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Storia dell'arte moderna (da lez.21 a 30)

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Storia dell'arte moderna (da lez.21 a 30)

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esercitazione esame

Creation Date: 2026/02/28

Category: Others

Number of questions: 32

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Per quale di questi pittori paesaggisti Francesco I ebbe una particolare propensione?. Nicolas Poussin. Claude Lorrain. Gaspar Dughet. Salvator Rosa.

Dopo Francesco I chi implementò le raccolte estensi?. Francesco IV. Alfonso II. Laura Martinozzi. Alfonso IV.

Quale fu uno dei più grandi desideri di francesco I d'Este?. Ottenere la pala con la Madonna Sistina di Raffaello. Ottenere la pala con la Madonna di Foligno di Raffaello. Ottenere la Venere d'Urbino di Tiziano. Ottenere la pala di San Zaccaria di Giovanni Bellini.

Si può rilevare una presenza dei generi minori nelle raccolte estensi durante il Seicento?. Sì ma i dipinti relativi a questi generi erano esposti nella residenza di Sassuolo e non in quella ducale del centro di Modena. Sì, sono contemplati ma solo durante il Settecento. No, non c'è alcuna testimonianza della presenza di dipinti di questo genere. Sì, erano annoverati fra le opere più preziose nella galleria di quattro stanze nel palazzo ducale di Modena.

Dove possiamo ammirare oggi molte opere provenienti dalla collezione di Rodolfo di Praga?. Al Metropolitan Museum di new York. Al Kunsthistorisches Museum di Vienna. Al Museo Ermitage di San Pietroburgo. Alla Gemaldegalerie di Dresda.

A quale duca estense dobbiamo la committenza di famosi Baccanali per i suoi Camerini?. Ad Ercole I. Ad Alfonso I. Ad Alfonso II. Ad Alfonso IV.

Chi sono i protagonisti del ciclo pittorico dei Camerini?. Venere e Vulcano. Venere e Diana. Bacco e Venere. Bacco e Apollo.

Chi furono gli artisti autori dei famosi Baccanali?. Giovanni Bellini, Tiziano, Dosso Dossi. Jacopo Bellini, Dosso Dossi, Raffaello. Jacopo Bellini, Dosso Dossi, Fra Bartolomeo. Gentile Bellini e Battista Dossi.

Di chi sono le principali opere letterarie classiche che costituiscono importanti fonti scritte per le opere pittoriche dei Camerini d'Alabastro?. Apollonio Rodio e Lucrezio. Ovidio e Callimaco. Tacito e Plinio. Filostrato e Ovidio.

Quale di questi artisti non trasse copie dai famosi Baccanali di Tiziano?. Alessandro Varotari detto Padovanino. Giuseppe Cesari. Peter Paul Rubens. Bastianino.

Un primo riflesso dell'influenza dei Baccanali giunti a Roma su grandi pittori si può notare. Negli affreschi della galleria Farnese di Annibale Carracci. Nella decorazione di palazzo Barberini di Pietro di Cortona. Nella rappresentazione dell'Aurora di Guido Reni a palazzo Pallavacini-Rospigliosi. Nella rappresentazione dell'Aurora di Guercinoa a palazzo Ludovisi.

Nelle opere di quale artista si colgono evidenti e duraturi riferimenti ai Baccanali di Tiziano?. Mattia Preti. Annibale Carracci. Nicolas Poussin. Guido Reni.

Quali furono i passaggi collezionistici principali delle tele Offerata a Venere e Baccanale degli Andrii di Tiziano?. Estensi (Ferrara)-Aldobrandini (Roma)-Ludovisi (Roma)-Napoli-Madrid. Estensi (Ferrara)-Aldobrandini (Roma)-Giustiniani (Roma)-Napoli-Madrid. Estensi (Ferrara)-Ludovisi (Roma)-Napoli-Madrid. Estensi (Ferrara)-Aldobrandini (Roma)-Napoli-Madrid.

In quali città italiane soggiornarono nel Seicento le tele dei Baccanali provenienti da Ferrara?. Ferrara e Napoli. Ferrara e Roma. Roma e Napoli. Roma e Ferrara.

Dove sostarono fra il 1633 ed il 1637 i due baccanali di Tiziano dopo essere stati donati da Olimpia Aldobrandini ai Ludovisi?. Rimasero nella collezione Ludovisi. A Napoli presso il vicerè, conte di Monterry, Manuel de Zuñiga. A Madrid presso il re Filippo IV di Spagna. A Madrid presso il vicerè, conte di Monterry, Manuel de Zuñiga.

In quale importante collezione romana confluirono i Baccanali estensi?. Nella collezione Spada. Nella collezione Pamphilj. Nella collezione Aldobrandini. Nella collezione Giustiniani.

Dove è stato recentemente rinvenuto un dipinto attribuito a Dosso Dossi e ricondotto al contesto dei camerini ferraresi?. A Mantova. A New York. A Madrid. A Bombay.

