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SISTEMI INTEGRATI DI PRODUZIONE

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SISTEMI INTEGRATI DI PRODUZIONE

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lù ingenere

Creation Date: 2026/01/29

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La produzione è: l'insieme dei processi che permettono di trasformare il materiale di partenza in prodotti aventi valore di mercato. l'insieme degli sfridi che permettono di trasformare il materiale di partenza in prodotti aventi valore di mercato. l'insieme di macchine che permettono di trasformare il materiale di partenza in prodotti aventi valore di mercato. l'insieme degli utensili che permettono di trasformare il materiale di partenza in prodotti aventi valore di mercato.

Tra le funzioni tecniche del sistema di produzione, non rientra: manipolazione di parti. fabbricazione di componenti. pianificazione della produzione. collaudo di prodotti.

Nella classificazione a 3 assi, sull'asse del mercato si ha: la classificazione basata sulle modalità di vendita su commesse o magazzino. la classificazione basata sulla tipologia di prodotto. la classificazione basata sulle modalità di realizzazione del prodotto per parti o per processo. la classificazione basata sul volume di produzione.

Tra le funzioni organizzative del sistema di produzione, non rientra: collaudo. controllo della produzione. business. progettazione.

Tra le funzioni organizzative del sistema di produzione, non rientra: ispezione. controllo della produzione. business. progettazione.

Tra le funzioni organizzative del sistema di produzione, non rientra: manipolazione. pianificazione della produzione. business. progettazione.

Tra le funzioni organizzative del sistema di produzione, non rientra: assemblaggio. pianificazione della produzione. business. progettazione.

Tra le funzioni organizzative del sistema di produzione, non rientra: fabbricazione di un componente. pianificazione della produzione. business. progettazione.

Tra le funzioni tecniche del sistema di produzione, non rientra: controllo della produzione. collaudo di prodotti. manipolazione di parti. assemblaggio di componenti.

Tra le funzioni tecniche del sistema di produzione, non rientra: progettazione. assemblaggio. collaudo. ispezione.

Tra le funzioni tecniche del sistema di produzione, non rientra: business. assemblaggio. manipolazione. fabbricazione.

Un sistema di produzione è: il sistema che permette di realizzare l'aggiunta di valore al materiale di partenza. il sistema che permette di realizzare la riduzione di valore del prodotto finito. il sistema che permette di realizzare la diminuzione di valore al materiale di partenza. il sistema che permette di realizzare l'aggiunta di valore al prodotto finito.

La produzione manifatturiera è caratterizzata: da un prodotto che non può essere scomposto a ritroso. dalla sola fase di fabbricazione. da prodotti finali composti da un numero finito di componenti discreti o parti. da elementi originari che costituiscono il prodotto finale non facilmente identificati.

Nella produzione manifatturiera (o per parti) la fabbricazione consiste: nell'insieme delle lavorazioni che modificano forma, dimensioni e/o stato superficiale delle singole parti. nelle operazioni di formatura mediante processi per deformazione plastica. nell'insieme di operazioni di montaggio di parti singole. nella scelta e nella pianificazione dei processi.

Nella classificazione a 3 assi, sull'asse gestionale si ha: la classificazione basata sulla tipologia di prodotto. la classificazione basata sulle modalità di realizzazione del prodotto per parti o per processo. la classificazione basata sul volume di produzione. la classificazione basata sulle modalità di vendita su commesse o magazzino.

Nella classificazione a 3 assi, sull'asse tecnologico si ha: la classificazione basata sulla tipologia di prodotto. la classificazione basata sulle modalità di vendita su commesse o magazzino. la classificazione basata sul volume di produzione. la classificazione basata sulle modalità di realizzazione del prodotto per parti o per processo.

La produzione unitaria si caratterizza per: medi volumi di produzione. lotti dello stesso tipo di prodotto. alti volumi di produzione. bassi volumi di produzione.

La produzione per lotti si caratterizza per: tempi di setup praticamente nulli. la realizzazione simultanea di prodotti diversi purché appartenenti alla stessa famiglia. bassi volumi di produzione. manodopera qualificata.

La produzione cellulare si caratterizza per: la realizzazione simultanea di prodotti diversi purché appartenenti alla stessa famiglia. alti volumi di produzione. lotti dello stesso tipo di prodotto. bassi volumi di produzione.

La produzione di massa si caratterizza per: la realizzazione simultanea di prodotti diversi purché appartenenti alla stessa famiglia. bassi volumi di produzione. produzione di grandi quantità dello stesso tipo di articolo. lotti dello stesso tipo di prodotto.

L'automazione fissa o rigida è caratterizzata da: elevato investimento iniziale necessario per l'acquisto di apparecchiature di scopo generale molto complesse. operazioni e sequenze definite dalla configurazione delle apparecchiature. apparecchiature di scopo generale in grado di cambiare facilmente la sequenza delle operazioni per la realizzazione di prodotti diversi. sequenza controllata da un programma trasformato da un'unita di controllo in comandi per le apparecchiature.

L'automazione fissa o rigida è caratterizzata da: apparecchiature di scopo generale in grado di cambiare facilmente la sequenza delle operazioni per la realizzazione di prodotti diversi. elevato investimento iniziale necessario per l'acquisto di apparecchiature di scopo generale molto complesse. sequenza controllata da un programma trasformato da un'unita di controllo in comandi per le apparecchiature. prodotto unico per quella configurazione.

L'automazione fissa o rigida è caratterizzata da: elevato investimento iniziale necessario per l'acquisto di apparecchiature di scopo generale molto complesse. singole operazioni usualmente semplici. apparecchiature di scopo generale in grado di cambiare facilmente la sequenza delle operazioni per la realizzazione di prodotti diversi. sequenza controllata da un programma trasformato da un'unita di controllo in comandi per le apparecchiature.

L'automazione flessibile è caratterizzata da: operazioni e sequenze definite dalla configurazione delle apparecchiature. produzione continua di un mix di prodotti variabile. singole operazioni usualmente semplici. prodotto unico per una determinata configurazione.

L'automazione programmabile è caratterizzata da: elevata flessibilità di prodotto. singole operazioni usualmente semplici. operazioni e sequenze definite dalla configurazione delle apparecchiature. prodotto unico per quella configurazione.

L'automazione programmabile è caratterizzata da: elevato investimento iniziale necessario per l'acquisto di apparecchiature di scopo generale molto complesse. singole operazioni usualmente semplici. prodotto unico per quella configurazione. operazioni e sequenze definite dalla configurazione delle apparecchiature.

L'automazione programmabile è caratterizzata da: sequenza controllata da un programma trasformato da un'unita di controllo in comandi per le apparecchiature. prodotto unico per quella configurazione. operazioni e sequenze definite dalla configurazione delle apparecchiature. singole operazioni usualmente semplici.

L'automazione fissa o rigida è caratterizzata da: elevato investimento iniziale necessario per l'acquisto di apparecchiature di scopo generale molto complesse. elevato investimento iniziale necessario per l'acquisto di apparecchiature automatizzate dedicate allo specifico prodotto. apparecchiature di scopo generale in grado di cambiare facilmente la sequenza delle operazioni per la realizzazione di prodotti diversi. sequenza controllata da un programma trasformato da un'unita di controllo in comandi per le apparecchiature.

L'automazione programmabile è caratterizzata da: operazioni e sequenze definite dalla configurazione delle apparecchiature. prodotto unico per quella configurazione. singole operazioni usualmente semplici. apparecchiature di scopo generale in grado di cambiare facilmente la sequenza delle operazioni per la realizzazione di prodotti diversi.

Il CAPP: comprende le funzioni ingegneristiche del CAD/CAM e quelle commerciali legate alla produzione. è relativo all'uso efficace della tecnologia dei computer nella progettazione del prodotto. è relativo all'uso efficace della tecnologia dei computer nella produzione. è relativo alla preparazione del piano di processo (ciclo di lavorazione o di assemblaggio) con l'ausilio del computer.

