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Psicologia dello sviluppo e delle relazioni interpersonali (lez 60-65)

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Psicologia dello sviluppo e delle relazioni interpersonali (lez 60-65)

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Lez 60-65

Creation Date: 2026/01/03

Category: Others

Number of questions: 56

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Quali dei seguenti fattori riducono il rischio di abuso, maltrattamento e trascuratezza dei minori nelle famiglie con genitori alcool dipendenti?. Tutte le risposte sono corrette. il supporto sociale. l'adesione ad un programma riabilitativo. la presenza di un genitore in grado di adottare pratiche educative responsive e di promuovere nei figli l'interiorizzazione di valori e norme appropriate.

Quali dei seguenti fattori amplificano il rischio di abuso, maltrattamento e trascuratezza dei minori nelle famiglie con genitori alcool dipendenti?. Tutte le risposte sono corrette. l'appartenere a famiglie monoparentali composte da madri sole. disturbo depressivo. stress.

L'affermazione "Walker afferma che avere un genitore alcolista aumenta da 6 a 10 volte la possibilità di sviluppare problemi legati all'abuso di sostanze" è: falsa perché avere un genitore alcolista aumenta la possibilità di sviluppare problemi legati all'abuso di alcool e non di sostanze. falsa perché la possibilità che i figli sviluppino problemi legati all'abuso di sostanze è decisamente più bassa. vera. vera solo per quanto riguarda i figli maschi.

Quali dei seguenti elementi minano le relazioni all'interno di famiglie con genitori alcolisti?. perdita, conflitto, violenza, abuso ed emozioni di paura. tutte le risposte sono corrette. negazione, distorsione, confusione e segreti. confusione e inversione di ruoli.

L'affermazione "i genitori alcolisti possono essere in grado di esprimere vicinanza emotiva, atteggiamenti responsivi e cure adeguate" è: solo in parte vera in quanto, sebbene possano essere in grado di esprimere questi comportamenti, lo fanno solo saltuariamente e comunque in relazione ai propri bisogni. vera. falsa. solo in parte vera in quanto, pur esprimendo vicinanza emotiva, non sono assolutamente in grado di manifestare atteggiamenti responsivi né cure adeguate.

Secondo il modello di Flett e Hewitt, quali sono i fattori che, interagendo con l'abuso di alcool, amplificano il rischio di abuso e maltrattamento?. depressione ostile, percezione del figlio come bambino difficile e conflitto coniugale. tutte le risposte sono corrette. fattori di personalità, stress interpersonale e strategie di coping. psicopatia, condotte antisociali e stress genitoriale.

Cosa intendono per ostilità depressiva Flett e Hewitt, all'interno del loro modello che mette in relazione l'abuso di alcool con la violenza all'infanzia?. uno stato d'animo profondamente depresso che porta alla messa in atto di comportamenti ostili. tratti di suscettibilità e irritabilità che inducono a rispondere con rabbia e ostilità quando si ritiene di aver subito un torto. nessuna risposta è corretta. la condizione che caratterizza quegli individui comunemente descritti come antisociali, poco empatici, che difficilmente provano rimorsi e che possono manifestare comportamenti criminali.

Il progetto di abbinamento tra famiglia affidataria e minore dovrebbe essere fondato sulla compatibilità tra: bisogni e risorse del bambino, della famiglia naturale e della famiglia affidataria e persino dei Servizi. bisogni del bambino, della famiglia naturale e della famiglia affidataria. risorse del bambino, della famiglia affidataria e dei Servizi. punti di forza e punti di debolezza del bambino e della famiglia affidataria.

