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Teoria e metodologia dell'allenamento

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Teoria e metodologia dell'allenamento

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Marco Compierchio

Creation Date: 2026/04/02

Category: Others

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Quale può essere una definizione di allenamento sportivo?. Una pratica di esercizio fisico spontanea e non strutturata con l’obiettivo di mantenere lo stato di salute. Un processo complesso di esercizio fisico ripetuto volto al miglioramento tecnico-tattico legato alla competizione. Un processo complesso di esercizio fisico ripetuto e pianificato volto a migliorare capacità fisiche, psichiche, tecniche e tattiche dell’atleta. Un’attività motoria finalizzata esclusivamente al miglioramento della forza muscolare.

Quali sono le tre fasi della sindrome generale di adattamento secondo Selye (1956)?. Allarme, resistenza, esaurimento. Preparazione, adattamento, recupero. Fatica, compensazione, stabilizzazione. Stimolo, risposta, recupero.

Qual è il principio alla base della teoria della supercompensazione?. Dopo la somministrazione dell'allenamento, il corpo ritorna sempre e soltanto al livello di prestazione iniziale. Dopo la somministrazione dell'allenamento, il corpo recupera e raggiunge un livello di prestazione superiore rispetto a quello iniziale. Dopo un allenamento, l’organismo non modifica i propri livelli di prestazione, mantenendo costante l’omeostasi. Dopo un allenamento, il corpo peggiora progressivamente la sua prestazione fino all’esaurimento.

Come viene definita la condizione di equilibrio organico del corpo umano?. Catabolismo. Supercompensazione. Osmosi. Omeostasti.

Quale fase dello sviluppo rappresenta il periodo di massima allenabilità per le capacità coordinative?. L'età matura. L’età infantile. La prima età adulta. L’età giovanile.

Qual è il principio fondamentale della teoria del doppio fattore (Dual Factor Theory)?. La prestazione è determinata esclusivamente dalla supercompensazione energetica. La prestazione è il risultato dell’interazione tra fitness (condizione fisica) e fatica. La prestazione dipende solo dal livello di fitness raggiunto. La prestazione peggiora progressivamente a causa dell’accumulo di fatica.

Cosa si intende per “eterocronismo degli adattamenti”?. La diminuzione della prestazione dovuta all’accumulo di fatica. L’uguaglianza dei tempi di recupero per tutte le capacità motorie. La capacità dell’organismo di mantenere invariata la propria condizione fisica nel tempo. Il fatto che i diversi adattamenti biologici si manifestano con tempi e modalità differenti.

Cosa si intende per “allenabilità”?. La predisposizione genetica che determina la performance sportiva in modo esclusivo. Il grado di adattamento ai carichi di allenamento, influenzato da fattori interni ed esterni. La capacità dell’atleta di mantenere costante l’omeostasi durante lo sforzo. La resistenza psicologica dell’atleta agli allenamenti intensi.

Qual è la molecola che fornisce direttamente l’energia necessaria alla contrazione muscolare?. Fosfocreatina. Piruvato. Glucosio. Adenosintrifosfato.

Quale delle seguenti discipline rientra nelle attività a impegno aerobico-anaerobico massivo secondo la classificazione di Dal Monte?. 400 ostacoli. 100 m piani. maratona. salto in alto.

Quale caratteristica distingue un’abilità aperta (open skill) da una chiusa (closed skill)?. La presenza esclusiva di movimenti ciclici. La presenza di componenti coordinative. L’ambiente mutevole e imprevedibile in cui si svolge l’azione. L’assenza di componenti coordinative.

Qual è il concetto fondamentale del principio dello stimolo allenante?. Qualsiasi stimolo, anche minimo, genera adattamenti significativi. È necessario che lo stimolo superi una determinata soglia per produrre adattamenti. Gli stimoli devono essere sempre massimali per migliorare la prestazione. Non esiste una relazione tra intensità dello stimolo e adattamenti.

Perché è importante il principio del carico crescente?. Per ridurre al minimo i periodi di recupero tra le sedute. Per evitare la perdita di efficacia dell’allenamento mantenendo progressi costanti. Per garantire che l’allenamento resti sempre identico nel tempo. Per favorire solo lo sviluppo della forza massimale.

Il principio dell’adeguatezza rispetto all’età sottolinea che: L’età non influisce sulla programmazione dell’allenamento. L’allenamento deve essere calibrato sulla maturazione fisica e funzionale dell’atleta. Due atleti della stessa età anagrafica hanno sempre lo stesso livello di sviluppo. L’età cronologica dell’atleta è più importante dell’età biologica.

Il principio della specializzazione afferma che: L’allenamento deve diventare sempre più specifico rispetto alla disciplina con il progredire dell’atleta. La specializzazione è inutile per il miglioramento della prestazione. L’allenamento deve essere sempre generale. L’allenamento specifico deve essere esclusivo sin dall’inizio.

La densità dell’allenamento dipende principalmente da: Tempo sotto tensione. Numero di allenamenti settimanali. Percentuale di carico rispetto all’1RM. Volume e tempi di recupero.

Quale delle seguenti affermazioni è corretta riguardo alla relazione tra intensità e volume?. Non hanno alcuna relazione significativa. Dipendono esclusivamente dalla frequenza dell’allenamento. Sono direttamente proporzionali. Sono inversamente proporzionali.

Il "time under tension" indica: Il peso sollevato durante l’esercizio. Il tempo di recupero tra le serie. Il tempo in cui un muscolo è sottoposto a contrazione. Il numero di ripetizioni eseguite nella sessione.

Cosa indica la frequenza dell’allenamento?. Il numero di sedute di allenamento in un determinato periodo. La quantità totale di lavoro svolto in una seduta. Il livello di difficoltà di un esercizio. Il tempo di contrazione muscolare durante un movimento.

Nella maggior parte delle discipline sportive, le capacità condizionali si presentano: in forma mista. con la stessa importanza per ogni sport. in forma pura. indipendenti l’una dall’altra.

Quale delle seguenti non è considerata una capacità condizionale?. Rapidità. Coordinazione. Resistenza. Forza.

