delle figure di riferimento e del supporto ambientale. del livello di fiducia del bambino.

33 25. La Teoria dei sé possibili distingue: il sé odierno, ideale, voluto. il sé attuale, ideale, reale. il sé attuale, ideale, imperativo. il sé attuale, reale, imperativo.

33 26. L'incongruenza tra le rappresentazioni di sé si supera grazie ai fattori motivanti: credere di potere, di sapere e di valere. credere di essere, di riuscire e di valere. credere di potere, di riuscire e di valere. credere di potere, di riuscire e di volere.

33 27. Il challenge è: un senso di sfida verso altri. tutte le opzioni proposte. un bisogno appreso di sentirsi efficaci. il coinvolgimento nell'obiettivo del compito e l’immersione nell'azione.

34 01. L’autostima può essere influenzata dall'ambiente attraverso meccanismi di: obiettivi di risultato è di performance possono essere individuati entrambi, preferibilmente a lungo termine. reflected appraisal; relative self-worth; convinzioni self-defining; convinzioni self-enhancing. reflected appraisal; contingent self-worth; convinzioni self-defining; convinzioni self-enhancing. external appraisal; contingent self-worth; convinzioni self-defining; convinzioni self-enhancing.

34 02. L’autostima si fonda sulle dimensioni di: self-competence e self-liking. sono più efficaci per la motivazione e l’effettiva realizzazione. percezione di valore del compito e di sé come discente. self-competence e autoefficacia.

34 03. L’autostima può essere influenzata dall'ambiente attraverso meccanismi di: reflected appraisal; contingent self-worth; convinzioni self-defining. reflected appraisal; relative self-worth; convinzioni self-defining; convinzioni self-enhancing. reflected appraisal; contingent self-worth; convinzioni self-defining; convinzioni self-enhancing. external appraisal; contingent self-worth; convinzioni self-defining; convinzioni self-enhancing.

34 04. Le motivazioni possono essere preesistenti e apprese. vero, le motivazioni preesistenti sono convinzioni, obiettivi, valori; le motivazioni apprese sono motivi, bisogni, pulsioni, istinti. Empirical, registered. vero, le motivazioni preesistenti sono motivi, bisogni, pulsioni, istinti; le motivazioni apprese sono convinzioni, obiettivi, valori. falso, le motivazioni sono sempre apprese.

34 05. Che cosa indica una marcata variabilità affettiva nel modello DynAffect?. Oscillazioni emotive intense rispetto alla baseline. Persistenza di emozioni positive. Reazioni uniformi in tutte le situazioni. Assenza totale di emozionI.

34 06. Cosa si intende per rigidità emotiva nella disregolazione emotiva?. Abilità nel riconoscere le emozioni altrui. Difficoltà a modificare le risposte emotive in base al contesto. Tendenza ad accettare tutte le emozioni. Elevata empatia verso gli altrI.

34 07. Si possono associare tre deficit all’impotenza appresa: gerarchia, impegno, valutazione condizioni, pianificazione, monitoraggio, valutazione di sé, incentivi. cognitivo, motivazionale, emotivo. cognitivo, comportamentale, emotivo. cognitivo, motivazionale, sociale.

34 08. Cosa si intende per ruminazione, nel contesto della disregolazione emotiva?. Immaginare eventi futuri positivi. Ripetere azioni meccaniche per calmarsi. Ripensare continuamente a eventi passati con valenza negativa. Trattenere emozioni per evitare conflitti.

34 09. L’autostima si fonda sulle dimensioni di: self-competence e autoefficacia. self-competence e self-liking. percezione di valore del compito e di sé come discente. percezione di approvazione esterna e self-liking.

34 10. Cosa misura la forza dell'attrattore nel modello DynAffect?. La reattività fisiologica agli stimoli negativi. La coerenza tra pensieri ed emozioni. La capacità di tornare allo stato emotivo di base dopo una fluttuazione. La quantità di emozioni represse durante la giornata.

34 11. Si possono associare tre deficit all’impotenza appresa: cognitivo, comportamentale, emotivo. prestazionale, motivazionale, emotivo. cognitivo, motivazionale, emotivo. cognitivo, motivazionale, sociale.

34 12. La sorpresa: ha sempre valore negativo. ha sempre valore positivo. può avere valore sia positivo, sia negativo. incrementa la motivazione.

34 13. Non è vero che. la motivazione è legata alla percezione di fattibilità. il successo motiva di per sé. le difficoltà sono legate al valore attribuito e alla lettura soggettiva degli eventi. le difficoltà sono legate all'attesa e alla percezione di successo o fallimento.

34 14. Le motivazioni possono essere preesistenti e apprese. vero, le motivazioni preesistenti non si possono modificare o inibire. vero, le motivazioni preesistenti sono convinzioni, obiettivi, valori; le motivazioni apprese sono motivi, bisogni, pulsioni, istinti. falso, le motivazioni sono sempre apprese. vero, le motivazioni preesistenti sono motivi, bisogni, pulsioni, istinti; le motivazioni apprese sono convinzioni, obiettivi, valori.

34 15. Seligman distingue: cause stabili vs. instabili. cause controllabili vs. non controllabili. tutte le opzioni proposte. cause globali vs. specifiche.

34 16. La Teoria delle attribuzioni di Seligman descrive: le opinioni che le persone si formano circa ipropri livelli motivazionali. le opinioni che le persone si formano circa i motivi dei loro rapporti affettivi. le opinioni che le persone si formano circa i motivi degli insuccessi. le opinioni che le persone si formano circa i motivi dei loro successi/insuccessi.

34 17. La sindrome demotivazionale disfunzionale è caratterizzata da tre ordine di deficit: cognitivo, motivazionale, sociale. culturale, motivazionale, emotivo. cognitivo, motivazionale, emotivo. cognitivo, personale, emotivo.

34 18. Che cosa si intende per disregolazione emotiva?. La totale assenza di emozioni. Un insieme di difficoltà nel riconoscere, gestire e modulare le emozioni. Una tecnica terapeutica per la gestione dello stress. Un'abilità innata nel controllare le emozioni negative.

34 19. Quale delle seguenti NON è una dimensione misurata dalla scala DERS?. Autonomia emotiva. Difficoltà nel mantenere obiettivi. Non-accettazione delle emozioni. Accesso limitato alle strategie di regolazione.

35 01. La motivazione intrinseca è favorita da: Controlli rigidi. Esperienze di flow. Ricompense esterne. Minacce e punizioni.

35 02. Rispetto agli obiettivi, è vero che: è preferibile individuare obiettivi di risultato nel breve termine è obiettivi di performance a lungo termine. è preferibile individuare obiettivi di performance nel breve termine è obiettivi di risultato a lungo termine. esprime un rapporto moltiplicativo. obiettivi di risultato è di performance possono essere individuati entrambi indifferentemente a breve e lungo termine.

35 03. La percezione di competenza è: tendenzialmente stabile. reflected appraisal; contingent self-worth; convinzioni self-defining. tutte le opzioni di risposta. una motivazione funzionalmente autonoma.

35 04. La percezione alla competenza riguarda: la valutazione della probabilità di portare a termine con successo un certo compito o attività. l'importanza di essere riconosciuti dagli altri per la propria bravura. tutte le opzioni proposte. la sicurezza in se stessi.

35 05. Non è vero che il senso di autoefficacia: è un insieme di credenze personali dominio-specifiche. equivale al senso di competenza. sintetizza il livello di abilità percepita, l'importanza della situazione e le aspettative di riuscita. cause stabili vs. instabili.

35 06. Qual è una caratteristica degli individui con convinzioni incrementali?. Evitano i compiti nuovi. Attribuiscono l’insuccesso all’incapacità personale. Credono che le abilità siano fisse. Considerano l’errore come un’opportunità di apprendimento.

35 07. Qual è l’obiettivo implicito che spinge le persone a imparare e migliorare le proprie capacità?. Obiettivo di sottomissione. Obiettivo di dimostrazione. Obiettivo di padronanza. Obiettivo di esclusione.

35 08. Rispetto agli obiettivi, è vero che: obiettivi di risultato è di performance possono essere individuati entrambi indifferentemente a breve e lungo termine. è preferibile individuare obiettivi di risultato nel breve termine è obiettivi di performance a lungo termine. è preferibile individuare obiettivi di performance nel breve termine è obiettivi di risultato a lungo termine. obiettivi di risultato è di performance possono essere individuati entrambi, preferibilmente a lungo termine.

35 09. Gli obiettivi di performance: dipendono unicamente dall'individuo. sono più efficaci per la motivazione e l’effettiva realizzazione. tutte le opzioni proposte. sono strettamente connessi alla prestazione e al livello di capacità.

35 10. Gli obiettivi di risultato: possono non essere realizzati anche se gli obiettivi di performance vengono raggiunti. nessuna delle opzioni proposte. coinvolgono anche gli avversari. entrambe le opzioni proposte.

35 11. L’acronimo SMART per la corretta formulazione degli obiettivi significa: specific, multiple, action-oriented, realistic, timely. specific, misurable, action-oriented, realistic, timely. simple, misurable, active, realistic, timely. specific, misurable, action-oriented, right, tought.

35 12. Il modello Smarter aggiunge le caratteristiche degli obiettivi: E-xciting e R-egistered. Empirical, registered. Exiting, recorded. Empirical, re-directed.

35 13. Cosa favorisce un atteggiamento supportivo degli adulti verso i bambini?. La motivazione estrinseca. La dipendenza dall’adulto. La paura dell’errore. Lo sviluppo della percezione di competenza.

35 14. Il modello di Burton, Naylor ed Holliday articola il processo di goal setting nelle seguenti fasi: gerarchia, impegno, adattamento, pianificazione, monitoraggio, valutazione, subgoaling. gerarchia, impegno, valutazione ostacoli, pianificazione, monitoraggio, valutazione, subgoaling. impegno, valutazione ostacoli, previsione, monitoraggio, valutazione rischi, subgoaling. gerarchia, impegno, valutazione condizioni, pianificazione, monitoraggio, valutazione di sé, incentivi.

35 15. Qual è una caratteristica principale della motivazione intrinseca?. Si basa sulle ricompense esterne. Proviene dall’interno e si basa sul piacere per l’attività. Richiede l’intervento di un adulto. È sempre legata all’obbligo scolastico.

35 16. Il modello di Burton, Naylor ed Holliday articola il processo di goal setting nelle seguenti fasi: impegno, valutazione ostacoli, previsione, monitoraggio, valutazione rischi, subgoaling. gerarchia, impegno, adattamento, pianificazione, monitoraggio, valutazione, subgoaling. gerarchia, impegno, valutazione condizioni, pianificazione, monitoraggio, valutazione di sé, incentivi. gerarchia, impegno, valutazione ostacoli, pianificazione, monitoraggio, valutazione, subgoaling.

35 17. Quale emozione è tipicamente associata al motivo di padronanza?. Noia. Soddisfazione anticipata. Ansia. Rabbia.

35 18. Cosa caratterizza gli individui con convinzioni entitarie?. Percepiscono le abilità come immutabili. Scelgono compiti sfidanti. Credono di poter migliorare sempre. Vivono l’insuccesso come stimolo alla crescita.

35 19. Cosa si intende per motivi impliciti?. Disposizioni motivazionali stabili e inconsapevoli. Obiettivi scolastici. Convinzioni razionali. Motivazioni esterne.

35 20. Qual è la conseguenza di un atteggiamento svalutante da parte dell’adulto?. Aumenta la resilienza. Favorisce l’autonomia. Diminuisce la percezione di controllo e la motivazione. Promuove il senso di competenza.

35 21. Quale motivazione è legata alla ricerca di relazioni sociali positive?. Motivo di controllo. Motivo di affiliazione. Motivo di dominanza. Motivo di riuscita.

36 01. Il modello “aspettativa x valore”: tutte le opzioni proposte. è influenzata da aspettative e obiettivi dell'ambiente. le formulazioni negative. la motivazione è data dal rapporto tra aspettativa di fattibilità e valore attribuito.

36 02. Alla sommità della gerarchia dei bisogni così come delineate da Maslow c’è il bisogno di: del comportamento delle figure di riferimento. Trascendenza. Autorealizzazione. Appartenenza.

36 03. Il modello di Bandura sottolinea l’importanza di: Solo l’ambiente. Interazione tra fattori personali, comportamentali e ambientali. Le capacità innate. Solo la personalità.

36 04. Cosa può aiutare a contrastare l’autosabotaggio scolastico?. Promuovere esperienze di successo e supporto emotivo. Limitare l’interazione con i compagni. Aumentare il carico di studio. Evitare la valutazione continua.

36 05. la passione armoniosa e quella ossessiva si differenziano in base a: il vissuto emotivo e la percezione di competenza. il vissuto soggettivo e la percezione di controllo. specifico, sincero, spronante, non controllante, contingente, centrato sulla persona. il vissuto emotivo e la percezione di controllo.

36 06. Gli indicatori non verbali dell’entusiasmo sono: voce, gesti, cinesica, espressioni. voce, sguardo, gesti, postura, espressioni. voce, sguardo, gesti, cinesica, espressioni. punta a sostenere senso di competenza del bambino.

36 07. La motivazione all’apprendimento si caratterizza per: la produzione di idee diverse, numerose e bizzarre. stupore, percezione del valore, consapevolezza di comprensione, sfida. stupore, percezione della bellezza, consapevolezza di sé, sfida. stupore, percezione della bellezza, consapevolezza di comprensione, sfida.

36 08. La capacità empatica comporta il saper: cogliere la prospettiva e le emozioni dell'altro; comunicare che si comprende ciò che l'altro prova. cogliere la prospettiva dell'altro; comunicare supporto per ciò che l'altro prova. No, devono essere considerati in funzione delle abilità e dello scopo. cogliere le emozioni dell'altro; condividere ciò che l'altro prova.

36 09. Quando si hanno comportamenti autonomi, coinvolti, interessati, si dice che si è spinti da una motivazione: all’autorealizzazione. rispecchia le credenze prima di eseguire l’azione. incondizionata. intrinseca.

36 10. Per incrementare la motivazione, è utile: Rendere percepibile l’utilità e la fattibilità di un compito. Evitare il confronto tra pari. Rinforzare il senso di fallimento. Aumentare la pressione sociale.

36 11. Qual è un esempio di esperienza vicaria?. Studiare in autonomia. Vedere un pari affrontare con successo un compito. Superare un compito difficile personalmente. Essere lodati da un insegnante.

36 12. la passione armoniosa e quella ossessiva si differenziano in base a: il vissuto soggettivo e la percezione di controllo. il vissuto emotivo e la percezione di competenza. il vissuto emotivo e la percezione di controllo. il vissuto emotivo e la percezione di entusiasmo.

36 13. Quale tra questi è un esempio di valore intrinseco?. Studio matematica perché serve per l’università. Devo prendere un buon voto per essere rispettato. Mi piace imparare la matematica perché è interessante. Temo di fallire e studio molto.

36 14. Quale delle seguenti è una componente del valore attribuito a un compito?. Frequenza di esposizione. Percentuale di successo. Utilità. Livello di competizione.

36 15. Cosa afferma la teoria delle aspettative per valori?. La motivazione dipende dall’interazione tra aspettative di riuscita e valore attribuito al compito. Il valore del compito è irrilevante. Il comportamento è influenzato solo dalle abilità. La motivazione è determinata dal QI.

36 16. Cosa può ridurre la percezione di autoefficacia?. Il supporto dell’insegnante. L’accumulo di esperienze negative. La presenza di pari motivati. Il successo ripetuto.

36 17. Quale affermazione sulla percezione di autoefficacia è corretta?. Coincide con le abilità oggettive. Rimane costante in ogni contesto. È indipendente dalle esperienze precedenti. È compito-specifica e può variare nel tempo.

36 18. Cosa si intende per autosabotaggio?. Una strategia di concentrazione avanzata. Comportamenti che compromettono la prestazione per ridurre l’impatto psicologico di un fallimento. Una tecnica per migliorare l’autoefficacia. Un approccio motivazionale positivo.

36 19. Quale tra questi NON è un fattore che influenza l’autoefficacia secondo Bandura?. Il talento genetico. L’esperienza diretta. La persuasione verbale. L’esperienza vicaria.

36 20. Secondo Bandura, cos’è l’autoefficacia?. La convinzione di saper affrontare un compito con successo. La quantità di studio dedicata a un compito. Il supporto ricevuto dai pari. Il risultato scolastico ottenuto.

36 21. La capacità empatica comporta il saper: cogliere la prospettiva dell'altro; comunicare supporto per ciò che l'altro prova. cogliere la prospettiva e le emozioni dell'altro; comunicare che si comprende ciò che l'altro prova. cogliere le emozioni dell'altro; condividere ciò che l'altro prova. cogliere la prospettiva e le emozioni dell'altro; comprendere ciò che l'altro prova.

36 22. La motivazione all’apprendimento si caratterizza per: stupore, percezione della bellezza, consapevolezza di sé, sfida. stupore, percezione della bellezza, consapevolezza di comprensione, sfida. stupore, percezione del valore, consapevolezza di comprensione, sfida. stupore, percezione del valore, consapevolezza di comprensione, perseveranza.

36 23. Gli indicatori non verbali dell’entusiasmo sono: voce, sguardo, gesti, cinesica, espressioni. voce, sguardo, gesti, espressioni. voce, gesti, cinesica, espressioni. voce, sguardo, gesti, postura, espressioni.

36 24. Il modello “aspettativa x valore”: tutte le opzioni proposte. esprime un rapporto moltiplicativo. la motivazione è data dal rapporto tra aspettativa di fattibilità e valore attribuito. è influenzata da aspettative e obiettivi dell'ambiente.

36 25. Cos’è il valore personale in ambito motivazionale?. Il tempo dedicato allo studio. L’importanza soggettiva che attribuiamo al successo in un compito. La quantità di premi ricevuti. Il numero di ore di lezione.

36 26. L'interesse individuale è: propensione comune contingente ad apprendere un certo ambito di contenuti o capacità. la propensione personale durevole ad apprendere un certo ambito di contenuti o capacità. la propensione comune durevole ad apprendere un certo ambito di contenuti o capacità. propensione personale contingente ad apprendere un certo ambito di contenuti o capacità.

36 27. Cosa può causare un valore percepito alto ma bassa autoefficacia?. Aumento della fiducia. Ansia e tensione. Nessuna influenza. Maggiore impegno.

