SOCIOLOGIA DELLA MODA 1
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![]() SOCIOLOGIA DELLA MODA 1 Description: sociologia della moda 1 |



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Il concetto di 'classico' indica: un design che viene indissolubilmente legato a un capo particolare. un andamento ascendente di uno stile nel mercato. il modo di guardare a un capo di abbigliamento almeno 50 anni dopo il suo tempo. uno stile che può durare per un periodo di tempo indefinito. La prospettiva di analisi individuata dalla storia del costume non permette di rispondere a quesiti su: gli usi degli abiti dei popolani in epoche caratterizzate da grande afflusso economico. le caratteristiche di alcuni modi di vestire eleganti e le relative tecniche di produzione. le ragioni della nascita di uno stile o dei cambiamenti in quello stile specifico. usi dei colori e rispettive valenze simboliche nell'abito. Su quali aspetti dell'abbigliamento si concentra la teoria di K. Flügel: psicologici. politici. economici. estetico-visuali. La prospettiva di analisi definita dalla psicologia sociale: cerca di individuare strategie di persuasione all'acquisto dei prodotti di moda. cerca di scoprire come l'abbigliamento sia parte di un comportamento condizionato dal gruppo sociale. individua i bisogni inconsci degli individui nell'uso dell'abbigliamento. cerca le motivazioni e i bisogni individuali su cui si basano le pratiche vestimentarie e le tendenze della moda. La prospettiva teorica della sociologia riferita alla moda si interessa a: i modi inconsapevoli in cui le persone adottano i codici vestimentari nella cultura del consumo. le relazioni esistenti fra diversi tipi di società/cultura e usi dell'abito. l'uso dell'abito in funzione espressiva (del gusto, dell'identità personale). le modalità coscienti con cui i soggetti utilizzano i codici visuali nel loro tempo. La prospettiva di analisi definita dall'antropologia si concentra su: legame fra cultura, tradizione e sviluppo di codici estetici articolati e complessi. somiglianze e differenze fra comportamento animale e umano osservando linguaggio, modi di vita, scambi sociali. caratteristiche fondamentali dell'uso nell'abbigliamento che non variano al variare delle culture osservate. trasformazioni dello stile dell'abito dovute a contatti con popolazioni o prodotti/manufatti di altre culture. In seguito al dibatti inaugurato dai critici della teoria della cultura, gli approcci recenti allo studio della moda tendono a: utilizzare un approccio culturalista per decostruire processi complessi di globalizzazione del gusto. focalizzarsi su un modello specifico di cultura e di società per raggiungere un livello più profondo di comprensione. essere più descrittivi e integrativi, derivando concetti e strumenti analitici da altre prospettive. postulare una modalità particolare di relazione con la società nel suo insieme. Secondo l'approccio di E. Goffman ai simboli di status, persone che occupano la stessa posizione sociale tendono a: riprodurre schemi di comportamento di altri individui in posizioni inferiori. sviluppare schemi di comportamento differenti e spesso antagonisti. acquisire e mantenere schemi di comportamento simili. cambiare frequentemente gli schemi di comportamento e i relativi simboli. Nella teoria di E. Goffman, il concetto di 'status symbol' fa riferimento a: la relazione fra identità sociale e ruolo sociale dell'individuo manifestato dall'abito. la corrispondenza tra l'identità dell'individuo e i suoi bisogni sociali. la posizione che un individuo occupa nel sistema sociale. il modo in cui un individuo riveste un ruolo sociale. Nella formulazione della teoria di G. Simmel sulla diffusione delle mode, il concetto di 'saturazione' rimanda a: l'acquisizione di uno stile da parte di un gruppo sociale diverso da quello che lo ha introdotto e che comporta la dismissione dello stile stesso. l'accumulo di stili differenti in un gruppo ristretto di persone appartenenti alla stessa cerchia sociale. l'eccesso di stimoli visivi che la città produce e che si traducono in stili d'abbigliamento antagonisti. l'acquisizione massiva dello stile prevalente da parte di tutte le fasce della popolazione. Nella teoria di P. Bourdieu, il concetto di negazione dell'economia fa riferimento a: l'insistenza degli stilisti sulla qualità materiale del prodotto di moda piuttosto che sul suo valore economico. la tendenza ei brand di moda a utilizzare strategie comunicative che non rientrano negli standard economici del mercato. le strategie utilizzate dalle case di moda per far prevalere l'autorità del designer sul valore economico effettivo del prodotto. il fatto che gli oggetti di moda non circolano nei mercati finanziari convenzionali ma all'interno di circuiti specifici. L'espressione 'scelta di moda' fa riferimento a: il tipo di sessualità che comunichiamo attraverso lo stile. l'identità che scegliamo di rappresentare in una situazione. il genere che esprimiamo attraverso l'abito. i capi che decidiamo di indossare in una giornata. Nella prospettiva inaugurata da M. Mauss, il corpo vestito può essere considerato come: un artefatto culturale. un prodotto estetico. una performance identitaria. un insieme di codici e simboli. L'espressione 'tecniche del corpo' fa riferimento a: le attività che permettono un mantenimento funzionale dell'organismo. le conoscenze tecniche (e mediche) che una cultura sviluppa riguardo alla costruzione della bellezza fisica. modi in cui il corpo opera rispetto a regole che ne costruiscono e limitano il comportamento. tutti i modi in cui possiamo migliorare/abbellire la nostra apparenza. Nella prospettiva di M. Mauss e P. Bourdieu, il corpo rappresenta: uno stato di partenza dotato di caratteri essenziali unici e immodificabili dalla società. un sostrato biologico a cui la cultura si sovrappone e si modifica adattandosi. un prodotto della cultura in cui possono intervenire fattori di carattere economico. un dispositivo sociale equipaggiato con attributi e meccanismi tecnici. Possiamo considerare le mode vestimentarie come un tipo di tecnica del corpo?. No, mai. Sì, sempre. No, a meno che vi siano politiche istituzionali che lo permettono (es. leggi