sdf 2 di mari
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![]() sdf 2 di mari Description: sdf esame bla bla |



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Il costo dell'investimento iniziale nella pianificazione di processo è: elevato nel caso dei sistemi CAPP. elevato con i metodi manuali. basso con il CAPP variante, elevato con il CAPP generativo. elevato solo con l'approccio workbook. la velocità di preparazione del piano di processo è: elevata con il metodo generativo. bassa con il CAPP variante. media con i metodi manuali. bassa con il metodo generativo. La possibilità di integrazione di nuove capacità nella pianificazione di processo è: elevata con il CAPP generativo. bassa con il CAPP variante. media con i metodi manuali. elevata con il CAPP variante. Se nella pianificazione di processo non vengono trovate parti simili a quella da realizzare: si può procedere solo con i sistemi CAPP. non si può procedere con il CAPP generativo. non si può procedere con il metodo workbook e CAPP variante. si può procedere solo con i metodi manuali. Nella pianificazione di processo le tecniche CAPP: si utilizzano a monte dei sistemi CAD. nessuna delle precedenti. si utilizzano a valle dei sistemi CAM. si utilizzano per realizzare l'integrazione tra i sistemi CAD e CAM. Uno dei motivi che rendono complessa l'integrazione tra sistemi CAPP e CAD è: associare i dati a causa della diversa archiviazione tra informazioni geometriche e tecnologiche. la complessità delle informazioni tecnologiche da elaborare. la complessità del modello solido che contiene le informazioni geometriche. il costo di gestione dei due sistemi CAPP e CAD. Nell'ambito delle attività delle aziende industriali, se il costo di acquisto delle materie prime è elevato: le operazioni realizzate dalla funzione industriale sono eseguite in maniera svantaggiosa. le operazioni realizzate da entrambe le funzioni sono eseguite in maniera vantaggiosa. le operazioni realizzate dalla funzione industriale sono eseguite in maniera vantaggiosa. le operazioni realizzate dalla funzione commerciale sono eseguite in maniera vantaggiosa. Nell'ambito delle attività delle aziende industriali, se il prezzo di vendita del prodotto finito è basso: le operazioni realizzate da entrambe le funzioni sono eseguite in maniera vantaggiosa. le operazioni realizzate dalla funzione commerciale sono eseguite in maniera vantaggiosa. le operazioni realizzate dalla funzione industriale sono eseguite in maniera vantaggiosa. le operazioni realizzate dalla funzione industriale sono eseguite in maniera svantaggiosa. La contabilità industriale: non considera i fenomeni aziendali all’atto della loro utilizzazione. non considera l’aspetto finanziario della gestione. non è in grado di rilevare dati storici. considera l’aspetto finanziario della gestione. La contabilità industriale: non considera l’aspetto finanziario della gestione. considera l’aspetto finanziario della gestione. non è in grado di rilevare dati storici. non considera i fenomeni aziendali all’atto della loro utilizzazione. Una delle cause di complessità della contabilità industriale è: la quasi impossibilità di valutare, senza idonee rilevazioni, i tempi di produzione dei prodotti realizzati. l'eccessiva quantità di prodotti realizzati. la quasi impossibilità di valutare, senza idonee rilevazioni, i costi dei prodotti realizzati. la mancanza di personale in grado di eseguirla. Un esempio di costo non controllabile è: il costo della mano d’opera. il costo di acquisto delle materie prime. il costo delle attrezzature. l'ammortamento delle macchine. I costi variabili sono voci di costo: che variano per ragioni slegate alla produzione. che variano con i volumi effettivi di produzione. quantificabili anche in assenza di produzione. riferibili esclusivamente a uno specifico prodotto. Un esempio di costo variabile è: lo stipendio della manodopera che realizza i prodotti. gli stipendi degli impiegati. le spese di amministrazione. il costo di una macchina. Scegliere quale di queste affermazioni sui costi speciali risulta corretta: relativi a due o più prodotti. i costi sostenuti per l’acquisto di energia elettrica utilizzata dalle macchine. i costi di ammortamento. indipendenti dal tipo di prodotto realizzato. I costi diretti sono: legati al quadrato della quantità prodotta. indipendenti dal costo orario della manodopera. direttamente proporzionali al prezzo unitario. inversamente proporzionali alla quantità di fattore utilizzato. I costi generali di amministrazione comprendono: le spese legali e per incarichi professionali. le retribuzioni fisse per i venditori. le spese di viaggio. lo stipendio dei dirigenti e degli impiegati degli uffici commerciali. I costi generali aziendali sono: relativi alle spese sostenute indistintamente per tutta l’azienda. una sottocategoria dei costi generali di amministrazione. una sottocategoria dei costi generali di produzione. la somma degli stipendi di tutti i membri dell'azienda. I costi standard ideali: non sono attinenti alla realtà e pertanto inutilizzabli. compiono una sovrastima dei costi rispetto a quelli effettivi. sono ottenuti considerando il caso di malattia ma non di assenze del personale. compiono una sottostima dei costi rispetto a quelli effettivi. Il costo standard di un prodotto: è ottenuto attraverso la moltiplicazione tra quantità