RILEVAZIONE DA 13 A 24
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01. L'ISTAT sostiene che in Italia, i figli delle donne vittime di violenza hanno la probabilità di essere a loro volta vittime di violenza diretta pari a: 12%. 67%. 25%. 55%. 02. Quale tra le seguenti affermazioni NON è corretta parlando di violenza assistita?. anche se le aggressioni che non avvengono in presenza dei figli li danneggiano per il clima relazionale che colgono a livello emozionale implicito. le aggressioni sono un problema di coppia e non hanno a che fare con il passaggio alla genitorialità. i genitori tendono a pensare che i figli non siano danneggiati dalla violenza. i genitori tendono a pensare che i figli non siano consapevoli della violenza. 03. Quale delle seguenti affermazioni NON è corretta parlando di violenza assistita?. se il bambino non assiste direttamente alla violenza non né è danneggiato. i bambini vittime di violenza assistita in età scolare maturano spesso assenze scolastiche per il timore di uscire di casa perché la madre potrebbe essere picchiata. i bambini vittime di violenza assistita sviluppano comportamenti adultizzati di accudimento verso la madre. i bambini vittime di violenza domestica ricevono dalle madri o anche dai padri indebite richieste di alleanza e sostegno. 04. I bambini vittime di violenza assistita indirizzano la propria rabbia. sia verso la madre che il padre. verso i fratelli. sempre verso il padre maltrattante. sempre verso la madre maltrattata. 05. Quali sono le conseguenze più tipiche della violenza assistita?. tutte le risposte sono corrette. aggressività verso gli altri. autocolpevolizzazione. autosvalutazione e senso di impotenza. 06. I bambini vittime di violenza assistita sviluppano più facilmente uno stile di attaccamento. disorganizzato. tutte e due le risposte sono corrette. insicuro. nessuna delle due risposte è corretta. 07. Sono più a rischio di sviluppare comportamenti aggressivi verso le donne. le figlie femmine. dipende dall'età. entrambi in eugual misura. i figli maschi. 01. Come definisce la Miller la persona che riconosce nei figli il danno subito, esprime aiuto ed empatia?. adulto consapevole. testimone consapevole. testimone connivente. adulto tutelante. 02. Possono essere testimoni consapevoli. gli amici. i parenti. tutte le risposte sono corrette. gli operatori. 03. Quale tra i seguenti NON è un atteggiamento adatto se si è testimoni consapevoli nei casi di violenza domestica?. rinforza la scelta coraggiosa di parlare della violenza e della sofferenza. concentrati sui fattori scatenanti e sulle motivazioni dell'uomo. sii presente e di supporto ma rispettoso dei suoi spazi e non intrusivo. rassicurala che non parlerai al suo partner di ciò che lei ti sta raccontando. 04. Quale tra i seguenti NON è un atteggiamento adatto se sei testimone consapevole e ti accorgi che un uomo agisce violenza sulla partner?. se conosci la donna parla prima con lei e poi con l'uomo. parla esplicitamente della violenza senza eufemismi. non minimizzare né banalizzare i comportamenti violenti. parla con l'uomo di quanto ti è stato riferito dalla donna. 01. Quale tra i seguenti è un comportamento da NON tenere se si è operatori che ascoltano le donne che sono vittime di violenza?. aiutare la donna a rinoscere la sua incapacità di proteggersi. riconoscere la donna non solo come vittima ma come soggetto che pone una domanda da esplorare. stimolare la donna a prendere le decisioni che riguardano la sua vita senza accettare deleghe. coinvolgere attivamente la donna nel processo senza agire la protezione. 02. Come si definisce l'atteggiamento degli operatori di nominare in modo chiaro gli eventi e riconoscere in modo chiaro che si tratta di violenza?. posizionamento chiaro nella condanna di ogni forma di violenza. sostegno all'autodeterminazione. empowerment. narratività. 03. Quale tra i seguenti è un comportamento da NON tenere se si è operatori che ascoltano le donne che sono vittime di violenza?. minimizzare o delegare ad altri professionisti il compito. non pronunciarsi sulla violenza in nome di una posizione di neutralità. tutte le risposte sono corrette. conciliare e mediare in nome dell'imparzialità. 