Il CAM: è relativo all'uso efficace della tecnologia dei computer nella produzione. è relativo all'uso efficace della tecnologia dei computer nella progettazione del prodotto. è relativo alla modellazione geometrica e all'analisi ingegneristica del progetto. comprende le funzioni ingegneristiche e commerciali legate alla produzione.

Il CIM: è relativo all'uso efficace della tecnologia dei computer nella produzione. è relativo all'uso efficace della tecnologia dei computer nella progettazione del prodotto. è relativo alla preparazione del piano di processo (ciclo di lavorazione o di assemblaggio) con l'ausilio del computer. comprende le funzioni ingegneristiche del CAD/CAM e quelle commerciali legate alla produzione.

Il CAD: è relativo all'uso efficace della tecnologia dei computer nella progettazione del prodotto. è relativo all'uso efficace della tecnologia dei computer nella produzione. è relativo alla preparazione del piano di processo (ciclo di lavorazione o di assemblaggio) con l'ausilio del computer. comprende le funzioni ingegneristiche del CAD/CAM e quelle commerciali legate alla produzione.

Lo zero pezzo: è scelto dal programmatore e introdotto nel CNC durante la messa a punto della lavorazione. è l'origine del sistema di riferimento della macchina e il punto di partenza di tutti gli ulteriori sistemi e punti di riferimento della macchina. è sempre uno zero mobile. è un punto prefissato dal costruttore della macchina.

Lo zero pezzo: è un punto di riferimento che stabilisce il sistema di coordinate del pezzo in relazione allo zero macchina. è sempre uno zero mobile. è l'origine del sistema di riferimento della macchina e il punto di partenza di tutti gli ulteriori sistemi e punti di riferimento della macchina. è un punto prefissato dal costruttore della macchina.

Lo zero macchina: è l'origine del sistema di riferimento della macchina e il punto di partenza di tutti gli ulteriori sistemi e punti di riferimento della macchina. è scelto in modo da facilitare la conversione dei valori delle quote del disegno in valori di coordinate. è scelto dal programmatore e introdotto nel CNC durante la messa a punto della lavorazione. è un punto di riferimento che stabilisce il sistema di coordinate del pezzo in relazione allo zero macchina.

Lo zero macchina: è scelto in modo da facilitare la conversione dei valori delle quote del disegno in valori di coordinate. è un punto di riferimento che stabilisce il sistema di coordinate del pezzo in relazione allo zero macchina. è scelto dal programmatore e introdotto nel CNC durante la messa a punto della lavorazione. è un punto prefissato dal costruttore della macchina.

Individuare la definizione corretta tra le seguenti: Il controllo numerico è una forma di automazione programmabile. L'attrezzatura riporta i comandi dettagliati, tradotti dal disegno del pezzo, che guidano il funzionamento dell'attrezzatura della macchina. Il controllo numerico è adatto a produzioni di elevati volumi nelle quali si necessita di macchine versatili. Il programma delle istruzioni rappresenta l'hardware elettronico e di controllo che aziona i servomeccanismi determinando il movimento dell'attrezzatura.

Nel controllo numerico, il sistema di posizionamento incrementale si ha quando: nel passare dalla posizione iniziale a quella finale si opera una differenza di incrementi. si può trascurare l'accumulo degli errori dovuti alle singole misure. la posizione dell'utensile è definita rispetto a quella assunta precedentemente. la posizione dell'utensile è definita sempre rispetto all'origine del sistema di riferimento.

Nel controllo numerico, il sistema di posizionamento dell'utensile assoluto si ha quando: la posizione dell'utensile è definita sempre rispetto all'origine del sistema di riferimento. la posizione dell'utensile è definita rispetto a quella assunta precedentemente. si deve tener conto dell'accumulo degli errori dovuti alle singole misure. nel passare dalla posizione iniziale a quella finale si opera una sommatoria di incrementi.

Il controllo numerico continuo: controlla la posizione raggiunta dall'attrezzatura. è adatto in operazioni come la saldatura per punti. è adatto in operazioni come la foratura. è adatto in operazioni di fresatura.

Il controllo numerico continuo: controlla la posizione raggiunta dall'attrezzatura. è adatto in operazioni come la saldatura per punti. è adatto in operazioni come la foratura. è adatto in operazioni di tornitura.

Il controllo numerico punto a punto si usa per: eseguire traiettorie particolari, con l'uso del modulo interpolatore. il controllo continuo della posizione, della traiettoria e della velocità dell'attrezzatura. realizzare traiettorie rettilinee e circolari. il controllo della posizione raggiunta dall'attrezzatura.

Il controllo numerico punto a punto: esegue sia il controllo delle coordinate (x e y), sia quello delle velocità (dx/dt e dy/dt). esegue il controllo delle coordinate (x e y). nelle traiettorie rettilinee mantiene i valori di dx/dt e dy/dt costanti. nelle traiettorie curvilinee controlla che i valori di dx/dt e dy/dt siano variabili.

Con il controllo di posizione ad anello chiuso: la posizione istantanea viene misurata mediante trasduttori di posizione. si utilizzano motori passo-passo. la posizione viene controllata senza ricorrere al segnale in retroazione. il segnale proveniente dalla MCU viene trasformato in movimento senza il controllo della posizione da raggiungere.

Con il controllo di posizione ad anello chiuso: la posizione viene controllata senza ricorrere al segnale in retroazione. il valore di riferimento Pr (posizione da raggiungere), attraverso un comparatore, viene confrontato con il segnale istantaneo Pi (posizione istantanea) fornito dal trasduttore. il segnale proveniente dalla MCU viene trasformato in movimento senza il controllo della posizione da raggiungere. si utilizzano motori passo-passo.

Il controllo numerico punto a punto: è adatto in operazioni come la saldatura per punti. è adatto in operazioni di tornitura. è adatto in operazioni di fresatura. è adatto in operazioni di saldatura ad arco elettrico.

Il controllo numerico continuo: è adatto in operazioni di saldatura ad arco elettrico. è adatto in operazioni come la foratura. controlla la posizione raggiunta dall'attrezzatura. è adatto in operazioni come la saldatura per punti.

Il controllo numerico a traiettoria continua è caratterizzato dal fatto che: l'utensile viene mosso da una posizione ad un'altra predefinita, in cui verrà eseguita la lavorazione, senza controllare la velocità e la traiettoria del movimento. si ha ridotta flessibilità. la traiettoria dell'utensile viene controllata in modo continuo al fine di generare la geometria desiderata sul pezzo in lavorazione. non è in grado di realizzare il controllo punto a punto.

Il controllo numerico punto a punto: è adatto in operazioni di tornitura. è adatto in operazioni di fresatura. è adatto in operazioni come la foratura. è adatto in operazioni di saldatura ad arco elettrico.

Con il controllo di posizione ad anello aperto: si utilizzano motori passo-passo. il valore di riferimento Pr (posizione da raggiungere), attraverso un comparatore, viene confrontato con il segnale istantaneo Pi (posizione istantanea) fornito dal trasduttore. c'è un segnale in retroazione. la posizione istantanea viene misurata mediante trasduttori di posizione.

Con il controllo di posizione ad anello aperto: quando ε=0, la posizione istantanea coincide con quella desiderata e il motore si arresta. la posizione istantanea viene misurata mediante trasduttori di posizione. il valore di riferimento Pr (posizione da raggiungere), attraverso un comparatore, viene confrontato con il segnale istantaneo Pi (posizione istantanea) fornito dal trasduttore. il segnale proveniente dalla MCU viene trasformato in movimento senza il controllo della posizione da raggiungere.

