psicosvil 61-72
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![]() psicosvil 61-72 Description: camisasca 2020 |



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Il progetto di abbinamento tra famiglie affidatarie e minore dovrebbe essere fondato sulla compatibilità tra: bisogni e risorse del bambino, della famiglia naturale e della famiglia affidataria e persino dei Servizi. bisogni del bambino, della famiglia naturale e della famiglia affidataria. risorse del bambino, della famiglia affidataria e dei Servizi. punti di forza e punti di debolezza del bambino e della famiglia affidataria. Quando potrebbe essere vantaggioso un progetto di affido temporaneo del bambino nelle situazioni di maltrattamento e abuso: dopo aver concluso l iter di valutazione dei genitori naturali, individuate le cause delle disfunzioni familiari che hanno provocato l'allontanamento del bambino e verificata la disponibilità della famiglia al cambiamento ed eventualmente anche da un percorso terapeutico personale. in situazioni di emergenza, tipiche della fase dell'allontanamento. prima di aver effettuato una valutazione psicologica della famiglia naturale che permetta di comprendere le cause del disagio, le ragioni che hanno scatenato la violenza, gli eventuali spazi di recuperabilità delle funzioni parentali. tutte le risposte sono corrette. Come reagiscono i bambini di fronte all affido: tutte le risposte sono corrette. provano sentimenti di colpa e preoccupazione per il futuro della famiglia. provano intensi sentimenti di lealtà e appartenenza verso il proprio nucleo di origine. hanno un patrimonio di esperienze affettive e modelli di relazioni distorti e deformati che trasferiscono sulla famiglia affidataria. Da uno studio condotto da Sbattella in Italia, per verificare quanto l'abbinamento tra famiglie affidatarie e minore possa incidere sull'andamento del percorso di affido, è emerso che gli affidi con un esito positivo sono quelli in cui: si è verificato un abbinamento tra famiglie affidatarie di ceto medio- alto, con una motivazione fondata su ideali religiosi o di altro tipo e con precedenti esperienze di affido, con un legame di coppia molto stabile, e bambini portatori di disabilità fisiche o psichiche o trascurati da madri non competenti o ammalate. entrambe le risposte sono corrette. entrambe le risposte sono sbagliate. si è verificato un abbinamento tra famiglie affidatarie di ceto medio-alto, con una motivazione fondata su ideali religiosi o di altro tipo e con precedenti esperienze di affido, con un legame di coppia molto stabile, e minori con un passato segnato da maltrattamenti, istituzionalizzazione, precedenti esperienze di affidi interrotti ed un'età superiore ai 10 anni. Quale dei seguenti fattori NON costituisce una condizione di rischio associata al minore all’interno del percorso di affido: età inferiore ai 10 anni. sono tutti fattori di rischio associati al minore. temperamento difficile. storia caratterizzata da esperienze di maltrattamento, abuso o grave trascuratezza. Quali sono le caratteristiche essenziali dell’ affidamento familiare: la temporaneità, il mantenimento dei rapporti con la famiglia di origine e la previsione di rientro nella famiglia di origine. la decadenza della potestà genitoriale di entrambi i genitori e il fatto che la famiglia affidataria non abbia figli naturali. la temporaneità, il fatto che il figlio abbia un buon rapporto con la famiglia di origine e la possibilità di cambiare famiglia affidataria. il fatto che entrambi i genitori naturali siano d'accordo con l'affidamento e la previsione di rientro nella famiglia di origine. Cosa si intende per affido giudiziario: in assenza dell’assenso dei genitori, Interviene il Tribunale per i Minorenni, sulla base degli articoli 330 e seguenti del C.C. che riguardano la sospensione e la decadenza della potestà genitoriale e l'allontanamento del minore. Nessuna risposta è corretta. in accordo con il Tribunale per i Minorenni, i genitori acconsentono all'allontanamento del minore. l'intervento è disposto dal servizio locale, previo consenso dei genitori, e reso esecutivo dal giudice tutelare. È possibile distinguere l’affido in base alla tipologia degli affidatari; secondo la legge italiana (L.149/01 Diritto del minore ad una famiglia. Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n. 184, recante “Disciplina dell’azione dell’ affidamento dei minori”), dove è possibile collocare il minore: in una famiglia con o senza figli minori, a singoli, a comunità di tipo familiare e ad istituti. a parenti del minore allontanato, a comunità e ad istituti. a comunità di tipo familiare e ad istituti. in una famiglia senza figli minori e a comunità. Qual è la prima fase del percorso di affido: la valutazione del bambino e della sua famiglia. la valutazione del contesto più idoneo in cui inserire il minore. la valutazione del danno subito dal minore. la valutazione delle competenze genitoriali. È possibile prevedere un affidamento condiviso nelle situazioni di maltrattamento e di abuso, in