suntuarie). Sì, ma solo nelle società occidentali industrializzate. "Abito" è un concetto descrivibile come: combinazione di stile, design, colore e foggia. materiale foggiato per rivestire il corpo. oggetto classico del guardaroba maschile e femminile. modo di vestire quotidiano o funzionale. "Modo di vestire quotidiano o funzionale", è questa la definizione di: vestito classico. abito. fast fashion. stile basic. Nell'analisi degli storici del costume, una criticità delle leggi suntuarie consiste principalmente nel fatto che: contribuiscono a definire la vera moda a livello nazionale e a limitarne il processo di diffusione. rallentano lo sviluppo di uno stile italiano. ribadiscono l'importanza dell'abbigliamento come strumento di espressione dell'identità individuale. accelerano l'affermazione dello stile italiano nel contesto internazionale. L'uso dell'abbigliamento è legato a un bisogno sociale di: trasmissione dei costumi da una generazione all'altra. espressione della relazione fra individualità e appartenenza sociale. standardizzazione di comportamenti tendenzialmente universali. liberazione dalla relazione fra individuo e appartenenza sociale. La prospettiva di studio della storia del costume tende a trascurare, nel fenomeno della moda, le questioni relative a... l'archiviazione dei guardaroba di benefattori notabili. la categorizzazione delle caratteristiche delle mises e delle forme di vestire. le ragioni della nascita di uno stile o dei cambiamenti di quello stile specifico. la ricostruzione degli stili dell'abito e dei suoi momenti di utilizzo. Per alcuni intellettuali francesi del Rinascimento, la moda è da considerarsi un tipo di comportamento da condannare, in quanto: rappresenta una forma di agire alienato, che spinge la gente alla follia. conferisce potere sociale a chi non lo meriterebbe. costringe a spendere somme ingenti di denaro per oggetti formalmente brutti. inibisce quella forma di espressione che favorirebbe lo sviluppo personale. Di quale disciplina sono oggetto la ricostruzione degli stili dell'abito e dei suoi momenti di utilizzo?. antropologia. storia del costume. sociologia. psicologia sociale. Il sistema della moda si configura oggi come... il network dei brand del lusso, che competono per occupare spazio nel mercato globale. un ambito in cui i couturier e i loro collaboratori godono di un potere incondizionato. una realtà ampia, in cui si integrano diverse forme di comunicazione e agire sociale. un circolo elitario, in cui prevalgono forme di interazione tradizionali. Un aspetto critico delle leggi suntuarie consiste principalmente nel fatto che: contribuiscono a definire la vera moda e a limitarne il processo di diffusione. rallentano lo sviluppo di uno stile italiano. accelerano lo sviluppo di uno stile italiano. ribadiscono l'importanza dell'abbigliamento come strumento di espressione dell'identità individuale. Il Rinascimento è un'epoca fondamentale per la nascita della moda, in quanto: l'aumento incessante nella la produzione di tessuti e nella loro diversificazione si traduce in comportamenti di consumo di massa. la proliferazione degli stili inizia a incentivare una forma di competizione fra gruppi sociali. la proliferazione degli stili riflette una separazione rigida e immutabile fra gruppi sociali. le principali corti europee iniziano a far circolare il modello di eleganza proposto dai mercanti come stile "alla moda". Per il modo di vestire precedente al Rinascimento è improprio usare il concetto di moda, in quanto: gli stili degli abiti mutano lentamente e sono definiti rigidamente per ciascun gruppo sociale. la proliferazione degli stili non incentiva una forma di competizione fra gruppi sociali. le principali corti europee iniziano a far circolare il modello di eleganza proposto dai mercanti. lo stile dell'abito dipende dall'aumento della la produzione di tessuti e nella loro diversificazione. In una prospettiva eminentemente sociologica, nell'abbigliamento è possibile leggere: l'espressione della relazione fra individualità e appartenenza sociale. un rispecchiamento tra sé nascosto ed espressione di sé. la separazione tra sfera privata e sfera pubblica. la corrispondenza tra potere d'acquisto e professione. "Combinazione di elementi che integra costruzione, tessuti e dettagli, distintivi della performance del vestire" è la definizione di: stile. moda. abito. fad. Dal punto di vista della sociologia, la definizione di "stile" rimanda a: il gusto dell'individuo, che viene manifestato nell'outfit e cambiato a seconda del ruolo professionale. una combinazione di silhouette, costruzione, tessuti, e dettagli che rendono distintiva la performance del vestire. la forma di un determinato capo d'abbigliamento, ornamento o decorazione del corpo. il movimento che una moda può compiere all'interno del mercato e attraverso di esso. La nascita del fenomeno sociale della moda richiede: che la società sia articolata e ma renda difficile la mobilità sociale. che vi siano gruppi diversi in competizione attraverso i codici espressivi del vestire. un gruppo di creativi capaci di realizzare abiti ad alto contenuto estetico e simbolico. che la società sia articolata e consenta cambiamenti di status. Perché la moda possa nascere come fenomeno sociale occorre: che la società sia ordinatamente strutturata e non faciliti i cambiamenti di status. che vi siano gruppi diversi in competizione attraverso i codici espressivi del vestire. una società articolata e che consenta la mobilità sociale. un gruppo di creativi capaci di realizzare abiti ad alto contenuto estetico e simbolico. Uno dei diversi compiti della Camera Nazionale della Moda Italiana è: formare creativi che dirigeranno il sistema della moda italiano. sviluppare il network dei settori della produzione di moda. costruire strategie comunicative per il made in Italy all'estero. rappresentare e difendere i diritti dei produttori di abbigliamento e tessuti. La Camera Nazionale della Moda Italiana si occupa principalmente di: costruire e sviluppare il network dei diversi settori della produzione di moda. rappresentare e difendere i diritti dei produttori di abbigliamento e tessuti. organizzare importanti eventi in Italia che riguardino il