option
Questions
ayuda
daypo
search.php

TEORIA E METODOLOGIA DELL'ALLENAMENTO PROF. AMATORI

COMMENTS STATISTICS RECORDS
TAKE THE TEST
Title of test:
TEORIA E METODOLOGIA DELL'ALLENAMENTO PROF. AMATORI

Description:
UNIVERSITA' ECAMPUS

Creation Date: 2024/10/09

Category: Others

Number of questions: 150

Rating:(0)
Share the Test:
Nuevo ComentarioNuevo Comentario
New Comment
NO RECORDS
Content:

COSA SI UNTENDE PER "ADATTAMENTO" IN RELAZIONE ALL'ALLENAMENTO?. Le modificazioni che avvengono a livello anatomico, fisiologico, biochimico, biomeccanico o funzionale. Il carico di allenamento, ovvero la manipolazione delle variabili che producono lo stimolo allenante. La ripetizione sistematica di esercizi fisici. La condizione di equilibrio organico definita omeostasi.

Come definisce Hans Selye il processo di risposta dell'organismo a diversi stressor?. Sindrome Post-Traumatica da Stress. Depressione Maggiore. Sindrome Generale d'Adattamento. Disturbo d'Ansia Generalizzato.

Quale teoria spiega il processo di adattamento dell'organismo ad uno stimolo allenante?. La teoria dell'evoluzione. La teoria della selezione naturale. La teoria dell'omeostasi. La teoria della relatività.

Cosa succede quando uno stimolo allenante rompe l'equilibrio organico?. L'organismo mette in atto una serie di aggiustamenti per ristabilire l'equilibrio. L'organismo non reagisce allo stimolo. L'organismo si adatta immediatamente al nuovo stimolo. L'organismo entra in uno stato di esaurimento.

01. Qual è la differenza tra carico esterno e carico interno?. Il carico esterno è una misura oggettiva dell'esercizio effettuato, mentre il carico interno è l'effetto che ha sull'organismo. Il carico esterno è misurato soggettivamente, mentre il carico interno è oggettivo. Il carico esterno dipende dalle caratteristiche del soggetto, mentre il carico interno è oggettivo. Il carico esterno è la risposta dell'organismo, mentre il carico interno è l'effetto dell'esercizio effettuato.

02. Qual è l'effetto immediato dell'allenamento?. Cambiamenti strutturali a lungo termine. Modificazioni temporanee a seguito dei meccanismi di adattamento. Aumento delle concentrazioni di enzimi mitocondriali. Variazioni fisiologiche e biochimiche durante e immediatamente dopo l'allenamento.

Variazioni fisiologiche e biochimiche durante e immediatamente dopo l'allenamento. Gli adattamenti biologici non sono influenzati dai diversi stimoli allenanti. Gli adattamenti biologici si verificano tutti nello stesso momento. Gli adattamenti biologici si verificano in tempi diversi in base al tipo di adattamento. Gli adattamenti biologici sono sempre istantanei.

04. Perché il recupero è considerato una parte integrante dell'allenamento?. Per garantire la fatica accumulata durante l'allenamento. Per garantire una maggiore varietà nell'allenamento. Per permettere ai processi di adattamento di operare in modo efficiente ed efficace. Per aumentare la durata complessiva dell'allenamento.

05. Qual è il rischio se l'atleta non è in grado di adattarsi ai carichi di lavoro?. Aumento della capacità di adattamento. Diminuzione della fatica accumulata. Miglioramento della performance atletica. Sovrallenamento o affaticamento eccessivo.

Qual è l'effetto di un recupero troppo breve tra le sessioni di allenamento?. Diminuzione della fatica accumulata. Ritardo negli adattamenti e rischio di sovrallenamento. Miglioramento della performance atletica. Aumento dell'efficacia del recupero.

07. Da cosa dipendono i tempi di recupero?. Dalla durata complessiva dell'allenamento. Dalla natura, durata e intensità dello stimolo allenante, e dai tempi di recupero intrinseci dei principali processi fisiologici. Dalla velocità di esecuzione degli esercizi. Dalla quantità di ripetizioni eseguite durante l'allenamento.

08. Come può essere quantificato ogni stressor nell'allenamento?. Solo in termini di carico esterno. Solo in termini di carico interno. In termini di carico esterno e carico interno. Attraverso misurazioni psicologiche.

01. Qual è la molecola che permette la contrazione muscolare e quindi produzione di lavoro meccanico durante l'esercizio?. Acido lattico. Creatin-chinasi. Proteine. Adenosintrifosfato.

02. Quali sono i tre sistemi di produzione di energia?. Aerobico, anaerobico e alattacido. Alattacido, lattacido e di potenza. Aerobico, ossidativo e della PCr. Aerobico, anaerobico lattacido e anaerobico alattacido.

03. Qual è la durata prevista per le attività ad impegno aerobico-anaerobico massivo secondo la classificazione proposta nel testo?. Dipende dall'attività specifica. 40 secondi - 4-5 minuti. 20-45 secondi. Superiore a 4-5 minuti.

04. A quale categoria appartengono le discipline sportive caratterizzate dalla capacità di imprimere grandi accelerazioni di masse muscolari?. Attività aerobico-anaerobico alternato. Attività di destrezza. Attività di potenza. Attività ad impegno aerobico.