cui sono gli stessi genitori gli autori del danno sul bambino: no in quanto queste famiglie tendono a negare l’esistenza di problemi e non ritengono di essere inadeguate. sì in quanto queste famiglie riconoscono il più delle volte i propri errori. a volte. nelle situazioni di maltrattamento e abuso non si ricorre mai all'affidamento eterofamiliare. L’affermazione “l'esperienza realizzata in questi anni sui casi di maltrattamento e di abuso suggerisce che l'opportunità di ricorrere a misure di protezione del bambino (anche attraverso l’allontanamento dalla famiglia) esclude la possibilità di interventi di valutazione e di trattamento della famiglia stessa” è: falsa. riferita soltanto al contesto italiano. vera. solo in parte vera. Quali sono gli aspetti principali valutati all’interno del lavoro di consultazione psicologica con le coppie richiedenti l’adozione: la motivazione all’adozione, la genitorialità, il bambino immaginario (o immaginato), gli aspetti intrapsichici e le dinamiche interpersonali. il livello di flessibilità e adattabilità della famiglia adottiva. il "sistema famiglia" e il "sistema bambino". la motivazione all'adozione e la genitorialità. Quali sono gli aspetti della genitorialità valutati all’interno del lavoro di consultazione psicologica con le coppie richiedenti l’adozione: tutte le risposte sono corrette. capacità empatiche e di identificazione col bambino da adottare. risorse della coppia e possibilità di chiedere aiuto nella comunità e nei servizi per risolvere eventuali problemi col bambino, al momento della rivelazione delle sue origini. consapevolezza dei cambiamenti necessari nell'organizzazione della vita di coppia. Quali dei seguenti aspetti NON costituisce un indicatore di rischio del percorso attivo: la giovane età dei coniugi. il ricorso a canali di intermediazione non autorizzati. la tendenza a nutrire eccessive aspettative nei confronti del nuovo venuto. sono tutti indicatori di rischio. A partire dai risultati dello studio condotto da Rosenthal e Groze, quali sono le caratteristiche familiari e genitoriali considerate fattori di protezione nel percorso adattivo: flessibilità e adattabilità. tutte le risposte sono corrette. organizzazione e apertura mentale. coesione e cogenitorialità. A partire dai risultati di alcuni studi longitudinali, quali dei seguenti aspetti risultano essere fattori di rischio per una possibile interruzione dell'adozione: adozione in età preadolescenziale o adolescenziale e aspettative irrealistiche dei genitori adottivi. adozione in età prescolare e storia pregressa del bambino problematica. entrambe le risposte sono sbagliate. entrambe le risposte sono corrette. Cosa si intende per legittimità interna in riferimento alla genitorialità adottiva: è un vissuto, un modo di sentire che nasce nei genitori adottivi che hanno superato il dolore che quel file non è stato fatto da loro corpi e hanno positivamente accettato che è nato da altri. prevede che la società riconosca e ufficializzi il legame tra i genitori e il figlio. entrambe le risposte sono sbagliate. entrambe le risposte sono corrette. L’affermazione “se il genitore adottivo comunica e interagisce, per assicurarsi e sentirsi capace, solo con la parte del bambino che desidera una nuova vita, va incontro a una situazione relazionale molto grave per cui una parte del bambino rimarrà sempre inespressa e senza ascolto ma pur sempre viva” è: vera, in quanto occorre dare al bambino la possibilità di essere autentico, anche se sofferente, e aiutarlo a elaborare le sue difficoltà partendo da se stesso. falsa in quanto un contesto più sano per il minore prevede di aiutarlo a costruirsi una nuova vita allontanando le parti traumatizzate. in parte vera in quanto non è detto che il genitore vada incontro ad una situazione relazionale molto grave. vera solo per quanto riguarda i bambini abusati. Quali sono gli aspetti che devono essere inseriti nella relazione trimestre del servizio sociale nella fase pre-adottiva: l'accoglienza del bambino, l'ambiente, la vita del bambino in famiglia, le relazioni extrafamiliari, l'informazione, lo sviluppo psicomotorio, la valutazione. non sono previste delle aree tematiche predefinite. la motivazione all'adozione, la genitorialità, il bambino immaginario (o immaginato), gli aspetti intrapsichici e le dinamiche interpersonali. sia la risposta accoglienza sia la risposta motivazione sono corrette. Una caratteristica che accomuna i diversi tipi di intervento preventivo rivolti a genitori e bambini nella prima infanzia è: la dimensione relazionale. la dimensione individuale del genitore. la dimensione individuale del bambino. tutte le risposte sono corrette. Cosa differenzia gli interventi di prevenzione rivolti a genitori e bambini nella prima fase d’infanzia: tutte le risposte sono corrette. le "vie di ingresso" su cui è incentrato l'intervento. il tipo di "azione" preventiva prescelta. la metodologia utilizzata in prevalenza. I vari tipi di intervento di prevenzione rivolti a genitori e bambini nella prima infanzia