Quando potrebbe essere vantaggioso un progetto di affido temporaneo del bambino nelle situazioni di maltrattamento e abuso?. dopo aver concluso l'iter di valutazione dei genitori naturali, individuate le cause delle disfunzioni familiari che hanno provocato l'allontanamento del bambino e verificata la disponibilità della famiglia al cambiamento ed eventualmente anche ad un percorso terapeutico personale. in situazioni di emergenza, tipiche della fase dell'allontanamento. prima di aver effettuato una valutazione psicologica della famiglia naturale che permetta di comprendere le cause del disagio, le ragioni che hanno scatenato la violenza, gli eventuali spazi di recuperabilità delle funzioni parentali. tutte le risposte sono corrette.

Come reagiscono i bambini di fronte all'affido?. provano sentimenti di colpa e preoccupazione per il futuro della famiglia. Tutte le risposte sono corrette. provano intensi sentimenti di lealtà e appartenenza verso il proprio nucleo di origine. hanno un patrimonio di esperienze affettive e modelli di relazioni distorti e deformati che trasferiscono sulla famiglia affidataria.

Da uno studio condotto da Sbattella in Italia, per verificare quanto l'abbinamento tra famiglia affidataria e minore possa incidere sull'andamento del percorso di affido, è emerso che gli affidi con un esito positivo sono quelli in cui: entrambe le risposte sono corrette. si è verificato un abbinamento tra famiglie affidatarie di ceto medio-alto, con una motivazione fondata su ideali religiosi o di altro tipo e con precedenti esperienze di affido, con un legame di coppia molto stabile, e bambini portatori di disabilità fisiche o psichiche, o trascurati da madri non competenti o ammalate. entrambe le risposte sono sbagliate. si è verificato un abbinamento tra famiglie affidatarie di ceto medio-alto, con una motivazione fondata su ideali religiosi o di altro tipo e con precedenti esperienze di affido, con un legame di coppia molto stabile, e minori con un passato segnato da maltrattamenti, istituzionalizzazione, precedenti esperienze di affidi interrotti ed un'età superiore ai 10 anni.

Quale dei seguenti fattori NON costituisce una condizione di rischio associata al minore all'interno del percorso di affido?. sono tutti fattori di rischio associati al minore. età inferiore ai 10 anni. temperamento difficile. storia caratterizzata da esperienze di maltrattamento, abuso o grave trascuratezza.

Quali sono le caratteristiche essenziali dell'affidamento familiare?. la temporaneità, il mantenimento dei rapporti con la famiglia di origine e la previsione di rientro nella famiglia di origine. la decadenza della potestà genitoriale di entrambi i genitori e il fatto che la famiglia affidataria non abbia figli naturali. la temporaneità, il fatto che il figlio abbia un buon rapporto con la famiglia di origine e la possibilità di cambiare famiglia affidataria. il fatto che entrambi i genitori naturali siano d'accordo con l'affidamento e la previsione di rientro nella famiglia di origine.

Cosa si intende per affido giudiziario?. in assenza dell'assenso dei genitori, interviene il Tribunale per i Minorenni, sulla base degli articoli 330 e seguenti del C.C. che riguardano la sospensione e la decadenza della potestà genitoriale e l'allontanamento del minore. Nessuna risposta è corretta. in accordo con il Tribunale per i Minorenni, i genitori acconsentono all'allontanamento del minore. l'intervento è disposto dal servizio locale, previo consenso dei genitori, e reso esecutivo dal giudice tutelare.

È possibile distinguere l'affido in base alla tipologia degli affidatari; secondo la legge italiana (L. 149/01 "Diritto del minore ad una famiglia. Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n°184, recante «Disciplina dell'adozione e dell'affidamento dei minori»") dove è possibile collocare il minore?. a parenti del minore allontanato, a comunità e ad istituti. in una famiglia con o senza figli minori, a singoli, a comunità di tipo familiare e ad istituti. in una famiglia senza figli minori e a comunità. a comunità di tipo familiare e ad istituti.

Qual è la prima fase del percorso di affido?. la valutazione del contesto più idoneo in cui inserire il minore. la valutazione del bambino e della sua famiglia. la valutazione del danno subito dal minore. la valutazione delle competenze genitoriali.