Con il controllo di posizione ad anello aperto: la posizione istantanea viene misurata mediante trasduttori di posizione. la posizione viene controllata senza ricorrere al segnale in retroazione. il valore di riferimento Pr (posizione da raggiungere), attraverso un comparatore, viene confrontato con il segnale istantaneo Pi (posizione istantanea) fornito dal trasduttore. quando ε=0, la posizione istantanea coincide con quella desiderata e il motore si arresta.

Nota la risoluzione del controllo CR, la precisione di una macchina utensile a controllo numerico si misura come. CR. 2*CR. CR/3. CR/2.

La ripetibilità di una macchina utensile a controllo numerico si misura come. 4*σ. σ. 6*σ. 2*σ.

In presenza di errori meccanici, la precisione di una macchina a controllo numerico è data da: CR+3σ. (CR/2)+4σ. (CR/2)+3σ. (CR/2)+5σ.

Trovare la definizione errata: Il controllo numerico distribuito permette la comunicazione bidirezionale dei dati tra computer centrale e computer periferici. Il controllo numerico distribuito è costituito da un solo computer a bordo macchina. Il controllo numerico distribuito è un sistema organizzato in modo gerarchico. Il controllo numerico distribuito è costituito da server, computer satellite e computer a bordo macchina.

Le macchine utensili a controllo numerico computerizzato classificate come monoscopo: permettono di eseguire un numero elevato di lavorazioni in un unico setup del pezzo sulla macchina. sono macchine utensili di nuova generazione, versatili, in grado di effettuare vari tipi di lavorazioni con un unico setup (attrezzaggio) del pezzo sulla macchina. sono dotate di magazzino utensili e sistema di cambio automatico dell'utensile. presentano piccole modifiche strutturali e nella componentistica rispetto alle MU tradizionali (tornio, trapanatrice, fresatrice, alesatrice, ...).

Le macchine utensili a controllo numerico computerizzato classificate come monoscopo: sono dotate di magazzino utensili e sistema di cambio automatico dell'utensile. sono macchine utensili di nuova generazione, versatili, in grado di effettuare vari tipi di lavorazioni con un unico setup (attrezzaggio) del pezzo sulla macchina. sono usate quando il piano di processo prevede l'uso di pochi utensili. permettono di eseguire un numero elevato di lavorazioni in un unico setup del pezzo sulla macchina.

Le macchine utensili a controllo numerico computerizzato classificate come multiscopo: presentano piccole modifiche strutturali e nella componentistica rispetto alle MU tradizionali (tornio, trapanatrice, fresatrice, alesatrice, ...). sono dotate di magazzino utensili e sistema di cambio automatico dell'utensile. sono usate quando il piano di processo prevede l'uso di pochi utensili. sono sviluppate per realizzare una specifica lavorazione.

Le macchine utensili a controllo numerico computerizzato classificate come monoscopo: sono dotate di magazzino utensili e sistema di cambio automatico dell'utensile. sono macchine utensili di nuova generazione, versatili, in grado di effettuare vari tipi di lavorazioni con un unico setup (attrezzaggio) del pezzo sulla macchina. sono sviluppate per realizzare una specifica lavorazione. permettono di eseguire un numero elevato di lavorazioni in un unico setup del pezzo sulla macchina.

Le macchine utensili a controllo numerico computerizzato classificate come multiscopo: sono sviluppate per realizzare una specifica lavorazione. permettono di eseguire un numero elevato di lavorazioni in un unico setup del pezzo sulla macchina. presentano piccole modifiche strutturali e nella componentistica rispetto alle MU tradizionali (tornio, trapanatrice, fresatrice, alesatrice, ...). sono usate quando il piano di processo prevede l'uso di pochi utensili.

Le macchine utensili a controllo numerico computerizzato classificate come multiscopo: sono sviluppate per realizzare una specifica lavorazione. sono macchine utensili di nuova generazione, versatili, in grado di effettuare vari tipi di lavorazioni con un unico setup (attrezzaggio) del pezzo sulla macchina. presentano piccole modifiche strutturali e nella componentistica rispetto alle MU tradizionali (tornio, trapanatrice, fresatrice, alesatrice, ...). sono usate quando il piano di processo prevede l'uso di pochi utensili.

Un centro di lavoro è definito verticale se: è usato per parti che richiedono l'accesso dell'utensile attraverso le superfici laterali. l'asse del mandrino è in posizione verticale. l'asse del mandrino è in posizione orizzontale. è dotato di testa di lavoro tiltante.

Un centro di lavoro è definito verticale se: è dotato di testa di lavoro tiltante. l'asse del mandrino è in posizione orizzontale. è usato per parti che richiedono l'accesso dell'utensile attraverso le superfici laterali. è usato per parti che richiedono l'accesso dell'utensile dall'alto.

Un centro di lavoro è definito orizontale se: è dotato di testa di lavoro tiltante. l'asse del mandrino è in posizione verticale. è usato per parti che richiedono l'accesso dell'utensile attraverso le superfici laterali. è usato per parti che richiedono l'accesso dell'utensile dall'alto.

Un centro di lavoro è definito orizzontale se: l'asse del mandrino è in posizione orizzontale. è usato per parti che richiedono l'accesso dell'utensile dall'alto. l'asse del mandrino è in posizione verticale. è dotato di testa di lavoro tiltante.

Un centro di lavoro è definito universale se: è dotato di testa di lavoro tiltante. l'asse del mandrino è in posizione orizzontale. la rotazione dell'asse del mandrino è limitata nella realizzazione di qualsiasi angolo. l'asse del mandrino è in posizione verticale.

Le guide di un centro di lavoro a controllo numerico computerizzato: rappresenta l'interfaccia standardizzata utensile-mandrino. permette di immagazzinare nella macchina più utensili. consentono di realizzare moto relativo riducendo l'attrito e mantenendolo costante anche a basse velocità. trasformano il moto rotatorio in traslatorio.

Le viti a ricircolazione di sfere di un centro di lavoro a controllo numerico computerizzato: trasformano il moto rotatorio in traslatorio. consentono di realizzare moto relativo riducendo l'attrito e mantenendolo costante anche a basse velocità. rappresenta l'interfaccia standardizzata utensile-mandrino. permette di immagazzinare nella macchina più utensili.

Il portautensile: permette di immagazzinare nella macchina più utensili. consentono di realizzare moto relativo riducendo l'attrito e mantenendolo costante anche a basse velocità. trasformano il moto rotatorio in traslatorio. rappresenta l'interfaccia standardizzata utensile-mandrino.

In un centro di lavoro a CN, il sistema di selezione utensili con cui la macchina reperisce nel magazzino l'utensile richiesto dal programma può essere: a utensile codificato, cioè la disposizione degli utensili nel magazzino è casuale e, all'atto del montaggio, viene compilata una tabella di corrispondenza tra numero della posizione del magazzino e numero di utensile. a utensile programmato, cioè gli utensili vengono montati nel magazzino in modo casuale e l'utensile richiesto viene trovato tramite la lettura delle informazioni contenute nella etichetta con il codice a barre. a stazione codificata, cioè ogni posizione del magazzino è numerata e il programma chiama una posizione di magazzino. nessuna delle precedenti risposte è corretta.

Il magazzino portautensili: rappresenta l'interfaccia standardizzata utensile-mandrino. permette di immagazzinare nella macchina più utensili. trasformano il moto rotatorio in traslatorio. consentono di realizzare moto relativo riducendo l'attrito e mantenendolo costante anche a basse velocità.

Trovare la definizione errata: Il centro di tornitura è una macchina utensile multiscopo con la quale è possibile effettuare diverse lavorazioni su pezzi di forma riconducibile a quella dei solidi di rivoluzione. Il centro di tornitura è una macchina dotata di una o più torrette portautensili che fungono da magazzini utensili. Il centro di tornitura è una macchina utensile monoscopo. Il centro di tornitura è dotato sia dei tipici utensili da tornitura, che di utensili montati su portautensili motorizzati per eseguire operazioni di fresatura, foratura fuori asse.