possono differire a seconda della metodologia utilizzata in prevalenza; quali possono essere le metodologie utilizzate: l’uso del video-feedback per mostrare alla madre come interagire con il proprio bambino, attività psicoeducative e di sostegno sociale, tecniche maggiormente improntate all' indirizzo psicodinamico. tutte le risposte sono corrette. interventi fondati sulla riparazione, sulla ridefinizione e sulla rieducazione. interventi rivolti al genitore, al bambino e alle rappresentazioni che essi hanno della loro reciproca relazione. In che cosa consistono gli interventi preventivi, rivolti a genitori e bambini nella prima infanzia e proposti da Sameroff, che mirano alla rieducazione: mirano a modificare, adottando un approccio prevalentemente psicopedagogico, le concrete modalità del genitore di accudire ed essere responsivo con il bambino. si pongono l'obiettivo di cambiare il modo in cui il genitore interpreta il comportamento del figlio. tutte le risposte sono corrette. sono orientati a modificare i comportamenti e le risposte che il bambino rivolge al genitore, al fine di migliorare la capacità di quest'ultimo di attivare il suo comportamento di cura. In che cosa consistono gli interventi preventivi, rivolti a genitori e bambini nella prima infanzia e proposti da Sameroff, basati sulla ridefinizione: si pongono l’obiettivo di cambiare il modo in cui il genitore interpreta il comportamento del figlio. tutte le risposte sono corrette. sono orientati a modificare i comportamenti e le risposte che il bambino rivolge al genitore, al fine di migliorare la capacità di quest'ultimo di attivare il suo comportamento di cura. mirano a modificare, adottando un approccio prevalentemente psicopedagogico, le concrete modalità del genitore di accudire ed essere responsivo con il bambino. In che cosa consistono gli interventi preventivi, rivolti a genitori e bambini nella prima infanzia e proposti da Sameroff, fondati sulla ripartizione: sono orientati a modificare i comportamenti e le risposte che il bambino rivolge al genitore, al fine di migliorare la capacità di quest’ultimo di attivare il suo comportamento di cura. tutte le risposte sono corrette. si pongono l'obiettivo di cambiare il modo in cui il genitore interpreta il comportamento del figlio. mirano a modificare, adottando un approccio prevalentemente psicopedagogico, le concrete modalità del genitore di accudire ed essere responsivo con il bambino. Sameroff ha proposto differenti tipi di intervento di prevenzione rivolto a genitori e bambini nella prima infanzia: riparazione, ridefinizione e rieducazione. relazione, ricostruzione e rielaborazione. tutte le risposte sono corrette. attività psicoeducative e di sostegno sociale. Negli interventi di prevenzione rivolti a genitori e bambini nella prima infanzia, un intervento basato sul modello psicodinamico utilizza come via d’ingresso: le rappresentazioni materne relative alle passate esperienze con i propri genitori e a quella di se stessa come madre. tutte le risposte sono corrette. Il comportamento del bambino. l'interazione tra madre e bambino. L’affermazione “Le vie di ingresso su cui sono incentrati gli interventi di prevenzione rivolti a genitori e bambini nella prima infanzia possono essere considerate parte di uno stesso sistema, che comprende diversi elementi: il genitore, il bambino e la rappresentazione che essi hanno della loro reciproca relazione, connessi tra loro in modo interdipendente” è: vera. falsa in quanto le vie di ingresso non possono essere considerate parte di uno stesso sistema. solo in parte vera. falsa in quanto le rappresentazioni che il genitore e il bambino hanno della loro reciproca relazione non vengono considerate elementi del sistema. A chi è rivolto il modello di intervento proposto da Beebe, che combina video feedback e approccio psicoanalitico: a diadi madre-bambino in cui sia già presente una distorsione nella relazione. sia la risposta 1 sia la risposta 3 sono corrette. a diadi madre-bambino in cui non siano presenti disordini nella relazione. a diadi madre-bambino in cui il figlio abbia più di 9 mesi. A chi è rivolto il modello di intervento proposto da Papoušek, definito "Munich Interdisciplinary Research and Intervention Program for Fussy Babies": a bambini che mostrano precocemente problemi di regolazione emotiva e comportamentale durante il primo anno di vita. a bambini che mostrano ritardi cognitivi. a diadi madre-bambino in cui non siano presenti disordini nella relazione. a madri che hanno vissuto esperienze infantili traumatiche di perdita e di abbandono e poche esperienze di sicurezza e conforto nella relazione con i loro caregiver primari. Su cosa si fonda l'approccio illustrato da Downing, definito Video Intervention Therapy (VIT): Su cosa si fonda l'approccio illustrato da Downing, definito Video Intervention Therapy (VIT):. su elementi cognitivo-comportamentali. su elementi psicodinamici. su tratti dalla teoria dei sistemi. Cosa è emerso da una versione metanalitica volta a valutare l'efficacia degli