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Santa Maria Goretti

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Title of test:
Santa Maria Goretti

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Monte Everest

Creation Date: 2026/02/23

Category: Others

Number of questions: 13

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1 Quale affermazione è ERRATA. -le attuali classificazioni diagnostiche non tengono in nessun conto se un disturbo provochi o meno disagio disabilità o riduzione delle autonomie e della partecipazione e non si occupano di definirne l’entità. -i disturbi mentali sono solitamente associati a un livello significativo di disagio o disabili in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti. -la disabilità psichica è la conseguenza di un disturbo mentale, classificato dall’OMS nell’ambito dell’ICD sia delle linee guida del DSM 5 dell’American psychiatirc association. -disturbo mentale è una sindrome caratterizzata da un’alterazione clinicamente significativa della sfera cognitiva della regolazione delle emozioni o del comportamento di un individuo che riflette una disfunzione nei processi psicologici biologici o evolutivi che sottendono il funzionamento mentale.

2 Quale di queste affermazioni è ERRATA?. -nonostante numerosi sforzi fatti dalla ricerca non esiste ancora una griglia che permette in età evolutiva di descrivere la qualità della relazione madre bambino in quanto si tratta si un’area praticamente impossibile da definire descrivere e valutare. -nel bambino le prime manifestazioni comportamentali che possiamo cogliere sono quelle dell’attaccamento. -in certe situazioni soprattutto quando il figlio ha comportamenti ritenuti problematici o patologici, la madre allora rischia di essere criticata e rientra inadeguata o distruttiva, a causa del comportamento del figlio, proprio dal suo gruppo di donne che potrà svalutarla oppure persino abbandonarla. -un noto neuroscienziato Panksepp: ha individuato i 7 sistemi emozionali primari che comprendono ricerca rabbia paura sessualità cura tristezza e gioco.

29 Quale di queste affermazioni è ERRATA. -secondo il DSM 5 la disabilità Intellettiva è un tipico disturbo del neurosviluppo degli adulti e può essere diagnosticato solo dopo i 18 anni d’età. Basta uno specifico test intellettivo. -il primo passo per migliorare la qualità di vita, ovvero migliorare il contesto in cui si trova il bambino DSA è comprendere le caratteristiche del disturbo e le relative implicazioni, al fine di garantire il diritto alla personalizzazione didattica e valutativa. -in molti casi, è l’ambiente a creare la disabilità, ovvero quando il contesto non è in grado di prevenire (quando possibile), riconoscere precocemente, supportare e gestire le difficoltà del singolo individuo mettendo in atto le opportune misure dispensative e consentendo l’impiego dei necessari strumenti compensativi. -la disabilità viene definita come “una condizione di salute in un ambiente sfavorevole”.

I disturbi del neurosviluppo. a. Non provocano danni in quanto i bambini ed i loro genitori ne divengono subito consapevoli. b. Disturbano lo sviluppo di un bambino ma in più, ed in modo sostanziale, rappresentano, se non riconosciuti, un vero e proprio elemento traumatico cronico che appartiene alle conseguenze delle richieste quotidiane dell’ambiente cui non riescono a rispondere con performance adeguate, comportamenti appropriati e sistemi comunicativi coerenti. c. Provocano, nel bambino, frustrazione, isolamento relazionale, dolore, impotenza appresa, e provocano nell’ambiente reazioni non pensate, rigide, frustranti e distorte, che generano a loro volta sofferenza inutile. d. La prima e la seconda affermazione (a. e b.).

