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psicologia della salute 3

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psicologia della salute 3

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parte 3

Creation Date: 2026/07/04

Category: Others

Number of questions: 40

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Il bisogno di chiusura cognitiva: è un costrutto multidimensionale composto da cinque componenti. può variare da persona a persona e da situazione a situazione. tutte le alternative sono corrette. esigenza che la persona avverte di giungere a una conclusione sulla base delle info che possiede, chiudendo il processo di elaborazione evitando di esplorare possibili alternative.

Nell'ambito del processo decisionale, il medico, in qualità di esperto, utilizza la strategia del procedimento in avanti, ovvero: tutte le alternative sono corrette. questo procedimento viene utilizzato sia in fase diagnostica che quando deve essere scelta la terapia più adeguata. questo procedimento richiede una conoscenza approfondita del problema e una quantità consistente di info organizzate sul caso specifico,. ha già a disposizione rappresentazioni mentali delle possibili soluzioni alternative.

Quali sono le strategie comportamentali per decidere, basate sull’interazione tra la quantità di informazioni che la persona ritiene sufficiente per decidere, e la sua partecipazione più o meno attiva e consapevole al processo decisionale?. nessuna delle alternative è corretta. Ricercare informazione; Elaborare informazione; Rimuginare; Seguire i consigli;. Elaborazre informazione; Rimuginare; riesaminare le informazioni passate;. Ricercare informazione; Rimuginare; Affrontare i problemi;.

L'euristica della rappresentatività: utilizzata quando si deve stimare la probabilità che un dato evento rientri in una determinata categoria più ampia, o che un certo evento si verifichi a partire da casi noti in precedenza. Tutte le altre alternative sono corrette. si verifica quando, dovendo emettere dei giudizi in condizioni di incertezza, le persone riducono l’ambiguità ancorandosi ad un punto di riferimento stabile per poi operare degli aggiustamenti ed infine raggiungere una decisione finale. consiste nel decidere in base alla facilità con cui si richiamano alla memoria esempi della situazione specifica (perché molto frequenti, emotivamente coinvolgenti, o accaduti a persone care o vicine).

L'euristica della disponibilità: si verifica quando, dovendo emettere dei giudizi in condizioni di incertezza, le persone riducono l’ambiguità ancorandosi ad un punto di riferimento stabile per poi operare degli aggiustamenti ed infine raggiungere una decisione finale. utilizzata quando si deve stimare la probabilità che un dato evento rientri in una determinata categoria più ampia, o che un certo evento si verifichi a partire da casi noti in precedenza. consiste nel decidere in base alla facilità con cui si richiamano alla memoria esempi della situazione specifica (perché molto frequenti, emotivamente coinvolgenti, o accaduti a persone care o vicine). Tutte le altre alternative sono corrette.

Rimuginare è il comportamento: delle persone mindless, poco consapevoli e poco capaci di attuare strategie cognitive adeguate. tutte le alternative sono corrette. che caratterizza le persone con basso bisogno di chiusura e scarsa consapevolezza. degli eterni indecisi, non riescono a giungere a conclusioni, raccolgono molte info ma hanno sempre dubbi sul cosa fare.

Il bisogno di chiusura è un costrutto multidimensionale che ha varie componenti: nessuna delle alternative è corretta. il bisogno di ordine e strutturazione, la tolleranza dell'ambiguità, la tendenza a prendere decisioni con calma. l’intolleranza dell’ambiguità, la tendenza a prendere decisioni lentamente, il bisogno di prevedibilità, l'apertura mentale. il bisogno di ordine e strutturazione, l’intolleranza dell’ambiguità, la tendenza a prendere decisioni rapidamente, il bisogno di prevedibilità, la chiusura mentale.

Ricercare informazione: è tipica solo delle persone con alto bisogno di chiusura. è tipica delle persone con basso bisogno di chiusura e poca consapevolezza che poi decidono con l'aiuto degli altri. nessuna delle alternative è corretta. è tipica delle persone con basso bisogno di chiusura ed elevata consapevolezza. Prima di prendere una decisione allargano il più possibile le proprie conoscenze sull’argomento, e decidono poi in autonomia.