E' possibile prevedere un affidamento condiviso nelle situazioni di maltrattamento e di abuso, in cui sono gli stessi genitori gli autori del danno sul bambino?. nelle situazioni di maltrattamento e abuso non si ricorre mai all'affidamento eterofamiliare. no in quanto queste famiglie tendono a negare l'esistenza di problemi e non ritengono di essere inadeguate. a volte. sì in quanto queste famiglie riconoscono il più delle volte i propri errori.

L'affermazione "L'esperienza realizzata in questi anni sui casi di maltrattamento e di abuso suggerisce che l'opportunità di ricorrere a misure di protezione del bambino (anche attraverso l'allontanamento dalla famiglia) esclude la possibilità di interventi di valutazione e di trattamento della famiglia stessa" é: riferita soltanto al contesto italiano. falsa. vera. solo in parte vera.

Quali sono gli aspetti principali valutati all'interno del lavoro di consultazione psicologica con le coppie richiedenti l'adozione?. il livello di flessibilità e adattabilità della famiglia adottiva. il "sistema famiglia" e il "sistema bambino". la motivazione all'adozione e la genitorialità. la motivazione all'adozione, la genitorialità, il bambino immaginario (o immaginato), gli aspetti intrapsichici e le dinamiche interpersonali.

Quali sono gli aspetti della genitorialità valutati all'interno del lavoro di consultazione psicologica con le coppie richiedenti l'adozione?. capacità empatiche e di identificazione col bambino da adottare. risorse della coppia e possibilità di chiedere aiuto nella comunità e nei servizi per risolvere eventuali problemi col bambino, al momento della rivelazione delle sue origini. Tutte le risposte sono corrette. consapevolezza dei cambiamenti necessari nell'organizzazione della vita di coppia.

Quale dei seguenti aspetti NON costituisce un indicatore di rischio del percorso adottivo?. la giovane età dei coniugi. il ricorso a canali di intermediazione non autorizzati. la tendenza a nutrire eccessive aspettative nei confronti del nuovo venuto. sono tutti indicatori di rischio.

A partire dai risultati dello studio condotto da Rosenthal e Groze, quali sono le caratteristiche familiari e genitoriali considerate fattori di protezione nel percorso adottivo?. tutte le risposte sono corrette. organizzazione e apertura mentale. coesione e cogenitorialità. flessibilità e adattabilità.

A partire dai risultati di alcuni studi longitudinali, quali dei seguenti aspetti risultano essere fattori di rischio per una possibile interruzione dell'adozione?. adozione in età prescolare e storia pregressa del bambino problematica. entrambe le risposte sono corrette. entrambe le risposte sono sbagliate. adozione in età preadolescenziale o adolescenziale e aspettative irrealistiche dei genitori adottivi.

Cosa si intende per legittimazione interna in riferimento alla genitorialità adottiva?. prevede che la società riconosca e ufficializzi il legame tra i genitori e il figlio. è un vissuto, un modo di sentire che nasce nei genitori adottivi che hanno superato il dolore che quel figlio non è stato fatto dai loro corpi e hanno positivamente accettato che è nato da altri. entrambe le risposte sono sbagliate. entrambe le risposte sono corrette.

L'affermazione "se il genitore adottivo comunica e interagisce, per rassicurarsi e sentirsi capace, solo con la parte del bambino che desidera una nuova vita va incontro a una situazione relazionale molto grave per cui una parte del bambino rimarrà sempre inespressa e senza ascolto ma pur sempre viva" è: vera solo per quanto riguarda i bambini abusati. in parte vera in quanto non è detto che il genitore vada incontro ad una situazione relazionale molto grave. falsa in quanto un contesto più sano per il minore prevede di aiutarlo a costruirsi una nuova vita allontanando le parti traumatizzate. vera in quanto occorre dare al bambino la possibilità di essere autentico, anche se sofferente, e aiutarlo a elaborare le sue difficoltà partendo da se stesso.