Quali capacità motorie si sviluppano principalmente a partire dall’adolescenza?. Capacità cognitive. Capacità condizionali. Capacità coordinative. Capacità espressive.

Le capacità coordinative generali comprendono: capacità di apprendimento motorio e controllo motorio. forza e resistenza. rapidità e mobilità articolare. capacità di equilibrio e destrezza fine.

Lo Stretching PNF: Si assume una posizione da mantenere, senza dolore o con leggero disagio, per un tempo che varia dai 15 ai 30 secondi. Essa deve essere raggiunta lentamente, al fine di evitare il riflesso miotatico inverso. Coinvolge parti del corpo che si muovono e aumentano progressivamente il ROM, la velocità del movimento o entrambe. Utilizza lo slancio di una parte del corpo nel tentativo di forzarla oltre il suo normale ROM (Range of motion). Consiste nel combinare lo stretching passivo con quello isometrico al fine di raggiungere la flessibilità statica massima.

Lo stretching balistico è caratterizzato da: Combinazione di stretching passivo e isometrico. Uso di contrazioni volontarie dei muscoli precedentemente posti in allungamento. Allungamento lento mantenuto senza oscillazioni. Utilizzo dello slancio per superare il normale range di movimento.

Qual è la definizione più completa di mobilità articolare secondo Robertson e Andorlini?. L’estensione massima di un’articolazione misurata in centrimetri al quadrato. La capacità della fibra muscolare di tornare alla sua forma di riposo una volta cessata l’azione della forza deformante su di essa. La capacità di un’articolazione di resistere a sforzi statici e dinamici. L’abilità che consente al corpo in toto o una parte del corpo di produrre un movimento desiderato, entro una porzione di spazio definita da limiti muscolo-articolari.

Quale fattore non influenza direttamente la mobilità articolare?. Numero di mitocondri. Struttura articolare. Elasticità muscolare. Età.

Qual è il fattore distintivo della forza reattivo-elastica rispetto alla forza esplosiva?. La capacità di mantenere una contrazione prolungata. La presenza di un carico massimale. La presenza di un carico massimale. L’uso del ciclo allungamento-accorciamento.

Quale affermazione è corretta riguardo la massima forza eccentrica?. Tutte le risposte sono corrette. È sempre inferiore alla massima forza concentrica del 5-20%. È uguale alla forza esplosiva. Può superare del 45% la massima forza isometrica.

La Forza Massimale: La Forza Massimale:. Rappresenta la massima forza in grado di essere generata in una contrazione rapida ed è funzione del tempo in cui viene prodotta. È espressione della forza che si realizza attraverso l’utilizzo efficiente del ciclo allungamento-accorciamento. È la capacità di resistere alla fatica muscolare durante sforzi intensi.

Qual è la definizione più completa di forza proposta nelle lezioni?. La capacità dell’organismo di riuscire a realizzare in un tempo brevissimo il massimo impulso di forza concentrica. Capacità organico-muscolare che rappresenta l’aspetto qualitativo del movimento e dipende solo in parte dal sistema nervoso. La capacità del corpo di effettuare sollevamenti massimali per un massimo di 5 ripetizion. La capacità del corpo di effettuare sollevamenti massimali per un massimo di 5 ripetizion.

L’ipertrofia muscolare influisce sulla forza principalmente perché: Diminuisce la sezione trasversa del muscolo. Nessuna delle risposte. Riduce l’angolo di pennazione. Aumenta la sezione trasversa del muscolo.

Il ciclo allungamento-accorciamento (stretch-shortening cycle) sfrutta principalmente: il riflesso miotatico. la coordinazione intermuscolare. la coordinazione intermuscolare. l’ipertrofia.

Quale di questi non è un fattore determinante della forza?. Frequenza di scarica delle unità motorie. Tipologia di fibre muscolari. Tutte le risposte sono corrette. Lunghezza dei sarcomeri.

Quale dei seguenti è un fattore meccanico determinante la forza?. Reclutamento delle unità motorie. Angolo di pennazione. Percentuale di fibre veloci. Riflesso miotatico.

Quale caratteristica descrive una contrazione auxotonica?. Muscolo che si accorcia superando un carico esterno. Nessuna delle risposte. Tensione muscolare costante associato ad un cambiamento di lunghezza. Variazioni sia nella tensione che nella lunghezza del muscolo durante la contrazione.

Qual è il tempo di recupero consigliato per l’allenamento della forza massima?. 15–45 secondi. 30–90 secondi. 3-5 minuti. 1-2 minuti.

Quale fattore rappresenta la mole di lavoro svolta nell’unità di tempo?. Tonnellaggio. Intensità. Volume. Densità.

Cos’è il "buffer" nell’allenamento della forza?. Numero di serie eseguite in una seduta di allenamento. Percentuale del carico massimo sollevato. Si identifica con il Tonnellaggio. Differenza tra il numero di ripetizioni eseguite e il numero massimo che si sarebbe potuto fare con lo stesso carico.

Quale parametro viene utilizzato nel velocity-based training come indice per monitorare la fatica?. Mean Propulsive Velocity (MPV). Velocity Loss (VL). Minimum Velocity Threshold (MVT). Mean Velocity (MV).

Se l’atleta A solleva 100 kg di Squat ad una velocità di 0.50 m/s e l’atleta B li solleva ad una velocità di 0.75 m/s, allora: A e B hanno gli stessi livelli di forza. A è più forte di B. B è più forte di A. A e B hanno gli stessi livelli di potenza.

Che cos’è la Minimum Velocity Threshold (MVT) nel VBT?. La velocità minima registrata durante la fase concentrica. La velocità di spostamento del bilanciere corrispondente al carico massimale (1RM). La velocità minima registrata durante l’intera serie. Il numero minimo di ripetizioni per ogni esercizio nel VBT.

Qual è il principio fondamentale su cui si basa il Velocity-Based Training?. Uso esclusivo della percentuale dell’1RM per calcolare intensità. Relazione diretta tra carico sollevato e velocità di esecuzione nella fase concentrica. Relazione diretta tra carico e numero di ripetizioni. Relazione inversa tra carico e velocità di esecuzione nella fase concentrica.