36 28. Cosa afferma Maslow sulla gerarchia dei bisogni?. I bisogni sociali sono sempre prioritari. I bisogni fisiologici sono trascurabili. I bisogni devono essere soddisfatti dal basso verso l’alto. La sicurezza è l’ultimo livello.

36 29. Quale bisogno si trova alla base della piramide di Maslow?. Bisogni fisiologici. Bisogni di stima. Autorealizzazione. Appartenenza.

36 30. Cos’è il bisogno di autorealizzazione?. Il bisogno di sicurezza economica. Il desiderio di sviluppare pienamente il proprio potenziale. La fame e la sete. La necessità di essere accettati socialmente.

36 31. Quale affermazione è coerente con una visione più recente del modello di Maslow?. Le relazioni sociali sono alla base di tutti i bisogni. La fame è irrilevante se si è motivati. I bisogni si realizzano in ordine rigido. L’autorealizzazione è facilmente raggiungibile.

36 32. Come si può aumentare la motivazione scolastica secondo il modello delle aspettative per valori?. Valorizzando solo i risultati finali. Aumentando i compiti noiosi. Ignorando le emozioni degli studenti. Riducendo il costo percepito e aumentando l’interesse.

36 33. Quale bisogno si colloca al secondo livello nella piramide di Maslow?. Autorealizzazione. Sicurezza e protezione. Appartenenza. Stima.

37 01. Il flow è importante perché: Favorisce la routine. Riduce le prestazioni. Aumenta la dipendenza da rinforzi esterni. Migliora l’apprendimento e la motivazione.

37 02. Il self talk aiuta a: attribuire un senso agli avvenimenti. tutte le opzioni proposte. gestire le emozioni. orientare le azioni.

37 03. Il self talk: tutte le opzioni proposte. è saltuario. è un dialogo personale interno. è sempre consapevole.

37 04. Rispetto al Self-Talk, è vero che: bisogna preferire formulazioni in forma positiva. i pensieri negativi e le false formulazioni positive si contrastano con alternative, non negandoli. è una delle principali strategie di auto-motivazione. tutte le opzioni proposte.

37 05. Tra le formulazioni disfunzionali del self talk ci sono: tutte le opzioni proposte. le false formulazioni positive. le formulazioni negative. i pensieri "devo".

37 06. Un sostegno è efficace se è: specifico, credibile, non controllante, contingente, centrato sulla persona. specifico, credibile, sincero, spronante, contingente, centrato sulla prestazione. specifico, credibile, spronante, non controllante, contingente, centrato sulla prestazione. specifico, sincero, spronante, non controllante, contingente, centrato sulla persona.

37 07. La comunicazione orientativa: indica le strategie o l’interpretazione della situazione,. punta a sostenere senso di competenza del bambino. tutte le opzioni di risposta. punta a sostenere l’autonomia del bambino.

37 08. Quale autore ha sviluppato il concetto di flow?. Deci. Weiner. Csikszentmihalyi. Bandura.

37 09. Qual è una caratteristica centrale dell’esperienza di flow?. Coinvolgimento totale nell’attività. Noia e frustrazione. Distrazione frequente. Scarso controllo dell’azione.

37 10. Il flow si verifica quando: Il compito è troppo facile. Abilità e difficoltà del compito sono in equilibrio. Non c’è alcuna motivazione. Il compito è troppo difficile.

37 11. Quando il compito è percepito troppo difficile rispetto alle abilità si genera: Noia. Ansia. Flow. Motivazione.

37 12. Il controllo percepito durante l’attività è: Irrilevante. Sintomo di stress. Tipico dei compiti semplici. Un indicatore del flow.

37 13. L’esperienza di flow è associata a: Passività. Dissociazione tra mente e corpo. Fusione tra azione e coscienza. Controllo esterno.

37 14. L’esperienza di flow è più probabile quando: L’attività ha obiettivi chiari e feedback immediati. Si è distratti. Manca il supporto. L’attività è indefinita.

37 15. Cosa accade quando l’attività è troppo facile?. Si genera noia. Aumenta l’ansia. Si migliora la performance. Si sperimenta flow.

37 16. Il feedback immediato in un’attività: Riduce la motivazione. Favorisce il flow. Interrompe l’apprendimento. È irrilevante.

37 17. Secondo Bandura, l’autoefficacia si sviluppa: Solo con risultati scolastici. Tramite ricompense materiali. Confrontando sé con gli altri. Attraverso esperienze personali e osservazione.

37 18. Il flow richiede: Routine e ripetizione. Scarsa motivazione. Stress elevato. Equilibrio tra sfida e abilità.

37 19. La consapevolezza durante il flow è: Completamente esterna. Divisa tra attività e pensieri esterni. Assorbita nell’azione. Assente.

37 20. Quale emozione è tipica del flow?. Indifferenza. Frustrazione. Ansia. Piacere.

37 21. Il flow si osserva spesso in attività: Creative e stimolanti. Meccaniche e passive. Non strutturate. Ripetitive.

37 22. L’assenza di flow può portare a: Demotivazione. Apprendimento accelerato. Maggiore impegno. Creatività.

37 23. Bandura afferma che l’autoefficacia influenza: L’intelligenza fluida. Solo il rendimento scolastico. La scelta dei compiti e la perseveranza. Solo l’autostima.

38 01. Pensare che le cose vanno come devono andare e che impegno e abilità contano poco è tipico dello stile. Impegno. Impotente. Negatore. Pedina.

41 01. Il brainstorming può essere realizzato: anche mediante computer in forma sincrona. anche mediante computer in forma sincrona e asincrona. esclusivamente in presenza. anche mediante computer in forma asincrona.

41 02. Il Think-Pair-Share: viene condiviso con il gruppo in tutti i suoi passaggi. prevede un graduale passaggio alla co-costruzione del sapere. alterna lavoro a coppie e in grande gruppo. viene realizzato a coppie.

41 03. L’apprendimento mediato socialmente si realizza attraverso: a) modeling, b) scaffolding, c) perspective taking, d) pensiero narrativo, e) peer tutoring, f) group investigation, g) teambuilding, h) Jigsaw, i) ThinkPair-Share l) brainstorming. f, g, h, i. d, i, l. a, c, e, h, i,. tutte le alternative citate.

41 04. I quattro stadi dell’imitazione sono: attenzione e discriminazione delle caratteristiche critiche; ritenzione: riproduzione motoria; motivazione alla ripetizione. attenzione e discriminazione delle caratteristiche critiche; osservazione: riproduzione motoria; motivazione alla ripetizione. attenzione e discriminazione dei modelli; ritenzione: riproduzione motoria; motivazione alla ripetizione. attenzione e discriminazione delle caratteristiche critiche; ritenzione: riproduzione motoria; generalizzazione.

41 05. L'apprendimento è influenzato da meccanismi sociali: il conforto affettivo, la relazionalità e la collaborazione. il conforto affettivo, la relazionalità e l’imitazione. la collaborazione e l’imitazione. il conforto affettivo e l’imitazione.

41 06. Secondo il modello di Wentzel (2000), gli obiettivi sociali dell'apprendimento devono essere considerati in funzione dell’orientamento e dello scopo. No, devono essere considerati in funzione dell’orientamento e della piacevolezza. Sì, l’orientamento può essere a sé o agli altri, lo scopo può essere di appartenenza o di valutazione. Sì, l’orientamento può essere di appartenenza o di valutazione, lo scopo può essere a sé o agli altri. No, devono essere considerati in funzione delle abilità e dello scopo.

41 07. La tecninca del brainstorming prevede : tutte le alternative proposte. la produzione di idee diverse, numerose e bizzarre. la separazione della fase ideativa da quella valutatativa. la possibilità per chiunque di rielaborare le idee avanzate.

41 08. Per un apprendimento ottimale, gli obiettivi sociali e gli obiettivi di apprendimento devono essere congruenti tra loro. falso, obiettivi sociali e obiettivi di apprendimento sono spesso contrapposti. vero, e si devono promuovere l’orientamento alla padronanza e la collaborazione. vero, e si deve promuovere la collaborazione. vero, ma gli obiettivi sociali sono subordinati a quelli di apprendimento.

41 09. Qual è l'obiettivo del paradigma Cyberball'. Manipolare l'inclusione o esclusione sociale in modo controllato. Misurare la velocità di reazione a stimoli visivi. Valutare la memoria di lavoro dei partecipanti. Testare l’abilità matematica in gruppo.

41 10. Il Multimotive Model di Richman & Leary si focalizza su: Le funzioni del sistema limbico. L’apprendimento scolastico. Le risposte comportamentali all’esclusione. Le fasi evolutive della motivazione.

41 11. L’apprendimento mediato socialmente si realizza attraverso: a) modeling, b) scaffolding, c) perspective taking, d) pensiero narrativo, e) peer tutoring, f) flipped class-room, g) teambuilding, h) Jigsaw, i) ThinkPair-Share; l) brainstorming; m) group investigation. tutte le alternative citate. a, b, c, d, e, g, h, i, l, m. a, c, e, h, i,. f, g, h, i.

41 12. Secondo Maslow, il bisogno di appartenenza: Ha una posizione centrale tra i bisogni psicologici. È soddisfatto solo in età adulta. È un bisogno puramente culturale. È secondario rispetto all’autorealizzazione.

41 13. Quale fase NON appartiene al Temporal Need-Threat Model?. Fase riflessa. Fase ricostruttiva. Fase di rassegnazione. Fase riflessiva.

42 01. La regolazione identificata rappresenta una fase in cui: L’individuo riconosce valore personale in ciò che fa. L’attività è svolta solo per evitare punizioni. La regolazione è assente. La motivazione è guidata da ricompense esterne.

42 02. Il modeling è: Una strategia per l’autovalutazione. Una tecnica per la gestione dello stress. L’insegnamento diretto tramite quiz. L’apprendimento attraverso l’osservazione di un modello.

42 03. Secondo Bandura, l’apprendimento per modeling è efficace se: Il modello è percepito come simile e competente. Il soggetto è sotto pressione. Le informazioni sono scritte. Si usa solo rinforzo negativo.

42 04. I neuroni specchio si attivano: Solo durante l’osservazione di un modello. Sia quando si compie un’azione sia quando la si osserva. Esclusivamente nel sonno REM. Durante l’apprendimento verbale.

42 05. I principi dell'apprendimento cooperativo sono: responsabilità individuale. competenze sociali e valutazione di gruppo. interdipendenza positiva e interazione costruttiva. tutte le opzioni proposte.

42 06. Nella costituzione dei gruppi cooperativi, occorre considerare: tipologia di costruzione e ambito disciplinare di riferimento. durata e ampiezza del gruppo, tipologia di costruzione. tipologia di costruzione e età dei soggetti. durata del gruppo e tipologia di costruzione.

42 07. Le fasi della gestione dell'apprendimento cooperativo per il formatore sono: progettare l'attività, gestire il contesto, valutare il gruppo e il singolo. progettare l'attività, gestire il contesto, valutare il singolo e il processo. progettare l'attività, consolidare le precompetenze, valutare il gruppo e il singolo. progettare l'attività, gestire il contesto, valutare il gruppo.

42 08. Non è una tipologia di interdipendenza positiva: delle risorse. di identità. dei ruoli. dei risultati.

42 09. Non è una tipologia di interdipendenza: interdipendenza positiva. individualismo. nessuna delle opzioni proposte. interdipendenza negativa.

42 10. Le competenze relazionali di base per l'apprendimento cooperativo sono: conoscersi e fidarsi, risolvere i conflitti, comunicare. vero. falso. vero, ad eccezione della comunicazione. vero, includendo anche l'accettarsi e sostenersi.

43 01. Nella valutazione dell'apprendimento cooperativo si possono usare schede di rilevazione, checklist, osservazione informale. vero, ad eccezione delle checklist. falso. vero, ad eccezione dell'osservazione. vero.

43 02. Nell'apprendimento cooperativo la valutazione è responsabilità: ogni gruppo è valutato dagli altri. del docente/formatore e dei formandi. del docente/formatore. dei formandi.

43 03. Nell'apprendimento cooperativo si valutano: il piano dei contenuti e delle relazioni. il piano dei contenuti e dei processi. il piano dei processi e delle relazioni. tutte le opzioni proposte.

43 04. La cooperazione reciproca nella zona di sviluppo prossimale comporta: Assenza totale di intervento adulto. Sostegno iniziale e ritiro progressivo dell’aiuto. Standardizzazione delle attività didattiche. Controllo costante da parte dell’insegnante.

43 05. Secondo Vygotskij, lo sviluppo delle funzioni cognitive avviene: Prima a livello intermentale, poi intramentale. Attraverso l’esperienza autonoma. Solo a livello intrapersonale. Contemporaneamente a livello interiore ed esteriore.

43 06. La zona di sviluppo prossimale è definita come: L’area tra ciò che il bambino può fare da solo e ciò che può fare con aiuto. Il momento in cui l’alunno è completamente indipendente. La fase finale dell’apprendimento autonomo. Lo spazio dedicato all’esercizio motorio.

44 01. Secondo Maslach, una bassa realizzazione personale implica... Impegno eccessivo nelle relazioni. Sovraccarico cognitivo temporaneo. Confusione tra vita privata e lavorativa. Percezione di inefficacia e bassa motivazione.

44 02. La passione armoniosa si basa su... Obblighi interni e pressioni esterne. Scelte autonome e coinvolgimento spontaneo. Bisogno di approvazione sociale. Dipendenza dal giudizio altrui.

44 03. L’empatia nell’insegnamento aiuta a... Sostenere emotivamente gli studenti. Semplificare i contenuti. Ridurre i comportamenti problematici. Mantenere distanza relazionale.

44 04. Quali sono i tre bisogni psicologici fondamentali secondo la teoria dell’autodeterminazione?. Autorealizzazione, controllo, empatia. Competizione, sicurezza, affiliazione. Stima, successo, collaborazione. Relazione, competenza, autonomia.

44 05. Quale delle seguenti NON è una modalità supportiva proposta da Reeve?. Accettare l’emotività negativa. Punire gli errori degli studenti. Rispettare i tempi individuali. Adottare un linguaggio non controllante.

44 06. Un ambiente è definito funzionale quando... Offre gratificazioni materiali. Applica regole severe e fisse. Lascia completa libertà agli studenti. Rende chiari obiettivi, strategie e sostiene la scelta.

44 07. La depersonalizzazione nel burnout si manifesta come... Confusione nei ruoli professionali. Atteggiamenti distaccati e cinici verso gli altri. Isolamento totale dal gruppo. Eccessiva empatia nei confronti degli altri.

44 08. Il burnout è una condizione che colpisce soprattutto: Le professioni di aiuto con forte carico emotivo. I dirigenti di azienda. I lavoratori autonomi. Gli studenti universitari.

44 09. La regolazione esterna è presente quando: Non esiste alcuna forma di controllo. La motivazione è completamente interiorizzata. L'individuo agisce per piacere personale. Il comportamento è guidato solo da premi o punizioni.

44 10. Le funzioni base della comunicazione sono: funzione dichiarativa, linguistica, espressiva. funzione proposizionale, relazionale, emotiva. funzione proposizionale, relazionale, espressiva. funzione proposizionale, culturale, linguistica.

44 11. L'intenzione-in-azione è: il monitoraggio dell'azione nel suo corso. lo scopo iniziale di un'azione. la progettazione di un’azione. la capacità di intervenire in modo intenzionale nell’imprevisto.

44 12. L''intenzione antecedente è: la capacità di intervenire in modo intenzionale nell’imprevisto. la progettazione di un’azione. lo scopo iniziale di un'azione. la previsione degli esiti di un'azione.

44 13. Quando il bisogno di autonomia è soddisfatto?. Quando l’individuo riceve ricompense esterne e riconoscimento. Quando l'individuo non è sottoposto a un'autorità. Quando l’individuo percepisce di poter scegliere e agire in modo volontario. Quando l’individuo riesce a rispettar le regole.

44 14. La regolazione esterna si basa su... Scelte autonome. Desiderio di crescita personale. Soddisfazione anticipata. Premi e punizioni esternI.

44 15. Cosa caratterizza un ambiente disfunzionale?. Attività basate sull’interesse. Accesso limitato alle risorse. Mancanza di indicazioni e strategie. Coinvolgimento spontaneo degli studenti.

44 16. Secondo Reeve, per supportare l’autodeterminazione, è utile. Applicare uniformemente gli stessi compiti. Valorizzare progressi, lasciare scegliere, non giudicare. Usare premi e punizioni. Controllare rigidamente ogni attività.

44 17. Cosa si intende per regolazione introiettata?. Agire sotto minaccia diretta. Agire per senso di colpa o desiderio di compiacere. Agire per puro piacere. Agire solo per evitare punizioni fisiche.

44 18. La soddisfazione dei bisogni psicologici fondamentali favorisce... Competizione e confronto. Benessere e motivazione autonoma. Aderenza cieca alle regole. Lavoro individuale costante.

44 19. Un ambiente controllante può... Frustrare i bisogni di autonomia e competenza. Eliminare i conflitti relazionali. Favorire sempre la motivazione intrinseca. Promuovere la cooperazione.

44 20. Un esempio di regolazione intrinseca è... Agire per non deludere gli altri. Seguire un compito per paura della punizione. Fare un’attività perché la si trova significativa. Rispondere per ottenere un premio.

44 21. Tommaso è stato dichiarato colpevole di omicidio. Di conseguenza viene incarcerato per i prossimi dieci anni. Secondo Austin, si tratta di un atto: perlocutorio. comunicativo. illocutorio. locutorio.

44 22. Quando si parla di passaggio da regolazione esterna a intrinseca, si fa riferimento a... Un’imposizione da parte del docente. Una tecnica di valutazione. Un processo di internalizzazione motivazionale. Un cambiamento puramente cognitivo.

44 23. Qual è lo scopo del sostegno motivazionale nell’ambiente scolastico?. Imporre una disciplina ferrea. Favorire l’autoregolazione e la motivazione interna. Controllare rigidamente i comportamenti. Eliminare ogni tipo di errore.

44 24. Che tipo di ambiente è considerato accogliente secondo Reeve?. Quello incentrato sulla competizione. Quello che fa sentire accolti e capaci. Quello basato su premi e voti. Quello che lascia fare tutto agli studenti.

44 25. Cosa succede se uno solo dei tre bisogni della teoria dell'autodeterminazione è soddisfatto?. Non si genera benessere completo. Si attiva la motivazione intrinseca. È sufficiente per motivare sempre. Non cambia nulla nel comportamento.