01. Qual è il principio che suggerisce che la natura dello stimolo allenante può essere variata per continuare a ricercare l'alterazione dell'omeostasi?. Principio della variabilità del carico. Principio dell'incremento del carico. Principio della ciclicità. Principio dell'alternanza del carico.

02. Qual è uno dei principi fondamentali dell'allenamento secondo Jürgen Weineck?. Principio della causalità. Principio della casualità. Principio della ciclicità. Principio della discontinuità di carichi.

03. Qual è il presupposto per ottenere un incremento prestativo?. La reiterazione degli stimoli allenanti in maniera e con le tempistiche adeguate. La riduzione dello stimolo allenante. La diminuzione della capacità di prestazione. La temporanea interruzione dell'allenamento.

Qual è uno dei principi della ciclicità dell'allenamento?. Principio del carico discontinuo. Principio del recupero costante. Principio della crescita costante. Principio del carico continuo.

02. Perché è importante il principio del carico periodizzato?. Per mantenere l'atleta al massimo della sua forma fisica tutto l'anno. Per permettere all'atleta di raggiungere la forma ottimale nel momento giusto, alternando carichi e scarichi. Per garantire un livello costante di intensità durante l'allenamento. Per ridurre la necessità di periodi di recupero.

01. Quali sono le variabili chiave che caratterizzano ogni sessione di allenamento?. Volume, intensità, frequenza. Volume, velocità, frequenza. Volume, intensità, durata. Volume, intensità, temperatura.

02. Qual è un esempio di unità di misura appropriata per il volume nell'allenamento della forza?. Percezione dello sforzo. Tonnellaggio. Tempo totale di allenamento. Distanza percorsa.

01. Come viene definita l'intensità secondo Komi (1991)?. In relazione al lavoro svolto per unità di tempo. In relazione alla durata dell'esercizio. In relazione alla frequenza cardiaca. In relazione al numero di ripetizioni.

02. Cosa indicano le zone di allenamento basate sulla frequenza cardiaca?. Le descrizioni delle zone di intensità per gli esercizi contro resistenza. Le percentuali di frequenza cardiaca massima per ciascuna zona. La relazione tra volume e intensità dell'allenamento. La durata dell'evento e il sistema energetico primario.

01. Perché la forza dovrebbe essere considerata cruciale nell'allenamento sportivo?. Perché non influisce su altre abilità biomotorie. Perché è l'unica abilità biomotoria importante. Perché è necessaria solo negli sport di potenza. Perché influisce sia sulla velocità sia sulla resistenza.

02. Qual è il ruolo della forza negli sport di resistenza?. La forza è importante solo negli sport di velocità e di potenza. La forza è importante anche per gli sport di resistenza come la corsa o lo sci di fondo. La forza non è rilevante negli sport di resistenza. La forza è utile solo negli sport di squadra.

03. Quali capacità sono basate principalmente su processi energetici?. Le capacità coordinative. Le capacità condizionate. Le capacità motorie generali. Le capacità organico-muscolari.

04. Quali sono le forme principali di sollecitazione motoria?. Resistenza, forza, rapidità, mobilità articolare e capacità coordinative. Potenza, equilibrio, resistenza e capacità coordinative. Resistenza, forza, rapidità e flessibilità. Rapidità, forza, agilità e flessibilità.

01. Quali sono le principali espressioni della forza?. Forza esplosiva, forza iniziale, forza elastica, forza lenta. Forza dinamica, forza elastica, forza esplosiva, forza reattiva. Forza massima, forza rapida, resistenza alla forza, forza reattiva. Forza dinamica, forza statica, forza reattiva, forza potenziale.

02. Quale tipo di forza è definita come "la massima forza possibile che il sistema neuromuscolare ha la possibilità di esprimere in una massima contrazione volontaria"?. Forza reattiva. Forza rapida. Forza massima. Resistenza alla forza.

03. Come può essere definita la forza muscolare?. Come la capacità di un muscolo di rilassarsi rapidamente. Come la capacità di un oggetto di mantenere una posizione statica per lungo tempo. Come la capacità di un muscolo di consumare meno energia possibile durante il lavoro. Come la capacità di un soggetto di vincere una resistenza o di opporvisi con un impegno tensivo della muscolatura.

04. Quale relazione esiste tra la forza espressa e la velocità di esecuzione di un movimento?. Non esiste alcuna relazione tra forza e velocità di esecuzione. Una relazione diretta: quando la resistenza esterna aumenta, la velocità di movimento aumenta. Una relazione inversa: quando la resistenza esterna aumenta, la velocità di movimento diminuisce. Una relazione ciclica: la velocità di esecuzione aumenta e diminuisce ciclicamente con la forza.

01. Quale funzione hanno gli organi tendinei del Golgi durante gli sforzi massimali?. Funzionano come meccanismo protettivo, prevenendo la generazione di forze muscolari dannose. Favoriscono la sincronizzazione delle unità motorie. Aumentano la frequenza di scarica delle unità motorie. Facilitano il ciclo allungamento-accorciamento.

02. Cos'è il principio di Hennemann?. È il principio che regola la frequenza di scarica delle unità motorie. È il principio secondo cui le unità motorie più piccole vengono attivate prima di quelle più grandi. È il principio che determina la sincronizzazione delle unità motorie. È il principio che spiega il ciclo allungamento-accorciamento.

03. Cosa succede alla produzione di forza se si verifica una disinibizione neuromuscolare?. La produzione di forza diventa instabile. La produzione di forza diminuisce. La produzione di forza aumenta. La produzione di forza rimane invariata.