Quale metodo classico di allenamento della forza prevede la variazione progressiva del carico e delle ripetizioni nello stesso esercizio?. Metodo drop set. Metodo 5x5. Metodo 3x10. Metodo piramidale.

Come è strutturata una sessione di allenamento della forza ben organizzata?. Mobilità articolare, esercizi complementari e recupero. Test funzionali, fasi tecniche e riposo. Stretching, fase centrale e defaticamento attivo. Warm-up, fase centrale e cooldown.

In cosa consiste la tecnica delle superserie?. Esecuzione di due esercizi consecutivi senza pausa. Suddividere una serie in mini-blocchi con pause di 10-30 secondi. Ridurre il carico del 20-30% e proseguire senza pausa. Eseguire una serie a cedimento seguita da una breve pausa e nuove ripetizioni.

Cosa si intende con il termine anamnesi in ambito chinesiologico?. Indagine conoscitiva per raccogliere informazioni utili alla programmazione dell’allenamento. Una prima valutazione generica della postura del soggetto. Una valutazione da ripetere ogni qualvolta si decide di cambiare programma di allenamento. L’esecuzione di esercizi multiarticolari per verificare la mobilità.

Durante la fase di mantenimento, quale principio guida l’allenamento della forza?. Aumentare contemporaneamente volume e frequenza per stabilizzare i risultati. Ridurre volume e frequenza mantenendo però alta l’intensità. Ridurre volume e intensità mantenendo però alta la frequenza. Ridurre l’intensità mantenendo però alti volume e frequenza.

Quale dei seguenti può essere identificato come carico da utilizzare in una fase di sviluppo della forza massima?. Nessuna delle risposte. 65% di 1 RM. 85% di 1 RM. 70% di 1 RM.

Qual è l’obiettivo principale della fase di adattamento anatomico?. Aumentare rapidamente la forza massima dell’atleta. Preparare tendini, legamenti e muscoli ai carichi di lavoro successivi. Incrementare la massa muscolare e il volume totale di lavoro. Adattare l'esercizio alle caratteristiche anatomiche del soggetto.

In quali sport la fase di ipertrofia risulta meno utile o addirittura controproducente?. Negli sport di forza pura. Negli sport di resistenza o in quelli con categorie di peso. Negli sport di squadra che richiedono forza esplosiva. Negli sport di contatto come il rugby o il football americano.

Cosa caratterizza un test isocinetico rispetto ad altri test dinamici di forza?. È limitato solo alle contrazioni isometriche. Valuta esclusivamente la forza eccentrica. La velocità di movimento è costante durante tutta l’escursione articolare. Il carico rimane fisso indipendentemente dalla forza esercitata.

Cosa indica l’accuratezza di una misura?. Quanto il valore misurato è vicino al valore reale. Quanto le misurazioni ripetute sono simili tra loro. Nessuna delle risposte. La capacità di ottenere misurazioni con un alto grado di ripetibilità e coerenza.

Quale delle seguenti caratteristiche è tipicamente associata ai test da laboratorio rispetto a quelli da campo?. Maggiore praticità e minor costo. Tutte le risposte sono corrette. Maggiore precisione e controllo delle variabili esterne. Maggiore applicabilità in contesti sportivi reali.

Qual è il parametro principale misurato nel test di masssima contrazione isometrica (MVC)?. Il ROM articolare. La forza massima dinamica generata per l'intero angolo articolare. La forza massima generata ad un determinato angolo articolare. La forza dinamica massimale.

Quale tra i seguenti strumenti stima l’altezza del salto a partire dal tempo di volo?. Tutte le risposte sono corrette. Tappetino di Bosco. Cella di carico. Pedana di forza.

Quale strumento rappresenta il “gold standard” per i test di salto?. Accelerometro IMU. Tappetino di Bosco. Pedana di forza. Optojump.

Quale di questi misura il coefficiente di coordinazione nel test di salto?. La differenza tra CMJ con braccia libere e bloccate. Il prodotto di CMJ con braccia libere e bloccate. La differenza tra Drop Jump e CMJ. Il rapporto tra SJ e CMJ.

Il coefficiente di elasticità nei test di salto: è un indicatore della capacità di sfruttare l'energia elastica. si calcola confrontando i valori di CMJ e SJ, mediante formula. Tutte le risposte sono corrette. è superiore nei saltatori rispetto ai corridori.

L’agilità implica: Capacità di effettuare rapidi cambi di direzione. Rapidità d’azione semplice. Capacità di correre velocemente in linea retta. Cambi di direzione e velocità in risposta a stimoli esterni.

Secondo Schiffer (1993), quale delle seguenti è una forma pura di velocità?. Capacità di reazione. Rapidità di direzione. Resistenza alla forza rapida. Rapidità di espressione della forza.

Quale capacità è caratteristica della velocità ciclica?. Ripetere lo stesso gesto motorio in modo continuo e fluido. Resistere alla fatica durante sforzi prolungati. Eseguire un gesto singolo ad alta intensità. Riuscire a mantenere una velocità costante variando ritmo e ciclo di frequenza.

Quali dei seguenti sono fattori determinanti della velocità?. Psicologici/Cognitivi. Fisiologici. Tutte le risposte sono corrette. Coordinativi.

Quale adattamento fisiologico è favorito dall’allenamento di resistenza prolungato?. Riduzione dell’attività enzimatica di CPK e PFK. Tutte le risposte sono corrette. Transizione delle fibre muscolari verso un profilo più resistente (da tipo II a tipo I). Aumento della percentuale di fibre Iix.

Quale sistema energetico rappresenta la via più rapida per la produzione di energia durante movimenti di brevissima durata e massima intensità?. Sistema fosfocreatinico lattacido. Sistema anaerobico alattacido. Sistema anaerobico lattacido. Sistema aerobico ossidativo.

Che cos’è la coordinazione intramuscolare?. La capacità di reclutare simultaneamente un numero elevato di unità motorie. La capacità di coordinare più muscoli per svolgere un determinato movimento. La capacità di aumentare la forza massima in un muscolo. L’attivazione simultanea dei muscoli agonisti e antagonisti per stabilizzare le articolazioni.

