Psicologia della salute 1
|
|
Title of test:
![]() Psicologia della salute 1 Description: Parte 1 |



| New Comment |
|---|
NO RECORDS |
|
La "divisione 38": E' nata in Inghilterra alla fine degli anni 70 come settore a sé stante all’interno dell’APA (American Psychological Association). E' nata in Europa alla fine degli anni 70 come settore a sé stante all’interno dell’APA (American Psychological Association). E' nata in Germania alla fine degli anni 70 come settore a sé stante all’interno dell’APA (American Psychological Association). E' nata negli USA alla fine degli anni 70 come settore a sé stante all’interno dell’APA (American Psychological Association). La Psicologia della salute costituisce un ambito disciplinare di ricerca e applicazioni professionali riguardante: i fattori cognitivi, affettivo-emotivi, psicosociali, comportamentali, sociali e culturali che sono all’origine dello stato di salute delle persone. la promozione e il mantenimento della salute secondo una prospettiva biopsicosociale. tutte le risposte sono corrette. la prevenzione e trattamento delle malattie e i loro correlati psicologici. La Società Italiana di Psicologia della Salute: Tutte le altre alternative sono false. E' stata da poco istituita in Italia per volere dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Salute). E' stata istituita nel 1997 allo scopo di promuovere e sviluppare la ricerca empirica e le applicazioni sul campo. E' stata costituita in Italia nel 1979 per volere dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Salute). «The Alameda Study»: E' uno studio epidemiologico iniziato nel 1965 in California. Ai partecipanti è stato chiesto di indicare le proprie abitudini alimentari. Lo studio ha dimostrato che l’individuo non influenza il proprio stato di salute. Ha esaminato un campione di 928 individui. L'acronimo OMS significa: Organizzazione Mondiale della Salute mentale. Organizzazione Mondiale della Salute. Organizzazione Mondiale della Sanità. Organizzazione Mondiale della Sicurezza. Il modello biopsicosociale: da rilievo alle tre dimensioni: biologica, psicologica e sociale. non tiene conto del contesto sociale in cui la persona vive. Attribuisce un ruolo centrale al medico (considera la prospettiva oggettiva). Dà rilievo solo alla dimensione biologica. Indica da chi è stata promulgata la seguente definizione di salute: la salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non mera assenza di malattia o infermità. Dall'ONU. Da Amnesty International. Dall'OMS. Dal Parlamento Europeo. Il modello biomedico: tutte le risposte sono corrette. E' un modello centrato sulla malattia, sul medico e il paziente è solo portatore passivo di un problema. Considera la salute come assenza di malattia. Considera salute e malattia come polarità opposte di un continuum. Il modello biomedico: è centrato sul medico. Centrato sul paziente. Centrato sul caregiver. E' maternalistico. Il modello biomedico: Pone l'accento sulla misurazione soggettiva riportata dal paziente. il paziente contribuisce alla formulazione della diagnosi. Il paziente collabora con il medico. attribuisce al paziente il ruolo di portatore passivo di un problema. Il modello biopsicosociale: Considera il paziente come un portatore passivo di malattia. E' stato criticato del fatto di non specificare i legami tra le tre componenti bio-psico-sociale. Sostiene che l’individuo non è in grado di fornire una misura soggettiva del proprio stato. Mira a coinvolgere la persona solo nel processo di cura, ma non nella fase di prevenzione. Quale, tra le seguenti alternative, NON è un vantaggio delle misurazioni soggettive rispetto a quelle oggettive. Le misurazioni soggettive: Sono valutazioni dinamiche che considerano l’andamento della salute nel tempo. Sono misure più accurate e inclusive dello stato di salute e dei fattori di rischio. Influenzano il comportamento, che a sua volta influisce sullo stato di salute. Incidono sul livello di reddito e qualità della vita della persona. Lo strumento WHOQOL 100: E' composto da 100 item raggruppati 4 sezioni da 25 domande ciascuna. E' composto due sezioni da 50 item ciascuna per un totale di 100 item. E' composto da 100 item raggruppati in 24 sezioni, a loro volta suddivise in quattro aree. E' composto da 2 sezioni da 100 item ciascuna. L'acronimo WHOQOL significa: World Health Organization Quality of lifelong learning. World Health Organization Question of Life. World Health Organization Quality of Life. World Health Organization Quality of Lifelong