01. Quali fibre muscolari sono maggiormente reclutate a carichi bassi?. Le fibre miste. Le fibre di tipo 2A. Le fibre di tipo 1. Le fibre di tipo 2X.

02. Come si sviluppa l'ipertrofia muscolare?. Per una diminuzione della sezione trasversa del muscolo. Per una riduzione delle dimensioni delle fibre muscolari. Per un aumento del numero di mitocondri nelle fibre muscolari. Per un aumento delle dimensioni di ogni singola fibra muscolare o per l'incremento del diametro delle miofibrille.

03. Quale tipo di fibra muscolare è associato a una maggiore capacità di esprimere potenza?. Le fibre di tipo 2. Le fibre di tipo 1A. Le fibre di tipo misto. Le fibre di tipo 1.

01. Quale variabile influenza maggiormente il numero di ripetizioni che possono essere eseguite in un esercizio?. La durata della sessione di allenamento. L'ordine degli esercizi. Il carico utilizzato. I tempi di recupero.

02. Con quale schema di ripetizioni si allena generalmente la resistenza muscolare?. Con 1-10 ripetizioni. Con un massimo di 5 ripetizioni. Con un numero superiore a 15 ripetizioni. Con 1-6 ripetizioni.

03. Cosa si intende per intensità nell’allenamento della forza?. La durata della sessione di allenamento. Il numero di esercizi eseguiti per gruppo muscolare. Il numero totale di ripetizioni completate in una sessione. Il carico utilizzato, espresso come percentuale rispetto al carico sollevato che consente di fare una sola ripetizione (1RM).

04. Quale percentuale di 1RM è tipicamente utilizzata per allenare la forza massima?. Carichi superiori al 100% di 1RM. Carichi pari o superiori al 70% di 1RM. Carichi tra il 20% e il 50% di 1RM. Carichi tra il 30% e l'80% di 1RM.

05. Come può essere quantificato il volume di allenamento della forza?. Come numero di sessioni di allenamento settimanali. Come percentuale del carico massimale (1RM). Come tonnellaggio, calcolato come peso sollevato × numero di serie × numero di ripetizioni. Come numero di esercizi eseguiti per gruppo muscolare.

01. Cosa rappresenta il concetto di "buffer" nell'allenamento della forza?. La differenza tra il numero di serie prescritte e quelle effettivamente eseguite. Il tempo di recupero tra le serie di allenamento. La quantità di ripetizioni che un atleta può eseguire oltre il fallimento muscolare. La differenza tra la percentuale dell’1RM necessaria per andare ad esaurimento e la percentuale dell’1RM effettivamente utilizzata.

02. Quale buffer è tipicamente utilizzato per allenare la forza massima con un basso numero di ripetizioni?. Un buffer del 20-30%. Un buffer contenuto (<5%). Un buffer elevato (25-40%). Un buffer medio (15-20%).

03. Qual è l'effetto dei tempi di recupero più brevi (meno di un minuto) tra le serie?. Aumento della potenza muscolare. Completo ripristino della fosfocreatina (PCr). Importanti cali nella capacità di generare forza. Ottimizzazione del tonnellaggio totale della sessione.

04. Quale ordine di esercizi è preferibile per massimizzare lo sviluppo della forza in una sessione?. Esercizi mono-articolari seguiti da esercizi esplosivi. Esercizi multiarticolari all’inizio, seguiti da esercizi mono-articolari. Esercizi esplosivi seguiti da esercizi di stretching. Esercizi per la parte inferiore del corpo seguiti da quelli per la parte superiore.

01. Perché è importante testare la forza massima (1RM) dopo aver scelto gli esercizi?. Per misurare la resistenza muscolare. Per stabilire i carichi da utilizzare negli esercizi. Per determinare la velocità dell'atleta. Per valutare il livello di flessibilità.

02. Quale tra le seguenti è una delle considerazioni fondamentali per l'allenatore quando sceglie gli esercizi per l'allenamento della forza?. Relazione con lo sport praticato dall'atleta. La stagione dell'anno. Il tempo a disposizione per l'allenamento. Preferenze dell'allenatore.

01. Cosa si intende per rapidità nel contesto sportivo?. La capacità di mantenere una posizione statica per un lungo periodo. La capacità di sollevare pesi molto elevati. La capacità di eseguire movimenti lenti e controllati. La capacità di raggiungere la massima velocità di reazione e movimento possibili.

02. Secondo Schiffer (1993), quali sono le forme di rapidità "pure"?. Capacità di reazione, rapidità di azione semplice, rapidità di frequenza. Resistenza alla forza, forza esplosiva, rapidità di salto. Rapidità complessa, resistenza alla velocità, forza di resistenza. Coordinazione, equilibrio, flessibilità.

03. Quale delle seguenti è una forma complessa di rapidità secondo Schiffer?. Rapidità di azione semplice. Capacità di reazione. Rapidità di espressione della forza. Rapidità di frequenza.

01. Quale adattamento del sistema neuromuscolare è associato a un miglioramento della velocità di corsa?. Riduzione della sensibilità dei fusi muscolari. Incremento del tempo di contatto con il suolo. Aumento della rigidità tendino-muscolare. Diminuzione del tasso di sviluppo della forza.

02. Cosa si verifica in seguito all'allenamento balistico o esplosivo come lo sprint o il sollevamento pesi?. Reclutamento anticipato delle fibre muscolari di Tipo II. Riduzione dell'attivazione muscolare. Diminuzione della sensibilità dei riflessi di stiramento. Aumento della fatica neurale.