settore della moda. invitare celebrità opportune alle diverse sfilate di stilisti affermati. Nell'attività del fashion designer un errore fondamentale è: concepire collezioni che rispecchino la personalità dei clienti che dovranno indossarli. realizzare capi esclusivi e costosi riservati al segmento di mercato del lusso. creare collezioni che assecondino le tendenze in corso e i mutamenti del gusto del pubblico. sviluppare capi considerando esclusivamente la propria sensibilità e l'esperienza personale nel mercato dell'abbigliamento. Un aspetto fondamentale del lavoro del fashion designer riguarda: lo sviluppo di capi, analizzando le tendenze in corso e prevedendone l'evoluzione nel mercato. la creazione di capi unici e preziosi per un mercato d'elite. la concezione di capi che rispecchino la personalità degli influencer che dovranno promuoverli. la creazione di nuovi capi, evitando di seguire i mutamenti sociali e le tendenze culturali del momento. Negli anni Venti, la manifattura industriale trasforma la produzione degli abiti, ciò comporta: una prevalenza della produzione industriale e seriale e un arretramento della produzione artigianale. uno sviluppo costante del mercato di massa e una produzione ridotta di pezzi unici per un pubblico selezionato. uno sviluppo smodato della produzione massiva e una paralisi del mercato artigiano. uno sviluppo parallelo della produzione di massa e di pezzi unici. Alla fine del Settecento, la Rivoluzione francese provoca: un mutamento sociale repentino in cui lo stile dell'abito è dettato dal nuovo direttorio. una fase di confusione in cui però prevale ancora lo stile di corte. un periodo di alternanza tra stile di corte e stili popolari. una trasformazione sociale radicale e un rifiuto dello stile aristocratico. L'intreccio tra Rivoluzione industriale e sviluppo del sistema moda è stato favorito da... un potenziamento del settore della ricerca e dello sviluppo. un'organizzazione razionale e centralizzata della produzione in serie e della distribuzione. una circolarità tra logica imprenditoriale e logica economico-creativa. una parziale sovrapposizione fra arte e produzione manifatturiera. Tra il XVIII e il XIX secolo, la crescita delle aree urbane è un effetto di: un incremento della popolazione. uno sviluppo del sistema delle fabbriche. un miglioramento delle tecnologie costruttive. un'introduzione di attività di loisir nel centro cittadino. L'idea dell'esistenza di un solo self, prevalentemente espresso attraverso l'abito, prevale fino a: l'inizio del XIX secolo. l'inizio del XIX secolo. la fine del XVIII secolo. la metà del XV secolo. Il nuovo tenore culturale promosso dall'industrializzazione porta in primo piano: il valore dell'assistenza sociale e della solidarietà. il valore del progresso e l'importanza della ricerca e dello sviluppo tecnologico. il valore dell'apparenza, della libertà e dell'autonomia. il valore della soggettività e del talento personale. Per gran parte del XIX secolo, la produzione viene realizzata al fine di: soddisfare il bisogno della comunità locale. perfezionare la produzione di beni di lusso. sviluppare prodotti utili per le prime tipologie di consumatori. aprirsi ai mercati dei centri urbani limitrofi. Il lavoro minorile: si unisce ad altre forme di educazione/formazione durante la Rivoluzione industriale. compare proprio con la Rivoluzione industriale. viene eliminato con la Rivoluzione industriale. esisteva da prima della Rivoluzione industriale. La supremazia della borghesia ha comportato: la ridistribuzione democratica della ricchezza e delle risorse sociali. il trionfo degli ideali della parsimonia e della sobrietà. la diffusione tacita del valore del profitto e della competizione economica. l'annullamento del valore del privilegio sociale. Il sistema economico determinato dalla Rivoluzione Industriale rende cruciale un fattore della produzione. Quale?. La strategia comunicativa (pubblicitaria). Il legame con il pubblico (dei contesti urbani). L'innovazione. L'arte come fonte di ispirazione. Secondo D. Crane il 'saccheggio sofisticato' è una pratica per: creare un'immagine innovativa della femminilità combinando elementi classici del guardaroba maschile. comporre un'immagine 'fuori dai canoni' della maschilità tradizionale. ricreare un'immagine alternativa della femminilità tradizionale. confermare un'eleganza tipica della maschilità egemone. Nel periodo compreso fra Rinascimento e modernità, in Italia, i cambiamenti più significativi si registrano in alcuni settori in particolare, ossia: produzione laniera e serica. produzione di pelletteria e pizzi. produzione di gioielli e monili. produzione di cotone e derivati. La Rivoluzione industriale ha come esito il costituirsi e il relativo trionfo di un nuovo gruppo sociale, quale?. la classe operaia. i commercianti. la borghesia. l'aristocrazia. Ad uno sguardo sociologico, che cosa rappresenta la figura del dandy?. Un tipo di uomo che usa un abbigliamento estremamente sofisticato. Il tipo di consumatore maschio che usa molti prodotti dedicati al pubblico femminile. Un soggetto frivolo e superficiale che è però riuscito a imporre uno stile di moda. Un modello di maschilità oppositiva emerso nel XIX secolo. Quando nasce la haute couture?. Nel 1858. Nel 1770. Nel 1885. Nel 1820. Lo stile d'abbigliamento dell'Ottocento si caratterizza per: il ritorno del corsetto. l'uso delle stampe geometriche. l'abolizione della crinolina. le decorazioni 'alla greca'. A un livello socioculturale, la Rivoluzione industriale determina: un mutamento del modo di produrre le merci di largo consumo. una maggiore possibilità dei gruppi disagiati di emergere nel contesto sociale. un passaggio a valori quali la solidarietà, la fratellanza e il mutuo impegno. una nuova concezione della relazione tra uomo, società e ambiente. Qual è il primo settore in cui il processo di industrializzazione ha luogo?. petrolifero. tessile. meccanico. chimico. Secondo D. Crane, le principali tipologie del consumo di moda maschile sono: l'affiliazione a uno stile di vita, l'affiliazione a un gruppo sociale, l'acquisto sofisticato, l'acquisto ragionato. l'abbigliamento classico, lo stile casual, lo stile sartoriale, la divisa