learing. Quanti domini ha identificato la WHOQOL (World Health Organization Quality of Life)?. Sei. Otto. Cinque. Dieci. Quale affermazione è FALSA riguardo la qualità della vita: L'ambiente è un dominio di cui si compone il WHOQOL. Le relazioni sociali sono un dominio di cui si compone il WHOQOL. La WHOQOL si compone di sei domini. La religione e le credenze personali non sono un dominio di cui si compone il WHOQOL. Riguardo la teoria della selezione psicologica: La qualità dell’esperienza è funzione di tre variabili: i challenge, gli skill, i winners percepiti. Gli assunti teorici della selezione psicologica sono stati verificati e confermati attraverso una vasta campionatura transculturale. Gli assunti teorici della selezione psicologica non sono stati verificati e confermati. Nell’ambito della salute sono emersi risultati interessanti esclusivamente nello studio dei disturbi alimentari. Secondo la teoria della selezione psicologica: La qualità dell’esperienza è funzione di due variabili: gli «habit» e gli «hobby» perseguiti. La qualità dell’esperienza è funzione di due variabili: la «competition» e i «winners» percepiti. La qualità dell’esperienza è funzione di due variabili: i «challenge» e gli «skill» percepiti. La qualità dell’esperienza è funzione di due variabili: le «perceptions» e gli «outcomes» percepiti. La teoria della selezione psicologica: Sostiene che l'esperienza soggettiva sia costituita solo da emozioni. tutte le alternative sono corrette. Ha come oggetto lo studio dell’esperienza soggettiva ma non il suo ruolo nel processo di crescita personale. ha come oggetto di studio l'esperienza soggettiva e il suo ruolo nel processo di crescita personale. Nell'ambito della teoria della selezione psicologia, l'esperienza ottimale: E’ un processo dinamico che ruota attorno al disequilibrio tra challenge e skill percepiti: ai challenge viene dedicata maggiore attenzione. riguarda l’equilibrio tra challenge e skill percepiti, non si tratta della ripetizione continua e statica delle stesse attività. E’ un processo dinamico che ruota attorno al disequilibrio tra challenge e skill percepiti: agli skills viene dedicata maggiore attenzione. E’ un processo dinamico che ruota attorno al disequilibrio tra challenge e skill percepiti. La Teoria dell’autodeterminazione è stata proposta da: Keyes e Cartwright nel 1993. Vansteenkiste e Lens nel 2006. Sheldon e Kasser nel 2008. Ed Deci e Richard Ryan nel 1985. La Teoria dell’autodeterminazione proposta da Ed Deci e Richard Ryan sostiene che per comprendere il comportamento delle persone e poter identificare le azioni che conducono al benessere occorre anzitutto: eplorare l'integrità psicofisica di una persona. esplorare la spinta all'autodeterminazione generale di una persona. esplorare i bisogni da cui prendono le mosse. esplorare il modo in cui le persone affrontano gli eventi stressanti (strategie di coping). Il nucleo centrale della teoria dell’autodeterminazione è lo studio di: comportamenti. motivazione. atteggiamenti. emozione. La motivazione è estrinseca: quando la ragione per svolgere un'attività è esterna all'attività stessa. è assimilabile al condizionamento operante. quando è presente il desiderio di una ricompensa esterna. tutte le alternative sono corrette. La motivazione intrinseca: tutte le alternative sono corrette. è ricerca della novità, essenziale per lo sviluppo cognitivo e sociale. è la propensione innata e naturale a perseguire i propri interessi. genera benessere e soddisfazione. Il modello delle credenze sulla salute (Health Belief Model) è stato elaborato da: Gollwitzer nel 1993. Rogers, nel 1983. Ajzen nel 1988. nessuna delle alternative è corretta. I modelli "stadiali" della salute: Sono anche definiti modelli di «aspettativa-valore». Presuppongono che se la persona è adeguatamente motivata, adotterà di conseguenza un comportamento salutare. Si focalizzano anzitutto sull’aspetto volitivo, la volontà necessaria per tradurre un’intenzione in comportamento finalizzato. Postulano che l’attuazione di un comportamento dipende dalle aspettative o probabilità di riuscita di una data azione e dalla valutazione personale del valore dell’azione. Il modello delle credenze sulla salute (Health Belief Model, Rosenstock, 1966): L'obiettivo principale è chiarire cosa spinge un individuo ad abbandonare un comportamento nocivo per la salute (es. fumo o abuso di alcol). Tenta di spiegare perché le persone non prendano parte a programmi di prevenzione e diagnosi precoce (es. visite