option
Questions
ayuda
daypo
search.php

strumenta automazione

COMMENTS STATISTICS RECORDS
TAKE THE TEST
Title of test:
strumenta automazione

Description:
da lez 17 a 48

Creation Date: 2026/07/09

Category: Others

Number of questions: 105

Rating:(0)
Share the Test:
Nuevo ComentarioNuevo Comentario
New Comment
NO RECORDS
Content:

01. Le tecniche di identificazione parametrica si basano su. la massimizzazione dell'errore di equazione oppure di uscita. la miniimizzazione dell'errore di equazione oppure di uscita. la massimizzazione dell'affidabilità. la minimizzazione della funzione di trasferimento.

02. La tecnica dei minimi quadrati è applicabile. per l'identificazione di sistemi LTI a partire dall'errore di equazione. solo ricorsivamente. per l'identificazione di sistemi LTI a partire dall'errore di uscita. sempre.

03. Le tecniche di identificazione richiedono che. sia applicabile il metodo dei minimi quadrati. sia noto il modello white-box del processo. il processo abbia un transitorio di durata limitata. il segnale di ingresso vari nel tempo.

04. Le tecniche di identificazione mediante funzioni di correlazione possono essere usate se. la funzione di autocorrelazione del segnale di ingresso non è nota, mentre la funzione di cross correlazione tra il segnale di ingresso è quello di uscita è nota. sia la funzione di autocorrelazione del segnale di ingresso, sia la funzione di cross correlazione tra il segnale di ingresso è quello di uscita sono note. la funzione di autocorrelazione del segnale di ingresso è nota, mentre la funzione di cross correlazione tra il segnale di ingresso è quello di uscita non è nota. né la funzione di autocorrelazione del segnale di ingresso, né la funzione di cross correlazione tra il segnale di ingresso è quello di uscita sono note.

05. La tecnica dei minimi quadrati ricorsivi permette di. stimare i parametri di un processo lineare aumentando l'accuratezza di stima. stimare i parametri di un processo lineare in modo adattivo. nessuna delle altre risposte. stimare i parametri di un processo non lineare a partire dall'errore di uscita.

01. Indicare quale delle seguenti affermazioni è falsa: le reti neurali RBF hanno caratteristiche locali che decadono esponenzialmente. le reti neurali con dinamica interna possono essere utilizzate per identificare sistemi non lineari dinamici. le reti neurali con dinamica esterna possono essere utilizzate per identificare sistemi non lineari dinamici. le reti neurali MLP hanno caratteristiche locali che decadono esponenzialmente.

02. Le reti Radial Basis Function (RBF) sono reti neurali tipicamente caratterizzate da. un operatore di ingresso che calcola la distanza dal centro e una funzione di attivazione a base radiale. un operatore di ingresso a base radiale e una funzione di attivazione che calcola la distanza dal centro. un operatore di ingresso e una funzione di attivazione di Gauss. un operatore di ingresso e una funzione di attivazione a base radiale.

03. Le reti neurali MLP sono tipicamente caratterizzate da. funzioni di attivazione di tipo gaussiano. strati di diverso tipo. più strati nascosti. un solo strato nascosto.

07. L'identificazione di sistemi non lineari dei quali non si conosce la struttura può essere fatta con. nessun metodo. reti neurali. equazioni di parità. metodo dei minimi quadrati.

01. La forma interna di un'equazione di parità permette di. esplicitare tutte le grandezze che possono contribuire a causare una variazione del residuo. scrivere il residuo come una funzione delle variabili interne del sistema. stimare il valore limite di soglia oltre al quale è lecito affermare la presenza di un guasto. calcolare il residuo in maniera implicita.

02. Sia dato un sistema modellabile con una fdt del 1° ordine. E' lecito affermare che una variazione della costante tempo. genera la comparsa di rumore ad alta frequenza. non genera variazioni del residuo. genera la variazione dei residui solo durante il transitorio, e questo rende difficile la sua individuazione. genera un gradino nei residui.

03. Sia dato un sistema modellabile con una fdt del 1° ordine. E' lecito affermare che una variazione del guadagno. genera la comparsa di rumore ad alta frequenza. non genera variazioni del residuo. genera la variazione dei residui solo durante il transitorio, e questo rende difficile la sua individuazione. genera un gradino nei residui.

