SANTILLI
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1. La presenza di vulnerabilità nelle realtà scolastiche si associa a: a. Un aumento di comportamenti pro sociali negli studenti. b. un maggior rischio di fenomeni di micro e macro-esclusione. c. un minore rischio di fenomeni micro e macro-esclusione. 2. Secondo gli studi nell’ambito della disabilità e dell’inclusione, la presenza fisica di studenti con disabilità nelle classi comuni: a. favorisce l’avvio di relazioni soddisfacenti e positive con i pari senza disabilità. b. non sembra sufficiente all’avviarsi di relazioni soddisfacenti e positive con i pari senza disabilità. c. favorisce la creazione di un ambiente scolastico e sociale supportivo. 3. Secondo Rosenberg e Hovland (1960)il modello tripartito degli atteggiamenti prevede le componenti. a. Cognitiva, affettiva,comportamentale. b. Cognitiva, emotiva, informativa. c. Affettiva, attiva, comportamentale. 4. Gli studi sulla componente COGNITIVA degli atteggiamenti suggeriscono di puntare nei contesti scolastici soprattutto. a. alla promozione di attività di pornografia motivazionale. b. alla promozione di relazioni significative e basate sulla reciprocità. c. alla riduzione di visioni stereotipate della disabilità, miscomprensioni e generalizzazioni indebite. 5.Gli studi sulla componente comportamentale degli apprendimenti suggeriscono di promuovere nei contesti scolastici: a. Relazioni relative alla reciprocità. b. Relazioni significative basate sull’empatia. c. Conoscenze relative alla disabilità. 6. Nell’ambito delle procedure sociometriche, la tecnica di nominazione consiste nel. a. richiedere ai soggetti di nominare con quali compagni piacerebbe loro stare o svolgere qualche attività. b. richiedere ai soggetti di nominare i compagni che considerano più amici e che vogliono più bene. c. richiedere ai soggetti di valutare quanto piacerebbe loro stare o svolgere qualche attività con ciascun compagno. 7. Negli intervalli, la simulazione delle situazioni di disabilità dovrebbe esssere utilizzata come un compito di problem-solving. a. stimolare sentimenti di empatia nei confronti del compagno con disabilità. b. favorire reazioni di tipo emotivo in modo da stimolare atteggiamenti pietistici. c. mettere in evidenza le strategie utili alla partecipazione dello studente con disabilità. 8. Le procedure sociometriche consentono di: a. ottenere informazioni a proposito della rete di relazioni del gruppo. b. ottenere informazioni sulle abilità sociali dei bambini. c. ottenere informazioni sulla conoscenza dei diritti. 9. Le procedure sociometriche cosa permettono di esaminare?. a. Le conoscenze nei confronti della disabilità. b. Le abilità sociali. c. Le reti relazionali esistenti all’interno del gruppo. 10. La promozione dei Social Nutrients fin dall’infanzia sono associati: a. A minori problemi comportamentali. b. A livelli più elevati di subject emotivi. c. A minori livelli di qualità della vita. 11. L’inclusione riguarda: a. La partecipazione di persone con disabilità nei contesti. b. Il diritto di persone con disabilità di inserirsi nel contesto scolastico. c. I contesti e garantire diritti di ogni singolo individuo di partecipare alla vita sociale. 12. Secondo alcuni studi nell’ambito della disabilità e dell’inclusione, la sola presenza di persone con disabilità nelle classi comuni: a. Favorisce l’avvio di relazioni soddisfacenti. b. Favorisce la creazione di un ambiente sociale supportivo. c. Non è sufficiente per l’avviarsi di relazioni soddisfacenti e positive – Non favorisce l’avvio di relazioni soddisfacenti, da qui l’importanza di creare degli interventi. 13. Gli interventi di inclusione dovrebbero: a. Favorire relazioni di tipo emotivo. b. Non dovrebbero essere svolti in classe per evitare atteggiamenti pietistici. c. Dovrebbero essere utilizzati per incrementare le capacità di problem solving in ogni relazione. 14. Gli studi sulla componente emotiva degli atteggiamenti ci suggeriscono: a. Di favorire le conoscenze. b. Di promuovere le relazioni. c. Di evitare di trattare le persone con disabilità/menomazione come eterni bambini. 15. La simulazione mentale dell’interazione sociale con un compagno con disabilità è un esempio di: a. Contatto diretto (persona con disabilità). b. Contatto esteso (implica l’osservazione tra compagni con e senza vulnerabilità). c. Contatto immaginato (face to face). 16. Contatto esteso?. a) L’osservazione di tutti i compagni. b) L’interazione diretta e obbligatoria con un solo membro del gruppo. c) L’isolamento volontario rispetto al gruppo classe. 17. Secondo Rosemberg (modello tripartitico) quali componenti prevede?. a) Memoria, linguaggio e percezione. b) Conoscenze, emozioni, comportamenti, ovvero cognitivo-affettivo-comportamentale. c) Motivazione, attenzione e intelligenza. 18. Secondo la teoria di Allport, il contatto diretto è efficace se rispetta quali condizioni?. a. Uno status relazionale. b. Uno status socio-economico. c. Ruolo di leadership. 19. Osservazione diretta e indiretta in presenza di casi di disabilità si definisce: a. Contatto immaginato. b. Contatto diretto. c. Contatto esteso. 20.Che cosa riguarda la componente cognitiva del modello tripartitico?. a. Riguarda i pensieri, le credenze e le conoscenze. b. Riguarda le emozioni e gli stati d’animo. c. Le azioni e le intenzioni comportamentali. 1) Le abilità sociali e il comportamento assertivo. 2) Descrivere una strategia per incrementare il comportamento assertivo. 3) Le abilità sociali e il comportamento aggressivo. 4) Descrivi una strategia per contrastare il comportamento aggressivo. 5) le abilità sociali e il comportamento passivo. |