Sono definiti mindless persone che: si conformano a soluzioni già preformate. non partecipano in modo consapevole alle decisioni che li riguardano e non si sforzano di immaginare alternative. tutte le alternative sono corrette. prendono decisioni affidandosi alle opinioni altrui.

Il modello centrato sul paziente: è il riferimento ideale cui ogni relazione terapeutica dovrebbe ispirarsi. va considerato solo con pazienti con patologie particolari. va assolutamente evitato. è sconsigliato utilizzarlo con gli anziani.

Quale tra queste NON è una dimensione fondamentale della patient-centredness secondo Mead e Bower (2000)?. condivisione di potere e responsabilità. prospettiva biopsicosociale. prospettiva biomedica. alleanza terapeutica.

Indica l'affermazione errata. Il modello paternalistico biomedico: è centrato sull’autonomia di scelta del paziente, dopo che il medico ha presentato dati statistici sulle probabilità di successo di una terapia, i suoi costi/benefici e gli effetti collaterali. ha caratterizzato per decenni la medicina e il rapporto medico-paziente in cui il medico sa, diagnostica, decide e prescrive. vede il corpo come un oggetto che se non funziona bene richiede manutenzione e riparazione. affonda le sue radici nella tradizione scientifica dualistica occidentale e cartesiana.

Considerando i modelli relazionali medico/paziente, il modello consumistico: affonda le sue radici nella tradizione scientifica dualistica occidentale e cartesiana. è centrato sull’autonomia di scelta del paziente, il medico dovrebbe rispondere alle sue domande ma senza influenzare le sue decisioni. ha caratterizzato per decenni la medicina e il rapporto medico-paziente in cui il medico sa, diagnostica, decide e prescrive. vede il corpo come un oggetto che se non funziona bene richiede manutenzione e riparazione.

Considerando i modelli relazionali medico/paziente, il modello centrato sul paziente: ha caratterizzato per decenni la medicina e il rapporto medico-paziente in cui il medico sa, diagnostica, decide e prescrive. affonda le sue radici nella tradizione scientifica dualistica occidentale e cartesiana. vede il corpo come un oggetto che se non funziona bene richiede manutenzione e riparazione. Si tratta di un costrutto ampio che include diversi aspetti della relazione con il medico e del percorso terapeutico.

L’aderenza terapeutica è: sinonimo di compliance. il contrario di compliance. influenzata da variabili socio-economiche, sistema di cura, condizione medica, tipo di terapia. l’approccio adottato dal medico.

L'alleanza terapeutica è: è una delle cinque dimensioni individuate da Mead e Bower del modello centrato sul paziente. scaturisce dalle caratteristiche emotivo/affettive della relazione medico-paziente. è promossa da tre aspetti dell’atteggiamento del medico: empatia, coerenza, disponibilità e apertura incondizionate nei confronti del paziente. Tutte le risposte sono corrette.

Il Protocollo Spikes di Baile e collaboratori: è un protocollo a sei fasi per la comunicazione di cattive notizie. postula l'importanza della partecipazione attiva, consapevole e prolungata nel tempo all’iter terapeutico e alle prescrizioni. include strategie focalizzate a risolvere, minimizzare o riconcettualizzare il problema. include la distrazione o la distrazione cognitiva.

Il Protocollo Spikes di Baile e collaboratori significa: Setting, Perception, Invitation, Knowledge, Emotions, Strategy and Summary. Settlement, Perspective, Involviment, Knowledge, Empathy, Stratification and Suggestion. Situation, Preparation, Innovation, Knowledge, Entertainment, Sale and Skill. Tutte le precedenti risposte sono errate.

Quale, tra le seguenti alternative, NON è una reazione del medico alla malattia e al paziente?. L'introiezione. La negazione. La depressione. L'ansia.

Il paziente direttivo: Desidera avere il controllo costante della situazione, esprime chiaramente quello che vuole e non esita a porsi in contrapposizione con il medico o l’infermiere se non è d’accordo con lui. suscita nel medico una risposta istintiva altrettanto aggressiva, che rende la situazione ancor più difficile sia per il paziente che per il medico o l'infermiere. sa come ottenere quello che desidera, indipendentemente dal fatto che sia o no vantaggioso per lui. cerca costanti attenzioni e insiste perché il medico effettui tutta una serie di azioni e di procedure che possono essere non necessarie o che potrebbero essere fatte dal paziente stesso.