03. Quale dei seguenti fattori è principalmente responsabile della compromissione delle prestazioni nello sprint a causa della fatica?. Accumulo di lattato. Diminuzione della fosfocreatina (PCr). Aumento degli ioni H+. Deplezione di glicogeno.

04. Quale dei seguenti adattamenti si verifica in risposta a sessioni di sprint training?. Aumento dell'attività della creatina fosfochinasi (CPK). Riduzione delle riserve muscolari di adenosina trifosfato (ATP). Diminuzione dell'attività della fosfofruttochinasi (PFK). Diminuzione della capacità ossidativa.

05. Cosa accade al sistema ossidativo durante sprint di lunga durata (≥30 s)?. Si attiva solo dopo 60 secondi. Diminuisce completamente la sua attività. Aumenta il suo contributo alla fornitura energetica. Contribuisce per circa il 13% del totale energetico.

06. Quale sistema energetico contribuisce maggiormente durante la maggior parte delle attività di velocità?. Sistema fosfageno e glicolitico. Sistema ossidativo. Sistema respiratorio. Sistema mitocondriale.

01. Quale strategia di allenamento è suggerita durante la fase competitiva per aumentare la velocità di movimento?. Intervalli di sprint alternati con esercizi di resistenza. Sprint più brevi con intervalli di riposo più lunghi. Allenamento di resistenza con basse intensità. Sprint più lunghi con intervalli di riposo brevi.

02. Quale approccio all'allenamento dovrebbe essere "limitato" dagli atleti che vogliono esprimere alti livelli di velocità nello sprint?. L'allenamento con sollevamento pesi ad alta intensità. L'allenamento basato su esercizi pliometrici. L'allenamento di resistenza a lunga distanza e bassa intensità. L'allenamento con sprint brevi e intervalli di riposo lunghi.

03. Quale delle seguenti affermazioni è corretta riguardo l'effetto dell'allenamento di resistenza sulla composizione delle fibre muscolari?. Mantiene costante la percentuale di fibre di Tipo IIx. Induce una transizione delle fibre da Tipo II a Tipo I. Non ha alcun effetto sulla composizione delle fibre muscolari. Aumenta la percentuale di fibre di Tipo II.

04. Quale tipo di fibra muscolare è associato alla massima capacità di generazione di potenza e forza?. Fibre miste. Fibre di Tipo IIa. Fibre di Tipo IIx. Fibre di Tipo I.

01. Quale principio è fondamentale nell'allenamento dell'accelerazione di partenza?. Utilizzare sovraccarichi come paracaduti o slitte. Allenare in condizioni di affaticamento per migliorare la resistenza. Aumentare progressivamente il carico fino al raggiungimento della fatica muscolare. Evitare carichi lattacidi.

02. Qual è l’obiettivo principale dell’allenamento della rapidità di azione semplice?. Migliorare la coordinazione. Migliorare la resistenza cardiovascolare. Aumentare la forza resistente. Migliorare la flessibilità muscolare.

03. Quale dei seguenti metodi è più appropriato per allenare la velocità di reazione?. Utilizzo di sprint in salita. Utilizzo di segnali acustici-visivi con assegnazione di compiti. Correre il 10-20% in più rispetto alla distanza di gara. Utilizzo di sovraccarichi come giubbetti o traini.

04. Quale delle seguenti affermazioni è vera riguardo l'allenamento della resistenza alla velocità?. Dipende dalla rapidità di azione semplice e dalla produzione di energia anaerobica. Si basa esclusivamente sull'allenamento con sprint brevi. Si concentra esclusivamente sul sistema energetico lattacido. Utilizza principalmente il metodo della ripetizione con recupero completo.

01. Quale tecnica è raccomandata per ridurre il carico eccentrico durante la decelerazione in un cambio di direzione?. Correre sulle punte dei piedi. Mantenere un baricentro elevato. Evitare l'uso delle braccia per stabilizzare il movimento. Contattare il suolo con tutto il piede.

02. Qual è la relazione tra forza muscolare e capacità di cambiare direzione?. Solo la forza concentrica contribuisce al miglioramento della capacità di cambiare direzione. La forza muscolare non ha alcuna influenza sulle prestazioni di cambio di direzione. L’aumento della forza isometrica è l'unico fattore rilevante per il cambio di direzione. La forza reattiva e l'uso efficace del ciclo di stiramento-accorciamento migliorano la capacità di cambiare direzione.

03. Secondo Sheppard e Young, quale elemento non è incluso nella definizione di rapidità?. La capacità di eseguire movimenti ripetitivi in linea retta. La capacità di accelerare. La capacità di cambiare direzione. La capacità di riaccelerare dopo un cambio di direzione.

04. Quale dei seguenti fattori è considerato essenziale per migliorare l'agilità di un atleta?. L’abilità di correre distanze più lunghe senza affaticamento. La capacità di eseguire movimenti ciclici a bassa intensità. La capacità di mantenere una velocità costante durante una corsa in linea retta. La capacità di decelerare, cambiare direzione e riaccelerare in risposta a uno stimolo.

01. Quale ruolo ha il feedback nell'allenamento dell'atleta?. Evitare il feedback obiettivo per non distrarre l'atleta. Utilizzare esclusivamente feedback soggettivo senza analisi video. Limitare il feedback alle sole fasi finali dell'allenamento. Fornire feedback obiettivi e soggettivi durante tutto il processo di allenamento.