05. La generazione di equazioni di parità mediante l'approccio in spazio di stato. è da preferirsi a quella mediante approccio con funzione di trasferimento. è possibile sia per i sistemi SISO sia per i sistemi MIMO. è possibile per i soli sistemi SISO. è possibile per i soli sistemi MIMO.

06. Per la creazione on-line di residui mediante equazioni di parità è necessario utilizzare. la forma computazionale. l' errore di equazione. l'errore polinomiale. la forma interna.

01. Quale tra le seguenti non causa variazione nei residui durante il normale funzionamento di un sistema. guasti. rumore o disturbi sui sensori. errori di modellazione. rumore e disturbi sugli attuatori o sul processo.

02. La generazione di residui strutturati mediante equazioni di parità. è più efficiente rispetto a quella di residui primari. permette di ottenere residui sensibili solo ad alcuni fault. garantisce sempre l'isolabilità dei fault. permette di ottenere residui sensibili ai disturbi.

03. Residui creati tramite equazioni di parità mediante l'errore di equazione. hanno un comportamento passa-basso per cui non comportano problemi di realizzabilità. hanno un comportamento passa-basso per cui comportano problemi di realizzabilità. possono contenere derivate di ordine elevato che comportano problemi di realizzabilità. possono contenere derivate di ordine elevato che non comportano problemi di realizzabilità.

04. Un guasto si dice fortemente isolabile se. può degenerare in una rottura a seguito di un errato isolamento. ha un valore assoluto più grande rispetto agli altri guasti. l'errore nella valutazione del residuo non comporta l'isolamento di un fault diverso. l'errore nella valutazione del residuo comporta l'isolamento di un fault diverso.

05. Per generare residui strutturati a partire da equazioni di parità. si moltiplica il residuo per una matrice di generazione (W). si calcola il prodotto scalare con un vettore di generazione (w). è necessario applicare una procedura trial-error. si calcola il prodotto vettoriale con un vettore di generazione (w).

01. E' possibile creare un generatore di residui basato sull'osservatore dello stato andando a scegliere come residuo. l'errore di stima o di uscita. Il guasto. Il guadagno dell'osservatore. la stima dello stato.

02. Dato un sistema LTI affetto da disturbi stocastici. è preferibile generare residui utilizzando un osservatore dello stato. non è possibile generare residui. non è possibile generare residui utilizzando un osservatore dello stato. è preferibile generare residui utilizzando un filtro di Kalman.

03. Che differenza c'è tra la costruzione di un residuo mediante equazioni di parità e mediante osservatore dello stato?. La costruzione mediante equazioni di parità non può essere fatta nel caso in cui il modello del sistema sia espresso in spazio di stato. La costruzione mediante equazioni di parità è mediamente più complessa. La struttura dei residui è simile in tutti i casi, ciò che cambia è il modo in cui le grandezze di ingresso e uscita sono filtrate. Nessuna.

06. E' possibile creare un generatore di residui basato sull'osservatore dello stato. solo se il modello del sistema da diagnosticare non è osservabile. solo se il modello del sistema da diagnosticare è osservabile e stabile. solo se il modello del sistema da diagnosticare è osservabile. solo se il modello del sistema da diagnosticare è osservabile e instabile.

01. Gli osservatori a ingresso sconosciuto (UIO) permettono di. stimare l'uscita a prescindere da qualunque disturbo in ingresso. stimare l'uscita a patto di conoscere la matrice di ingresso del disturbo nel sistema. stimarel'uscita a patto di conoscere il disturbo in ingresso. stimare l' ingresso.

03. Gli osservatori a ingresso sconosciuto (UIO) sono anche detti. osservatori dell'uscita. osservatori dello stato. osservatori dell'ingresso. osservatori trasformati.

04. Gli osservatori a ingresso sconosciuto (UIO) sono caratterizzati. da una trasformazione dei parametri del sistema originale. dalla trasformata di Laplace delle variabili di stato del sistema originale. da una trasformazione delle variabili di stato del sistema originale. dalla trasformata Zeta delle variabili di stato del sistema originale.