44 26. La qualità della soddisfazione dei bisogni psicologici... È identica per tutti gli individui. Dipende solo dalla performance scolastica. È più importante della quantità. Non è rilevante per il benessere.

44 27. Il principio di cooperazione stabilisce che coloro che conversano cercano di fare in modo che: Non si perda tempo. gli interlocutori siano soddisfatti. Non sorgano conflitti. Si riesca a comunicare.

44 28. Il sorriso indica disponibilità a cooperare ed è un promotore dell’affinità relazionale con funzione. cognitiva. sociale. emotiva. emotiva e sociale.

44 29. In base alla massima della qualità, il parlante deve: tutte le opzioni proposte. fornire contributi pertinenti, intervenire quando necessario. fornire un contributo vero, dicendo solo cose comprovate. evitare di essere ambiguo, oscuro o prolisso.

44 30. Il contatto oculare: è ricercato in tutte le culture. ha sempre valenza positiva. varia molto in base alla cultura di riferimento. è essenziale per la comunicazione.

44 31. La voce è una sostanza fonica che comprende riflessi, caratterizzatori vocali, vocalizzazioni, caratteristiche extralinguistiche e paralinguistiche. vero. non comprende le vocalizzazioni. non comprende i riflessi. falso.

44 32. Fanno parte dei gesti: emblemi e imitazioni. emblemi e pantomime. tutti le opzioni proposte. pantomime e ripercussioni.

44 33. I gesti sono: un sistema di organizzazione del tempo nella comunicazione. un sistema di organizzazione dello spazio interpersonale nella comunicazione. sono l’insieme delle azioni di contatto in un atto comunicativo. azioni motorie coordinate e circoscritte che generano un significato.

44 34. Qualità paralinguistiche della voce, espressioni facciali, gesti, sguardo, prossimità, aptica e postura sono processi e fenomeni che costituiscono l'insieme della CNV. vero tranne lo sguardo. vero. falso. vero tranne la voce.

44 35. La zona personale prevede distanze di: 0,5-1 m. 0-0,5 m. > 4 m. 1-4 m.

44 36. La zona pubblica prevede distanze di: 0-0,5 m. 0,5-1 m. 1-4 m. > 4 m.

44 37. La zona sociale prevede distanze di: 0,5-1 m. > 4 m. 1-4 m. 0-0,5 m.

44 38. Il contesto implicito è dato da. il mondo di riferimenti che il parlante condivide con l'interlocutore. il mondo di riferimenti del parlante. parole, gesti, espressioni ed elementi della CNV. tutte le opzioni proposte.

44 39. La frustrazione dei bisogni psicologici porta a... Desiderio di sfida. Maggior impegno scolastico. Curiosità e interesse. Esclusione, insicurezza e demotivazione.

44 40. La zona intima prevede distanze di: 1-4 m. 0,5-1 m. 0-0,5 m. > 4 m.

44 41. il silenzio: è assenza di comunicazione. le regole del silenzio sono trasversali alle diverse culture. è una comunicazione strategica ambigua. è una comunicazione strategica chiara.

44 42. Secondo Grice, l’intenzionalità comunicativa consiste nel: voler accompagnare il processo di decodifica del destinatario. voler aumentare le informazioni possedute dal destinatario. voler rendere consapevole il destinatario di qualcosa. voler entrare in relazione con l'interlocutore.

44 43. Non è vero che il contesto: implica sviluppo. è individuale. dipende dalle persone e dalla loro memoria. è costituito dalla persona che agisce nel e in relazione con un determinato ambiente.

44 44. Intenzione significa: tutte le opzioni proposte. direzionalità e volontarietà. direzionalità e soggettività. autonomia e volontarietà.

44 45. Mara ha l’intenzione comunicativa di manifestare la sua rabbia al proprio capo per la paga molto bassa. Secondo Austin vuole compiere: un atto perlocutorio. un atto locutorio. un atto fatico. un atto illocutorio.

44 46. Il contesto è l’insieme delle condizioni, delle opportunità, delle restrizioni e dei vincoli spaziali, temporali, relazionali, istituzionali e culturali che genera un messaggio di senso. genera un messaggio di senso insieme al testo. falso. genera un messaggio di senso insieme all'intenzione. vero.

44 47. Le strategie comunicative: sono stabili. tutte le opzioni proposte. sono generalizzabili. implicano un processo di calibrazione affettiva e cognitiva del messaggio.

44 48. In assenza di intenzionalità reciproca non si ha: comunicazione. informazione. relazione. contenuto.

44 49. I parametri delle caratteristiche paralinguistiche sono: Tono, intensità, tempo. Tono, durata, accento. Altezza, intensità, ritmo. tono, durata, ritmo.

44 50. Lo sguardo dura in media: 5 secondi. 1,5 secondi. 3 secondi. 2.5 secondi.

44 51. Il processo di intenzionalizzazione consiste nel: comunicare un messaggio. manifestare un’intenzione. interpretare un messaggio. condividere un obiettivo comunicativo.

44 52. Cosa può accadere in ambienti altamente competitivi secondo la teoria dell'autodeterminazione?. Incremento dell’empatia. Maggiore autonomia. Sviluppo di modalità controllanti. Aumento della motivazione intrinseca.

45 01. La competenza è caratterizzata da: organizzazione, analisi, flessibilità, contestualizzazione. organizzazione, articolazione, adattamento, contestualizzazione. organizzazione, articolazione, flessibilità, contestualizzazione. secondari.

45 02. Le implicature sono: a) inferenze che aiutano a determinare il significato di un enunciato; b) distinte in convenzionali e conversazionali; c) scalari se contravvengono il principio di qualità. A, c. A, b. b, c. A, b, c.

45 03. Si parla di “uso conversazionale” di un termine quando: il bambino riconosce il contesto nel quale viene utilizzato un termine e ne comprende il significato. il bambino comprende il significato di un termine, ma non distingue ancora il contesto nel quale viene utilizzato. il bambino riconosce il contesto nel quale viene utilizzato un termine pur non comprendendone il significato. il bambino ha acquisito l’uso di un termine in tutti i contesti conversazionali.

45 04. La comunicazione funzionale è: a) accettante; b) stimolante; c) fondata su motivazioni estrinseche; d) incoraggiante; e) non incerta o imprevista; f) non differenziata. a, b, c, d, e, f. b, c, e. a, b, d. d, e, f.

45 05. Le implicature sono: a) inferenze che aiutano a determinare il significato di un enunciato; b) scalari se contravvengono il principio di qualità; c) distinte in convenzionali e conversazionali. a, b. b, c. a, b. a, b, c.

45 06. La comunicazione funzionale è: a) accettante; b) non differenziata; c) fondata su motivazioni estrinseche; d) incoraggiante; e) non incerta o imprevista; f) stimolante. a, d, f. a, b, c, d, e, f. d, e, f. a, b, c, e.

45 07. Un docente entusiasta è percepito come... Relativamente rigido. Molto professionale. Troppo coinvolto emotivamente. Capace di trasmettere piacere nell’apprendimento.

45 08. L’entusiasmo autentico si differenzia dal comportamento entusiasta perché: È spontaneo e naturale. È legato a feedback esterni. È controllato da norme scolastiche. È strategico.

46 01. In assenza di intenzionalità reciproca non si ha: comunicazione. relazione. informazione. comunicativo.

46 02. Intenzione significa: autonomia e volontarietà. direzionalità e soggettività. direzionalità e volontarietà. genera un messaggio di senso insieme all'intenzione.

46 03. I parametri delle caratteristiche paralinguistiche sono: Altezza, intensità, ritmo. Tono, durata, accento. tutte le opzioni proposte. Tono, intensità, tempo.

46 04. Le strategie comunicative: sono generalizzabili. gli interlocutori siano soddisfatti. implicano un processo di calibrazione affettiva e cognitiva del messaggio. sono stabili.

46 05. Secondo Grice, l’intenzionalità comunicativa consiste nel: voler accompagnare il processo di decodifica del destinatario. voler aumentare le informazioni possedute dal destinatario. voler rendere consapevole il destinatario di qualcosa. la capacità di intervenire in modo intenzionale nell’imprevisto.

49 01. Nel modello sistematico di Bronfenbrenner, la possibilità di cambiamento è funzione di: entrambe le opzioni proposte. partecipazione a situazioni ambientali culturalmente eterogenee. coinvolgimento in attività responsabili, centrate su un compito e condivise con persone più esperte. nessuna delle opzioni proposte.

49 02. Cosa si intende per feedback uditivo ritardato?. Ritardo tra la voce parlata e quella udita. Eco del parlato di altri. Registrazione della propria voce. Ritmo scandito da un metronomo.

49 03. Nel modello sistematico di Bronfenbrenner, gli aspetti comuni ai sottosistemi di una cultura che ne influenzano i cambiamenti a cascata, costituiscono: il Microsistema. il Macrosistema. l'Esosistema. il Mesosistema.

49 04. Nel modello sistematico di Bronfenbrenner, «attività molari» sono: la manifestazione principale e più immediata dell’apprendimento. attività che hanno un significato e uno scopo, che sono significative per il soggetto. indicatori dell’evoluzione personale dell’individuo e degli influssi che questi ha subìto dall’ambiente. tutte le opzioni proposte.

49 05. Quale percentuale di bambini con balbuzie evolve in una forma cronica?. 50%. 1-2%. 10%. 70%.

49 06. Cosa indica la 'balbuzie evolutiva'?. Balbuzie solo in contesto lavorativo. Insorgenza del disturbo durante l’infanzia. Disturbo che compare dopo un trauma. Balbuzie che si risolve sempre spontaneamente.

49 07. Qual è uno dei limiti principali delle tecniche di feedback sensoriale?. Troppo costose da applicare. Non hanno effetti nell'immediato. Effetti temporanei e adattamento alla perturbazione. Non sono mai state testate.

49 08. Cosa può ridurre temporaneamente i sintomi della balbuzie?. Memorizzazione dei testi. Lettura corale. Pronuncia in silenzio. Studio solitario.

49 09. Quale area, oltre al linguaggio, è coinvolta nella balbuzie?. Produzione scritta. Motricità visiva. Area emotiva e sociale. Percezione olfattiva.

49 10. Quale tipo di balbuzie insorge in età adulta?. Balbuzie secondaria. Balbuzie regressiva. Balbuzie evolutiva. Balbuzie acquisita.

49 11. Nel modello sistematico di Bronfenbrenner, l’insieme degli schemi di attività, dei ruoli e delle relazioni interpersonali all'interno del contesto immediato del soggetto costituisce: il Macrosistema. il Microsistema. l'Esosistema. il Mesosistema.

49 12. I luoghi “interni ” dell'apprendimento: permettono di acquisire competenze e capacità che motivano valorialmente all’apprendimento. permettono di acquisire competenze o capacità rilevanti nella cultura di appartenenza. permettono di acquisire competenze o capacità intellettuali. permettono di acquisire competenze o capacità rilevanti nella quotidianità e nelle relazioni.

49 13. I luoghi “esterni” dell'apprendimento: permettono di acquisire competenze o capacità pratiche. permettono di acquisire competenze o capacità rilevanti nella quotidianità e nelle relazioni. permettono di acquisire competenze o capacità rilevanti nella cultura di appartenenza. permettono di acquisire competenze e capacità che motivano valorialmente all’apprendimento.

49 14. Il modello del setting di Antonietti prevede: spazio di azione, progetto strutturale, atteggiamento, senso. spazio di azione, impalcature, atteggiamento, senso. spazio di azione, progetto strutturale, atteggiamento, valore. spazio di azione, progetto strutturale, azioni, senso.

49 15. Non è vero che il setting: è costituito dalla persona che agisce nel e in relazione con un determinato ambiente. è individuale. implica sviluppo. dipende dalle persone e dalla loro memoria.

49 16. Nel modello sistematico di Bronfenbrenner, l’interconnessione dei microsistemi che comprende anche situazioni non attualmente presenti, ma influenti, del passato o del futuro, costituisce: l'Esosistema. il Mesosistema. il Macrosistema. il Microsistema.

49 17. Nel modello di setting di Antonietti, lo "schema organico e coerente rispetto agli obiettivi e alle modalità sottese agli elementi concreti" è detto: atteggiamento. sfondo. spazio di azione. progetto strutturale.

49 18. Nel modello sistematico di Bronfenbrenner, le situazioni ambientali in cui si verificano eventi che determinano o sono a loro volta determinati da ciò che accade nella situazione ambientale dell'individuo, ma non lo vedono coinvolto attivamente in modo diretto, costituiscono: il Macrosistema. il Mesosistema. l'Esosistema. il Microsistema.

49 19. L'apprendistato cognitivo richiede tre principali operazioni mentali: articolazione, riflessione, esplorazione. articolazione, riflessione, confronto. articolazione, organizzazione, esplorazione. selezione, riflessione, esplorazione.

49 20. Tra i principi della comunità di apprendimento ricordiamo: azione e riflessione. cultura e ordine. collaborazione e motivazione. contenuti e valutazione.

49 21. Tra i principi della comunità di apprendimento ricordiamo: collaborazione e riflessione. tutte le opzioni proposte. percorsi di sviluppo e azione. contenuti e cultura.

49 22. All'interno delle comunità di pratiche, l’apprendimento: è un atto sociale, guidato dalle esigenze della comunità. è situato e contribuisce alla formazione dell’identità. è distribuito tra le persone e gli artefatti. tutte le opzioni proposte.

49 23. Le fasi dell'apprendistato cognitivo sono: modellamento, rinforzo, fading, scaffolding. modellamento, coaching, fading, supervisione. modellamento, coaching, metacognizione, scaffolding. modellamento, coaching, fading, scaffolding.

49 24. Qual è un sintomo primario della balbuzie?. Pronuncia errata delle vocali. Difficoltà a comprendere testi scritti. Incapacità di scrivere. Ripetizione di suoni o parole.

50 01. Secondo il modello di Frith, quale stadio viene subito dopo quello logografico?. Stadio fonologico. Stadio lessicale. Stadio alfabetico. Stadio ortografico.

50 02. Quale processo viene attivato per inibire informazioni irrilevanti nella lettura?. Ripetizione. Proiezione. Soppressione. Compensazione.

50 03. Cosa consente la via fonologica?. Memorizzazione dei testi. Lettura rapida di parole note. Riconoscimento del significato implicito. Lettura mediante conversione grafema-fonema.

50 04. Lo sfondo: è predisposto dal formatore, ma deve essere approvato dal formando. è predisposto dal formatore, ma si realizza pienamente nell'interpretazione del formando. è definito dal formando. è predisposto dal formatore.

50 05. Il patto formativo non definisce: le modalità e i tempi di lavoro. i presupposti (teorici, culturali, ecc.). le regole del setting. nessuna delle opzioni proposte.

50 06. Il nome del modello CASCO significa: Capacità, Associazione, Sperimentazione, Competenze sociali e personali, Osservazione. Contesto, Associazione, Sperimentazione, Confronto, Osservazione. Contesto, Ampliamento repertorio strategico, Sperimentazione, Competenze sociali e personali, Osservazione. Capacità, Anticipazione, Strategia, Competenze sociali e personali, Obiezioni.

50 07. La memoria di lavoro è importante nella lettura perché: Elimina errori grammaticali. Permette di dormire meglio. Sostituisce la comprensione semantica. Permette di mantenere e elaborare le informazioni.

50 08. Cosa distingue un buon lettore da uno cattivo?. Velocità di lettura. Uso flessibile delle strategie. Scrittura in corsivo. Capacità di fare sintesi visiva.

50 09. Quale tipo di inferenza permette di collegare parti distanti del testo?. Inferenza sintattica. Inferenza ponte. Inferenza lessicale. Inferenza temporale.

50 10. Cosa consente la lettura selettiva?. Predire il contenuto futuro. Comprendere testi poetici. Memorizzare l’intero testo. Individuare informazioni specifiche.

50 11. L'ultimo obiettivo del Modello CASCO è l'osservazione, intesa come: osservazione e ascolto attivo di sé e del mondo. osservazione dei risultati. osservazione dei comportamenti. osservazione di sé e del mondo.

50 12. A cosa serve la metacomprensione?. Memorizzare parole straniere. Monitorare e regolare la comprensione del testo. Velocizzare la lettura. Tradurre testi.

50 13. Cos’è una pseudoparola?. Una parola con ortografia scorretta. Un errore grammaticale. Un termine obsoleto. Una stringa di lettere senza significato ma pronunciabile.

51 01. Secondo Magolda, la graduale accetazione dell’incertezza del sapere caratterizza la visione: visione indipendente. visione transizionale. visione contestuale. visione assoluta.

51 02. Cosa consente l’ortografia?. Disegnare lettere in corsivo. Imparare nuove lingue. Memorizzare discorsi. Scrivere correttamente parole e frasi.

51 03. Cosa caratterizza lo stadio ortografico della scrittura?. Automatizzazione delle regole ortografiche. Imitazione di modelli calligrafici. Scrittura con disegni. Uso di sinonimi.

51 04. Secondo Schommer, le dimensioni delle epistemologie personali comprendono: tutte le opzioni proposte. grado di certezza e organizzazione. controllo e velocità di acquisizione. nessuna delle opzioni proposte.

51 05. Le dimensioni delle epistemologie personali riguardano: la natura della conoscenza e gli effetti del processo del conoscere. la natura e la valutazione della conoscenza. le tipologie della conoscenza e il processo del conoscere. la natura della conoscenza e il processo del conoscere.

51 06. Secondo Schommer, le dimensioni delle epistemologie personali comprendono: tutte le opzioni proposte. nessuna delle opzioni proposte. origine e grado di certezza. controllo e velocità di acquisizione.

51 07. Rispetto alle epistemologie personali, la dimensione del "processo del conoscere", comprende credenze: relative al grado di certezza e di giustificabilità della conoscenza. sulle fonti e le giustificazioni della conoscenza. relative al grado di certezza e di semplicità della conoscenza. relative al grado di semplicità e le fonti della conoscenza.

51 08. Rispetto alle epistemologie personali, la dimensione della "natura della conoscenza", comprende credenze: relative al grado di certezza e di semplicità della conoscenza. relative al grado di certezza e di giustificabilità della conoscenza. relative al grado di semplicità e le fonti della conoscenza. sulle fonti e le giustificazioni della conoscenza.

51 09. Non è vero che le epistemologie personali: sono influenzate dalla struttura del materiale. sono stabili rispetto ai diversi domini specifici. sono influenzate dall’ambiente di apprendimento. quelle rispetto alla velocità dell’apprendimento, la costruzione del sapere e le caratteristiche degli studenti di successo risentono delle differenze culturali.