3 lo sviluppo della ricerca nell’ambito delle neuroscienze. -sta notevolmente contribuendo ad una diffusione più capillare dei concetti legati alla prospettiva del neurosviluppo che a sua volta ha voluto definire in quali percorsi quasi obbligata di natura biologica (e che riguardano anche quella dimensione comunicativa cognitiva emozionale) si costituiscano le caratteristiche del bambino in via di sviluppo e venga limitata e modellata la dimensione della soggettività e dei risultati dell’interazione con l’ambiente. -nega con chiarezza che tutte le storie di vita di ogni singolo soggetto a partire dall’incontro relazionale con la realtà dei caregiver primari, ed includendo l’impatto degli elementi traumatogeni e di quelli protettivi siano radicate dinamicamente e con elevati gradi di complessità in uno specifico e relativamente stabile profilo neurobiologico di base. -ha messo al centro solo il modello relazionale che permette di spiegare come tutte le condizioni di salute in neuropsichiatria infantile dipendono esclusivamente dalle relazioni del bambino con i genitori e siano tutte psicogentiche cioè causate da eventi traumatici e distorsioni relazionali. -ha scoperto che tutto dipende solo ed esclusivamente dall’anatomia del cervello.

4 lo sviluppo di un bambino nel suo ambiente è una questione complessa che possiede un’ampia quota di variabili in particolare scegli un’alternativa. -tutte e tre sono vere. -accanto ad un problema specifico non solo linguaggio, ma anche poi apprendimento, iperattività o pervasivo “autismo” spesso si possono presentare problemi complessi, che rischiano di non essere visti ma nascosti o da un’etichetta diagnostica troppo semplificata (che esclude eventuali comorbiltà) o da un’interpretazione sbagliato del sintomo. -ancora oggi l’approccio interato ed olistico, così specificato della NPI, si impone con forze. Spesso infatti accanto ad un riconoscibile disturbo del linguaggio o più in generale del neurosviluppo ve n’è un altro che riguarda in profondità e silenziosamente la sfera emotiva. -i disturbi in neuropsichiatria infantile si collocano al confine tra più categorie diagnostiche e solo raramente un disturbo si presenta da solo allo specialista dei servizi .

7 La disabilità cognitiva. -non è un disturbo raro 2, 3 soggetti ogni 100. -vi sono dati assai controversi e non è stato possibile definirne la prevalenza. -ha un’incidenza che non è misurabile in quanto si presenta in modo eterogeneo (a macchia di leopardo) nel territorio italiano. -è un disturbo raro 1 soggetto ogni 10000 nati.

8 la regione Piemonte. -ha introdotto e poi promosso attraverso percorsi formativi e specifiche delibere vincolanti l’applicazione diffusa ed approfondita dei criteri del modello bio-psico-sociale dell’ICF che fa parte della più grande famiglia delle classificazioni internazionali dell’OMS. -grazie ad appositi veti e con delibere ad hoc ha evitato che buona parte delle attività dei servizi venissero indirizzate a quella vasta condizione di salute che ha un impatto della qualità degli apprendimenti e della partecipazione a scuola e che coincide quasi tutta con l’area dei disturbi del neurosviluppo. -quando vengono individuate quelle condizioni di salute dove siano presenti i disturbi permanenti da specifici a pervasivi del neurosviluppo che richiedono una definizione in chiave multiprofessionale preferisce affidarsi a singoli professionisti ed impongono prassi terapeutiche e puntiformi e risolutive del paziente. In questo modo riducono i costi. -non aderisce all’idea di un approccio globale biopsicosociale centrato sulla salute e strutturato nell’ICF. Non condivide infatti il concetto che l’attività clinica acquisti valore se preverte prese in carico multiprofessionali prolungare nel tempo e con interventi sui determinanti di salute efficaci.

Dal punto di vista epidemiologico: a. In Piemonte nel 2004, già 3.308 diagnosi riguardavano Disturbi del linguaggio (su di un totale di 35500 minori seguiti), al secondo posto dopo "Rischio psicoevolutivo” assai più rappresentato, con 10.514 diagnosi. b. Nel 2017 sempre in Piemonte il dato il dato disturbi i del linguaggio era praticamente scomparso a causa dell'emergere di nuove patologie del neurosviluppo. c. Tutte le regioni italiane possiedono un proprio sistema informatico preciso e dedicato specificatamente alle NPI, che inoltre raccoglie gli stessi indicatori, permettendo così un confronto ragionato tra i vari servizi e politiche di governo delle risorse e di progettazione adeguate. Questo ha permesso ci individuare il dato che nel 2018 i disturbi del linguaggio erano praticamente scomparsi. d. "Disturbo del linguaggio" indica una patologia univoca ed universale che non sottende mai quadri clinici ed eziologie estremamente differenti tra loro e che non richiede quindi un approccio olistico e costruito sullo specifico bambino.