Una macchina a misure a coordinate con struttura a pilastri: è usata per parti con una lunghezza a sbalzo limitata per ragioni di precisione. è basata su una struttura a pilastri indipendenti. è usata per la misura di pezzi di piccole dimensioni. è caratterizzata da elevate precisioni ottenute grazie alla rigidezza strutturale.

Una macchina a misure a coordinate con struttura a portale: è basata su una struttura a pilastri indipendenti. non ha la possibilità di predisporre un magazzino tastatori. è usata per parti con una lunghezza a sbalzo limitata per ragioni di precisione. è caratterizzata da elevate precisioni ottenute grazie alla rigidezza strutturale.

Una macchina a misure a coordinate con struttura a cantilever: è usata per parti con una lunghezza a sbalzo limitata per ragioni di precisione. è caratterizzata da elevate precisioni ottenute grazie alla rigidezza strutturale. è basata su una struttura a pilastri indipendenti. presenta sempre un magazzino portautensili.

Sono sensori di misura con contatto: i laser. i sensori meccanici. le telecamere. i microscopi.

Sono sensori di misura senza contatto: i sensori elettromeccanici continui. i sensori elettromeccanici punto a punto. i sensori meccanici. i microscopi.

Sono sensori di misura senza contatto: i sensori elettromeccanici continui. i sensori elettromeccanici punto a punto. i sensori meccanici. i laser.

Sono sensori di misura senza contatto: i sensori elettromeccanici continui. i sensori elettromeccanici punto a punto. i sensori meccanici. le telecamere.

Sono sensori di misura con contatto: i laser. i microscopi. i sensori elettromeccanici punto a punto. le telecamere.

Sono sensori di misura con contatto: i laser. i microscopi. i sensori elettromeccanici continui. le telecamere.

Per determinare la qualifica del tastatore si usa la seguente relazione: x reale= x trasduttore / r sfera. x reale= x trasduttore * r sfera. x reale= x trasduttore + r sfera. x reale= x trasduttore - r sfera.

Sono definiti giunti ortogonali quelli che permettono un: moto relativo rettilineo tra corpi con assi ortogonali. moto relativo rotatorio con asse del corpo di input parallelo a quello di rotazione del giunto e asse del corpo di output ortogonale ad esso. moto relativo rotatorio rispetto ad un asse ortogonale al piano contenente i corpi. moto relativo di rotazione rispetto ad un asse parallelo a quello dei corpi.

Sono definiti giunti lineari quelli che permettono un: moto relativo rettilineo tra corpi con assi ortogonali. moto relativo rotatorio con asse del corpo di input parallelo a quello di rotazione del giunto e asse del corpo di output ortogonale ad esso. moto relativo rotatorio rispetto ad un asse ortogonale al piano contenente i corpi. moto relativo rettilineo tra corpi con assi paralleli.

Sono definiti giunti di rotazione quelli che permettono un: moto relativo rettilineo tra corpi con assi ortogonali. moto relativo di rotazione rispetto ad un asse parallelo a quello dei corpi. moto relativo rotatorio rispetto ad un asse ortogonale al piano contenente i corpi. moto relativo rettilineo tra corpi con assi paralleli.

Sono definiti giunti di torsione quelli che permettono un: moto relativo rettilineo tra corpi con assi ortogonali. moto relativo di rotazione rispetto ad un asse parallelo a quello dei corpi. moto relativo rotatorio rispetto ad un asse ortogonale al piano contenente i corpi. moto relativo rettilineo tra corpi con assi paralleli.

Sono definiti giunti di rivoluzione quelli che permettono un: moto relativo rettilineo tra corpi con assi ortogonali. moto relativo rotatorio con asse del corpo di input parallelo a quello di rotazione del giunto e asse del corpo di output ortogonale ad esso. moto relativo rotatorio rispetto ad un asse ortogonale al piano contenente i corpi. moto relativo rettilineo tra corpi con assi paralleli.

I robot industriali presentano una configurazione seriale: se gli elementi che lo costituiscono sono collegati in serie dai giunti. se si ha una piattaforma mobile connessa al telaio da varie gambe uguali e pari al numero dei gradi di libertà del meccanismo. se si ha la presenza di circuiti che collegano tra loro i vari elementi. se sono meccanismi a catena cinematica chiusa.

I robot industriali presentano una configurazione parallela: se sono meccanismi a catena cinematica aperta. quando si ha un meccanismo che presenta un estremo fisso al telaio e l'altro libero di muoversi nello spazio. se gli elementi che lo costituiscono sono collegati in serie dai giunti. se si ha la presenza di circuiti chiusi che collegano tra loro i vari elementi.

Il volume di lavoro di un robot: è indipendente dalla configurazione del robot. può essere sferico. dipende dalla tipologia di pinza usata per afferrare e manipolare oggetti. può essere lineare.

Sono dispositivi di estremità: il braccio del robot. le pinze. i sensori interni. i sensori esterni.

Tipici sensori interni al robot sono: sensori di prossimità. potenziometri. visione artificiale e sensori ottici. sensori tattili.

Sono dispositivi di estremità: il braccio del robot. gli utensili. i sensori interni. i sensori esterni.

Tipici sensori interni al robot sono: encoder. sensori tattili. visione artificiale e sensori ottici. sensori di prossimità.

Tipici sensori interni al robot sono: dinamo tachimetriche. sensori tattili. visione artificiale e sensori ottici. sensori di prossimità.

Tipici sensori esterni al robot sono: potenziometri. encoder. sensori di prossimità. dinamo tachimetriche.

Nota la risoluzione del controllo CR, la precisione di un robot si misura come. (CR/2)+5σ. 2*CR. (CR/2)+2σ. (CR/2)+3σ.

Tipici sensori esterni al robot sono: dinamo tachimetriche. encoder. sensori tattili. potenziometri.

Tipici sensori esterni al robot sono: encoder. dinamo tachimetriche. potenziometri. visione artificiale e sensori ottici.

La ripetibilità di un robot si misura come. 2*σ. 4*σ. 6*σ. σ.

Nella cella con robot in linea si ha: un robot montato su rotaie che ne permette il movimento all'interno della cella. la presenza di più robot lungo un sistema di trasporto. un robot in posizione centrale con le altre apparecchiature disposte intorno ad esso. un singolo robot che viene messo al servizio di più macchine.

Nella cella con robot mobile si ha: un robot montato su rotaie che ne permette il movimento all'interno della cella. un singolo robot che viene messo al servizio di più macchine. un robot in posizione centrale con le altre apparecchiature disposte intorno ad esso. la presenza di più robot lungo un sistema di trasporto.

Nella cella con robot centrale, si ha: la presenza di più robot lungo un sistema di trasporto. un singolo robot che viene messo al servizio di più macchine. un meccanismo di trasporto del robot formato da rotaie aeree o di terra. un robot montato su rotaie che ne permette il movimento all'interno della cella.

Trovare la definizione errata: Nella fase di pallettizzazione, il robot preleva la parte in una posizione di raccolta variabile e la deposita in una posizione fissa. Il robot viene usato per operazioni di ispezione. Il robot viene usato per eseguire saldature per punti. Il robot viene usato per operazioni di ispezione.

Trovare la definizione errata: Il robot viene usato per muovere materiali o parti da una posizione all'altra utilizzando come dispositivo di estremità un convogliatore. Il robot viene usato per eseguire operazioni di manipolazione di un dispositivo d'ispezione. Il robot viene usato per operazioni di assemblaggio. Il robot viene usato per eseguire operazioni di taglio e saldatura laser.

Trovare la definizione errata: Il robot viene usato come pallettizzatore e depallettizzatore. Il robot viene usato per il carico e lo scarico macchine. Il robot viene usato per muovere materiali o parti da una posizione all'altra utilizzando come dispositivo di estremità una pinza. Nella fase di depallettizzazione, il robot preleva la parte in una posizione di raccolta fissa e la deposita in una posizione variabile.