05. Gli osservatori a ingresso sconosciuto (UIO) sono utilizzati in ambito diagnostico per generare residui che. dipendono dai disturbi ma non dai fault. dipendono dai fault ma non dai disturbi. dipendono sia dai disturbi sia dai fault. non dipendono nè dai disturbi nè dai fault.

06. Gli osservatori a ingresso sconosciuto (UIO) sono utilizzati in ambito diagnostico per individuare guasti. solo sugli attuatori. sia sui sensori, sia sugli attuatori. solo sui sensori. aleatori.

01. Nella PCA è necessario adottare un criterio per scegliere quante componenti principali andare ad includere nell'analisi. I criteri più diffusi sono: Kaiser, feature selection e percentuale distribuita. Kaiser, Cattel scree e percentuale cumulativa. Kaiser, inferenza fuzzy e neurale. Kaiser, volterra e bilineare.

02. Il numero di componenti principali da utilizzare per la PCA è. scelto utilizzando metodi che vautano la varianza associata alle singole componenti principali. sempre pari al numero di variabili originali. pari a 1, cioè alla componente principale a cui è associata la varianza più elevata. scelto in maniera casuale.

03. La PCA è sensibile alla scalatura, cioè se si moltiplica una variabile per uno scalare si ottengono risultati differenti: questo implica che le componenti principali sono dipendenti dall'unità di misura delle variabili originali e dal range di valori che esse assumono. Pertanto è necessario. che tutti gli strumenti di misura del processo oggetto di analisi abbiano la stessa unità di misura. operare una standardizzazione dei dati prima di procedere con l'analisi delle componenti principali. usare la PCA solo per un'analisi di massima. distinguere tra le componenti relative alle grandezze fondamentali e quelle relative ai loro sottomultipli.

04. La standardizzazione delle misure prima dell'applicazione della PCA comporta che: le variabili del dataset abbiano valor nullo e deviazione standard unitaria. le variabili del dataset abbiano valor medio nullo e deviazione standard normalizzata. le variabili del dataset abbiano valor medio unitario e deviazione standard normalizzata. le variabili del dataset abbiano valor medio unitario e deviazione standard nulla.

08. Le tecniche di individuazione dei guasti basate sui dati (o data driven) cercano le ridondanze tra i segnali disponibili allo scopo di. filtrare il segnale e generare un residuo a frequenze diverse da quelle sulle quali agiscono i disturbi. generare un modello. implementare la ridondanza hardware. ridurre la dimensione del problema e generare residui diagnostici utili per l'individuazione del fault.

10. La Principal Component Analysis trasforma le variabili di partenza in variabili artificiali. il cui utilizzo è indicato per l'analisi di sistemi di piccole dimensioni e con pochi dati disponibili, debolmente correlati gli uni con gli altri. il cui utilizzo è indicato per l'analisi di sistemi di piccole dimensioni e con pochi dati disponibili, debolmente correlati gli uni con gli altri. al fine di incrementarne il numero e rendere più precisa l'analisi. che non possono essere più trasformate nel dominio di partenza.

01. La PCA può essere applicata. solo se si dispone di un modello del processo. sia online sia offline. solo online. solo offline.

02. La PCA può essere utilizzata a livello diagnostico. operando un'analisi statistica sulle sole variabili trasformate nel dominio di partenza. operando un'analisi statistica sulla sola differenza tra variabili di partenza e variabili trasformate nel dominio partenza. operando un'analisi statistica sulle sole variabili artificiali. operando un'analisi statistica sulle variabili artificiali, sulle variabili artificiali trasformate nel dominio di partenza, e sulla loro differenza.

03. La PCA è una tecnica basata su. l'analisi dei dati. rilevamento della soglia. l'analisi dei segnali. modello matematico.

04. La PCA è una tecnica caratterizzata da n gradi di libertà, dove n è pari a. 1. 2. 3. 4.

01. Dato un sistema di diagnosi è possibile incrementare la velocità di individuazione. in maniera indefinita. mai. impattando negativamente sulla robustezza ai disturbi. migliorando contemporaneamente la robustezza ai disturbi.