Quali sono gli aspetti che devono essere inseriti nella relazione trimestrale del servizio sociale nella fase pre-adottiva?. non sono previste delle aree tematiche predefinite. la motivazione all'adozione, la genitorialità, il bambino immaginario (o immaginato), gli aspetti intrapsichici e le dinamiche interpersonali. l'accoglienza del bambino, l'ambiente, la vita del bambino in famiglia, le relazioni extrafamiliari, l'informazione, lo sviluppo psicomotorio, la valutazione. sia la risposta accoglienza sia la risposta motivazione sono corrette.

Una caratteristica che accomuna i diversi tipi di intervento preventivo rivolti a genitori e bambini nella prima infanzia è: la dimensione relazionale. la dimensione individuale del genitore. la dimensione individuale del bambino. tutte le risposte sono corrette.

Cosa differenzia gli interventi di prevenzione rivolti a genitori e bambini nella prima infanzia?. le "vie di ingresso" su cui è incentrato l'intervento. il tipo di "azione" preventiva prescelta. Tutte le risposte sono corrette. la metodologia utilizzata in prevalenza.

I vari tipi di intervento di prevenzione rivolti a genitori e bambini nella prima infanzia possono differire a seconda della metodologia utilizzata in prevalenza; quali possono essere le metodologie utilizzate?. tutte le risposte sono corrette. interventi fondati sulla riparazione, sulla ridefinizione e sulla rieducazione. interventi rivolti al genitore, al bambino e alle rappresentazioni che essi hanno della loro reciproca relazione. uso del video-feedback per mostrare alla madre come interagire con il proprio bambino, attività psicoeducative e di sostegno sociale, tecniche maggiormente improntate all'indirizzo psicodinamico.

In che cosa consistono gli interventi preventivi, rivolti a genitori e bambini nella prima infanzia e proposti da Sameroff, che mirano alla rieducazione?. si pongono l'obiettivo di cambiare il modo in cui il genitore interpreta il comportamento del figlio. tutte le risposte sono corrette. mirano a modificare, adottando un approccio prevalentemente psicopedagogico, le concrete modalità del genitore di accudire ed essere responsivo con il bambino. sono orientati a modificare i comportamenti e le risposte che il bambino rivolge al genitore, al fine di migliorare la capacità di quest'ultimo di attivare il suo comportamento di cura.

In che cosa consistono gli interventi preventivi, rivolti a genitori e bambini nella prima infanzia e proposti da Sameroff, basati sulla ridefinizione?. tutte le risposte sono corrette. sono orientati a modificare i comportamenti e le risposte che il bambino rivolge al genitore, al fine di migliorare la capacità di quest'ultimo di attivare il suo comportamento di cura. si pongono l'obiettivo di cambiare il modo in cui il genitore interpreta il comportamento del figlio. mirano a modificare, adottando un approccio prevalentemente psicopedagogico, le concrete modalità del genitore di accudire ed essere responsivo con il bambino.

In che cosa consistono gli interventi preventivi, rivolti a genitori e bambini nella prima infanzia e proposti da Sameroff, fondati sulla riparazione?. tutte le risposte sono corrette. si pongono l'obiettivo di cambiare il modo in cui il genitore interpreta il comportamento del figlio. sono orientati a modificare i comportamenti e le risposte che il bambino rivolge al genitore, al fine di migliorare la capacità di quest'ultimo di attivare il suo comportamento di cura. mirano a modificare, adottando un approccio prevalentemente psicopedagogico, le concrete modalità del genitore di accudire ed essere responsivo con il bambino.

Sameroff ha proposto differenti tipi di intervento di prevenzione rivolti a genitori e bambini nella prima infanzia: relazione, ricostruzione e rielaborazione. tutte le risposte sono corrette. attività psicoeducative e di sostegno sociale. riparazione, ridefinizione e rieducazione.