professionale. l'affiliazione a uno stile di vita, l'affiliazione a una subcultura, il saccheggio sofisticato, il saccheggio convenzionale. il saccheggio sofisticato, l'acquisto ragionato, l'affiliazione a un gruppo culturale, l'affiliazione a uno stile di vita. Durante il XVIII e il XIX secolo, l'abbigliamento italiano era: del tutto assente dal panorama della moda internazionale. lo stile di buon gusto per tutti i gruppi aristocratici. in parte presente nelle pratiche di consumo cittadino. in voga principalmente grazie al recupero del costume regionale. Tra il 1700 e il 1800, il punto di riferimento culturale fondamentale per lo sviluppo e la diffusione di stili d'abbigliamento e nuove fogge è rappresentato dalla corte: la zarina Caterina. della regina d'Inghilterra, Elisabetta I. della regina d'Austria, Maria Teresa. del re di Francia, Luigi XIV. Fotografia, pubblicità e giornalismo hanno agito nel tempo da cerniere che uniscono la moda a: l'arte. la cultura d'élite. la cultura popolare. lo spettacolo. In che misura lo sviluppo dell'abbigliamento confezionato e l'espansione dell'industria della moda influirono sulla condizione femminile alla fine dell'epoca vittoriana?. Limitandone la libertà di espressione soprattutto a causa del predominio dello stile della classe media. Modificando il guardaroba femminile in funzione della sola sfera privata/domestica. Segnando una maggiore libertà per le donne. Costringendo le donne a ridurre la varietà dei capi di vestiario per questioni di pudore. In che epoca le condizioni precarie di lavoro dei salariati dell'industria tessile cominciano a essere un problema rilevante a livello pubblico e sindacale?. Fine Ottocento. Inizio Novecento. Fine Novecento. Fine Settecento. I primi sindacati e le prime associazioni di categoria della manodopera sartoriale nascono nel secolo: XV. XIX. XVIII. XX. Fino al XVII secolo la produzione di abbigliamento si basa su un meccanismo particolare, quale?. i sarti dell'epoca viaggiavano di corte in corte proponendo i loro modelli. i clienti che desideravano un vestito compravano la stoffa e la portavano a un sarto. esisteva un solo sarto di corte che abitava nel palazzo reale e realizzava capi per tutti i membri dell'aristocrazia. esistevano piccole botteghe artigiane che confezionavano abiti già pronti per i nobili e per i gruppi sociali più abbienti. Uno dei fattori cruciali nell'ascesa della cultura della griffe è: l'esistenza di una rete di professionisti che esercitano un potere sulle élite. il sistema di contrattazione dei terzisti. lo sviluppo del sistema di distribuzione. l'evoluzione del sistema della comunicazione commerciale. L'industria della moda può essere considerata un'industria culturale, perché... attinge a fenomeni culturali diversi per realizzare collezioni di abbigliamento. produce oggetti usati da tutte le culture. si basa su analisi dei trend culturali per la concezione delle collezioni. produce e vende oggetti con valore simbolico aggiunto. La nascita dei grandi magazzini svolge un ruolo cruciale nella diffusione delle mode in quanto: diventa necessario indossare abiti nuovi per apparire bene in pubblico. si viene a creare uno spazio per l'esibizione degli abiti indossati da parte dei nuovi clienti. i modelli-campione presentati possono essere acquistati e riprodotti per la crescente comunità dei consumatori. si crea un centro di aggregazione per il tempo libero e il consumo. Il business della moda come lo conosciamo... scompare dopo la Rivoluzione francese. si potenzia dopo la Prima Guerra mondiale. nasce durante la Rivoluzione industriale. si sviluppa nell'epoca del capitalismo mercantile. Il segmento dell'abbigliamento femminile è: un settore di nicchia, sempre più orientato all'alta moda e all'abbigliamento delle celebrities. un settore in crescita che conta oltre 2/3 delle vendite. il più esteso, che riguarda oltre la metà delle vendite. un settore in crescita che conta ¼ delle vendite. Per lungo tempo dopo la loro introduzione in Italia, i marchi di fabbrica sono usati come: importanti simboli dell'immaginario collettivo. tipologie di valore aggiunto al prodotto. semplice fonte di informazione. opere popolari di arte grafica. La previsione delle future tendenze di stile avviene investendo in informazioni utili che offrano un anticipo di... 12 mesi. 24 mesi. 36 mesi. 6 mesi. La previsione delle tendenze è un'industria globale, che si avvale di informazioni prodotte come: questionari ripetuti nel tempo a consumatori saltuari. informazioni private da collaborazioni strette con i fashionblogger più famosi. interviste approfondite ai consumatori abituali. raccolte di dati o report di nicchia per settori specifici. Nell'ultimo quarto del XIX secolo l'Italia attraversa una fase di crescita industriale che si traduce anche in un aumento generale dei guadagni. Secondo gli storici, un motivo fondamentale è: una diminuzione nell'importazione di prodotti dagli altri Stati, per l'aumento delle imposte ai commercianti. un aumento delle esportazioni negli altri Stati grazie all'apertura dei mercati. il mutamento nei consumi grazie all'introduzione dei marchi di fabbrica. un miglioramento delle condizioni di vita. La catena produttiva della moda si compone di sottosistemi, quanti e quali?. 3, creazione, comunicazione, distribuzione. 4, produttivo, creativo, manageriale, distributivo. 4, ideativo, creativo, comunicativo, distributivo. 