SGARAMELLA
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![]() SGARAMELLA Description: Domande trovate Sgaramella |



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1.L’inclusione scolastica si caratterizza come un processo: a. Che punta a favorire l’apprendimento soprattutto degli studenti con bisogni educativi speciali. b. Che punta a favorire l’apprendimento di tutti gli studenti. c. Che punta a favorire l’apprendimento soprattutto degli studenti con difficoltà di apprendimento. 2. L’inclusione scolastica riguarda: a. Il garantire la partecipazione di ogni studente alla vita scolastica,enfatizzando le unicità di ciascuno. b. Il garantire che gli studenti cono menomazione possano frequentare regolarmente i contesti scolastici. c. Il garantire la partecipazione agli studenti con menomazione almeno ad alcune attività importanti della scuola. 3. Gli studi sulla componente emotiva degli atteggiamenti ne i compagni di classe suggeriscono che la tristezza: a. Favorisce comportamenti di aiuto,ma non di amicizia,tra pari con e senza disabilità. b. Favorisce relazioni amicali simmetriche tra pari con e senza disabilità. c. Favorisce sia comportamenti di aiuto che di amicizia tra pari con e senza disabilità. 4. Gli studi sulla componente cognitiva degli atteggiamenti dei compagni nei confronti di studenti con disabilità evidenziano: a. La tendenza ad attribuire alle persone con disabilità caratteristiche e tratti stereotipici tendenzialmente positivi. b. la tendenza a considerare le persone con disabilità come persone uniche e speciali e in tal senso non appartenenti a categorie sociali stereotipiche. c. la tendenza a considerare le persone con disabilità come appartenenti ad un’unica categoria stereotipica indipendentemente dalle difficoltà che sperimentano. 5. Gli studi sulla componente comportamentale degli atteggiamenti nei confronti di compagni con disabilità denunciano: a. La presenza di interazioni sociali positive tra pari con e senza disabilità soprattutto al crescere dell’età e della gravità della disabilità. b. la presenza di limitate interazioni sociali tra pari con e senza disabilità, anche se ciò sembra influenzato dal tipo di disabilità, dall’età e dal significato attribuito all’amicizia. c. la presenza di limitate interazioni sociali tra pari con e senza disabilità, anche se ciò sembra influenzato dal livello socio-economico. 6. I programmi di intervento rivolti agli studenti sono efficaci nel promuovere l’inclusione scolastica se: a. Indipendentemente dall’età, intervengono sulle tre componenti degli atteggiamenti. b. Si ha a che fare con bambini della scuola primaria, che non hanno ancora sviluppato atteggiamenti negativi e la propensione ad isolare coloro che presentano delle difficoltà. c. Si ha a che fare soprattutto con adolescenti che hanno maturato la capacità di mettere in evidenza le differenze e di considerarle come una risorsa. 7) I programmi a vantaggio dell’inclusione rivolti agli studenti/allievi permettono di ottenere risultati migliori se: a) Si interviene solitamente in età infantile, in quanto i bambini non hanno ancora sviluppato atteggiamenti negativi e la propensione ad isolare coloro che presentano delle difficoltà. b) Se si interviene in età adolescenziale, in quanto i giovani hanno maturato capacità di mettere in evidenza le differenze, di considerarle come una risorsa e di percepire l’importanza della partecipazione. c) Indipendentemente dall’età, si interviene. Sulle componenti cognitiva, comportamentale ed emotiva degli atteggiamenti degli studenti nei confronti dei compagni con menomazione. 8) Gli anni della scuola primaria rappresentano (rappresenteranno o hanno rappresentato) finestre specifiche per lo sviluppo delle abilità esecutive. Indicare il pattern di sviluppo che caratterizza questo periodo. a. Capacità di porsi nella prospettiva di un altro, memoria di lavoro, pianificazione. b. Anticipazione delle conseguenze delle proprie azioni, capacità di porsi nella prospettiva di un altro, attenzione. c. Capacità di organizzazione, capacità di porsi nella prospettiva di un altro, decisionalità autonoma. 9). Secondo gli studi più recenti la presenza di difficoltà di tipo esecutivo suggerisce: a. Un disturbo che merita una etichetta diagnostica specifica e scelte didattiche specifiche. b. Difficoltà in alcune discipline che richiedono un elevato carico di attenzione e calcolo. c. Difficoltà che possono emergere nella esecuzione di attività nuove o che richiedono manipolazione contemporanea di più informazioni. 10) Nell’elenco che segue sono presenti due strategie specifiche per la gestione del tempo in presenza di difficoltà esecutive. Individuare quali 2. Suggerire ed utilizzare strumenti esterni di richiamo. Annunciare i compiti o le attività che seguono. Fornire alternative tra cui scegliere. Organizzare un obiettivo passi più semplici e a breve termine. Eliminare distruttori dal contesto di lavoro. 