Quale di questi fattori determina principalmente la velocità di conduzione nervosa?. La sezione trasversa muscolare. Il numero di Unità Motorie del muscolo. Il diametro delle fibre nervose e il livello di mielinizzazione. Il livello di ossigenazione muscolare.

Il riflesso miotatico contribuisce alla velocità migliorando: La capacità di tollerare acido lattico. Il tempo di reazione e il tasso di sviluppo della forza. Il reclutamento selettivo delle fibre di tipo I. Nessuna risposta è corretta.

Perché il tempo di reazione ad uno stimolo visivo è generalmente maggiore rispetto a uno stimolo acustico?. Perché il segnale visivo è più debole di quello acustico. Perché i percorsi e i tempi di elaborazione sensoriale sono diversi. Perché il cervello ignora i segnali visivi. Perché il sistema visivo è meno importante di quello uditivo.

Qual è l'ordine corretto delle principali fasi in una prestazione di velocità?. Fase di massima velocità, di mantenimento, di decelerazione. Fase di accelerazione, di reazione, di massima velocità, di mantenimento. Fase di reazione e accelerazione, di massima velocità, di mantenimento, di decelerazione. Fase di reazione e accelerazione, di mantenimento, di massima velocità, di decelerazione.

Qual è un principio fondamentale nell’allenamento della velocità?. Eseguire esercizi solo a basse velocità. Allenarsi sempre in condizioni di affaticamento. Nessuna risposta è corretta. Eseguire esercizi in condizione di freschezza e con recuperi completi.

Quale fattore è cruciale per raggiungere e mantenere la velocità massima nello sprint?. Riduzione della frequenza del passo per evitare la fatica. Aumento costante del tempo di contatto con il terreno. Elevata RFD e forza massimale relativa. Utilizzo massivo del metabolismo aerobico.

Quale caratteristica tecnica è fondamentale durante la fase iniziale dell’accelerazione?. Il busto rimane sempre verticale per migliorare la stabilità. Le gambe si muovono con frequenza costante fin dall’inizio. Le braccia rimangono distese lungo il corpo per ridurre la resistenza. Il corpo è inclinato in avanti con un angolo di circa 45°.

Qual è la principale differenza biomeccanica tra l’accelerazione da fermo e quella da movimento?. L’accelerazione da fermo richiede meno forza rispetto a quella in movimento. La posizione del corpo. Non esiste alcuna differenza significativa tra le due. Non esiste alcuna differenza significativa tra le due.

Qual è la principale differenza tra Repeated Sprint Ability (RSA) e sprint intermittente?. Nella RSA gli sprint durano più di 30 secondi, nello sprint intermittente meno di 10 secondi. Nella RSA i recuperi durano meno di 60 secondi, nello sprint intermittente più di 60 secondi. Nella RSA si eseguono sprint submassimali, nello sprint intermittente massimali. Nella RSA si privilegia il recupero completo per migliorare la potenza anaerobica.

Qual è il ruolo principale del metabolismo aerobico nella Repeated Sprint Ability?. Migliorare la forza esplosiva e la frequenza del passo. Ridurre la produzione di lattato durante l’attività submassimale. Favorire il rapido ripristino delle riserve di fosfocreatina e il tamponamento degli ioni H⁺. Garantire un apporto continuo di ossigeno durante lo sprint massimali.

Quale delle seguenti affermazioni descrive correttamente la differenza tra “agilità” e “cambio di direzione”?. Il cambio di direzione è sempre più complesso dal punto di vista cognitivo rispetto all’agilità. L’agilità e il cambio di direzione sono sinonimi. Il cambio di direzione implica una risposta a stimoli esterni, mentre l’agilità è pre-pianificato. L’agilità implica una risposta a stimoli esterni, mentre il cambio di direzione è pre-pianificato.

Quale rapporto lavoro/recupero è più indicato per allenare la velocità massima?. Tra 1:12 e 1:20, per garantire il pieno recupero del sistema fosfageno. Tra 1:7 e 1:8, come negli sport di squadra. Tra 1:1 e 1:2, per aumentare il contributo aerobico. Tra 1:3 e 1:5, per stimolare la resistenza ad alta intensità.

In un programma di allenamento della velocità, quando è preferibile collocare gli esercizi specifici di sprint?. Alla fine della seduta, per simulare la fatica di gara. All’inizio della seduta, dopo il riscaldamento, quando l’atleta è fresco. In giornate consecutive per aumentare lo stimolo adattativo. A metà della seduta, per sfruttare l’attivazione muscolare.

Cosa si intende per “specificità” nella progettazione dell’allenamento della velocità?. Allenare la velocità solo con sprint lineari indipendentemente dallo sport. Adattare esercizi, sistemi energetici e rapporti lavoro/recupero alle esigenze della disciplina. Curare esclusivamente l’aspetto tecnico del gesto motorio. Ridurre la variabilità degli stimoli per consolidare automatismi.

Quale delle seguenti opzioni descrive correttamente la RSA (Repeated Sprint Ability)?. Capacità di sprintare su distanze crescenti con recuperi totali. Capacità di ripetere sprint brevi e massimali con recuperi incompleti. Capacità di reagire rapidamente a stimoli esterni in situazioni di gioco. Capacità di mantenere la velocità massima per tempi prolungati.

La scelta di testare la velocità con sprint lineari piuttosto che con change of direction (COD) può essere giustificata principalmente da: L’intento di valutare la resistenza anaerobica lattacida sotto condizioni controllate. La maggiore rappresentatività rispetto alle richieste tecniche degli sport di squadra. La possibilità di misurare simultaneamente agilità e accelerazione in un’unica prova. L’obiettivo di isolare la componente neuromuscolare e ridurre l’influenza dei fattori decisionali.

Quale di questi non è un parametro del Bangsbo Sprint Test (BST)?. Maximal Sprint Time. Total Sprint Time. Fatigue Index. Fastest Sprint Time.