51 10. Le epistemologie personali: riguardano ciò che un individuo ha appreso in ambito scolastico su che cosa significa imparare a studiare. non incidono sulla definizione degli obiettivi,né forniscono standard per la valutazione. sono visioni consapevoli. sono intuizioni socialmente condivise circa la natura della conoscenza e dell’apprendimento.

51 11. Secondo Magolda, l'affermazione che la conoscenza evolve ed è la capacità individuale di valutare un contesto per definire una propria posizione, caratterizza la visione: visione indipendente. visione contestuale. visione assoluta. visione transizionale.

51 12. Secondo Magolda, la messa in discussione dell’idea dell’autorità come unica fonte del sapere e la valorizzazione delle opinioni individuali caratterizzano la visione: visione contestuale. visione transizionale. visione indipendente. visione assoluta.

51 13. Secondo Magolda, l'affermare che la conoscenza è certa e le autorità sono onniscienti caratterizza la visione: visione indipendente. visione transizionale. nessuna delle opzioni proposte. visione indipendente.

51 14. Chi ha proposto il modello a cinque dimensioni delle epistemologie personali?. Schommer. il condizionamento è maggiore quando lo stimolo condizionato è presentato appena dopo lo stimolo incondizionato. Boscolo. Hofer.

51 15. Il grafismo è legato a: Lettura veloce. Capacità di fare inferenze. Motricità fine e coordinazione visuo-motoria. Memorizzazione di testi.

51 16. L’espressione scritta richiede: Velocità nella lettura. Integrazione di competenze linguistiche, cognitive e metacognitive. Uso corretto della punteggiatura. Conoscenza delle lingue straniere.

51 17. Quale processo mantiene la posizione dei grafemi durante la scrittura?. Buffer grafemico. Via fonologica. Modulo lessicale. Motricità primaria.

51 18. Secondo il modello di Hayes e Flower, uno dei processi fondamentali della scrittura è: Lettura vocale. Ascolto attivo. Pianificazione. Traduzione simultanea.

51 19. Qual è uno scopo della revisione nel processo di scrittura?. Migliorare l’efficacia comunicativa. Ignorare errori ortografici. Accelerare la scrittura. Eliminare testi inutili.

51 20. La metacognizione nella scrittura riguarda: Traduzione di concetti. Analisi semantica di frasi. Uso del corsivo. Controllo e regolazione del processo.

51 21. Qual è una strategia per migliorare la comprensione del testo scritto?. Lettura ad alta voce senza pause. Uso del dizionario. Annotazione di informazioni rilevanti. Imitazione di testi letterari.

51 22. Cosa distingue la via lessicale nella scrittura?. Accesso diretto all’ortografia della parola. Memorizzazione di sinonimi. Traduzione letterale. Associazione fonema-immagine.

52 01. La prospettiva di Bruner prevede quattro visioni: imitazione, acquisizione di conoscenza procedurale, scambio intersoggettivo, gestione della conoscenza obiettiva. imitazione, acquisizione di conoscenza proposizionale, scambio oggettivo, gestione della conoscenza obiettiva. imitazione, acquisizione di conoscenza proposizionale, scambio intersoggettivo, gestione della conoscenza soggettiva. imitazione, acquisizione di conoscenza proposizionale, scambio intersoggettivo, gestione della conoscenza obiettiva.

52 02. Lo studio delle concezioni dell’apprendimento è stato intrapreso con due principali approcci, la cui definizione più completa è: Approccio Fenomenografico e Approccio Culturale. Approccio Analitico e Approccio Olistico. Approccio Fenomenografico – intersoggettivo e Approccio Culturale – soggettivo. Approccio Fenomenografico – soggettivo e Approccio Culturale – intersoggettivo.

52 03. Apprendere è capacità di riprodurre e collegare un contenuto memorizzato. Nel modello di Säljö, questa posizione rispecchia la categoria: Crescita della conoscenza. Memorizzazione. Applicazione di fatti e procedure tramite usi pratici. Processo interpretativo nella comprensione della realtà.

52 04. Si apprende con modalità recettiva e la responsabilità dell’apprendimento è esterna all’individuo. Nel modello di Säljö, questa posizione rispecchia la categoria: Processo interpretativo nella comprensione della realtà. Crescita della conoscenza. Memorizzazione. Applicazione di fatti e procedure tramite usi pratici.

52 05. Uno dei due principali contributi allo studio delle concezioni dell’apprendimento è dato dall'approccio: Approccio Culturale – soggettivo. nessuna delle opzioni proposte. Approccio Fenomenografico – soggettivo. Approccio Fenomenografico – intersoggettivo.

52 06. L'apprendimento è una corresponsabilità discente/docente, funzionale all’applicazione e all’adattamento dei contenuti. Nel modello di Säljö, questa posizione rispecchia la categoria: Processo interpretativo nella comprensione della realtà. Crescita della conoscenza. Astrazione di significato. Applicazione di fatti e procedure tramite usi pratici.

52 07. Le dimensioni strutturali delle concezioni dell’apprendimento sono: convinzioni, motivazioni, controllo metacognitivo. convinzioni, emozioni attivate, conoscenza metacognitiva. convinzioni, emozioni attivate, controllo metacognitivo. convinzioni, pensieri attivati, controllo metacognitivo.

52 08. La Prospettiva fenomenografico-soggettiva di Säljö distingue: 5 categorie su 2 livelli distinti in base al riferimento alle azioni. 5 categorie su 2 livelli distinti in base al riferimento al significato. 3 categorie su 2 livelli distinti in base al riferimento al significato. 4 categorie su 2 livelli distinti in base al riferimento alle azioni.

52 09. L'ambiente fisico ottimale per l’apprendimento dovrebbe: Avere molte decorazioni visive per attirare l'attenzione. Essere rumoroso e caotico. Avere luce naturale e stimolazione sensoriale contenuta. Essere condiviso con l’ambiente domestico.

52 10. La prospettiva fenomenografico-soggettiva di Säljö contrappone le visioni: di I /II grado. semplice/strutturata. quantitativa/qualitativa. superficiale/profonda.

52 11. Il QAPCOL rileva: le conoscenze metacognitive sul metodo di studio. le concezioni dell’apprendimento. le epistemologie personali. gli stili di pensiero.

52 12. L'apprendimento è cambiamento della persona e del suo modo di ragionare. Nel modello di Säljö, questa posizione rispecchia la categoria: Crescita della conoscenza. Processo interpretativo nella comprensione della realtà. Astrazione di significato. Memorizzazione.

52 13. L’uso intenzionale di gesti durante l’apprendimento: Favorisce i processi cognitivi. Rende superfluo il contenuto. Distrugge la concentrazione. È inutile secondo le ricerche.

52 14. L’ambiente disordinato può: Aiutare la memorizzazione. Favorire la creatività spontanea. Compromettere attenzione e qualità dell’apprendimento. Stimolare l’empatia.

52 15. Quale approccio sottolinea il ruolo del corpo nell’apprendimento?. Apprendistato cognitivo. Teoria sistemica. Embodied cognition. Ciclo oggettivo.

52 16. Le esperienze sensomotorie sono rilevanti nell’apprendimento perché: Integrano percezione e azione. Rendono superfluo l’ambiente fisico. Sostituiscono lo studio teorico. Eliminano la fatica cognitiva.

53 01. A cosa si riferisce la riflessione nell’apprendistato cognitivo?. Alla fase finale della valutazione. Al confronto tra ciò che si è fatto e altri modi di affrontare il compito. tutte ke opzioni proposte. Alla lettura individuale prima del compito.

53 02. Le fasi dell'apprendistato cognitivo sono: modellamento, coaching, metacognizione, scaffolding. modellamento, coaching, fading, scaffolding. relative al grado di semplicità e le fonti della conoscenza. modellamento, rinforzo, fading, scaffolding.

53 03. L'apprendistato cognitivo richiede tre principali operazioni mentali: articolazione, riflessione, esplorazione. selezione, riflessione, esplorazione. osservazione dei comportamenti. articolazione, organizzazione, esplorazione.

53 04. Il brainstorming può essere realizzato: anche mediante computer in forma sincrona. tutte le opzioni proposte. esclusivamente in presenza. anche mediante computer in forma sincrona e asincrona.

53 05. La tecninca del brainstorming prevede : tutte le alternative proposte. a separazione della fase ideativa da quella valutatativa. la possibilità per chiunque di rielaborare le idee avanzate. tutte le alternative citate.

53 06. Il brainwriting è una variante del brainstorming che: Si basa su discussione orale. Prevede valutazione simultanea. Limita la creatività. Avviene in forma scritta e anonima.

53 07. Nel brainstorming la fase iniziale prevede: Applicazione di algoritmi. Generazione libera di idee senza valutazione. Valutazione immediata delle proposte. Analisi statistica.

53 08. Le convinzioni sull’uso di uno strumento: Dipendono solo dalla pubblicità. Non influenzano l’apprendimento. Sono immutabili nel tempo. Possono modificarsi con l’esperienza.

53 09. L’uso di una tecnologia può ridefinire: La necessità di relazione tra pari. Il ruolo del formatore come trasmettitore. I risultati attesi fissi. Gli obiettivi educativi.

53 10. Il fading serve a: Ridurre gradualmente il supporto dell’esperto. Aumentare la supervisione. Concludere l’attività. Rinforzare la dipendenza dal docente.

53 11. Il “coaching” nell’apprendistato cognitivo corrisponde a: Isolamento dello studente. Supervisione totale e rigida. Supporto e feedback personalizzati. Valutazione finale.

53 12. L’apprendistato cognitivo prevede: Interazione asimmetrica tra esperto e discente. Solo apprendimento autonomo. Lavoro solitario. Tecniche esclusivamente mnemoniche.

53 13. L’introduzione di una tecnologia può: Ridurre l’interesse verso l’apprendimento. Ostacolare la motivazione. Generare nuovi bisogni educativi. Limitare l’innovazione didattica.

53 14. L’apprendimento significativo si basa: Sull’esposizione ripetuta ai contenuti. Sull’integrazione tra nuove conoscenze e sapere pregresso. Sull’apprendimento mnemonico. Sull’uso di test standardizzati.

53 15. Il rapporto tra tecnologia e obiettivi educativi è: Lineare e prestabilito. Bidirezionale e dinamico. Statico. Unilaterale dal docente all’alunno.

53 16. Il modello biciclico descrive: L’obsolescenza degli strumenti. La relazione tra scuola e famiglia. L’interazione tra ciclo oggettivo e soggettivo. Il ciclo di vita di un software.

53 17. Il ciclo soggettivo comprende: I risultati di apprendimento misurabili. Solo l’uso tecnico degli strumenti. Il tempo di utilizzo degli strumenti. Aspettative, emozioni, convinzioni degli utenti.

53 18. Il modello mentale è: un'organizzazione cognitiva strutturata. un'interpretazione coerente della realtà. nessuna delle opzioni proposte. entrambe le opzioni proposte.

53 19. Il modello mentale non è: un'entità solida e resistente cui ci si affida per spiegare il mondo. un'entità solida e resistente che viene continuamente modificata. un insieme integrato di elementi tra loro altamente coesi. un'entità solida e resistente che viene abbandonata o modificata a fatica.

53 20. I modelli mentali fisici si distinguono in: relazionali, spaziali, temporali, cinetici, dinamici. monadici, relazionali, metalinguistici, insiemistici. relazionali, spaziali, temporali, cinetici, culturali. tutte le opzioni proposte.

53 21. I modelli mentali sono assimilabili a: convinzioni. credenze. rappresentazioni concettuali. opinioni.

53 22. Rispetto agli aspetti sintattici, i modelli mentali: le loro componenti sono interconnesse semplicemente associate. sono finiti e discreti. tutte ke opzioni proposte. omogenei al loro interno.

53 23. Le teorie implicite: variano in base all’esperienza. variano in base alle conoscenze specifiche dell’individuo. variano in base al modo di concettualizzare e interpretare l’esperienza. tutte le opzioni proposte.

53 24. Le teorie implicite: tutte le opzioni proposte. incidono sul comportamento, gli atteggiamenti e le valutazioni delle persone. sono teorie non formalizzate. sono micro-teorie che riguardano aspetti generali e specifici della realtà.

53 25. Il Conflitto Cognitivo insorge: per l'inadeguatezza del soggetto nel comprendere la realtà osservata. per l’inadeguatezza delle conoscenze nello spiegare la realtà osservata. per l'inadeguatezza dei ragionamenti nello spiegare la realtà osservata. per l’inadeguatezza del modello nello spiegare la realtà osservata.

53 26. Il cambiamento concettuale rappresenta: la fase di passaggio da processi mentali di ordine inferiore a processi di ordine superiore. la fase di passaggio da un modello mentale di ordine inferiore a uno di ordine superiore. la fase di passaggio da conoscenze di ordine inferiore a conoscenze di ordine superiore. il cambiamento di posizione su un dato argomento.

53 27. Il ciclo oggettivo riguarda: Le convinzioni pedagogiche. Gli effetti osservabili derivanti dall’uso della tecnologia. Le emozioni durante l’uso. Le rappresentazioni mentali degli utenti.

53 28. I modelli mentali concettuali si distinguono in: monadici, relazionali, metalinguistici, insiemistici. relazionali, spaziali, temporali, cinetici, dinamici. monadici, relazionali, metalinguistici, sistemici. relazionali, spaziali, temporali, cinetici, culturali.

54 01. Nel modello sistematico di Bronfenbrenner, l’interconnessione dei microsistemi che comprende anche situazioni non attualmente presenti, ma influenti, del passato o del futuro, costituisce: collaborazione e riflessione. il Mesosistema. il Microsistema. l'Esosistema.

54 02. Nella valutazione dell'apprendimento cooperativo si possono usare schede di rilevazione, checklist, osservazione informale. vero, ad eccezione delle checklist. > 4 m. vero. falso.

54 03. Nella costituzione dei gruppi cooperativi, occorre considerare: tipologia di costruzione e età dei soggetti. durata e ampiezza del gruppo, tipologia di costruzione. durata del gruppo e tipologia di costruzione. vero tranne lo sguardo.

54 04. I principi dell'apprendimento cooperativo sono: tutte le opzioni proposte. 1-4 m. competenze sociali e valutazione di gruppo. interdipendenza positiva e interazione costruttiva.

54 05. Nell'apprendimento cooperativo si valutano: il piano dei contenuti e delle relazioni. 1-4 m. il piano dei processi e delle relazioni. il piano dei contenuti e dei processi.

54 06. Nell'apprendimento cooperativo la valutazione è responsabilità: del docente/formatore. dei formandi. > 4 m. del docente/formatore e dei formandi.

54 07. All'interno delle comunità di pratiche, l’apprendimento: nessuna delle opzioni proposte. è un atto sociale, guidato dalle esigenze della comunità. tutte le opzioni proposte. è situato e contribuisce alla formazione dell’identità.

54 08. Tra i principi della comunità di apprendimento ricordiamo: nessuna delle opzioni proposte. azione e riflessione. cultura e ordine. collaborazione e motivazione.

54 09. Tra i principi della comunità di apprendimento ricordiamo: le tipologie della conoscenza e il processo del conoscere. contenuti e cultura. tutte le opzioni proposte. percorsi di sviluppo e azione.

54 10. Non è una tipologia di interdipendenza: non comprende i riflessi. interdipendenza negativa. individualismo. nessuna delle opzioni proposte.

54 11. Che cosa si intende per interdipendenza positiva?. Gli studenti competono tra loro per il miglior risultato. credenze. Tutti lavorano in modo indipendente. Ogni membro di un gruppo contribuisce al successo collettivo.

54 12. Quale fattore è tipico dell’apprendimento collaborativo?. Negoziazione e co-costruzione tra pari. monadici, relazionali, metalinguistici, sistemici. Divieto di comunicazione tra membri. Valutazione esclusivamente individuale.

54 13. L’apprendimento cooperativo promuove: Lavoro individuale supervisionato. Apprendimento mnemonico isolato. Interdipendenza positiva e responsabilità individuale. Concorrenza tra studenti.

54 14. Le fasi della gestione dell'apprendimento cooperativo per il formatore sono: progettare l'attività, consolidare le precompetenze, valutare il gruppo e il singolo. progettare l'attività, gestire il contesto, valutare il singolo e il processo. progettare l'attività, gestire il contesto, valutare il gruppo e il singolo. sono l’insieme delle azioni di contatto in un atto comunicativo.

54 15. Una buona collaborazione tra scuola e famiglia è esempio di: Mesosistema. Macrosistema. Microsistema. Esosistema.

54 16. I quattro stadi dell’imitazione sono: attenzione e discriminazione dei modelli; ritenzione: riproduzione motoria; motivazione alla ripetizione. attenzione e discriminazione delle caratteristiche critiche; ritenzione: riproduzione motoria; motivazione alla ripetizione. progettare l'attività, gestire il contesto, valutare il gruppo. attenzione e discriminazione delle caratteristiche critiche; osservazione: riproduzione motoria; motivazione alla ripetizione.

54 17. Il macrosistema influisce sugli altri sistemi: Per effetto delle scelte personali. Solo durante l’infanzia. Attraverso la supervisione dei docenti. Attraverso cambiamenti culturali e normativi.

54 18. Il ruolo del formatore nell’apprendimento cooperativo è: Decidere i contenuti da memorizzare. Strutturare compiti, valutare e supportare il gruppo. Monitorare individualmente gli studenti. Assegnare voti e punizioni.

54 19. Il gruppo eterogeneo è più efficace quando: L’attività si sviluppa nel tempo. Gli studenti hanno livelli simili. L’obiettivo è valutare la memoria. Si vuole evitare il confronto tra pari.

54 20. Il modello ecologico è basato sull’idea che: L’individuo non ha potere sull’ambiente. Lo sviluppo è influenzato da ambienti interconnessi. L’ambiente ha effetto solo in età adulta. Le relazioni sociali sono irrilevanti.

54 21. L’esosistema è formato da: Il gruppo classe. Contesti che influenzano indirettamente l’individuo. I microsistemi dell’infanzia. Relazioni dirette tra pari.

54 22. Il mesosistema è: L’insieme delle relazioni tra microsistemi. Un sistema economico. La dimensione biologica dell’individuo. Un contesto individuale interno.

54 23. Il microsistema comprende: I valori culturali. I mass media. Contesti in cui l’individuo è direttamente coinvolto. Le regole sociali.

