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psicosvil 51-60

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psicosvil 51-60

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camisasca 2020

Creation Date: 2026/01/16

Category: Others

Number of questions: 78

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Lo sviluppo dello schema visivo avviene: tra i 6 e gli 11 anni. a 10 anni. a 8 anni. a 9 anni.

Il periodo dello pseudo naturalismo avviene: dai 12 anni. dagli 11 anni. dai 10 anni. dagli 8 anni.

La fase delle forme avviene: tra i 3 -6 anni. a 3 anni. a 5 anni. a 4 anni.

La fase dello scarabocchio avviene: tre 18 mesi e i 3 anni. a 2 anni. a 3 anni. a 4 anni.

Nel disegno, l’utilizzo dello spazio pieno implica: espansione e estroversione. destrezza e precisione. inibizione. timore.

Quante forme di tratto vengono analizzate nel disegno dei bambini: 2. 3. 4. 5.

A quale età è meglio somministrare il test della figura umana: nessuna opzione è corretta. 6-8 anni. 3-5 anni. 2 anni.

Come può avvenire la somministrazione del test della figura umana: sia individuale sia collettivamente. solo individualmente. solo collettivamente. in setting clinici.

Nel bambino con deficit cognitivo nel test della figura umana: tutte le opzioni sono corrette. alcuni elementi sono ripetuti. le proporzioni testa e tronco sono errate. il volto è senza mimica.

Nel test dell’albero se il tronco è grosso vi è indicazione di: nessun opzione è corretta. una personalità fragile e bisognosa di conferme. ricerca di attenzione. instabilità emotiva ed ansia.

Nel test della casa, i tetti molto allargati segnalano: un disagio all’interno della famiglia. intimità e accoglienza. allegria e solidarietà. autoefficacia.

Il disegno della famiglia si somministra: dai 6 ai 15 anni. dagli 8 ai 12 anni. dai 4 ai 7 anni. dai 5 ai 10 anni.

Il gioco traumatico è connotato da: tutte le opzioni sono corrette. attività disorganizzata. attività ripetitiva di temi irrisolti. messa in scena di fantasie.

Il primo livello della valutazione del gioco traumatico implica: analisi della struttura del gioco. analisi degli affetti. analisi dei temi. tutte le opzioni sono corrette.

Il gioco catartico e ripetitivo caratterizza prevalentemente: le vittime di abuso sessuale. tutte le opzioni sono corrette. le vittime di trascuratezza. le vittime di maltrattamento fisico.

La dissociazione e l’estraniamento dalla realtà caratterizza prevalentemente: le vittime di maltrattamento fisico. le vittime di trascuratezza. le vittime di abuso sessuale. tutte le opzioni sono corrette.

Il secondo livello della valutazione del gioco traumatico implica: analisi degli affetti. tutte le opzioni sono corrette. analisi delle caratteristiche del gioco. analisi della struttura del gioco.

Cosa intendono Cirillo e Di Blasio, quando parlano di “incapacità genitoriale come messaggio”: il genitore esibisce la propria incapacità sperando che il proprio genitore si occupi dei suoi figli, contando di ottenere una sorta di risarcimento per non essere stato adeguatamente accudito nell’infanzia. tutte le risposte sono corrette. l'incapacità genitoriale viene utilizzata come mezzo per mostrare al partner la propria insoddisfazione all'interno della relazione coniugale. attraverso il suo comportamento il genitore comunica al figlio che non è in grado di accudirlo adeguatamente.

Secondo Cirillo e Di Blasio, in alcune situazioni di maltrattamento e/o trascuratezza familiari il figlio assume un ruolo attivo nella misura in cui egli, coinvolto in un rapporto parentificato, intenzionalmente sollecita irritazione e la rabbia già latenti in uno o entrambi i genitori, finendo così per assumere la posizione di: nessuna opzione è corretta. istigatore. terzo nel conflitto. protettore parentificato.