Trovare la definizione errata: il material handling consiste nella movimentazione di materiali, relativi a tutto il processo di produzione e distribuzione, comprese le fasi di utilizzo e di smaltimento. il material handling consiste nella identificazione e tracciabilità di materiali, relativi a tutto il processo di produzione e distribuzione, comprese le fasi di utilizzo e di smaltimento. il material handling consiste nella misurazione della posizione raggiunta dagli utensili durante la lavorazione. il material handling consiste nell'immagazzinamento di materiali, relativi a tutto il processo di produzione e distribuzione, comprese le fasi di utilizzo e di smaltimento.

I veicoli AGV: sono sviluppati per muovere materiali, in grandi quantità o volumi, lungo percorsi fissi, anche molto lunghi, mediante rulli, cinghie, ecc. sono costituti da trasportatori mobili su un sistema di rotaie fissate a terra o aeree. consentono facili modifiche di percorso e quindi sono adatti nel caso di frequenti variazioni delle posizioni di carico e scarico. permettono di sollevare materiali molto pesanti.

I trasportatori su rotaia: sono costituti da trasportatori mobili su un sistema di rotaie fissate a terra o aeree. sono veicoli dotati di un sistema di sterzata automatico che permette di realizzare percorsi diversi senza l'operatore a bordo. permettono di sollevare materiali molto pesanti. sono sviluppati per muovere materiali, in grandi quantità o volumi, lungo percorsi fissi, anche molto lunghi, mediante rulli, cinghie, ecc.

I convogliatori: sono sviluppati per muovere materiali, in grandi quantità o volumi, lungo percorsi fissi, anche molto lunghi, mediante rulli, cinghie, ecc. consentono facili modifiche di percorso e quindi sono adatti nel caso di frequenti variazioni delle posizioni di carico e scarico. sono veicoli dotati di un sistema di sterzata automatico che permette di realizzare percorsi diversi senza l'operatore a bordo. permettono di sollevare materiali molto pesanti.

Le gru ed i montacarichi: sono veicoli dotati di un sistema di sterzata automatico che permette di realizzare percorsi diversi senza l'operatore a bordo. sono sviluppati per muovere materiali, in grandi quantità o volumi, lungo percorsi fissi, anche molto lunghi, mediante rulli, cinghie, ecc. consentono facili modifiche di percorso e quindi sono adatti nel caso di frequenti variazioni delle posizioni di carico e scarico. permettono di sollevare materiali molto pesanti.

I magazzini con traslo-elevatore: hanno scompartimenti progettati per ricevere pesi differenti. hanno la possibilità di spostare i ripiani con passo molto ravvicinato per ottenere la massima capacità. sono costituiti da un sistema di scompartimenti rotanti su guida ovale. permettono di immagazzinare prodotti grandi e pesanti.

I magazzini con traslo-elevatore: hanno scompartimenti progettati per ricevere pesi differenti. hanno la possibilità di spostare i ripiani con passo molto ravvicinato per ottenere la massima capacità. sono costituiti da un sistema di scompartimenti rotanti su guida ovale. sono scaffalature raggiunte mediante un sistema traslo-elevatore.

I veicoli AGV: sono sviluppati per muovere materiali, in grandi quantità o volumi, lungo percorsi fissi, anche molto lunghi, mediante rulli, cinghie, ecc. sono costituti da trasportatori mobili su un sistema di rotaie fissate a terra o aeree. sono veicoli dotati di un sistema di sterzata automatico che permette di realizzare percorsi diversi senza l'operatore a bordo. permettono di sollevare materiali molto pesanti.

I caroselli orizzontali: sono scaffalature raggiunte mediante un sistema traslo-elevatore. sono costituiti da un sistema di scompartimenti rotanti su guida ovale. permettono di immagazzinare prodotti grandi e pesanti. si sviluppano soprattutto in altezza.

I caroselli orizzontali: sono scaffalature raggiunte mediante un sistema traslo-elevatore. hanno scompartimenti progettati per ricevere pesi differenti. permettono di immagazzinare prodotti grandi e pesanti. si sviluppano soprattutto in altezza.

I carrelli motorizzati si utilizzano per movimentare. medie quantità di materiale per lunghe distanze. grandi quantità di materiale per brevi distanze. piccole quantità di materiale per brevi distanze. piccole quantità di materiale per lunghe distanze.

Gli AGV si utilizzano per movimentare. piccole quantità di materiale per brevi distanze. piccole quantità di materiale per lunghe distanze. grandi quantità di materiale per lunghe distanze. medie quantità di materiale per lunghe distanze.

I convogliatori a nastro: sono caratterizzati da struttura più leggera costituita da ruote messe in rotazione da alberi fissati al telaio. sono costituiti da un anello chiuso tra una puleggia motorizzata e una folle. possono presentare ruote estensibili e mobili. presentano un percorso costituito da rulli rotanti attorno ad un asse perpendicolare alla direzione di movimentazione.

I convogliatori a ruote: sono costituiti da un anello chiuso tra una puleggia motorizzata e una folle. presentano una metà del percorso usata per la spedizione del materiale e metà per la corsa di ritorno. presentano un percorso costituito da rulli rotanti attorno ad un asse perpendicolare alla direzione di movimentazione. sono caratterizzati da struttura più leggera costituita da ruote messe in rotazione da alberi fissati al telaio.

I convogliatori a rulli: presentano un percorso costituito da rulli rotanti attorno ad un asse perpendicolare alla direzione di movimentazione. possono presentare ruote estensibili e mobili. sono caratterizzati da struttura più leggera costituita da ruote messe in rotazione da alberi fissati al telaio. sono costituiti da un anello chiuso tra una puleggia motorizzata e una folle.

I convogliatori motorizzati discontinui: sono convogliatori con moto a velocità costante. eseguono l'operazione in ogni stazione o con parte in movimento o togliendo la parte dal sistema di movimentazione. presentano la parte che non si arresta in corrispondenza delle stazioni del sistema di produzione. si arrestano nelle stazioni per l'esecuzione delle operazioni necessarie.

I convogliatori motorizzati discontinui: sono convogliatori con moto a velocità costante. eseguono l'operazione in ogni stazione o con parte in movimento o togliendo la parte dal sistema di movimentazione. presentano la parte che non si arresta in corrispondenza delle stazioni del sistema di produzione. presentano movimentazione tra le stazioni con moto di tipo "stop and go".

Nei convogliatori motorizzati continui: la parte non si arresta in corrispondenza delle stazioni del sistema di produzione. si verifica l'arresto nelle stazioni per l'esecuzione delle operazioni necessarie. i movimenti possono essere in sincronia o asincronia. si ha la movimentazione tra le stazioni con moto di tipo "stop and go".

I convogliatori motorizzati continui: si arrestano nelle stazioni per l'esecuzione delle operazioni necessarie. sono convogliatori con moto a velocità costante. presentano movimentazione tra le stazioni con moto di tipo "stop and go". possono essere sincroni o asincroni.

Le linee di produzione o di assemblaggio con configurazione in linea: presentano le stazioni sono disposte, nella sequenza dettata dal ciclo di fabbricazione o di assemblaggio, su una linea retta. non hanno mai un magazzino interoperazionale. è costituita da due o più segmenti in linea disposti in genere l'uno perpendicolarmente all'altro. presentano le stazioni disposte intorno alla tavola indicizzata.

Le linee di produzione o di assemblaggio con configurazione circolare: presentano le stazioni sono disposte, nella sequenza dettata dal ciclo di fabbricazione o di assemblaggio, su una linea retta. non hanno mai un magazzino interoperazionale. è costituita da due o più segmenti in linea disposti in genere l'uno perpendicolarmente all'altro. presentano le stazioni disposte intorno alla tavola indicizzata.