interventi di video-feedback: ha confermato l’efficacia sia dei metodi basati prevalentemente su tecniche comportamentali sia di quelli fondanti anche sugli aspetti rappresentazionali. ha confermato l'efficacia dei metodi basati prevalentemente su tecniche comportamentali. ha confermato l'efficacia dei metodi fondati sugli aspetti rappresentazionali. non ha confermato l'efficacia di questi interventi. Qual è lo strumento utilizzato nel programma di intervento Munich Interdisciplinary Research and Intervention Program for Fussy Babies" proposto da Papoušek: tutte le risposte sono corrette. il video-feedback. la psicoterapia supportiva. il counseling di sviluppo. In quale periodo viene attuato il programma di intervento “Minding the baby”: dalla 28° settimana di gravidanza fino al secondo anno di vita del bambino. durante i primi 18 mesi di vita del bambino. dalla 12° settimana di gravidanza fino al 6° mese di vita del bambino. dalla nascita del bambino fino al secondo anno di vita. Qual è il focus principale del programma di intervento “Minding the baby”: la funzione riflessiva della madre, intesa secondo la definizione di Fonagy. il legame di attaccamento tra mamma e bambino. tutte le risposte sono corrette. il comportamento del bambino. Da chi è stato messo appunto il programma di intervento “Minding the baby”: Slade. Papoušek. Fonagy. Beebe. L'affermazione “a differenza di altri protocolli, nel programma di intervento preventivo Circle of Security Intervention (COS) la valutazione del pattern di attaccamento del bambino è il punto di arrivo e non di partenza dell’intervento” è: falsa. solo in parte vera. fuori tema. vera. Su cosa si basa il modello di intervento preventivo STEEP (Step Toward Effective, Enjoyable Parenting): sull’integrazione della tecnica dei video feedback con l’utilizzo della home visiting. su interventi fondati sulla riparazione, sulla ridefinizione e sulla rieducazione. sulla tecnica del video-feedback. sull'utilizzo dell'home visiting. Chi ha messo a punto il programma STEEP (Steep Effective, Enjoyable Parenting): Erickson e colleghi. Beebe. Marvin e colleghi. McDonough. Qual è l’obiettivo dei modelli integrati di intervento preventivo rivolto a genitori e bambini nella prima infanzia: tutte le risposte sono corrette. sostenere le modalità di parenting a livello comportamentale. contribuire a ridefinire le rappresentazioni mentali dei genitori. potenziare la funzione riflessiva del genitore. Che approccio adottano prevalentemente interventi di home visiting: di tipo psicoeducativo. di tipo riparativo. nessuna risposta è corretta. di tipo psicodinamico. A chi è diretto il programma di intervento definito “home visiting”: prevalentemente a famiglie multiproblematiche per lo più a rischio psicosociale. a diadi madre-bambino in cui non siano presenti disordini nella relazione. a famiglie con figli problematici. a diadi madre-bambino in cui il figlio abbia un'età compresa tra i 5 e i 9 mesi. Cos’è il Nurse Family Partnership (NFP): un programma di intervento basato sulla home visiting. un modello di intervento che combina video-feedback e approccio psicoanalitico. un modello di intervento applicato negli ospedali. un modello di intervento preventivo di Guida all'interazione (GI). Da chi è stato proposto un modello di intervento che combina video-feedback approccio psicoanalitico ed è rivolto a diadi madre- bambino in cui sia già presente una distorsione nella relazione: Beebe. Fraiberg e Cramer. Stern. McDonough. Su cosa si fonda il modello di intervento proposto da Beebe, che combina video feedback e approccio psicoanalitico: tutte le risposte sono corrette. sull'analisi microanalitica delle interazioni faccia a faccia tra madre e bambino. sull'analisi delle rappresentazioni materne circa le proprie relazioni passate. sull'analisi dei sentimenti e pensieri attuali materni che concernono la relazione con il proprio figlio. Il VIPP-R (Video Feedback Intervention to Promote Positive Parenting And Representations) viene adottato nel secondo semestre di vita dei bambini e introduce con la madre anche la discussione relativamente: alle rappresentazioni circa le proprie esperienze infantili rispetto all'attaccamento. ai punti di forza rintracciabili nella relazione col proprio bambino. alle proprie esperienze di vita pregresse. agli elementi di rottura e di inadeguatezza rispetto alla relazione col figlio. In che cosa consiste la prima fase del modello di intervento preventivo definito Guida all’interazione (GI): viene effettuata da operatori esperti una valutazione delle relazioni familiari rispetto al bambino. vengono videoregistrati momenti di gioco tra genitore e bambino che vengono rivisti in presenza di uno psicologo. vengono videoregistrati momenti di gioco tra genitore e bambino e viene posta ai genitori una serie di domande per facilitare la loro riflessione sul materiale videoregistrato. vengono videoregistrati momenti di gioco tra genitore e bambino e viene lasciato spazio ai genitori per riflessioni e commenti spontanei rispetto al materiale