Quale/i autore/i In letteratura ha/hanno Individuato le quattro per condizioni necessarie affinché si compia l’abuso sessuale: Finkelhor. Cirillo e Di Blasio. Tutte le risposte sono corrette. Gagné e Bouchard.

Finkelhor afferma che l’abuso di alcol e droga la presenza di psicosi e di un controllo inadeguato del impulsi costituiscono aspetti salienti che predispongono superamento delle inibizioni interne quanto affermato dall’autore costituisce: una precondizione necessaria affinché si compia l’abuso sessuale. una dinamica tipica delle famiglie maltrattanti e trascuranti. nessuna risposta è corretta. la causa scatenante dell'abuso sessuale.

L’affermazione “il coinvolgimento sessuale della figlia può avvenire attraverso la costruzione di un rapporto privilegiato e non attraverso la coercizione l'uso della forza e di sostanze” è: falsa, perché il coinvolgimento sessuale può avvenire sia attraverso la costruzione di un rapporto privilegiato sia attraverso la coercizione, l'uso della forza e di sostanze. falsa perché il coinvolgimento sessuale può avvenire soltanto attraverso la coercizione, l'uso della forza e di sostanze. vera. vera solo nelle famiglie in cui la figlia ha meno di 10 anni.

Relativamente al funzionamento delle famiglie psicologicamente maltrattanti, quante tipologie di famiglia hanno individuato Gagnè e Bouchard: nessun opzione è corretta. 2. 3. 5.

L’età può essere un fattore protettivo che mitiga l'impatto della violenza subita dai bambini. In che modo?. i ragazzi più grandi mostrano un minor numero di disturbi psicologici rispetto ai più piccoli. nessuna ricerca ha dimostrato empiricamente questo legame. i preadolescenti mostrano meno disturbi psicologici rispetto ai bambini più piccoli e a quelli più grandi. i ragazzi più piccoli mostrano un minor numero di disturbi psicologici rispetto ai più grandi.

Quali sono le tipologie di fattori protettivi evidenziati in letteratura che possono mitigare l’impatto della violenza subita dai bambini: fattori individuali, familiari e sociali. fattori interni ed esterni. fattori familiari ed extrafamiliari. fattori interni ed esterni.

Cosa è emerso dallo studio di Cano e Vivian, i quali hanno indagato i fattori che amplificano il rischio di messa in atto di comportamenti violenti: la frequenza degli stressors ed anche la percezione della loro gravità sono in grado di predire l’insorgere di un comportamento violento nella coppia. la percezione della gravità degli stressors è in grado di predire l'insorgere di un comportamento violento nella coppia. la frequenza degli stressors è in grado di predire l'insorgere di un comportamento violento nella coppia. gli stressors indagati dagli autori non predicono alcun comportamento violento.

Lo stressor “morte di una persona cara” rientra tra i fattori che amplificano il rischio di messa in atto di comportamenti violenti; che tipo di stress è: stressor interpersonale. stressor che riguarda la minaccia. sia la risposta 3 sia la risposta 4 sono corrette. stressor che riguarda la perdita.

Particolare cura è stata posta in letteratura alla analisi degli eventi stressanti che amplificano il rischio di messa in atto di comportamenti violenti; tali stressors sono stati definiti su due assi non mutuamente escludentisi. Quali sono i due assi: quello concernente l'ambito di vita e quello relativo alla natura dell’evento stressante. quello interpersonale e quello lavorativo. quello concernente la perdita e quello relativo alla minaccia. nessuna risposta è corretta.

L'affermazione “gli effetti della violenza assistita si esprimono in termini sia di trasmissione intergenerazionale del comportamento violento osservato in casa, che viene ripetuto dalle ex-vittime ormai adulte nei confronti dei partner, sia di comportamenti devianti che si manifestano in altri contesti quale quello scolastico, del gruppo dei pari, o del contesto sociale allargato” è: vera. parzialmente vera. falsa. non è stata dimostrata empiricamente.