54 24. Una condizione fondamentale per l’apprendimento cooperativo è: L’interdipendenza positiva. L’individualismo. L’indifferenza relazionale. L’interdipendenza negativa.

54 25. La valutazione nel lavoro cooperativo riguarda: Sia il processo che il prodotto. Solo i contenuti disciplinari. Il numero di interventi orali. Solo il prodotto finale.

54 26. L’interazione costruttiva si rafforza grazie a: Compiti individuali isolati. Monitoraggio esterno costante. Gruppi piccoli e attività continuative. Esclusione dei pari.

54 27. La responsabilità individuale implica: Il controllo esterno continuo. L’impegno attivo di ogni membro del gruppo. L’assenza di ruoli definiti. La valutazione del solo prodotto finale.

54 28. Le competenze sociali comprendono: Strategie di isolamento. Solo abilità mnemoniche. Tecniche di valutazione. Abilità cognitive e comportamentali nelle relazioni.

54 29. L’apprendimento collaborativo richiede: Relazione simmetrica e negoziazione dei ruoli. Solo ascolto passivo. Divisione rigida dei compiti. Imparare da un esperto senza interazione.

54 30. Il macrosistema riguarda: Cultura, valori, norme sociali. Le emozioni primarie. Il gruppo di pari. Il luogo fisico dell’apprendimento.

54 31. Nel modello sistematico di Bronfenbrenner, l’insieme degli schemi di attività, dei ruoli e delle relazioni interpersonali all'interno del contesto immediato del soggetto costituisce: contenuti e valutazione. l'Esosistema. il Mesosistema. il Microsistema.

54 32. Nel modello sistematico di Bronfenbrenner, le situazioni ambientali in cui si verificano eventi che determinano o sono a loro volta determinati da ciò che accade nella situazione ambientale dell'individuo, ma non lo vedono coinvolto attivamente in modo diretto, costituiscono: il Mesosistema. articolazione, riflessione, confronto. il Microsistema. l'Esosistema.

54 33. Nel modello sistematico di Bronfenbrenner, gli aspetti comuni ai sottosistemi di una cultura che ne influenzano i cambiamenti a cascata, costituiscono: il Mesosistema. il Microsistema. il Macrosistema. spazio di azione, progetto strutturale, atteggiamento, valore.

57 01. Il modello del processo di insegnamento e apprendimento di Antonietti si fonda sui seguenti assi: tutte le opzioni proposte. attivo-passivo e interno/esterno. vuoto-pieno e interno/esterno. vuoto-pieno e attivo-passivo.

57 02. Nel modello costruttivista, il discente deve: verificare l’applicabilità del principio a casi analoghi. spiegare i legami sussistenti tra ogni unità informativa e quelle adiacenti. cogliere i collegamenti tra varie unità. elaborare una struttura cognitiva coerente che superi quella precedente.

57 03. Nel modello della scoperta, il discente deve: spiegare i legami sussistenti tra ogni unità informativa e quelle adiacenti. verificare l’applicabilità del principio a casi analoghi. elaborare una struttura cognitiva coerente che superi quella precedente. cogliere i collegamenti tra varie unità.

57 04. I modelli dell'apprendimento possono essere analizzati in funzione: delle operazioni che attivano e presuppongono. dei contenuti dai quali partono. nessuna delle opzioni proposte. tutte le opzioni proposte.

57 05. Il modello dell'attività considera il discente: pieno, passivo. pieno, attivo. vuoto, attivo. vuoto, passivo.

57 06. Nel modello del campo, l'apprendimento è un processo di: ristrutturazione. problem solving e motivazione alla ricerca di soluzioni. in cui cogliere vettori/forze, relazioni, strutture globali sulla base di principi innati e universali. di rinforzo/punizione per cementare le catene associative.

57 07. Nel modello dell'associazione, l'apprendimento è un processo di: ristrutturazione. di rinforzo/punizione per cementare le catene associative. in cui cogliere vettori/forze, relazioni, strutture globali sulla base di principi innati e universali. problem solving e motivazione alla ricerca di soluzioni.

57 08. Non è vero che le mappe concettuali: sono un valido strumento di valutazione. facilitano la memoria di lavoro. facilitano discenti con DSA. integrano il codice verbale e quello visivo.

57 09. I benefici dell'apprendimento per scoperta sono di ordine: motivazionale, cognitivo, organizzativo. motivazionale, cognitivo, metodologico. motivazionale, sociale, metodologico. motivazionale, di performance, cognitivo.

57 10. Non è vero che le mappe concettuali: permettono il passaggio da obiettivi di prestazione a quelli di comprensione;. rendono evidente l’esistenza di lacune o misconcezioni. favoriscono l’organizzazione e la strutturazione delle conoscenze. sono più efficaci se realizzate individualmente.

57 11. Rispetto all'apprendimento, il termine "modello" si riferisce a: Metodologie, procedure e tecniche. Tutte le opzioni proposte. Teorie e modelli teorici. Scuole di pensiero e orientamenti.

57 12. Nel modello del campo, il docente deve: trovare/esplicitare i legami tra le unità. individuare rapporti e linee di forza. sollecitare ipotesi e guidare alla formazione di nuove strutture. fare domande e invitare all’assunzione di più prospettive.

57 13. Nel modello costruttivista, il discente deve: cogliere i collegamenti tra varie unità. permettono il passaggio da obiettivi di prestazione a quelli di comprensione;. spiegare i legami sussistenti tra ogni unità informativa e quelle adiacenti. elaborare una struttura cognitiva coerente che superi quella precedente.

57 14. Secondo il modello dell'apprendimento dell'associazione, il docente provvede a: segmentare e sequenziare i contenuti in sotto-unità. cogliere la totalità e le strutture dei contenuti di studio. accertare le competenze iniziali ed evidenziarne eventuali inadeguatezze. presentare casi paradigmatici.

57 15. Secondo Bruner, l'apprendimento per scoperta è caratterizzato da: tutte le opzioni proposte. dispendio di tempo. nessuna delle opzioni proposte. autoreferenzialità.

57 16. La rilevazione dei modelli dell'apprendimento è finalizzata a: a) rilevare i modelli impliciti dei formandi; b) definire una valutazione psicodiagnostica degli studenti; c) sostenere i docenti nell’approccio alle novità didattiche o nella sperimentazione; d) rendere gli studenti consapevoli dei propri modelli. a + c + d. b + d. a + d. a + b.

57 17. Cosa indica un disallineamento tra formatore e discente?. Un errore metodologico. L’assenza di verifica. Una buona collaborazione. Differenze di visione, obiettivi e motivazioni.

57 18. Il patto formativo serve a: Monitorare i risultati. Chiarire aspettative e obiettivi condivisi. Valutare le conoscenze pregresse. Assegnare compiti.

57 19. Il riapprendimento avviene quando: Si dimenticano concetti superati. Si recuperano conoscenze non attivate da tempo. Si apprendono contenuti completamente nuovi. Si adattano nuove informazioni a schemi pregressi.

57 20. Lo sfondo: è predisposto dal formatore. è predisposto dal formatore, ma deve essere approvato dal formando. è predisposto dal formatore, ma si realizza pienamente nell'interpretazione del formando. relative al grado di semplicità e le fonti della conoscenza.

57 21. Il patto formativo non definisce: quelle rispetto alla velocità dell’apprendimento, la costruzione del sapere e le caratteristiche degli studenti di successo risentono delle differenze culturali. i presupposti (teorici, culturali, ecc.). nessuna delle opzioni proposte. le modalità e i tempi di lavoro.

57 22. Secondo Schommer, le dimensioni delle epistemologie personali comprendono: grado di certezza e organizzazione. controllo e velocità di acquisizione. tutte le opzioni proposte. visione contestuale.

57 23. Nel modello del campo, il discente deve: cogliere i collegamenti tra varie unità. verificare l’applicabilità del principio a casi analoghi. elaborare una struttura cognitiva coerente che superi quella precedente. spiegare i legami sussistenti tra ogni unità informativa e quelle adiacenti.

57 24. La rilevazione dei modelli dell'apprendimento è finalizzata a: a) rilevare i modelli impliciti dei formandi; b) rendere gli studenti consapevoli dei propri modelli; c) sostenere i docenti nell’approccio alle novità didattiche o nella sperimentazione; d) definire una valutazione psicodiagnostica degli studenti. a + d. a + b. a + b + c. b + d.

58 01. Che effetto ha l’expertise sulla relazione tra epistemologie e rendimento?. Aumenta la rigidità. Indebolisce la motivazione. la leva. Riduce l’impatto delle credenze.

58 02. Le epistemologie dominio-specifiche sono: Convinzioni legate a una disciplina specifica. Prive di influenza sul rendimento. Credenze generiche e trasversali. Teorie ingenue.

58 03. Secondo l’epistemologia realista, la conoscenza è: Una negoziazione tra pari. Una costruzione soggettiva. Oggettiva e trasferibile direttamente. Situata nel contesto.

58 04. Nell’epistemologia costruttivista l’insegnamento mira a: Favorire l’elaborazione attiva del sapere. Formare attraverso la memorizzazione. Trasmettere fedelmente le informazioni. Semplificare i contenuti.

58 05. Assimilazione e accomodamento sono processi descritti da: Skinner. Vygotskij. Bandura. Piaget.

58 06. Secondo Magolda, la visione indipendente prevede che: La conoscenza sia fissa. Lo studente sviluppi pensiero autonomo. Il docente abbia autorità assoluta. Il gruppo dei pari sia irrilevante.

58 07. Nella visione contestuale di Magolda: La conoscenza è valutata nel contesto. Il docente trasmette nozioni certe. La valutazione è sommativa. Il discente è passivo.

58 08. Secondo Hofer, le epistemologie personali riguardano: Solo la memoria a lungo termine. Natura della conoscenza e del conoscere. La velocità di apprendimento. Motivazione e attenzione.

58 09. Per Schommer, il controllo dell’acquisizione è: La velocità dell’insegnamento. La durata della lezione. La convinzione che l’apprendimento possa essere influenzato dall’esperienza. La quantità di nozioni apprese.

58 10. L'apprendimento attivo: comporta solamente un'attività mentale. comporta un'attività solamente motoria. comporta anche un'attività mentale. comporta solamente un’attività motorio-comportamentale.

58 11. Le epistemologie personali evolvono con: Lo sviluppo cognitivo e l’esperienza. L’uso dei social network. La frequenza degli esami. Il contesto familiare soltanto.

58 12. Come viene concepita la conoscenza da chi ha teorie ingenue secondo Schommer?. Come un processo costruttivo. Fissa e immutabile. Come un'esperienza soggettiva. sostiene che le risposte che causano conseguenze soddisfacenti hanno una maggiore probabilità di essere ripetute.

58 13. Secondo Magolda, l'affermare che la conoscenza è certa e le autorità sono onniscienti caratterizza la visione: visione transizionale. visione assoluta. nessuna delle opzioni proposte. visione indipendente.

58 14. Chi ha proposto il modello a cinque dimensioni delle epistemologie personali?. Schommer. il condizionamento è maggiore quando lo stimolo condizionato è presentato appena dopo lo stimolo incondizionato. Boscolo. Hofer.

58 15. In cosa consiste l’accomodamento secondo Piaget?. negativi. Registrare passivamente. Modificare gli schemi mentali per adattarli. Ripetere le informazioni fedelmente.

58 16. Quale relazione intercorre tra epistemologia e apprendimento?. L’epistemologia influenza il modo in cui si apprende. L’applicabilità del condizionamento all’apprendimento di processi complessi. Non esiste alcun legame. Solo il docente possiede epistemologia.

58 17. Qual è il ruolo del docente nella prospettiva costruttivista?. Il cane. Controllore degli errori. Trasmettitore di verità assolute. Facilitatore del processo di apprendimento.

58 18. Qual è il mediatore didattico principale nell’epistemologia realista?. La lezione frontale. Complica l’insegnamento. Il dialogo socratico. Il lavoro di gruppo.

58 19. Le visioni dell'apprendimento di Magolda sono: assoluta, transizionale, indipendente, sociale. assoluta, transizionale, dipendente, contestuale. Crescita della conoscenza. assoluta, transizionale, indipendente, contestuale.

58 20. Secondo Magolda, la graduale accetazione dell’incertezza del sapere caratterizza la visione: visione transizionale. visione assoluta. visione indipendente. Processo interpretativo nella comprensione della realtà.

58 21. Uno studente che considera la conoscenza come certa e immutabile ha: Una visione contestuale. Una concezione epistemologica ingenua. Una concezione fenomenografica. Un approccio intersoggettivo.

58 22. Secondo Magolda, la messa in discussione dell’idea dell’autorità come unica fonte del sapere e la valorizzazione delle opinioni individuali caratterizzano la visione: Processo interpretativo nella comprensione della realtà. visione indipendente. visione assoluta. visione transizionale.

58 23. Secondo Magolda, l'affermazione che la conoscenza evolve ed è la capacità individuale di valutare un contesto per definire una propria posizione, caratterizza la visione: le epistemologie personali. visione assoluta. visione contestuale. visione transizionale.

58 24. Le epistemologie personali: riguardano ciò che un individuo ha appreso in ambito scolastico su che cosa significa imparare a studiare. sono intuizioni socialmente condivise circa la natura della conoscenza e dell’apprendimento. sono visioni consapevoli. imitazione, acquisizione di conoscenza proposizionale, scambio intersoggettivo, gestione della conoscenza soggettiva.

58 25. Non è vero che le epistemologie personali: Approccio Analitico e Approccio Olistico. sono stabili rispetto ai diversi domini specifici. sono influenzate dalla struttura del materiale. sono influenzate dall’ambiente di apprendimento.

58 26. Secondo Schommer, le dimensioni delle epistemologie personali comprendono: tutte le opzioni proposte. visione contestuale. origine e grado di certezza. controllo e velocità di acquisizione.

58 27. Le dimensioni delle epistemologie personali riguardano: visione contestuale. la natura della conoscenza e il processo del conoscere. la natura e la valutazione della conoscenza. la natura della conoscenza e gli effetti del processo del conoscere.

58 28. La competenza è caratterizzata da: organizzazione, articolazione, flessibilità, contestualizzazione. organizzazione, analisi, flessibilità, contestualizzazione. organizzazione, articolazione, flessibilità, collegamento. organizzazione, articolazione, adattamento, contestualizzazione.

58 29. Cosa si intende per epistemologie personali dominio-generali?. Credenze trasversali a tutte le discipline. Credenze emotive. agli approcci cognitivo-sociali all'apprendimento. Opinioni momentanee.

58 30. Quando un comportamento viene rinforzato ogni volta che si verifica, si sta applicando un programma di rinforzo: casuale. continuo. variabile. a rapporto.

58 31. Secondo Skinner, il rinforzo è il processo che conduce il ratto a continuare a premere la leva che eroga cibo. Il rinforzatore è invece: la leva. il cibo. il ratto. l'erogatore del cibo.

58 32. La legge dell'effetto: è stata formulata da Thorndike. sostiene che le risposte che causano conseguenze soddisfacenti hanno una maggiore probabilità di essere ripetute. fa riferimento al comportamento di un gatto in una gabbia. tutte le precedenti.

58 33. Rinforzo e rinforzatore si riferiscono: alla legge dell'effetto. al condizionamento operante. agli approcci cognitivo-sociali all'apprendimento. al condizionamento classico.

58 34. L'esperimento del piccolo Albert fu svolto da: Pavlov. Thorndike. Skinner. Watson.

58 35. Nel condizionamento classico: risposta condizionata e incondizionata sono identiche. il condizionamento è maggiore quando lo stimolo condizionato è presentato appena prima dello stimolo incondizionato. il condizionamento è maggiore quando lo stimolo condizionato è presentato appena dopo lo stimolo incondizionato. risposta condizionata e incondizionata sono divers.

58 36. Le ricompense come il cibo o l'acqua sono rinforzatori: neutri. secondari. negativi. primari.

58 37. La generalizzazione indica: L’applicabilità del condizionamento all’apprendimento di processi complessi. La tendenza del condizionamento ad estendersi a stimoli simili. Il mantenimento del condizionamento quando la risposta appropriata non è più rinforzata. L’applicabilità del condizionamento all’apprendimento umano.

58 38. Negli esperimenti di Pavlov, qual era lo stimolo incondizionato?. Il cibo. il cane. il suono del campanello. la salivazione.

58 39. Nella visione contestuale di Magolda, qual è il ruolo dello studente?. Critico verso ogni forma di sapere. Passivo, riceve informazioni. Thorndike. Attivo, riflette e applica le informazioni.

58 40. Quale delle seguenti affermazioni è vera?. sia i rinforzatori positivi sia quelli negativi diminuiscono la probabilità di avere una risposta. solo i rinforzatori positivi aumentano la probabilità di avere una risposta. sia i rinforzatori positivi sia quelli negativi aumentano la probabilità di ottenere una risposta. solo i rinforzatori negativi aumentano la probabilità di avere una risposta.

59 01. L'imitazione comporta le capacità di: elaborare una rappresentazione mentale che attiva processi inter-modali di traduzione dei modelli visivi in modelli motori e la capacità di mindreading. elaborare una rappresentazione mentale che attiva processi inter-modali di traduzione dei modelli visivi in modelli motori e la capacità di attuarli. elaborare una rappresentazione mentale che attiva processi inter-modali di traduzione dei modelli visivi in modelli motori e la capacità di valutarne la correttezza. elaborare una rappresentazione mentale che attiva processi inter-modali di traduzione dei modelli visivi in modelli motori e la capacità di coordinamento motorio.

59 02. Rispetto all'apprendimento, il termine "modello" si riferisce a: Magolda. Tutte le opzioni proposte. Teorie e modelli teorici. Scuole di pensiero e orientamenti.

59 03. La prospettiva fenomenografico-soggettiva di Säljö contrappone le visioni: superficiale/profonda. quantitativa/qualitativa. di I /II grado. relazionali, spaziali, temporali, cinetici, culturali.

59 04. Si apprende con modalità recettiva e la responsabilità dell’apprendimento è esterna all’individuo. Nel modello di Säljö, questa posizione rispecchia la categoria: Applicazione di fatti e procedure tramite usi pratici. Crescita della conoscenza. Memorizzazione. Sostegno esclusivo dell’insegnante.

59 05. La prospettiva di Bruner prevede quattro visioni: imitazione, acquisizione di conoscenza procedurale, scambio intersoggettivo, gestione della conoscenza obiettiva. Ritorno a pratiche esclusivamente orali. imitazione, acquisizione di conoscenza proposizionale, scambio intersoggettivo, gestione della conoscenza obiettiva. imitazione, acquisizione di conoscenza proposizionale, scambio oggettivo, gestione della conoscenza obiettiva.