Quale capolavoro acquisì Pietro Aldobrandini durante il suo soggiorno al Nord?. Domine quo vadis di Annibale Carracci. Cristo della Moneta di Tiziano. Noli me tangere di Correggio. Amor Sacro e Amor Profano di Tiziano.

Sono presenti opere di Caravaggio nella collezione di Pietro Aldobrandini?. No, stranamente nessuna. Sì, soltanto una. Alcuen acquisite però con attribuzione errata. Sì molte.

Quale di questi artisti fu al seguito del cardinale Pietro Aldobrandini durante il suo viaggio a Ferrara?. Correggio. Il Cavalier d'Arpino. Andrea del Sarto. Il Padovanino.

Tramite chi giunsero nella collezione Aldobrandini molti dipinti di scuola ferrarese?. Tramite Enzo Bentivoglio. Tramite Lucrezia d'Este. Tramite Francesco I d'Este. Tramite Vittoria della Rovere.

Qual è il primo documento utile per comprendere l'entità della collezione Aldobrandini?. Inventario del 1627. Inventario del 1563. Inventario del 1603. Inventario del 1503.

Per quali doti era apprezzato Carlo Saraceni dai collezionisti del Seicento e da Olimpia Aldobrandini soprattutto?. per la capacità di trattare le opere di genere minore. per i modi particolari nella resa dei paesaggi che accolgono episodi mitologici. il modo di dipingere tipicamente caravaggesco con i modi tipici della pittura napoletana. la capacità di accordare il colorismo veneto con il naturalismo tipicamente lombardo.

In che anno L'Offerta a Venere e Gli Andrii di Tiziano passarono dalla raccolta Aldobrandini a quella Ludovisi?. Nel 1611. Nel 1621. Nel 1601. Nel 1631.

Da quale collezione proveniva il Noli me tangere di Correggio poi acquisito da Pietro Aldobrandini?. Dalla collezione Ercolani di Bologna. Dalla collezione Riccardi di Firenze. Dalla collezione Gonzaga di Mantova. Dalla collezione Doria di Genova.

Chi fu l'erudito che accompagnò Pietro Aldobrandini nel suo viaggio a Ferrara nel 1598?. Carlo Cesare Malvasia. Girolamo Agucchi. Cassiano dal Pozzo. Giovan Pietro Bellori.

Da cosa fu fortemente influenzato Benedetto Giustiniani nelle sue scelte artistiche?. Dalla vicinanza del fratello Vincenzo e dalle sue predilezioni artistiche. Benedetto non acquisì mai dipinti ma ereditò esclusivamente quelli del fratello Vincenzo. Dalle esigenze dettate dallo spazio ristratto in cui poi sarebbero confluiti i dipinti. la ferrea adesione ai dettami controriformistici e la passione per la storia.

Cosa significa fidecommesso?. Si tratta di un patto fra le parti nel momento in cui si commerciano quadri. Si tratta di una particolare clausola apposta ai contratti di compra-vendita dei quadri utile a garantire l'originalità delle opere. Si tratta di uno strumento giuridico utile a salvaguardare integro un patrimonio durante i passaggi ereditari in vigore dal Cinquecento. Si tratta di un particolare funzionario, commesso appunto, impiegato nel trasporto dei dipinti per controllare le fasi del trasporto delle opere da una città all'altra.

Come considerava le "copie" Benedetto Giustiniani?. Venivano impiegate per riempire "ammanchi" ossia per sostituire illustri originali che per diversi motivi non potevano essere raggiunti e annessi alla collezione. Le copie venivano esposte accanto agli originali per suggerire una sorta di gioco enigmistico nel fruitore. le copie venivano relegate in uno spazio apposito di palazzo Giustiniani e non facevano effettivamente parte della raccolta ufficiale. Benedetto non contemplava la presenza di alcuna copia nella propria collezione.

Nella collezione Giustiniani come sono considerate le scene di genere?. E' presente un ricchissimo nucleo di nature morte. La collezione è formata in gran parte da opere di genere minore. E' presente un ricchissimo numero di scene di genere. Non sono presenti, fatta eccezione per un'opera di Pietro Paolo Bonzi.

Chi furono i membri della famiglia Giustiniani che più di altri si segnalarono per la passione collezionistica?. Il cardinale Benedetto ed il fratello Vincenzo. Francesco ed il cugino Benedetto. Giuseppe ed il figlio Vincenzo. Giuseppe ed il figlio Benedetto.

Come considerava le "copie" Vincenzo Giustiniani?. Le copie venivano esposte da Vincenzo accanto agli originali per suggerire una sorta di gara fra i pittori. Vincenzo le impiegava per riempire "ammanchi" ossia per sostituire illustri originali che per diversi motivi non potevano essere raggiunti e annessi alla collezione. Vincenzo ordinava riproduzioni come in un grande laboratorio didattico per agevolare, di fronte a modelli prestigiosi, la formazione dei pittori. Vincenzo non contemplava la presenza di alcuna copia nella propria collezione.

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