Qual è l’effetto della violenza assistita sul legame di attaccamento madre-bambino: nessuna opzione è corretta. non esistono studi che abbiano dimostrato un legame tra violenza assistita e attaccamento. più è grave la violenza subita dalla madre, più aumenta la probabilità che il figlio instauri un legame di tipo ambivalente. non esistono studi che abbiano dimostrato un legame tra violenza assistita e attaccamento.

Quale dei seguenti sintomi è conseguente all'aver assistito ad un'aggressione familiare nei confronti del caregiver, secondo quanto sostenuto da Lehmann all’interno di una rassegna della letteratura: tutte le risposte sono corrette. la reattività psicologica. il gioco ripetitivo e stereotipato. il ricordo intrusivo ed incontrollabile dell'evento.

L’affermazione “gli effetti della violenza assistita si esprimono in termini sia di trasmissione intergenerazionale del comportamento violento osservato in casa, che viene ripetuto dalle ex-vittime ormai adulte nei confronti dei partner, sia di comportamenti devianti che si manifestano in altri contesti quali quello scolastico, del gruppo dei pari o del contesto sociale allargato” è: vera. falsa. parzialmente vera. non è stata dimostrata empiricamente.

Qual è l’effetto della violenza assistita sul legame di attaccamento madre-bambino: all’ aumentare della gravità della violenza subita dalla madre, aumenta anche la possibilità che i figli instaurino un legame di tipo disorganizzato. legame di attaccamento mamma-bambino è di tipo sicuro. più è grave la violenza subita dalla madre, più aumenta la probabilità che il figlio instauri un legame di tipo insicuro. non esistono studi che abbiano dimostrato un legame tra violenza assistita e attaccamento.

Quale dei seguenti sintomi non è conseguente all’aver assistito ad un aggressione familiare nei confronti del caregiver, secondo quanto sostenuto da Lehmann all’interno di una rassegna della letteratura: nessuna opzione corretta. il ricordo intrusivo ed incontrollabile dell'evento. la reattività psicologica. il gioco ripetitivo e stereotipato.

L’affermazione “i figli di genere opposto a quello del genitore psicologicamente disturbato sono più a rischio di sviluppare disturbi nel corso dello sviluppo, perché mettono in atto comportamenti di imitazione e interiorizzano le problematiche del genitore del sesso opposto” è: falsa. vera solo per quanto riguarda le figlie femmine. non ci sono studi in letteratura che abbiano indagato il legame tra il genere del figlio e la psicopatologia genitoriale. vera.

Le difficoltà pre o perinatali dei bambini sono considerate: fattori predisponenti. fattori perpetuanti. fattori perpetuanti. fattori di resilienza.

La presenza di alcuni tratti fisici particolari nel bambino come handicap o malattie croniche è un elemento che: nessuna opzione è corretta. viene considerato un fattore precipitante grave. predispone al maltrattamento i genitori con patologie psichiatriche e non i genitori psicologicamente sani. rientra nei fattori perpetuanti, ovvero quei fattori che perdurano durante il corso di vita.

Quale dei seguenti fattori non rientrano tra i fattori perpetuanti Ovvero quelli che perdurano nel tempo: gli eventi di vita negativi. i fattori socioculturali. la qualità del legame mamma-bambino. le dinamiche familiari.

L’epoca di insorgenza della malattia mentale della madre si configura come: fattore interveniente. fattore precipitante. nessuna risposta è corretta. fattore predisponente.

Quali sono le caratteristiche delle relazioni familiari in grado di contrastare l’impatto della patologia del genitore sul funzionamento familiare quindi indirettamente sullo sviluppo del bambino: tutte le risposte sono corrette. la capacità di gestire il conflitto. la presenza di calore affettivo e la vicinanza. la flessibilità e l'organizzazione.