videoregistrato. Da chi è stata introdotta la tecnica dei video-feedback nell’ambito di un modello di intervento preventivo definito Guida all’interazione (GI): McDonough. van IJzendoorn. Beebe. Stern. Qual è la finalità dell’intervento di video-feedback: migliorare nel genitore la comprensione dei segnali e delle comunicazioni del bambino e al contempo quella di aiutarlo a comprendere gli effetti sul bambino delle proprie modalità di interazione e di comunicazione, incrementando la sua sensibilità. entrambe le risposte sono corrette. entrambe le risposte sono sbagliate. aiutare il bambino a comprendere come il genitore interpreta i suoi segnali e le sue comunicazioni. “Le risposte adattive di questi bambini sono spesso imprevedibili e difficili da gestire, sia emotivamente sia fisicamente da parte dell’insegnante.” Questo aspetto osservabile nei contesti educativi è tipico dei bambini con quale stile di attaccamento: attaccamento disorganizzato. tutte le risposte sono corrette. attaccamento disorganizzato. attaccamento evitante. In quali delle seguenti aree i bambini con attaccamento sicuro conseguono migliori risultati?. Tutte le risposte sono corrette. autostima, indipendenza e autonomia. amicizie a lungo termine, relazioni con i genitori,. con altri adulti che si occupano di loro e con altre figure di autorità. In quale delle seguenti aree i bambini con attaccamento sicuro conseguono migliori risultati: tutte le risposte sono corrette. autostima, indipendenza e autonomia. amicizie a lungo termine, relazioni con i genitori, con altri adulti che si occupano di loro e con altre figure di autorità. resilienza di fronte alle avversità. Quale conseguenza potrebbe comportare la presenza di un alto livello di cortisolo ormone dello stress nei bambini: tutte le risposte sono corrette. può incidere sul sistema immunitario. può incidere sull'abilità del bambino a gestire il comportamento. può incidere sull'abilità del bambino a pensare e a trattenere le informazioni. Quale parte del cervello molto sviluppata nei bambini con difficoltà di attaccamento rappresenta il centro delle risposte critiche di attacco fuga e congelamento che sono le modalità più basilare di funzionamento di fronte al pericolo: il tronco encefalico. l'ipotalamo. la corteccia prefrontale. la corteccia cerebrale. Quale delle seguenti caratteristiche osservabili nei contesti educativi permette di identificare lo stile di attaccamento sicuro: questi bambini, di solito, vanno bene a scuola riescono ad usufruire della maggior parte delle opportunità di apprendimento disponibili. sono bambini chiusi o distaccati emotivamente. tutte le risposte sono corrette. per questi bambini, i successi e i risultati sono molto più importanti rispetto all'intimità con un altro bambino o con un adulto. “Sebbene questi bambini siano facili da gestire nei contesti educativi, dobbiamo essere consapevoli degli elevati livelli di ansia che possono esserci alla base delle loro risposte. Questi bambini possono rispondere alle nostre richieste o anche essere compiacenti nei nostri confronti.” Questi aspetti osservabili nei contesti educativi sono tipici dei bambini con quale stile di attaccamento: attaccamento evitante. attaccamento sicuro. attaccamento disorganizzato. attaccamento ambivalente. Quale delle seguenti caratteristiche osservabile nei contesti educativi permette di identificare lo stile di attaccamento evitante: questi bambini sono molto orientati sul compito piuttosto che sulle relazioni. questi bambini possono essere sia adesivi sia rifiutanti nei confronti degli educatori o degli insegnanti. entrambe le risposte sono sbagliate. entrambe le risposte sono corrette. “Dal momento che questi bambini sono così tanto preoccupati con le relazioni, hanno difficilmente energie per potersi applicare all'apprendimento.” Questo aspetto osservabile nei contesti educativi è tipico dei bambini con quale stile di attaccamento: attaccamento ambivalente. attaccamento evitante. attaccamento sicuro. attaccamento disorganizzato. Quale delle seguenti caratteristiche, osservabile nei contesti educativi, permette di identificare lo stile di attaccamento ambivalente: questi bambini possono essere sia adesivi sia rifiutanti nei confronti dell’ educatore e degli insegnanti. questi bambini sono molto orientati sul compito, piuttosto che sulle relazioni. entrambe le risposte sono sbagliate. entrambe le risposte sono corrette. Quali dei seguenti fattori rappresentano alcune condizioni di rischio per la qualità dell'attaccamento del bambino con il genitore: entrambe le risposte: stress malattie ... sono corrette. malattie del genitore prima/dopo la nascita, prematurità, complicanze mediche durante la crescita nell'utero e alla nascita. stress pre-natale, assunzione di alcool o di droghe durante la gravidanza. entrambe le risposte sono sbagliate. Quale delle seguenti caratteristiche, osservabile nei contesti educativi, permette di identificare lo stile di attaccamento disorganizzato: dietro la facciata della sfida, ci può essere un profondo