Quale tra le seguenti definizioni di resistenza è la più completa e comunemente accettata in ambito metodologico?. La capacità di correre il più a lungo possibile. Capacità dell'organismo di aumentare progressivamente l'intensità nel tempo. La capacità psicofisica di opporsi all’affaticamento mantenendo l’efficacia del gesto tecnico. La capacità dell’organismo di recuperare rapidamente dopo l’esercizio.

Quale delle seguenti affermazioni descrive correttamente il rapporto tra resistenza generale e resistenza locale?. La resistenza locale è sempre superiore alla generale negli sport di resistenza. Le due forme di resistenza si sviluppano sempre in modo indipendente. La resistenza generale influenza la resistenza locale, ma non sempre vale il contrario. La resistenza locale determina in modo diretto la resistenza generale.

In una gara di 800 metri ad altissimo livello, quale combinazione di sistemi energetici è maggiormente coinvolta?. Circa 60% aerobico e 40% anaerobico. 50% aerobico e 50% anaerobico. 40% aerobico e 60% anaerobico. Quasi esclusivamente anaerobico lattaci.

Il massimo consumo di ossigeno rappresenta: Il volume di ossigeno espirato al termine di uno sforzo massimale. La capacità dei muscoli di accumulare ossigeno a riposo. Il volume di ossigeno inspirato durante uno sforzo massimale. La massima quantità di ossigeno che può essere trasportata e utilizzata dai muscoli in un’unità di tempo.

Quale tra i seguenti è considerato uno dei tre pilastri principali della prestazione di endurance secondo il modello di Joyner e Coyle?. Coordinazione intermuscolare. Potenza aerobica massima. Resistenza anaerobica lattacida. Tutte le risposte sono corrette.

Un atleta con un’elevata economia del movimento rispetto a un altro con pari VO₂max: Consuma più ossigeno per la stessa intensità di esercizio. Consuma meno ossigeno per la stessa intensità di esercizio. Ha un lattato ematico più alto a parità di sforzo. Necessita di più energia per mantenere la stessa velocità.

Quale allenamento è più efficace per aumentare la capacità anaerobica?. Lavoro continuo a bassa intensità. Allenamenti esclusivamente di forza massima. Sprint e allenamenti intervallati ad alta intensità. Lavoro continuo ad alta intensità.

Quale fattore è determinante per tamponare l’accumulo di metaboliti come ioni H+ durante un esercizio ad alta intensità?. Economia del movimento. VO₂max. Capacità di buffering. Gittata cardiaca.

Quale tra i seguenti è un limite tipico della resistenza anaerobica?. Bassa capacità ventilatoria. Bassa efficienza meccanica. Dipendenza esclusiva dal VO₂max. Rapido esaurimento delle scorte energetiche.

In base al modello a tre zone, un atleta che si allena al di sopra della seconda soglia ventilatoria sta lavorando principalmente: In zona 2, con prevalente metabolismo aerobico. In zona 2, con frequenza cardiaca stabile e bassa ventilazione. In zona 1, in condizione di equilibrio lattacido. In zona 3, con prevalente contributo dei meccanismi anaerobici.

Perché l’allenamento “lungo lento” produce effetti limitati sul VO₂max negli atleti d’élite?. Perché lo stimolo è troppo basso per essere sostenuto. Perché hanno già raggiunto adattamenti cardiorespiratori prossimi al limite. Perché lo stimolo è troppo intenso per essere sostenuto. Perché riduce la gittata cardiaca nel lungo periodo.

A quale intensità viene generalmente svolto l’allenamento continuo “medio”?. Tutte le risposte sono errate. Tra il 50 e il 60% del VO₂max. Intorno all’80% del VO₂max. Tra il 30 e il 50% del VO₂max.

Nell’interval training, la scelta del tipo di recupero influisce principalmente su: La distanza totale della seduta. Il carico fisiologico complessivo della seduta. Il volume totale della seduta. Il numero di zone di intensità da utilizzare nell’allenamento.

Quale delle seguenti caratteristiche definisce meglio l’allenamento di tipo fartlek?. Allenamento esclusivamente a intensità moderata per più ore. Sequenze di lavoro di durata identica intervallate da recupero passivo. Alternanza libera di intensità, senza pause strutturate. Alternanza di intensità regolata da tempi e distanze prestabiliti.

Quale tipo di recupero mantiene un buon flusso ematico e favorisce lo smaltimento dei metaboliti?. Recupero attivo. Recupero passivo. Recupero intermittente. Recupero incompleto.

Nel caso degli Sprint Interval Training (SIT), qual è il rapporto più comune tra lavoro e recupero?. Recuperi molto lunghi per garantire ripristino energetico completo. Recuperi brevissimi per mantenere alta la fatica. Recuperi brevi per mantenere un alto livelo di attivazione. Recuperi passivi pari al tempo di lavoro.

Qual è l’obiettivo principale dell’High Intensity Interval Training (HIIT)?. Massimizzare il volume di lavoro ad alta intensità riducendo la fatica complessiva. Ridurre al minimo lo sforzo durante l’allenamento. Svolgere sessioni a bassa intensità per lunghi periodi di tempo. Svolgere sessioni ad alta intensità per lunghi periodi di tempo.

Qual è la durata tipica di un intervallo lungo nell’HIIT?. 1–2 minuti. 30–90 secondi. 12–15 minuti. 3–6 minuti.

Il concetto di “periodizzazione integrata” implica: L’allenamento tecnico per massimizzare la prestazione sport-specifica. L’adozione di un solo tipo di esercizio fisico per tutta la stagione. L’uso di metodi di allenamento diversi per variare lo stimolo. L’integrazione di allenamento fisico, tecnico, tattico, psicologico e nutrizionale.

Qual è l’obiettivo principale della prima fase della periodizzazione della resistenza?. Aumentare la resistenza anaerobica. Costruire una solida base aerobica generale. Aumentare il livello di resistenza specifica per lo sport in questione. Ridurre il volume di allenamento.