L'affermazione “Vannotti sottolinea che, nelle famiglie con un genitore affetto da psicopatologia, è meglio spiegare ai figli apertamente la diagnosi” è: vera, perché la chiara definizione di una diagnosi la possibilità di spiegarla apertamente ai figli permette a questi ultimi di adattarsi alla malattia di sentirsene meno responsabili. vera in quanto in questo modo viene preservata la relazione tra il genitore affetto da psicopatologia e il figlio. dipende dalla qualità del legame tra il genitore non affetto da psicopatologia e il figlio. vera soltanto per le famiglie con figli grandi.

Quando si verifica secondo Hall Il fenomeno della triangolazione nelle famiglie in cui un genitore è affetto da psicopatologia: entrambe le risposte sono corrette. quando il genitore non affetto da patologia chiede (in modo più o meno consapevole) ai propri figli di sostituirlo nella cura del partner malato o di diventare sostituti del partner. entrambe le risposte sono sbagliate. quando si verifica quel fenomeno che in letteratura viene definito "parentificazione" del bambino.

Quale differenza è emersa tra le madri e i padri, all’interno degli studi che hanno indagato il legame tra i disturbi psichiatrici nei genitori e la violenza all’infanzia: le madri sono responsabili, in misura più elevata, di atti di omissioni nei confronti dei figli invece i padri sono coinvolti con maggiore frequenza in atti di commissione. le madri sono responsabili, in misura più elevata, sia di atti di commissione sia di atti di omissione nei confronti dei figli. le madri sono responsabili, in misura più elevata, di atti di commissione nei confronti dei figli invece i padri sono coinvolti con maggiore frequenza in atti di omissione. i padri sono responsabili, in misura più elevata, sia di atti di commissione sia di atti di omissione nei confronti dei figli.

Dalla letteratura è emerso che la presenza di disturbi psichiatrici nei genitori può costituire un fattore di rischio in termini di: tutte le risposte sono corrette. difficoltà psicosociali, disturbi affettivi e comportamentali. psicopatologia. abuso fisico e sessuale, trascuratezza e addirittura morte dei figli.

Quali dei seguenti aspetti del bambino rientrano tra i fattori predisponenti i quali possono rendere il bambino più vulnerabile o più resiliente nel far fronte alla presenza di un genitore affetto da problemi pancreatici: tutte le risposte sono corrette. aspetti fisici. aspetti intellettivi. aspetti temperamentali.

Quali sono i diversi ordini di fattori individuati da Hall all’interno del suo modello, la cui interazione influenza lo sviluppo del bambino, contribuendo alla sua resilienza o, viceversa, vulnerabilità allo stress: predisponenti, perpetuanti e precipitanti. di rischio e di protezione. di rischio prossimale e di rischio distale. di resilienza, prossimali di protezione e prossimali di rischio.

La seconda tipologia di madri infanticide secondo la classificazione proposta da Stanton e colleghi, include le madri che uccidono per fatalità i propri bambini. Quali sono le principali caratteristiche di queste madri: le madri sono spesso giovani single o sposate con uomini non coinvolti nella cura dei figli. non sono affette da disturbi di personalità. sia la risposta 1 sia la risposta 3 sono corrette. negano la gravidanza.

Nei casi in cui siano i padri gli autori dell’ infanticidio essi presentano un profilo simile a quello delle madri appartenenti a quale gruppo: al secondo gruppo, caratterizzato da infanticidio accidentale. al terzo gruppo, caratterizzato da infanticidio volontario. al primo gruppo, in cui l'infanticidio avviene nelle 24 ore dopo il parto. il profilo dei padri è completamente diverso dalle tre tipologie di profilo delle madri.

Quale tra i seguenti aspetti differenze le madri che hanno commesso infanticidio, presentano gravi patologie psichiatriche da quelle appartenenti agli altri due gruppi (madri che uccidono subito dopo il parto e madri che uccidono per fatalità): hanno storie pregresse di abusi subiti come vittime. negano la gravidanza. presentano, con incidenza significativamente superiore rispetto alla popolazione normale, disturbi di personalità dipendente o borderline. sia la risposta 1 sia la risposta 2 sono corrette.