senso di paura, panico, impotenza; questi bambini sono così preoccupati a cercare di sopravvivere che possono trovare molto difficile rilassarsi all'interno della relazione o del processo di apprendimento. tutte le risposte sono corrette. sono riluttanti a chiedere aiuto, ma più propensi ad essere loro che aiutano gli insegnanti, attraverso l'esecuzione dei compiti che devono essere fatti. dal momento che questi bambini sono così tanto preoccupati con le relazioni, hanno difficilmente energie per potersi applicare all'apprendimento. L’obiettivo dell’ adulto di riferimento in classe nel creare una relazione con il bambino è aiutarlo a: entrambe le risposte sono corrette. entrambe le risposte sono sbagliate. sviluppare e incrementare il senso di autostima facendo l'esperienza di essere accettato e sentirsi efficace all'interno delle relazioni con gli adulti e con i pari. sviluppare fiducia nell'adulto di riferimento, sperimentando la sua disponibilità emotiva e fisica e gestire i propri sentimenti ricevendo risposte sensibili dall'adulto di riferimento che si sintonizza con lui. Quale delle seguenti strategie NON rientra tra le strategie “che la figura di attaccamento aggiuntiva” può utilizzare per sviluppare la relazione col bambino: sono tutte strategie utilizzate dalla “figura di attaccamento aggiuntiva”. fornire tenuta/contenimento emotivo. occuparsi del bambino. commentare verbalmente e non verbalmente. Tutte le classi a scuola hanno bisogno di una figura di attaccamento aggiuntiva: no, un adulto di riferimento è necessario per i bambini che hanno sperimentato traumi e perdite e che a scuola hanno qualche tipo di difficoltà. no, un adulto di riferimento è necessario per i bambini che hanno qualche ritardo di apprendimento. sì. sì tutte le classi ma soltanto nella scuola primaria. Chi può assumere il ruolo di adulto di riferimento nella scuola: nella scuola primaria può essere un insegnante di sostegno, qualcun altro con un ruolo simile; nella scuola secondaria ci sono molte altre possibilità, compresi gli insegnanti di sostegno individuale. l'insegnante di classe (nella scuola primaria) o il tutor (nella scuola secondaria). tutte le risposte sono corrette. una persona che abbia la responsabilità di un gran numero di bambini. Per quanto tempo rimane con il bambino l’adulto che svolge il ruolo di figura di attaccamento aggiuntiva nella scuola: solitamente si investe all’inizio molto tempo per poi ridurre lentamente l’impegno in linea con l’interdipendenza crescente del bambino. il tempo investito dall'adulto rimane costante nel tempo. nessuna risposta è corretta. solitamente si investe poco all'inizio per poi aumentare l'impegno man mano che la relazione con l'adulto di riferimento si rafforza. Quale delle seguenti qualità dovrebbe avere la ”figura di attaccamento aggiuntiva” nella scuola: tutte le risposte sono corrette. empatia e fantasia. avere esperienza di lavoro e relazione con bambini con difficoltà comportamentali ed emotive. resilienza, senso dell'umorismo ed energia. L’affermazione “uno dei motivi per cui lavorare con bambini che hanno esperienze difficili dal punto di vista emotivo e comportamentale è così inquietante, è che i loro sentimenti così intensi e penosi sono in qualche modo trasmessi all'insegnante (così come gli altri bambini)” è: vera. vera solo per quanto riguarda il contesto della scuola primaria. solo in parte vera. falsa. L’affermazione “gli adulti di riferimento devono poter usufruire del supporto degli altri insegnanti e, se non è possibile crearlo in qualche modo, allora non è auspicabile offrire posti nelle scuole a bambini di questo tipo” è: vera. solo in parte vera. falsa. fuori tema. Facendo sperimentare al bambino accudimento conforto da parte di una “figura di attaccamento aggiuntiva” si potrà: entrambe le risposte sono corrette. migliorare la capacità di autoregolazione del bambino e riequilibrare i sistemi interni del bambino. entrambe le risposte sono sbagliate. ridurre la presenza di cortisolo, l'ormone dello stress e formare connessioni neurali nel cervello del bambino, ovvero rendere la corteccia pre-frontale più attiva. In cosa consiste la strategia “creare occasioni per far pratica di cose nuove” che la “figura di attaccamento aggiuntiva” può utilizzare per sviluppare la relazione col bambino: tutte le risposte sono corrette. consente al bambino di far pratica di soluzione dei conflitti. permette al bambino di imparare a chiedere aiuto. permette al bambino di far pratica di dimostrazione d'affetto e di divertimento. L’affermazione ”i bambini con uno stile di attaccamento... possono avere un disperato bisogno di sicurezza; si preoccupano di cercare di soddisfare questo bisogno e troveranno difficile stare attenti in classe perché sono molto occupati a chiedere insistentemente attenzione”, a quale stile di attaccamento fa riferimento: ambivalente. disorganizzato. tutte le risposte sono corrette. evitante. Quando i bambini con difficoltà di attaccamento fanno più fatica a sperimentare la sicurezza: specialmente