psicologia dello sviluppo 3
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Secondo la teoria di Gibson: non tutti gli oggetti hanno delle affordance. tutti gli oggetti hanno delle affordance. le affordance sono le possibilità di non interazione. le affordance non sono le possibilità di interazione. La disabituazione è: la risposta diminuita a uno stimolo dopo ripetute presentazioni dello stesso. un sinonimo di abituazione. il recupero della risposta abitudinaria dopo un cambiamento di stimolo. determinata dal grado di abituazione del bambino. I neonati accoppiano le voci ai volti e discriminano tra volti del proprio gruppo etnico e quelli di altri gruppi etnici a partire dai: 3 mesi di età. 2 mesi di età. 20 giorni di età. 30 giorni di età. L'epistemologia genetica: sostiene che la conoscenza è un processo innato. sostiene l'importanza di conoscere e valutare il peso di fattori genetici e culturali nello sviluppo cognitivo. afferma l'importanza dei fattori genetici per quanto concerne lo sviluppo cognitivo. studia le strutture e i processi alla base della costruzione di conoscenza nel corso dello sviluppo. Secondo Piaget, le operazioni: sono strutture mentali che il bambino ha a disposizione fin da piccolo e riguardano azioni mentali. sono acquisite intorno ai 7 anni e sono azioni mentali che consentono al bambino di fare mentalmente quello che prima poteva fare solo fisicamente. sono strutture mentali che il bambino ha a disposizione fin da piccolo e che gli consentono di organizzare la conoscenza relativa alle azioni. sono strutture mentali che il bambino ha a disposizione a partire dai 7 anni circa e che gli consentono di organizzare la conoscenza relativa alle azioni. Secondo Piaget, assimilazione e accomodamento: sono due meccanismi che agiscono in maniera opposta, ma sono interconnessi e tendono naturalmente all'equilibrio. sono due meccanismi che agiscono in maniera indipendente l'uno dall'altro. sono due meccanismi che agiscono in maniera opposta allo scopo di creare disequilibrio nel sistema cognitivo per far progredire lo sviluppo. sono due meccanismi che agiscono secondo modalità differenti ma convergenti, allo scopo di evitare conflitti intrapsichici. La visione costruttivista dello sviluppo in Piaget: si riferisce all'idea che il bambino costruisca attivamente la propria conscenza del mondo grazie all'interazione con gli adulti o altri bambini più competenti. si riferisce al fatto che la conoscenza del bambino si costruisca a piccoli passi. si riferisce all'idea che il bambino costruisca attivamente la sua conoscenza del mondo interagendo con l'ambiente. si riferisce all'idea che la conoscenza del bambino sia costruita dall'ambiente che lo circonda e soprattutto dagli adulti che se ne prendono cura. Il concetto di stadio nella teoria di Piaget: si riferisce a periodi di tempo in cui pensieri e comportamenti del bambino presentano delle caratteristiche specifiche e tra loro coerenti. si riferisce a condizioni momentanee attraversate dal bambino nel corso dello sviluppo. si riferisce a periodi di tempo in cui pensieri e comportamenti del bambino riflettono caratteristiche che variano continuamente rimanendo sempre coerenti. si riferisce a periodi di tempo in cui pensieri e comportamenti del bambino riflettono caratteristiche variabili e poco coerenti. Secondo Piaget, nello stadio delle operazioni concrete: ha finalmente superato la centrazione ma non è ancora in grado di compiere azioni mentali reversibili sugli oggetti. è in grado di usare rappresentazioni mentali di oggetti concreti, ma queste sono ancora separate l'una dall'altra e non reversibili. ha finalmente superato la centrazione ma è in grado di compiere azioni solo in maniera concreta sugli oggetti. ha finalmente superato la centrazione ed è in grado di compiere azioni mentali reversibili sugli oggetti. Secondo l'approccio storico-culturale: i processi mentali, risultato dell'evoluzione, sono