Negli interventi di prevenzione rivolti a genitori e bambini nella prima infanzia, un intervento basato sul modello psicodinamico utilizza come via d'ingresso: le rappresentazioni materne relative alle passate esperienze con i propri genitori e a quella di se stessa come madre. tutte le risposte sono corrette. Il comportamento del bambino. l'interazione tra madre e bambino.

L'affermazione "le vie d'ingresso su cui sono incentrati gli interventi di prevenzione rivolti a genitori e bambini nella prima infanzia possono essere considerate parte di uno stesso sistema, che comprende diversi elementi: il genitore, il bambino e le rappresentazioni che essi hanno della loro reciproca relazione, connessi tra loro in modo interdipendente" è: vera. falsa in quanto le vie di ingresso non possono essere considerate parte di uno stesso sistema. solo in parte vera. falsa in quanto le rappresentazioni che il genitore e il bambino hanno della loro reciproca relazione non vengono considerate elementi del sistema.

A chi è rivolto il modello di intervento proposto da Beebe, che combina video-feedback e approccio psicoanalitico?. a diadi madre-bambino in cui il figlio abbia più di 9 mesi. a diadi madre-bambino in cui non siano presenti disordini nella relazione. sia la risposta 1 sia la risposta 3 sono corrette. a diadi madre-bambino in cui sia già presente una distorsione nella relazione.

A chi è rivolto il modello di intervento proposto da Papoušek, definito "Munich Interdisciplinary Research and Intervention Program for Fussy Babies"?. a bambini che mostrano ritardi cognitivi. a diadi madre-bambino in cui non siano presenti disordini nella relazione. a madri che hanno vissuto esperienze infantili traumatiche di perdita e di abbandono e poche esperienze di sicurezza e conforto nella relazione con i loro caregiver primari. a bambini che mostrano precocemente problemi di regolazione emotiva e comportamentale durante il primo anno di vita.

Su cosa si fonda l'approccio illustrato da Downing, definito Video Intervention Therapy (VIT)?. su elementi cognitivo-comportamentali. Tutte le risposte sono corrette. su elementi psicodinamici. su tratti dalla teoria dei sistemi.

Cosa è emerso da una revisione metanalitica volta a valutare l'efficacia degli interventi di video-feedback?. ha confermato l'efficacia sia dei metodi basati prevalentemente su tecniche comportamentali sia di quelli fondati anche sugli aspetti rappresentazionali. ha confermato l'efficacia dei metodi basati prevalentemente su tecniche comportamentali. ha confermato l'efficacia dei metodi fondati sugli aspetti rappresentazionali. non ha confermato l'efficacia di questi interventi.

Qual è lo strumento utilizzato nel programma di intervento "Munich Interdisciplinary Research and Intervention Program for Fussy Babies" proposto da Papoušek?. il video-feedback. la psicoterapia supportiva. Tutte le risposte sono corrette. il counseling di sviluppo.

In quale periodo viene attuato il programma di intervento "Minding the baby"?. durante i primi 18 mesi di vita del bambino. dalla 12° settimana di gravidanza fino al 6° mese di vita del bambino. dalla 28° settimana di gravidanza fino al secondo anno di vita del bambino. dalla nascita del bambino fino al secondo anno di vita.

Qual è il focus principale del programma di intervento "Minding the baby"?. il legame di attaccamento tra mamma e bambino. tutte le risposte sono corrette. la funzione riflessiva della madre, intesa secondo la definizione di Fonagy. il comportamento del bambino.

Da chi è stato messo a punto il programma di intervento "Minding the baby"?. Papoušek. Slade. Fonagy. Beebe.

L'affermazione "A differenza di altri protocolli, nel programma di intervento preventivo Circle of Security Intervention (COS) la valutazione del pattern di attaccamento del bambino è il punto di arrivo e non di partenza dell'intervento" è: solo in parte vera. fuori tema. falsa. vera.

Su cosa si basa il modello di intervento preventivo STEEP (Steep Toward Effective, Enjoyable Parenting)?. sull'integrazione della tecnica del video-feedback con l'utilizzo dell'home visiting. su interventi fondati sulla riparazione, sulla ridefinizione e sulla rieducazione. sulla tecnica del video-feedback. sull'utilizzo dell'home visiting.