2, tessile e manifatturiero. Nell'Ottocento la disseminazione degli stili di moda provenienti dalla Francia inizia ad attraversare una nuova fase grazie a... la creazione dei grandi magazzini. la moltiplicazione degli atelier di moda. l'ampliamento dei mercatini dell'usato. la diffusione del sistema della copia oltreoceano. Nel secolo XX gli accessori prodotti dagli artigiani italiani diventano famosi in tutto il mondo... ma i prodotti non sono più di qualità date le difficoltà a importare materie prime pregiate. e sono acquistati ovunque perché sono considerati delle vere e proprie opere d'ingegno e di talento. ma lo stile di moda non si diffonde perché gli accessori occupano uno spazio di secondo piano rispetto all'abito. ma non possono essere copiati e perché il prodotto italiano è tutelato legalmente. Secondo la prospettiva di T. Veblen, che cosa tiene in vita la classe agiata?. il possesso della proprietà privata. l'impegno nelle attività produttive. l'investimento nelle pratiche di consumo. l'acume negli investimenti finanziari. L'approccio economico alla moda permette di spiegare: la complessità della categoria di classe sociale. il funzionamento della stratificazione per censo nel consumo di moda. il funzionamento della selezione naturale nel consumo di moda. i mutamenti repentini di stile. Secondo la teoria economica, abiti e ornamenti agiscono esclusivamente come: indicatori di rango e status. segnali di potere sociale. simboli del gusto della classe. indicatori del capitale economico. La teoria del 'trickle down' si basa sulla relazione fra: educazione e status sociale. abbigliamento e status sociale. buon gusto e distinzione. capitalismo e mezzi di produzione. Gli intermediari culturali sono arbitri del gusto... spesso autodesignati. eletti all'interno di associazioni di categoria. eletti all'interno di cerchie esclusive caratterizzate da un'antica tradizione culturale. legittimati da enti preposti. L'analisi 'dall'interno' sui flussi della moda fa riferimento a: i processi di selezione, composizione e presentazione inerenti al comportamento in fatto d'abbigliamento. i cicli della moda (nascita e morte di uno stile specifico) osservati da una prospettiva longitudinale. i processi di selezione, composizione e presentazione inerenti alla formazione del gusto personale. i molti modi in cui i capi costituiscono segni e simboli di un linguaggio visuale. Secondo la prospettiva economica la moda coincide con: l'industria che produce abiti su scala di massa e determina un surplus nelle società avanzate. la quantità di denaro pro-capite investito nell'acquisto dell'abbigliamento. il sistema degli investimenti nella comunicazione dei prodotti di moda. l'industria che produce abiti su misura e dipende dalle possibilità socioeconomiche dei consumatori. Charles Frederick Worth può essere considerato: il padre della haute couture. l'inventore della moda di classe. il creatore del drappeggio nello stile dell'abito femminile. il creatore del drappeggio nello stile dell'abito femminile. La teoria generale dei sei stadi elaborata da G. Sproles cerca di fornire una visione più efficace di aspetti della moda come: cambiamento sociale e innovazione tecnologica. l'esistenza dei fad. i suoi cambiamenti e i suoi cicli. l'originarsi di deviazioni dallo stile dominante. Ne 'Il sistema della moda', R. Barthes analizza: la trasformazione degli abiti e delle combinazioni d'abbigliamento. la comunicazione dell'abbigliamento attraverso l'allestimento delle vetrine. l'evoluzione delle industrie di produzione tessile. la comunicazione attraverso la pubblicità. Per la moda di oggi il ruolo degli U.S.A. è stato cruciale in termini di creazione di sottosistema e generazione di tendenze, perché: ha creato un mercato alternativo a quello europeo tradizionale. ha costituito un nucleo centrale da cui le mode si diffondono. ha costituito un bacino di ispirazione per molti brand e stilisti. ha potenziato la diramazione del network e la circolazione dei flussi da/in differenti direzioni. Una delle caratteristiche che accomunano i diversi approcci descritti da T. Edwards nel saggio 'La moda', consiste nel vedere il fenomeno come: fondamentalmente inerente ai fenomeni legati alla produzione di haute couture. una tendenza a rigenerarsi grazie all'uso del costume tradizionale orientale o del design e dell'uso dell'abbigliamento nei paesi in via di sviluppo come fonti di ispirazione necessaria. fondamentalmente inerente ai fenomeni legati alla produzione di moda di massa. un fenomeno non solo occidentale e però legato alle società più sviluppate. La tendenza ad acquistare borse molto costose perché di lusso può essere spiegata in termini di: sciupio vistoso. consumo compensatorio. sciupio visibile. consumo vistoso. "L'abbigliamento può somigliare a un linguaggio in quanto manifesta una densità sinconica, ma allo stesso tempo possiede una dimensione diacronica - una storia - così da mostrare la natura duale del sistema e del processo, della struttura e del divenire". questa affermazione può essere ricondotta all'approccio: economico. postmoderno. psicologico. interazionista. Secondo T. Edwards, il vestiario di Luigi XIV può essere considerato: un esempio del concetto di gusto di classe che poi verrà tematizzato da Bourdieu. il primo esempio storico di maschilità egemone espresso nei codici vestimentari. una primaria rappresentazione del completo maschile moderno. il prototipo del concetto di stile non soggetto al mutamento ciclico. Durante il XVI e il XVII secolo l'informazione circolante sulle abitudini vestimentarie dell'epoca era offerta principalmente da: i ritratti dei nobili, che erano immagini idealizzate del soggetto. le caricature che esasperavano i tratti individuali ma rendevano fedelmente i dettagli dell'abbigliamento. il teatro popolare, in cui apparivano costumi coevi. i pamphlet, che criticavano, ritraendolo, lo stile di vita di corte. Nella prospettiva di V. Turner, l'abbigliamento costituisce un'arena in cui gli abiti possono essere usati come: la causa della produzione di ansia sociale. forme di trasmissione di significati da una generazione a un'altra. possibilità di sperimentare identità emergenti e controverse. possibilità di sperimentare identità stabili e definite. Secondo la prospettiva di C. Geertz possiamo considerare gli abiti come: schemi di significato perpetuati attraverso i rituali. opere d'arte personalizzate dal gusto individuale. schemi di significato rinnovati attraverso deviazioni dalla norma. espressioni di conflitti culturali irrisolti. Con l'espressione 'società dei consumi' si intende: l'effetto sociale del processo di trasformazione culturale e politica avviato dal capitalismo. quel gruppo di individui che si dedica in maniera smodata all'acquisto di beni necessari. tutti i contesti in cui gli individui usano denaro per acquisire beni voluttuari. tutti quei contesti in cui gli individui acquistano merci e le consumano. Il modello teorico di G. McCracken si basa sul concetto di: trasferimento