02. Quando è consigliato ridurre il volume dell'allenamento di velocità?. Quando l'atleta è completamente riposato e pronto. Quando si cerca di massimizzare il volume degli esercizi. Quando il recupero tra le sessioni è breve. Quando l'eccessivo affaticamento causa alterazioni alla tecnica corretta.

03. Qual è il principio fondamentale per massimizzare gli effetti dell'allenamento della velocità?. Aumentare il volume degli esercizi per ridurre la fatica. Utilizzare intervalli di riposo eccessivamente brevi. Incorporare volumi di allenamento bassi intervallati da lunghi periodi di recupero. Eseguire allenamenti di sprint e agilità in condizioni di affaticamento eccessivo.

04. Perché è importante la specificità nello sviluppo della velocità e dell'agilità?. Per utilizzare abilità tecniche in relazione alle esigenze dello sport praticato. Per evitare l'uso di attrezzi specifici durante l'allenamento. Per ridurre il tempo di recupero tra le sessioni. Per aumentare il volume degli esercizi di velocità.

01. Quale tipo di resistenza è sostenuta prevalentemente per via aerobica e comprende attività superiori agli 8 minuti?. La resistenza di media durata. La resistenza locale. La resistenza di lunga durata. La resistenza di breve durata.

02. Qual è una delle definizioni di resistenza?. La capacità di accelerare rapidamente senza affaticamento. La capacità di eseguire un movimento in un tempo molto breve. La capacità di resistere solo durante attività di breve durata. La capacità psicofisica dell’atleta di opporsi all’affaticamento e mantenere l’efficacia del gesto tecnico.

03. Quale tipo di resistenza è determinato principalmente dal sistema cardiocircolatorio e respiratorio?. La resistenza anaerobica. La resistenza generale. La resistenza alla forza rapida. La resistenza locale.

04. Quale classificazione della resistenza si basa principalmente sul contributo del sistema glicolitico?. La resistenza aerobica. La resistenza anaerobica. La resistenza di breve durata. La resistenza di lunga durata.

05. Per quale distanza la percentuale di contributo anaerobico è più alta?. 800 metri. Mezza maratona. 10000 metri. 3000 metri.

01. Quale fattore è stato suggerito come influente nel miglioramento dell'economia della corsa?. Riduzione del tempo di recupero. Allenamento ad intervalli ad alta intensità (HIIT). Allenamento con pesi. Allenamento di resistenza.

02. Qual è uno dei principali determinanti della capacità di resistenza dell'atleta?. Economia del movimento. Potenza aerobica. Tipo di fibre muscolari. La soglia del lattato.

03. Che tipo di miglioramenti muscolari possono contribuire a un miglioramento dell'economia della corsa?. Aumento della frequenza cardiaca. Incremento del VO2max. Maggiore capacità aerobica. Maggiore forza muscolare e aumenti della rigidità dei tendini.

04. Cosa definisce l'economia dell'esercizio?. La frequenza cardiaca durante l'esercizio. Il consumo di ossigeno necessario per eseguire un esercizio a una data intensità. Il volume di allenamento dell'atleta. La percentuale di VO2max.

05. Quale fattore sembra essere un predittore più accurato delle prestazioni rispetto al VO2max?. Frazione di utilizzo dell'ossigeno. L'economia del movimento. Il massimo consumo di ossigeno. La soglia del lattato.

06. Qual è generalmente la soglia del lattato per i soggetti non allenati rispetto al VO2max?. Tra il 75% e il 90%. Tra il 20% e il 30%. Tra il 50% e il 60%. Tra il 60% e il 70%.

07. Come viene comunemente definita la potenza aerobica massima?. Percentuale di VO2max. Intensità dell'esercizio. Soglia del lattato. Massimo consumo di ossigeno (VO2max).

01. Quale effetto ha l'allenamento di resistenza aerobica sulle fibre muscolari?. Aumenta la concentrazione di isoforme MHC di tipo I e può ridurre la capacità di produrre alta forza e velocità. Riduce la variabilità nel consumo di ossigeno. Migliora la capacità di generazione di forza e potenza. Incrementa le riserve di fosfocreatina muscolare.

02. Quale fattore bioenergetico è importante per la resistenza anaerobica?. Aumento delle riserve muscolari di ATP, fosfocreatina e glicogeno muscolare. Aumento della capacità aerobica. Incremento del VO2max. Riduzione del lattato nel sangue.

03. Che ruolo ha la capacità di tamponare il lattato nella resistenza anaerobica?. Migliora la capacità di recupero cardiovascolare. Riduce l'effetto inibitorio degli ioni H+ sulla fosfofruttochinasi (PFK). Aumenta la concentrazione di glicogeno muscolare. Incrementa la potenza aerobica.

04. Come influisce l'allenamento intervallato ad alta intensità (HIIT) sul sistema cardiovascolare?. Aumenta il VO2max, la gittata cardiaca e la capacità di utilizzare il metabolismo ossidativo durante il recupero. Aumenta il tasso di sviluppo della forza. Compromette la produzione di forza ad alta velocità. Riduce la capacità di tamponare il lattato.

05. Cosa determina il tasso di sviluppo della forza (RFD)?. Capacità di utilizzo del metabolismo ossidativo. Capacità di tamponare gli ioni H+. Tipo di fibra muscolare e modello di reclutamento neuromuscolare. Livello di VO2max.