11)Alcune caratteristiche individuali e contestuali costituiscono fattori di protezione per lo sviluppo di atteggiamenti resilienti. Individuare i 3 fattori di protezione significativi tra le opzioni presentate. Sostegno da parte della famiglia allargata e delle famiglie amiche. Alto livello di reattività alle ingiustizie. Capacità di porsi obiettivi e saperli realizzare. Elementi genetici. Situazione economica. Coinvolgimento nelle attività prosociali. Cambiamento del luogo o della città di residenza. 12) L’analisi esecutiva del compito permette di(1)scomporre qualsiasi compito,(2)descrivere e definire i tipi di risposte,(3)strutturare la situazione di partenza,(4)individuare i punti critici. Pensando ad un compito che potrebbe proporre ad un alunno o ad una alunna con disabilità di grado moderato, indichi quali scelte potrebbe mettere in atto basandosi sulle informazioni ottenute da ciascuno dei 4 passaggi dell’analisi sopra elencati. (rispondere con un testo di circa 30 parole per ognuno dei passaggi). 13). Mario riferendosi al suo bambino di 10 anni con disturbo afferma: Ma cosa devo fare con lui? Qualsiasi cosa faccia non va bene e mi sembra di tenerlo sempre di meno. Certe volte ho paura di non farcela. Quale potrebbe essere una buona domanda per navigare con questo papà secondo la prospettiva di Ungar. a. E’ proprio in difficoltà vero?. b. Potrebbe invece farmi un esempio di quando le sembra di riuscire a tenerlo?. c. Cosa succede quando non lo tiene?. d. E’ la prima volta che prova questa paura?. 14). Secondo gli studi più recenti, difficoltà di tipo esecutivo suggeriscono: a. Difficoltà di alcune discipline che richiedono attenzione e memoria di lavoro. b. Difficoltà che possono riscontrarsi frequentemente nell’apprendimento e nella esecuzione di una attività nuova. c. La presenza di un nuovo disturbo che richiede una etichetta diagnostica aggiuntiva. 15). Ricerche che si sono occupate dei fattori che favoriscono l’autodeterminazione. a. Sarebbe preferibile avere insegnanti che apprezzano punti di vista alternativi e così facendo percepire la vantaggiosità di svolgere quanto proposto. b. Sarebbe preferibile avere insegnanti che seguono delle regole ben precise e non cambiamenti. c. Sarebbe preferibile avere insegnanti che coinvolgono in primis la famiglia subo… Decisioni, compreso la tipologia e quantità di compiti da svolgere. 16). Pensando ad una situazione in cui sia presente una disabilità intellettiva e ad una situazione in cui siano presenti disturbi generalizzati dello sviluppo, eseguire le seguenti azioni: a. Individuare compito in cui potreste proporre l’esecuzione b. Elencare e definire per entrambe le situazioni tre diverse strategie che potreste utilizzare per ridurre il carico esecutivo associato al nuovo compito. 17) Nella lettura psicologica, gli studi sulla speranza suggeriscono che: a. I livelli di speranza non sono rilevanti in presenza di buone abilità di memoria. b. I livelli di speranza incidono sulla competenza e sulle relazioni sociali. c. I livelli di speranza riducono la necessità di incrementare le abilità di problem solving. d. I livelli di speranza incidono sulla percezione di competenza, sui risultati scolastici e sportivi. 18). Selezione una attività nella lista ed elencare la fasi macro, necessarie per la sua esecuzione. Per ciascuna fase indicare le abilità esecutive necessarie e che potrebbero costituire un carico esecutivo. Selezionare attività: a. Colora i pianeti gemelli alternando i colori freddi e i colori caldi b. Completa la tabella presente nell’aula inserendo il giorno della settimana e la data c. Prendi le scarpe da ginnastica dall’armadietto e indossale. 19. Inserire uno studente con disabilità in una classe: a. Favorire relazione tra pari. b. Favorire atteggiamenti positivi e sentimenti di empatia nei compagni. c. Non garantisce l’accettazione dello studente con disabilità. 20. Progettare l’intervento educativo nelle classi frequentate da alunni con disabilità visiva compete: a. Al consiglio di classe in collaborazione con l’insegnante di sostegno. b. All’insegnante di sostegno. c. All’eventuale facilitatore se e quando ne è prevista la presenza a scuola. d. All’insegnante che svolge settimanalmente il maggior numero di ore di docenza nella classe. 21. Nella letteratura psicologica, gli studi sulla speranza suggeriscono che: scegli un'alternativa: a. i livelli di speranza incidono sulla competenza sulle relazioni sociali. b. i livelli di speranza non sono rilevanti in presenza di buona qualità di memoria . c. i livelli di speranza incidono sulla percezione di competenza, sui risultati scolastici e sportivi. d. livelli elevati di speranza riducono la necessità di incrementare le abilità di problem solving. 22. Gli studi sulla componente emotiva degli atteggiamenti suggeriscono che la tristezza: A. favorisce relazioni amicali simmetriche tra pari con essenza menomazione. B. favorisce comportamenti di aiuto ma non di amicizia tra pari con e senza menomazione. C. favorisce sia comportamenti di aiuto che di amicizia tra pari con e senza menomazione. 