teorie e tecniche di psicoterapia vittimologica 11-20
|
|
Title of test:
![]() teorie e tecniche di psicoterapia vittimologica 11-20 Description: Prof.ssa Messina |



| New Comment |
|---|
NO RECORDS |
|
Perché è fondamentale distinguere una vittima simulatrice da una vittima immaginaria?. Per comprendere quale tipo di assistenza psicologica è necessaria. Per lo scopo che si trova dietro la loro falsa natura di vittima. Per comprendere il ruolo effetivo del reo in fase di processo. Per la gestione del caso in fase processuale. Quale elemento ulteriore si può considerare per distinguere le vittime incredibili?. la gratuità della menzogna. nessuna delle risposte. la falsa testimonianza. la presenza o assenza dei sensi di colpa. Qual è la differenza tra senso di colpa e senso di responsabilità?. nessuna delle precedenti. le conseguenze. le conseguenze emotive che si generano nella vittima. il valore che ha per l'individuo l'azione illecita compiuta. Qual aspetto è importante analizzare per comprendere le motivazioni della vittima simulatrice?. il rapporto della vittima con il criminale da loro designato. lo status psicologico e possibilmente psicopatologico della vittima. il background biopsicosociale dell'individuo simulatore. l'entità e la credibilità realistica della menzogna. Qual è una proprietà fondamentale della comunicazione menzognera che distingue le false vittime?. la complessità dell'elaborazione della menzogna. la credibilità dei fatti comunicati. la stabilità e coerenza dell'eloquio durante l'esposizione della menzogna. l'intenzionalità della menzogna. La vittima negatrice: nega di aver subito un reato ma non è realmente convinta. nega di aver riportato danni in seguito ad un reato ma ne riferisce l'avvenimento. riferisce di non aver subito un reato e ne è convinta. nega di aver subito un reato consapevolmente per obiettivi secondari. La vittima negatrice è vittima: dal punto di vista oggettivo e soggettivo. dal punto di vista oggettivo ma non da quello soggettivo. dal punto di vista soggettivo ma non oggettivo. nessuna delle risposte. La negazione del reato della vittima negatrice: è riportata all'esterno e all'interno. E' riportata all'esterno e all'interno ma non del tutto, con un'attenuazione della reale entità dei danni. E' riportata a se stessa, per proteggersi dalla gravità dei danni riportati. è riportata solo all'esterno. Qual è, tra le seguenti, un'importante differenza tra vittime simulatrici e immaginarie e quelle dissumulatrici e negatrici?. il loro ruolo nella dinamica del reato. il reale o non reale accadimento del fatto riportato. il riferimento del fatto accaduto. nessuna delle precedenti. Qual è la differenza tra le vittime simulatrici e immaginarie e quelle dissumulatrici e negatrici?. il grado di gravità della loro menzogna. la veridicità di quanto riportato. il loro ruolo nella diede criminale-vittima. nessuna delle risposte. Quale fra i seguenti autori elaborò una tipologia generale di vittime all'interno della quale inserì i minori, le donne, gli anziani, i mentalmente instabili e gli anziani?. nessuna delle precedenti. Mendelsohn. Gullotta. Fattah. I tratti psicosociali si possono definire, in merito ai fattori di rischio di vittimizzazione: fattori biopsicosociali. fattori sociali. disposizioni innate. predisposizioni acquisite. Una prima classificazione di vittime si basa sulla distinzione tra: Predisposizioni innate e disposizioni psicosociali. Disposizioni innate e predispozioni psicologiche. Predisposizioni innate e disposizioni psicologiche. Predisposizioni acquisite e disposizioni innate. Secondo Von Hentig, esistono delle persone che esercitano un'attrazione del tutto particolare sul criminale, facilitandone l'azione. Si tratta: delle vittime bloccate. delle vittime latenti. delle vittime inconsapevoli. delle vittime dissimulatrici. Von Hentig stila un elenco di tipi psicologici a suo parere più inclini a divenire vittime: quali sono?. Il depresso, l'avido, l'inconsapevole, il solitario, il tormentatore, la vittima bloccata. Il depresso, l'avido, l'irresponsabile, il solitario, il tormentatore, la vittima bloccata. Il depresso, l'avido, l'irresponsabile, il solitario, il tormentatore, la vittima latente. Il depresso, l'avido, l'irresponsabile, il tormentatore, la vittima latente. Quali autori hanno elaborato il cosiddetto "modello di vittimizzazione basato sullo stile di vita o sull'esposizione al rischio", e quando?. nessuna delle risposte. Hindelang, Gottfredson, Garofalo nel 1968. Hindelang, Gulotta, Garofalo nel 1978. Hindelang, Gottfredson, Garofalo nel 1977. Dopo i primi studi pioneristici, la vittimologia ha sviluppato nuove linee di ricerca che attribuiscono