01. In che modo l'allenamento di lunga distanza e bassa intensità influisce sul massimo consumo di ossigeno (VO2max)?. Riduce il VO2max negli atleti allenati. Riduce la capacità aerobica complessiva. Non ha effetto sul VO2max. Migliora il VO2max nei soggetti sedentari.

02. Qual è l'obiettivo principale dell'allenamento di lunga distanza e bassa intensità?. Ridurre il tempo di recupero tra le sessioni. Stabilire una solida base fisiologica e migliorare la resistenza aerobica. Migliorare la velocità di reazione. Aumentare la potenza anaerobica.

03. Qual è l'intensità tipica dell'allenamento medio rispetto al VO2max?. Uguale al 70% del VO2max. Minore del 55% del VO2max. Maggiore dell'80% del VO2max. Maggiore del 90% del VO2max.iuuuuuuuuuuukjnmmmmmmmmmmmmm.

04. Quali sono i principali benefici dell'allenamento lungo e lento?. Potenziamento della velocità di corsa. Aumento della forza esplosiva. Incremento della capacità anaerobica. Miglioramento dell'efficienza cardiorespiratoria e circolatoria.

05. Qual è la durata tipica dell'allenamento corto veloce?. Tra 5 e 15 minuti. Tra 60 e 90 minuti. Tra 15 e 50 minuti. Tra 30 e 120 minuti.

01. Cosa caratterizza l'allenamento Fartlek?. Esecuzione di esercizi a intensità costante. Uso esclusivo di allenamenti a intervallo. Allenamenti di lunga distanza a bassa intensità. Variazioni libere di ritmo durante l'allenamento.

02. Qual è una caratteristica distintiva dell'allenamento intermittente rispetto all'interval training?. Le fasi di lavoro e recupero sono più brevi di 30 secondi. L'allenamento si svolge principalmente in ambiente naturale. Le fasi di recupero sono lunghe e complete. È caratterizzato da intervalli di lavoro a intensità moderata.

03. Qual è lo scopo principale del lavoro frazionato?. Aiutare l'atleta psicologicamente attraverso prove più brevi e pause. Ottimizzare la capacità di recupero tra sessioni intense. Aumentare la forza muscolare con lavori ad alta intensità. Migliorare la capacità aerobica con intensità costante.

01. Qual è uno svantaggio dell'uso dei sistemi GPS nel monitoraggio dell'allenamento?. Non sono precisi per gli esercizi di forza. Possono essere utilizzati solo in ambiente esterno. Richiedono la percezione dello sforzo dell'atleta. Non sono validi per esercizi di lunga durata.

02. Cosa può indicare un carico interno inferiore rispetto a uno stesso carico esterno in condizioni simili?. Un errore nella misurazione del carico esterno. Una migliore condizione fisica. Un peggioramento della condizione. Un accumulo di fatica.

03. Cosa rappresenta il carico interno nell'allenamento?. La quantità di peso sollevato in palestra. La durata e l'intensità dell'esercizio. La velocità e accelerazione durante l'allenamento. La risposta psico-fisiologica dell'organismo al carico esterno.

04. Quale delle seguenti variabili è comunemente utilizzata per misurare il carico esterno?. Qualità del sonno. Frequenza cardiaca. Percezione dello sforzo. Velocità.

05. Cosa succede se lo stimolo allenante è troppo leggero?. La sessione causerà un accumulo di fatica. La sessione porterà a un miglioramento della performance. La sessione porterà a un affaticamento acuto. La sessione di allenamento non indurrà gli adattamenti desiderati.

01. Quale valore viene utilizzato nel TRIMP di Banister per calcolare l'intensità dell'allenamento?. La frequenza cardiaca di riserva. La frequenza cardiaca massima. La frequenza cardiaca media. La durata dell'allenamento in minuti.

02. Quale metodo di calcolo del TRIMP divide la frequenza cardiaca in 5 zone percentuali?. Il TRIMP di Banister. Il TRIMP di Edwards. Il TRIMP di Lucia. Il TRIMP di Billat.

03. Quale limite principale presenta il TRIMP di Banister?. Non può essere utilizzato per atleti di endurance. Richiede misurazioni troppo complesse. Non è accurato per sessioni di allenamento non continuative. Non considera la frequenza cardiaca massima.

04. Qual è un tipico valore di frequenza cardiaca a riposo per un atleta di endurance?. Tra i 70 e 80 bpm. Sotto i 50 bpm. Sopra i 100 bpm. Tra i 60 e 100 bpm.

05. Come viene definita la frequenza cardiaca a riposo?. Come la frequenza cardiaca media durante l'allenamento. Come la frequenza cardiaca massima di un atleta in esercizio. Come la frequenza cardiaca di una persona durante lo stato di veglia, in un ambiente neutro e temperato. Come la frequenza cardiaca di riserva in situazioni di stress.

01. Quale scala è stata proposta originariamente da Borg per misurare la RPE?. La scala CR-10. La scala RPE-10. La scala OMNI. La scala Borg 6-20.

02. Quando è consigliabile chiedere all'atleta il punteggio di RPE globale relativo alla sessione svolta?. Immediatamente dopo la sessione di allenamento. Circa 15-30 minuti dopo il termine della sessione. Durante la fase di riscaldamento. 60 minuti prima dell'inizio dell'allenamento.