59 06. Lo studio delle concezioni dell’apprendimento è stato intrapreso con due principali approcci, la cui definizione più completa è: Approccio Fenomenografico – intersoggettivo e Approccio Culturale – soggettivo. Approccio Fenomenografico – soggettivo e Approccio Culturale – intersoggettivo. Memorizzazione. Approccio Fenomenografico e Approccio Culturale.

59 07. L’approccio culturale-intersoggettivo considera le concezioni come: Risultati valutativi. Risposte individuali. Rappresentazioni innate. Costruzioni condivise.

59 08. L’approccio fenomenografico considera la conoscenza come: Un insieme di fatti. Soggettiva. Oggettiva e trasmissibile. Dipendente dal gruppo.

59 09. Le concezioni dell’apprendimento si formano: Esclusivamente a scuola. Fin dall’infanzia. Solo durante l’università. Attraverso la lettura.

59 10. Le concezioni dell’apprendimento influenzano: Solo la memoria a breve termine. Solo la valutazione finale. Esclusivamente l’ansia da prestazione. Pensiero, emozioni e controllo metacognitivo.

59 11. L'apprendimento basato sui problemi, si rifà a un modello: basato sui comportamenti. basato sulla relazione. basato sui contenuti. basato sulle operazioni.

59 12. Lo Scaffoding può essere: teorico, operativo, strategico, metacognitivo. concettuale, procedurale, strategico, metacognitivo. concettuale, procedurale, euristico, metacognitivo. concettuale, procedurale, relazionale, riflessivo.

59 13. Il processo personale orientato nel tempo e nello spazio, sempre diretto ad un interlocutore preciso, costituito da una serie di affermazioni valutative, è detto: autovalutazione. argomentazione. discussione. critica.

59 14. Secondo Candy, le dimensioni dell’apprendimento auto-diretto sono: autonomia personale, gestione condivisa dell’apprendimento, controllo, realizzazione indipendente dell’apprendimento. autonomia personale, autogestione dell’apprendimento, realizzazione indipendente dell’apprendimento, autovalutazione. autonomia personale, autogestione dell’apprendimento, controllo, motivazione. autonomia personale, autogestione dell’apprendimento, controllo, realizzazione indipendente dell’apprendimento.

59 15. I modelli dell'apprendimento possono attivare operazioni di: Autoregolazione. Scaffolding. Imitazione. tutte le opzioni proposte.

59 16. Nell'apprendimento basato sui problemi, i contenuti sono: dati dal docente. trovati dal discente. creati dal discente. secondari.

59 17. Nell'apprendimento per argomentazione, i contenuti sono: dati dal docente. secondari. trovati dal discente. creati dal discente.

59 18. I contenuti di riferimento nell'apprendimento possono essere forniti: dal formatore/docente. dall'ambiente. dal docente o dal discente. dal lavoro del discente.

59 19. Il Mastery learning si rifà a un modello basato su: basato sulle operazioni. basato sui contenuti. basato sui comportamenti. basato sulla relazione.

59 20. I modelli dell'apprendimento possono attivare operazioni di: Imitazione. Scaffolding. tutte le opzioni proposte. plan e goal.

59 21. L'apprendimento per discussione, si rifà a un modello: basato sulla relazione. basato sulle operazioni. basato sui contenuti. basato sui comportamenti.

59 22. L'autoregolazione si basa su un modello dell'apprendimento: basato sulla relazione. basato sui comportamenti. basato sui contenuti. basato sulle operazioni.

59 23. La rilevazione dei modelli dell'apprendimento è finalizzata a: a) rilevare i modelli impliciti dei formandi; b) definire una valutazione psicodiagnostica degli studenti; c) sostenere i docenti nell’approccio alle novità didattiche o nella sperimentazione; d) rendere gli studenti consapevoli dei propri modelli. Come un’opinione condivisa. a + c + d. a + d. a + b.

59 24. Lo scaffolding si basa su un modello dell'apprendimento: basato sui comportamenti. basato sulla relazione. basato sulle operazioni. basato sui contenuti.

60 01. Il pensiero narrativo è un punto di vista sulla realtà esperita e ricreata. Dipende dal tipo di argomento. dipende dall'età del narrante. falso. vero.

60 02. Il pensiero narrativo non è vincolato alla realtà. falso. vero. dipende dall'età del narrante. dipende dal tipo di argomento.

60 03. Nel modello del campo, il discente deve: spiegare i legami sussistenti tra ogni unità informativa e quelle adiacenti. Si fida solo delle proprie opinioni. verificare l’applicabilità del principio a casi analoghi. cogliere i collegamenti tra varie unità.

60 04. Il pensiero narrativo è un punto di vista sulla realtà esperita e ricreata. Dipende dal tipo di argomento. dipende dall'età del narrante. falso. vero.

60 05. Nel modello dell'associazione, l'apprendimento è un processo di: problem solving e motivazione alla ricerca di soluzioni. di rinforzo/punizione per cementare le catene associative. in cui cogliere vettori/forze, relazioni, strutture globali sulla base di principi innati e universali. autoreferenzialità.

60 06. Nel modello del campo, l'apprendimento è un processo di: in cui cogliere vettori/forze, relazioni, strutture globali sulla base di principi innati e universali. di rinforzo/punizione per cementare le catene associative. elaborare una struttura cognitiva coerente che superi quella precedente. problem solving e motivazione alla ricerca di soluzioni.

60 07. Il modello dell'attività considera il discente: pieno, passivo. pieno, attivo. vuoto, attivo. Metodologie, procedure e tecniche.

60 08. Il modello del processo di insegnamento e apprendimento di Antonietti si fonda sui seguenti assi: attivo-passivo e interno/esterno. L’epistemologia è rilevante solo nella scienza. vuoto-pieno e attivo-passivo. vuoto-pieno e interno/esterno.

60 09. Secondo Bruner, il pensiero narrativo è: Sequenziale, particolare, concreto. Sequenziale, generale, concreto. Particolare, concreto, visivo. Sequenziale, particolare, creativo.

60 10. Le narrazioni sul sé possono essere: primarie/secondarie. orizzontali/verticali. chiuse/aperte. fisse/aperte.

60 11. Il pensiero narrativo media tra l’esperienza e colui che la narra. dipende dall'età del narrante. falso. Dipende dal tipo di argomento. vero.

60 12. Quali dei seguenti elementi rientrano nel pensiero narrativo: plan e goal. pensiero sintagmatico e procedure d’azione. dimensione interpretativa ed episodica. management e script.

60 13. Gli assunti di Mayer affermano che: le informazioni/esperienze di tipo visivo/uditivo sono elaborate da canali di elaborazione distinti. tutte le opzioni proposte. i canali per l’elaborazione delle informazioni non sono limitati quanto a capacità di elaborazione di informazioni in entrata. l’elaborazione di esperienze/informazioni è un processo cognitivo di riproduzione fedele di elementi provenienti dall'esterno.

60 14. Secondo il Principio della modalità. Si impara meglio da parole e immagini, che dalle sole parole. Si impara meglio dall’unione di animazione e narrazione piuttosto che da animazione, narrazione e testo insieme. Si impara meglio quando parole, immagini o suoni “estranei” sono esclusi dalla presentazione. Si impara meglio da un’animazione unita a una narrazione, che da un’animazione unita a testo riportato sullo schermo.

60 15. Secondo il Principio della ridondanza. Si impara meglio da un’animazione unita a una narrazione, che da un’animazione unita a testo riportato sullo schermo. Si impara meglio da parole e immagini, che dalle sole parole. Si impara meglio dall’unione di animazione e narrazione piuttosto che da animazione, narrazione e testo insieme. Si impara meglio quando parole e immagini corrispondenti sono presentate simultaneamente.

60 16. Secondo il Principio della contiguità spaziale. Si impara meglio quando parole e immagini sono presentate vicine tra loro sulla pagina o sullo schermo. Gli effetti del design incidono maggiormente nel caso in cui non ci siano preconoscenze sull’argomento trattato o i discenti abbiano alte abilità visuo-spaziali. Si impara meglio quando parole e immagini corrispondenti sono presentate simultaneamente. Si impara meglio da un’animazione unita a una narrazione, che da un’animazione unita a testo riportato sullo schermo.

60 17. Secondo la classificazione funzionale di Mayer, le immagini possono avere una funzione: decorativa, rappresentativa, cognitiva, esplicativa. decorativa, rappresentativa, organizzativa, esplicativa. decorativa, rappresentativa, organizzativa, sintetica. nessuna delle opzioni proposte.

61 01. L’utilizzo didattico dei videogiochi: si realizza nella fase di consolidamento degli apprendimenti. è realizzabile solo nella formazione superiore. serve come attivatore e spunto iniziale. può attraversare tutte le fasi del processo di apprendimento.

61 02. Con i videogiochi si possono realizzare diverse forme di apprendimento: a) learning by doing; b) apprendimento per argomentazione; c) apprendimento per obiettivi; d) apprendimento collaborativo e costruttivista; e) apprendimento per prove ed errori; f) apprendimento per concetti. a, c, d, e. a, c, d, f. b, c, e, f. a, b, c, d, e, f.

61 03. Qual è un esempio di algoritmo nel rule-based learning?. Un brainstorming libero. Una narrazione personale. Un esempio familiare. Una procedura sistematica per risolvere equazioni.

61 04. Nell'apprendimento basato sui problemi, i contenuti sono: dipende dall'età del narrante. creati dal discente. dati dal docente. trovati dal discente.

61 05. I contenuti di riferimento nell'apprendimento possono essere forniti: dal formatore/docente. dipende dall'età del narrante. dal docente o dal discente. dal lavoro del discente.

61 06. Il Mastery learning si rifà a un modello basato su: basato sui contenuti. elaborare una rappresentazione mentale che attiva processi inter-modali di traduzione dei modelli visivi in modelli motori e la capacità di valutarne la correttezza. basato sulla relazione. basato sulle operazioni.

61 07. L'apprendimento basato sui problemi, si rifà a un modello: concettuale, procedurale, relazionale, riflessivo. basato sui contenuti. basato sulle operazioni. basato sulla relazione.

61 08. L'apprendimento attivo: secondari. comporta anche un'attività mentale. comporta un'attività solamente motoria. comporta solamente un’attività motorio-comportamentale.

61 09. Secondo Bruner, l'apprendimento per scoperta è caratterizzato da: tutte le opzioni proposte. nessuna delle opzioni proposte. Convinzioni basate su esperienza. dispendio di tempo.

61 10. I benefici dell'apprendimento per scoperta sono di ordine: La riflessione autonoma. motivazionale, sociale, metodologico. motivazionale, cognitivo, organizzativo. motivazionale, cognitivo, metodologico.

61 11. Non è vero che le mappe concettuali: integrano il codice verbale e quello visivo. sono un valido strumento di valutazione. facilitano la memoria di lavoro. B+D.

61 12. Nel modello della scoperta, il discente deve: tutte le opzioni proposte. cogliere i collegamenti tra varie unità. spiegare i legami sussistenti tra ogni unità informativa e quelle adiacenti. verificare l’applicabilità del principio a casi analoghi.

61 13. Il discovery learning si distingue per: Massima autonomia lasciata al discente. Apprendimento collaborativo. Uso di euristiche. Presenza di contenuti pre-strutturati.

61 14. Il problem-based learning richiede allo studente di: Individuare le informazioni necessarie per risolvere un compito. Raccontare storie personali. Ripetere contenuti trasmessi. Valutare narrazioni.

61 15. Il discovery learning si basa su: Trasmissione sistematica dei contenuti. Autonomia del discente nel cercare soluzioni. Ripetizione mnemonica. Imitazione del comportamento altrui.

61 16. Cosa rappresentano gli script nell'apprendimento per regole?. Modelli narrativi. Strumenti per la scoperta autonoma. Sequenze di azioni tipiche in contesti familiari. Storie di fantasia.

61 17. Le euristiche sono preferibili agli algoritmi quando: Si vuole garantire una soluzione corretta. Le alternative sono poche. Il problema è ben definito. È necessario decidere rapidamente.

61 18. Il problem-finding si concentra su: Ripetizione mnemonica. Imitazione di esperti. Formulazione e ridefinizione di problemi. Applicazione di soluzioni già note.

61 19. Il rule-based learning è più efficace per l'acquisizione di: Concetti astratti. Conoscenze procedurali. Norme sociali. Regole morali.

61 20. La sigla PEGI indica: PAN EUROPEAN GAMES INFORMATION. PRO EUROPEAN GAMES INTERACTION. PAN ENVIRONMENT GAMES INFORMATION. PRO EUROPEAN GAMES INFORMATION.

61 21. Nel case-based learning, i casi o esempi servono come: Script impliciti. Organizzatori anticipati. Euristiche operative. Procedure sistematiche.

61 22. I punti di forza dell’E-Learning sono: motivazione e curiosità. motivazione, flessibilità e autoregolazione. emozioni positive e motivazione. frammentarietà, interazione educativa e learning objects.

61 23. Le dimensioni costitutive dei Serious Games sono: apprendimento, serietà, gioco. simulazione, apprendimento, gioco. motivazione, divertimento, sfida. curiosità, motivazione, emozioni positive.

61 24. Il PEGI valuta: l’adeguatezza del contenuto del gioco per i minori. il livello di difficoltà dei giochi. la diffusione del gioco. le abilità necessarie per giocare.

61 25. Il PEGI classifica i videogiochi in base: alla difficoltà e ai contenuti critici. alle fasce di età e alla difficoltà. alle fasce di età e ai device di gioco. alle fasce di età e ai contenuti critici.

61 26. Con i videogiochi si possono realizzare diverse forme di apprendimento: a) apprendimento per concetti; b) apprendimento per prove ed errori; c) apprendimento per obiettivi; d) apprendimento collaborativo e costruttivista; e) apprendimento per argomentazione; f) learning by doing. a, c, d, f. b, c, d, f. b, c, e, f. a, b, c, d, e, f.

61 27. Quale dei seguenti modelli è basato su contenuti dati e sequenze associative?. Il brainstorming. Il problem-finding. Il discovery learning. Il mastery learning.

62 01. Il processo personale orientato nel tempo e nello spazio, sempre diretto ad un interlocutore preciso, costituito da una serie di affermazioni valutative, è detto: discussione. autovalutazione. Si impara meglio da un’animazione unita a una narrazione, che da un’animazione unita a testo riportato sullo schermo. argomentazione.

62 02. Gli schemi di evento descrivono: Strutture logiche. Tecniche procedurali. Definizioni astratte. Sequenze di azioni in un contesto.

62 03. Le narrazioni del sé permettono di: Applicare regole matematiche. Valutare teorie scientifiche. Attribuire significato alle proprie esperienze. Memorizzare parole chiave.

62 04. Pensiero paradigmatico e narrativo sono: Complementari. Indipendenti. Contrapposti. Equivalenti.

62 05. Lo scaffolding si basa su un modello dell'apprendimento: basato sulla relazione. Autoregolazione. basato sui contenuti. basato sulle operazioni.

62 06. L'apprendimento per discussione, si rifà a un modello: critica. basato sulle operazioni. basato sui contenuti. basato sulla relazione.

62 07. Nell'apprendimento per argomentazione, i contenuti sono: dati dal docente. dipende dall'età del narrante. creati dal discente. trovati dal discente.

62 08. Il pensiero narrativo media tra l’esperienza e colui che la narra: vero. Dipende dal tipo di argomento. falso. Particolare, concreto, visivo.

62 09. Lo Scaffoding può essere: concettuale, procedurale, strategico, metacognitivo. teorico, operativo, strategico, metacognitivo. Si impara meglio da un’animazione unita a una narrazione, che da un’animazione unita a testo riportato sullo schermo. concettuale, procedurale, euristico, metacognitivo.

62 10. L'imitazione comporta le capacità di: elaborare una rappresentazione mentale che attiva processi inter-modali di traduzione dei modelli visivi in modelli motori e la capacità di attuarli. tutte le opzioni proposte. elaborare una rappresentazione mentale che attiva processi inter-modali di traduzione dei modelli visivi in modelli motori e la capacità di mindreadine. elaborare una rappresentazione mentale che attiva processi inter-modali di traduzione dei modelli visivi in modelli motori e la capacità di coordinamento motorio.

62 11. Il pensiero narrativo è un punto di vista sulla realtà esperita e ricreata. vero. Dipende dal tipo di argomento. falso. nessuna delle opzioni proposte.

62 12. Il pensiero narrativo è vincolato alla realtà. fisse/aperte. Dipende dal tipo di argomento. vero. falso.

62 13. Il pensiero narrativo è caratterizzato da: Relazioni causali astratte. Categorie scientifiche. Sequenze di eventi organizzati temporalmente. Regole logiche.

62 14. Quali dei seguenti elementi rientrano nel pensiero narrativo: dimensione interpretativa ed episodica. pensiero sintagmatico e procedure d’azione. management e script. dipende dall'età del narrante.

62 15. Secondo Bruner, il pensiero narrativo è: Sequenziale, particolare, concreto. Sequenziale, generale, concreto. Sequenziale, particolare, creativo. alle fasce di età e alla difficoltà.

62 16. Gli schemi di scena rappresentano: Catene causali. Configurazioni spaziali familiari. Relazioni matematiche. Categorie emotive.

62 17. Gli schemi di storia aiutano a: Costruire algoritmi. Comprendere e produrre narrazioni coerenti. Memorizzare dati scientifici. Analizzare statistiche.

62 18. Il pensiero paradigmatico si basa su: Emozioni e desideri. Episodi di vita vissuta. Leggi generali e concetti astratti. Narrazioni personali.

62 19. Quale rischio si associa a un uso eccessivo delle tecnologie nello scaffolding?. Apprendimento passivo. Disorientamento cognitivo. Sovraccarico affettivo. Perdita della motivazione.

62 20. Lo scaffolding strategico suggerisce: Uso delle risorse. Sospensione del giudizio. Definizione di contenuti. Tecniche e criteri valutativi.

62 21. Lo scaffolding concettuale aiuta il discente a: Evitare l’errore. Definire i contenuti rilevanti. Organizzare il tempo. Utilizzare mappe concettuali.

62 22. Secondo Bandura, il rinforzo vicario si verifica quando: Si riceve un premio direttamente. Si osservano le conseguenze delle azioni altrui. Si apprende attraverso ripetizione. Si evita l’errore.