“Molto spesso si assiste ad un tentativo di suicidio in cui la madre trascina con sé il bambino, spiegabile sulla base dell’identificazione della madre con il proprio bambino, non più percepito come persona, differenziata da sè, ma avvertito come prolungamento del proprio corpo, come parte di sé.” Per quale tipologia di madri infanticide è vera questa affermazione: per la terza tipologia connessa a quadri psicopatologici connotati da gravi disturbi psichiatrici. per nessuna tipologia di madri infanticide. per la seconda tipologia connessa a disturbi di personalità. per la prima tipologia caratterizzata da assenza di patologia psichiatrica conclamata e diagnosticata.

All’interno della sua breve rassegna cross-culturale sulle madri infanticide, Oberman in quale tipologia include quelle madri che assistono inermi all'uccisione dei loro figli da parte dei propri mariti o compagni, in un quadro di violenza che vede vittime sia la madre sia i figli: nella seconda tipologia, ovvero quella delle madri che uccidono per fatalità i propri bambini. nella prima tipologia che include le madri che uccidono i propri neonati nelle 24 ore dopo il parto. nella terza tipologia che comprende le madri che uccidono i propri bambini volontariamente. in nessuna di queste tipologie.

La paura e la negazione della gravidanza sono caratteristiche tipiche di quali tipologie di madri infanticide: delle madri che appartengono alla prima tipologia, ovvero quelle che uccidono i propri neonati nelle 24 ore dopo il parto. della terza tipologia che comprende le madri che uccidono i propri bambini volontariamente. della seconda tipologia che comprende madri che uccidono per fatalità i propri bambini. è una caratteristica tipica di tutte e tre le tipologie di madri infanticide.

La prima tipologia di madri infanticide, secondo la classificazione proposta da Stanton e colleghi, include le madri che uccidono i propri neonati nelle 24 ore dopo il parto. Quali sono le principali caratteristiche di queste madri: sia la risposta 2, sia la risposta 4 sono corrette. non sono affette da psicopatologie specifiche. sono affette da gravi patologie psichiatriche. sono soprattutto ragazze giovani e single.

Secondo Jang e Smith, qual è l’aspetto centrale delle competenze parentali in grado di contrastare l’emergere di condotte antisociali nei figli e di interrompere quindi la catena della devianza: entrambe le risposte sono corrette. entrambe le risposte sono sbagliate. la presenza di una relazione affettivamente gratificante ed appagante tra genitore e figlio, che garantisca la condivisione dei valori morali e delle regole sociali. un controllo attento e mirato del comportamento dei figli, attraverso l'esercizio e la supervisione di norme disciplinari chiare e coerenti.

Chi è stato il primo autore a fornire una descrizione clinica completa della personalità antisociale: Cleckley. Eysenck. Johnson-Peterkin. Moffitt.

Quale autore ha elaborato una teoria biosociale del crimine, nel tentativo di spiegare la natura del comportamento deviante: Eysenck. Cleckley. Moffitt. Patterson.

Quali sono le caratteristiche del comportamento antisociale che inizia nell'infanzia prosegue nel tempo, secondo Moffitt: è strettamente connesso a fattori di natura biologica e alla loro interazione con un ambiente di vita inadeguato. è legato esclusivamente a fattori biologici. dipende da fattori sociali e relazionali. nessuno studio ha dimostrato un legame tra comportamento antisociale e fattori biologici.

Quali sono i possibili effetti dell’ incarcerazione di un genitore sui figli: nessuna opzione corretta. deficit di attenzione. problemi di linguaggio e comunicativi. problemi cognitivi.