Il paziente ansioso: è un paziente che cerca costanti attenzioni e insiste perché il medico effettui tutta una serie di azioni e di procedure che possono essere non necessarie o che potrebbero essere fatte dal paziente stesso. è un paziente che suscita nel medico una risposta istintiva altrettanto aggressiva, che rende la situazione ancor più difficile sia per il paziente che per il medico o l'infermiere. è un paziente che non segue le indicazioni terapeutiche e tende a sfidare apertamente il personale medico e infermieristico, sostenendo la validità superiore della propria esperienza persoanle. è un paziente difficile, che al tempo stesso può essere molto richiedente. I casi estremi sono rappresentati dagli ipocondriaci che si precipitano al pronto soccorso ogni volta che provano un minimo dolore, convinti che si tratti di un sintomo di una grave malattia.

Il paziente richiedente: è un paziente che sa come ottenere quello che desidera, indipendentemente dal fatto che sia o no vantaggioso per lui. è un paziente che cerca costanti attenzioni e insiste perché il medico effettui tutta una serie di azioni e di procedure che possono essere non necessarie o che potrebbero essere fatte dal paziente stesso. è un paziente che non segue le indicazioni terapeutiche e tende a sfidare apertamente il personale medico e infermieristico, sostenendo la validità superiore della propria esperienza persoanle. è un paziente che suscita nel medico una risposta istintiva altrettanto aggressiva, che rende la situazione ancor più difficile sia per il paziente che per il medico o l'infermiere.

Il paziente psicosomatico: è problematico in quanto i sintomi che lamenta sono reali, ma difficilmente diagnosticabili, nonostante il paziente sia sottoposto a svariati approfondimenti diagnostici. è un paziente che cerca costanti attenzioni e insiste perché il medico effettui tutta una serie di azioni e di procedure che possono essere non necessarie o che potrebbero essere fatte dal paziente stesso. è un paziente che sa come ottenere quello che desidera, indipendentemente dal fatto che sia o no vantaggioso per lui. è un paziente che non segue le indicazioni terapeutiche e tende a sfidare apertamente il personale medico e infermieristico, sostenendo la validità superiore della propria esperienza personale.

Il più diffuso strumento per la rilevazione delle 3 dimensioni di base del burnout è: il Maslach Burnout Report (MBR). il Burnout Test. il Maslach Burnout Inventory (MBI):. nessuna delle alternative è corretta.

Nel burnout, la ridotta realizzazione personale consiste in: declino del senso di competenza e produttività sul lavoro. un sovraccarico emozionale che porta la persona a sentirsi svuotata e non più in grado di aiutare gli altri. la percezione che le richieste provenienti dall'ambiente lavorativo siano eccessive rispetto alle risorse che si hanno a disposizione per affrontarle. investimento negativo sull'utente, investimento caratterizzato da insensibilità e indifferenza.

Il burnout è costituito da tre dimensioni: 1. Esaurimento emotivo, 2. Depersonalizzazione, 3. Scarsa realizzazione personale. 1. Scarsa realizzazione personale, 2. Depersonalizzazione, 3. Esaurimento fisico. 1. Depersonalizzazione, 2. elevata realizzazione personale, 3. Esaurimento emotivo. Nessuna delle precedenti risposte è corretta.

Nel burnout, l'esaurimento emotivo consiste in: investimento negativo sull'utente, investimento caratterizzato da insensibilità e indifferenza. un senso pervasivo di inadeguatezza professionale, che porta a un crollo dell'autostima. sensazione di aver esaurito le proprie risorse emotive. La persona si sente svuotata e sfinita, senza energie per affrontare un nuovo giorno di lavoro. considerare gli utenti in un modo cinico e distaccato che impedisce all'operatore di rivolgere un'adeguata attenzione ai loro bisogni.

