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Teorie e tecniche dei test B 2-10

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Teorie e tecniche dei test B 2-10

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paniere bonfiglio

Creation Date: 2026/01/02

Category: Others

Number of questions: 29

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Qual è uno del problemi principali della psicometria ingenua secondo la lezione?. Non esplicita l’unità di analisi né i criteri di valutazione. È sempre replicabile e misurabile. Si basa esclusivamente su dati oggettivi. Richiede necessariamente l’uso di test standardizzati.

02. Che cosa si intende per psicometria ingenua?. Una teoria psicodinamica centrata sui test proiettivi. Una valutazione psicologica spontanea basata su impressioni soggettive. Una misurazione strumentale attraverso sensori. Un insieme di tecniche statistiche avanzate.

Quale dei seguenti è un comportamento osservabile utile per misurare un costrutto come l’ansia?. Il contenuto dei sogni. Pensieri riportati durante un’intervista. Tono di voce incerto. Livello di autostima riferito dal soggetto.

Qual è la differenza principale tra test psicologico e assessment psicologico?. Il test è più utile nei contesti educativi, l’assessment in quelli clinici. Il test è qualitativo, l’assessment è sempre quantitativo. Il test misura un tratto, l’assessment valuta l’ambiente. Il test fornisce una misura singola, l’assessment integra più dati per comprendere la persona.

Cosa significa che l’assessment è un processo ciclico?. Perché prevede sempre il confronto con altri professionisti. Perché è organizzato in fasi rigide da seguire. Perché deve essere sempre validato da un supervisore. Perché può prevedere una riformulazione continua delle ipotesi valutative.

Perché non è corretto equiparare un punteggio di test a una diagnosi?. Perché il punteggio da solo non tiene conto del contesto e della soggettività. Perché il punteggio varia da soggetto a soggetto. Perché la diagnosi è un prodotto del software di scoring. Perché tutti i punteggi sono relativi alla norma.

Qual è il ruolo dello psicologo nell’interpretazione dei risultati di un test psicologico?. Serve solo a scegliere il test più adatto. Permette di evitare il colloquio anamnestico. Si limita a riportare numericamente i risultati. Integra i punteggi testistici con dati contestuali e clinici, evitando interpretazioni automatiche.

Cosa distingue una variabile latente da una manifesta nel processo di misurazione psicologica?. La variabile latente è sempre misurabile con test oggettivi. La variabile latente è non osservabile direttamente, mentre quella manifesta è un indicatore osservabile. La variabile manifesta non necessita di operazionalizzazione. Entrambe sono osservabili ma cambiano a seconda del contesto.

Perché in psicologia non possiamo considerare lo zero come assoluto nei punteggi dei test?. Perché lo zero rappresenta solo una posizione relativa su una scala e non l’assenza del costrutto. Perché viene calcolato con software specifici e quindi è soggettivo. Perché si basa sempre su autovalutazione soggettiva. Perché dipende dal tipo di scala usata (es. nominale, intervallo, ecc.).

Quale delle seguenti affermazioni descrive correttamente il concetto di scaling in psicometria?. È il processo che trasforma indicatori osservabili in dati numerici strutturati per l’analisi. Serve a selezionare i costrutti rilevanti per la ricerca. Permette l’uso esclusivo di scale di rapporto. Consiste nella raccolta qualitativa di risposte aperte.

Come si può ridurre l’effetto del bias dell’osservatore durante un’osservazione naturalistica?. Applicando una codifica soggettiva a posteriori. Aumentando la durata dell’osservazione senza modificare il protocollo. Sostituendo l’osservazione diretta con interviste retrospettive. Utilizzando osservatori addestrati e criteri di codifica condivisi e standardizzati.

Perché la selezione dei comportamenti osservabili è considerata una fase critica nella definizione delle categorie osservative?. Perché obbliga a utilizzare tecniche di scaling numerico. Perché riduce la variabilità individuale nei comportamenti. Perché rende possibile la misurazione solo tramite strumenti elettronici. Perché determina la rappresentatività del costrutto e l’affidabilità delle osservazioni.

Quale rischio si corre quando si ignorano i bias dell’osservatore nella fase di codifica comportamentale?. Si migliora l’accuratezza dei dati attraverso l’intuizione dell’osservatore. Non si rileva alcuna conseguenza metodologica. Si ottengono inferenze più spontanee e naturali. Si compromette la validità dei dati osservativi e si introducono distorsioni sistematiche.

In che modo il dominio di contenuto influenza la costruzione di uno strumento osservativo in psicologia?. Perché permette di codificare automaticamente i comportamenti verbali. Permette di evitare la validazione dello strumento. Consente di escludere a priori i comportamenti difficili da interpretare. Definisce i limiti e la pertinenza delle categorie da osservare rispetto agli obiettivi dello strumento.

Quale funzione svolgono i prototipi nella costruzione delle categorie osservative in ambito psicologico?. Consentono di eliminare la necessità di una griglia osservativa. Aiutano a rendere operativa la categoria, fornendo esempi concreti di comportamento rappresentativo. Servono a ridurre l’affidabilità inter-osservatore rendendo più ambigue le categorie. Permettono di sostituire la validazione empirica con il giudizio clinico.