Quali sono le principali conseguenze dell’ incarcerazione di un genitore sullo sviluppo dei bambini di età 2-6 anni: ansia, regressione evolutiva, stress traumatico acuto, senso di colpa. tutte le risposte sono corrette. comportamenti devianti e rifiuto della relazione parentale. rifiuto dei limiti e delle norme comportamentali.

In che fascia di età i minori possono manifestare il rifiuto della relazione parentale e comportamenti devianti come conseguenza della carcerazione di un genitore: 15-18 anni. 11-14 anni. 2-6 anni. 7-10 anni.

L’affermazione “nei contesti disagiati, ad alto rischio di criminalità e violenza, è necessario intervenire supportando la famiglia, non soltanto da un punto di vista economico ma soprattutto sostenendola da un punto di vista psicologico ed emotivo, con interventi mirati al potenziamento delle capacità genitoriali e al sostegno” è: vera L’affermazione “diversi studi hanno dimostrato che la criminalità della madre abbia un effetto diretto sui figli” è: falsa perché tale effetto è mediato dalle competenze genitoriali. vera soltanto per quanto riguarda i figli maschi. vera soltanto per quanto riguarda le figlie femmine. vera in assoluto.

L'affermazione “se il comportamento antisociale della madre compare dopo 15 anni, le capacità di accudimento non vengono pregiudicate dalla condotta delinquenziale della madre” è: vera. non è stato dimostrato empiricamente. falsa. solo in parte vera.

Che cosa hanno dimostrato le ricerche che hanno esaminato la trasmissione del comportamento antisociale: tutte le risposte sono corrette. il comportamento deviante dei padri sembra influenzare maggiormente la condotta dei figli maschi mentre il comportamento deviante materno le condotte delle figlie femmine. la condotta deviante spesso può accompagnarsi ad uno stile parentale carente da un punto di vista affettivo. la condotta deviante spesso può accompagnarsi ad uno stile parentale carente per quanto concerne il monitoraggio della situazione e delle condotte dei figli.

Nelle situazioni di tossicodipendenza quali fattori sono in grado di ampliare il rischio di un successivo sviluppo patologico della prole: tutte le risposte sono corrette. dimensioni della famiglia, condizione di senzatetto e sintomatologia psichiatrica. depressione materna, violenza domestica e gravità dell'abuso di sostanze. incarcerazione, assenza di un partner convivente ed eventi di vita negativi.

Nelle situazioni di tossicodipendenza quali sono considerati fattori protettivi rispetto al rischio di un successivo sviluppo patologico della parola: tutte le risposte sono corrette. la possibilità di seguire un percorso di disintossicazione della madre in fase prenatale. un percorso di disintossicazione e trattamento per i genitori dopo la nascita del figlio. un'alta coesione nei legami familiari e la possibilità per la prole di avere degli ambiti di socializzazione che siano esenti dall'influenza del genitore tossicodipendente.

Quali sono alcune delle conseguenze che ha l’abuso di sostanze da parte dei genitori, sin dalla fase prenatale, sullo sviluppo naturale del feto: tutte le risposte sono corrette. basso peso alla nascita. aumento di rischio per la SIDS (morte improvvisa dell'infante) e sindrome d'astinenza perinatale. malformazioni congenite.

Quanti sono gli ambiti nei quali l’abuso di sostanze dei genitori crea situazioni a rischio per la prole, secondo la descrizione di Mayes e Truman: 2. 3. 4. 5.

Quali sono gli effetti dei sedativi sui genitori: nessuna opzione è corretta. hanno l'effetto di ridurre la responsività emotiva e indurre uno stato di benessere generalizzato. alterano in modo grave la capacità del genitore di accudire la prole in quanto sovente, dopo aver assunto la sostanza, il genitore si trova in uno stato di agitazione incontrollabile, al quale fa seguito uno stato depressivo grave. modificano la percezione sensoriale in modo tale da rendere il genitore che ne subisce gli effetti incapace di prendersi cura dei propri figli.