02. I metodi di diagnosi guasti basati su osservatore dello stato o equazioni di parità sono particolarmente adatti per. guasti stocastici. guasti moltiplicativi. sistemi SISO. guasti additivi.

03. Le tecniche di rilevamento guasti basate su osservatori dello stato sono indicate per. guasti intermittenti. guasti moltiplicativi. guasti incipienti. guasti additivi.

04. Le tecniche di rilevamento guasti basate su equazioni di parità sono indicate per. guasti intermittenti. guasti moltiplicativi. guasti incipienti. guasti additivi.

06. Le tecniche di rilevamento guasti basate su stima parametrica sono indicate per. guasti intermittenti. guasti moltiplicativi. guasti incipienti. guasti additivi.

01. Un sistema di diagnosi dei guasti deve essere in grado di. individuare, isolare e identificare i fault. individuare i fault. supervisionare il processo. individuare e isolare i fault.

02. Un sistema di diagnosi efficiente richiede sempre una buona rappresentazione della conoscenza, e in tale ottica risulta importante rappresentare in maniera unificata. i processi. le uscite. gli ingressi. i sintomi.

03. Un sistema di classificazione opera in due fasi consecutive: test e addestramento. addestramento e test. analisi causa-effetto e test. addestramento e analisi causa-effetto.

04. Un sistema di diagnosi dei guasti dovrebbe essere. veloce, robusto e in grado di fornire informazioni dettagliate ai soli operatori umani. veloce anche a costo di generare falsi allarmi. veloce, robusto e in grado di rilevare guasti non previsti. veloce, robusto ed esclusivamente automatizzato.

05. In un sistema di diagnosi dei guasti è preferibile. sfruttare le conoscenze analitiche sul processo, ma non quelle euristiche perché possono aumentare l'incertezza della diagnosi. sfruttare ogni tipo di conoscenza pregressa. sfruttare le conoscenze euristiche, ma non quelle analitiche perché complicano la progettazione. non sfruttare le conoscenze sul processo per ridurre la complessità di calcolo.

01. I classificatori diagnostici sono utilizzati. per diagnosticare guasti a partire da sintomi dei quali sono ben note le relazioni causali. per diagnosticare guasti a partire da sintomi sui quali non ci sono informazioni a priori. per catalogare i sintomi in base alla loro pericolosità. per individuare guasti in processi complessi.

02. Il classificatore basato su reti neurali è. preferibile nei casi in cui la distribuzione di probabilità è ignota. sempre preferibile al classificatore polinomiale, anche quando è nota la distribuzione di probabilità dei sintomi ed essa è polinomiale. sempre preferibile al classificatore di Bayes, anche quando è nota la distribuzione di probabilità dei sintomi ed essa è Gaussiana. preferibile solo quando le altre tipologie di classificazione falliscono.

03. Quali tra i seguenti metodi non è un classificatore. albero decisionale. classificatore Bayesiano. classificatore polinomiale. albero dei guasti.

07. In riferimento ai metodi di classificazione per la diagnosi, per utilizzare un classificatore Bayesiano quale delle seguenti affermazioni non è corretta. È necessario il calcolo della densità di probabilità gaussiana. È necessario il calcolo delle probabilità condizionate. È necessario il calcolo delle probabilità a priori. Tutte le altre risposte sono corrette.

08. In riferimento ai metodi di classificazione per la diagnosi, le reti neurali MLP. È possibile utilizzare le reti MLP non solo per la diagnosi vera e propria, ma anche per generare i sintomi a partire dai segnali di misura. È possibile utilizzare le reti MLP in maniera selettiva per ogni tipologia di fault. Hanno la capacità di estrapolare decisioni anche quando si lavora su sintomi che ricadono al di fuori del range del set di addestramento. Tutte le risposte sono corrette.

09. In riferimento ai metodi di classificazione per la diagnosi, le reti neurali RBF hanno il vantaggio di. Gestire problemi con elevata dimensionalità e caratterizzati da set di addestramento poveri di informazioni. Permettere di interpretare correttamente dati al di fuori del set di addestramento. Avere funzioni di attivazione locali. Tutte le altre risposte sono corrette.