tipiche e prezzi tipici. è ottenuto valutando la condizione più sfavorevole. è definito mediante ricerche di mercato. è ottenuto valutando la condizione più favorevole. I costi standard di base: sono modificati solo quando si verificano mutamenti tecnologici sostanziali. non sono idonei per confrontare i cambiamenti di prezzo. Nessuna delle precedenti. sono determinati sulla base di condizioni effettive di funzionamento. Il costo primo: rappresenta la somma dei costi diretti relativi alla produzione. contiene tutte le informazioni necessarie a prendere la maggior parte delle decisioni. presenta il limite della soggettività a causa della ripartizione dei costi. comprende gli stipendi di tutta la manodopera (diretta e indiretta). Il costo tecnico-economico rappresenta: il prezzo di vendita massimo. il prezzo di vendita che minimizza i costi amministrativi. il prezzo di vendita minimo che rende conveniente la produzione. il prezzo di vendita medio. Se si volesse controllare i costi dei reparti, converrebbe usare la classificazione tra: costi controllabili e non controllabili. una combinazione delle tre. costi diretti e indiretti. costi fissi e costi variabili. Nell'ambito dei centri di costo, la proporzionalità tra spese generali e base di imputazione è: indipendente dal tipo di prodotto realizzato e dai centri operativi che concorrono alla sua realizzazione. sempre verificata. mai verificata. valida solo in alcuni casi in relazione al tipo di prodotto realizzato e ai centri operativi che concorrono alla sua realizzazione. Il centro di costo solitamente è costituito: dal prodotto. dal responsabile di reparto. dal reparto. dal proprietario dell'azienda. Il metodo delle basi di centro: imputa i costi indiretti su base unica aziendale. imputa i costi indiretti su tante basi quanti sono i centri operativi. complica la localizzazione dei costi diretti. non richiede la localizzazione dei costi generali. Uno dei requisiti fondamentali dei centri di costo è: la varietà delle operazioni eseguite. Nessuna delle precedenti. l'omogeneità delle operazioni eseguite. la varietà del numero di centri di costo, che deve essere maggiore possibile. Il frazionamento del reparto in centri operativi molto spinto: non ha alcuna incidenza sui costi. aumenta i costi, ma soltanto quelli diretti. velocizza e semplifica l’attività amministrativa necessaria per eseguire l’analisi. può provocare un incremento dei costi. Una possibile suddivisione di un reparto in centri di costo può essere tra: un centro di costo contenente le macchine manuali e uno contenente le macchine di tornitura. Nessuna delle precedenti. un centro di costo contenente le macchine di fresatura e uno contenente le macchine a controllo numerico computerizzato. un centro di costo contenente le macchine manuali e uno contenente le macchine a controllo numerico computerizzato. I centri di costo generali: rivolgono le loro attività a favore solo dei centri di costo principali. producono servizi e/o prestano attività difficilmente esprimibili in unità fisiche o quantificabili. rivolgono le loro attività a favore solo dei centri di costo ausiliari. producono servizi e/o prestano attività facilmente esprimibili in unità fisiche o quantificabili. I centri di costo ausiliari sono anche detti: centri di costo secondari. centri di costo non produttivi. centri di costo produttivi. centri di costo comuni. Con la contabilità a costi stimati, se: il volume di produzione stimato coincide con quello realizzato, le spese assorbite eguaglieranno quelle previste. la produzione realizzata risulta superiore rispetto a quella prevista, si verificherà un sotto-assorbimento. la produzione realizzata risulta inferiore rispetto a quella prevista, si verificherà un sovra-assorbimento. il volume di produzione stimato coincide con quello realizzato, si realizzerà un sovra-assorbimento. Uno degli svantaggi della contabilità a costi consuntivi è: la soggettività dei costi rilevati con tale tecnica. la difficoltà di previsione dei costi su cui si basa tale tecnica. la difficoltà di applicazione delle sue procedure. la necessità di attendere che le spese siano sostenute prima di poter stabilire i costi. La tecnica a costi stimati: possiede scarsa flessibilità. Nel caso in cui la produzione effettiva si discosti da quella stimata, esistono meccanismi di correzione che la rendono comunque la più efficace. possiede elevata flessibilità. consente di realizzare un controllo efficace dei costi. La valutazione dei costi relativi ad una commessa permette: il confronto diretto tra il prezzo di vendita e il costo. il confronto diretto tra il tempo di produzione e il tempo che si era previsto di impiegare. il confronto diretto tra il numero di parti prodotte e il numero di parti che si era previsto di vendere. il confronto diretto tra il tempo di produzione e il costo. In un sistema dei costi per commessa, il corretto ordine delle fasi è: ricevere un ordine o commessa, redigere un foglio di commessa, determinare il costo unitario, accreditare il costo al "conto lavorazione" e addebitare al "conto prodotti finiti". nessuno dei precedenti. ricevere un ordine o commessa, redigere un foglio di commessa, determinare il costo unitario, addebitare il costo al "conto lavorazione" e accreditare al "conto prodotti finiti". fare una previsione dei possibili ordini, redigere un foglio