23. Dobbiamo insegnare una lingua straniera ad un alunno disabile?. a. no, mai. perché si confonde con la lingua madre. b. no, mai. perché evitiamo una fatica maggiore. c. no, mai. perchè non la utilizzerà. d. si, sempre, perchè così migliora ascolto, comprensione e linguaggio. 24) Fra gli interventi che si possono realizzare in un contesto scolastico: a) Vi sono programmi per i compagni di classe finalizzati a descrivere ciò che alcuni studenti/allievi non riescono a fare a causa delle menomazioni e quindi a ridurre le richieste e le aspettative;. b) Vi sono programmi per i compagni di classe finalizzati a potenziare atteggiamenti positivi verso le diversità e a incrementare le capacità di supportare i propri pari con difficoltà. c) Vi sono programmi per i compagni di classe finalizzati a favorire sentimenti di empatia nei confronti di compagni con menomazioni e a incrementare le capacità di supportare i pari con difficoltà. 25) Lindsay ed Edward (2012) nella loro review internazionale sugli interventi a vantaggio dell’inclusione scolastica hanno evidenziato: a) Risultati più efficaci se gli interventi prevedono più incontri/sessioni (almeno4/5 incontri). b)Risultati più efficaci se gli interventi sono brevi, al massimo di un incontro. c) che la durata degli interventi non incide sull’efficacia degli interventi. 26)Tra le seguenti quale non rappresenta una metodologia che è possibile utilizzare nella progettazione degli interventi a vantaggio dell’integrazione/inclusione?. a) questionari e interviste. b) modeling e video-modeling. c)immaginazione e simulazione mentale. 27) L’integrazione scolastica riguarda: a) Il garantire la partecipazione alle persone con disabilità alle attività scolastiche. b) Il garantire la partecipazione di ogni persona alla vita scolastica, enfatizzando le unicità di ciascuno. c) Il garantire che le persone con disabilità possano essere inseriti regolarmente nei contesti scolastici. 28) La promozione dei ‘social nutrients’ fin dalla prima infanzia è associata a. a) minori problemi comportamentali. b) livelli più elevati di disagio emotivo. c )minori livelli di qualità della vita. 29) Secondo gli studi nell’ambito della psicologia della disabilità, la presenza di studenti con disabilità nelle classi: a) Si associa ad un maggior rischio di micro e macro-esclusione. b) favorisce l’avvio automatico di relazioni soddisfacenti e positive con i pari senza disabilità. c) Si associa ad un minore rischio di bullismo nel contesto scolastico. 30) Secondo il modello tripartito, nel progettare interventi a vantaggio dell’inclusione scolastica si dovrebbe intervenire sulle seguenti componenti: a) Cognitiva, affettiva, comportamentale. b) Cognitiva, emotiva, informativa. c) Affettiva, attiva, comportamentale. 31) La componente COGNITIVA degli atteggiamenti riguarda: a) Le credenze, i pensieri e le conoscenze nei confronti dell’oggetto. b) Le emozioni e gli stati d’animo nei confronti dell’oggetto dell’atteggiamento. c) Le azioni e le intenzioni comportamentali nei confronti dell’oggetto dell’atteggiamento. Domande aperte: Pensi alla sua attività professionale e ai fondamenti dell’analisi del compito quale metodo per facilitare l’apprendimento Cosa vuol dire agire sui prerequisiti per l’esecuzione del compito nel lavoro con un alunno con disabilità intellettiva di grado moderato? Fornisca un esempio di intervento sui prerequisiti utilizzando un esempio dalla sua pratica professionale (NON un esempio presentato durante la lezione) Perché è importante individuare ed intervenire sui punti critici nella esecuzione o nell’apprendimento del compito?. Selezionare una attività nella lista ed elencare le fasi macro, necessarie per la sua esecuzione. Per ciascuna fase indicare le abilità esecutive necessarie che potrebbero costituire un carico esecutivo. A) Colora pianeti gemelli alternando i colori freddi e colori caldi B) Completa la tabella presente nell'aula inserendo il giorno della settimana e la data C) Prendi le scarpe da ginnastica dall'armadietto e indossale. D) Completa la tabella presente nell'aula inserendo il giorno della settimana e la data. DOMANDA APERTA: E) Pensando ad una situazione in cui sia presente una disabilità intellettiva e ad una situazione in cui siano presenti disturbi generalizzati dello sviluppo, eseguire le seguenti azioni: - individuare un compito di cui potreste proporre l’esecuzione; - elencare e definire per entrambe le situazioni tre diverse strategie che potresti utilizzare per ridurre il carico esecutivo associato al nuovo compito. DOMANDA APERTA: F) Elencare i comportamenti e gli atteggiamenti che caratterizzano un insegnante resiliente rispetto alla dimensione motivazionale e sociale (o emozionale e professionale). A cosa servono i modelli integrati per lo sviluppo positivo e la partecipazione?. Come possiamo promuovere lo sviluppo positivo e la partecipazione?. Come intervenire per sviluppare le abilità esecutive?. Cosa è il Carico esecutivo?. Come intervenire per contenere il carico esecutivo?. Quali sono i pattern di sviluppo nelle situazioni di vulnerabilità e disabilità?. In caso di disabilità o limitazioni è importante lavorare sul contesto. Come?. DOMANDA GENERALE: |