Quale delle seguenti affermazioni è corretta riguardo la potenza aerobica nella periodizzazione della resistenza?. Deve essere trascurata per concentrarsi sullo sviluppo esclusivo della capacità aerobica generale. Non è utile negli sport di potenza perché non influenza il recupero tra sforzi brevi. Si sviluppa tramite lavori intervallati a intensità medio-alte e favorisce il rapido ripristino della fosfocreatina. Si ottiene principalmente attraverso sedute lunghe e continue a intensità medio-bassa.

Quale scenario rappresenta una discordanza tra carico esterno e carico interno?. Tutte le risposte sono corrette. L’atleta esegue una sessione di squat con carico programmato riferendo disagio marcato a livello muscolare e affaticamento eccessivo. L’allenatore programma un allenamento intenso di ripetute, l’atleta lo completa facilmente senza particolare affaticamento. L’allenatore prescrive una corsa di 5 km a ritmo blando, l’atleta riferisce un’elevata percezione dello sforzo.

Qual è la differenza principale tra carico esterno e carico interno?. Il carico esterno è sempre superiore al carico interno. Il carico esterno è il lavoro effettivamente svolto, mentre il carico interno è la risposta psicofisiologica dell’organismo. Carico esterno e carico interno sono concettualmente la stessa cosa. Il carico interno è il carico somministrato dall’allenatore, mentre il carico esterno è la risposta dell’atleta.

Quale di queste variabili è un esempio di carico interno?. Distanza percorsa. Percezione della velocità. Frequenza cardiaca durante la seduta. Peso sollevato nella seduta.

Qual è la definizione più corretta di carico di allenamento?. Lo stimolo che permette all’organismo di adattarsi e migliorare la prestazione. I chilogrammi sollevati nell'allenamento controresistenza. L’insieme delle variabili tecniche di un esercizio sportivo. Il recupero necessario dopo un’attività fisica intensa.

Qual è il motivo principale per cui nella prescrizione e monitoraggio dell’allenamento si preferisce esprimere l’intensità in percentuale della FCmax o della frequenza di riserva?. Evita la necessità di misurare la frequenza cardiaca a riposo. Riduce l’influenza di fattori ambientali sulla misurazione diretta della frequenza cardiaca. Evita la necessità di misurare la frequenza cardiaca massima. Permette di confrontare l’intensità tra individui con caratteristiche diverse.

Nel modello di Edwards per il calcolo del TRIMP, quale delle seguenti affermazioni è corretta?. Il tempo trascorso in ciascuna fascia di FCmax viene moltiplicato per un coefficiente crescente stabilito arbitrariamente. Ogni fascia di frequenza cardiaca ha un coefficiente uguale a tutti gli altri. Il modello considera esclusivamente la frequenza cardiaca massima raggiunta. Si utilizza la media della frequenza cardiaca per calcolare il TRIMP.

Quale tra i seguenti fattori può influenzare la frequenza cardiaca intra-individualmente?. Stato di affaticamento, qualità del sonno e livello di idratazione. Età, sesso, livello di allenamento. Tutte le risposte sono corrette. Frequenza cardiaca massima e a riposo.

La frequenza cardiaca massima: Nei più giovani può superare i 200 battiti. Rappresenta il limite più alto che un individuo può raggiungere sotto sforzo. Diminuisce progressivamente con l'età. Tutte le risposte sono corrette.

Qual è il momento ottimale per rilevare l’RPE di una seduta?. Dopo circa 15–30 minuti dal termine dell’allenamento. Immediatamente al termine dello sforzo. Durante la fase di defaticamento della seduta di allenamento. Il giorno successivo, per favorire una valutazione “a freddo.

Nella Session RPE di Foster, il valore finale del carico interno si ottiene: Moltiplicando il punteggio di RPE per la durata totale della seduta. Moltiplicando la frequenza cardiaca media per l’intensità dell’esercizio. Moltiplicando il punteggio di RPE per le serie totali svolte nella seduta. Dividendo la durata dell’allenamento per l’RPE percepita.

Qual è la principale differenza concettuale tra la frequenza cardiaca e l’RPE nella valutazione del carico interno?. L’RPE misura unicamente la risposta cardiovascolare, mentre la frequenza cardiaca valuta la percezione di fatica. L’RPE integra la dimensione psicologica e soggettiva dello sforzo, mentre la frequenza cardiaca rappresenta una misura fisiologica oggettiva. L’RPE misura la risposta muscolare, mentre la frequenza cardiaca valuta la risposta metabolica. Non esistono differenze tra i due indici perché entrambe misurano la frequenza cardiaca.

Quale di queste non è una scala RPE?. OMNI-RES. Borg 0-20. Borg 6-20. CR-10.

Qual è la principale funzione del monitoraggio del carico esterno negli sport di endurance?. Misurare la percezione soggettiva della fatica e le variazioni psicologiche giornaliere. Tradurre in termini oggettivi la quantità e la qualità dello stimolo allenante, permettendo di adattare la programmazione in base alla risposta dell’atleta. Determinare la risposta cardiovascolare acuta allo sforzo indipendentemente dal contesto. Valutare il grado di motivazione dell’atleta in relazione al tipo di allenamento svolto.

In che modo i fattori ambientali (come dislivello o temperatura) influenzano la valutazione del carico esterno?. Possono essere compensati automaticamente dai dispositivi GPS senza ulteriori correzioni. Hanno un’influenza marginale che può essere ignorata nei programmi di allenamento strutturati. Modificano la richiesta energetica di uno stesso lavoro, rendendo indispensabile la loro integrazione nell’analisi dei dati raccolti. Agiscono solo sul carico interno, senza influenzare le variabili oggettive del carico esterno.

Quale tra le seguenti affermazioni rappresenta il principio chiave della gestione quotidiana del carico esterno da parte dell’allenatore?. L’obiettivo principale è mantenere costante il volume settimanale per favorire la regolarità. Le variazioni nel carico devono essere introdotte solo a fine macrociclo per valutare l’adattamento. I parametri di carico esterno devono essere determinati una volta e mantenuti invariati per l’intera stagione. I dati oggettivi devono essere interpretati alla luce del contesto e dello stato dell’atleta, non applicati in modo meccanico.

