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ACQUISIZIONE E INSEGNAMENTO DELL'ITALIANO L2

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ACQUISIZIONE E INSEGNAMENTO DELL'ITALIANO L2

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Ecampus - Master L2 - parte 2

Creation Date: 2026/08/26

Category: Others

Number of questions: 36

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Il coinvolgimento del dialetto sudtirolese e delle altre L1 delle/dei bambini in ADP, secondo la ricerca EURAC,. È pratica ormai prevalente. Sostituisce la funzione dell’italiano standard. Può essere aumentato per valorizzare la diversità reale nelle scuole. Non si trova mai in alcuna attività didattica.

Che differenza è emersa tra scuole primarie, secondarie e professionali riguardo alle attività plurilingui?. La frequenza di attività plurilingue è più alta in primarie e secondarie di I grado. Le scuole professionali offrono più attività di confronto. La frequenza di attività plurilingue è più bassa in primarie e secondarie di I grado. La pratica plurilingue è uniforme in tutti gli ordin.

Quale funzione ha il translanguaging pedagogico secondo i docenti intervistati da EURAC?. Limitare l’interazione tra studenti. Sostenere i processi di apprendimento attraverso uso flessibile di più lingue. Favorire solo la grammatica nelle lingue. Escludere tutte le lingue diverse dalla lingua d’istruzione.

Secondo i dati raccolti, le lingue maggiormente usate nelle attività plurilingui rispecchiano. Solo l’italiano e il tedesco. La presenza delle lingue offerte dal curricolo scolastico (L2/L3) e le lingue di origine degli studenti. Prevalenza del latino e lingue classiche. Tutte le lingue insegnate esclusivamente dai genitori.

Nella ricerca, per quale motivo molti docenti segnalano difficoltà nell’implementare attività plurilingue?. Esclusivo supporto da enti esterni. Mancanza totale di interesse studentesco. Assenza di varietà linguistiche in classe. Richiede molto tempo e materiali adatti, difficili da reperire.

Cosa valorizza la categoria “consapevolezza metalinguistica” nelle attività plurilingui secondo la ricerca EURAC?. Produzione meccanica di liste lessicali. Sviluppo della riflessione sulle somiglianze e differenze tra lingue. Rinuncia a ogni comparazione linguistica. Esclusivo confronto tra dialetti.

La pandemia di Covid-19, rispetto alla didattica plurilingue secondo i dati EURAC, ha. Permesso un’accelerazione grazie al digitale in tutte le discipline. Eliminato l’importanza della collaborazione tra docenti. Ridotto le ore disponibili e complicato la reperibilità di risorse per tutti. Ha favorito la preparazione di ogni docente.

Secondo la ricerca EURAC, perché è importante la formazione e la collaborazione tra docenti di tutte le discipline?. Facilita una didattica plurilingue trasversale, inclusiva e sostenibile. Serve esclusivamente nelle classi monolingui. È utile solo ai docenti di lingue. Riduce la consapevolezza sulle lingue minoritarie.

Secondo i dati EURAC, i docenti con esperienza di ADP affermano che le attività più complesse. Si basano sull’uso privilegiato del libro di testo. Richiedono solo preparazione individuale. Sono legate alla difficoltà di adattare materiali a plurilinguismo reale. Eliminano la necessità di collaborazione.

Quali enti sono citati nella ricerca EURAC come fornitori di risorse utili alla didattica plurilingue?. I Ministeri dell’Istruzione. ECML, università e istituzioni locali. ECML, ÖSZKZ, Eurac Research e istituzioni locali. Le associazioni di genitori e studenti.

Una pratica osservata da Nitti nelle scuole per avviare il riconoscimento delle lingue presenti è. Limitare l'uso della L1 a contesti non scolastici. Imporre il monolinguismo in tutte le attività. Usare solo glossari tecnici stampati. Portare in classe testi e racconti popolari tradotti dagli studenti e famiglie.

Nella ricerca di Nitti, quale limite viene attribuito alla semplice traduzione di parole?. Esclude la partecipazione famiglie. Sostituisce le attività creative. Non garantisce l’apprendimento comunicativo autentico. Non ha valore motivazionale.

Per Nitti, qual è il ruolo del mediatore interculturale?. Facilitare comunicazione tra scuola e famiglia nelle lingue delle minoranze. Convalidare certificazioni glottodidattiche. Gestire esami formali di lingua. Tradurre documenti e circolari amministrative.

Quale percezione hanno molte famiglie migranti rispetto all'uso delle proprie lingue secondo la ricerca?. Non ne percepiscono alcun valore. Richiedono attività solo su lingua italiana. Tendono a nasconderne l'uso per favorire l'integrazione. Spingono sempre per il mantenimento della L1.

Secondo la ricerca di Nitti, quale pratica è più efficace per la riflessione metalinguistica?. Creazione di mappe concettuali su lessico italiano. Autobiografia linguistica condotta con attenzione alla L1. Dettati in lingua italiana. Analisi sintattica su testi classici.

Qual è la critica di Nitti verso le narrazioni sulle lingue minoritarie in classe?. Rischiano di eliminare identità personale. Fanno perdere il contatto con la grammatica. Generano sempre conflitti tra pari. Spesso valorizzano più l’aspetto etnografico che l’uso veicolare della lingua.