03. Quale metodo è preferibile utilizzare per monitorare allenamenti ad alta intensità e non continuativi?. La scala Borg 6-20. La sRPE. Il TRIMP di Banister. La frequenza cardiaca media.

04. Come si calcola il valore di sRPE?. Sommando il punteggio di RPE alla frequenza cardiaca media. Dividendo il punteggio di RPE per il carico sollevato. Moltiplicando il punteggio di RPE per la durata dell'allenamento in minuti. Moltiplicando il punteggio di RPE per il numero di ripetizioni.

05. Che cosa rappresenta la RPE nella valutazione dell'allenamento?. Il numero di ripetizioni effettuate durante una sessione. La percezione dello sforzo dell'atleta durante la sessione di allenamento. La durata complessiva dell'allenamento. La frequenza cardiaca massima raggiunta dall'atleta.

01. Quale aspetto NON viene preso in considerazione dai dispositivi GPS durante l'allenamento di endurance?. La velocità dell'atleta. Il tempo e la distanza percorsa. Le caratteristiche del terreno (salita, discesa, pianura). La qualità del sonno dell'atleta.

02. Qual è la principale funzione delle variabili di carico esterno negli sport di endurance?. Dividere l'allenamento in zone di intensità per stimolare adattamenti specifici. Misurare la forza massima dell'atleta. Valutare la percezione dello sforzo durante l'allenamento. Determinare la frequenza cardiaca massima dell'atleta.

03. Quale delle seguenti affermazioni descrive meglio il carico esterno?. Si riferisce esclusivamente alla frequenza cardiaca durante l'allenamento. Rappresenta il reale lavoro svolto dall'atleta, indipendentemente dalla risposta fisiologica. È determinato dalla percezione soggettiva dello sforzo. È la risposta fisiologica dell'atleta all'esercizio.

04. Quali strumenti tecnologici sono comunemente utilizzati per quantificare il carico esterno negli sport di endurance?. Sensori di frequenza cardiaca e pedometri. Accelerometri e fasce elastiche. GPS e power meters. Manubri e bilancieri.

01. Come si può migliorare la quantificazione dell'intensità dell'allenamento della forza?. Aggiungendo una serie di riscaldamento prima di ogni esercizio. Aumentando il numero di ripetizioni per ogni esercizio. Calcolando il volume relativo basato sulle ripetizioni massime teoriche. Misurando esclusivamente il peso sollevato.

02. Quale relazione esiste tra il carico sollevato e la velocità di esecuzione dell'esercizio?. Relazione lineare positiva. Relazione esponenziale. Nessuna relazione specifica. Relazione lineare negativa.

03. Qual è il vantaggio principale di utilizzare sensori inerziali o accelerometri nell'allenamento della forza?. Eliminano la necessità di utilizzare il concetto di ripetizione massima (1RM). Misurano esclusivamente il carico sollevato. Permettono di prescrivere l'esercizio a una velocità specifica, ottimizzando l'intensità. Sono più economici rispetto ai pesi tradizionali.

04. Perché è importante considerare che i range di velocità di esecuzione sono specifici per ogni esercizio e atleta?. Per mantenere costante il numero di ripetizioni durante l'allenamento. Per garantire che tutti gli atleti lavorino allo stesso livello di intensità. Perché influiscono direttamente sulla stimolazione degli adattamenti desiderati. Per evitare di commettere errori nel calcolo del volume totale.

01. Come viene comunemente misurato il carico esterno negli sport di squadra?. Tramite l'utilizzo di GPS, accelerometri e giroscopi. Attraverso questionari sugli atleti. Analizzando il numero di gol segnati. Misurando esclusivamente la distanza percorsa.

02. Qual è la principale complicazione nella gestione del carico negli sport di squadra rispetto agli sport di endurance?. La mancanza di dati sui ruoli dei giocatori. La difficoltà di misurare la distanza percorsa. La similarità tra prestazioni in allenamento e in gara. La frequenza elevata delle competizioni.

01. Qual è la caratteristica principale della pianificazione dell'allenamento?. La sua rigidità. L'assenza di periodizzazione. Il suo progressivo adattamento. L'improvvisazione dei carichi.

02. Cosa si intende per "concezione di allenamento"?. Un orientamento di base per la direzione, pianificazione e impostazione dell'allenamento. Un piano di alimentazione. Un metodo di allenamento senza obiettivi. Una serie di esercizi specifici.

03. Qual è l'obiettivo principale del piano di allenamento pluriennale?. La valutazione immediata della prestazione. La preparazione per una singola gara. La costruzione a lungo termine dell'atleta. La programmazione settimanale.

04. Cosa viene esplicitato nel piano di allenamento annuale?. Il numero di ripetizioni di ogni esercizio. La divisione giornaliera delle calorie. I giorni di riposo totale. Gli obiettivi e i punti focali nel corso dell'anno.

05. Qual è la funzione del piano dell’unità di allenamento?. Organizzare le gare dell'anno. Gestire il carico settimanale. Stabilire gli obiettivi a lungo termine. Fornire indicazioni concrete su come impostare la relativa unità di allenamento.

01. Qual è la funzione principale di un mesociclo?. Preparare l’atleta per una singola giornata di allenamento. Migliorare esclusivamente la velocità. Concentrarsi solo sulla forza. Dirigere l'effetto dei microcicli verso la soluzione di un compito di ordine superiore.

02. Qual è la durata tipica di un microciclo?. Solo un giorno. Sempre due settimane. Da alcuni giorni fino a una settimana o 10 giorni. Un mese intero.