maggiore importanza: Alle dinamiche della relazione tra autore e vittima. Ai fattori biologici di predispozione al crimine in entrambi i soggetti del reato. Ai fattori psicologici individuali predisponenti alla vittimizzazione. Alle situazioni e al contesto sociale che facilitano la vittimizzazione. Rispetto al focus degli studi pioneristici, gli studi della fine degli anni '70 e degli anni '80 danno maggiore impulso ad uno studio della vittima da un punto di vista. sociologico. biopsicosociale. psicologico. giuridico-penale. La teoria dell'attività routinaria appare piuttosto centrata. sulla prospettiva dell'autore di reato. sulla prospettiva dello stile di vita della vittima e del criminale. sulla prospettiva di entrambi i soggetti della diede criminale-vittima. sulla prospettiva della vittima. Secondo la teoria dell'attività routinaria, il crimine è il risultato di quali elementi: assenza di un guardiano e presenza di obiettivi appetibili. presenza di un autore possibile e di obiettivi appetibili. presenza di un guardiano che non riesce ad impedire il reato, assenza di obiettivi appetibili e presenza di probabili autori motivati. Presenza di probabili autori e obiettivi appetibili, e assenza di un guardiano che impedisca il reato. Le relazioni affettive che riguardano direttamente il bambino nell'infanzia in che modo condizionano il suo sviluppo?. Creando una disregolazione emotiva e una distorsione del sistema di attaccamento. Creando una distorsione nella regolazione delle emozioni e nella percezione della violenza. Creando una disregolazione del sistema di attaccamento e di concettualizzazione della realtà. Creando aspettative irrealistiche nei confonti del mondo esterno e delle altre persone. Con il termine "violenza domestica" si fa riferimento: La violenza che ha luogo in una relazione affettiva di tipo familiare. La violenza che ha luogo all'interno delle mura domestiche. Ogni forma di violenza che ha luogo in una relazione affettiva. La violenza che ha luogo in un nucleo familiare. Dove hanno origine i comportamenti abusanti o violenti in ambito familiare?. Nel tipo di relazione disfunzionale esistente tra i partner. nessuna delle precedenti. Nelle radici socioculturali del contesto in cui la famiglia risiede. Nelle relazioni primarie dell'individuo. Dove trova le sue radici la violenza perpetrata nelle famiglie violente?. Nelle famiglie d'origine dei due partner. Negli aspetti disfunzionali caratterizzanti i due partner, come psicopatologia, criminalità, dipendenza da sostanze e alcol, e abusi fisici. Nei comportamenti disfunzionali relativi ad abusi sessuali e fisici. Nei comportamenti disfunzionali relativi ad abusi sessuali e fisici e dipendenza da alcol e sostanze. Dalle ricerche, è emerso che le relazioni improntate sull'aggressività possono ritrovarsi: Nei contesti familiari di ceti sociali ed economici più bassi. In ogni contesto familiare. Nei contesti familiari in cui i partner hanno una forte dipendenza dall'alcol o da sostanze. Nei contesti familiari socioculturalmente svantaggiat, vicini alla criminalità. A quando risale la Dichiarazione delle Nazioni Unite sulle vittime del crimine e dell'abuso di potere?. 1975. 1987. nessuna delle risposte. 1984. Qual è il primo strumento normativo dell'Unione Europea emanato a tutela delle vittime dei reati?. La Decisione Quadro 2001/202/Giustizia e Affari interni. La Decisione Quadro 2000/220/Giustizia e Affari interni. La Decisione Quadro 2002/202/Giustizia e Affari Interni. La Decisione Quadro 2001/220/Giustizia e Affari interni. Nella Convenzione della Comunità Europea del 1999 si ribadisce una normativa già stabilita dalla Dichiarazione delle Nazioni Unite sulle vittime del crimine e dell'abuso di potere: quale?. Il risarcimento dello Stato verso i danni della vittima in caso di impossibilità del reo. Il risarcimento della vittima da parte del reo. La tutela giuridica e psicologica garantita alle vittime di reati gravi come il tentato omicidio o i reati sessuali. La tutela dello Stato verso i danni della vittima anche quando il danno non è fisico ma psicologico. Una prima dimostrazione di interesse verso le normative riguardanti le vittime si ha con la comunicazione: Della Commissione del 1999 al Consiglio del Parlamento Europeo. Del Parlamento Europeo del 1998 alla Commissione Europea. Della Commissione del 1997 al Consiglio del Parlamento Europeo. Del Parlamento Europeo del 1999 alla Commissione Europea. Quale tra queste opzioni meglio sintetizza la descrizione di vittima fatta dalla Dichiarazione delle Nazioni Unite sulle vittime del crimine e dell'abuso di potere?. Persone tutelate dalla legge e danneggiate nella loro integrità. Persone