ginecologiche). Nel valutare la risposta l’individuo confronta l’auto-efficacia personale e l’efficacia della risposta adattativa con i costi insiti nella risposta. E’ stato elaborato da Rogers (1983) con l’obiettivo di superare i limiti del modello del comportamento pianificato di Ajzen. I modelli "continui" della salute: Includono il modello transteoretico di cambiamento. Si focalizzano prevalentemente sulla fase pre-decisionale, ossia sulla formulazione di intenzioni di carattere motivazionale. tutte le risposte cono corrette. Prendono in considerazione l’intera sequenza delle fasi di Kuhl, intesa come un processo caratterizzato da tappe qualitativamente distinte. Il modello delle credenze sulla salute (Health Belief Model, Rosenstock, 1966) è un modello: Circolare. Continuo. Stadiale. Complementare. Quale, tra le seguenti alternative, NON è una delle quattro fasi individuate da Kuhl (1984) nell'attuare un comportamento finalizzato alla salute: Fase dell’azione. Fase di pensiero. Fase predecisionale. Fase successiva all’azione. Quante sono le fasi distinte da Kuhl (1984) nell'attuare un comportamento finalizzato alla salute?. Tre. Quattro. Sei. Cinque. Secondo il modello delle credenze sulla salute (Health Belief Model, Rosenstock, 1966): La percezione della vulnerabilità, della gravità, della minaccia, dei costi/benefici è influenzata da variabili demografiche (età, genere, etnia), socio psicologiche (personalità, classe sociale) e strutturali (conoscenze della malattia). Un elemento centrale del modello sono le percezioni di gravità della malattia (le sue conseguenze mediche e sociali). Un elemento centrale del modello sono la considerazione delle percezioni individuali di vulnerabilità o rischio di contrarre una malattia. Un elemento centrale del modello sono le barriere e i costi percepiti (effetti collaterali e gli inconvenienti dell'azione). Il modello della motivazione a proteggersi (Protection motivation theory) è stato elaborato da: Gollwitzer nel 1993. Rogers, nel 1983. Rosenstock nel 1966. Ajzen nel 1988. Secondo il modello della motivazione a proteggersi (Protection motivation theory, Rogers, 1983): La percezione di gravità dipende soprattutto dalle conoscenze oggettive, mentre la percezione di vulnerabilità è prevalentemente soggettiva. La percezione della minaccia è influenzata da: mass-media, medici, giornali, amici, esperienza personale, pressione dei familiari, livello d’ansia. Il limite principale del modello è il suo scarso potere predittivo rispetto all’adozione dell’azione preventiva consigliata. Per questo sono state proposte varie revisioni. La motivazione a proteggersi è il risultato di processi cognitivi responsabili della valutazione soggettiva della minaccia connesso alla malattia, da un lato, della risposta con cui far fronte alla malattia, dall’altro. Secondo il modello della motivazione a proteggersi (Protection motivation theory, Rogers, 1983): Un elemento centrale del modello sono le barriere e i costi percepiti (effetti collaterali e gli inconvenienti dell'azione). Un elemento centrale del modello sono le percezioni di gravità della malattia (le sue conseguenze mediche e sociali). La motivazione a proteggersi è il risultato di processi cognitivi responsabili della valutazione soggettiva della minaccia connesso alla malattia, da un lato, della risposta con cui far fronte alla malattia, dall’altro. Un elemento centrale del modello sono la considerazione delle percezioni individuali di vulnerabilità o rischio di contrarre una malattia. Il modello della motivazione a proteggersi (Protection motivation theory, Rogers, 1983) è di tipo: Continuo. Stadiale. Complementare. Circolare. Il modello del comportamento pianificato (Theory of Planned Behavior, Ajzen, 1988) è di tipo: Stadiale. Circolare. Complementare. Continuo. Il modello del comportamento pianificato è stato elaborato da: Rosenstock nel 1966. Ajzen nel 1988. Rogers, nel 1983. Gollwitzer nel 1993. Il modello del comportamento pianificato (Ajzen, 1988): Postula che conoscendo le variabili che influenzano il comportamento, è possibile manipolarle per apportare delle modifiche alle condotte dannose per la persona. Tutte le altre alternative sono corrette. Postula che la variabile che svolge un ruolo centrale nell’innescare l’azione è l’intenzione, cioè la motivazione necessaria per attuare un comportamento. E' nato nell’ambito della psicologia sociale, e mira a fornire una spiegazione generale del comportamento, non limitandosi a quello connesso alla salute. |