01. Le relazioni causa-effetto tra guasto e sintomo possono essere determinate tramite. un decisore diagnostico basato su inferenza. un albero decisionale. reti neurali. FTA o ETA.

02. Nel classificatore bayesiano e geometrico i criteri di valutazione del guasto si basano, rispettivemente, su. massimizzazione della probabilità di guasto (condizionata al set di sintomi) e minimizzazione della distanza (tra sintomo di riferimento e set di sintomi). massimizzazione della probabilità di guasto (condizionata al set di sintomi) e massimizzazione della distanza (tra sintomo di riferimento e set di sintomi). minimizzazione della probabilità di guasto (condizionata al set di sintomi) e massimizzazione della distanza (tra sintomo di riferimento e set di sintomi). massimizzazione della probabilità di guasto (condizionata al set di sintomi) e minimizzazione della distanza (tra sintomo di riferimento e set di sintomi).

03. I metodi di inferenza sono tipicamente utilizzati per diagnosticare un fault. a partire da un processo sul quale sono note le relazioni di tipo causale. sugli attuatori. a partire da un processo sul quale non ci sono informazioni. sui sensori.

04. Quale tra le seguenti affermazioni è vera?. Le tecniche di classificazione richiedono poco sforzo di progettazione e sono poco trasparenti. Le tecniche di inferenza richiedono un elevato sforzo di progettazione e sono poco trasparenti. Le tecniche di inferenza richiedono poco sforzo di progettazione e sono poco trasparenti. Le tecniche di classificazione richiedono un elevato sforzo di progettazione e sono poco trasparenti.

01. In riferimento alle strutture ridondanti di base, quale delle seguenti affermazioni non è corretta per la ridondanza dinamica cold-standby?. Non richiede un modulo di votazione che confronta i segnali e decide a maggioranza quale tra di essi sia quello corretto. È richiesto un modulo di riconfigurazione per attivare il modulo di standby e disattivare quello non più funzionante. È richiesta la presenza di un modulo di fault detection. È caratterizzato da transitori di breve durata ma costi operazionali elevate.

02. La tolleranza ai guasti si ottiene mediante. manutenzione regolare. una diagnostica avanzata dei guasti. utilizzo di componenti tecnicamente all'avanguardia. ridondanza analitica o hardware.

03. Lo stadio di degradazione Fail Safe (FS) è tale per cui. dopo uno (o più) failure(s) dei componenti il sottosistema possiede uno stato sicuro oppure è portato in uno stato sicuro tramite un'azione speciale. dopo uno (o più) failure(s) dei componenti il sottosistema rimane inattivo. a prescindere dal numero di failure(s) il sottosistema smette di funzionare. è tollerato un solo failure (i.e. il sottosistema rimane operativo dopo il failure di un componente).

04. Un sistema a ridondanza statica con n componenti può tollerare al massimo. (n+1)/2 guasti. n/2 guasti. (n-1)/2 guasti. (n-2)/2 guasti.

05. In riferimento alle strutture ridondanti di base, quale delle seguenti affermazioni non è corretta per la ridondanza dinamica hot-standby?. È richiesto un modulo di votazione che confronta i segnali e decide a maggioranza quale tra di essi sia quello corretto. È richiesta la presenza di un modulo di fault detection. È richiesto un modulo di riconfigurazione per attivare il modulo di standby e disattivare quello non più funzionante. Il modulo di standby è sempre attivo.

06. In riferimento alle strutture ridondanti di base, quale delle seguenti affermazioni non è corretta?. Tutte le altre risposte sono errate. La ridondanza dinamica necessita di un numero complessivo di moduli inferiore rispetto a quello richiesto dalla ridondanza statica. Il modulo di standby diventa attivo solo dopo il guasto. La ridondanza dinamica necessita di una maggiore capacità di elaborazione dell'informazione.

01. La strumentazione utilizzata in automazione industriale è tipicamente classificabile in. sensoristica, attuatori, unità di controllo e supervisione, reti di comunicazione. circuiti di condizionamento del segnale, software, interfacce uomo-macchina. controllo con retroazione, controllo in avanti, supervisione e diagnosi. sensori, attuatori, sistemi di supporto alle decisioni.