Le linee di produzione o di assemblaggio con configurazione segmentata: presentano le stazioni sono disposte, nella sequenza dettata dal ciclo di fabbricazione o di assemblaggio, su una linea retta. non hanno mai un magazzino interoperazionale. è costituita da due o più segmenti in linea disposti in genere l'uno perpendicolarmente all'altro. presentano le stazioni disposte intorno alla tavola indicizzata.

Trovare la definizione errata: I magazzini interoperazionali vengono sìusati solo come zone di immagazzinamento dei prodotti finiti prima della loro spedizione sul mercato. I magazzini interoperazionali regolarizzano le variazioni del tempo di ciclo delle singole stazioni. I magazzini interoperazionali sono zone di immagazzinamento temporaneo delle parti prima del loro invio dalla stazione a monte a quella a valle rispetto al flusso del materiale. I magazzini interoperazionali attenuano gli effetti negativi causati dalla rottura di stazioni.

La relazione tra efficienza E ed inefficienza D della linea è pari a: E / D = 1. E +D = 1. E +D = 0. E -D = 1.

L'efficienza E della linea si determina come: E= (F Td) * (T0 + F Td). E=T0 / (T0 + F Td). E= F Td / (T0 + F Td). E=T0 * (T0 + F Td).

L'inefficienza D della linea si determina come: D=T0 / (T0 + F Td). D= F Td / (T0 + F Td). D=T0 * (T0 + F Td). D= (F Td) * (T0 + F Td).

Nel metodo del Kilbridge and Wester: si ha il il peggior bilanciamento. viene calcolato, per ciascun elemento, il valore del ranked positional weight (RPW) che tiene conto sia del tempo associato all'elemento, sia della posizione dell'elemento nel diagramma delle precedenze. gli elementi di lavoro razionale minimo sono elencati in ordine decrescente di Tek in una tabella che riporta anche i vincoli di precedenza. la selezione degli elementi di lavoro viene eseguita per l'assegnazione alle stazioni fatta sulla base della loro posizione nel diagramma delle precedenze.

Nel metodo del largest candidate: si ha il il peggior bilanciamento. viene calcolato, per ciascun elemento, il valore del ranked positional weight (RPW) che tiene conto sia del tempo associato all'elemento, sia della posizione dell'elemento nel diagramma delle precedenze. gli elementi di lavoro razionale minimo sono elencati in ordine decrescente di Tek in una tabella che riporta anche i vincoli di precedenza. la selezione degli elementi di lavoro viene eseguita per l'assegnazione alle stazioni fatta sulla base della loro posizione nel diagramma delle precedenze.

Nel metodo del ranked positional weight: si ha il il peggior bilanciamento. viene calcolato, per ciascun elemento, il valore del ranked positional weight (RPW) che tiene conto sia del tempo associato all'elemento, sia della posizione dell'elemento nel diagramma delle precedenze. gli elementi di lavoro razionale minimo sono elencati in ordine decrescente di Tek in una tabella che riporta anche i vincoli di precedenza. la selezione degli elementi di lavoro viene eseguita per l'assegnazione alle stazioni fatta sulla base della loro posizione nel diagramma delle precedenze.

Si consideri una linea di produzione costituita da 10 stazioni, progettata per realizzare un pezzo attraverso lavorazioni per asportazione di truciolo. La produttività della linea al 100% dell'efficienza è pari a 120 parti/h. Determinare il tempo ciclo ideale di tale linea. 6 min. 2 min. 12 min. 0.5 min.

Si consideri una linea di produzione costituita da 10 stazioni, progettata per realizzare un pezzo attraverso lavorazioni per asportazione di truciolo. La produttività della linea al 100% dell'efficienza è pari a 60 parti/h. Determinare il tempo ciclo ideale di tale linea. 6 min. 2 min. 10 min. 1 min.

Si consideri una linea di produzione costituita da 20 stazioni, progettata per realizzare un pezzo attraverso lavorazioni per asportazione di truciolo. La produttività della linea al 100% dell'efficienza è pari a 50 parti/h. Determinare il tempo ciclo ideale di tale linea. 5 min. 2.5 min. 0.4 min. 1.2 min.

Si consideri una linea di produzione costituita da 20 stazioni, progettata per realizzare un pezzo attraverso lavorazioni per asportazione di truciolo. La produttività della linea al 100% dell'efficienza è pari a 46 parti/h. La frequenza di guasto (F) sia di 0.15 guasti per ciclo e che il valore medio del tempo di inattività (Td) sia pari a 16 min. Calcolare il tempo medio di produzione Tp. 3.7 min/parte. 4.5 min/parte. 1.8 min/parte. 2.3 min/parte.

Si consideri una linea di produzione costituita da 20 stazioni, progettata per realizzare un pezzo attraverso lavorazioni per asportazione di truciolo. La produttività della linea al 100% dell'efficienza è pari a 50 parti/h. La frequenza di guasto (F) sia di 0.1 guasti per ciclo e che il valore medio del tempo di inattività (Td) sia pari a 8 min. Calcolare il tempo medio di produzione Tp. 1 min/parte. 5 min/parte. 8 min/parte. 2 min/parte.

Si consideri una linea di produzione costituita da 10 stazioni, progettata per realizzare un pezzo attraverso lavorazioni per asportazione di truciolo. La produttività della linea al 100% dell'efficienza è pari a 60 parti/h. La frequenza di guasto (F) sia di 0.2 guasti per ciclo e che il valore medio del tempo di inattività (Td) sia pari a 6 min. Calcolare il tempo medio di produzione Tp. 10 min/parte. 5 min/parte. 2.2 min/parte. 2 min/parte.

La figura mostra: una linea di produzione con magazzino interoperazionale. una linea di produzione con configurazione circolare. una linea di produzione con capacità di immagazzinamento nulla. una linea di produzione con configurazione segmentata.

Le stazioni della sezione 2 di figura vanno in starving quando: l'ultima stazione della sezione 2 si guasta. il magazzino interoperazionale raggiunge la sua capacità massima a seguito di un guasto nella sezione 1. una stazione non può continuare ad operare perché non viene alimentata dalle precedenti. una stazione è impossibilitata a passare la parte lavorata alla successiva.

Le stazioni della sezione 1 di figura vanno in blocking quando: una stazione non può continuare ad operare perché non viene alimentata dalle altre. si svuota il magazzino interoperazionale posto tra 1 e 2. il magazzino interoperazionale raggiunge la sua capacità massima a causa di un guasto nella sezione 2. una stazione è impossibilitata a passare la parte lavorata alla precedente.

La figura mostra la matrice della famiglia P delle parti A, B, C, D, E e F. Stabilire quale delle seguenti parti appartiene alla famiglia P. G(2101). G(3001). G(3210). G(1010).

La figura mostra la matrice della famiglia P delle parti A, B, C, D, E e F. Stabilire quale delle seguenti parti appartiene alla famiglia P. G(2111). G(2101). G(2132). G(3001).

L'analisi del flusso di produzione: è un metodo molto veloce ed intuitivo. presenta la possibilità che parti con geometrie simili richiedano cicli di lavorazione differenti. è una metodologia di identificazione delle famiglie e delle macchine associate che usa informazioni contenute nei piani di processo delle parti. presenta la possibilità che parti con geometrie di base differenti richiedano cicli di lavorazione simili o identici.

L'ispezione visiva delle parti: sfrutta un opportuno sistema di codifica permette di identificare le similitudini tra le diverse parti. è una metodologia di identificazione delle famiglie e delle macchine associate che usa informazioni contenute nei piani di processo delle parti. è un metodo molto complesso. presenta il problema del carattere soggettivo della classificazione.

La codifica e classificazione delle parti: presenta il problema del carattere soggettivo della classificazione. sfrutta un opportuno sistema di codifica permette di identificare le similitudini tra le diverse parti. consente la classificazione in famiglie realizzata guardando le parti o i disegni di queste e organizzando gruppi di parti con caratteristiche produttive simili. è una metodologia di identificazione delle famiglie e delle macchine associate che usa informazioni contenute nei piani di processo delle parti.