Nel burnout, la depersonalizzazione consiste in: un senso pervasivo di inadeguatezza professionale, che porta a un crollo dell'autostima. la percezione che le richieste provenienti dall'ambiente lavorativo siano eccessive rispetto alle risorse che si hanno a disposizione per affrontarle. atteggiamento caratterizzato da distacco e ostilità nella relazione professionale di aiuto, vissuta con fastidio, freddezza e cinismo. L’individuo cerca di non farsi coinvolgere. un sovraccarico emozionale che porta la persona a sentirsi svuotata e non più in grado di aiutare gli altri.

Negli anni ‘90 a seguito della ricerca sul burnout: il concetto non è stato più utilizzato. il concetto di burnout è stato esteso a tutte le professioni, non solo quelle di aiuto. nessuna delle alternative è corretta. non sono state effettuate ricerche sul burnout.

Il modello dello squilibrio sforzo/ricompensa inerente il benessere lavorativo: Postula che il datore di lavoro esige dai dipendenti sforzi e impegni, che possono essere intrinseci o intrinseci, e allo stesso tempo elargisce ricompense (denaro, stima, opportunità di sicurezza e carriera). Tutte le risposte sono corrette. ha origine nell'ambito della sociologia medica. si fonda sulla relazione tra sforzi e ricompense.

Nelle successive revisioni del modello sforzo/ricompensa è stata data maggiore enfasi alla componente: dello sforzo intrinseco definito overcommittment. dello sforzo relazionale definito overcommittment. dello sforzo sociale definito overcommittment. dello sforzo fisico definito overcommittment.

Il modello richieste/controllo inerente il benessere lavorativo: ha origine nell'ambito della sociologia medica. Tutte le risposte sono errate. Postula che il datore di lavoro esige dai dipendenti sforzi e impegni, che possono essere intrinseci o intrinseci, e allo stesso tempo elargisce ricompense (denaro, stima, opportunità di sicurezza e carriera). consente di identificare differenti tipi di impiego in fuzione di due aspetti cruciali: le richieste lavorative e il grado di controllo riportato dal lavoratore.

Il modello richieste/controllo inerente il benessere lavorativo è stato descritto da: Siegrist e collaboratori. Bakker e Demerouti (2007). Maslache Goldberg (1998). Karasek (1979).

A livello individuale la principale strategia per prevenire e trattare il burnout: nessuna delle alternative è corretta. mira allo sviluppo e al rafforzamento di abilità utili ad affrontare lo stress (corsi con tecniche di rilassamento, gestione del tempo, esercizi di assertività, potenziamento dell’autoefficacia, sviluppo di competenze interpersonali). mira all'acquisizione delle conoscenze utili ad affrontare lo stress e con tecniche di memorizzazione veloce. mira all'accrescimento della propria autostima e del self-control ma anche allo sviluppo di competenze interpersonali.

Al modello richieste/controllo è stato poi aggiunta la variabile: sforzo cognitivo. sostegno sociale. fatica fisica. investimento emotivo.

Il "moral distress": decisamente non è un costrutto recente. riguarda solo i medici. nessuna delle alternative è corretta. ha una connotazione etica derivante dalla percezione di una violazione dei valori e dei compiti centrali per la persona, accompagnata dalla sensazione di essere costretti a intraprendere azioni eticamente non giustificate.

Il modello dello squilibrio sforzo/ricompensa inerente il benessere lavorativo è stato illustrato da: Siegrist e collaboratori. Maslache Goldberg (1998). Bakker e Demerouti (2007). Karasek (1979).

Jameton distinse due forme di distress: distress iniziale; distress lavorativo. distress iniziale; distress reattivo. distress lieve; distress grave. distress iniziale; distress finale.

L’incertezza morale: si ha quando la persona si trova in una situazione di ambivalenza rispetto a scelte antitetiche connotate moralmente e non sa quale direzione seguire. fa invece riferimento a quelle situazioni in cui è chiaro quale sia l’azione eticamente corretta, ma, a causa di ostacoli istituzionali, non si è in grado di perseguirla. si caratterizza per il disagio provato e gli interrogativi che una persona si pone quando non le è chiara la direzione da seguire. tutte le risposte sono corrette.

Tra i principali mediatori dell’impatto di un evento stressante sul bambino sono emersi: i processi attenzionali e la valutazione emotiva. i processi mnestici e la valutazione cognitiva. i processi attenzionali e la valutazione cognitiva. nessuna delle alternative è corretta.

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