nella scuola secondaria perché devono affrontare un numero diverso di insegnanti e di lezioni, che minacciano la sicurezza e la stabilità. nessuna risposta è corretta. nelle classi di scuola primaria quando hanno una sola insegnante. sia nella classe primaria sia nella classe secondaria. L’affermazione ”la tecnica di farsi domande ad alta voce utilizzata dalla figura di attaccamento aggiuntiva ha un’ enorme importanza nelle prime fasi di conoscenza del bambino; può aiutarlo a impossessarsi dei propri sentimenti e comprendere i propri comportamenti” è: vera. falsa in quanto non è una tecnica che dovrebbe utilizzare la figura di attaccamento aggiuntiva. falsa in quanto sarebbe meglio utilizzare questa tecnica quando si conosce già bene il bambino. solo in parte vera. Qual è la seconda fase del processo proposto da Bombèr, che insegna al bambino ad autoregolarsi: la fase in cui la figura di attaccamento deve nominare l’emozione fare dei collegamenti possibili. la fase in cui il bambino accede alla scatola della calma. la fase di sostegno alla regolazione in cui viene fornito al bambino uno strumento per regolare i suoi livelli di attivazione. la fase dell'autoregolazione in cui il bambino interiorizza il processo di calmarsi. I bambini, in risposta ad un’ansia crescente, si dissociano, si agitano oppure diventano molto attivi; i bambini con quale stile di attaccamento tendono ad avere tutte e tre le risposte di fronte alla situazione di ansia: i bambini con attaccamento disorganizzato. i bambini con attaccamento sicuro. i bambini con attaccamento ambivalente. i bambini con attaccamento evitante. Masticare le cose, grattare via la croste, dondolarsi e battere i piedi sono comportamenti che possiamo osservare nei bambini: che hanno sperimentato traumi e perdite e si agitano in classe. che hanno difficoltà a relazionarsi con i compagni di classe. che presentano stati di tipo "dissociativo". tutte le risposte sono corrette. Cosa succede quando non viene prestata attenzione ai comportamenti che denotano un livello di ansia nel bambino: sia la risposta il bambino può avere... sia la risposta il bambino potrebbe... sono corrette. il bambino può diventare più ansioso, disregolato e fuori controllo. il bambino potrebbe non essere in grado di pensare chiaramente e quindi perdere molte opportunità di apprendimento. il bambino può avere una buona consapevolezza di sé. Cosa succede quando si aiuta un bambino che ha comportamenti che denotano un livello di ansia: il bambino può riuscire ad avere la capacità di controllare le sue sensazioni e i suoi stati. il bambino può diventare più ansioso, disregolato e fuori controllo. il bambino può avere difficoltà a capire gli altri e a relazionarsi con loro. tutte le risposte sono corrette. Cosa si intende per co-regolazione degli affetti: è il processo attraverso il quale un bambino con difficoltà di attaccamento viene sostenuto a modulare le sue risposte emotive grazie a cure sensibili sufficientemente buone e sintoniche con i suoi stati emotivi da parte di un'altra persona. entrambe le risposte sono sbagliate. è il processo attraverso il quale il bambino con difficoltà di attaccamento viene supportato a dare significato agli stati, alle sensazioni e alle emozioni che sta sperimentando. entrambe le risposte sono corrette. Che cosa si intende per co-costruzione dei significati: è il processo attraverso il quale il bambino con difficoltà di attaccamento viene supportato a dare significato agli stati, alle sensazioni e alle emozioni che sta sperimentando. è il processo attraverso il quale un bambino con difficoltà di attaccamento viene sostenuto a modulare le sue risposte emotive grazie a cure sensibili sufficientemente buone e sintoniche con i suoi stati emotivi da parte di un'altra persona. il significato si costruisce attraverso un'altra persona che usa la sua conoscenza e le sue osservazioni sul bambino e le esprime. sia la risposta 2 sia la risposta 4 sono corrette. Quale dei seguenti elementi potrebbe costituire un trigger presente nel contesto scolastico che può aumentare ulteriormente il livello di ansia nei bambini: entrambi gli elementi possono rappresentare un trigger. un rumore improvviso. nessun elemento costituisce un trigger. un inaspettato cambiamento di programma. “Si tratta di una piccola scatola che contiene un assortimento di schede. La scatola è fatta dall’adulto di riferimento avendo in mente il bambino. Ogni carta dovrebbe descrivere un'attività che può essere utile per calmare gli alti livelli di ansia del bambino.” Come è stata definita da Bombèr tale scatola: la scatola della calma. la scatola della co-regolazione. la scatola dell'autoregolazione. la scatola dell'ansia. Qual è la quarta fase del processo, proposto da Bomber, che insegna al bambino ad autoregolarsi: la fase dell' autoregolazione in cui il bambino interiorizza il processo di calmarsi. la fase in cui la figura di attaccamento deve nominare l'emozione e fare dei collegamenti possibili. la fase in cui il bambino accede alla scatola della calma. la