che hanno subito un coinvolgimento in un procedimento penale. persone che hanno sofferto una lesione. nessuna delle risposte. Quale modello di vittimizzazione viene teorizzato da Emilio Viano?. modello circolare. modello ciclico. modello lineare. modello della consapevolezza. La vittima simulatrice può diventare: vittima fittizia. vittima immaginaria. vittima ingiusta. vittima falsa. Il "presunto autore di reato" è vittima di: Una sua distorta immagine di colpevolezza. un'ingiusta accusa. noncuranza istituzionale. nessuna delle risposte. Qual è l'autore che teorizza il modello lineare di vittimizzazione?. Hans Von Hentig. Marco Monzani. Elena Bertoli. nessuna delle precedenti. Secondo il modello di vittimizzazione di Emilio Viani, qual è il primo passo per uscire dalla situazione di vittimizzazione?. la consapevolezza della situazione vittimizzante. la richiesta d'aiuto. la presa di coscienza della non responsabilità del proprio dolore. la consapevolezza della propria innocenza. Come si definisce lo stato d'ansia e di angustia che nella vittima spesso insorge nel corso del tempo?. stress da vittimizzazione. stress post traumatico. nessuna delle risposte. stress psicologico da reato. Con quale termine si fa riferimento al complesso degli effetti pregiudizievoli di natura fisica, psicologica, economica e sociale prodotti sulla vittima dal reato?. nessuna delle risposte. vittimizzazione indiretta. vittimizzazione diretta. vittimizzazione secondaria. Come si chiama il processo per il quale la vittima diventa più vulnerabile e a rischio di subire ancora fatti penalmente rilevanti?. vittimizzazione circolare. vittimizzazione secondaria. vittimizzazione reiterata. vittimizzazione primaria. Come si definiscono le conseguenze negative, emotive e relazionali, che possono derivare alla vittima dall'impatto con l'apparato giudiziario?. vittimizzazione primaria. vittimizzazione indiretta. vittimizzazione reiterata. vittimizzazione secondaria. Chi, negli anni '40 del secolo scorso, aveva già denunciato i rischi di vittimizzazione secondaria per le vittime di reati?. Mendelsohn. Von Hentig. Emilio Viano. Marco Monzani. Da chi è stato coniato il concetto di "colpevolizzazione della vittima", con il libro intitolato "Blaming the victim"?. Mendelsohn. nessuna delle risposte. Viano. Von Hentig. Quale opera fondamentale, criticante le teorie sulla formazione dei ghetti e della povertà intergenerazionale, dà forma al concetto di "colpevolizzazione della vittima?. "Blaming the victim". The victim's invisible fight". "The victim's fault". "The victim's responsibility". In quali anni, con alcuni episodi storici, si sono verificati casi rilevanti di colpevolizzazione della vittima?. negli anni 60. negli anni 70. negli anni 50. negli anni 80. In cosa consiste la colpevolizzazione della vittima?. Nel ritenere la vittima di un crimine responsabile di ciò che le è accaduto. Nell'ignorare le necessità della vittima non ritenendole gravi abbastanza. Nel ritenere che la vittima abbia voluto rendersi tale con un secondo fine. Nel ritenere che la vittima non abbia fatto niente per evitare ciò che le è accaduto. Con quale opera viene introdotto e sviluppato il concetto di colpevolizzazione della vittima?. "The victim's responsibility. "The victim's fault. "Blaming the victim". "The victim's struggle". Lerner, secondo la sua teoria del mondo giusto, afferma che la società vede la sofferenza della vittima come meritata: a cosa fa riferimento?. la teoria del conflitto sociale. la neutralizzazione della vittima. la vittimizzazione terziaria. la vittimizzazione secondaria. Quale tra le seguenti opzioni definisce una reazione a una minaccia nei confronti della fiducia in un mondo giusto?. nessuna delle risposte. la vittimizzazione terziaria. la vittimizzazione diretta. la vittimizzazione secondaria. La Bielief in a Just World Theory è una teoria che fa parte: della psicologia del lavoro. della psicologia sperimentale. della psicologia cognitiva. della psicologia sociale. La Belief in a Just World Theory è una teoria formulata da: Von Hentig. nessuna delle risposte. Viano. Mendelsohn. Quale tra le seguenti opzioni meglio spiega a cosa ricollega, Lerner, il principio di giustizia alla base della teoria del mondo giusto?. nessuna delle risposte. Ad un contratto sociale per il quale l'individuo vuole mantenere inalterato l'equilibrio socioculturale di appartenenza. Ad un meccanismo sociale per il quale la vittima spesso è attrice attiva nel proprio processo di vittimizzazione. Ad un contratto personale per cui l'individuo rinuncia a forme immediate di gratificazione per investire le proprie energie nel raggiungimento di altri obiettivi. |




