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Psicologia della salute 4

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Psicologia della salute 4

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parte 4

Creation Date: 2026/07/04

Category: Others

Number of questions: 34

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Il medico può reagire alla perdita di controllo secondo varie modalità: modalità assertiva neutra; assertività reattiva; resa positiva; resa negativa. modalità assertiva positiva; assertività neutra; resa positiva; resa negativa. modalità assertiva positiva; assertività negativa; resa positiva; resa negativa. modalità assertiva positiva; proiezione negativa; resa positiva; resa lieve.

La capacità dei genitori di accettare la malattia del figlio e di parlarne apertamente ha: ripercussioni negative a lungo termine sul suo adattamento a essa e sul suo sviluppo psicoemotivo. ripercussioni positive a lungo termine sul suo adattamento a essa e sul suo sviluppo psicoemotivo. conseguenze positive a breve termine ma negative a lungo termine. conseguenze negative sullo sviluppo del bambino e nell'interazione con i pari, soprattutto in adolescenza.

Il carico evolutivo del burden: è associato all'affaticamento e ai problemi fisici derivanti dal compito di assistenza. considera la percezione di un conflitto interiore di ruolo in ambito familiare o lavorativo. è associato ai sentimenti di vergogna e imbarazzo provati nei confronti dei comportamenti imprevedibili e bizzarri del paziente. è relativo al sentirsi escluso rispetto alle aspettative e alle opportunità di vita dei propri coetanei.

Il carico emotivo del burden: considera la percezione di un conflitto interiore di ruolo in ambito familiare o lavorativo. è associato ai sentimenti di vergogna e imbarazzo provati nei confronti dei comportamenti imprevedibili e bizzarri del paziente. è relativo al sentirsi escluso rispetto alle aspettative e alle opportunità di vita dei propri coetanei. è associato all'affaticamento e ai problemi fisici derivanti dal compito di assistenza.

Il carico sociale del burden: considera la percezione di un conflitto interiore di ruolo in ambito familiare o lavorativo. è associato ai sentimenti di vergogna e imbarazzo provati nei confronti dei comportamenti imprevedibili e bizzarri del paziente. è associato all'affaticamento e ai problemi fisici derivanti dal compito di assistenza. è relativo al sentirsi escluso rispetto alle aspettative e alle opportunità di vita dei propri coetanei.

Il carico fisico del burden: è associato all'affaticamento e ai problemi fisici derivanti dal compito di assistenza. è relativo al sentirsi escluso rispetto alle aspettative e alle opportunità di vita dei propri coetanei. considera la percezione di un conflitto interiore di ruolo in ambito familiare o lavorativo. è associato ai sentimenti di vergogna e imbarazzo provati nei confronti dei comportamenti imprevedibili e bizzarri del paziente.

Lo Zarit Burden Inventory [Zarit e Zarit 1987] è uno strumento che valuta: il livello di burden del caregiver e che al tempo stesso gli permette di riflettere sulla propria esperienza attraverso la compilazione del questionario. nessuna delle alternative è corretta. esclusivamente il tempo oggettivo impiegato nelle attività. il livello di burden del caregiver, ma solo il carico oggettivo.

Il carico oggettivo del burden: è associato all'affaticamento e ai problemi fisici derivanti dal compito di assistenza. valuta il tempo che il caregiver dedica alla sua attività di cura. considera la percezione di un conflitto interiore di ruolo in ambito familiare o lavorativo. è relativo al sentirsi escluso rispetto alle aspettative e alle opportunità di vita dei propri coetanei.

Il termine "burden": L’utilizzo del costrutto di burden in questo ambito è relativamente recente. tutte le alternative sono corrette. indica le ricadute psicologiche e fisiche che si manifestano in una serie di sintomi analoghi a quelli dello stress. significa letteralmente peso, carico.

L'ospedalizzazione: può essere un evento traumatico, soprattutto se riguarda un bambino o un adolescente. comporta un cambiamento importante nelle abitudini e nelle relazioni con i coetanei e con la scuola. se prolungata può interferire con il fisiologico percorso evolutivo. tutte le risposte sono corrette.

Nello specifico di bambini malati di tumore, secondo Spinetta [1990] i genitori e l’equipe sanitaria devono tenere in considerazione le dimensioni: non è specificato. psicologica e sociale. medica, psicologica e sociale. medica e psicologica.

A quale età i bambini sviluppano il concetto di salute (non semplicemente come assenza di malattia)?. 5-6 anni. 12 anni. 9-10 anni. 6-7 anni.

Il play specialist: è una figura che può essere di aiuto sia al bambino che alla famiglia. è una figura che suggerisce modalità più efficaci di interazione con il bambino. è una figura che può essere di aiuto al bambino. tutte le risposte sono corrette.

Gli studi su adolescenti con malattie croniche di diversa gravità hanno evidenziato che: la comparsa della malattia può essere attribuita a varie cause. le credenze dipendono dalla qualità di adattamento alla patologia. il concetto di malattia si modifica in funzione dell’età. tutte le risposte sono corrette.

Un predittore della risposta all'evento traumatico e al ritorno alla normalità in età evolutiva è: nessuna delle risposte è corretta. la famiglia. la società. la scuola.

E’ opportuno, da parte dei genitori di un bambino malato: evitare di parlare con il figlio sano della situazione. incoraggiare i figli sani a esprimere i propri sentimenti e le proprie preoccupazioni e accoglierle, facilitando il rapporto con il fratello malato. fare finta di niente, così da diminuire la preoccupazione nel figlio sano. incoraggiare i figli sani a esprimere solo emozioni positive.