dei simboli. feticismo delle merci. trasferimento dei significati. spettacolarizzazione del corpo. I fattori interni che determinano la connotazione politica della moda riguardano: i meccanismi di regolazione della filiera produttiva dell'abbigliamento e dei tessuti. il ruolo della dimensione religiosa/spirituale o delle credenze indotte nella vita dei singoli individui. la definizione delle regole di appartenenza all'elite dei designer e dei professionisti della moda, e del consenso sulle tendenze. la definizione della Camera della Moda in fato di regole di appartenenza all'elite dei designer e dei professionisti della moda. Nella prospettiva di M. Douglas, rispetto alla scelta degli stili vestimentari, chi non si inserisce in uno specifico gruppo all'interno del sistema culturale: viene considerato un individuo originale e guardato come modello di riferimento. rimane un incompreso rispetto alla sua comunità. contribuisce a produrre ansia sociale. contribuisce a ridurre ansia sociale, rendendo possibile la variazione. L'evoluzione dell'abbigliamento maschile richiede una spiegazione che tenga conto di: connessioni fra abiti di moda e stili di vita di moda. relazioni di genere, atteggiamenti e stereotipi sulla maschilità nei contesti sociali. relazioni di genere, atteggiamenti e stereotipi sulla femminilità nei contesti sociali. strategie promozionali nella comunicazione pubblicitaria. Secondo G. McCracken i rituali di acquisizione dei beni si suddividono in: introduzione, diffusione, declino, obsolescenza. acquisto, esibizione, usura, abbandono. possesso, scambio, disinvestimento, mantenimento. creazione, acquisto, vendita, trasmissione. Durante l'ancien régime, la relazione tra produzione e consumo si basa sul fatto che: gli acquirenti scelgono fra una molteplicità di produttori in concorrenza. le botteghe possono produrre solo ciò che viene richiesto dagli acquirenti. gli acquirenti possono comprare solo ciò che viene prodotto. gli acquirenti si accordano per comprare grandi quantità di prodotti e abbattere i costi. Al centro dell'analisi dei valori del consumo effettuata da T. Veblen emergono: i giovani capitalisti. le donne dell'aristocrazia. le donne della borghesia. gli uomini della borghesia industriale. Nella prospettiva postmoderna sulla moda, uno dei rischi concettuali principali è costituto da: la reificazione del concetto di modernità. la riduzione della moda a riflesso del mondo dell'arte. la mancata percezione della componente del desiderio nella costruzione identitaria. la compressione dei fenomeni legati all'abito nell'epoca posteriore al XX secolo. Nella lettura di E. Sapir, una delle leggi fondamentali della moda è: l'esibizionismo. la noia. l'eclettismo. la curiosità. Nell'approccio dell'interazionismo simbolico, la moda dipende da processi di: identificazione collettiva. selezione collettiva. mercificazione dell'arte. reificazione dei valori. Il concetto di 'consenso sul gusto che poi determina che cosa è di moda o fuori moda' è centrale nella prospettiva: psicologica. economica. interazionista. postmoderna. L'analisi 'dall'interno' sui flussi della moda fa riferimento a: i processi di composizione e costruzione di un gusto di classe. i molti modi in cui i capi costituiscono segni e simboli di un linguaggio visuale. i processi di selezione, composizione e presentazione inerenti al comportamento in fatto d'abbigliamento. i cicli (nascita e morte di uno stile specifico) osservando da una prospettiva longitudinale. Secondo una prospettiva economica la moda coincide con: il sistema degli investimenti nella comunicazione dei prodotti di moda. l'industria che produce ideologie diffuse attraverso la propaganda dei media. la quantità di denaro pro-capite investito nell'acquisto dell'abbigliamento. l'industria che produce abiti su scala di massa e determina un surplus nelle società avanzate. Ne 'Il sistema della moda', R. Barthes analizza: gli stili di moda nella produzione tessile. la comunicazione attraverso le riviste. abiti e combinazioni d'abbigliamento. la comunicazione attraverso la pubblicità. L'approccio economico alla moda permette di spiegare: l'influenza dell'industria della moda nella vita quotidiana. il funzionamento della stratificazione per censo nel consumo di moda. i mutamenti repentini di stile e i cicli produttivi. la complessità della categoria di classe sociale. Il ruolo degli U.S.A. è stato cruciale in termini di creazione di sottosistema e generazione di tendenze, perché: ha costituito un bacino di ispirazione per molti brand e stilisti. ha creato un mercato alternativo a quello europeo tradizionale. ha indebolito la diramazione del network e la circolazione dei flussi da/in differenti direzioni. ha potenziato la diramazione del network e la circolazione dei flussi da/in differenti direzioni. Le creazioni di Charles Frederick Worth anticipano il sistema della moda moderna, in quanto: sono realizzate secondo uno schema seriale. presentano la griffe del designer. sono creazioni esclusive realizzate per un'élite. rappresentano delle opere d'avanguardia. La teoria generale dei sei stadi elaborata da G. Sproles cerca di fornire una visione più efficace di aspetti della moda come: l'esistenza dei fad. l'originarsi di deviazioni dal mainstream. le tendenze e la relazione fra stili e mercato. i suoi cambiamenti e i suoi cicli. Un limite dei diversi approcci descritti da T. Edwards, nel saggio La moda, consiste nel vedere la moda come: un fenomeno non solo occidentale e legato alle società più sviluppate. parzialmente inerente ai fenomeni legati alla produzione industriale. una tendenza a considerare il costume tradizionale orientale o il design e l'uso dell'abbigliamento nei paesi in via di sviluppo come fonti di ispirazione necessaria della moda. fondamentalmente dipendente dai fenomeni legati alla produzione di haute couture. La teoria del 'trickle down' si basa sulla relazione fra: abbigliamento e status sociale. classe capitalista e mezzi di produzione. buon gusto e distinzione. imitazione e distinzione. La tendenza ad acquistare profumi molto costosi come forma di lusso può essere letta come: consumo visibile. consumo vistoso. sciupio vistoso. sciupio vistoso. Secondo