Qual è la principale distinzione tra carico esterno e carico interno nel contesto dell’allenamento sportivo?. Il carico esterno si riferisce solo alla potenza meccanica erogata, mentre il carico interno include il volume totale svolto. Il carico esterno descrive le reazioni organiche all’esercizio, mentre il carico interno indica la quantità di lavoro effettivamente eseguito. Entrambi misurano parametri oggettivi, ma il carico interno considera anche la componente metabolica. Il carico esterno rappresenta il lavoro oggettivo svolto, mentre il carico interno riflette la risposta fisiologica e psicologica individuale a quello stimolo.

Qual è il vantaggio principale dell’approccio basato sul velocity-based training (VBT) nella quantificazione del carico esterno?. È utile solo per gli esercizi di potenza esplosiva e non per la forza massimale. Tutte le risposte sono corrette. Permette il monitoraggio in tempo reale dell'andamento della seduta. Si basa su parametri soggettivi come la percezione dello sforzo.

Con il termine "resistance training" si intende: Allenamento della forza resistente. Allenamento della resistenza di base. Allenamento di resistenza. Allenamento con i sovraccarichi.

Quale parametro viene solitamente utilizzato per determinare la fine di una serie nel velocity-based training?. La percentuale di Velocity Loss. La Minimum Velocity Threshold. La Peak Velocity. La Mean Propulsive Velocity.

Perché l’utilizzo della percentuale dell’1RM può non essere sufficiente a descrivere l’intensità reale dello sforzo?. Perché la percentuale dell’1RM varia solo nei soggetti non allenati. Perché non considera altre variabili come la durata del recupero, la lunghezza della serie o la velocità di esecuzione. Perché non è possibile stimarla in modo affidabile con test di laboratorio. Perché rappresenta un valore che cambia significativamente a ogni seduta di allenamento.

Quale delle seguenti affermazioni descrive meglio la prestazione negli sport di squadra?. Esercizio aerobico intervallato strutturato. Alternanza irregolare di fasi a bassa e alta intensità, con frequenti cambi di direzione. Esercizio aerobico intermittente strutturato. Esecuzione di esercizi standardizzati con intensità progressivamente elevata.

Negli sport di squadra i GPS vengono usati principalmente per: Avere idea delle velocità raggiunte. Tutte le risposte sono corrette. Quantificare la distanza totale percorsa. Quantificare la distanza percorsa a diverse intensità di corsa.

Quale è la funzione principale dei sensori inerziali nel monitoraggio del carico negli sport di squadra?. Calcolare la frequenza cardiaca media della seduta. Rilevare la temperatura corporea e lo stato di idratazione. Stimare le sollecitazioni meccaniche e lo stress biomeccanico subiti dal sistema muscoloscheletrico. Misurare il consumo di ossigeno durante la partita.

Qual è la principale difficoltà nel monitoraggio del carico esterno negli sport di squadra rispetto a quelli di endurance?. Tutte le risposte sono corrette. L’impossibilità di misurare parametri oggettivi come la distanza percorsa. La costanza delle condizioni ambientali durante gli allenamenti e le gare. La natura intermittente e variabile delle azioni di gioco.

Che cosa si intende per “distribuzione dei carichi di allenamento”?. La gestione e modulazione di volume e intensità nel tempo. La valutazione del carico esterno tramite RPE. La scelta degli esercizi più efficaci per una seduta. La valutazione del carico interno tramite la frequenza cardiaca.

Perché negli sport di ultra-endurance il modello tradizionale di distribuzione può risultare invertito?. Perché non è possibile allenare il volume nella fase preparatoria. Perché il volume rappresenta lo stimolo più specifico anche in fase competitiva. Perché il carico viene sempre ridotto durante le gare. Perché l’intensità è sempre l’obiettivo principale dell’allenamento.

Qual è un limite importante dell’uso della frequenza cardiaca negli allenamenti intermittenti o intervallati?. Ha un tempo di risposta troppo lento per rilevare sforzi brevi e intensi. Sovrastima il carico nei lavori di lunga durata. Tutte le risposte sono corrette. Non può essere utilizzata con atleti esperti.

Perché non tutte le misure di carico sono intercambiabili?. Perché misurano sempre solo il carico interno. Perché forniscono valori identici in ogni contesto. Perché sono tutte influenzate allo stesso modo dalla fatica. Perché descrivono aspetti diversi della risposta dell’atleta all’allenamento.

Qual è la principale differenza tra pianificazione e programmazione nel processo di allenamento?. La programmazione definisce la struttura generale, mentre la pianificazione riempie quella struttura con contenuti specifici. La pianificazione riguarda le singole sedute, mentre la programmazione l’intera stagione. La pianificazione definisce la struttura generale, mentre la programmazione riempie quella struttura con contenuti specifici. La pianificazione è un concetto pratico, la programmazione è solo teorica.

Chi è considerato il principale ideatore del modello classico di periodizzazione?. Lev Matveyev. Yuri Verkhoshansky. Kiev Zatsiorsky. Carmelo Bosco.

Quale tra le seguenti affermazioni descrive meglio la logica della periodizzazione?. L’alternanza ciclica tra giorni di lavoro e recupero. L’aumento costante dei carichi senza variazioni significative. Una variazione strategica e ciclica di volume, intensità e specificità nel tempo. La pianificazione esclusiva delle fasi competitive.

Quale dei seguenti termini comprende al suo interno sia la pianificazione che la programmazione?. La distribuzione del carico. Il microciclo. Il macrociclo. La periodizzazione.

Quale di questi non è un elemento costitutivo della periodizzazione?. Macrociclo. Tutte le risposte sono corrette. Mesociclo. Seduta di allenamento.

Qual è la funzione principale del microciclo nella struttura della periodizzazione?. Aumentare progressivamente l'intensità diminuendo il volume di allenamento. Gestire la progressione tra diversi macrocicli. Definire gli obiettivi a lungo termine della stagione. Organizzare la distribuzione settimanale del volume e dell’intensità.