Quali conseguenze ha la dipendenza da sostanze stupefacenti sulla strutturazione del legame di attaccamento: i figli mostrano più spesso un attaccamento di tipo disorganizzato. non ha nessuna conseguenza sul legame di attaccamento. i figli mostrano soprattutto un attaccamento insicuro. i figli riescono comunque a sviluppare un legame di attaccamento di tipo sicuro con i genitori tossicodipendenti.

Secondo Mayes e Truman, durante lo sviluppo quali potrebbero essere gli effetti dell’abuso di sostanze stupefacenti da parte dei genitori sulle pratiche di parenting: entrambe le risposte sono corrette. scarsa capacità di rispondere alle necessità del figlio. ridotta regolazione delle emozioni. entrambe le risposte sono sbagliate.

Quale tipologia di sostanza altera in modo grave la capacità del genitore di accudire la prole in quanto sovente, dopo aver assunto la sostanza, il genitore si trova in uno stato di agitazione incontrollabile, al quale fa seguito uno stato depressivo grave che in alcuni casi può sfociare in psicosi paranoide: stimolanti. sedativi. oppiacei. allucinogeni.

Quali dei seguenti fattori riducono il rischio di abuso, maltrattamento e trascuratezza dei minori nelle famiglie con genitori alcool dipendenti: tutte le risposte sono corrette. il supporto sociale. l'adesione ad un programma riabilitativo. la presenza di un genitore in grado di adottare pratiche educative responsive e di promuovere nei figli l'interiorizzazione di valori e norme appropriate.

Quali dei seguenti fattori amplificano il rischio di abuso, maltrattamento trascuratezza dei minori nelle famiglie con genitori alcool dipendenti: tutte le risposte sono corrette. l'appartenere a famiglie monoparentali composte da madri sole. disturbo depressivo. stress.

L’affermazione “Walker afferma che avere un genitore alcolista aumenta da 6 a 10 volte la possibilità di sviluppare problemi legati all'abuso di sostanze” è: vera. vera solo per quanto riguarda i figli maschi. falsa perché la possibilità che i figli sviluppino problemi legati all'abuso di sostanze è decisamente più bassa. falsa perché avere un genitore alcolista aumenta la possibilità di sviluppare problemi legati all'abuso di alcool e non di sostanze.

Quale dei seguenti elementi minano le relazioni all’interno di famiglie con genitori alcolisti: tutte le risposte sono corrette. perdita, conflitto, violenza, abuso ed emozioni di paura. negazione, distorsione, confusione e segreti. confusione e inversione di ruoli.

L’affermazione “i genitori alcolisti possono essere in grado di esprimere vicinanza emotiva, atteggiamenti responsivi e cure adeguate” è: solo in parte vera, in quanto sebbene possano essere in grado di esprimere questi comportamenti lo fanno solo saltuariamente comunque in relazione ai propri bisogni. vera. falsa. solo in parte vera in quanto, pur esprimendo vicinanza emotiva, non sono assolutamente in grado di manifestare atteggiamenti responsivi né cure adeguate.

Secondo il modello di Flatt e Hewitt, quali sono i fattori che, interagendo con l’abuso di alcool amplifica il rischio di abuso e maltrattamento: fattori di personalità, stress interpersonale e strategie di coping. psicopatia, condotte antisociali e stress genitoriale. tutte le risposte sono corrette. depressione ostile, percezione del figlio come bambino difficile e conflitto coniugale.

Cosa intendono per ostilità depressiva Flett e Hewitt all’interno del loro modello che mette in relazione l’abuso di alcool con la violenza all’infanzia: tratti di suscettibilità irritabilità che inducono a rispondere con rabbia e ostilità quando si ritiene di aver subito un torto. la condizione che caratterizza quegli individui comunemente descritti come antisociali, poco empatici, che difficilmente provano rimorsi e che possono manifestare comportamenti criminali. nessuna risposta è corretta. uno stato d'animo profondamente depresso che porta alla messa in atto di comportamenti ostili.

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