I minori in Piemonte nell'anno 2017: a. Erano 378.494, di cui 193.729 stranieri. L'ultima estrazione e pubblicazione ufficiale del Report, relativa sempre all'anno 2017, mostra che vengono seguiti 15.163 minori di cui: ca. 15.000 sono i nuovi pazienti. b. Erano 678.494, di cui 93.729 stranieri. L'ultima estrazione e pubblicazione ufficiale del Report, relativa sempre all'anno 2017, mostra che vengono seguiti 50.163 minori di cui: ca. 15.000 i nuovi pazienti. c. Erano 2.678.494, di cui 93.729 stranieri. L'ultima estrazione e pubblicazione ufficiale del Report, relativa sempre all'anno 2017, mostra che vengono seguiti 5.163 minori mentre sono 15.000 i nuovi pazienti (tre volte i pazienti già in carico negli anni passati). d. Erano 78,494, di cui 43.729 stranieri. L'ultima estrazione e pubblicazione ufficiale del Report, relativa sempre all'anno 2017 mostra che vengono seguiti 50.163 minori (pari al 0,71% di quelli residenti) di cui: ca. 15.000 i nuovi pazienti (2,23% dei minori residenti).

14 crescere un bambino presenta sempre interrogativi complessi. -si è vero, qui infatti le ricette le formule hanno un’applicazione molto limitata. -non è vero: appartiene alla categoria dei problemi complicati come ad esempio mandare un razzo su marte. sono molto più difficili ma per definizione risolvibili. -non è vero una semplice ricetta non è sufficiente bastano però le formule esatte con un livello elevato di perizia in una varietà di campi. -non è vero crescere un bambino espone a problemi semplici. occorre trovare una buona ricetta ed eseguirla. Non è necessariamente facile ma è semplice.

15 il deficit di attenzione con iperattività è: -un disturbo evolutivo dell’autocontrollo di origine neurobiologica che interferisce con il normale sviluppo psicologico del bambino e ostacola lo svolgimento delle comuni attività quotidiane. -un disturbo di cui si sa ancora poco. A causa di famiglie disfunzionali di solito sono bambini svogliati, non abituati al controllo e alla fatica inoltre sono bambini poco artati a casa (genitori troppo impegnati nel lavoro). -è un disturbo scoperto da poco (grazie alla risonanza magnetica funzionale) che non ha ancora trovato una sua specifica collocazione ed una definizione diagnostica. -un disturbo poco sensibile alle terapie (cognitivo-comportamentali e farmacologiche) diagnosticato in eccesso ed un po’ alla moda. Di fatto è causato dagli atteggiamenti accomodanti dei genitori o da situazioni emotivamente traumatiche.

16 i disturbi del linguaggio e della comunicazione. -mostrano un’incidenza particolarmente elevata tra i bambini in età prescolare e sono tra le cause più frequenti di consultazione ai servizi di NPI. -indicano, dai risultati di una recente ricerca, una prevalenza praticamente identica tra bambini con italiano come seconda lingua L2 e quelli con italiano come prima lingua L1. -si avvantaggiano di dati epidemiologici sulla prevalenza di bambini di lingua italiana in età prescolare, particolarmente particolareggiati e ricchi, permettendo così di fare una mappatura dettagliata del fenomeno su tutto il territorio nazionale. -vengono diagnosticati con la stessa frequenza a tutte le età anche se normalmente sono rari, soprattutto nell’infanzia.

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