C. Rojek, la celebrità è oggi il luogo in cui vengono messe in scena: identità e appartenenza. consumo e mercificazione dei significati della vita quotidiana. ruoli e stereotipizzazioni di genere. classe e potere economico. Secondo T. Edwards, gli studi contemporanei della celebrità tendono a considerare il fenomeno come: un meccanismo di potere e legittimazione all'interno della società capitalista. un concetto euristico mirante a legittimare comportamenti spettacolari, tipici delle classi sociali basse e medio basse. un meccanismo di diffusione dello stile dominante all'interno delle élite di potere contemporanee. un sistema di organizzazione della produzione di lusso per cerchie esclusive della popolazione. La cultura della celebrità è un fenomeno cui partecipiamo attraverso: l'uso/rifiuto dei social network. il posizionamento politico. le scelte di consumo. il percorso di istruzione. L'ossessione per la celebrità può essere letta attraverso: la dimensione estetica dei prodotti di haute couture. il processo di democratizzazione inaugurato dal prêt-à-porter. i caratteri aspirazionali del consumo di moda. il portato simbolico della comunicazione di moda. Rispetto al fenomeno della moda, la 'celebrità' è più opportunamente intesa come: espressione della leadership individuale. effetto di un rovesciamento dei valori tradizionali. ricaduta socio-culturale dei fenomeni inerenti al mondo dello spettacolo. sistema di relazioni. Il nuovo stile d'abbigliamento introdotto tra Ottocento e Novecento dalla figura del dandy è reso possibile anche dall'introduzione di nuovi tipi di stoffe di... canapa. seta. lana. cotone. A partire dal XIX secolo la ribellione sociale, espressa poi nell'abbigliamento, si connette a due fattori cruciali, quali?. Status e classe sociale. Identità sociale e di genere. Posizione politica e stile di vita. Identità sessuale e comportamento sessuale. Da un punto di vista eminentemente sociologico, con l'espressione 'società dei consumi' si fa riferimento a: il risultato di un processo di trasformazione sociale culturale politica avviato dal capitalismo. l'effetto del mutamento sociale che ha prodotto atteggiamenti di accumulo di beni voluttuari. quel gruppo sociale che si dedica in maniera smodata all'acquisto di beni necessari. tutti quei contesti in cui gli individui acquistano merci e le consumano. L'industria della moda ha una logica di produzione basata su: domanda. monopolio. oligopolio. offerta. La teoria sui rituali di acquisizione dei beni è stata elaborata da: G. McCraken. P. Bourdieu. J. Laver. R. Barthes. Per spiegare l'evoluzione dell'abbigliamento maschile occorre tenere conto di: strategie promozionali nella comunicazione pubblicitaria. connessioni fra abiti di moda e stili di vita di moda. mutamento delle possibilità economiche e del ruolo sociale delle donne. relazioni di genere, atteggiamenti e stereotipi sulla maschilità nei contesti sociali. Nella prospettiva di M. Douglas, rispetto alla scelta degli stili vestimentari, chi non si inserisce in uno specifico gruppo all'interno del sistema culturale: contribuisce a produrre ansia sociale. è funzionale alla ricomposizione del nuovo ordine sociale. rimane un incompreso rispetto alla sua comunità originaria. viene considerato un individuo originale e diviene modello di riferimento per la creazione di nuovi stili. I fattori interni che determinano la connotazione politica della moda riguardano: l'organizzazione gerarchica all'interno della filiera produttiva e rispetto alla globalizzazione del sistema. la definizione delle regole di appartenenza all'elite dei designer e dei professionisti della moda, e del consenso sulle tendenze. il ruolo della dimensione religiosa/spirituale o delle credenze indotte nella vita dei singoli individui. i meccanismi di regolazione della filiera produttiva dell'abbigliamento e dei tessuti. Le leggi suntuarie possono essere considerate un esempio delle politiche di tipo: trickle-down. top-down. cross-over. bottom-up. Le politiche 'top-down' della moda si caratterizzano per: rientrare nella politica ufficiale come forma riconosciuta dell'uso dell'abito e dell'abbigliamento. costringere le classi inferiori a guardare con deferenza (e cercare di imitare) lo stile delle classi superiori. emergere per effetto della nascita di ideologie e movimenti. l'imposizione di uno stile definito per tutta la popolazione nei regimi totalitari. Le politiche 'top-down' della moda si possono imporre attraverso: i media (come stampa, tv, internet). istituzioni come la scuola, l'esercito, il lavoro. contesti informali come i gruppi dei pari. l'industria culturale come strumento di controllo del mutamento sociale. Il 'power dressing' può essere considerato una politica della moda di tipo: trickle-down. bottom-up. cross-over. top-down. Quali sono le principali tipologie di politiche dei movimenti che la moda individua?. politiche nazionaliste e politiche indipendentiste. politiche sociali e politiche culturali. politiche queer e politiche femministe. politiche identitarie e politiche industriali. Nel luogo di lavoro ha un ruolo fondamentale: il design dell'articolo d'abbigliamento. lo stile classico. la moda. l'abito. I contesti in cui possiamo trovare dei tipi di dress code molto informali sono: le aziende. i gruppi sociali di pressione. i collegi. i quartieri creativi. Nella prospettiva della psicologia, la moda viene interpretata principalmente come: una forma di espressione dell'inconscio. una forma di comunicazione. una pratica legata al consumo. un processo di tipo contradditorio. Nell'approccio interazionista le tendenze della moda si diffondono per: la dimensione collettiva delle selezioni operate in fatto di stili, ecc. la dimensione individuale delle selezioni operate in fatto di stili, ecc. l'impulso che alcuni individui danno al cambiamento degli stili (ad es. gli stilisti). il passaparola fra membri della stessa cerchia sociale. La teoria di J. Laver sul mutamento degli stili nei secoli anticipa in certa misura la teoria di P. Bourdieu in quanto evidenzia: la separazione fra codici visivi e formazione del gusto. una relazione fra gusto e fattori socioculturali. la tendenza culturale a respingere tutto quello