62 23. L'apprendimento per osservazione richiede come primo stadio: Motivazione. Riproduzione. Memorizzazione. Attenzione.

62 24. L’argomentazione si differenzia dal brainstorming per: La scrittura anonima. La produzione di idee bizzarre. La sospensione del giudizio. Il riferimento a conoscenze pregresse.

62 25. Il “modeling” nel contesto educativo è: L’esecuzione del compito da parte dell’esperto. La valutazione dell’apprendimento. La simulazione mentale dell’alunno. La riflessione finale.

62 26. L’intuizione permette la costruzione di rappresentazioni: a) che evidenziano affordance e aspetti strutturali; b) funzionali e selettive; c) olistiche; d) che portano a cogliere pattern superficiali; e) rassicuranti. b, c, d. a, b, c, d, e. a, b, c, d. a, b, c, e.

62 27. Le intuizioni permettono di: a) favorire l’elaborazione analitica delle informazioni; b) cogliere aspetti strutturali delle situazioni; c) estrapolare elementi salienti e organizzarli in una schematizzazione o rappresentarli mentalmente; d) cogliere gli aspetti essenziali delle situazioni; e) tenere contemporaneamente presenti vari aspetti della realtà. b, d, e. b, c, d, e. a, c, e. a, b, c, d.

62 28. L’intuizione è un atto mentale: pienamente consapevole dei processi attivati. rapido e diretto. indipendente dallo stile di pensiero dell’individuo. pienamente consapevole dei motivi che hanno portato a una data conclusione.

62 29. L’intuizione è una forma di pensiero che: è alternativa all’analisi. precede lo sviluppo di modi articolati di ragionamento che prescinderanno dall’intuizione stessa. dipende dall’argomentazione analitica. precede lo sviluppo di modi articolati di ragionamento sempre vincolati all’intuizione stessa.

62 30. L’intuizione permette la costruzione di rappresentazioni: a) che portano a cogliere pattern superficiali; b) funzionali e selettive; c) olistiche; d) che evidenziano affordance e aspetti strutturali; e) rassicuranti. a, b, c, d. b, c, d. b, c, d, e. a, b, c, d, e.

62 31. L‘intuizione: prescinde dall’incidenza di variabili contestuali e disposizionali. isola gli elementi dal contesto. favorisce l’elaborazione seriale delle informazioni. ha un carattere olistico.

62 32. Le intuizioni permettono di: a) cogliere gli aspetti essenziali delle situazioni; b) cogliere aspetti strutturali delle situazioni; c) estrapolare elementi salienti e organizzarli in una schematizzazione o rappresentarli mentalmente; d) favorire l’elaborazione analitica delle informazioni; e) tenere contemporaneamente presenti vari aspetti della realtà. a, c, e. b, d, e. a, b, c, e. a, b, c, d.

65 01. L’ottimismo cognitivo comporta: Una sottostima dei tempi necessari. Una visione negativa dell’apprendimento. Una stima accurata delle difficoltà. Una sovrastima delle proprie prestazioni.

65 02. Le stime metacognitive sono: Autovalutazioni su una prestazione. Giudizi emotivi sull’insegnante. Strategie mnemoniche. Verifiche esterne sull'apprendimento.

65 03. Il processo di monitoraggio avviene: Durante l’attività cognitiva. Prima di iniziare il compito. Solo in fase di valutazione. Dopo il completamento del compito.

65 04. Cosa rappresenta il controllo metacognitivo?. La capacità di regolare i processi cognitivi durante un'attività. La capacità di memorizzare. La conoscenza delle emozioni. La scelta dei contenuti da apprendere.

65 05. Quale tra queste NON è una forma di conoscenza metacognitiva?. Conoscenza strategica. Conoscenza dichiarativa. Conoscenza procedurale. Conoscenza condizionale.

65 06. Cosa si intende per metacognizione secondo Flavell?. La predisposizione alla creatività. La capacità di ricordare in modo accurato. L'automatizzazione dei compiti. La capacità di pensare e riflettere sui propri processi cognitivi.

65 07. Quale tra questi NON è un aspetto del controllo metacognitivo?. La pianificazione. Il monitoraggio. La velocità di lettura. La regolazione.

65 08. Tendiamo all'ottimismo cognitivo nel caso di: conoscitiva, strategica, motivazionale. buona conoscenza di strategie. compiti abituali o familiari. compiti nuovi o situazioni non chiare.

65 09. Rispetto alle funzioni di controllo metacognitivo, è vero che: dipendono dall’apprendimento e dalla trasmissione culturale, ma non dallo sviluppo delle aree cerebrali delle funzioni esecutive. consapevolezza di ciò che si conosce, consapevolezza del perché di un’idea, consapevolezza di procedure nella ricostruzione di conoscenze, consapevolezza dell’affidabilità delle proprie strutture concettuali. vengono regolate in relazione all’età e alla quantità di risorse cognitive a disposizione. permettono di realizzare il transfer degli apprendimenti generali.

65 10. Le conoscenze metacognitive possono avere origine: intraindividuale, interindividuale, universale. recupera le conoscenze facilmente. informale, formale, sociale. intraindividuale, interindividuale, sociale.

65 11. Le conoscenze metacognitive comprendono: conoscenze sulle caratteristiche della persona. il gioco simbolico, il pointing e la teoria della mente. conoscenza delle caratteristiche del compito. tutte le opzioni proposte.

65 12. La capacità di monitorare e valutare la propria prestazione è una: Bruner. funzione di controllo metacognitivo. capacità strategica. conoscenza metacognitiva.

65 13. Un compito familiare: Induce sempre emozioni positive. riduce la percezione di autoefficacia. influenza le stime metacognitive. richiede un elevato carico cognitivo.

65 14. Qual è lo scopo della metacognizione in ambito formativo?. Sostituire l’insegnamento tradizionale. Evitare l’uso di strategie cognitive. Rendere l’apprendimento più competitivo. Promuovere l’autonomia e la consapevolezza nell’apprendimento.

65 15. Quale delle seguenti affermazioni è vera sull’ottimismo cognitivo?. Favorisce la prudenza nelle decisioni. È sempre positivo nei contesti educativi. Deriva da una bassa autostima. Può portare a una sovrastima delle proprie capacità.

65 16. Le strategie possono essere distinte in base a. il livello di specificità, il carico cognitivo, l’obiettivo di applicazione. il livello di abilità richiesto, la conoscenza, l’obiettivo di applicazione. il livello di specificità, la conoscenza, l’obiettivo di applicazione. il livello di specificità, la conoscenza, le modalità di applicazione.

65 17. Cosa si intende per stime metacognitive?. Previsioni statistiche su un gruppo. Valutazioni personali sulla propria prestazione cognitiva. Valutazioni degli insegnanti. Conoscenze derivate dalla memoria a lungo termine.

65 18. Secondo Sternberg i processi di combinazione selettiva consistono nel: integrare le informazioni acquisite in un sistema strutturato. integrare le informazioni nuove tra quelle già possedute. analisi e organizzazione delle informazioni in entrata rispetto a quelle possedute. attivare una strategia di identificazione delle informazioni rilevanti rispetto agli obiettivi.

65 19. Modello interattivo e multicomponenziale di Borkowski: riporta il discorso metacognitivo a termini puramente cognitivi. sposta il discorso metacognitivo su termini esclusivamente motivazionali. integra l'analisi cognitiva a variabili quali gli stati personali e motivazionali e il livello di autostima. integra l'analisi cognitiva a variabili emotive.

65 20. Secondo Bandura, l’apprendimento è l'esito dell’interazione dinamica tra variabili: personali, comportamentali, familiari. personali, comportamentali, ambientali. personali, strategiche, ambientali. personali, sociali, ambientali.

65 21. Le skill sono: Meno generali delle abilità. Più generali degli stili. come le tattiche. Più generali delle risorse di base.

65 22. Il pensiero post-formale: è relativo, integrante, accetta contraddizioni. ha maggior grado di astrattezza e assolutezza di quello formale. è relativo, globale, accetta contraddizioni. ha uguale grado di astrattezza e assolutezza di quello formale.

65 23. Si definiscono conoscenze tacite: competenze operative che si possono spiegare a parole o in termini teorici. abilità che si acquisiscono partendo da una comprensione teorica. conoscenze che definiscono priorità e rilevanza degli ambiti di applicazione. tute le opzioni proposte.

65 24. La conoscenza strategica generale riguarda la relazione reciproca tra: capacità di applicazione di strategie adeguate e conoscenze generali. impegno profuso e ampiezza del repertorio di conoscenze strategiche. impegno profuso, raggiungimento di risultati e utilizzo di strategie adeguate. impegno profuso e utilizzo di strategie adeguate.

65 25. Secondo Sternberg i processi di codifica selettiva consistono nel: attivare una strategia di identificazione delle informazioni. analisi e organizzazione delle informazioni in entrata rispetto a quelle possedute. attivare una strategia di identificazione delle informazioni rilevanti rispetto agli obiettivi. integrare le informazioni acquisite in un sistema strutturato.

65 26. Le stime metacognitive possono essere influenzate da: tipologia di stimoli. ambiente. esperienza. fattori biologic.

65 27. La metacognizione si arricchisce con il tempo attraverso: Abitudini comportamentali. Motivazione estrinseca. Consapevolezza, controllo e riflessione sui processi mentali. Ripetizione automatica.

65 28. L'apprendimento strategico dipende da: la capacità di utilizzare le strategie in modo adeguato rispetto agli obiettivi. il livello di abilità nell’esecuzione. l’ampiezza del repertorio strategico. tutte le opzioni di risposta indicate.

65 29. Secondo Sternberg i processi di acquisizione delle conoscenze comprendono le operazioni di: analisi selettiva, confronto selettivo, combinazione selettiva. codifica selettiva, elaborazione selettiva, combinazione selettiva. codifica selettiva, confronto selettivo, applicazione selettiva. codifica selettiva, confronto selettivo, combinazione selettiva.

65 30. Il modello di Kitchener (1983) è articolato in: tutte le opzioni. operazioni cognitive di base; monitoraggio; verifica del valore di verità delle soluzioni. piano cognitivo; piano metacognitivo; piano epistemico. operazioni cognitive di base; monitoraggio; riflessioni sulla natura dei compiti.

65 31. Bruner definisce le strategie “sequenze di decisioni relative all’acquisizione, al mantenimento e all’utilizzazione dell’informazione al fine di conseguire determinati scopi”: falso. vero. vero, ma non rispetto al mantenimento. falso è la definizione di stile cognitivo.

65 32. Che cosa si intende per metacognizione?. L’abilità di risolvere problemi matematici. La capacità di riflettere e controllare i propri processi cognitivi. La capacità di memorizzare velocemente informazioni. La conoscenza enciclopedica su un argomento.

65 33. Le euristiche metacognitive sono: Strategie di memoria. Bias affettivi. Tecniche matematiche. Scorciatoie mentali che semplificano il giudizio.

65 34. Rispetto alle funzioni di controllo metacognitivo, è vero che: vengono regolate in relazione all’età e alla quantità di risorse cognitive a disposizione. va analizzata sul piano motivazionale. dipendono dallo sviluppo delle aree cerebrali delle funzioni esecutive, dall’apprendimento e dalla trasmissione culturale. tutte le opzioni proposte.

66 01. Le stime tendono frequentemente all’“ottimismo cognitivo” soprattutto nel caso di: familiarità con i materiali. compiti abituali o familiari. buona conoscenza di strategie. compiti nuovi o situazioni non chiare.

66 02. Le teorie entitarie presuppongono che: Le competenze si sviluppino con l’esperienza. Lo sforzo sia centrale. Tutti possano migliorare. Le abilità siano fisse e immutabili.

66 03. I precursori della metacognizione nella prima infanzia sono: il gioco simbolico, il pensiero narrativo e la teoria della mente. il pensiero narrativo, la comprensione delle emozioni e la teoria della mente. il gioco simbolico, lo sviluppo del linguaggio e la teoria della mente. il gioco simbolico, il pointing e la teoria della mente.

66 04. Il modello dell’Human Information Processing evidenzia: L’imitazione automatica. L’intuito. La funzione esecutiva nella pianificazione e nel controllo cognitivo. L’importanza dell’inconscio.

66 05. Secondo Vygotskij, la metacognizione nasce: Dal linguaggio interiore spontaneo. Dalla genetica. Dalla memoria semantica. Dalle interazioni sociali.

66 06. Le teorie incrementali sono associate a: Focalizzazione sulle difficoltà. Evitamento dei compiti. Visione positiva dello sforzo e della crescita. Rinuncia di fronte alle difficoltà.

66 07. Secondo Piaget, la metacognizione emerge: Nel gioco simbolico. Con il pensiero preoperatorio. Con lo stadio operatorio formale. Con la coordinazione senso-motoria.

66 08. Secondo l’ipotesi culturale, la metacognizione si sviluppa attraverso: La genetica individuale. Le emozioni innate. L’interazione sociale e l’apprendimento. La ripetizione automatica.

66 09. Differenziare la preparazione di un esame orale e scritto è indice di una conoscenza metacognitiva: delle strategie. tutte le opzioni proposte. delle caratteristiche del compito. delle condizioni di lavoro.

66 10. I presupposti teorici della metacognizione sono ascrivibili, tra gli altri, al pensiero di: Piaget e HIP. Flavell. un test per la valutazione dei vissuti emotigeni. Tolman.

66 11. I presupposti teorici della metacognizione sono ascrivibili, tra gli altri, al pensiero di: Bruner. Flavell. Piaget e HIP. Tolman.

66 12. I presupposti teorici della metacognizione sono ascrivibili, ttra gli altri, al pensiero di: Gestalt. permettono l’accesso e l’uso delle proprie conoscenze per realizzare un transfer degli apprendimenti specifici. Comportamentismo. Vygotskij.

66 13. Rispetto alle funzioni di controllo metacognitivo, è vero che: dipendono dallo sviluppo delle aree cerebrali delle funzioni esecutive, dall’apprendimento e dalla trasmissione culturale. vengono regolate in relazione all’età e alla quantità di risorse cognitive a disposizione. tutte le opzioni proposte. permettono l’accesso e l’uso delle proprie conoscenze per realizzare un transfer degli apprendimenti specifici.

66 14. La capacità di monitorare e valutare la propria prestazione è una: funzione di controllo metacognitivo. capacità strategica. conoscenza metacognitiva. abilità.

66 15. I processi di controllo metacognitivo possono essere: attivi/passivi. aperti/chiusi. superiori/inferiori. autoregolati/eteroregolati.

66 16. Rispetto alle funzioni di controllo metacognitivo, è vero che: vengono regolate in relazione alla quantità di risorse cognitive a disposizione, ma non all'età. permettono di realizzare il transfer degli apprendimenti generali. dipendono dall’apprendimento e dalla trasmissione culturale, ma non dallo sviluppo delle aree cerebrali delle funzioni esecutive. vengono regolate in relazione all’età e alla quantità di risorse cognitive a disposizione.

66 17. Flavell ha distinto le conoscenze metacognitive in: mete cognitive, atti cognitivi, esperienze metacognitive. mete cognitive, atti metacognitivi, esperienze metacognitive. mete metacognitive, atti metacognitivi, esperienze metacognitive. mete cognitive, atti metacognitivi, esperienze cognitive.

66 18. Le conoscenze metacognitive possono avere origine: intraindividuale, interindividuale, universale. informale, formale, sociale. soggettiva, oggettiva, universale. intraindividuale, interindividuale, sociale.

66 19. Secondo l’ipotesi genetica, la metacognizione ha origine: Dalla memoria semantica. Da un nucleo innato e implicito. Dall’imitazione sociale. Dall’insegnamento scolastico.

66 20. I presupposti teorici della metacognizione sono ascrivibili, ttra gli altri, al pensiero di: Vygotskij. Gestalt. Comportamentismo. Psicologia cuturale.

66 21. Le conoscenze metacognitive comprendono: tutte le opzioni proposte. conoscenza delle caratteristiche del compito. conoscenza delle strategie e delle condizioni di lavoro. conoscenze sulle caratteristiche della persona.

67 01. I bambini con teoria della mente sviluppata: Rifiutano l'interazione. Non riescono a simulare punti di vista. Hanno memoria scarsa. Distinguono tra le proprie e altrui conoscenze.

67 02. Gli adulti possono stimolare il pensiero narrativo: Con test standardizzati. Limitando l'immaginazione. Attraverso il racconto e il dialogo. Tramite punizioni e premi.

67 03. L’acronimo MURDER significa: Mood, Understand, Rename, Elaborate, Review. Mood, Understand, Recall, Elaborate, Repeat. Mood, Understand, Relate, Elaborate, Review. Mood, Understand, Recall, Elaborate, Review.

67 04. Un classico esperimento per la teoria della mente è: La torre di Hanoi. Il disegno espressivo. Il test di Wechsler. La scatola degli Smarties.

67 05. Nel modello di Boekaerts, l'autoregolazione prevede le componenti: conoscitiva, strategica, motivazionale. conoscitiva, strategica, autoregolativa. conoscitiva, regolativa, degli obiettivi. conoscitiva, strategica, degli obiettivi.

67 06. Lo studente esperto si riconosce perché non dice di aver imparato quando: recupera le conoscenze facilmente. elabora le conoscenze in modi differenti. riconosce e incamera le informazioni. sviluppa delle competenze a partire da conoscenze organizzate e flessibili.

67 07. La relazione tra cognizione e metacognizione è: sempre diretta:. inversamente proporzionale. non sempre diretta. incrementale.

67 08. Lo sviluppo interindividuale della consapevolezza metacognitiva si sviluppa nei seguenti passaggi: consapevolezza di ciò che si conosce, consapevolezza della fonte della propria conoscenza, consapevolezza di procedure nella ricostruzione di conoscenze, consapevolezza del cambiamento delle proprie strutture concettuali. consapevolezza di ciò che si conosce, consapevolezza del perché di un’idea, consapevolezza di procedure nella ricostruzione di conoscenze, consapevolezza dell’affidabilità delle proprie strutture concettuali. consapevolezza di ciò che si conosce, consapevolezza del perché di un’idea, consapevolezza di procedure nella verifica di conoscenze, consapevolezza del cambiamento delle proprie strutture concettuali. consapevolezza di ciò che si conosce, consapevolezza del perché di un’idea, consapevolezza di procedure nella ricostruzione di conoscenze, consapevolezza del cambiamento delle proprie strutture concettuali.