di commessa, determinare il costo unitario e addebitarlo al "conto prodotti finiti". Nelle aziende a produzione continua la rilevazione dei costi avviene: riferendosi alle fasi di lavorazione. riferendosi alla quantità e qualità da produrre. riferendosi al singolo prodotto. riferendosi a gruppi di prodotti. In un sistema dei costi per commessa, la valorizzazione della manodopera diretta: è più semplice se si effettua la differenziazione dei costi della manodopera per reparto anziché per categorie contrattuali. richiede lo stesso onere computazionale sia che si differenzino i costi della manodopera per reparto che per categorie contrattuali. è più complessa se si effettua la differenziazione dei costi della manodopera per reparto anziché per categorie contrattuali. non considera le ferie. In un sistema dei costi per commessa, il foglio di commessa riporta: solamente i costi delle materie prime e del lavoro diretto. principalmente i costi generali di lavorazione e il costo complessivo, ma non quelli delle materie prime. principalmente i costi generali di lavorazione e il costo delle materie prime. i costi delle materie prime e del lavoro diretto, ma può anche comprendere altri costi. In un sistema dei costi per commessa, per ottenere il costo industriale di commessa è necessario sommare: una quota di spese generali di produzione e di amministrazione. i costi indiretti e una quota di spese generali di produzione. i costi diretti e una quota di spese generali di produzione. i costi diretti e una quota di spese generali di amministrazione. Il ricorso al metodo della base unica aziendale con ripartizione delle spese generali basata sulle ore macchina è adatto se: l'azienda in questione fa largo uso di macchinari nella produzione. gli ammortamenti delle macchine sono trascurabili. l'azienda in questione predilige una produzione manuale. i macchinari sono scarsamente utilizzati, facilitando la quantificazione delle ore macchina. Il ricorso al metodo della base multipla con la versione a tre basi presuppone la ripartizione spese generali industriali in proporzione: ai costi delle materie prime dirette utilizzate. ai costi variabili. alle ore di manodopera indiretta e al relativo costo. ai costi delle materie prime indirette. Il ricorso al metodo delle tre basi presuppone con la ripartizione delle spese generali eseguita in proporzione alle ore di manodopera diretta prevede la ripartizione di: ore di manodopera indiretta. costi di manodopera indiretta. costi dei materiali di consumo. quantità di macchinari utilizzati. La misurazione del lavoro si interessa invece di scoprire, ridurre ed eliminare: principalmente i tempi di attrezzaggio della macchina. principalmente i tempi di transizione delle materie prime e delle parti. i tempi improduttivi. principalmente i tempi di lavorazione delle materie prime e delle parti. Una delle tecniche principali di misurazione del lavoro è: la stima analitica. la stima schematica. la stima compilativa. la stima sintetica. L'oggetto dello studio dei metodi è quello di giungere ad avere la più alta proporzione possibile di: attività di preparazione. operazioni passive. attività di sgombro. operazioni attive. Le domande secondarie in una tecnica d'indagine sono: domande relative alla seconda fase dello studio del lavoro, ovvero la fase di misurazione. domande che il tecnico si pone quando viene eseguito un secondo studio del lavoro in un'azienda. domande relative a cos'altro potrebbe essere fatto per migliorare il metodo adottato. domande di scarsa rilevanza che possono essere trascurate in uno studio del lavoro preliminare. Un esempio di diagramma di movimento è: il diagramma di flusso. lo schema di posizionamento. il diagramma a corde. il diagramma a barre. Per la compilazione di uno schema di procedimento di processo sono necessari: anche i simboli di trasporto, sosta e immagazzinaggio. i simboli di operazione, di controllo e di trasporto. i simboli di operazione, di controllo e di sosta. solo i simboli di operazione e di controllo. Lo schema di flusso di processo, oltre che dei simboli di operazione e di controllo, fa anche uso del simbolo di: orientamento. partenza. arrivo. immagazzinamento. La procedura di cronometraggio nella misurazione di ciascuna operazione elementare in termini di tempo può essere: a cronometraggio continuo oppure con azzeramento. a cronometraggio incrementale oppure a intervalli. a cronometraggio a campionamento oppure con azzeramento. a cronometraggio continuo oppure a intervalli. Un minuzioso frazionamento in operazioni elementari è necessario: per assicurarsi che il lavoro produttivo venga effettuato entro l'orario di lavoro stabilito. per assicurarsi che l'attività non produttiva sia minima. per assicurarsi che l'attività non produttiva sia relativa solo al settaggio della macchina. per assicurarsi che il lavoro produttivo sia separato dall'attività non produttiva. Scegliere quale tra queste non è una maggiorazione speciale: per miglioramento. per scarti. per necessità personali. per l'apprendimento. La maggiorazione per necessità personali è: maggiore per le donne e minore per gli uomini e inferiore al 5% del tempo base. maggiore per gli uomini e minore per le donne e inferiore al 5% del tempo base. costante per uomini e donne. maggiore per le donne e minore per gli uomini e superiore al 5% del tempo base. |