che è troppo innovativo o troppo vecchio. una congruenza fra gusto e canoni estetici dell'epoca. Secondo la teoria di R. Barthes: è possibile individuare una equivalenza tra categorie del linguaggio e moda. è impossibile stabilire un'equivalenza tra linguaggio e moda. l'equivalenza tra linguaggio e moda vale per l'abbigliamento reale ma non per l'abbigliamento scritto. è necessario riconoscere che linguaggio e moda sono convenzioni identiche. Il fulcro dell'analisi di C. Flügel è costituito dalle funzioni dell'abito come: protezione, modestia, decorazione. creatività, distinzione, imitazione. creatività, appartenenza, innovazione. protezione, pudore, decorazione. Il termine 'postmodernità' fa riferimento a: la crisi delle ideologie moderniste e delle utopie illuministe. una categoria eurisitca per circoscrivere il periodo che viene dopo la modernità. il tentativo di spiegare gli sviluppi della società dopo il 1900. la frammentazione dell'identità individuale e dunque delle culture di gusto. Secondo i principali studi sul tema, il fenomeno della celebrità può essere inteso come... un sistema di relazioni che definisce e legittima valori specifici. uno strumento di inclusione sociale messo a punto dai soggetti appartenenti ai gruppi marginali. un meccanismo di regolazione dell'ordine sociale definito da processi di tipo bottom up. un comportamento mimetico che si basa su meccanismi di trickle down. Nella prospettiva sociologica sulla postmodernità, per comprendere la moda e le pratiche vestimentarie occorre riconoscere un ruolo determinante a: la satira. il pastiche. la performance. l'autoparodia. Per comprendere il fenomeno del culto delle celebrità è fondamentale riconoscere il concetto di: distinzione. imitazione. carisma. eccellenza. Il concetto di zona erogena mutevole viene elaborato da Flügel per evidenziare la tendenza della moda a: modificare l'apparenza degli individui sfidando talvolta l'androginia. individuare come il corpo è erotizzato all'interno di culture diverse. adeguare lo stile dell'abito ai caratteri sessuali di corpi diversi. coprire o rivelare parti differenti del corpo secondo connessioni specifiche con la sessualità. Nell'approccio teorico di tipo economico le tendenze della moda si diffondono per: imitazione fra gruppi sociali. la costituzione di cerchie che condividono gli stessi gusti e usano insieme gli stessi stili. la dimensione collettiva delle selezioni operate in fatto di stili, ecc. 'impulso che alcuni individui danno al cambiamento degli stili (ad es. gli stilisti). Nella prospettiva psicologica, la moda può essere interpretata come: una pratica estetica legata all'uso di simboli. una forma di rappresentazione del superego. una forma di comunicazione. un processo di identificazione col gruppo. Il termine 'postmodernità' fa riferimento a: il tentativo di rendere conto di come la società cambia dopo il 1900. la crisi dell'individuo e della sua appartenenza sociale. il periodo che viene dopo la modernità. la crisi delle ideologie moderniste e delle utopie illuministe. C. Flügel ha mostrato che una tendenza fondamentale della moda è quella di: individuare come il corpo è erotizzato all'interno di culture diverse. adeguare lo stile dell'abito ai caratteri sessuali di corpi diversi. accentuare parti differenti del corpo secondo connessioni specifiche con la maschilità/femminilità. coprire o rivelare parti differenti del corpo secondo connessioni specifiche con la sessualità. In una prospettiva eminentemente sociologica, la comprensione del fenomeno del culto delle celebrità non può escludere il concetto di: consumo vistoso. carisma. lusso. aura. Nella prospettiva sociologica sulla postmodernità, per comprendere la moda e le pratiche vestimentarie occorre riconoscere un ruolo determinante a: la crisi personale. l'autoparodia. il pastiche. la performance. Il fenomeno della celebrità è, secondo C. Rojek, determinato da processi di tipo... trickle down, in quanto le celebrità rappresentano dei modelli di comportamento. bottom-up, perché anche le persone comuni possono acquisire celebrità pur non appartenendo alle élite. in parte top-down e in parte bottom-up. ereditario, poiché il potere sociale delle celebrità viene trasmesso di generazione in generazione. Secondo un approccio psicologico alla moda, non è possibile: stabilire un'equivalenza tra linguaggio e moda. che l'equivalenza tra linguaggio e moda valga solo per l'abbigliamento reale ma non per l'abbigliamento scritto. individuare una differenza tra linguaggio e moda. individuare una equivalenza tra categorie dell'io e oggetti di moda. L'esistenza di una relazione fattori socioculturali e gusto è stata individuata da: P. Bourdieu. J. Laver. G. Simmel. T. Veblen. In un'accezione eminentemente sociologica i concetti di maschilità e femminilità riferiti ai soggetti e manifestati visivamente attraverso l'abito possono essere considerati: categorie universalmente valide e invariabili per gli esseri umani. astrazioni basate sulle caratteristiche sessuali del corpo fisico. costrutti culturali arbitrari e mutevoli. caratteri essenziali dell'individuo. Nella prospettiva di V. Turner, l'abbigliamento costituisce un'arena in cui gli abiti possono essere usati come: la causa della produzione di ansia sociale. forme di trasmissione di significati da una generazione a un'altra. possibilità di sperimentare identità emergenti e controverse. strumenti di adeguamento al gusto della classe dominante. Secondo la prospettiva di C. Geertz possiamo considerare gli abiti come: schemi di significato perpetuati attraverso i rituali. opere d'arte personalizzate dal gusto individuale. schemi di significato rinnovati attraverso deviazioni dalla norma. espressioni di conflitti culturali irrisolti. Nella teoria della cultura della celebrità elaborata da C. Rojek, un ruolo fondamentale è giocato da fattori come: lo sviluppo delle tecnologie fotografiche e della popular music. l'evoluzione del settore cinematografico e della produzione di stili di strada. la creazione di programmi televisivi nuovi e la proliferazione di scuole di formazione per il mondo dello spettacolo. la nascita dei social network e delle categorie professionali dei fashionblogger. |