67 09. La capacità di autoregolazione è caratterizzata da: a) capacità di concentrarsi su mete articolate realisticamente e nei dettagli; b) atteggiamento “vincente” in partenza; c) interesse per le attività; d) intenzione di costruire un bagaglio conoscitivo e operativo personale; e) capacità di pianificare il lavoro con obiettivi organizzati per priorità; f) capacità di adattare piani e comportamenti strategici; g) conoscenze specifiche; h) disponibilità e produzione di strategie di apprendimento. a, c, d, e, f, g, h. a, b, c, d, e, f, g, h. a, b, c, d, f, g, h. a, b, c, d, e, f, h.

67 10. La teoria della mente implica: Agire in modo automatico. Ricordare eventi passati. Comprendere che gli altri hanno credenze diverse. Ripetere informazioni.

67 11. Nel modello di Boekaerts, ciò che il discente pensa sia lo scopo delle attività che deve compiere, la sua capacità di elaborare piani, controllarne la messa in pratica e verificarne i risultati, rientrano nella componente: cognitiva conoscitiva. cognitiva degli obiettivi. motivazionale degli obiettivi. cognitiva strategica.

67 12. il PQ4R è: un metodo di studio. un modello motivazionale. un principio di percezione. un test per la valutazione dei vissuti emotigeni.

67 13. Secondo Boekaerts, l'autoregolazione: comporta una dimensione cognitiva e motivazionale. va analizzata sul piano motivazionale. è assimilabile alla metacognizione. è assimilabile a forme di autocontrollo.

67 14. Secondo Zimmerman i processi di self-regulation: hanno l‘obiettivo di costruire consapevolezza dell’utilità dei processi di autoregolazione. tutte le opzioni proposte. sono organizzati in 4 cicli: comportamento, ambiente, persona, risultati. sono ciclici, perché le esperienze precedenti permettono di adattare quelle nuove.

67 15. Uno studente efficace è caratterizzato da: obiettivi di padronanza e attribuzione orientata all’abilità. obiettivi di padronanza e alti livelli di fiducia nell’intelligenza. obiettivi di padronanza e visione entitaria dell’intelligenza. obiettivi di padronanza e attribuzione orientata all’impegno.

67 16. I precursori della metacognizione nella prima infanzia sono: il gioco simbolico, il pensiero narrativo e la teoria della mente. il pensiero narrativo, la comprensione delle emozioni e la teoria della mente. cognitiva conoscitiva. il gioco simbolico, lo sviluppo del linguaggio e la teoria della mente.

67 17. Quale tra questi è un precursore della metacognizione?. La memoria semantica. Il linguaggio verbale. Il gioco simbolico. L’attenzione selettiva.

67 18. Nel gioco simbolico, il bambino: Memorizza poesie. Racconta storie reali. Ripete azioni motorie automatiche. Attribuisce nuovi significati a oggetti e situazioni.

67 19. Il pensiero narrativo aiuta a sviluppare: La lettura meccanica. La memoria autobiografica e il senso di sé. La memoria procedurale. Il pensiero algoritmico.

68 01. Il rapporto tra cognizione e metacognizione è: Inversamente proporzionale. Opposto. Lineare e diretto. Non lineare.

68 02. Secondo Dunlosky e Hertzog, gli studenti: Non hanno strategie. Studiano fino alla perfezione. Stabiliscono una soglia minima di prestazione. Si affidano alla fortuna.

68 03. Lo stile cognitivo destro/sinistro contrappone rispettivamente le tendenze ad utilizzare strategie: sequenziali/simultanee. logiche/intuitive. globali-sintetiche vs. analitiche. realistiche/fantasiose.

68 04. Mnemosyne, nei modelli metacognitivi, rappresenta: Il controllo motorio. La semplice memoria a lungo termine. La capacità di calcolo. La piena consapevolezza della propria identità.

68 05. Nel modello di Drigas e Mitsea, la discriminazione è: Ripetere strategie note. Focalizzarsi solo sul contenuto. Separare cognizione da emozione. Evocare ricordi.

68 06. La distinzione di pensiero destro e pensiero sinistro è stata proposta da: Marton. Torrance. Pask. Schmeck.

68 07. Quale tra le seguenti è una categorizzazione di stile di pensiero proposta in letteratura?. esploratore/innovatore. adattatore/assimilatore. adattatore/innovatore. visualizzatore/puntualizzatore.

68 08. Lo stile associazione-bisociazione di Jabri distingue tra: applicazione di schemi mentali tradizionali vs. adattamento dei propri schemi. Non è una categorizzazione di Jabri. adozione di categorie definite vs. generali. applicazione di strategie di pensiero familiari vs. ricerca di nuove procedure di problem-solving.

68 09. Lo stile assimilatore-esploratore di Kaufmann distingue tra: applicazione di strategie di pensiero familiari vs. ricerca di nuove procedure di problem-solving. adozione di categorie definite vs. generali. Non è una categorizzazione di Kaufmann. applicazione di schemi mentali tradizionali vs. adattamento dei propri schemi.

68 10. Lo stile di pensiero sinistro. tutte le opzioni proposte. è verbale. è sistematico. è sequenziale.

68 11. Nello stile riflessivo/impulsivo di Kagan: lo stile impulsivo non coincide con il tratto di personalità impulsiva. lo stile impulsivo coincide con il tratto di personalità impulsiva. l’impulsività è funzionale ad una elaborazione analitica. la riflessività è funzionale ad una elaborazione globale.

68 12. I crtieri di analisi dello stile Adattatore-Innovatore di Kirton sono: originalità, efficacia, autonomia. novità, economia, autorità. originalità, efficacia, ruoli e autorità. novità, economia, efficacia.

68 13. Lo stile di pensiero è la modalità costante di elaborazione delle informazioni da parte dell'individuo. falso. falso, dipende anche dal contesto di riferimento. vero, è innato. vero.

68 14. Gli stili di apprendimento sono: organizzati lungo un continuum rispetto al quale si valuta la tendenza ad avvicinarsi ad una polarità più che all’altra. modelli strutturati che considerano anche variabili quali obiettivi, motivazioni, attese. nessuna delle opzioni proposte. modelli che distinguono le concezioni ingenue di apprendimento.

68 15. Lo stile comprensione-operazione di Pask contrappone le tendenze: olistico-operazione vs. seriale- comprensione. olistico-seriale vs. comprensione-operazione. olistico-comprensione vs. seriale-operazione. nessuna delle opzioni proposte.

68 16. Gli stili di pensiero sono: strategie sistematicamente adottate. aspetti della personalità. abilità specifiche dell’individuo. strategie preferenzialmente adottate.

68 17. Nel modello di Kolb, gli assi danno orgine agli stili: nessuna delle opzioni proposte. entrambe le opzioni proposte. divergente/convergente. accomodatore/assimilatore.

68 18. Lo stile di apprendimento analitico: è orientato a compiti relativi a materie scolastiche. si contrappone alle modalità di lavoro dell’ambiente scolastico tradizionale. evita i compiti poco stimolanti. percepisce l'informazione come parte di un tutto.

68 19. Lo stile cognitivo: Nessuna delle opzioni proposte. Ha un valore assoluto. Riguarda il contesto e il livello di cognizione. Mira alla misurazione di competenze in termini di accuratezza e concretezza di risposta.

68 20. Una modalità prudente nella risposta si caratterizza per: Rispondere sempre e comunque. Affidarsi al caso. Evitare i compiti difficili. Rispondere solo quando si è certi.

68 21. Nel modello di Borkowski, quale fattore NON è incluso tra quelli che influenzano il sistema metacognitivo?. Le credenze. L’autoefficacia. La motivazione. L’età cronologica.

68 22. Il modello di Borkowski è definito bidirezionale perché: Tratta solo aspetti cognitivi. Non include la metacognizione. Si basa solo su feedback esterni. I risultati influenzano le scelte future e la motivazione.

68 23. Cosa comporta la consapevolezza strategica secondo Borkowski?. Evita l’uso di strategie. Riduce la motivazione. Migliora la percezione di autoefficacia. Blocca l’apprendimento.

68 24. Cornoldi sottolinea che le convinzioni degli studenti: Non hanno impatto sull'apprendimento. Derivano da fattori genetici. Sono stabili e immutabili. Influiscono più delle abilità cognitive.

68 25. Secondo Drigas e Mitsea, l'autosservazione consiste in: Monitorare pensieri, emozioni e comportamenti. Controllare solo i pensieri. Controllare gli altri. Stimare i risultati.

68 26. L’adattamento, secondo Drigas e Mitsea, favorisce: La memoria meccanica. L’automatismo. La ripetizione. Il pensiero creativo.

69 01. Gli stili cognitivi sono: Dipendenti dalla materia. Solo tratti emotivi. Comportamenti occasionali. Modalità stabili e trasversali di elaborazione delle informazioni.

69 02. Uno stile visualizzatore indica preferenza per: Regole grammaticali. Rappresentazioni grafiche. Ascolto e lettura. Memorizzazione automatica.

69 03. Nel modello degli stili di Miller, il processo di memoria prevede le seguenti fasi: recezione e immagazzinamento, organizzazione, recupero. recezione, immagazzinamento, recupero. recezione, immagazzinamento, recupero. recezione, immagazzinamento, organizzazione.

69 04. Nel modello di Pask, lo stile versatile: Rifiuta l’approccio olistico. Si basa solo su analogie. Integra strategie olistiche e seriali. Evita i compiti nuovi.

69 05. Stile e abilità: sono aspetti dello stesso costrutto. sono costrutti interdipendenti. lo stile predice il livello di abilità. sono costrutti indipendenti.

69 06. La strategia seriale si basa su: Conoscenza implicita. Esperienze emotive. Generalizzazioni. Ipotesi specifiche e procedura sequenziale.

69 07. Lo stile di pensiero è la modalità costante di elaborazione delle informazioni da parte dell'individuo. falso. rappresentazione, processo, pensiero. vero. vero, è innato.

69 08. I crtieri di analisi dello stile Adattatore-Innovatore di Kirton sono: percezione, memoria, atteggiamento. originalità, efficacia, autonomia. novità, economia, autorità. originalità, efficacia, ruoli e autorità.

69 09. Lo stile cognitivo destro/sinistro contrappone rispettivamente le tendenze ad utilizzare strategie: globali-sintetiche vs. analitiche. realistiche/fantasiose. Riguarda il contesto e il livello di cognizione. sequenziali/simultanee.

69 10. Nello stile riflessivo/impulsivo di Kagan: lo stile impulsivo non coincide con il tratto di personalità impulsiva. l’impulsività è funzionale ad una elaborazione analitica. si contrappone alle modalità di lavoro dell’ambiente scolastico tradizionale. lo stile impulsivo coincide con il tratto di personalità impulsiva.

69 11. Lo stile di pensiero sinistro. è sistematico. è verbale. nessuna delle opzioni proposte. tutte le opzioni proposte.

69 12. Secondo Bandura, l’apprendimento è l'esito dell’interazione dinamica tra variabili: personali, comportamentali, ambientali. tutte le opzioni di risposta indicate. personali, comportamentali, familiari. personali, sociali, ambientali.

69 13. La dissonanza di stile riflette: una contrapposizione di opinioni. la tendenza all'utilizzo di strategie differenti da parte della persona. la tendenza all'utilizzo di strategie differenti nel rapporto docente/discente. la tendenza all'utilizzo di strategie differenti in persone differenti.

69 14. Gli stili di pensiero sono: strategie sistematicamente adottate. strategie preferenzialmente adottate. stile conservatore e progressista. abilità specifiche dell’individuo.

69 15. La rilevazione degli stili di pensiero può avere valenza: formativa, ma non diagnostica. orientativa e formativa. orientativa e diagnostica. orientativa, formativa e diagnostica.

69 16. La rilevazione degli stili di pensiero «a freddo»: agisce sul piano delle conoscenze metacognitive. nessuna delle opzioni di risposta. entrambe le opzioni di risposta. agisce sul piano del controllo metacognitivo.

69 17. L'assessment degli stili può essere fatto attraverso questionari, verbal report, osservazione, attività. falso. vero. dipende dal modello di stile che si assume. dipende dall'età dei formandi.

69 18. Nel Modello dell’autogoverno mentale di Sternberg, rispetto alle funzioni dello stile cognitivo si distinguono: stile conservatore e progressista. stile interno e esterno. Stile legislativo, esecutivo e giudiziario. Stile globale e locale.

69 19. Nel Modello dell’autogoverno mentale di Sternberg, rispetto allo scopo dello stile cognitivo si distinguono: stile interno e esterno. Stile legislativo, esecutivo e giudiziario. Stile globale e locale. stile conservatore e progressista.

69 20. Il modello degli stili di Antonietti distingue le fasi di: rappresentazione, memoria, atteggiamento. rappresentazione, processo, atteggiamento. percezione, memoria, pensiero. rappresentazione, processo, pensiero.

69 21. Il modello degli stili di Miller distingue i processi di: percezione, memoria, processo. percezione, memoria, pensiero. percezione, memoria, atteggiamento. percezione, elaborazione, ragionamento.

69 22. Lo stile comprensione-operazione di Pask contrappone le tendenze: stile conservatore e progressista. olistico-operazione vs. seriale- comprensione. olistico-comprensione vs. seriale-operazione. olistico-seriale vs. comprensione-operazione.

69 23. Gli stili di apprendimento sono: organizzati lungo un continuum rispetto al quale si valuta la tendenza ad avvicinarsi ad una polarità più che all’altra. modelli strutturati che considerano anche variabili quali obiettivi, motivazioni, attese. recezione, immagazzinamento, organizzazione. modelli che distinguono le concezioni ingenue di apprendimento.

69 24. Nel modello di Kolb, gli assi danno orgine agli stili: entrambe le opzioni proposte. dipende dall'età dei formandi. accomodatore/assimilatore. divergente/convergente.

69 25. Il modello di Kolb si basa su due dimensioni: Sperimentazione/riflessività e concretezza/astrattezza. Velocità/lentezza. Intelligenza/creatività. Attenzione/memoria.

69 26. Lo stile accomodatore secondo Kolb si caratterizza per: Rifiuto del rischio. Approccio esplorativo e uso dell’intuito. Preferenza per la teoria. Pensiero astratto.

69 27. Nel modello di Kolb, il ciclo dell'apprendimento parte da: Memorizzazione automatica. Esperienza concreta. Concetti astratti. Osservazione riflessiva.

69 28. Pask distingue tra strategie di apprendimento: Esplicita e implicita. Razionale e irrazionale. Olistica e seriale. Visuale e verbale.

69 29. Lo stile di apprendimento analitico: percepisce l'informazione come parte di un tutto. evita i compiti poco stimolanti. nessuna delle opzioni di risposta. è orientato a compiti relativi a materie scolastiche.

70 01. Nel modello di Boekaerts, l'autoregolazione prevede le componenti: conoscitiva, strategica, degli obiettivi. conoscitiva, regolativa, degli obiettivi. Non è una categorizzazione di Kaufmann. Conoscitiva, strategica, autoregolativa.

70 02. L'autoregolazione si basa su un modello dell'apprendimento: autonomia personale, autogestione dell’apprendimento, realizzazione indipendente dell’apprendimento, autovalutazione. basato sulle operazioni. basato sui contenuti. basato sulla relazione.

70 03. Nel modello di Boekaerts, ciò che il discente pensa sia lo scopo delle attività che deve compiere, la sua capacità di elaborare piani, controllarne la messa in pratica e verificarne i risultati, rientrano nella componente: Non è una categorizzazione di Jabri. cognitiva degli obiettivi. cognitiva strategica. motivazionale degli obiettivi.

70 04. Il modello di Boekaerts include componenti: Esclusivamente comportamentali. Cognitive e motivazionali. Solo metacognitive. Solo affettive.

70 05. Secondo Boekaerts, l'autoregolazione: è assimilabile a forme di autocontrollo. è sequenziale. è assimilabile alla metacognizione. comporta una dimensione cognitiva e motivazionale.

70 06. Secondo Zimmerman i processi di self-regulation: la riflessività è funzionale ad una elaborazione globale. hanno l‘obiettivo di costruire consapevolezza dell’utilità dei processi di autoregolazione. sono ciclici, perché le esperienze precedenti permettono di adattare quelle nuove. sono organizzati in 4 cicli: comportamento, ambiente, persona, risultati.

70 07. Nel modello di Boekaerts, la componente strategica cognitiva è: La conoscenza implicita. La motivazione a studiare. L’uso di strategie per organizzare lo studio. Il controllo emotivo.

70 08. Secondo Pintrich, la fase di monitoraggio comportamentale comprende: Controllo degli altri. Assegnazione dei compiti. Consapevolezza di impegno e necessità di aiuto. Valutazione finale.

70 09. Nel modello di Pintrich, la fase di controllo motivazionale implica: Ripetere strategie inefficaci. Modificare strategie motivazionali. Rinunciare al compito. Ignorare le emozioni.

70 10. La fase finale del modello di Pintrich è: Monitoraggio. Esecuzione automatica. Reazione e riflessione. Pianificazione.

70 12. L’autoregolazione dell’apprendimento richiede: Solo ripetizione e memoria. Integrazione di processi cognitivi, motivazionali e affettivi. Evocazione automatica di risposte. Imparare a memoria i contenuti.

70 11. Il modello di Pintrich evidenzia l’interazione tra: Creatività e pensiero critico. Competenze e abilità motorie. Metacognizione, motivazione e comportamento. Memoria e attenzione.

02 15. Chi ha fondato il primo laboratorio di psicologia sperimentale?. Edward Titchener. William James. Wilhelm Wundt. John Watson.

02 16. Quale tecnica utilizza l’introspezione per studiare la mente?. Neocomportamentismo. Comportamentismo. Strutturalismo. Cognitivismo.

02 17. Secondo Watson, il meccanismo fondamentale dell’apprendimento è: il rinforzo. il condizionamento classico, tipicamente attivo. il condizionamento classico, tipicamente passivo. il condizionamento operante.

02 18. Qual è il principale limite dell’elettroencefalografia (EEG)?. Uso di traccianti radioattivi. Invasività. Bassa risoluzione spaziale. Bassa risoluzione temporale.

02 19. Quale corrente psicologica paragona la mente umana a un elaboratore di informazioni?. Funzionalismo. Gestalt. Strutturalismo. Cognitivismo.

02 20. L’introspezione è il metodo che permette di: rilevare l’esperienza immediata. recuperare ricordi lontani. accedere a contenuti inconsci. rievocare ricordi passati.

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