02. I sensori possono essere definiti come dispositivi che. ricevono uno stimolo e rispondono con un segnale audio. ricevono uno stimolo e rispondono con un segnale visivo. ricevono uno stimolo e rispondono con un segnale elettrico. ricevono uno stimolo elettrico e rispondono con un segnale di diversa natura.

05. Indicare quale tra i seguenti sensori non è classificabile come un sensore di Posizione, spostamento e livello: Sensori induttivi. Sensori capacitivi. Sensori termici. Potenziometri.

05. Indicare quale tra i seguenti sensori non è classificabile come un sensore di Forza, stress e tattili: Sensori tattili. Sensori ottici. Estensimetri. Sensori potenziometri.

01. La risoluzione di un sensore rappresenta. la minima variazione della variabile misurata che dà luogo a una variazione rilevabile dell'uscita. il rapporto tra la variazione della variabile di uscita e quella della variabile misurata. il rapporto tra la variazione della variabile misurata e quella della variabile dell'uscita. la massima precisione raggiungibile.

02. La sensibilità di un sensore è definita come. il rapporto tra una variazione della variabile misurata ?u e la corrispondente variazione dell'uscita del sensore ?y. si verificano effetti di usura dovuti all'invecchiamento. il rapporto tra una variazione dell'uscita del sensore ?y e la corrispondete variazione della variabile misurata ?u. la variazione dell'uscita del sensore ?y.

03. Per caratteristica statica di un sensore si intende. la relazione che lega l'uscita di un sensore (misura) al suo ingresso (misurando). la relazione che lega l'ingresso del sensore (misurando) all'uscita (misura). la retta che interpola i valori del misurando con quelli della misura. la legge che descrive come varia il comportamento del sensore nel tempo.

04. La nonlinearità di un sensore rappresenta. la massima deviazione della caratteristica statica reale dalla sua approssimazione lineare. la caratteristica dinamica. la variazione della variabile misurata ?u. la caratteristica statica al di fuori del punto di lavoro.

05. La caratteristica dinamica di un sensore serve a descriverne il comportamento quando. lo stimolo varia con una certa velocità e la misura necessita di un certo tempo (dinamica) per rappresentarlo. la retta che interpola i valori del misurando con quelli della misura. il sensore lavora in continua. si opera al di fuori del punto di lavoro definito nella caratteristica statica.

06. Il termine precisione (o ripetibilità) è riferito alla riproducibilità della misura, ovvero esprime. il valore medio di una serie di misure. la dispersione di successive misure dello stesso misurando nelle medesime condizioni. il rapporto tra la variazione dell'ingresso e quella dell'uscita. il rapporto tra la variazione dell'uscita e quella dell'ingresso.

07. L'inaccuratezza di un sensore si può esprimere come. la deviazione standard di una serie di misure. la differenza tra il valore vero e la misura da esso più distante. valore esatto del misurando e rumore di misura. la differenza tra il valore vero e la misura da esso più distante, normalizzata sul valore di fondo scala.

08. La misura di un sensore è composta da. la massima precisione raggiungibile. valore esatto del misurando e unità di misura. valore stimato del misurando, incertezza e unità di misura. un numero e un simbolo.

01. Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. Per misura di spostamento si intende la misura della variazione delle coordinate dell'oggetto (lineari e/o angolari) da un punto ad un altro. Per misura di posizione si intende la misura delle coordinate dell'oggetto (lineari e/o angolari) rispetto ad un riferimento selezionato. I sensori di posizione o spostamento impiegati come sensori di livello sono detti sensori di prossimità. Nel caso in cui l'oggetto fisico da misurare sia una massa liquida, allora i sensori di posizione o spostamento possono essere impiegati per determinare il livello del liquido (o la sua variazione nel tempo).

02. A temperatura costante la relazione che in un potenziometro lega la resistenza del conduttore alla sua lunghezza è. esponenziale. quadratica. cubica. lineare.

03. Quale tra le seguenti non è una tipica fonte di errore per un sensore di posizione/spostamento di tipo capacitivo?. Peso oggetto. Finitura oggetto. Dimensioni oggetto. Forma oggetto.