04. Quale tra le seguenti domande NON dovrebbe essere posta da operatori che ascoltano una donna in ipotesi di abuso?. domandare come abbia fatto a sopportare così a lungo le violenze e perché non ha lasciato l'uomo prima. mi ha detto che suo marito è spesso nervoso. Cosa accade quando si innervosisce?. cosa succede se siete in disaccordo?. chiedere se ha preoccupazioni e pensieri che la turbano. 05. Quale tra le seguenti affermazioni è corretta parlando di ascolto della donna in situazioni di violenza?. affrontare la situazione in modo esplicito ma non intrusivo. tutte le risposte sono corrette. aiutare la donna a riconoscere l'abuso come tale. effettuare un ascolto attento e consapevole. 01. Come si definisce quel processo per cui si aiuta la donna vittima di violenza a elaborare gli eventi storicizzando il suo racconto?. interconnessione. empowerment. sostegno all'autodereminazione. narratività. 02. Come si definisce il processo di acquisizione di maggiori competenze attraverso il rafforzamento delle risorse personali e sociali nell'ascolto delle donne vittime di violenza?. sostegno all'autodeterminazione. empowerment. narratività. interconnesione. 03. Quale tra i seguenti è un "passo falso" nel percorso che gli operatori effettuano di empowerment della donna vittima di violenza?. sostituirsi alla donna e decidere per lei. investigare segmentando. giudicare con l'obiettivo di spronare. patologizzare. 04. L'interconnessione tra i diversi servizi nei casi di violenza domestica, si definisce. orientamento orizzontale. interconnessione verticale. orientamento verticale. interconnessione orizzontale. 01. Nei casi di violenza domestica, gli operatori sanitari del Pronto Soccorso NON dovrebbero. ridurre al minimo i tempi di attesa per la donna che si presenta con traumi legati a situazione di violenza. acconsentire che la donna entri accompagnata dal partner. limitare allo stretto necessario il numero di operatori che interagiscono con la paziente. preferire che la donna parli con operatori di genere femminile. 02. Nei Centri antiviolenza lavorano operatori: il genere è ininfluente. donne e uomini. donne. uomini. 03. Cosa NON dovrebbe fare il Servizio Sociale nei casi di violenza domestica. incentivare la ricostruzione dell'autonomia economica della donna. convocare anche il marito per sentire la sua versione. aiutare la donna ad aumentare il benessere sociale. avere una formazione specifica sui temi della violenza. 04. Quando sono nati in Itali i primi centri antiviolenza?. negli anni 70. negli anni 90. nel 2000. negli anni 80. 05. Come si chiama la professionista che nei centri antiviolenza costruisce per prima uno spazio di ascolto con la donna?. operatrice di accoglienza. operatrice filtro. operatrice di emergenza. prima operatrice. 06. Nei casi di violenza domestica, le Forze dell'Ordine dovrebbero: offrire la possibilità di parlare anche di vissuti e sentimenti e non solo di fatti. se possibile far effettuare il colloquio da un agente donna. tutte le risposte sono corrette. svolgere il colloquio con la donna in uno spazio riservato. Quali contributo può dare il personale sanitario nei casi di violenza contro le donne?. tutte le risposte sono corrette. connettere la donna con gli altri operatori e professionisti che si occupano del tema. prestare le cure sanitarie per affrontare sia gli effetti acuti che cronici della violenza. certificare le conseguenze dell'abuso riferito. 01. La scuola ha un ruolo importante nei casi di violenza domestica perché: le donne vittime di violenza riescono a volte a instaurare buoni rapporti con le insegnanti dei figli. le scuola possono fornire indicazioni sui centri e i servizi antiviolenza. gli insegnanti possono accorgersi dei segnali di disagio dei bambini vittime di violenza assistita. tutte le risposte sono corrette. 02. Da che anno in Italia sono attivi progetti per uomini autori di violenza?. 1998. 2006. 2002. 2015. |