L'ispezione visiva delle parti: supera il carattere soggettivo della classificazione. è semplice nel realizzare un raggruppamento coerente quando si hanno molte parti diverse con parecchie caratteristiche da considerare. consente la classificazione in famiglie realizzata guardando le parti o i disegni di queste e organizzando gruppi di parti con caratteristiche produttive simili. permette di ritrovare, nello sviluppo di un nuovo prodotto, progetti già realizzati al fine di stabilire se esiste una parte simile alla nuova in termini di attributi di progettazione.

La Group Technology è alla base della: produzione di massa. produzione per lotti. produzione cellulare. produzione unitaria.

Un beneficio offerto dalla Group Technology alle aziende è: incremento dei tempi di setup. aumento delle necessità di movimentazione. aumento del work in process. promozione della standardizzazione di utensili, attrezzature e delle operazioni di setup.

Un beneficio offerto dalla Group Technology alle aziende è: aumento del work in process. riduzione delle necessità di movimentazione (parti in movimento all'interno della cella e non dell'intera fabbrica). incremento dei tempi di setup. riduzione della standardizzazione di utensili, attrezzature e delle operazioni di setup.

Un beneficio offerto dalla Group Technology alle aziende è: riduzione dei tempi di setup con diminuzione del lead time. riduzione della standardizzazione di utensili, attrezzature e delle operazioni di setup. aumento delle necessità di movimentazione. aumento del work in process.

Un beneficio offerto dalla Group Technology alle aziende è: incremento dei tempi di setup. aumento del work in process. semplificazione delle operazioni di preparazione del ciclo di fabbricazione e di schedulazione. aumento delle necessità di movimentazione.

Un beneficio offerto dalla Group Technology alle aziende è: incremento dei tempi di setup. aumento delle necessità di movimentazione. riduzione del work in process. riduzione della standardizzazione di utensili, attrezzature e delle operazioni di setup.

Nella costruzione della carta PFA, se xij=1 significa che: la parte nella colonna j-esima non può essere realizzata dalla macchina presente nella riga i. la parte nella colonna j-esima può essere realizzata dalla macchina presente nella riga i. la parte nella colonna i-esima non può essere realizzata dalla macchina presente nella riga j. la parte nella colonna i-esima può essere realizzata dalla macchina presente nella riga j.

Nella costruzione della carta PFA, se xij=0 significa che: la parte nella colonna i-esima può essere realizzata dalla macchina presente nella riga j. la parte nella colonna i-esima non può essere realizzata dalla macchina presente nella riga j. la parte nella colonna j-esima può essere realizzata dalla macchina presente nella riga i. la parte nella colonna j-esima non può essere realizzata dalla macchina presente nella riga i.

La parte composita: elenca tutti i processi necessari per realizzare i componenti. è la parte ipotetica contenente tutti gli attributi di produzione e/o di progettazione della famiglia di parti a cui è associata. concide con ciascun componente della famiglia. si ottiene togliendo dai piani di processo dei vari componenti della famiglia alcune operazioni.

Il ciclo standard: è il ciclo di lavorazione standard associato alla parte composita. si ottiene togliendo dai piani di processo dei vari componenti della famiglia alcune operazioni. è la parte ipotetica contenente tutti gli attributi di produzione e/o di progettazione della famiglia di parti a cui è associata. è diverso per ogni componente della stessa famiglia.

La cella a gruppo di macchine con movimentazione semi-integrata: è costituita da due o più macchine utilizzate per produrre una o più famiglie di parti, con movimentazione delle parti tra le stazioni di tipo manuale. è utilizzata su parti ottenute attraverso una specifica tipologia di processo. combina un sistema di movimentazione pienamente integrato con stazioni di lavorazione automatizzate. utilizza un sistema di movimentazione meccanizzato che permette di spostare le parti tra le macchine presenti nella cella senza l'intervento dell'operatore.

L'utilizzazione della cella è definita come: la media ponderata dell'utilizzazione di tutte le macchine presenti nella cella. la media aritmetica dell'utilizzazione di tutte le macchine presenti nella cella. il rapporto tra la quantità di output della macchina chiave e la capacità di produzione della cella. il rapporto tra la quantità di input della macchina chiave e la capacità di produzione della cella.

L'utilizzazione della macchina chiave è definita come: la media aritmetica dell'utilizzazione di tutte le macchine presenti nella cella. il prodotto tra la quantità di output della macchina chiave e la capacità di produzione. il rapporto tra la quantità di input della macchina chiave e la capacità di produzione. il rapporto tra la quantità di output della macchina chiave e la capacità di produzione.

Il movimento di by-pass in una cella di produzione: permette di muovere la parte da una stazione ad un'altra nella direzione del flusso saltando almeno la stazione disposta subito dopo quella considerata. consente di spostare la parte dalla stazione a monte a quella a valle nella direzione del flusso dei materiali. permette di realizzare più operazioni consecutive sulla stessa macchina con la ricircolazione della parte. consente il movimento della parte dalla stazione a valle a quella disposta a monte rispetto alla direzione del flusso.

Il movimento in sequenza in una cella di produzione: permette di muovere la parte da una stazione ad un'altra nella direzione del flusso saltando almeno la stazione disposta subito dopo quella considerata. consente di spostare la parte dalla stazione a monte a quella a valle nella direzione del flusso dei materiali. permette di realizzare più operazioni consecutive sulla stessa macchina con la ricircolazione della parte. consente il movimento della parte dalla stazione a valle a quella disposta a monte rispetto alla direzione del flusso.

Il movimento ripetuto in una cella di produzione: permette di muovere la parte da una stazione ad un'altra nella direzione del flusso saltando almeno la stazione disposta subito dopo quella considerata. consente di spostare la parte dalla stazione a monte a quella a valle nella direzione del flusso dei materiali. permette di realizzare più operazioni consecutive sulla stessa macchina con la ricircolazione della parte. consente il movimento della parte dalla stazione a valle a quella disposta a monte rispetto alla direzione del flusso.

La cella di produzione flessibile e il sistema di produzione flessibile: utilizza un sistema di movimentazione meccanizzato che permette di spostare le parti tra le macchine presenti nella cella senza l'intervento dell'operatore. combina un sistema di movimentazione pienamente integrato con stazioni di lavorazione automatizzate. è costituita da due o più macchine utilizzate per produrre una o più famiglie di parti, con movimentazione delle parti tra le stazioni di tipo manuale. è utilizzata su parti ottenute attraverso una specifica tipologia di processo.

Il movimento all'indietro in una cella di produzione: permette di muovere la parte da una stazione ad un'altra nella direzione del flusso saltando almeno la stazione disposta subito dopo quella considerata. permette di realizzare più operazioni consecutive sulla stessa macchina con la ricircolazione della parte. consente di spostare la parte dalla stazione a monte a quella a valle nella direzione del flusso dei materiali. consente il movimento della parte dalla stazione a valle a quella disposta a monte rispetto alla direzione del flusso.

La cella a gruppo di macchine con movimentazione manuale: combina un sistema di movimentazione pienamente integrato con stazioni di lavorazione automatizzate. utilizza un sistema di movimentazione meccanizzato che permette di spostare le parti tra le macchine presenti nella cella senza l'intervento dell'operatore. è utilizzata su parti ottenute attraverso una specifica tipologia di processo. è costituita da due o più macchine utilizzate per produrre una o più famiglie di parti, con movimentazione delle parti tra le stazioni di tipo manuale.