05. In riferimento ai sensori potenziometrici, indicare quale affermazione non è corretta. Possono essere utilizzati come sensori ad immersione. Sono soggetti a stress meccanico. Possono misurare solo oggetti che si spostano con una velocità bassa. Sono preferibili quando è necessaria un'elevata stabilità alle variazioni ambientali.

01. I sensori per la misura di posizione/spostamento ad effetto Hall possono essere: analogici e a doppio livello. digitali e a triplo livello. solo analogici. solo digitali.

02. I sensori capacitivi per la misura di posizione/spostamento sono da preferire ai sensori basati su correnti di Foucault ("Eddy Sensor") se. l'ambiente di utilizzo è soggetto a polveri e contaminanti. se lo spessore del materiale da misurare è molto piccolo. se il range operativo di temperature è elevato. se la misura va fatta immergendo la sonda in un liquido.

05. In riferimento ai sensori LVDT e RVDT (Linear/Rotary Variable Differential Transformer), quali delle seguenti affermazioni non è corretta?. Consentono di trascurare le isteresi meccaniche e magnetiche. Si basano su un principio di funzionamento che richiede il contatto diretto. Sono caratterizzati da impendenze in uscita di valore molto ridotto. Sopportano rumori ambientali e interferenze.

06. Un sensore capacitivo. È basato sui campi magnetici che non risentono di contaminanti non conduttivi. Può essere usato anche in ambienti poco puliti quando si vuole ottenere una misura di posizione o spostamento. Funziona sull'assunzione che la variazione della capacità sia dovuta alla variazione della distanza. Presenta un errore che diminuisce al crescere della costante dielettrica del contaminante.

01. I sensori di livello possono essere di tipo full-range o short-range, ovvero. i sensori full-range misurano con continuità il livello del contenuto rispetto allo zero di riferimento, mentre quelli short-range individuano il raggiungimento o meno di un dato livello. i sensori short-range misurano con continuità il livello del contenuto rispetto allo zero di riferimento, mentre quelli full-range individuano il raggiungimento o meno di un dato livello. i sensori short-range sono adatti per misurare livelli bassi, mentre quelli full-range quelli alti. i sensori full-range hanno un campo di misura elevato, mentre quelli short-range un campo di misura ridotto.

02. Indicare quale dei seguenti aspetti è un vantaggio dei sensori di livello di tipo tradizionale. Possibilità di trasmettere le informazioni a distanza. Costanti di tempo sufficientemente veloci. Funzionamento a contatto con il liquido. Semplicità di utilizzo e installazione.

04. Quali tra le seguenti tipologie di sensore di livello è da preferire se il budget a disposizione è limitato, il materiale di cui si vuole misurare il livello è uniforme e la forma del contenitore sarà soggetta a cambiamento nel tempo?. Laser. Ultrasuoni. Capacitivi. A rotazione/pala.

05. Se per la misura del livello di un liquido non è possibile il contatto diretto con il sensore, allora è bene escludere sensori di livello: a pala. radar. ottici. ad ultrasuoni.

01. In applicazioni critiche che impiegano sensori di prossimità è fondamentale: eliminare solo i falsi positivi. eliminare solo i falsi negativi. eliminare sia i falsi negativi sia i falsi positivi. ridurre il più possibile il costo.

03. I sensori di prossimità ultrasonori sono. preferibili a quelli capacitivi se è necessario un range di misura elevato. preferibili a quelli ottici perché risentono del colore dell'oggetto misurato. preferibili a quelli capacitivi perché il loro range di misura è inferiore. preferibili a quelli capacitivi il sistema da misurare è sottoposto a forti vibrazioni.

04. I sensori optoelettronici. individuano la presenza della carica statica trasportata da oggetti in movimento. individuano l'interruzione di un flusso luminoso causata da oggetti in movimento. individuano la riflessione di microonde elettromagnetiche da parte degli oggetti in prossimità del sensore. individuano la variazione nell'illuminazione o nel contrasto ottico nell'area del sensore.

05. Indicare quale affermazione non è corretta in riferimento ai sensori di prossimità e rilevamento. Si deve prendere in considerazione la presenza di falsi positivi e falsi negative. È buona norma quella di formare una rete sensoriale distribuita di sensori di prossimità. È buona norma usare all'interno della rete sensoriale distribuita sensori che si basano su principi di funzionamento differenti. È necessario concentrare l'attenzione sui falsi positivi piuttosto che sui falsi negativi.