fase di sostegno alla regolazione in cui viene fornito al bambino uno strumento per regolare i suoi livelli di attivazione. È importante che quando gli adulti di riferimento osservano uno stato di “tipo dissociativo" nei bambini traumatizzati, intervengano e aiutino il bambino a “tornare sulla terra". Questo può essere fatto prestando attenzione a: entrambe le risposte sono corrette. entrambe le risposte sono sbagliate. lo stato psicologico del bambino. lo stato fisico del bambino. L’affermazione “un modo in cui l’adulto di riferimento può fornire supporto attivo ad un bambino, è coinvolgerlo attivamente nella gestione del campo da gioco, dandogli qualche responsabilità e mettendolo in coppia con qualcuno che possa costituire un’occasione di modellamento positivo” è: vera. fuori tema. in parte vera. falsa. L’adulto di riferimento deve essere solo un osservatore ma un’attiva presenza con i bambini con difficoltà di attaccamento durante il tempo libero; quale tipo di attività può essere utile per i bambini della scuola secondaria: entrambe le risposte sono corrette. attività che vertono sull'apprendimento delle competenze sociali. entrambe le risposte sono sbagliate. attività che vertono sui giochi di ruolo. L’affermazione “i bambini con difficoltà di attaccamento devono sperimentare una relativa dipendenza con un adulto prima di potersi muovere verso la capacità di relazionarsi con i pari in un modo sano e appropriato” è: vera. in parte vera. vera solo per quanto i bambini della scuola primaria. falsa in quanto devono essere indipendenti dagli adulti. L’adulto di riferimento deve essere disponibile, nei confronti del bambino con difficoltà di attaccamento, a: aiutarlo nella fase iniziale dei giochi, delle attività e delle conversazioni con i pari e a supervisionarne lo svolgimento. nessuna risposta è corretta. supervisionare i giochi, le attività e le conversazioni con i pari. osservare il comportamento del bambino dall'esterno. L’ affermazione “l’uso del contatto fisico si può usare durante la fase della rabbia e non dopo che è stata fatta l’attività riparativa; è utile portarsi vicino al bambino durante la fase della rabbia nel contesto scolastico” è: falsa, in quanto l'uso del contatto fisico si può usare solo dopo che è stata fatta l’attività riparativa e non durante la fase della rabbia. vera. falsa in quanto l'uso del contatto fisico non dovrebbe essere usato né durante la fase della rabbia né dopo la fase riparativa. in parte vera. Quale dei seguenti comportamenti dovrebbe essere messo in atto quando insorge a scuola un conflitto grave in un bambino con difficoltà di attaccamento: sia la risposta: dire... sia la risposta: mettere in atto… sono corrette. mettere in atto un'attività normale e ripetitiva. favorire il contatto oculare diretto e mantenere una certa vicinanza fisica. dire "adesso basta", usando comandi diretti tipo "No" oppure "Stop" con un tono di voce fermo, neutro, controllato, basso e lento. La vergogna è: tutte le risposte sono corrette. di solito una parte importante della socializzazione. nelle relazioni di attaccamento sane, il suo uso è limitato e i suoi benefici ottimizzati. molto utile nei termini di supportare il bambino a prendersi la responsabilità delle sue azioni, specialmente in relazione agli altri. Cosa si intende per vergogna tossica: tutte le risposte sono corrette. si tratta di un tipo di vergogna che ha perso i suoi potenziali benefici. è un tipo di vergogna che limita la gioia interiore, la pace, il senso dell'umorismo, la calma, la libertà e la spontaneità. può presentarsi nei bambini che hanno sperimentato adulti che li hanno allontanati per lunghi periodi, o che sono stati imprevedibili nelle loro risposte. Quale aspetto deve tenere a mente l’insegnante quando si relaziona con bambini che hanno difficoltà di attaccamento: entrambe le risposte sono corrette. sono a rischio di apparire punitivi se enfatizzano troppo le regole. sono a rischio di lasciare il bambino senza i confini necessari se il loro focus principale è l'accudimento. entrambe le risposte sono sbagliate. Come dovrebbe comportarsi l’adulto quando un bambino con difficoltà di attaccamento va contro le sue istruzioni: dovrebbe fare un’ affermazione esplicita, usare un tono di voce neutro ed essere empatico. dovrebbe essere autoritario. dovrebbe essere empatico e concedergli di comportarsi come preferisce. tutte le risposte sono sbagliate. Cosa è la strategia che prevede l’uso della “carta del time out“ da parte dei bambini con difficoltà di attaccamento: i bambini mostrano la carta al loro insegnante e possono lasciare la classe per un breve momento di tranquillità oppure possono rimanere in un'area tranquilla della classe, dando a se stessi la possibilità di calmarsi prima di reagire. tutte le risposte sono corrette. i bambini mostrano la carta ai loro coetanei durante un'interazione di gioco quando si rendono conto che stanno per "scoppiare". l'adulto di riferimento mostra la carta al bambino quando non riesce più a gestire l'interazione con lui. |