03. Qual è la sequenza ideale delle componenti dell’allenamento in un microciclo?. Allenamento tecnico-tattico > sviluppo resistenza specifica > sviluppo forza > sviluppo velocità, agilità, potenza. Sviluppo resistenza specifica > allenamento tecnico-tattico > sviluppo forza > sviluppo velocità. Allenamento tecnico-tattico > sviluppo velocità, agilità, potenza > sviluppo forza > sviluppo resistenza specifica. Sviluppo forza > allenamento tecnico-tattico > sviluppo resistenza specifica > sviluppo velocità.

04. Qual è l’obiettivo principale di un microciclo di rigenerazione-recupero?. Aumentare il carico di allenamento. Dissipare la fatica residua. Prepararsi per una competizione. Migliorare la forza.

05. Cosa caratterizza un mesociclo introduttivo?. Mezzi di allenamento generali, intensità relativamente bassa, volume crescente. Percentuale elevata di allenamento di tipo gara. Gare di controllo e di costruzione. Mezzi di allenamento speciali e intensità elevata.

01. Per quali atleti è fortemente suggerito un piano annuale monociclo?. Atleti con stagioni competitive distinte. Atleti avanzati che competono a livello internazionale. Atleti principianti e junior. Atleti con tre picchi competitivi annuali.

02. In quale fase del piano annuale si massimizza la capacità di prestazione dell'atleta?. Nella fase preparatoria. Nella fase di transizione. Nella fase competitiva. Nella sottofase precompetitiva.

03. Che cos'è la periodizzazione nel contesto dell'allenamento?. Un programma di allenamento senza fasi specifiche. Un tipo di allenamento specifico per la forza. Una tecnica di recupero tra le competizioni. Un metodo per dividere l'allenamento in fasi più piccole e gestibili.

04. Qual è la funzione della fase preparatoria nell'allenamento?. Stabilire la base fisiologica per la performance. Preparare l'atleta mentalmente per le gare. Concentrarsi esclusivamente sul miglioramento della velocità. Consentire all'atleta di riposare.

05. Qual è lo scopo della fase di transizione?. Preparare l'atleta per le competizioni principali. Rimuovere la fatica accumulata e permettere all'atleta di recuperare. Sviluppare la resistenza specifica. Incrementare la forza muscolare.

06. Qual è la principale caratteristica dei piani di allenamento annuali monociclici?. Comprendono tre fasi competitive e tre picchi. Hanno due fasi competitive e due picchi. Contengono una sola fase competitiva e un unico picco importante. Si adattano a sport con stagioni multiple.

07. Quando il piano di allenamento annuale viene classificato come biciclo?. Quando ci sono due fasi competitive distinte. Quando è previsto un solo picco importante durante l'anno. Quando l’atleta è principiante. Quando si hanno tre competizioni importanti in un anno.

08. Qual è la differenza principale nella fase preparatoria tra il monociclo e il biciclo?. Il biciclo ha una lunga fase preparatoria con bassa intensità, mentre il monociclo è concentrato solo su un picco. Il monociclo prevede due fasi preparatorie, mentre il biciclo solo una. Il monociclo ha una lunga fase preparatoria con alta quantità di lavoro e bassa intensità, mentre il biciclo prevede due picchi e una fase preparatoria per ciascun picco. Il monociclo e il biciclo hanno la stessa durata di fase preparatoria e intensità.

01. Quale metodo di allenamento è più appropriato per sviluppare la resistenza specifica?. Allenamento continuo a bassa intensità. Esercizi di forza massimale. Allenamento ad intervalli ad alta intensità o metodi specifici per lo sport. Allenamento di resistenza muscolare a medio volume.

02. Qual è il principale obiettivo della fase di resistenza aerobica (generale) in un piano di allenamento annuale?. Aumentare la funzione cardiorespiratoria e la capacità di endurance muscolare. Ottimizzare le capacità tecniche e tattiche. Massimizzare la resistenza specifica per la competizione. Migliorare l'intensità degli allenamenti ad intervallo.

03. Qual è la caratteristica principale della fase di mantenimento in un programma di allenamento della forza?. Massimizzare la potenza muscolare per la competizione. Ridurre il volume di lavoro e incrementare l'intensità. Aumentare la forza massimale a lungo termine. Mantenere i guadagni di forza raggiunti durante le fasi precedenti evitando l'accumulo di alta fatica.

04. In quale fase dell'allenamento della forza viene sviluppata la capacità di generare potenza muscolare?. Fase di conversione. Fase di mantenimento. Fase di adattamento anatomico. Fase di forza massimale.

05. Quanto dura generalmente la fase di adattamento anatomico per gli atleti junior o principianti?. 1-3 mesi. 6-8 settimane. 4-6 settimane. 9-12 settimane.

06. Qual è l'obiettivo principale della fase di resistenza specifica?. Ottimizzare la capacità di recupero tra le sessioni di allenamento. Sviluppare l'endurance specifica per l'evento o lo sport, spesso superando l'intensità della competizione. Incrementare la forza massimale generale. Migliorare l'efficienza dell'uso dei substrati energetici.

07. Qual è l'obiettivo principale della fase di adattamento anatomico in un programma di allenamento della forza?. Ottimizzare la potenza muscolare. Massimizzare la forza esplosiva. Costruire una base neuromuscolare e condizionale per prevenire infortuni. Aumentare la resistenza muscolare.

Report abuse