Secondo Nitti, quali attività riscuotono maggiore successo nella scuola primaria rispetto alla secondaria?. Analisi grammaticale della L1. Attività ludiche sulla cultura italiana. Nessuna risposta è corretta. Lavoro sul lessico delle lingue minoritarie e coinvolgimento delle famiglie.

Cosa emerge dall’analisi dei dati, in Nitti, sulla formazione docente?. Tutti i docenti sono formati nella glottodidattica. Solo una minoranza partecipa a corsi sul plurilinguismo. La formazione è imposta da protocolli nazionali. L’aggiornamento riguarda solo la letteratura.

Che relazione esiste tra ordine di scuola e pratiche identificate da Nitti?. Secondaria sempre più proattiva. Maggiore attenzione nei cicli primari; meno protocolli nella secondaria. La differenza dipende solo dal territorio. Nessuna differenza tra i vari ordini.

Nella ricerca di Nitti, la sociolinguistica è usata per. Analizzare lingua madre, dialetti e motivazione familiare. Preparare solo materiali digitali. Coordinare i consigli di classe. Valutare la grammatica delle lingue romanze.

Gli strumenti valutativi per la competenza interculturale devono. Applicarsi solo a prove nozionistiche. Rilevare le abilità di adattamento, gestione dell’ambiguità, capacità dinamiche. Essere basati su quiz a risposta multipla. Valutare solo conoscenza dichiarativa.

Savoir s’engager implica. Valutare criticamente le pratiche e prodotti di culture proprie e altrui. Ignorare le differenze tra culture. Adottare un relativismo assoluto. Sancire la neutralità pedagogica.

La competenza pragmatica in comunicazione interculturale riguarda. Gestione funzionale degli atti comunicativi e coerenza testuale. Conoscenza solo di sintassi. Uso di dizionari bilingue. Abilità esclusiva di tradurre parole.

Nel Quadro Comune Europeo di Riferimento, la competenza plurilingue. Limita l’interazione sociale. Si acquisisce separatamente per ogni lingua. È interconnessa e complessa, non somma di competenze isolate. Riguarda solo la padronanza grammaticale.

Secondo Kramsch, il terzo spazio ("third place"). È legato alla conservazione delle identità nazionali. È uno spazio intermedio negoziato fra culture nella comunicazione. Equivale all’assimilazione della cultura target. Si limita al bilinguismo passivo.

Il collettivismo in Hofstede si manifesta quando. Gli obiettivi del gruppo sono prioritari rispetto a quelli individuali. Le regole grammaticali determinano il comportamento. Il cambiamento è fortemente ostacolato. Ogni persona agisce sempre per sé.

Come si comportano le culture con alto evitamento dell’incertezza?. Sviluppano regole formali e mostrano ansia verso il cambiamento. Accolgono facilmente l’ambiguità e il rischio. Preferiscono la spontaneità nelle relazioni. Ignorano completamente la presenza di norme sociali.

Una critica nota al modello di Hofstede riguarda. La sua applicabilità solo al marketing internazionale. L’eccessiva attenzione agli aspetti fonetici. La sovrapposizione con teorie grammaticali. Il rischio di essenzialismo e stereotipi culturali.

Secondo McSweeney (2002), il limite principale del modello Hofstede è. L’assenza di dimensioni linguistiche. L’attribuzione della cultura nazionale come unica fonte di variazione. La mancanza di statistiche quantitative. Il focus su un solo paese occidentale.

Nelle dimensioni di Hofstede, le culture a bassa distanza dal potere. Presentano sempre leadership autoritaria. Ritengono la comunicazione unicamente verbale. Si oppongono alla collaborazione tra individui. Promuovono partecipazione ed egualitarismo.

Casmir definisce la classe plurilingue come. Un laboratorio di “terza cultura” dove si negoziano pratiche e norme condivise. Spazio di assimilazione monoculturale. Ambiente chiuso a ogni processo identitario. Un gruppo separato dai processi culturali.

Nell’ottica neuroscientifica di Decety, l’empatia culturale si sviluppa. Solo grazie alle regole prese dal manuale. Tramite imposizione di un solo modello identitario. Attraverso competizione tra culture. Con l’esposizione a prospettive diverse e pratiche di perspective-taking.

La teoria delle dimensioni culturali di Hofstede aiuta gli insegnanti perché. È relativa esclusivamente all’aspetto linguistico. Impone solo regole uniformi. Consente di interpretare comportamenti degli studenti esposti a normatività diverse. Sancisce la superiorità della cultura dominante.

Secondo Hall, come si costruisce l’identità culturale degli individui?. Attraverso processi dinamici di negoziazione con il contesto sociale. Solo tramite rete familiare. Attraverso un’unica cultura stabile. Mediante criteri biologici innati.

Quale funzione ha la narrazione autobiografica nella didattica interculturale secondo Bruner?. Favorisce la competizione intergruppi. Permette agli studenti di dare senso alle esperienze e costruire coerenza identitaria. Serve solo per la valutazione grammaticale. Esclude le esperienze migratorie.

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