Qual è la principale funzione del macrociclo all’interno della periodizzazione dell’allenamento?. Indicare le singole sedute di allenamento quotidiane. Rappresentare l’unità di base che organizza l’intera stagione o una sua parte significativa. Definire la distribuzione settimanale del carico e del recupero. Tutte le risposte sono corrette.

In cosa consiste la giornata di allenamento all’interno della gerarchia della periodizzazione?. Rappresenta la sessione in cui vengono svolti gli esercizi proposti. È il livello intermedio tra macrociclo e mesociclo. È la fase dedicata principalmente al recupero attivo. È la dimensione in cui il piano si concretizza attraverso una o più sedute.

Qual è l’obiettivo principale della fase preparatoria nella periodizzazione sportiva?. Effettuare una preparazione sport-spocifica. Massimizzare la prestazione agonistica. Costruire la base fisiologica e tecnica della prestazione. Ridurre l’intensità dell’allenamento.

Nella preparazione specifica, rispetto a quella generale, cosa cambia maggiormente?. Gli esercizi diventano più simili alle richieste della disciplina. Diminuisce la specificità tecnica e tattica. Aumenta la varietà degli esercizi generali. Si riduce la frequenza delle sedute.

Qual è lo scopo principale della fase di transizione?. Recuperare e rigenerarsi dopo la stagione. Introdurre nuove tecniche di gara. Aumentare l’intensità di allenamento. Prepararsi alla fase di Peaking.

Quale di queste non è una fase della periodizzazione?. Fase di transizione. Tutte le risposte sono corrette. Fase competitiva. Fase di preparazione.

Nella fase di resistenza aerobica generale, quale caratteristica del lavoro è più determinante per l’adattamento fisiologico?. Il volume complessivo di allenamento. L’intensità elevata e intermittente. La specificità dei gesti tecnici di gara. L’alternanza tra sedute di forza e velocità.

Qual è l’obiettivo principale della fase di adattamento anatomico nell’allenamento della forza?. Incrementare la forza massimale sin dalle prime settimane. Aumentare la capacità di esprimere potenza esplosiva. Lavorare con carichi elevati per sviluppare la forza massima. Preparare l’organismo a tollerare carichi più elevati nelle fasi successive.

Durante la fase di forza massimale, quale combinazione di volume e intensità è tipicamente utilizzata?. Volume e intensità entrambi medi. Basso volume, alta intensità (80–95% 1RM). Alto volume, alta intensità (80–95% 1RM). Alto volume, media intensità (60–75% 1RM).

Qual è lo scopo principale della fase di ipertrofia nella periodizzazione della forza?. Aumentare la massa muscolare utile alle fasi successive di sviluppo della forza. Non viene mai effettuata una fase di ipertrofia dato che un aumento di massa muscolare rallenta i movimenti del corpo. Migliorare la coordinazione intra- e intermuscolare. Incrementare la capacità di esprimere potenza esplosiva.

La fase di “velocità generale” ha come obiettivo principale: Migliorare la base tecnica e l’accelerazione iniziale. Sviluppare la tolleranza lattacida. Incrementare la forza esplosiva. Potenziare la forza massimale.

Quale tra le seguenti affermazioni rappresenta un principio chiave dell’integrazione complessa delle abilità motorie?. Le capacità condizionali devono essere sviluppate in modo coordinato e coerente. Ogni capacità va allenata separatamente in cicli distinti. L’allenamento mentale e nutrizionale è indipendente dal piano tecnico. Le interazioni tra forza, velocità e resistenza sono trascurabili.

Secondo il modello di periodizzazione sequenziale di Issurin: La forza e la resistenza seguono cicli indipendenti. Lo sviluppo di una capacità precede e prepara quello della successiva. La velocità si allena solo nella fase competitiva. Tutte le capacità condizionali vengono allenate contemporaneamente.

Qual è la principale caratteristica dell’allenamento della velocità?. È basata su lavori estensivi e continui a intensità moderata. Richiede stimoli brevi, intensi e specifici con recuperi completi. Si allena efficacemente anche in condizioni di fatica purchè eseguita alla massima intensità. Si sviluppa attraverso alti volumi e carichi progressivi.

Quale modello di periodizzazione risulta più adatto per gli sport di squadra con stagioni lunghe e frequenti competizioni?. Modelli ondulati o ibridi. Modelli a blocchi concentrati. Modello Tradizionale. Modelli a volume costante.

Qual è la principale logica del modello di periodizzazione tradizionale?. Allenamento simultaneo di tutte le capacità fisiche. Progressivo aumento del volume allenante nel corso della stagione. Progressiva riduzione del volume e aumento dell’intensità nel corso della stagione. Alternanza giornaliera di volumi e intensità.

Qual è una delle principali criticità del modello tradizionale negli sport moderni?. Scarsa capacità di costruire una base fisiologica. Eccessiva complessità nella pianificazione. Difficoltà a gestire più picchi prestativi durante la stagione. Mancanza di progressività nel carico.

In cosa consiste il principio chiave della periodizzazione a blocchi?. Concentrarsi su poche qualità per periodi delimitati. Variare quotidianamente volume e intensità. Mantenere costante il carico durante tutto l’anno. Alternare blocchi di allenamento e riposo.

Qual è l’obiettivo principale del tapering?. Effettuare una fase di scarico completo prima della competizione target. Ridurre la fatica residua per massimizzare la prestazione. Introdurre stimoli di allenamento derivanti da nuove capacità condizionali. Aumentare il volume di allenamento prima della gara.

Secondo il modello fitness-fatigue, quando si raggiunge il picco di prestazione?. Subito dopo la fase di transizione. Durante la somministrazione del massimo carico di allenamento. Quando la fatica cala mentre lo stato di forma rimane alto. Subito dopo la fase di adattamento generale.

Qual è la finestra temporale ottimale del taper secondo la letteratura?. 1-4 giorni. 8-12 settimane. 8-14 giorni. 4-6 settimane.

Qual è una caratteristica comune a tutti i tipi di taper. Ridurre progressivamente il volume preservando l’intensità. Ridurre significativamente volume e intensità. Aumentare intensità e volume simultaneamente. Ridurre significativamente il lavoro tecnico specifico.

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