diventati via via più complessi per effetto di fattori storici, sociali e culturali. i processi mentali sono di natura biologica e non hanno alcuna relazione con i fattori storici, sociali e culturali. i processi mentali sono stati selezionati dall'evoluzione e nella storia della specie non hanno mai subito modifiche. i contenuti mentali, ma non i processi, hanno subito l'influenza del contesto storico-sociale e culturale. Secondo Vygotskij, la zona di sviluppo prossimale: si riferisce al livello di sviluppo più vicino a quello del bambino. è la distanza tra il livello di sviluppo effettivo del bambino e il suo livello di sviluppo potenziale. è il livello di sviluppo che il bambino può raggiungere risolvendo il compito da solo se si impegna. è un livello di sviluppo che al momento è irraggiungibile per il bambino. Secondo Vygotskij, il linguaggio interiore: è una forma di dialogo in cui il bambino parla con sé stesso, ad alta voce, per gudare il pensiero e il comportamento e aiutarsi nella risoluzione dei problemi. si riferisce al linguaggio idiosincratico che ciascun bambino utilizza quando comincia a parlare. è un dialogo non udibile che il bambino porta avanti con sé stesso per guidare il pensiero e il comportamento e aiutarsi nella risoluzione dei problemi. si riferisce all'insieme delle parole che il bambino utilizza per riferirsi alle sue caratteristiche interiori. Relativamente all'apprendimento, Piaget e Vygotskij: la pensano allo stesso modo: lo sviluppo deve precedere l'apprendimento. la pensano in maniera opposta: Piaget pensa che lo sviluppo debba precedere l'apprendimento, Vygotskij che l'apprendimento preceda e promuova lo sviluppo. la pensano allo stesso modo: l'apprendimento precede e promuove lo sviluppo. la pensano in maniera opposta: Vygotskij pensa che lo sviluppo debba precedere l'apprendimento, Piaget che l'apprendimento preceda e promuova lo sviluppo. In base all'approccio piagetiano, l'insegnante: deve assumere il ruolo di facilitatore dell'apprendimento. deve assumere un ruolo direttivo, dando compiti specifici ai bambini. ha il compito di trasmettere le sue conoscenze attraverso le lezioni. deve proporre ai bambini compiti leggermente al di sopra del livello di sviluppo raggiunto. In base all'approccio di Vygotskij, l'insegnante: deve proporre compiti adeguati al livello di sviluppo raggiunto dal bambino e lasciare che li risolva autonomamente. deve proporre compiti adeguati al livello di sviluppo raggiunto dal bambino e supportarlo nella risoluzione. deve proporre compiti leggermente al di sopra del livello di sviluppo raggiunto dal bambino e fornirgli tutto il supporto di cui ha bisogno. deve proporre compiti leggermente al di sopra del livello di sviluppo raggiunto dal bambino e poi dare solo il sostegno strettamente necessario. L'elaborazione delle informazioni concepisce lo sviluppo come: graduale superamento dei limiti nella capacità e nella velocità di elaborazione delle informazioni e nella disponibilità di strategie adeguate. processo che, attraverso stadi successivi, porta al superamento dei limiti nella capacità e nella velocità di elaborazione delle informazioni e nella disponibilità di strategie adeguate. impresa cooperativa, risultato dell'interazione tra il bambino e un'altra persona più competente. costruzione attiva di conoscenza da parte del bambino che, interagendo con il mondo, sperimenta conflitti cognitivi. Secondo l'elaborazione delle informazioni, le risorse cognitive. sono espressione esclusivamente di fattori biologici. sono determinate esclusivamente dalla cultura. sono la risultante sia di fattori biologici che esperienziali/culturali. sono determinate dalla cultura solo in soggetti predisposti. Il bambino riesce a elaborare le informazioni con poco o nessuno sforzo grazie: al meccanismo della codifica. alla maturazione biologica. all'acquisizione di strategie efficaci. al meccanismo dell'automatizzazione. |