La cella a macchina singola: è utilizzata su parti ottenute attraverso una specifica tipologia di processo. utilizza un sistema di movimentazione meccanizzato che permette di spostare le parti tra le macchine presenti nella cella senza l'intervento dell'operatore. è costituita da due o più macchine utilizzate per produrre una o più famiglie di parti, con movimentazione delle parti tra le stazioni di tipo manuale. combina un sistema di movimentazione pienamente integrato con stazioni di lavorazione automatizzate.

L'algoritmo, proposto da King, del Rank Order Clustering: permette di definire il raggruppamento delle parti in famiglie. è una metodologia di identificazione delle famiglie e delle macchine associate che usa informazioni contenute nei piani di processo delle parti. consente la classificazione in famiglie realizzata guardando le parti o i disegni di queste e organizzando gruppi di parti con caratteristiche produttive simili. permette di definire la disposizione delle macchine all'interno della cella GT.

Il metodo di Hollier: è una metodologia di identificazione delle famiglie e delle macchine associate che usa informazioni contenute nei piani di processo delle parti. permette di definire la disposizione delle macchine all'interno della cella GT. permette di definire il raggruppamento delle parti in famiglie. consente la classificazione in famiglie realizzata guardando le parti o i disegni di queste e organizzando gruppi di parti con caratteristiche produttive simili.

La cella a macchina singola: è costituita da una macchina e da un sistema di immagazzinamento per il funzionamento non presidiato. soddisfa i quattro criteri di flessibilità. soddisfa il funzionamento in condizioni degradate. presenta anche stazioni che eseguono operazioni a supporto delle lavorazioni.

Il sistema di produzione flessibile: non presenta stazioni che eseguono operazioni a supporto delle lavorazioni. è costituito da quattro o più stazioni collegate da un sistema di movimentazione e immagazzinamento. è costituita da una macchina e da un sistema di immagazzinamento per il funzionamento non presidiato. non soddisfa i quattro criteri di flessibilità.

La cella di produzione flessibile: non soddisfa i quattro criteri di flessibilità. è costituita da due o tre stazioni collegate tra loro da un sistema di movimentazione e immagazzinamento. presenta anche stazioni che eseguono operazioni a supporto delle lavorazioni. è costituita da una macchina e da un sistema di immagazzinamento per il funzionamento non presidiato.

Trovare la definizione errata: Un sistema FMS ha la capacità di cambiare velocemente le istruzioni di funzionamento. Un sistema FMS ha la capacità di modificare rapidamente il setup fisico. Un sistema FMS ha la capacità di identificare le diverse parti (prodotti) da realizzare. Un sistema FMS non consente di produrre simultaneamente una gamma di parti.

Un sistema FMS: permette di modificare il mix e le quantità di parti realizzate. non è un sistema di produzione cellulare. non permette di produrre simultaneamente una gamma di parti (prodotti). si usa per bassi volumi di produzione.

Un sistema FMS: permette di produrre simultaneamente una gamma di parti (prodotti). non permette di modificare il mix e le quantità di parti realizzate. non consente di cambiare velocemente le istruzioni di funzionamento. non è un sistema di produzione cellulare.

L'identificazione della stazione collo di bottiglia si determina come: min (W Li / si). max (W Li / si). min (si / W Li). max (si / W Li).

Un beneficio dell'applicazione del sistema FMS è: Aumento del numero di macchine richieste. Crescita dello spazio occupato in fabbrica. Aumento della quantità di scorte. Riduzione della necessità di manodopera e maggiore produttività di quella utilizzata.

Un beneficio dell'applicazione del sistema FMS è: Richiesta d maggiore manodopera. Aumento del numero di macchine richieste. Crescita dello spazio occupato in fabbrica. Riduzione della necessità di scorte.

Un beneficio dell'applicazione del sistema FMS è: Richiesta d maggiore manodopera. Aumento della quantità di scorte. Aumento del numero di macchine richieste. Riduzione dello spazio occupato in fabbrica.

Un beneficio dell'applicazione del sistema FMS è: Richiesta d maggiore manodopera. Crescita dello spazio occupato in fabbrica. Riduzione del numero di macchine richieste. Aumento della quantità di scorte.

Un beneficio dell'applicazione del sistema FMS è: Aumento del numero di macchine richieste. Crescita dello spazio occupato in fabbrica. Aumento dell'utilizzazione delle macchine. Aumento della quantità di scorte.

Un modello stocastico di simulazione: rappresenta il sistema in un particolare istante. contiene variabili aleatorie. contiene variabili che cambiano nel tempo. rappresenta l'evoluzione temporale del sistema.

Le variabili di ingresso di un sistema: definiscono in modo completo lo stato del modello. rappresentano il sistema in un particolare istante. rappresentano le grandezze del modello da osservare. descrivono le sollecitazioni esterne al sistema.

Un modello deterministico di simulazione: rappresenta il sistema in un particolare istante. rappresenta l'evoluzione temporale del sistema. non contiene variabili aleatorie. contiene variabili che cambiano nel tempo.

Il layout degli FMS mostrato in figura è del tipo: a campo aperto. a scala. rettangolare con ricircolazione dei pallet. ad anello con sistema di movimentazione secondario.

Il layout degli FMS mostrato in figura è del tipo: in linea con flusso bidirezionale. a campo aperto. ad anello con sistema di movimentazione secondario. a scala.

Il layout degli FMS mostrato in figura è del tipo: in linea con flusso bidirezionale. a campo aperto. a scala. in linea con flusso monodirezionale.

Il layout degli FMS mostrato in figura è del tipo: in linea con flusso monodirezionale. in linea con flusso bidirezionale. ad anello con sistema di movimentazione secondario. a campo aperto.

Nel layout a scala: si ha un anello con dei pioli in corrispondenza dei quali sono ubicate le stazioni. viene fornita maggiore flessibilità di percorso. tutte le stazioni, disposte secondo una ben definita sequenza , sono attraversate dalle parti. tutte le stazioni, disposte secondo una ben definita sequenza , sono attraversate dalle parti ma c'è la possibilità di far ritornare i pallet dalla stazione di scarico a quella di carico.

Nel layout ad anello con sistema di movimentazione secondario: tutte le stazioni, disposte secondo una ben definita sequenza , sono attraversate dalle parti. viene fornita maggiore flessibilità di percorso. tutte le stazioni, disposte secondo una ben definita sequenza , sono attraversate dalle parti ma c'è la possibilità di far ritornare i pallet dalla stazione di scarico a quella di carico. il flusso è monodirezionale ma, grazie al sistema secondario, si permette di realizzare percorsi diversi.

Nel layout in linea con flusso bi-direzionale e sistema di movimentazione secondario: tutte le stazioni, disposte secondo una ben definita sequenza , sono attraversate dalle parti. viene fornita maggiore flessibilità di percorso. tutte le stazioni, disposte secondo una ben definita sequenza , sono attraversate dalle parti ma c'è la possibilità di far ritornare i pallet dalla stazione di scarico a quella di carico. il flusso è monodirezionale ma, grazie al sistema secondario, si permette di realizzare percorsi diversi.

Nel layout rettangolare con ricircolazione dei pallet: tutte le stazioni, disposte secondo una ben definita sequenza , sono attraversate dalle parti. viene fornita maggiore flessibilità di percorso. tutte le stazioni, disposte secondo una ben definita sequenza , sono attraversate dalle parti ma c'è la possibilità di far ritornare i pallet dalla stazione di scarico a quella di carico. il flusso è monodirezionale ma, grazie al sistema secondario, si permette di realizzare percorsi diversi.

Nel layout in linea con flusso mono-direzionale, senza sistema di movimentazione secondario: tutte le stazioni, disposte secondo una ben definita sequenza , sono attraversate dalle parti. viene fornita maggiore flessibilità di percorso. tutte le stazioni, disposte secondo una ben definita sequenza , sono attraversate dalle parti ma c'è la possibilità di far ritornare i pallet dalla stazione di scarico a quella di carico. il flusso è monodirezionale ma, grazie al sistema secondario, si permette di realizzare percorsi diversi.

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