Perché il campionamento degli episodi comportamentali è essenziale nella validazione di uno strumento osservativo?. Perché rende possibile osservare solo i comportamenti intenzionali e pianificati. Perché consente di garantire la rappresentatività dei comportamenti osservati rispetto alla variabilità del costrutto. Perché elimina la necessità di definire in anticipo un piano di codifica. Perché aumenta artificialmente la frequenza di comportamenti atipici.

Qual è una delle principali innovazioni introdotte da Galton nella storia dei test psicologici?. L’uso di test proiettivi per misurare l’intelligenza fluida. L’introduzione della misurazione standardizzata delle differenze individuali. La prima applicazione di tecniche di psicoanalisi nei test cognitivi. La definizione dei test come strumenti puramente qualitativi.

Come si collegano gli indicatori osservabili al costrutto teorico in un processo di valutazione psicologica?. Creando uno schema interpretativo libero e soggettivo per ciascun osservatore. Tramite l’uso di campioni normativi costruiti dopo la somministrazione. Attraverso una procedura di traduzione operativa coerente con il modello teorico di riferimento. Permettendo di osservare il costrutto senza definizioni preliminari.

Quale tra le seguenti affermazioni meglio descrive lo scopo primario di un test psicometrico ben costruito?. Valutare le risposte del soggetto rispetto alla media statistica. Fornire un giudizio qualitativo basato sull’interpretazione clinica. Fornire una misura oggettiva e standardizzata di un attributo psicologico. Influenzare il comportamento del soggetto durante l’osservazione.

In che modo la standardizzazione contribuisce alla validità di un test psicologico?. Riducendo l’importanza dell’analisi statistica nella validazione. Eliminando del tutto la soggettività nelle risposte. Assicurando che tutti i soggetti raggiungano gli stessi punteggi. Garantendo che la somministrazione e la valutazione siano coerenti tra soggetti e contesti.

A cosa serve principalmente un test psico-attitudinale in contesti selettivi?. A diagnosticare con precisione eventuali psicopatologie. A predire il potenziale di apprendimento o rendimento in compiti specifici. A misurare l’aderenza del soggetto ai valori aziendali. A valutare l’interesse del candidato per specifiche aree disciplinari.

Quale dei seguenti vantaggi è associato all’uso dei modelli grafici nella psicometria?. Consentono di evitare ogni tipo di ambiguità interpretativa. Permettono l’esclusiva rappresentazione di dati quantitativi. Facilitano l’integrazione tra più fonti di dati in modo coerente. Eliminano il bisogno di strumenti di misura validati.

Cosa rappresentano i nodi e gli archi in un modello grafico?. I nodi rappresentano i soggetti, gli archi le osservazioni. I nodi rappresentano i risultati, gli archi le spiegazioni teoriche. I nodi rappresentano gli item, gli archi i costrutti latenti. I nodi rappresentano le variabili, gli archi le dipendenze tra di esse.

Qual è lo scopo principale dei modelli grafici nella valutazione psicometrica?. Descrivere verbalmente i comportamenti osservati. Rendere visibili relazioni strutturali tra variabili psicologiche. Effettuare inferenze causali certe sui dati raccolti. Sostituire l’analisi fattoriale con modelli qualitativi.

Quale delle seguenti affermazioni esprime correttamente il principio di centralità semantica in un item?. L’item deve riferirsi direttamente al nucleo teorico del costrutto. L’item deve contenere tecnicismi per mostrare la complessità del costrutto. L’item deve essere scritto in modo da ingannare il partecipante. L’item deve essere scritto in forma negativa per risultare più obiettivo.

Perché è importante evitare l’uso di negazioni negli item di un test psicologico?. Perché aumentano il valore discriminante dell’item. Perché possono creare ambiguità e aumentare il carico cognitivo del rispondente. Perché rendono l’item troppo semplice da interpretare. Perché potrebbero rendere l’item eccessivamente sintetico.

Secondo le linee guida, quale caratteristica è considerata cruciale nella costruzione di item per test di prestazione tipica?. Devono essere brevi e facilmente memorizzabili. Devono essere sempre costruiti con item a scelta multipla. Devono risultare rilevanti rispetto al costrutto e culturalmente neutrali. Devono contenere almeno due parole tecniche specifiche.

Nel contesto italiano, quale criticità è maggiormente evidenziata in relazione all’utilizzo dei test psicologici?. L’eccesso di regolamentazione statale. Il numero troppo elevato di strumenti validati. La mancanza di una normativa unitaria e aggiornata. La scarsa disponibilità di software per la somministrazione online.

Quale tra i seguenti è un aspetto critico che limita l’utilizzo efficace dei test psicologici in Italia?. L’assenza di una cultura della valutazione scientifica e la scarsa formazione all’uso degli strumenti. La sovrabbondanza di strumenti diagnostici disponibili. L’eccessiva dipendenza dalle linee guida internazionali. L’uso esclusivo di strumenti stranieri senza adattamenti.

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