Chi ha messo a punto il programma STEEP (Steep Toward Effective, Enjoyable Parenting)?. Erickson e colleghi. Beebe. Marvin e colleghi. McDonough.

Qual è l'obiettivo dei modelli integrati di intervento preventivo, rivolti a genitori e bambini nella prima infanzia?. sostenere le modalità di parenting a livello comportamentale. contribuire a ridefinire le rappresentazioni mentali dei genitori. tutte le risposte sono corrette. potenziare la funzione riflessiva del genitore.

Che approccio adottano prevalentemente gli interventi di "home visiting"?. di tipo psicoeducativo. di tipo riparativo. Nessuna risposta è corretta. di tipo psicodinamico.

A chi è diretto il programma di intervento definito "home visiting"?. a diadi madre-bambino in cui non siano presenti disordini nella relazione. a famiglie con figli problematici. a diadi madre-bambino in cui il figlio abbia un'età compresa tra i 5 e i 9 mesi. prevalentemente a famiglie multiproblematiche per lo più a rischio psicosociale.

Cos'è il Nurse Family Partnership (NFP)?. un programma di intervento basato sull'home visiting. un modello di intervento che combina video-feedback e approccio psicoanalitico. un modello di intervento applicato negli ospedali. un modello di intervento preventivo di Guida all'interazione (GI).

Da chi è stato proposto un modello di intervento che combina video-feedback e approccio psicoanalitico ed è rivolto a diadi madre-bambino in cui sia già presente una distorsione nella relazione?. Fraiberg e Cramer. Beebe. Stern. McDonough.

Su cosa si fonda il modello di intervento proposto da Beebe, che combina video-feedback e approccio psicoanalitico?. sull'analisi dei sentimenti e pensieri attuali materni che concernono la relazione con il proprio figlio. sull'analisi delle rappresentazioni materne circa le proprie relazioni passate. sull'analisi microanalitica delle interazioni faccia a faccia tra madre e bambino. Tutte le risposte sono corrette.

Il VIPP-R (Video-feedback Intervention to Promote Positive Parenting and Representations) viene adottato nel secondo semestre di vita dei bambini e introduce con la madre anche la discussione relativamente: ai punti di forza rintracciabili nella relazione col proprio bambino. alle proprie esperienze di vita pregresse. agli elementi di rottura e di inadeguatezza rispetto alla relazione col figlio. alle rappresentazioni circa le proprie esperienze infantili rispetto all'attaccamento.

In che cosa consiste la prima fase del modello di intervento preventivo definito Guida all'interazione (GI)?. viene effettuata da operatori esperti una valutazione delle relazioni familiari rispetto al bambino. vengono videoregistrati momenti di gioco tra genitore e bambino che vengono rivisti in presenza di uno psicologo. vengono videoregistrati momenti di gioco tra genitore e bambino e viene posta ai genitori una serie di domande per facilitare la loro riflessione sul materiale videoregistrato. vengono videoregistrati momenti di gioco tra genitore e bambino e viene lasciato spazio ai genitori per riflessioni e commenti spontanei rispetto al materiale videoregistrato.

Da chi è stata introdotta la tecnica del video-feedback nell'ambito di un modello di intervento preventivo definito Guida all'interazione (GI)?. McDonough. van IJzendoorn. Beebe. Stern.

Qual è la finalità degli interventi di video-feedback?. entrambe le risposte sono corrette. migliorare nel genitore la comprensione dei segnali e delle comunicazioni del bambino e al contempo quella di aiutarlo a comprendere gli effetti sul bambino delle proprie modalità di interazione e di comunicazione, incrementando la sua sensibilità. aiutare il bambino a comprendere come il genitore interpreta i suoi segnali e le sue comunicazioni. entrambe le risposte sono sbagliate.

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