Negli adolescenti i livelli di adherence non sono influenzati da: bisogni di autonomia e individuazione. controllo percepito. la presenza di fratelli. conoscenze biomediche.

Il disturbo post-traumatico da stress: non viene fatta l'anamnesi. consiste in ricordi ricorrenti e inopportuni di un evento traumatico opprimente. per la diagnosi devono essere esclusi gli stimoli associati all'evento traumatico, gli incubi, e le allucinazioni. nessuna risposta è corretta.

Nel disturbo da ansia di malattia: Tutte le risposte sono corrette. la preoccupazione non è per i sintomi ma per la diagnosi. I sintomi somatici, se presenti, sono lievi. c'è preoccupazione di avere o poter contrarre una malattia grave non diagnosticata.

Il disturbo fittizio, un tempo era chiamato: sindrome di Stendhal. sindrome di asperger. nessuna risposta è corretta. sindrome di Munchausen.

Nella categoria disturbo da sintomi somatici e i disturbi correlati troviamo: tutte le risposte sono corrette. il disturbo da sintomi somatici. il disturbo da sintomi somatici. il disturbo da ansia di malattia.

Il mini mental state exam: valuta le condizioni fisiche. è un test di personalità. fornisce una valutazione globale del funzionamento ed è utilizzato per diagnosticare le demenze. è utilizzato per valutare il livello cognitivo dei bambini.

La forma più frequente di demenza è: la demenza vascolare. la demenza senile. la malattia di Alzheimer. nessuna risposta è corretta.

L’aumento della rigidità, dell’egocentrismo, dell’apatia e la compromissione del controllo emotivo sono tipiche modificazioni della personalità: in altre malattie. nelle demenze. nella sclerosi multipla. nelle persone anziane.

Gli stereotipi relativi all’invecchiamento fanno si che: venga attuato un comportamento di cure eccessive, controproducente perché spinge l’anziano ad adottare dei comportamenti più passivi e a convincersi della sua incompetenza e inabilità. gli anziani si sentano più accuditi e meglio compresi, in quanto gli stereotipi relativi al declino cognitivo permettono loro di avere un maggiore contatto con la loro rete sociale. tutte le risposte sono errate. i medici propongano terapie più aggressive agli anziani, non preoccupandosi degli effetti collaterali sul fisico, già deteriorato dall’età.

Nell'anziano: i deficit cognitivi sono sempre di natura particolarmente invalidante. le capacità di riconoscere i limiti dell’età, di considerare le risorse individuali e sociali non sono importanti. Le capacità di porsi nuovi obiettivi non vanno in alcun modo a influire sull'autoefficacia e sull'autostima. L’immagine sociale legata alla perdita del ruolo professionale può influire negativamente sull’autostima fino a condurre a vissuti depressivi e all’isolamento.

Il "family burden": tutte le risposte sono corrette. è l’insieme delle conseguenze oggettive e soggettive, fisiche e psicologiche, correlate alla presenza e cura di un familiare affetto da una malattia grave o cronica. tende a crescere in funzione della riduzione dell’autonomia del paziente e soprattutto della comparsa di sintomi comportamentali e pensiero delirante. interessa il caregiver.

I caregivers informali di persone anziane: sono maggiormente uomini. sono quasi sempre estranei. sono maggiormente fratelli o sorelle. sono per la maggior parte figlie femmine.

Gli Alzheimer cafè: sono situazioni conviviali finalizzate a facilitare la socializzazione e favorire la qualità della vita del malato e del caregiver e la relazione con gli operatori sanitari. sono dedicati solo ai parenti. non esistono. sono dedicati unicamente ad attività ricreative per i pazienti Alzheimer.

Sono state definite "le seconde vittime nascoste della malattia": gli infermieri. i caregivers solo nel caso di pazienti con patologie fisiche. nessuna delle risposte è corretta. i caregivers familiari.

Si parla di "eutanasia non volontaria": nel caso di persone capaci di intendere e di volere. può essere solo passiva ma non attiva. può essere attiva ma non passiva. nel caso di persone non consapevoli, che non possono esprimere il proprio consenso.

Nell'ambito dell'aiuto da offrire a un bambino nell'affrontare un lutto: Non esiste un momento giusto per comunicare a un bambino la morte di una persona cara, ma è opportuno che la comunicazione venga data da un familiare e non da un estraneo. la lettura di libri per l'infanzia che affrontano la morte va evitata. occorre evitare l'argomento. non è opportuno stimolare il bambino al gioco e al disegno per permettergli di raccontare la propria storia ed esprimere le proprie emozioni.

Secondo Ursula Markham (1997) il succedersi delle emozioni a seguito di un lutto è solitamente il seguente: incredulità o rifiuto; ricordo; rabbia; senso di rivalsa; paura; accettazione e pace. nessuna risposta è corretta. incredulità o rifiuto; dolore; rabbia; senso di colpa; paura; accettazione e pace. incredulità o rifiuto; dolore; senso di colpa; gioia; paura; accettazione e pace.

Le ricerche su spiritualità e religione evidenziano che: La spiritualità e la religione non hanno alcuna influenza sull’esperienza della malattia. l’esperienza della malattia suscita il desiderio nelle persone di allontanarsi dalla realtà trascendentale. nessuna delle risposte è corretta. la spiritualità e la religione riportino effetti positivi sulla qualità della vita, soprattutto in situazioni di malattie gravi e di confronto con la morte.

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