01. Una cella di carico è tipicamente formata da. un ponte estensimetrico. un elemento elastico, un elemento piezoelettrico e un convertitore analogico/digitale. un elemento rigido, un elemento sensibile e un filtro. un elemento elastico, un elemento sensibile e un circuito di condizionamento.

02. L'effetto piezoelettrico. consiste in una variazione della resistività del materiale soggetto ad una deformazione meccanica. è un sinonimo dell'effetto piezoelettrico. consiste in una variazione della distribuzione di carica superficiale a seguito di una deformazione meccanica. consiste nella polarizzazione di un pezzo di materiale soggetto a vibrazione.

03. Gli estensimetri misurano: la deformazione superficiale di un materiale, in maniera proporzionale alla forza a cui esso è sottoposto e avendo come punto di riferimento l'estensione al momento dell'installazione del sensore. l'estensione di un materiale a prescindere dal punto di applicazione. l'accelerazione. l'estensione di un materiale elastico soggetto alla forza di gravità.

01. Indicare quale dei seguenti requisiti non è richiesto ai sensori tattili in ambito ingegneristico: Il sensore deve idealmente avere un singolo punto di contatto. Le caratteristiche dinamiche del sensore devono essere stabili e a bassa isteresi. La risposta del sensore deve essere perfettamente lineare. Il sensore deve essere in grado di tollerare sovraccarichi accidentali.

02. I sensori tattili misurano. lo scivolamento di un oggetto. la posizione del punto di contatto tra la persona e la superficie sensorizzata. il contatto di una persona con la superficie sensorizzata. il contatto, il punto di contatto o lo scivolamento a seguito di un contatto.

04. Indicare quale delle seguenti non è corretta per sensori tattili piezoelettrici di tipo attivo. Restituiscono una misura proporzionale alla variazione del misurando. Richiedono la presenza di una sorgente di energia. Sono in grado di fornire un'uscita in continua. Hanno uno spessore molto ridotto e possono essere assemblati in array per il riconoscimento spaziale degli stimoli tattili.

01. Quale tra i seguenti metodi non può essere usato per ottenere una misura di pressione?. Azione della pressione sconosciuta su un'area nota e misura dello spostamento risultante. Vibrazione del fluido e misura delle onde di pressione generate. Bilanciamento di una pressione sconosciuta mediante pressione generata da una colonna di liquido di densità nota. Azione della pressione su un materiale elastico noto e misura della deformazione meccanica.

02. Per la misura di pressioni di ridotta entità è preferibile usare sensori di tipo. resistivo. capacitivo o induttivo. meccanico. piezoelettrico o piezoresistivo.

03. La pressione assoluta. È riferita ad una qualche pressione di riferimento e può essere vista come un caso speciale di pressione differenziale. È misurata rispetto ad una camera a vuoto di riferimento. Nessuna delle altre risposte è corretta. È misurata applicando una pressione ai lati opposti dell'elemento sensibile del sensore.

03. La pressione gauge. È riferita ad una qualche pressione di riferimento e può essere vista come un caso speciale di pressione differenziale. È misurata rispetto ad una camera a vuoto di riferimento. Nessuna delle altre risposte è corretta. È misurata applicando una pressione ai lati opposti dell'elemento sensibile del sensore.

07. I sensori di pressione a capacità variabile. Forniscono solo misure assolute di pressione. Sono caratterizzati da una bassa dipendenza dalla temperatura. Sono particolarmente efficaci per misure di bassa pressione. Sono caratterizzati da errori di isteresi e non linearità elevati.

01. Quali tra i seguenti metodi non è applicabile per la misura di portata con un sensore ad ultrasuoni?. Effetto Doppler. Metodo della misura del tempo di volo. Metodo della misura dello sfasamento. Legge di Faraday.

03. La misura della portata di un fluido è di solito fatta mediante sensori che operano una misura indiretta. della velocità del fluido. della massa del fluido. della conducibilità del fluido. della temperatura del fluido.

Report abuse